4 agosto 2015 ore 9:30/14:00 – Manifestazione al Senato per dire NO alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato

Martedì 4 agosto dalle 9:30 alle 14:00, in piazza della Rotonda (zona Pantheon) è indetta la Manifestazione Nazionale di protesta contro l’ipotesi di scioglimento del CFS voluta dal governo Renzi, con la compiacenza del capo del CFS.

Questo è il momento di unirci per far sentire la nostra voce abbattendo tutti gli steccati ideologici e le appartenenze sindacali. Uniti si vince!!!

Ovviamente la Campagna #SalviamolaForestale anche stavolta sarà presente alla manifestazione e invita tutte le associazioni e le personalità che hanno aderito alla Petizione a scendere in piazza con le loro bandiere e striscioni.

Grazie a tutti

Seggioli Raffaele

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No allo soppressione del Corpo Forestale dello Stato: l’appello del Centro Pannunzio

Centro Pannunzio

Il Centro “Pannunzio” aderisce alla campagna #SalviamolaForestale contro la soppressione del Corpo Forestale dello Stato che un disegno di legge in discussione al Senato prevede di abolire. Noi chiediamo che venga mantenuta in vita la storia quasi bicentenaria di un corpo di Polizia che svolge un servizio importante per la tutela dell’ambiente e per il benessere degli animali.

Se è vero che in alcune regioni meridionali c’è un esubero di operai idraulico-forestali in carico alle regioni per motivi clientelari, che non corrispondono alle reali necessità del territorio (e infatti non dipendono dal Corpo Forestale dello Stato e non sono agenti di polizia avendo solo mansioni pratiche), è altrettanto vero che i bisogni del territorio italiano (e in particolare della mia Liguria sia del Ponente che del Levante) impongono la presenza del Corpo Forestale dello Stato anche in funzione di prevenzione degli incendi.

Chi ama gli animali e ne difende i diritti, spesso conculcati, non può sottrarsi a dare il suo consenso ad una petizione contro l’eliminazione di un corpo di polizia sperimentato e competente, e contro un passaggio di competenze che appare poco chiaro e tutto da stabilire. Un organo di polizia specializzata dà delle garanzie a tutela dell’ambiente che semmai andrebbero valorizzate.

PIER FRANCO QUAGLIENI
direttore del CENTRO “PANNUNZIO”

ARRENDERCI MAI!!!

Negli ultimi giorni si susseguono le riunioni interne nel CFS dove i vertici ci comunicano che noi Forestali dovremmo entrare con felicità nella nostra futura casa (l’Arma dei Carabinieri) in quanto verremo trattati con dignità e nel rispetto della Convenzione di Ginevra per i prigionieri di guerra.

A parte l’ironia di chi scrive, il senso di tutta questa storia è che stanno iniziando le fasi preparatorie-conoscitive per il futuro accorpamento con i Carabinieri, a iter parlamentare però ancora aperto. Pare che il Capo del Corpo, Cesare Patrone, sia stato incaricato dal Ministro Martina di avviare tutte le pratiche ed i tavoli di lavoro con i Carabinieri per verificare la fattibilità di un accorpamento.

Noi ci saremmo aspettati che un Capo di un Corpo di polizia, alla richiesta di un Ministro di chiudere il suo Corpo, avesse risposto: “lo chiuda lei un Corpo con 193 anni di storia e amato dagli italiani. Ci metta lei la faccia. Io piuttosto mi dimetto, per rispetto dei miei uomini e dell’Istituzione che rappresento”.

Ma a quanto pare nulla di tutto ciò è stato pronunciato, almeno pubblicamente, e invece sembra che l’ing. Patrone ci voglia convincere che il nostro passaggio nei Carabinieri sia la miglior soluzione possibile al momento.

Speriamo di sbagliarci e che invece il Capo del Corpo stia lavorando per salvare la sua Forestale. Sappia però che noi cittadini (e noi Forestali) che amiamo il CFS non ci arrenderemo così facilmente. Faremo ricorso in tutte le sedi possibili per far decadere le leggi che vogliono distruggere il CFS e in ultima istanza raccoglieremo le firme per un referendum abrogativo per cancellare le parti dei decreti che prevedono la soppressione del CFS. Cercheremo di unire tutte le associazioni e i movimenti politici che fin qui hanno collaborato nella nostra Campagna #SalviamolaForestale per creare il Comitato Referendario e cercheremo sponde con altre realtà che intendono percorrere la via referendaria per abrogare altri articoli del DDL sulla PA.

