Onore alla Bandiera

bandiera.jpg

Caro Corpo Forestale dello Stato,
chi ti scrive è un cittadino che, per una serie di fortunate coincidenze, ha avuto modo di conoscerti, di frequentarti, di vivere con te e per te per tantissimi anni, di respirare il tuo sforzo di essere sempre presente ovunque ci fosse la necessità di essere vicini agli Italiani, alle persone in difficoltà, per tutelare il patrimonio inestimabile della natura che ci circonda, non per un godimento immediato ma per la grandissima responsabilità di mantenere e consegnare ai posteri quanto il Buon Dio ci ha permesso di ricevere dai nostri predecessori.
Tu, Corpo di volontari specializzati, hai espresso il meglio della Italianità in ogni angolo della nostra cara Italia, spesso, anzi quasi sempre, nel silenzio delle cronache, lontano dai riflettori dei media tanto presenti altrove, anche quando si sarebbe potuto fare a meno di raccontare.
Quasi duecento anni di lavoro appassionato e faticoso, lontano anni luce dalle difficoltà di altri meglio attrezzati, meglio rappresentati, ancor meglio tutelati da chi, al vertice, avrebbe dato la vita, e la darebbe anche oggi, per non cancellare dalla storia una realtà positiva e importante come lo sono altri Corpi dello Stato.
Corpo Forestale dello Stato, non c’è angolo del nostro paese che non sia stato calcato dagli scarponi del tuo Personale, non c’è foresta o parco o riserva che non abbia ricevuto da te le attenzioni che erano doverose per prevedere, per preservare, per difendere, per tramandare.
Una presenza costante all’ombra della tua Bandiera, onorata di numerosi riconoscimenti ed oggi relegata nel museo, quasi a disattivarne la potenziale capacità aggregante di chi davanti ad Essa ha giurato al momento dell’ingresso nelle file del tuo Personale.
Eri un riferimento “amico” del territorio rurale, eri una presenza assidua ed indispensabile in ogni calamità, senza limitazioni di intervento, ponendo al servizio del cittadino ogni tua risorsa, foss’anche solo un manipolo di uomini capaci di fronteggiare i fenomeni naturali avversi al meglio delle loro possibilità, con quel briciolo di inventiva e di autonomia che alla gente tanto dava, lontano dalla logica militare della piramide gestionale di comando.
Caro Corpo Forestale dello Stato, eri dello Stato qualcosa di importante che solo chi non ha voluto non è riuscito a capire, disconoscendoti doti e capacità, mortificandoti in una cancellazione-assorbimento che equivale al dirottamento di un treno su un binario morto, illudendo più d’uno di chi avrebbe dovuto difenderti dall’alto con stelle e torri e greche che hanno un effettivo valore solo su quel binario arrugginito del ruolo esaurimento, destinato a morire sino a che non saranno altri a generare qualcosa di nuovo e di coerente con il nuovo status.
Cantavano Foresta i tuoi Forestali, non un inno di guerra, non un incitamento alla battaglia, ma solo un grido di passione e di dedizione alla natura, presente nel loro cuore, incuranti della tormenta per prestare la loro opera per l’Italia o Nel Silenzio dei Sentieri in compagnia delle aquile.
Scusa Corpo Forestale dello Stato se una accolita di personaggi lontani anni luce dalla logica ha mistificato valori economici e capacità per renderti sacrificabile sull’altare della efficienza, scusa se noi italiani non abbiamo saputo ancora mandare a casa chi ti ha deriso e distrutto perché demenzialmente quattro è meno di cinque, con riferimento ai Corpi di Polizia, perdonaci se siamo un popolo ben più attento alle essenziali partite della Domenica che alla sostanza della nostra vita.
Perdona coloro che, convinti Forestali ed appassionati esperti delle tue competenze di un tempo, non hanno saputo opporsi correttamente, così come perdona chi si è appropriato di quanto ti apparteneva, di quanto avevi creato e costruito per il tuo lavoro, appendendo il cappello dove, da sempre, sono passati il Cappello Alpino, il Berretto Pasubio, il Basco Verde con l’aquila che con orgoglio tutti mettevano sul loro capo all’inizio di ogni giornata di servizio.
Sei, Corpo Forestale dello Stato, il ricordo di migliaia e migliaia di persone che nel tempo hanno vestito la tua divisa, condiviso il tuo credo, onorato i tuoi fregi , esseri umani che sono andati avanti, anticipando noi mortali in quel passaggio ineluttabile che tocca a tutti, ma non per questo meno presenti perché, se oggi tanto della nostra natura è a nostra disposizione, lo dobbiamo anche a loro che da duecento anni si sono succeduti con la tua divisa sulla nostra terra Italia.
Sei, Corpo Forestale dello Stato, l’onore di tante vite umane immolate nel corso del servizio, in pace ed in guerra, mai secondo in quanto ad onore ad altri, fedele servitore dello Stato che non meritavi il trattamento che ti hanno riservato, forse convinti che il tuo dna si sarebbe diluito in altre realtà senza alcuna difficoltà e che sarebbe stato semplice ed agevole cancellare il ricordo della tua esistenza da quel 31/12/2016 in cui il malinconico Silenzio Fuori Ordinanza ha segnato la tua “trasformazione” in diverse entità.
Eri e sarai sempre nei nostri cuori, delle persone perbene che, lontane da lotte e giuochi di potere, avevano ed hanno a cuore la sostanza della tutela del nostro patrimonio ambientale, a partire dalla piaga degli incendi boschivi, sarai sempre e comunque presente con la miriade di tracce del tuo lavoro passato, indipendentemente dall’accanimento che oggi altri dedicano per cancellare ciò che testimonia la tua presenza e la tua storia.
La cancellazione della tua memoria, operata con rapidità sorprendente, è quello che più lacera e genera delusione sulle modalità che qualcuno, fiducioso nelle rassicurazioni dei vertici, sperava fossero più rispettose del tuo essere stato un fiore all’occhiello degli italiani e non certo una macchia da cancellare.
Chi ha creduto in te, Corpo Forestale dello Stato, crederà ancora, e sempre, nei tuoi insegnamenti, nella tua filosofia di essere prima convincente tutore che repressore, nell’essere una entità fusa col territorio e ad esso adattata per essere sempre al posto giusto nel momento del bisogno, con l’occhio critico di chi la natura la ama prima che sottoporla a logiche militari di intervento, funzionali in altri contesti ma inutili, se non controproducenti, nel tuo spazio operativo.
Risorgerà certamente la logica che ti ha tenuto fra noi sino a dieci mesi addietro, forse semplicemente modificando quanto assurdamente imposto, forse cancellandolo o creando alla italiana maniera un tuo doppione per non fare passi indietro che si rivelerebbero una disfatta per il legislatore e per chi, dal tuo interno, ha caldeggiato la tua morte ostentandola come una innovazione destinata al miglioramento che, almeno per tante cose, pare non solo non esserci, ma addirittura essere di segno opposto.
Corpo Forestale dello Stato, la vita continua per tutti noi, per la natura a cui ti sei tanto dedicato e per chi ti ha voluto cancellare e sarà il tempo ad arricchire il tuo ricordo perché ci manchi e ci mancherai e sarà anche il tempo in cui chi ti ha distrutto ed ha collaborato a vario titolo a ciò abbia a pentirsi e ad essere ripagato con la stessa moneta in altre occasioni della sua vita.
Ti lascio Corpo Forestale dello Stato, amico di una vita che rimarrà tra i ricordi più cari finchè il Buon Dio mi darà la capacità di vivere, quel Signore delle Cime che tutto può e che oggi amiamo pensare che abbia cura di te, del tuo passato e del tuo futuro, perché anche per un Corpo dello Stato che oggi non c’è più è lecito pensare che esista un posto in Paradiso.
 
