4 agosto 2015 ore 9:30/14:00 – Manifestazione al Senato per dire NO alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato

Martedì 4 agosto dalle 9:30 alle 14:00, in piazza della Rotonda (zona Pantheon) è indetta la Manifestazione Nazionale di protesta contro l’ipotesi di scioglimento del CFS voluta dal governo Renzi, con la compiacenza del capo del CFS.

Questo è il momento di unirci per far sentire la nostra voce abbattendo tutti gli steccati ideologici e le appartenenze sindacali. Uniti si vince!!!

Ovviamente la Campagna #SalviamolaForestale anche stavolta sarà presente alla manifestazione e invita tutte le associazioni e le personalità che hanno aderito alla Petizione a scendere in piazza con le loro bandiere e striscioni.

Grazie a tutti

Seggioli Raffaele

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5 thoughts on “4 agosto 2015 ore 9:30/14:00 – Manifestazione al Senato per dire NO alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato

  1. massimodiduca 31 luglio 2015 / 0:55

    Li voglio proprio vedere. Un forestale che fa il posto di blocco su una qualsiasi autostrada o che fa il servizio d’ordine in uno stadio o in una manifestazione celerini verdi). E invece voglio vedere un poliziotto che va con il cavalletto dendrometrico o il dendrografo negli stivaletti d’ordinanza o nel fondino pistola oppure con l’ipsometro o il cavalletto di Pressler ha fare un posto di blocco di blocco in un bosco. Si vede che Madia non ci capisce una catasta di legna o un carico di pigne,
    MA VA A STUDIARE VA E A GUARDARE ATTENTAMENTE UN PASSO DAL CIELO.

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  2. vespamodelli 31 luglio 2015 / 16:16

    Si potrebbe sopprimere solo il generale Silletti e il suo piano di eradicazione degli ulivi Salentini.

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  3. skypoint0 31 luglio 2015 / 16:30

    Il punto non sono i dettagli che sanciranno la dissoluzione del corpo forestale. Il punto è che si sta andando in direzione opposta all’esigenza di ri-naturalizzazione del territorio di cui il nostro paese e il mondo hanno necessità per salvarsi dalla reazione che la natura oppone alla follia della nostra specie (frane, alluvioni, siccità, terremoti, maremoti, tropicalizzazione del clima, buco nell’ozono, tornado in fasce temperate, spiaggiamento di pesci, estinzione di specie, pressione selettiva da OGM, sparizione dei ghiacciai, penuria di acqua dolce, desertificazione, avvelenamento da immondizia, avvelenamento da concentrazione di nitrati, amianto, metalli pesanti, fitofarmaci, elementi instabili, transuranici, diossine, conglomerati cementizi, CO2, epidemie dovute alla pressione selettiva di ceppi batterici e virali, ecc.).
    Il giovane dalle idee vecchie che ci governa non può capire perché ha un’intelligenza circolare imprigionata nella logica del consenso così come altre lo sono in quella dell’avidità. D’altra parte è illusorio pensare che i problemi che la natura ci pone possano essere affrontati da politiche molti-a-uno od uno-a-molti, ciò che occorre è diffondere la coscienza degli effetti collaterali e inconsapevoli dell’antropizzazione del territorio perché ciascuno possa fare la sua parte nella dimensione locale che è propria della natura delle cose, cioè della verità.

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  4. ferdinando 31 luglio 2015 / 17:08

    Sarebbe l’ inizio del distruzione degli ambienti naturali d’ Itala. Invece di unificare il corpo forestale in tutta Italia facendolo diventare il custode della biodiversità della nostra penisola e il garante contro inquinamento e abusivismo, il caro Matteo Renzi vuole abolirlo per favorire le lobbys mafiosi speculative

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  5. Giovanni Barcheri 31 luglio 2015 / 17:26

    Vengo dall’Abruzzo. I nostri boschi stanno andando in fiamme e quasi sempre per mano dolosa. In Sardegna probabilmente è ancora peggio. Sul posto a domare gli incendi ho visto solo Vigili del Fuoco e Corpo Forestale. Mai una volta Polizia o Carabinieri Forse è quello che vuole Renzi col suo Decreto “Sfascia Italia”: dare carta bianca a ch vuole mettere a ferro e fuoco il territorio per farci speculazioni d’ogni sorta. Tanto poi ci sono le sanatorie ed i condoni per edificare laddove si cancellano le bellezze naturali che ancora rimangono mentre il tempestivo intervento del Corpo Forestale in aree impervie resta l’unico tentativo di opposizione alla devastazione.

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