L’ultima parola sulla soppressione o meno del Corpo Forestale dello Stato spetta ai cittadini. Scoprirete che la volontà del vostro Governo non corrisponde a quella degli italiani onesti.

Campagna #SalviamolaForestale

CULTURA BICENTENARIA ALLE ORTICHE? CHI SE NE FREGA!

Il disegno di legge Madia accorpa il Corpo Forestale dello Stato ai Carabinieri. Si perde una professionalità maturata dal 1822.
I Forestali sono solo otto anni più giovani degli stessi Carabinieri. I Carabinieri sono un’Arma meravigliosa, una delle utime istituzioni serie in questo sfortunato Paese di cui ci si può fidare per professionalità e senso dello Stato tanto che sono amatissimi dagli italiani, me compreso, ma ce li vedete a distinguere, negli aeroporti, le specie tutelate dalla CITES e quelle libere? A distinguere le cozze “veraci” importate dalle Filippine? a diagnosticare le malatie degli ulivi e dei pini? A stabilire se un albero è pericolante o no? Ad accogliere nei loro rifugi gli iguana, i panda e quant’altro sequestrati ai turisti? O le aquile e le volpi ferite? A spegnere gli incendi sui campi e tra i boschi? I CC sono una stupenda forza di polizia, ma appunto con cultura e mentalità di polizia. Il CFS è un soggetto soprattutto dedito allo studio come precondizione e presupposto per il conseguente intervento ambientale florofaunistico che necessita di conosceze e specializzazioni che nessuno ha in Italia.
Nessuno forse ricorda Alfonso Alessandrini, mitico Capo del Corpo per 15 anni, autorità indiscussa in campo mondiale nella ricerca, studio, salvaguardia delle specie arboree? Possibile che nessuno comprenda che la cultura di un Corpo dello Stato non si crea in pochi giorni, che così facendo la tutela e la protezione del nostro patrimonio ambientale andranno alle ortiche? Non certo per insipienza dei Carabinieri, ma semplicemente perché non è il loro mestiere e prima che lo diventi passeranno, come per il CFS, decenni e decenni.
La riforma, sia detto con estrema chiarezza, non è nemmeno commentabile quale legittima opinione, non ne ha la dignità, è solo semplicemente e chiaramente una idiozia madornale! Lo capisce chiunque, salvo il nostro super esperto ministro della Pubblica Amministrazione. Altra norma: tutti (ripeto TUTTI) gli uffici periferici di tutte (ripeto TUTTE) le amministrazioni dello Stato confluiscono nell’Ufficio Territoriale dello Stato (cioè le Prefetture). Ad eccezione degli uffici giudiziari (bontà loro) e di quelli militari (ci mancherebbe altro!), ma compresi gli uffici periferici dei Beni Culturali. Non ci credete? Leggete l’art. 7 (“Riorganizzazione dell’amministrazione dello Stato”), comma 1, che prevede: “il Governo è delegato ad adottare… decreti legislativi per modificare la disciplina …dei Ministeri, …nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: … c) …trasformazione della Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo in Ufficio Territoriale dello Stato, quale punto di contatto unico tra amministrazione periferica  dello Stato e cittadini (cioè: il front office di tutte le amministrazioni diviene la Prefettura); attribuzione al Prefetto della responsabilità dell’erogazione dei servizi ai cittadini…(di tutti i servizi statali); confluenza nell’Ufficio Territoriale dello Stato di tutti gli uffici periferici delle amministrazioni civili dello Stato…” (confluire = entrare a far parte di un’organizzazione già esistente, Zingarelli).
Con un quasi inavvertito, ma in effetti rivoluzionario colpo di mano, “tutti gli uffici periferici delle amministrazioni civili dello Stato”, cioè tutte le amministrazioni dello Stato, escluse solo quelle militari e giudiziarie, passano alle dipendenze delle ex prefetture e diventano sostanzialmente organi periferici del Ministero dell’Interno dal quale dipendono a loro volta le prefetture, che diverrebbe così l’unico ministero con articolazioni periferiche ricomprendente tutte quelle degli altri ministeri. Limpido esempio di funzioni esercitate con lo strumento dell’avvalimento da parte degli altri ministeri (qualcuno in Parlamento e al Governo ha una vaga idea di che cosa io stia parlando?) in violazione dell’articolo 95, comma 2 della Costituzione perché sottrae ai singoli Ministri competenti (in senso amministrativo, eh!) la responsabilità politica della gestionie del LORO ministero. Fra gli ‘uffici’ che confluiscono’ negli Uffici territoriali dello Stato come organi da essi dipendenti sarebbe quindi necessariamente compreso tutto l’apparato periferico del MiBACT, cioè le soprintendenze etc. Oltre cento anni di organizzazione dei beni culturali, dal Ministero PI a quello attuale, buttati nel cesso da un momento all’altro. Il concetto è diverso da quello tentato a suo tempo con il disegno degli UTG, che avevano solo compiti di coordinamento, per altro fallito.
Se la lingua italiana non è usata dal Legislatore per approssimazione (ipotesi per altro non peregrina) questa riforma vuol dire proprio un cambio di amministrazione gerarchica per tutti gli uffici periferici. Chi l’ha votata non se ne è accorto? E’ affetto da analfabetismo di ritorno che gli impedisce di comprendere la lingua di Dante? Oppure ne era consapevole? Forse non si voleva dire questo? Allora rifacciamo a tutto il Governo e al Parlamento l’esame di maturità soprattutto nella sezione: comprensione del testo.
Sorge il sospetto che la causa di tanto sciagurato disastro non sia tanto l’ignoranza crassa, supina ed affettata che trasuda da tutto ciò, ma soprattutto che sia la proterva, arrogante, sfrontata, supponente volontà di rottamare l’organizzazione statuale precedente per potere affermare di avere “fatto le riforme”. Il contenuto di queste, poi, è del tutto irrilevante: “me ne frego!”.
Ci sono voluti oltre centocinquanta anni per creare un Corpo specializzato di livello internazionale? Me ne frego! Tutti i Paesi occidentali hanno corpi di polizia ambientale e forestale specializzata (tipo rangers americani per intenderci)? Me ne frego! L’organizzazione del MIBACT è invidiata e copiata all’estero? Me ne frego! Si verifica un accentramento di potere amministrativo nel Ministero dell’Interno che stravolge completamente un assetto equilibrato e la Costituzione? Me ne frego! In questo parossismo distruttivo, in questa paranoia del nuovo e diverso a tutti i costi e a prescindere dai contenuti, si creano vuoti di potere che sono riempiti dai più svelti e abili: è l’horror vacui, ferrea legge in politica. Gli equilibri faticosamente creati saltano, ma io me ne frego! Meno male, però, che almeno se facciamo queste riforme, poi ci abbassano le tasse.
Vi prego andate su questo indirizzo e meditate: http://www.leopardi.it/canti01.php
…e scusate la lunghezza: sono esasperato.
Claudio Zucchelli, Presidente nazionale Archeoclub d’Italia