Alberto Berti
Annunci

15 OTTOBRE 2017

15 ottobre.png

Siamo nati nel 1822, un 15 Ottobre..
Morti il 1 Gennaio 2017

Eravamo 7.563. Uomini e Donne.
Il nostro compito era difendere il territorio agro-forestale italiano, tutelare l’ambiente, il paesaggio e l’ecosistema. La nostra missione era la salvaguardia del patrimonio naturalistico nazionale, la nostra casa erano i boschi.

Eravamo una forza di polizia civile con competenza specifica in quelle materie che permettono ai nostri figli di respirare aria pulita, mangiare cibo sano, crescere nel rispetto del mondo che li circonda. Abbiamo sorvegliato fiumi, protetto coste, monitorato cime innevate, previsto valanghe, arginato piene. La prevenzione era il nostro obiettivo, il soccorso la nostra indole. La repressione? residuale. Il lavoro era una passione che ruotava intorno ai bisogni dell’uomo.

Eravamo un riferimento per il mondo rurale, sempre presenti e pronti a fornire un corretto modello di comportamento ambientale. Per voi abbiamo protetto foreste, spento incendi, difeso città dalle frane del dissesto idrogeologico. Abbiamo insegnato il rispetto per la natura e protetto gli uomini dalla sua furia, divulgato i principi di ambiente e salvaguardia, educato gli studenti alla tutela dei nostri territori e all’attenzione dei nostri animali. 7.563 agenti ed ufficiali di polizia giudiziaria e agenti di pubblica sicurezza, dediti a combattere le ecomafie, sorvegliare 20 Parchi Nazionali e 130 aree protette.
Si vigilava sulla filiera agroalimentare prevenendo e contrastando le contraffazioni e adulterazioni alimentari. Si operava sulla corretta applicazione delle convenzioni internazionali sul commercio delle specie di flora e fauna minacciate di estinzione, e ci si occupava del controllo sull’attività venatoria ostacolando i fenomeni di bracconaggio e maltrattamento animali.

In collaborazione con enti di ricerca nazionale ed internazionale, il nostro personale ha sviluppato progetti di reintroduzione di specie animali, salvaguardato dall’azione umana siti di particolare interesse comunitario ed elaborato tecniche investigative innovative efficaci nel contrasto al fenomeno degli incendi boschivi. Eravamo settemila, capillari sul territorio nazionale grazie alla presenza di 1230 Comandi Stazione al servizio del cittadino, e forti del supporto di nuclei specializzati e servizi di specialità.

Poco più di settemila uomini hanno permesso al popolo italiano di non dover temere l’ambiente in cui vivono, di non assistere al degrado e alla perdita del patrimonio naturale. Nessun cittadino ha dovuto fare i conti con l’inefficienza di un servizio che per quasi 200 anni ha garantito la crescita di un paesaggio che è fonte di vita e sostentamento per una società fondata sulle risorse agro-silvo-pastorali, sulla nostra biodiversità, i paesaggi, e il made in Italy.

Settemila uomini silenti hanno permesso alla natura di crescere, in silenzio.

Un solo Governo ha distrutto l’unica Amministrazione dello Stato in grado di tutelarla. La Legge 124 del 7 agosto 2015, che ha delegato il Governo in materia di razionalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni, ha previsto nel disposto dell’articolo 8 la soppressione del Corpo Forestale dello Stato, prevedendo il suo assorbimento nell’Arma dei Carabinieri. Questo il messaggio passato al popolo italiano, seguito da slogan di efficienza in termini di numeri, di repressione, di salto di qualità e di risparmio per le casse dello Stato. Fumo negli occhi. A telecamere spente, lo scenario è ben diverso.
La tutela dell’ambiente è stata spacchettata e distribuita tra Amministrazioni diverse, che seppur affini per materia, non hanno la storia e l’esperienza per far fronte alle funzioni raccolte. Uomini e donne esperti nella salvaguardia della natura hanno visto spogliarsi delle proprie competenze tecniche per vestire quelle militari, volte unicamente alla repressione degli illeciti.
Altri hanno abbandonato l’esperienza maturata, dimenticati nelle stanze di Ministeri od Amministrazioni che intervengono solo se chiamati in emergenza. Nessuna prevenzione. Nessuna professionalità è stata preservata.

Il risultato è stato quello di trasformare normali fenomeni naturali in catastrofi ambientali.

Gli incendi boschivi hanno distrutto 134.107 ettari di bosco, 100.000 in più rispetto ai 34.000 arsi, in media, ogni anno tra il 2008 ed il 2016. Si sono verificati ben 743 “grandi incendi”, oltre 5 volte di più rispetto a quelli registrati nello stesso periodo. Voci parlamentari autorevoli hanno tentato di vendere un fallimento come un risultato in termini di repressione, sbandierando numeri di arresti che, se rapportati agli eventi, imbarazzano per la loro inadeguatezza. Altri hanno attribuito le catastrofi all’avanzare dei cambiamenti climatici, ignorando che, dai dati diffusi dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Isac-Cnr), l’estate più calda degli ultimi 50 anni risulta essere quella del 2003 con i suoi 47.741 di ettari bruciati di superficie boscata: un terzo rispetto al patrimonio distrutto quest’estate! Un confronto che non lascia spazio ad interpretazioni e che illumina il mesto tentativo di nascondere al mondo intero la reale incapacità gestionale dei Corpi dello Stato che hanno cercato di sostituirsi all’unico in grado di affrontare tali compiti.
L’arma dei Carabinieri ha tolto dall’azione di contrasto oltre 6754 uomini capaci di dirigere le operazioni di spegnimento, permettendo ad un fisiologico evento boschivo di trasformarsi in una calamità di proporzioni bibliche.

Abbiamo perso foreste, ucciso animali, perso vite umane.

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, specializzato in operazioni di soccorso tecnico urgente, è fortemente limitato nei compiti di gestione propri del Corpo Forestale dello Stato, sia per scarsa distribuzione dei presidi sul territorio, sia perché l’organizzazione del lavoro di istituto non contempla la presenza di risorse esperte in ambito forestale in numero necessario e per il tempo dovuto. L’impressionante numero di forestali assorbiti, ben 361 unità, sono spogliati di competenze e funzioni. Il risultato? Sotto gli occhi di tutti. Una riforma che prevede un risparmio di 108 milioni di euro in tre anni a fronte di un danno per l’ambiente calcolato sull’ordine dei 2,7 miliardi di euro ed oltre 50.000 animali uccisi. Siamo solo all’inizio: i danni si moltiplicheranno con l’arrivo del dissesto idrogeologico conseguente, saranno distrutti interi ecosistemi, inaridite montagne.

Un paesaggio modificato dall’involuzione dello stato di equilibrio.

