ORGOGLIO E DIGNITA’

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Luca Marco Comellini – Buongiorno Italia, che brutta fine che stanno facendo le tue forze armate. Vecchi generali mantenuti saldamente al loro posto per questioni di opportunità politica o perché amici degli amici, nonostante la legge preveda espressamente l’esatto contrario. Ministri che, puntuali come un Rolex, si affrettano nel fare attestazioni di stima e massima fiducia verso gli indagati purché il loro grado sia almeno quello di generale di corpo d’armata mentre, al contrario, però, la loro tolleranza e fiducia crollano inesorabilmente, scompaiono travolti in un orgia politica e mediatica di becero opportunismo che per una ribalta li spinge a reclamare per gli altri – quando il fatto coinvolge i militari della truppa – e non per le proprie incapacità, i plotoni d’esecuzione, il giustizialismo e non la giustizia.
Il “senso dello Stato” va a farsi fottere e l’ignoranza prende il sopravvento.

– Il lavoro lo fanno i miei colleghi e amici Forestali ed il merito è la visibilità se lo prendono i carabinieri che fino a ieri ci consideravano Polizia di serie B…..questo mi fa veramente stare male…….

Cristiano Manni – Non si è scritta una bella pagina di storia. Con il Corpo forestale dello Stato se ne va un pezzo di identità del Paese, che ha difeso e tutelato le foreste per 200 anni, salvandole anche dalle richieste dello sforzo bellico e dai piani di bonifica integrale. Dallo stato di degrado in cui si trovavano nel Dopoguerra, ha ricostruito il patrimonio dei boschi nazionali, poi in parte confluito nei parchi nazionali e nelle riserve naturali dello Stato, che è stato mantenuto e preservato in modo eccellente, come lascito alle generazioni future.
Col Corpo forestale dello Stato, la militarizzazione forzata del suo personale e la diaspora in altre amministrazioni, si perde la libertà di scelta, la libertà di espressione, la libertà di azione, la vicinanza e la collaborazione di tanti validi colleghi e persone care.
Con la soppressione del Corpo forestale dello Stato passa il teorema che, in nome di una fittizia efficienza, si possono erodere le libertà sindacali, come non avveniva dal 1925, seppur già i sindacati si fossero snaturati in corporazioni a tutela dell’interesse dei singoli, piuttosto che dei diritti comuni. Ma questo apre un vulnus che, se non curato in tempo, infetterà altri tessuti della società civile.
Molte sono le colpe, specialmente interne, dai vertici alla base: come nel poema di Dante, la lupa, il leone e la lonza hanno divorato l’animo di alcuni, e l’accidia quello di altri, costringendo il cammino dei virtuosi per gironi impervi e bolge.
Ma è andata così, e siamo venuti a seppellire Cesare, non a tesserne l’elogio. E allora dobbiamo interpretare questo passaggio con lo spirito degli antichi, che vedevano il dovere del miles inscritto nei diritti del cives: evidentemente la tutela ambientale doveva essere affrontata manu militari. Ne prenderemo atto.
Finisce anche la Scuola Interforze di Foresta Burgos: dal 2011 ad oggi, giorno della chiusura, ha formato circa 100 cavalieri della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo forestale dello Stato, del Corpo forestale di Vigilanza Ambientale della Sardegna e delle Compagnie Barracellari.
Ha sempre organizzato e svolto i corsi previsti dal suo ordinamento. Ha rappresentato un´eccellenza nella formazione della Polizia ambientale, poichè ha sempre ospitato i migliori docenti nazionali in questa materia. È stata, per molti appartenenti alle forze di polizia, l’occasione di rientrare in Sardegna, e di investire tempo, affetti e denaro nel territorio. Ha prodotto un indotto annuo di oltre 200.000 euro, gran parte di ritorno nel territorio del Goceano. Ha “sottratto” 20 ettari di terreno demaniale al pascolo abusivo, dedicandolo alla formazione e alla sicurezza. Ha ospitato oltre 1.500 alunni delle scuole del territorio, nonchè studenti universitari della Sardegna, di Roma e della Germania. Ha avviato progetti di formazione con le realtà di polizia ambientale del territorio.
Chi ci ha lavorato, e che ora è stato trasferito in reparti lontani, lo ha sempre fatto con passione e alto senso del dovere, fronteggiano situazioni di difficoltà.
È stata, su questo concordo, un´occasione persa a causa di quei miopi che non sono stati capaci di misurare i servizi che offriva, avvezzi a ragionare di sicurezza come si ragiona per una fabbrica di scatolette di tonno: posti di lavoro, sviluppo, ecc…
Mi dispiace per la scuola, per chi ci ha lavorato con passione, per i cittadini del Goceano, che l´amavano e la consideravano un punto di riferimento.
Mi dispiace che, pur di continuare a parlarne male, si debba ricorrere a raccontare falsità.
Ringrazio tutti coloro che ci hanno lavorato, e che hanno dato esempio di impegno e passione.