10 domande alla Ministra Madia sulla soppressione del Corpo Forestale dello Stato

1. IN BASE A QUALE CRITERIO IL GOVERNO HA STABILITO CHE 5 FORZE DI POLIZIA SONO “TROPPE”? TROPPE RISPETTO A COSA?

Il numero e la tipologia di corpi di polizia presenti in un paese riflettono la storia e le peculiarità amministrative, ambientali e criminali di una nazione. Cinque forze di polizia, se fossero organizzate in maniera razionale, coi servizi di gestione interna associati e, soprattutto, con compiti ben differenziati, potrebbero essere in quantità perfetta. Quello che resta incomprensibile al cittadino non è l’avere più o meno forze di polizia ma vedere che spesso fanno esattamente le stesse cose.

2. COME SI GIUSTIFICA IL FATTO CHE 5 FORZE DI POLIZIA SONO TROPPE MENTRE 4 E’ IL NUMERO GIUSTO?

Se l’obiettivo fosse realmente quello di cercare una (non richiesta) uniformità con gli altri paesi europei la riforma dovrebbe riguardare tutto il comparto sicurezza nel suo complesso per arrivare ad avere un massimo di 2 forze di polizia. Tale operazione dovrebbe presupporre un disegno di legge ad hoc discusso anche con le “parti sociali” e affrontato in maniera unitaria. Dichiarare che questa riduzione sia solo il primo passo in vista di possibili altri accorpamenti è un modo non serio e poco razionale di affrontare la riforma dell’intero comparto sicurezza.