La natura, i nostri Parchi Nazionali, saranno gli unici al mondo ad essere territorio tutelato da militari, ai quali abbiamo esteso le funzioni di polizia civile: persone che dovranno fare i conti con un concetto di prevenzione ambientale non contemplato finora se non nei compiti istituzionali di un unico nucleo.
Il CUTFAA, nuovo reparto istituito dall’Arma dei Carabinieri, si basa su un organico di uomini e donne provenienti dal disciolto Corpo Forestale dello Stato e coattivamente militarizzati, i quali, pur dediti al servizio imposto, attendono i risultati dei contenziosi aperti davanti ai Tar d’Italia a seguito degli oltre 3000 ricorsi presentati per la mutazione dello status giuridico da civile a militare e per la non concessa libertà di autodeterminazione sancita dalla Costituzione Italiana. Conseguenza grave di tale mutazione è la perdita in massa dei diritti sindacali goduti dal personale del Corpo Forestale al pari di ogni altro dipendente dello Stato prima della riforma; privazione ora al vaglio del Comitato Europeo dei diritti sociali, al quale i ricorrenti hanno deciso di rivolgersi per verificare se tale imposizione sia contraria al diritto espresso nella Carta Sociale Europea.

La legge Madia si è rivelata una riforma scritta su carta non attuabile nei termini previsti; la tutela dell’ambiente non può essere un premio da spartire tra Amministrazioni che non hanno gli strumenti e la formazione storica del Corpo Forestale dello Stato: i suoi uomini e donne non possono essere demansionati e divisi.
Ciò che serve all’Italia è la rinascita di un’Amministrazione forestale dello Stato ad ordinamento civile per la tutela del patrimonio ambientale nazionale, che sia unito e dislocato su tutto il territorio. Una specialità tecnica con funzioni di polizia civile, abituata da sempre all’idea di salvaguardia, vigilanza e protezione del patrimonio faunistico e forestale.

Un uomo saggio ha scritto: fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce.

Noi siamo la foresta e siamo l’albero abbattuto: in silenzio per 200 anni, ora la nostra voce si alza.

 

INCAPSULAMENTO E RICACCIO

secoli capitozzati.jpg

 

Valentina Rubino – Gli oritani hanno uno strano concetto di incapsulamento …..  “Xylella: tra mafia e fanta-scienza”
Daniela Casarin – Spero non gli abbiano fottuto le radici. Con quelle possono rispuntare anche tra 100 anni. Nessuno riuscirà ad ammazzare gli ulivi!
Tiziano Pierri – Ma quando spunteranno i germogli..Che succederà?? con le reti??romperanno le reti
Daniela Casarin – No, rispuntano di fianco, da sotto, non importa la rete…
Tiziano Pierri – Io direi che rispuntano pure dove c’è la rete…mica si ferma cosi un ricaccio !
Daniela Casarin – Se son bloccati sopra rispuntano dalle radici… anche dopo 2000 anni. E intanto, voi che siete lì, fate talee e a novembre piantate altri ulivi ovunque possiate…
Tiziano Pierri – Che cosa????io come gli altri gli ulivi li abbiamo già piantati,e cresciutelli!!! Sono secolari…..pensa te!
Daniela Casarin – Bene! continuate a piantare! Per ognuno tagliato ne devono crescere altri 20.
Valentina Rubino – Allora il problema reti nel caso in cui sono usate reti forate, quelle per la raccolta delle olive, non rappresentano un impedimento molto grande.. Anche perché il vento qui soffia forte.. Il problema si crea perché i tagli non vengono disinfettati e vengono coperti e ,in questo periodo dell’anno aiutano il proliferare di funghi
Tiziano Pierri – Non bisogna tagliare…..e questo il punto!
Daniela Casarin – Han già tagliato. E da quel che ho visto, certi son stati tagliati in modo non rimediabile. Bastava trapiantarli, non erano malati, davano solo fastidio alla costruzione del gasdotto… e questa è una porcheria che non ha scusanti.

Antonella Giordanelli – La Legge 14 gennaio 2013, n10 stabilisce l’obbligatorietà per ogni comune di censire i propri alberi monumentali. I censimenti regionali dovevano essere costantemente aggiornati per confluire nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia, gestito dal Corpo forestale dello Stato.
Per consentire le misure di tutela e di valorizzazione di tali beni da parte della collettività e delle amministrazioni pubbliche, oltre agli appositi pannelli segnalatori vicino agli alberi monumentali, l’elenco veniva anche pubblicato, e costantemente aggiornato, sul sito internet del Corpo forestale dello Stato. Inoltre le modifiche della chioma e dell’apparato radicale potevano essere effettuate solo per casi motivati e improcrastinabili, dietro specifica autorizzazione comunale, previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo Forestale dello Stato.
La Legge n10/2013 non è in alcun modo stata modificata, ma dal 1 gennaio 2017 non c’è più il CFS, il relativo sito è stato cancellato dai CC, la funzionaria dott. Angela Farina  responsabile degli alberi monumentali è stata destinata al Ministero delle politiche agroalimentari e forestali, dove sono occorsi 9 mesi perché mamm-ifero Martina partorisse la Direzione generale della Foreste.
Nel frattempo in Puglia i comuni non hanno adempiuto il censimento per il quale la legge n10 con relativo decreto interministeriale ha erogato apposito finanziamento e sul caso xylella sono in corso indagini per diffusione dolosa o colposa di malattia delle piante. Tuttavia l’Osservatorio fitosanitario non ha atteso neanche il 30 maggio, data fissata dalla Legge regionale n4/2017 per presentare l’elenco degli alberi monumentali, ma già ad aprile ha notificato ai proprietari minaccia sanzionatoria fino a 2500 euro qualora non avessero eradicato volontariamente gli ulivi segnalati senza distinzione d’età e positività al batterio, benché gli ispettori fitosanitari dovrebbero essere professionalmente attrezzati per individuare le caratteristiche di un uliveto o singolo ulivo monumentale anche se non segnalato da apposito cartello e non elencato tra gli alberi censiti; ma appunto i prelievi avvengono in circostanze e con modalità non verificabili dagli stessi proprietari degli alberi, e le analisi di laboratorio sono criptate agli agricoltori e agli agronomi.
La sommaria frettolosità delle eradicazioni appare immotivata se non strumentale a ostacolare la valutazione del danno al patrimonio nazionale e anzi a impedire la conservazione in loco dei patriarchi arborei.
Tutti i cittadini italiani si debbono ritenere personalmente lesi per la distruzione di un bene pubblico e per il danneggiamento doloso o colposo di alberi d’Ulivo, beni diffusi del paesaggio e del patrimonio agricolo monumentale, di cui all’art 9 della Costituzione.