Una vera catastrofe che si è abbattuta su di me e la mia famiglia. Abitavo in un bellissimo comando stazione, avevo dei colleghi stupendi conoscevo persone del mondo produttivo rurale, il mio territorio era la mia casa mi sentivo utile per la natura, ora nei vff a fare il dos specializzazione marginale all’interno del cfs. Non mi resta che piangere ed il mio pianto terminerà quando rivedrò volare libera quell’aquila che ci ha contraddistinto per 196 anni da tutti. Evviva il Corpo Forestale dello Stato.
Il 25 novembre la Boldrini all’interno del parlamento ha ricordato la giornata contro la violenza fisica sulle donne ma si dimentica che molto di loro hanno subito una violenza psicologica morale facendole diventare militari contro la propria volontà. Ma di questo nessuno deve parlare perché fatto da un governo che gli ha permesso di coprire quel ruolo. Certe volte l’ipocrisia non conosce confine. Ma noi tutti uomini e donne dell’ex cfs non ci arrendiamo e attendiamo sia la sentenza della Consulta e sia un nuovo governo per riprenderci ciò che ci stato tolto con violenza.

Lazzaro Manlio Detti – Anch’io mi auguro che l’Aquila torni a volare libera e maestosa! Ma con questi politici da 4 soldi non ci aspettano tempi fecondi e produttivi per il nostro Bel Paese!!!

Claudio Orlandi – Il caos che il Governo ha coscientemente innervato nella macchina organizzativa dello Stato non lascia ben sperare per l’imminente arrivo dell’inverno.. speriamo di non rivedere quegli scenari assurdi e dolorosi che hanno colpito l’anno scorso diverse parti del paese, in particolare il mio amato Abruzzo…

Rullo Salvatore – Militarizzazione coatta del Corpo Forestale : Quale risparmio ? Quali logiche? Quale considerazione del personale e della sua professionalità? Razionalizzazione o Risiko di potere che calpesta diritti del personale e logiche di tutela dell’ ambiente?

Michele Fasano – Tutto comincia da: D.P.R. 15-1-1972 n. 11
Trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle funzioni amministrative statali in materia di agricoltura e foreste, di caccia e di pesca nelle acque interne e dei relativi personali ed uffici. Pubblicato nella Gazz. Uff. 19 febbraio 1972, n. 46, S.O.
Il Corpo Forestale decise di rimanere allo Stato. Nessuno dei nostri Superiori lottò per far si che tutta la questione Ambientale rimanesse di competenza dello Stato. Per questo inciucio vi era un Corpo senza “attributi” per molti anni siamo stati conviventi con le Regioni. Poi le Regioni hanno constatato che il Corpo sfuggiva ai politicanti,per cui vi erano le premesse di mettere in atto una vecchia Legge di matrice P.C.I. in cui vi era un solo art. “E’ soppresso il C.F.S.” non fu approvata. E’ storia recente la riforma della Pubblica Amministrazione e i Corpi di Polizia diventano da 5 a 4, e il CFS deve essere accorpato. Renzi e la Madia,non avendo le palle per mettere in cantiere quello che volevano,ridurre a 2 i Corpi Polizia,per fare qualcosa in merito,se la prendono con il più indifeso Corpo dello Stato. Saluti e Forestali sempre!!!.