3. PER ARRIVARE A 4 FORZE DI POLIZIA PERCHE’ FARLO ELIMINANDO PROPRIO IL CORPO FORESTALE DELLO STATO E NON UN’ALTRA FORZA DI POLIZIA?

Il CFS è di gran lunga la forza di polizia più piccola (il personale è paragonabile a quello della polizia municipale della sola città di Roma) di conseguenza la presunta razionalizzazione e i risparmi conseguenti sarebbero proporzionatamente più modesti rispetto a qualunque altra f.d.p. Inoltre il Corpo Forestale dello Stato, a dispetto delle proprie dimensioni, possiede una complessità tale da renderlo assolutamente unico rispetto agli altri corpi statali. La vastità della materia “ambiente” ha fatto sì, infatti, che nel tempo si creassero numerose “specialità” in seno al Corpo Forestale al fine di affrontare con maggior efficacia i rispettivi ambiti di azione spesso molto diversi tra loro e disciplinati da corposa legislazione speciale. E’ per questo motivo che all’interno del CFS troviamo:

  • il NOA, Nucleo Operativo Antibracconaggio.
  • il NIRDA, Nucleo Investigativo sui Reati in Danno di Animali.
  • il NIAB, Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi.
  • il NAF, Nucleo Agro-alimentare e forestale
  • i NOC, Nuclei Operativi CITES, per il controllo del traffico internazionale di specie protette
  • il CTA, Coordinamenti Territoriali per l’ambiente che svolgono il servizio “guardiaparco” presso i Parchi Nazionali.

Ricondurre più specializzazioni ad un unica specialità significa ovviamente impoverire culturalmente le competenze acquisite, significa attuare un processo esattamente opposto a quello di specializzazione alla base di qualunque politica volta a rafforzare un settore ritenuto strategico. Sarebbe un po’ come dire “per rafforzare il contrasto alla mafia accorpiamo la procura Nazionale antimafia!”.

4. COME SI PUO’ PENSARE DI FAR SVOLGERE AD UN CORPO DI POLIZIA GENERALE I COMPITI TECNICI DEL CFS?

Il Corpo Forestale ha la peculiare nonché unica caratteristica tra le forze di polizia di occuparsi ancora di moltissime attività tecniche estranee alle mere attività di polizia: dalla protezione civile (si pensi agli incendi boschivi), alle attività di gestione di aree protette (130 riserve naturali dello stato gestite direttamente) ad attività tecnico-ambientale (inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi di carbonio, censimento e tutela degli alberi monumentali, monitoraggio europeo sullo stato fitosanitario dei boschi) fino addirittura ad attività di ricerca scientifica vera e propria presso gli uffici per la biodiversità. Non succede in nessuna parte del mondo che la Polizia di Stato (tanto meno se militare) si occupi di queste attività. Inoltre anche se con diversa organizzazione, corpi analoghi al CFS esistono in maniera autonoma in molti paesi del mondo (USA, Spagna) mentre risulta molto più “originale” la presenza di un corpo autonomo come la Polizia Penitenziaria o la Guardia di Finanza.

5. PERCHE’ NON SI COMINCIA A RAZIONALIZZARE IL SETTORE FACENDO QUELLO CHE CI CHIEDONO VERAMENTE L’UE E I CITTADINI?

Il nostro paese subisce una procedura di infrazione per non aver ancora istituito il numero unico di emergenza 112 con le relative sale operative unificate. Questo andrebbe fatto non solo perché previsto dalla normativa europea ma perché foriera di effettivi risparmi e razionalizzazioni. I cittadini inoltre non chiedono affatto di ridurre le forze di polizia e meno che mai di sopprimere proprio la Forestale, chiedono un uso razionale ed efficiente delle risorse pubbliche. Tutto questo può essere fatto attraverso l’unificazione dei centri di acquisto e di gestione “amministrativa” del personale. Intenzione enunciate a voce anche ma di cui non si trova traccia nel DDL in discussione. Inoltre sempre l’Unione europea, a proposito della tutela degli habitat, ci chiede rafforzare il Corpo Forestale Italiano implementandolo possibilmente con altre forze affini per materia come la polizia provinciale.

6. IL GOVERNO CHE HA APPENA DECRETATO LA SOPPRESSIONE DELLE POLIZIA PROVINCIALI E’ LO STESSO CHE PARLA DI AUMENTARE LA TUTELA AMBIENTALE?