Alessandro Cerofolini – 2 ottobre 2017, finalmente è stata istituita presso il Mipaaf la Direzione Generale delle Foreste, avente competenze istituzionali in materia di politiche forestali nazionali ed europee, tutela degli alberi monumentali, cites, traffico illegale di legno, misure per la biodiversità, coordinamento di tutte le filiere del bosco ed educazione forestale.
È il primo passo ufficiale della rinascita forestale. Ne seguiranno presto altri, tutti indirizzati per ricostituire un ‘Amministrazione forestale dello Stato, ad ordinamento civile , dislocata sull’intero territorio nazionale e incardinata nel comparto sicurezza.
Proprio come successe 107 anni fa con la legge Luzzati che istituiva per l’appunto la Direzione generale delle foreste, a cui seguì di lì a poco la costituzione dell’Azienda di Stato per le foreste demaniali e della Scuola per guardie forestali di Cittaducale.
Se la Storia è dalla nostra parte, in Italia avremo presto un nuovo e moderno Servizio/Corpo/Agenzia forestale nazionale, prendendo il meglio del Corpo forestale dello Stato integrato con il meglio del francese Office Nationale de Foret, la più antica e prestigiosa amministrazione forestale d’Europa.
Il tempo delle elezioni politiche si avvicina e presto la Corte costituzionale si pronuncerà sulla illegittimità costituzionale della norma di legge che ha soppresso, dopo 193 anni di storia gloriosa, il Corpo forestale dello Stato.
Entrambi gli appuntamenti istituzionali ci fanno ben sperare per un’effettiva ricostituzione della nostra amata e insostituibile Forestale.
Restiamo uniti e andiamo avanti con fiducia e ottimismo.
Ex silvis ad gloriam.

DIFESA DELL’AMBIENTE ? NO, AMBIENTE ALLA DIFESA !

migratori.jpg

 

“Famiglie rovinate dalla distanza del lavoro di uno o dell’ altro, gli ex forestali in divisa riformati per motivi di salute sbattuti fuori come cani rognosi senza possibilità di appello , dal nervosismo dallo stress Delle incertezze, il tuo lavoro che non esiste più, a 50 anni quando pensavi di essere bravino in qualcosa ti mettano a fare altro e ti senti un cretino in giro un peso, la soppressione completa della personalità, i soldi spesi di avvocati ricorsi Tar CDS come unica via di salvezza con tutti i rinvii del caso e l’ incertezza della giustizia , i colleghi amici e punti di riferimento importante che sono a fare altro o scappati in pensione o non si sa più dove, anche loro depressi, le nottate insonni e il brutto film di Fantozzi quotidiano tra superiori e inferiori…ascoltare ogni giorno una lingua che non conosci…..e gente che non capisci che chiede i numeri non l’ interpretazione e difesa dei cicli naturali il bosco la natura il creato. Si riempiono la bocca di gradi parole numeri ..e ( per esempio) non hanno neanche la più pallida idea che uno dei più grandi fenomeni naturali affascinanti e misteriosi è attualmente il corso, potente ed in leggero anticipo quest’anno la migrazione..
C’è ancora un filo di speranza che ci sostiene…difendiamo il filo.”

Francesco Marchetti Sono un cane rognoso sbattuto fuori senza possibilità di appello a 53 anni…neanche in Uganda…completamente rovinati senza un perché….a fare revisioni in Motorizzazione Civile…lavoro di concetto

Barbara Balanzoni – Il ministro della difesa (e stendiamo un velo su chi è) che ripropone il sevizio civile. Pronto Marte?!?
qui Terra ! #Pinotti #ciaone

Paolo Angelo Barbi – La Pinotti non sa nulla del mondo militare e tanto meno dell’inferno che si realizzava in alcune caserme (in quella dove fui mandato io si suicidarono due ragazzi sui ventiquattro che si tolsero la vita, quell’anno, se ricordo bene il dato nazionale) ma punta ad una cosa, le mense ed i postifici. Si, perchè le mense, dopo le alcune riforme, furono appannaggio delle cooperative che… finanziano un certo partito (indovina quale…) e poi per ogni caserma, ogni distretto, c’erano almeno dieci impiegati, che altro non facevano, che bere caffè, chiacchierare e prendere lo stipendio. Nei distretti, lavoravano un poco di più, circa mezzora al giorni, altro non facevano che guardare chi era nato diciassette anni prima e comandare ai soldati di leva di preparare la cartolina, che ovviamente, arrivava con tassa a carico del destinatario

Raffaele Sicignano – rimango dell’idea che è meglio che ritorni tutto come prima per voi e per noi! Fare il Forestale è una scelta di vita così come il Carabiniere, almeno per me, e quindi ognuno è giusto che faccia ciò per cui si è arruolato.

“Tutti hanno parlato solo dei VVF appena fatti DOS che non hanno esperienza, ma ai VVF non gliene frega nulla delle basi di Cecina e di Lamezia lasciate quasi vuote?? E perché non protestano per la base di Rieti a metà con i CC? E perché non protestano che i piloti e gli specialisti sono stati divisi a metà mandando tutti i giovani nei CC e gli anziani invece tutti nei VVF ? perché non protestano che per altro già una buona parte è andata in pensione e cmq in meno di una decina d’anni il 90% di quelli andati nei VFF saranno pensionati? Perché ci hanno separato e non hanno lasciato le persone associate al corpo a cui andava la base aerea ? Ci hanno costretto a trasferirci perché  noi elicotteristi e specialisti siamo in pochi? La verità è che queste liste le hanno partorite i responsabili del CFS poi se avessero pressioni o interessi personali dietro a queste scelte non lo so, ma a conti fatti hanno  distrutto il servizio aereo rendendolo inefficiente. La battaglia da fare è quantomeno assegnare il personale in funzione del transito delle basi, anche se meglio sarebbe stato che il servizio aereo andasse compatto ai VVF mantenendo l’autonoma che aveva per l’antincendio e il soccorso”