Mevio Filano Calpurnio – Bisogna risalire all CFS degli anni ’70 prima che cominciassero a regionalizzarlo, che togliessero i vivai e che devolvessero autorizzazioni e controlli e martellate per i tagli alle comunità montane: cercherei di riunire le guardie volontarie almeno delle associazioni sotto nuclei volontari gestiti dalla nuova forestale, cioè presidi volontari locali di affiancamento in collaborazione con le associazioni. Non sarebbe male una unificazione di servizio alpino, protezione civile e guardia costiera alla guardia forestale e sarebbe bello che vi fosse un legame con gli alpini
cioè che prima di fare servizio, se uno ha fatto l’alpino può finire lì facilmente dopo aver fatto l’accademia di formazione forestale; gli alpini sono la forza militare che secondo me più è adatta a dare una forma mentis adatta al forestale da civile.
Inoltre devono aprire una lista competa di alberi e formazioni monumentali da poter ampliare secondo segnalazione di cittadini, tramite esperti, enti locali, forestale stessa od associazioni, alberi che possono esse vincolati da ministero, comuni, provincie, regioni o parchi che siano… oggi sono le regioni deputate al controllo taglio e autorizzazione, ma non lo fanno e nessuno ti segna gli alberi che puoi o non puoi tagliare, scegliendoseli di fatto chi vuole tagliare direttamente.

Arturo Gerardo Di Pilla – per la ricostituzione dell’ amministrazione Forestale e del Corpo Forestale
1 ) FORESTALE ; CORPO TECNICO ad ORDINAMENTO CIVILE con Funzioni di P.G. ( tornare alla dicitura GUARDIE FORESTALI che tutti gli Italiani conoscono ) sono fermamente convinto che se non ci fosse stato il termine ” Polizia ” gli attuali Abusivi al governo in collaborazione dei loro amici Doppioni della P.S. non avrebbero avuto il ” Pretesto ” per procreare la ” SCHIFORMA Madia ” e per evitare che in FUTURO non ci possano essere altre ” SCHIFORME ” (Spero finalmente capiscano che devono ALLONTANARE e NON ASCOLTARE chi non ha alcuno interesse per l’Amministrazione Forestale ma ha solo un PROPRIO interesse A POCHE PAROLE BUON INTENDITORE “SAPAF”
2) AMMINISTRAZIONE FORESTALE : COORDINAMENTO NAZIONALE 1 CAPO Coordinatore ; 1 Vice ed un numero adeguato del Personale per la piena funzionalità del Nazionale ( – Funzionari e + Personale sulterritorio )
3 ) COORDINAMENTO REGIONALE ( uno per regione totale 20 ) con conseguente ELIMINAZIONE dei ” Provinciali ”
1 Capo Coordinatore ; 1 Vice ed un numero adeguato del Personale per la piena funzionalità del Regionale ( – Funzionari e + Personale sul territorio ).
4 ) Potenziamento SCUOLE GUARDIE FORESTALI di Cittaducale , Sabaudia e tutte quelle sul territorio nazionale
1 Direttore ; 1 Vice ed un numero adeguato del Personale per la piena funzionalità delle Scuole .
5 ) Potenziamento e rafforzamento del Personale FORESTALE sul territorio ; Riaperture ed ulteriori nuove aperture di StazioniFORESTALI per un miglior controllo del territorio ; annessione di NAS, NOE ( dei doppioni della P.S ) e quant’altro sulla prevenzione e la salvaguardia Agroalimentare, Ambientale e Forestale
.

– Massimiliano ti ringrazio per quanto stai facendo tu e per tutto quanto fate come M5S.
Non ci abbandonate ora…arriviamo con forza e determinazione alla corte costituzionale. Con un’idea di rinascita del CFS. .un corpo che l’Europa ci invidiava e che so sono affrettati a smantellare alla faccia di chi ha lottato per entrare e ha lavorato con il cuore prima che con le gambe.