E’ di tutta evidenza l’atteggiamento schizofrenico di un Governo che a parole fa determinati dichiarazioni di intenti e invece coi fatti va a cancellare un corpo di polizia locale altamente specializzato nella tutela dell’ambiente. Esattamente l’opposto, ancora una volta, di quello che ci chiede l’Europa (e la logica del buon governo del paese e del territorio).

7. QUALE SARA’ IL DESTINO DEI 2.000 OPERAI IN SERVIZIO PRESSO IL CORPO FORESTALE?

Il CFS gestisce in maniera eccellente 130 Riserve Naturali dello Stato anche grazie a duemila operai assunti dal Ministero delle Politiche Agricole con contratto agricolo di tipo privato. Duemila operai su 15 regioni a statuto ordinario che lavorano alle dirette dipendenze del Corpo Forestale dello Stato e di cui non è dato sapere che fini faranno.

8. CHE RAZIONALITA’ C’E’ NEL SOPPRIMERE UN CORPO DELLO STATO LASCIANDO IN PIEDI 4 CORPI FORESTALI REGIONALI, DUE CORPI FORESTALI PROVINCIALI E DUE CORPI DI VIGILANZA DI PARCHI NAZIONALI?

La contraddizione è evidente. Le proposte di vera razionalizzazione sono già state presentate.

9. COME SI PUO’ PARLARE DI RAZIONALIZZAZIONE DEL SETTORE DELLA TUTELA AMBIENTALE SENZA CITARE LE SPECIALITA’ DEI CC, L’ICQRF, ECC.?

Ridurre le sovrapposizioni è la chiave di volta per razionalizzare, aumentare l’efficienza, ridurre gli sprechi, ottimizzare l’utilizzo delle risorse. Il DDL dovrebbe indicare ESPLICITAMENTE i settori della pubblica amministrazione che andrebbero accorpati per affinità di funzioni.

10. COME SI PUO’ DEMANDARE AL GOVERNO DI RAZIONALIZZARE UN SETTORE DELLA P.A. COSI’ IMPORTANTE E VASTO SENZA DARE INDICAZIONI PRECISE E ADDIRITTURA LASCIANDO ALL’ESECUTIVO LA SCELTA DI SOPPRIMERE O MENO UN INTERO CORPO DI POLIZIA’ E NEL CASO DI DECIDERE SE QUESTO SARA’ MILITARE O CIVILE?

I profili di incostituzionalità non mancano. Davvero il Governo si vuole esporre alla probabile censura della Corte Costituzionale?

Gordon Cavalloni

SONDAGGIO DEI SINDACATI FORESTALI…..CHE FARE?

A un anno dal deposito in 1^ Commissione del Senato del DDL che prevede la soppressione del Corpo Forestale dello Stato, le Organizzazioni Sindacali del CFS al completo, hanno proposto agli appartenenti del Corpo un sondaggio per verificare le posizioni del personale in merito alle varie ipotesi oggetto di discussione.

Le domande proposte, alle quali bisogna rispondere barrando sul SI o sul NO, sono le seguenti:

1) SEI FAVOREVOLE ALLA PROPOSTA GOVERNATIVA DI SPEZZETTAMENTO E MILITARIZZAZIONE DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO?
2) SEI FAVOREVOLE AD UNA RIORGANIZZAZIONE FUNZIONALE DELLA POLIZIA AMBIENTALE E AGROALIMENTARE IN MANIERA UNITARIA?

Analizzando i commenti pervenuti in rete (e di persona), sul testo dei due quesiti, emergono alcune perplessità sulla efficacia delle due domande sottoposte al personale interno. Innanzitutto non è previsto nel DDL 3098 la militarizzazione del Corpo Forestale dello Stato ma il suo eventuale assorbimento in altra forza di polizia. Quindi, di fatto, il Governo vuole la cancellazione e non la militarizzazione del CFS. Il primo quesito risulta quindi fuorviante rispetto all’attualità degli atti parlamentari finora approvati.

In merito al secondo quesito le perplessità che sono emerse riguardano il fatto che la Polizia Ambientale ed Agroalimentare che si propone di “riorganizzare” di fatto è un’entità che non esiste con quella denominazione. Anche questo quesito è fuorviante e lascia intendere che si stia proponendo un passaggio in Polizia di Stato. Tanti colleghi, alla luce della poco chiara esposizione dei quesiti, hanno esternato la decisione di non partecipare a tale sondaggio.