Massimiliano Bernini – E’innegabile a questo punto, come il “passaggio” delle Donne e degli Uomini dell’ex Corpo Forestale dello Stato nei Carabinieri, nella Guardia di Finanza, nei Vigili del Fuoco, nella Polizia di Stato, nel Mipaaf e in altre pubbliche amministrazioni, sia stato in moltissimi casi, un vero e proprio trauma!
Oltre alla contrazione dei diritti (sulla quale attendiamo il giudizio della Corte), molte competenze e professionalità a tutela dei beni comuni si sono definitivamente interrotte.
Anche le strutture e i mezzi dell’ex-CFS hanno subito la stessa sorte nefasta, come la Motovedetta Montecristo II, che consentiva il collegamento tra la terra ferma e l’omonima isola.
Sembra infatti che l’imbarcazione, una motovedetta d’altura di 14 metri registrata al naviglio dello Stato con la sigla CFS 701, sia ferma agli ormeggi, là dove era dislocata prima della soppressione del Corpo forestale dello Stato, cioè nel porto di Scarlino distante appena 5 chilometri da Follonica.
Ci risulta, inoltre, come l’imbarcazione non sia più oggetto di regolare manutenzione quindi in stato di abbandono.
Altra cosa che non capiamo è come mai i «nuovi» Carabinieri forestali (per trasportare la pattuglia montante e tutti i materiali e persone necessarie alla gestione e sorveglianza della riserva naturale) effettuino il collegamento con l’isola di Montecristo con un’altra unità di stanza, però a Porto Santo Stefano, ovvero a 100 chilometri dall’ufficio forestale-carabinieri che ha in gestione l’isola di Montecristo.
Ma in attuazione del Dlgs 177/2016 attuativo della Legge Madia, i mezzi nautici del soppresso Corpo Forestale non dovevano transitare tutti alla Guardia di Finanza?
Cosa c’è di razionale nell’effettuare il collegamento con l’Isola di Montecristo da un porto distante circa 100 km dall’ufficio che gestisce l’isola?
Questo e altro ancora, lo chiediamo al governo con l’ennesima interrogazione parlamentare;
Risponderanno?
Carmelo Guarnieri Labarile – Toh…ed io che stavo subito pensando, per come accaduto per altre imbarcazioni, che venisse utilizzata per trasportare i sommozzatori.
Addirittura, per mettere al sicuro il bottino dell’hangar di Pescara, i carabinieri hanno dislocato li anche i sommozzatori.
Ovviamente, per creargli un ufficio, hanno eseguito lavori nelle foresteria, pare in assenza di autorizzazioni di sorta, anche perché mai è stato esposto il pannello informativo dei lavori da eseguire, cambiando così la destinazione d’uso originaria di quella struttura. Ovviamente siamo ancora in assenza dei decreti che attestino che l’hangar di Pescara, che comunque è stato costruito coi fondi dell’Antincendio, lo assegnino definitivamente a qualcuno.
A proposito, tutti gli elicotteri, anche quelli con matricola militare, furono comprati coi fondi dall’antincendio.
Strano questo modo di interpretare le leggi.
Mauro Cheli – È una dittatura di gente mediocre, ma mediocre di brutto, ma pur sempre una dittatura è…..
Rullo Salvatore – Con il CORPO FORESTALE pensavano di fare un …Tresette col morto. ( mini poesia )
Ma il morto non è tale,
e lotta indomito per resuscitare.
Con Corti che si devono pronunciare,
si fa sempre più dura per Renzi Madia e il Generale.
Par di veder le facce preoccupate,
di chi donne e uomini ha svenduto e coattamente militarizzate.
La Corte Costituzionale non potrà non evidenziare,
che sicurezza e tutela ambientale non si può e deve militarizzare.
Chi cancella diritti e dignità sindacale,
si aspetti condanna certa da Europa e Corte Nazionale.
Al grande danno del Tressette autore,
che in boschi e valli ha causato orrore,
si ponga rimedio ammettendo il madornale errore.
Se proprio si vuole riorganizzare,
si crei la polizia civile ambientale forestale,
nel sacro rispetto della Costituzione
che ci han insegnato ad amare e rispettare.
Non siam ribelli ma patrioti e cittadini,
che voglion tornare ad amare il libero e glorioso Corpo Forestale,
senza catene e manu militare
imposte come la storia mai ha visto fare.

RETAGGI DEL PASSATO

falco incappucciato.jpg

 

Vincenzo Talarico – I Carabinieri sono un corpo di Polizia Militare, questo vuol dire che dovrebbero avere un ruolo solo in ambito militare e non civile, a meno che il paese non sia in GUERRA … il fatto che i Carabinieri esistano ancora e svolgano mansioni di Ordine Pubblico, equivale a dire che l’Italia non è mai uscita da una logica di GUERRA CIVILE, con spionaggi, controspionaggi e porcate varie che rendono questo paese semplicemente “incivile” … ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti !!! I Carabinieri sono Polizia Militare, e come tali non potrebbero svolgere altri compiti nella società civile …. capisco che la mentalità militare ed il servilismo cieco verso il potere costituito li faccia sentire onnipotenti, ma in una nazione civile ed evoluta i Carabinieri sarebbero un semplice dipartimento dell’esercito, con compiti limitati solo nell’ambito militare, senza alcun compito nella società civile se non i casi straordinari di guerra o di grave minaccia per il paese … ma l’Italia, si sa, purtroppo non è un paese civile ed evoluto, l’Italia è un paese arretrato ed illiberale, sottomesso da più di 150 anni ad un regime militare che ha come Arma (strumento di potere) i Carabinieri!
Simone Sansoni – In nessun paese civilizzato esiste una forza armata direttamente dipendente dal ministero della difesa e dallo stato maggiore della difesa impiegata come forza di polizia e, aggiungo, con una forza effettiva di gran lunga superiore a qualsiasi altra polizia
Antonio Ventriglia – E perdipiù diffusa su tutto il territorio nazionale e totalmente priva di organismi di trasparenza esterna (associazioni, sindacati). Un insieme di condizioni che perdura sono in Italia. C’è la questione Ordine Pubblico affidato a militari ma anche, e non è cosa da poco, le funzioni di Pubblica Sicurezza e Polizia Giudiziaria affidate a militari come funzioni primarie: modello di sicurezza in via di estinzione in Europa e nel resto del mondo democratico che perdura sono nei paesi dittatoriali o a bassissimo livello di democrazia.
Si tenga conto che il modello di sicurezza Italiano,fortemente militarizzato, è caratterizzato da una serie di “connotati” che lo allontanano dal resto d’Europa e non solo (strutture militari fortemente gerarchizzate, leggi e regolamenti vetusti, notevole compressione dei diritti, divieto di costituire associazioni di rappresentanza, Forze di Polizia militari numericamente superiori a quelle civili e diffuse su tutto il territorio nazionale in totale sovrapposizione e contrapposizione ecc.). Inoltre gli ultimi nefasti passi compiuti dalla politica nostrana hanno evidenziato una volontà di supremazia delle FF.PP. militari rispetto a quelle civili che non dovrebbe trovare spazio in un paese europeo che si definisce democratico. In poche parole mentre tutti gli altri vanno in una direzione noi ci muoviamo nel senso inverso di conseguenza, o si ritiene che tutti gli altri sono degli inetti e stanno perseguendo la strada sbagliata, o gli inetti siamo noi!
Quanto all’aiuto fornito dalle organizzazioni militari in vari compiti e servizi, faccio notare che l’aiuto di cui si parla è “numerico” e non “organizzativo”. Mi spiego meglio, i militari (comprese le ff.pp.) che concorrono all’OP e/o ai vari servizi sono di aiuto perché numericamente sono presenti e quindi il servizio può essere svolto, ma lo stesso sarebbe se le FF.PP. militari fossero civili. Ovvero l’aumento numerico delle forze civili (supponiamo che CC e GDF confluiscano nella PS) permetterebbe di svolgere i medesimi compiti e servizi, tra l’altro con costi notevolmente inferiori (si pensi alla logistica, alle lunghissime catene di comando militari, all’impiego del personale per fini non operativi ecc.). La storia ci ha insegnato che l’evoluzione fortunatamente non può essere fermata, al massimo rallentata ma non fermata, con buona pace dei vari dinosauri pesantemente seduti sulle loro poltrone di comando.