Ricordi da convivere oggi dolorosi
Una divisa strappata
Un orgoglio che non può esserci ma si vorrebbe imporre
La paura
La vita stravolta
Sospesi in attesa di sentenza
Cercando di farsi fare meno male possibile senza perdere la dignità.

Alessandro Bottacci – Quando abbiamo lasciato la nostra natura per correre dietro alle altre forze di polizia abbiamo cominciato a morire.
Molti di quelli che hanno avvelenato la Forestale sono ancora potenti nella nuova struttura ed è per questo che non recupereremo mai la nostra condizione ideale.

 

 

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CORPI TECNICI E TECNICISMI POLITICI

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Massimiliano Bernini, deputato M5S – CHE FINE HANNO FATTO LE 12 BASI AEREE TEMPORANEE DELL’ EX-CORPO FORESTALE DELLO STATO?

Stamani ho cercato degli aforismi sugli alberi che da sempre sono ispiratori di buoni sentimenti e buone intenzioni; inevitabilmente infatti, parlare di alberi ci proietta al futuro e al mondo che lasceremo alle generazioni che ci seguiranno.
Di seguito, quelli che mi hanno più colpito.
Chi pianta un albero, pianta una speranza.
(Lucy Larcom)
C’è qualcuno seduto all’ombra oggi perché qualcun altro ha piantato un albero molto tempo fa.
(Warren Buffett)
Nella vita bisogna fare tre cose: fare un figlio, scrivere un libro, piantare un albero.
(Detto zen)
Il Corpo Forestale dello Stato con sede all’Aeroporto di Roma Urbe, disponeva di 8 elicotteri Breda Nardi NH500D, 17 elicotteri Agusta Bell AB412 con matricole civili e militari, 4 Erickson S64F, 3 elicotteri AW 109N e un aereo Piaggio P180 Avanti 1 in leasing (in totale 33 aeromobili – 32 elicotteri più un aereo), ripartiti nelle basi di Roma Urbe, Roma Ciampino, Cecina, Belluno, Pescara, Rieti e Lamezia Terme.
Ai carabinieri sono andati (senza alcun decreto) 5 AB412 EP (con matricola militare), 3 AW109N, n.8 NH500D e il P180; in totale 17 aeromobili e il resto ai VVF.
Inoltre, il Corpo Forestale dello Stato allestiva su tutto il territorio nazionale, in concomitanza con la stagione degli incendi boschivi, 12 basi aeree temporanee.
Lo scorso anno ne erano state attrezzate 4 in Sicilia, a Palermo, Comiso (RG), Val d’Erice (TP) e Randazzo (CT) – una base manutentiva a San Fratello (ME) -, una in Basilicata, a Viggiano (PZ), una in Calabria, a Reggio Calabria, 3 nel Lazio, all’Aeroporto dell’Urbe – un elicottero con la Regione Lazio -, a Vicovaro (RM) e Sabaudia (LT), una nelle Marche, ad Ancona, una in Umbria, a Foligno (PG), una in Emilia Romagna, a Rimini. C’era anche quella con “doppia funzione” dell’Aquila.
Mi risulta che ne siano state attivate solo due da parte dei VVF: una a Palermo ed una a Viggiano in Basilicata.
Perché le altre basi non sono state attivate?
Devastazione dell’Ambiente e del Territorio; distruzione delle attività umane; messa a repentaglio di intere Comunità.
Chiamiamo l’azione degli incendiari col suo vero nome: terrorismo!
Per questo servono misure repressive severe e processi rapidi.

Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU -O Esempi di emendamenti che favoriscono le grandi centrali e che vanno contro gli interessi economici (fiscali) e ambientali del Paese. 