La nostra Campagna #SalviamolaForestale da sempre propone di salvaguardare l’unitarietà, le strutture, le professionalità del CFS oltreché l’attuale denominazione e le uniformi. Inoltre sottolinea la necessità d’incrementare l’attuale organico, tramite nuovi concorsi, per assicurare il naturale ricambio generazionale e la saturazione delle carenze nelle piante organiche del Corpo, anche attraverso la stabilizzazione degli OTI e OTD per garantire la trasmissione di esperienza e saperi. Riteniamo che tale proposta sia condivisa da molti Forestali (oltre ad essere stata firmata da 75000 cittadini) che con il sondaggio dei sindacati non hanno avuto modo di esplicitarla.

Stiamo valutando l’opportunità e le modalità tecniche per creare un nostro sondaggio, rivolto sempre ai Forestali, con lo scopo di consentire loro di esprimersi in modo compiuto e propositivo.

Raffaele Seggioli

Ecco il testo definitivo dell’art. 7 del DDL 3098 riguardante il Corpo Forestale dello Stato

Il 15 luglio 2015 si è concluso alla Camera l’iter riguardante l’art. 7 del DDL 3098 che prevede la soppressione del Corpo Forestale dello Stato. Dopo le modifiche apportate dalla Camera l’articolo 7 diventa art. 8. Nei prossimi giorni il DDL verrà calendarizzato in Senato per la votazione definitiva (senza possibilità di ulteriori modifiche). Di seguito potete leggere un estratto del testo definitivo che è stato approvato, nella parte di stretto interesse del CFS. In grassetto sono evidenziate le modifiche che sono state apportate rispetto al testo giunto dal Senato.

L’art. 8 comma 1 lettere a a-bis riguardano il riordino del CFS. L’art. 8 commi 1-bis,2,3 e 4 regolamentano i successivi Decreti attuativi.

Su questo sito, in un precedente articolo, abbiamo pubblicato l’elenco dei deputati che hanno votato in maniera favorevole all’approvazione definitiva del suddetto art. 8 (cliccate qui per visualizzare l’articolo).

Art.8

Comma 1. […]

Lett. a) […] riordino delle funzioni di polizia di tutela dell’ambiente, del territorio e del mare, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, conseguente alla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo in altra Forza di polizia, fatte salve le competenze del medesimo Corpo forestale in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e spegnimento con mezzi aerei degli stessi da attribuire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco con le connesse risorse e ferme restando la garanzia degli attuali livelli di presidio dell’ambiente, del territorio e del mare e della sicurezza agroalimentare e la salvaguardia delle professionalità esistenti, delle specialità e dell’unitarietà delle funzioni da attribuire, assicurando la necessaria corrispondenza tra le funzioni trasferite e il transito del relativo personale; conseguenti modificazioni agli ordinamenti del personale delle Forze di polizia di cui all’articolo 16 della legge 1° aprile 1981, n. 121, in aderenza al nuovo assetto funzionale e organizzativo, anche attraverso:

1) la revisione della disciplina in materia di reclutamento, di stato giuridico e di progressione in carriera, tenendo conto del merito e delle professionalità, nell’ottica della semplificazione delle relative procedure, prevedendo l’eventuale unificazione, soppressione ovvero istituzione di ruoli, gradi e qualifiche e la rideterminazione delle relative dotazioni organiche, comprese quelle complessive di ciascuna Forza di polizia, in ragione delle esigenze di funzionalità e della consistenza effettiva alla data di entrata in vigore della presente legge, ferme restando le facoltà assunzionali previste alla medesima data, nonché assicurando il mantenimento della sostanziale equiordinazione del personale delle Forze di polizia e dei connessi trattamenti economici, anche in relazione alle occorrenti disposizioni transitorie, fermi restando le peculiarità ordinamentali e funzionali del personale di ciascuna Forza di polizia, nonché i contenuti e i princìpi di cui all’articolo 19 della legge 4 novembre 2010, n. 183, e tenuto conto dei criteri di delega della presente legge, in quanto compatibili;