Castellaro, splendido Mercoledì di sole di Settembre. Dal santuario di Lampedusa il panorama della vallata, sotto il cielo terso, toglie il respiro per la sua bellezza. Sembra proprio il giorno giusto per un’escursione, per godersi questo meraviglioso patrimonio collettivo che è la natura ligure, questa ricchezza impagabile fatta di sole, di piante e di un mare dal colore che incanta.
La strada per Monte Faudo è insolitamente popolata. Quattro o più uomini con gilet segnaletici sono disposti ad intervalli lungo il primo tratto della carrabile, altre persone dello stesso gruppo stanno pochi metri più in basso, sul sentiero sottostante. Uno sparo mi chiarisce immediatamente il significato di quell’adunanza. Ricordo all’improvviso che si è aperta da pochi giorni la stagione di caccia.
Continuo a procedere sulla strada immaginando di lasciarmi alle spalle quello scenario di guerra, di ignorarlo e continuare la mia giornata secondo i miei programmi nonostante la sensazione di fastidio che provo di fronte al moto frenetico degli uomini e dei loro cani, alle armi ed al senso di agitazione che la loro presenza mi comunica in un luogo nel quale ho sempre provato un sensazione di pace quasi religiosa.
“Ma c’è una battuta di caccia!” Mi dice contrariato uno di loro, quando gli passo davanti. Inizio a sentirmi a disagio (” Sto ignorando qualche divieto?” mi chiedo). Decido di proseguire malgrado tutto. Intorno a me, tutto sembra fermarsi, il mio disagio si fa più grande a mano a mano che proseguo sotto gli sguardi nervosi degli uomini, ma è la vista del giovane cinghiale abbattuto sull’erba, sul ciglio della strada, che mi ferma definitivamente. Lo sconcio dell’uccisione “sportiva” di un animale , il sangue versato per gioco, la nota sinistra che assume il suono dei campanelli dei cani mi rendono intollerabile trovarmi ancora lì. Torno indietro con gli occhi bassi, torvi di rabbia.
“Sì,è pericoloso” Mi dice l’anziano cacciatore, come ad incoraggiare il mio allontanamento, quando gli ripasso davanti.
“Siete voi che dovreste stare lontani da strade e case” gli rispondo d’istinto.
“Ma noi non spariamo verso la strada” sento, ancora dalla stessa voce, alle mie spalle.
Sono andata via, rinunciando ai miei programmi ed ai miei diritti, con un senso di rabbia profonda. La mia libertà ha dovuto compiere un passo indietro di fronte a qualcosa che ho percepito nebulosamente come un abuso e che tale era a tutti gli effetti. Non essendo sicura dei miei diritti non ho insistito ma, la prossima volta, non sarà così.
Quella stessa legge di fronte alla quale molti di noi chinano il capo accettando l’esercizio della caccia- legge 157 del 1992- impone (articolo 22- e) che non si svolga alcuna attività di caccia nel raggio di cinquanta metri da strade carrozzabili e di cento metri da abitazioni. E allora, ricordo a tutti coloro che si dilettano nello “sport” della caccia che il patrimonio demaniale è un bene collettivo, che transitare su una strada in sicurezza, non è un diritto che possa venire meno solo per permettere una battuta di caccia. In altre parole, se una strada diventa pericolosa a causa della caccia, significa che sono in atto comportamenti illegali e sanzionabili. Non importa quanto la consuetudine abbia incoraggiato questo tipo di comportamenti , so che questa è l’ultima volta che indietreggio. “
Lena Vinci, scrittrice

AnnunciAzione

annunzia azione.pngLa stampa si è poco occupata della soppressione del CFS perché il lavoro della forestale è sempre stato una NON NOTIZIA in quanto era innanzi tutto un lavoro costante e silenzioso di controllo e prevenzione di catastrofi e reati. Ad esempio controllava l’allevamento per prevenire il reato di maltrattamento, controllava le briglie in montagna per prevenire le alluvioni a valle, controllava le letamaie in campagna per prevenire inquinamento del terreno, controllava il bosco per spegnere subito il primo focolaio d’incendio. Ovvero tanto più e bene la Forestale operava tanto meno faceva notizia.
Al contrario il lavoro dei vigili dl fuoco, che intervengono nelle emergenze, e dei carabinieri, che arrestano il malvivente, è sempre in prima pagina.

Solo ora che la Forestale non c’è più ci accorgiamo della indispensabile opera di prevenzione e tutela che svolgeva vigilando sul territorio ed educando la popolazione nelle buone pratiche.

Purtroppo i Forestali non possono continuare a svolgere il loro compito nei carabinieri perché ora sono entrati in un’arma alle dipendenze del ministero della difesa che ha dei protocolli d’azione assolutamente inadatti a tutelare la natura perché finalizzati al controllo dei cittadini e alla repressione dei reati.
Tuttavia a noi onesti cittadini prima ancora che l’incendiario o il bracconiere sia arrestato interessa che il bosco non vada a fuoco o che il falco sia salvato.
Invece, ad esempio, mi son trovata a dover informare io cittadina il generale Ricciardi, attuale comandante dei carabinieri-forestale, che nei Centri Recupero degli Animali Selvatici c’era (ed era indispensabile!) la presenza di medici veterinari: dopo il 1 gennaio però nei 25 Centri di Recupero e Accoglienza nessuno ha più avuto ufficialmente in cura la fauna, patrimonio dello Stato, perché nessun dottore veterinario ha ricevuto una qualche comunicazione in merito alle convenzioni…Ebbene il generale Ricciardi a tutt’oggi nonostante la buona volontà ancora non è riuscito a ripristinare il servizio veterinario a causa dell’amministrazione dell’Arma così burocratizzata che ben metà dei carabinieri hanno compiti legati all’organizzazione interna invece di svolgere servizio operativo. Quindi gli animali dei Centri accoglienza e recupero non ricevono più prestazione mediche dal 1 gennaio!

Addirittura mi chiedo con un certo vago senso di rimorso se avrei dovuto informare io il gen Ricciardi dell’esistenza tra il personale del CFS di 180 agenti forestali, specializzati attraverso una serie di corsi per svolgere attività d’indagine sugli incendi dolosi: in ogni stagione AIB si disperdevano per operare in incognito su tutto il territorio nazionale, ma quest’anno neanche uno è stato chiamato in missione.
Spetta a me semplice cittadina operosa il dovere d’assicurarmi che l’Arma sappia svolgere quelle funzioni che orgogliosamente dichiara di aver acquisito ? Forse allertando ora, con tre mesi di anticipo, VVF e Arma perché si preparino a far fronte alle stagione degli incendi nell’arco alpino che coincide con l’inverno, si otterrà che la cittadinanza non perda il patrimonio boschivo anche al nord e il contribuente non veda vanificata la spesa pubblica per formare ad altissimo livello con le più sofisticate tecnologie d’indagine 180 Forestali !… Il calcolo delle probabilità sconsiglia d’affidarci alle casuali intercettazioni telefoniche dei CC che, indagando su un sospetto mafioso, casualmente ne hanno sentito parlare i parenti a proposito degl’incendi nel Parco del Vesuvio!
Il coup de…théatre, platealmente sfruttato dall’ufficio stampa dell’Arma, riesce una tantum !

La struttura militare è stata creata per essere efficiente per scopi diversi rispetto alle funzioni di un Corpo tecnico quale era la Forestale: il comando centralizzato che impone ordini di servizio è inadeguato e deleterio perché il Forestale ha bisogno d’agire in autonomia in base a mille variabili: se sente lo scirocco opererà antincendio, se vede i migratori opererà antibracconaggio etc
Insomma controllo, prevenzione, indagine, repressione devono essere svolte unitariamente dal medesimo Corpo tecnico con funzioni di polizia.