Dibattito notturno in Commissione Bilancio al Senato. E’ chiaro che questa maggioranza fino alla fine ha calpestato le basi della tutela ambientale di questo Paese, favorendo anche gruppi industriali dal versamento di pesanti tributi per lo sfruttamento del sottofondo marino!!!
63.4 (testo 4)
SANTINI (PD), BROGLIA (PD), BONFRISCO – FL (Id-PL, PLI)
Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:
«4. Le disposizioni di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, quelle di cui all’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n, 214, nonché quelle di cui all’articolo 1, comma 639 e seguenti, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, si interpretano, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n, 212, nel senso che per i manufatti ubicati nel mare territoriale destinati all’esercizio dell’attività di rigassificazione del gas naturale liquefatto, di cui all’articolo 46 del decreto-legge 1º ottobre 2007, n. 159, convertito dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, aventi una propria autonomia funzionale e reddituale che non dipende dallo sfruttamento del sottofondo marino, rientra nella nozione di fabbricato assoggettabile ad imposizione la sola porzione del manufatto destinata ad uso abitativo e di servizi civili.
La RELATRICE e il vice ministro MORANDO formulano parere favorevole sull’emendamento 63.4 (testo 3).
La senatrice DE PETRIS (Misto-SI-SEL) critica la nuova formulazione dell’emendamento, a suo avviso addirittura peggiore della precedente, perché agevola in maniera eccessiva tutte le costruzioni relative ai rigassificatori e alle piattaforme petrolifere, attraverso un’ interpretazione di favore che esclude tali impianti dal pagamento dell’IMU, se non per una minima porzione, con effetto retroattivo su somme già iscritte nei ruoli fiscali. Si tratta di una evidente forzatura, che contraddice le sentenze già intervenute che hanno riconfermato l’assoggettabilità di tali infrastrutture ai tributi e che si pone anche contro la strategia di decarbonizzazione approvata dallo stesso Governo.
Il senatore SANTINI (PD), in qualità di firmatario dell’emendamento, presenta un nuovo testo, che sopprime il comma 5, eliminando quindi l’agevolazione fiscale prevista per le piattaforme petrolifere.
Il senatore CIOFFI (M5S), pur apprezzando la rifomulazione del senatore Santini, osserva che il problema viene meno solo per le piattaforme petrolifere ma resta inalterato per i rigassificatori. Si tratta di tre impianti in tutta Italia (ai quali, nelle intenzioni del Governo, dovrebbe aggiungersene un quarto), che sono per di più di proprietà di grandi gruppi finanziari internazionali. Non si capisce quindi per quale motivo il Governo e la maggioranza vogliano fare questo regalo a spese dei contribuenti a soggetti che sono certamente in grado di pagare quei tributi.
Il senatore COLLINA (PD) apprezza la riformulazione del senatore Santini, che risolve numerosi problemi, anche legati a contenziosi già in atto tra i proprietari dei rigassificatori e alcune amministrazioni locali.
La senatrice LEZZI (M5S) osserva che i contenziosi esistono anche per i rigassificatori. Denuncia inoltre che, mentre si intende dare un’ingiustificata agevolazione a grandi gruppi finanziari, sulla stessa IMU non si sono accolte le proposte del suo Gruppo per ridurre il carico alle imprese italiane. Stigmatizza quindi che le forze di maggioranza si siano chiaramente compromesse con certi gruppi di potere internazionale.
Il PRESIDENTE invita a moderare i toni del dibattito, nel rispetto reciproco.
Il senatore BROGLIA (PD) aggiunge la sua firma all’emendamento 63.4 (testo 4).
La senatrice BONFRISCO (FL (Id-PL, PLI)) dichiara di sottoscrivere l’emendamento, come riformulato dal senatore Santini. Proprio l’esperienza di un rigassificatore ubicato nel Veneto, la sua regione, dimostra l’utilità di queste infrastrutture per la strategia nazionale di diversificazione di approvvigionamento energetico. Riconosce altresì l’esigenza di estendere le agevolazioni IMU anche ad altre categorie di attività produttive, auspicando che si possa lavorare su questo tema nel seguito dell’iter del disegno di legge di bilancio presso l’altro ramo del Parlamento.
La senatrice RICCHIUTI (Art.1-MDP) dichiara il voto contrario del suo Gruppo. Rileva inoltre una contraddizione tra il comma 4 e il comma 5 testé soppresso riguardo alla diversa interpretazione del presupposto dello sfruttamento del sottosuolo marino. Ritiene inoltre che il comma 4 abbia evidenti problemi di copertura: si tratta infatti di un’agevolazione molto costosa. E’ peraltro singolare che questa interpretazione di favore contraddica le azioni di recupero dei tributi non versati che la giustizia tributaria e la Guardia di finanza hanno imposto di iniziare alle amministrazioni comunali interessate, come quella di Livorno.
La senatrice BULGARELLI (M5S) conferma tale circostanza per quanto concerne il comune di Livorno. Ove avesse potuto iniziare l’azione di recupero nei confronti dei proprietari del locale rigassificatore, il comune l’avrebbe certamente vinta, ma ora non potrà più procedere a causa di questo emendamento. Si chiede perché il Governo e la maggioranza intendano penalizzare gli enti locali a vantaggio di grandi gruppi industriali.
La senatrice DE PETRIS (Misto-SI-SEL) conferma il suo voto contrario anche sull’emendamento riformulato, dato che il comma 4 residuo presenta ugualmente rilevanti profili di illegittimità.
Posto ai voti, è infine approvato l’emendamento 63.4 (testo 4).