2) in caso di assorbimento del Corpo forestale dello Stato, anche in un’ottica di razionalizzazione dei costi, il transito del personale nella relativa Forza di polizia, nonché la facoltà di transito, in un contingente limitato, previa determinazione delle relative modalità, nelle altre Forze di polizia, in conseguente corrispondenza delle funzioni alle stesse attribuite e già svolte dal medesimo personale, con l’assunzione della relativa condizione, ovvero in altre amministrazioni pubbliche, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nell’ambito delle relative dotazioni organiche, con trasferimento delle corrispondenti risorse finanziarie. Resta ferma la corresponsione, sotto forma di assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti economici, a qualsiasi titolo conseguiti, della differenza, limitatamente alle voci fisse e continuative, fra il trattamento economico percepito e quello corrisposto in relazione alla posizione giuridica ed economica di assegnazione;

3) l’utilizzo, previa verifica da parte del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze, di una quota parte dei risparmi di spesa di natura permanente, non superiore al 50 per cento, derivanti alle Forze di polizia dall’attuazione della presente lettera, fermo restando quanto previsto dall’articolo 23 della presente legge, tenuto anche conto di quanto previsto dall’articolo 3, comma 155, secondo periodo, della legge 24 dicembre 2003, n. 350;

4) previsione che il personale tecnico del Corpo forestale dello Stato svolga altresì le funzioni di ispettore fitosanitario di cui all’articolo 34 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, e successive modificazioni; riordino dei corpi di polizia provinciale, in linea con la definizione dell’assetto delle funzioni di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, escludendo in ogni caso la confluenza nelle Forze di polizia; ottimizzazione dell’efficacia delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, mediante modifiche al decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, in relazione alle funzioni e ai compiti del personale permanente e volontario del medesimo Corpo e conseguente revisione del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, anche con soppressione e modifica dei ruoli e delle qualifiche esistenti ed eventuale istituzione di nuovi appositi ruoli e qualifiche, con conseguente rideterminazione delle relative dotazioni organiche e utilizzo, previa verifica da parte del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze, di una quota parte dei risparmi di spesa di natura permanente, non superiore al 50 per cento, derivanti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco dall’attuazione della presente delega, fermo restando quanto previsto dall’articolo 23 della presente legge;

Art. 8

Comma 2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del primo dei decreti legislativi di cui al comma 1, sono definiti i criteri per la ricognizione dettagliata ed esaustiva, da effettuare decorso un anno dall’adozione dei provvedimenti di riordino, accorpamento o soppressione di cui al comma 1, lettera a), di tutte le funzioni e le competenze attribuite alle amministrazioni pubbliche, statali e locali, inclusi gli uffici e organismi oggetto di riordino in conformità al predetto comma 1, al fine di semplificare l’esercizio delle funzioni pubbliche, secondo criteri di trasparenza, efficienza, non duplicazione ed economicità, e di coordinare e rendere efficiente il rapporto tra amministrazione dello Stato ed enti locali.

Comma 3. Per l’istituzione del numero unico europeo 112, di cui al comma 1, lettera a), è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2015, di 20 milioni di euro per l’anno 2016 e di 28 milioni di euro annui dal 2017 al 2024. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’interno.

Comma 4. Il Ministero dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. 

Comma 5. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con i Ministri interessati, previa acquisizione del parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e del parere del Consiglio di Stato, che sono resi nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è successivamente trasmesso alle Camere per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari e della Commissione parlamentare per la semplificazione, che si pronunciano nel termine di sessanta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato. Se il termine previsto per il parere cade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto al comma 1 o successivamente, la scadenza medesima è prorogata di novanta giorni. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. Le Commissioni competenti per materia possono esprimersi sulle osservazioni del Governo entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono comunque essere adottati.

Comma 6. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo può adottare, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e della procedura di cui al presente articolo, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive.

Comma 7. Nei territori delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano restano ferme tutte le attribuzioni spettanti ai rispettivi Corpi forestali regionali e provinciali, anche con riferimento alle funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria, secondo la disciplina vigente in materia e salve le diverse determinazioni organizzative, da assumere con norme di attuazione degli statuti speciali, che comunque garantiscano il coordinamento in sede nazionale delle funzioni di polizia di tutela dell’ambiente, del territorio e del mare, nonché la sicurezza e i controlli nel settore agroalimentare. Restano altresì ferme le funzioni attribuite ai presidenti delle suddette regioni e province autonome in materia di funzioni prefettizie, in conformità a quanto disposto dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione.

Raffaele Seggioli