Purtroppo al Martina neo-nominato ministro per le politiche agroalimentari forestali non è balenato il dubbio che il suo ministero abbia compiti che vanno oltre la rappresentanza in vetrine Expòsitive neanche ora che è stato ri-nominato al dicastero, dove mette piede un po’ più raramente che una volta al mese. Se cominciasse a frequentare almeno fisicamente il ministero ne noterebbe almeno le carenze materiali: i 55 dirigenti del CFS (tra cui la vicecomandante generale, dott.ssa Stefani) che secondo la Riforma Madia dovrebbero essere l’organo tecnico nazionale per svolgere Direzione generale delle politiche forestali, occupandosi tra l’altro del censimento degli alberi e uliveti monumentali, non sono ancora stati dotati né di una stanza, né di una scrivania, né di una sedia, né di un computer, né di un telefono. Lo sa l’assente ministro delle politiche agroalimentari e forestali che, almeno sulla carta, dovrebbe istituirlo lui?
Se qualcuno vedesse lo svanito ministro potrebbe pregarlo di ripetere quanto nella conferenza stampa in cui con un annuncio cronometrato in 2 minuti e 32 secondi, diede notizia del decreto legislativo 177 che cancellava la Forestale? Ecco ci basterebbe che l’evanescente ministro si materializzasse per altri 2 minuti per comunicarci l’emanazione dei decreti applicativi…magari per facilitarlo gli organizziamo una tavola rotonda a tre gambe e gli materializziamo in mano la copertina dentro la quale altri in seguito redigeranno fogli da stampare in Gazzetta Ufficiale…non c’è bisogno neanche che ci siano le firme in calce dei ministri e poi del capo dello stato … basta annunciare metafonicamente …… Tanto il popolo lo ha capito che la procedura seguita non è quella di copie bollinate , ma di scrittura automatica da parte di entità (malvagie) … la più scientista dei ministri, la “classica” Lorenzin, ne dà prova !

Del resto c’è caduta addosso quella faccia d’angelo che innocentinamente ha distrutto la struttura funzionante del CFS dando un segnale criminogeno poiché s’è creato un vuoto organizzativo e una confusione d’attribuzioni di cui hanno approfittato tutti coloro che lucrano con ecomafie e zootraffici.
Eppure il governo italiano si dovrà render conto che ormai vi sono organi di giustizia sovrannazionali che sono invocati a tutelare i diritti dei cittadini europei. Già tutti i ricorsi alla Corte Europea dei Diritti Umani presentati dai Forestali costretti a transitare sia nei VVF che nei CC sono stati giudicati ammissibili.
Per questo contro i decreti legislativi su delega abnormemente estesa della Legge Madia, noi del ComitatoForestaForesta (gmail.com) produrremo un ulteriore ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani come cittadini danneggiati dagli incendi abnormemente estesi con conseguente irreparabile perdita di migliaia d’ettari di parchi nazionali e di milioni di vite di animali: il patrimonio dello Stato è bene pubblico di ognuno di noi!

Ci sono alberi che bruciati o tagliati riescono a generare polloni dalle radici: dalle sue radici antiche di 200 anni rinascerà la Forestale.

prof. Antonella Giordanelli

DEI DELITTI E DELLE PENE: LE PENE DEI SENZA DIRITTI

dei delitti e delle pene.jpg

 

Riccardo Lagana’ – Che fregatura i ricordi, ti disturbano quando senti un odore. Ti sequestrano per attimi è ti rilasciano stordito e con le tasche piene di nostalgia.
E’ poco intelligente il meccanismo dei ricordi quando scatenato da un odore. L’odore di sterpaglia bruciata. L’odore di legna bruciata, l’odore di camino acceso. Scatenano sogni e infanzia ad occhi aperti ma oggi sono scaturiti da migliaia di ettari di terra andati a fuoco. Un inferno creato dall’uomo che ha ucciso animali e anni di vita. Di lenta vita, di istanti meditativi che noi stupriamo con il nostro INDIFFERENTE esistere.
Quell’odore di sterpaglia bruciata non mi appartiene più perché ha ucciso quell’infantile ricordo e con lui tante vite. Non è possibile perdonare….

Loris Lovato – Oltre 20 anni di vita e ricordi non finiscono né si dimenticano da un giorno all’altro o no ?

Francesco Silvano – Ti spiego meglio i ruoli..il carabiniere è quello con la divisa nera che sta nelle processioni , che appare nei cortei. E che fa ordine e sicurezza pubblica al pari della polizia di stato e che se c’è si vede….il Forestale era quello con la divisa verde che sta nei boschi e che per sua natura e vocazione tutela il territorio montano la fauna e la flora..la bio diversità ecc e che ha fatto del suo silenzio una virtù!

Valter Reali – …io ho scelto di fare il Forestale e non ho scelto altre divise…..sia chiaro a tutti!!!!….la Costituzione da ragione a me e torto marcio a chi ha imbastito il dlgs 177/16 e relativi decreti in cui nessuno ha potuto liberamente scegliere…

Salvatore Guarino – Nemmeno io ho scelto di andare nei Vvf eppure sono là ed ho perso soldi uscendo dal comparto di sicurezza

Roberto Matarrese – Anche io ho scelto di fare il forestale secondo le mie possibilità e la commissione al 400 allievi vice ispettori ha detto che sarei anche idoneo per farlo… Peccato che mi manca il cosiddetto calcio nel popò e lo stato si mette pure a complicare le cose… Favolosa questa Italia… Ed ora io faccio il pizzaiolo sottopagato…

Giuseppe Colella – E quel concorso….insieme a quello allievi agenti del 2005…è stato davvero un fenomeno di “trasparenza,meritocrazia e buona amministrazione”. a ….vogliamo parlare di quelli come me…che le domande non furono tre…ma otto….e quelli che si sono ritrovati ….. buttati nel cesso. Dopo 3 anni di concorso, 25 materie agli scritti ed agli orali. Interpellanze,interrogazioni, incontri,concertazioni….cadute nel dimenticatoio della politica politicante! 500 Ragazzi risultati idonei, non vengono nemmeno menzionati nel decreto di soppressione -accorpamento. E si bandiscono altri concorsi, in spregio alla legge D’Alia, e all’economicità della p.a. Intanto nei primi 8 mesi della riforma a targa RenziE -Madia, che ha di fatto soppresso il corpo forestale, eliminando chi faceva quindi prevenzione,abbiamo perso nelle fiamme (l’Italia ancora brucia) oltre 100000 ettari di vegetazione di cui oltre 40000 di oasi,aree protette e parchi ( Due quasi distrutti; Vesuvio e Majella, altri come il Gran Sasso,il parco del Cilento seriamente danneggiati) Il danno economico fino ad ora è stato quantificato in 2.5 mld di euro; quello ambientale non è qualificabile.
Ci sono responsabilità morali e politiche senza precedenti!! Roba da costituirsi parte civile contro questi cialtroni!!!
Noi #idonei400vicfs, non ci arrendiamo, lotteremo in tutte le sedi,anche quelle giurisdizionali. Siamo stanchi di essere presi per le natiche. http://blog.nuoviconcorsi.it/il-mistero-del-concorso-per-4…/

Goffredo Capua – Non ho avuto possibilità di scelta solo 3 posti troppo lontani da casa e troppo vecchio per la PS
HO FATTO RICORSI E NON ME NE PENTO .