Francesco Aucone, geologo indipendente – ALCUNE CONSIDERAZIONI SUL RISCHIO SISMICO DEL GASDOTTO SULMONA-FOLIGNO
Le considerazioni sul Rischio Sismico contenute in questo breve scritto nascono dall’analisi della documentazione tecnica consultabile alla pagina web http://www.va.minambiente.it/…/Ogget…/Documentazione/154/186, relativa al gasdotto Sulmona-Brindisi, che è uno dei cinque tratti in cui è stata suddivisa l’intera opera di costruzione del gasdotto Brindisi-Minerbio.
Nella pagina web sopra citata non ho trovato lo Studio di Impatto Ambientale dell’opera e ne la Valutazione dello stesso, ma alcuni elementi tecnici quantitativi ho potuto estrapolarli da altri documenti ufficiali; specialmente dal “Decreto del Ministero dell’Ambiente – Metanodotto Sulmona -Foligno DN 1200 mm (48″) P=75 bar e Centrale di compressione di Sulmona – DVA-DEC-2011-0000070 – del 07/03/2011” e da “Allegato al Decreto del Ministero dell’Ambiente (Parere CTVIA) – Metanodotto Sulmona -Foligno DN 1200 mm (48″) P=75 bar e Centrale di compressione di Sulmona – DVA-2010-0025608 – del 25/10/2011”. Quest’ultimo documento comprende inoltre il Parere n. 535 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il quale contiene alcuni dati quantitativi interessanti sull’azione sismica adottata da Snam per verificare la vulnerabilità dell’opera.
Questo è quanto è contenuto nel suddetto Parere riguardo i parametri sismici adottati da Snam per verificare la vulnerabilità delle tubazioni di trasporto e della Centrale di compressione di Sulmona.
(tab 1)
In pratica per verificare la Vulnerabilità sismica delle tubazioni è stata considerata una PGA massima (accelerazione sismica orizzontale massima attesa in superficie per lo Stato Limite SLV) di 0,418 g e per la Centrale di 0,408 g. Si tengano a mente questi valori.
Un primo dubbio che sorge è che, ammesso che sia giusto il valore di PGA scelto da Snam per la Centrale, non è tuttavia questo il valore di accelerazione che va preso in considerazione per una struttura in elevazione, ma quello indicato dalle ordinate dello Spettro di Risposta di progetto, in corrispondenza delle frequenze naturali di oscillazione della struttura principale della Centrale e dei suoi singoli elementi costruttivi. È scientificamente risaputo infatti che una struttura fuori terra ha la capacità di amplificare le onde sismiche provenienti dalla superficie del suolo, in funzione del rapporto tra frequenze del sisma e frequenze naturali della struttura stessa e dello smorzamento. Usare la PGA per verificare una costruzione in elevazione è quindi concettualmente sbagliato e può portare alla sottovalutazione dell’Azione Sismica.
Detto ciò, tuttavia, non è questo l’elemento di critica più importante che nasce dall’analisi dei parametri sismici adottati da Snam e che riguarda la scelta procedurale (dimostratasi erronea) di verifica strutturale. La critica principale infatti verte sul valore dei parametri di PGA scelti, che ricordiamo sono 0,408 g per la Centrale e 0,418 g per la tubazione.
Perché affermo questo? Perché i valori di PGA, provocati ad esempio dagli ultimi eventi sismici, e registrati dalle varie stazioni simiche sparse sul territorio italiano in prossimità e lungo la fascia di pertinenza del gasdotto Sulmona-Foligno, ci raccontano ben altro.