Salvatore Parrino – Recentemente in una circostanza luttuosa, mi sono incontrato con diversi colleghi ancora in servizio ed appartenenti ai diversi ruoli gerarchici. Le prima cosa che mi hanno detto, dopo i saluti ….tu sei stato fortunato sei in pensione e non hai subito questa ingiustizia. Nei loro volti e nelle loro parole solo tristezza e rassegnazione, ma di certo non questa presunta felicità e contentezza di cui parlano i vertici.

Adolfo Notargiacomo – La militarizzazione coatta di uomini e donne è il fenomeno più aberrante, psicologicamente devastante e socialmente insostenibile. Un precedente unico e folle in una “sedicente” democrazia occidentale. Reprimere libertà e diritti, costringendo e sottoponendo i lavoratori in uno status dove è “vietato” lottare, finanche manifestare il sopraggiunto disagio. Non mi capacito che questa sia la nazione dove poco tempo fa, credevo di vivere da uomo libero.

….sento parlare di fughe di notizie dalle procure e penso all’ art.lo 18 comma 5 del dlgs 177/16 (sic)…e all art.lo 237 del dlgs 66/10...

Antonio Ventriglia – Diciamo che prima ti denunciavano se riferivi…adesso se non riferisci.

Mauro Cheli …le aberrazioni giuridiche cominciano a salire a galla….Era una cosa inevitabile….la riservatezza tra Polizia Giudiziaria e Pubblico Ministero, una volta avviate le indagini, è alla base, di tutte le nostre attività….era una autentica aberrazione. Speriamo che venga chiarita questa cosa, una volta per tutte…

Massimiliano Valdannini – Bisognerebbe regalare loro la nostra bella Costituzione che passo dopo passo stanno smantellando, anzi che hanno smantellato nella parte proprio dei diritti dei cittadini (lavoro, salute, sicurezza, sostegno) ecc.ecc.ecc. Loro sono esperti solo in “diritto bancario”

Alessio Delcuratolo – Comunque non mi sembra giusto accettare passivamente…

Mauro Barba – Ragazzi, vi dirò una cosa: io ho sentito tanti colleghi e ci sono altri 2 motivi per i quali molti non si sono opposti a questa scellerata riforma… 2 punti. Punto 1: il fattore economico; molti avevano moglie e figli a carico e ad intuito sapevano sia che ci avrebbero rimesso in termini stipendiali, sia che nel passaggio ad altre eventuali amministrazioni ci sarebbero stati dei problemi. Punto 2: la paura; molti hanno avuto paura che nell’Arma ci sarebbero state forti ripercussioni nel momento in cui si sarebbe venuto a sapere che loro erano tra i ricorrenti. Non racconto fregnacce, riporto solo quanto ho sentito da molti, molti colleghi….. che sia giusto o sbagliato, o cosa sia passato nelle loro menti non sta a me giudicarlo… è un po’ come abbassare la testa e sperare negli altri, sperare che tutto vada bene, sperare che qualcuno faccia qualcosa, ma ognuno di noi deve attivarsi per cambiare le cose. Ho intentato una causa che va avanti da 7 anni: hanno rinviato 2 volte e per ciascuna delle volte è passato un anno e mezzo circa; la prima volta è misteriosamente andato perduto il mio fascicolo, mentre la seconda volta i magistrati erano in ferie e non ce n’erano a sufficienza per poter discutere il mio ricorso. Quindi eccomi ancora qui: per permettermi il ricorso contro la soppressione del CFS ho dovuto vendere praticamente moltissime delle cose che possedevo in casa; questo perché per i primi mesi dopo il passaggio ad altra Amministrazione percepivo appena 679 euro al mese di stipendio, ma l’ho dovuto fare anche perché il mio ricorso è unico e differente da tutti gli altri, essendo un ex CC… tuttavia quando è stato inviato il tutto alla Corte Costituzionale (ric. Cesetti), il mio non era stato ancora fissato per l’udienza (e non lo è tutt’ora). La Costituzione parla chiaro: hanno fatto qualcosa che non poteva essere fatto, è chiaramente illegittimo. Potevano sistemare il tutto in altri mille modi differenti e potevano prendersi un anno di tempo in più, come gli era stato consigliato… ma i motivi di questa scellerata riforma sono ormai di dominio pubblico e chi si ostina a dire che l’assorbimento ha rafforzato le forze di polizia mente sapendo di mentire. Io sono uno dei ricorrenti e continuerò fino a che l’intera vicenda non verrà a galla e fino a che non verrà fatto qualcosa per salvaguardare gli interessi di chi come me è stato trattato come non avrebbe dovuto… perché quello che ho dovuto ingurgitare per arrivare fin dove sono arrivato lo so soltanto io, chi mi sta accanto e le persone che hanno subito le mie stesse cose. Nella vita bisogna cedere ogni tanto, ma “ogni tanto”… all’ennesimo sopruso io dico BASTA!

Grazie per il supporto continuo Rullo Salvatore
Ne abbiamo bisogno
L’umore è sotto terra
Umiliati quotidianamente.

Rullo Salvatore – Appoggio che vi è naturalmente dovuto per l’ingiustizia grave che subite. Meritato, sentito e, se possibile, ancor più appassionato e convinto dopo aver conosciuto molti di voi, stupende persone, appassionate del vostro lavoro e amanti dell’ambiente dal quale vogliono sradicarvi e nel quale lavoravate in efficace autonomia con competenza, passione e diritti . E AMBIENTE COMPETENZA PASSIONE E DIRITTI NON SI MILITARIZZANO.

DARIO DE NARDIN – Io ho firmato la petizione, ricevo tutti i commenti del Blog SALVIAMO LA FORESTALE. Ma mi chiedo: davvero possiamo ancora SALVARE LA FORESTALE? O non ci sono più speranze?

Raffaele Sicignano – rimango dell’idea che è meglio che ritorni tutto come prima per voi e per noi! Fare il Forestale è una scelta di vita così come il Carabiniere, almeno per me, e quindi ognuno è giusto che faccia ciò per cui si è arruolato!

Pietro Graziani – l’Italia brucia per gli incendi e poi finanzia progetti di successo per la riduzione degli incendi tipo quello dove lavoro io AMAZZONIA SENZA FUOCO che dal 1999 ha ridotto incendi forestali in Brasile, Bolivia e da qualche mese è iniziato in Ecuador, con risultati strepitosi (fino a -90% degli incendi forestali, con una riduzione sostanziale anche delle emissioni di CO2…molto di moda adesso)…comunque è bene parlare di incendi e spero anche di possibili soluzioni di prevenzione…visto che in Italia si spende…e si spende tanto anzi troppo solo per combattere gli incendi (circa 100 milioni di euro/anno) per mantenere tutta la baracca dei Canadair…senza risultati…mentre qui da noi (e ripeto, finanziati dal Governo italiano), con 1 milione/anno si sono ottenuti i risultati sopraesposti lavorando principalmente nella prevenzione…e come si sa: prevenire è meglio che curare….e noi lo stiamo dimostrando con gli incendi.

“Prima di tutto vennero a prendere i Forestali, e fui contento, perché non mi piacevano. Poi vennero a prendere i bambini non vaccinati, e stetti zitto, perché i miei li avevo vaccinati. Poi vennero a trasferire i Carabinieri nei piccoli paesi (riforma Minniti), e fui sollevato, perché mi facevano le multe. Poi vennero a prendere i fascisti, e io non dissi niente, perché non ero fascista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”. (cit)