Secondo infatti le informazioni contenute nel sito dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), che riguardano i valori accelerometrici registrati nelle stazioni suddette, i valori di PGA scelti per la progettazione del gasdotto, sono stati ampiamente e ripetutamente superati dagli eventi sismici storici recenti.
Vediamone alcuni esempi.
Evento sismico dell’Aquila del 6 Aprile 2009
Coordinate epicentrali: Lat. 42,34° – Long. 13,38°
Profondità ipocentrale: 8,3 Km
Valori accelerometrici (PGA) di alcune stazioni.
(tab 2)
Che tradotti in g (accelerazione di gravità) divengono rispettivamente: 0,644 g; 0,479 g; 0,435 g.
Evento sismico dell’Italia centrale del 7 Aprile 2009
Coordinate epicentrali: Lat. 42,30° – Long. 13,49°
Profondità ipocentrale: 17,1 Km
Valori accelerometrici (PGA) di alcune stazioni.
(tab 3)
Che tradotti in g divengono: 0,652 g.
Evento sismico dell’Italia centrale del 24 Agosto 2016
Coordinate epicentrali: Lat. 42,70° – Long. 13,23°
Profondità ipocentrale: 8,1 Km
Valori accelerometrici (PGA) di alcune stazioni.<ERTY
(tab 4)
Che tradotti in g divengono: 0,851 g.
Evento sismico dell’Italia centrale del 26 Ottobre 2016
Coordinate epicentrali: Lat. 42,91° – Long. 13,13°
Profondità ipocentrale: 7,5 Km
Valori accelerometrici (PGA) di alcune stazioni.
(tab 5)
Che tradotti in g divengono rispettivamente: 0,638 g; 0,612 g; 0,539 g; 0,527 g.
Evento sismico dell’Italia centrale del 30 Ottobre 2016
Coordinate epicentrali: Lat. 42,83° – Long. 13,11°
Profondità ipocentrale: 9,2 Km
Valori accelerometrici (PGA) di alcune stazioni.
(tab 6)
Che tradotti in g divengono rispettivamente: 0,869 g; 0,782 g; 0,633 g; 0,547 g; 0,536 g; 0,522 g; 0,476 g; 0,474 g.
Come si può constatare negli esempi precedenti, le PGA scelte dalla Snam per verificare la Vulnerabilità sismica del gasdotto e della Centrale, sono state ripetutamente e decisamente superate dalle accelerazioni superficiali (PGA) registrate in alcune stazioni in prossimità della fascia di pertinenza del gasdotto, in occasione degli ultimi eventi sismici che hanno interessato l’Italia centrale.
La realtà dei fatti dimostra quindi che l’approccio utilizzato da Snam per definire l’Azione Sismica di progetto è ampiamente inadeguato e che, conseguentemente, il Rischio Sismico legato all’opera è stato fortemente sottovalutato.
D’altronde era questo un aspetto ampiamente prevedibile visto l’approccio troppo semplicistico, relativamente all’importanza dell’opera, con cui Snam ha valutato il Rischio Sismico attinente al gasdotto. Non solo in questo tratto, ma anche nel tratto Foligno-Sestino e probabilmente anche negli altri tre che fanno parte dell’intera opera che va da Brindisi a Minerbio. Il motivo risiede nel fatto che il metodo semplificato adottato da Snam è, nella sua semplicità, fortemente inadatto a valutare l’amplificazione delle onde meccaniche dovuta alle variazioni di contrasto sismico contenute nelle serie stratigrafiche di sedime del gasdotto.
Per una tale opera, che, per la sua importanza e la sua pericolosità, è considerata “strategica” dalle attuali normative tecniche (NTC 2008), va approntato uno studio dettagliato che nella terminologia tecnica viene definito studio di Risposta Sismica Locale (RSL).
D’altronde nello stesso decreto citato all’inizio di questo articolo (DVA-DEC-2011-0000070) viene accennata questa necessità:

Anche se a mio parere tale indicazione rimane troppo vaga ed inutilizzabile in un futuro giudizio di idoneità degli studi richiesti. Non vengono infatti descritti quali tipi di indagini andrebbero effettuate ed in quale quantità ed estensione. Non si specifica ad esempio che non sarà sufficiente condurre uno studio di RSL monodimensionale, ma viste le dimensioni dell’opera (trattasi di una linea lunga 167 Km) sarà necessario effettuare degli studi di propagazione delle onde sismiche e di modellazione sismostratigrafica almeno a due dimensioni e praticamente per tutta la lunghezza del tracciato. Ciò significa ricostruire la sismostratigrafia per tutti i 167 Km del tracciato, ad una profondità tale da individuare, o escludere, la presenza di contrasti sismici che abbiano la potenzialità di amplificare le onde meccaniche di un futuro evento sismico. È una campagna d’indagini imponente che ovviamente farebbe lievitare i costi di costruzione di svariate decine di milioni di euro. Senza considerare i costi in più dovuti al riadattamento del progetto in seguito ai valori, sicuramente più alti, delle nuove azioni sismiche così determinate, con cui andrebbero riconfrontata la linea e la Centrale. Ma questo d’altronde è ciò che andrebbe approntato per mitigare il più possibile il Rischio Sismico di un’opera che, non dimentichiamolo, è considerata strategica per la sua importanza e per la sua pericolosità ambientale.
L’ultimo aspetto che voglio sottolineare relativamente al Rischio Sismico per un’opera come il gasdotto Sulmona-Foligno è quello della “fagliazione”.
Un aspetto che per quanto rappresenti il vero tallone d’Achille per una condotta di gas interrata, non viene minimamente preso in considerazione nei decreti ministeriali e nelle valutazioni ambientali dell’impatto dell’opera.
È un fenomeno che rientra negli studi sugli effetti locali sismici e di cui si deve tenere conto nella stesura degli elaborati progettuali, in aree, come è la fascia appenninica, fortemente disseminate da sistemi di faglie attive. Tra tutte le faglie attive in grado di generare un sisma, ve ne sono alcune (definite “faglie capaci”) che sono in grado di deformare permanentemente la superficie terrestre attraverso la “fagliazione”, ossia la rottura della superficie topografica a seguito del propagarsi della dislocazione fino alla superficie terrestre, interessando qualsiasi elemento che si trovi sulla stessa, comprese le opere ingegneristiche.
In Italia chi si occupa di studiare questo aspetto della sismicità è Il Servizio Geologico – ISPRA e nella sezione del suo sito web (http://www.isprambiente.gov.it/…/ithaca-catalogo-delle-fagl…) dedicata a tale aspetto, fornisce una cartografia attiva delle faglie capaci conosciute del territorio italiano e nella figura seguente si riporta una porzione della fascia di competenza del gasdotto con segnalate in rosso le faglie capaci sino ad ora individuate. È importante sottolineare che si tratta di una rappresentazione di massima, con l’intento di mettere in evidenza l’entità del fenomeno. Lo stesso Ente mette infatti in guardia i tecnici territoriali a non considerare tale catalogo esaustivo, anzi a considerarlo insufficiente negli studi progettuali di opere ingegneristiche.

Ne consegue che questo aspetto sia assolutamente da non sottovalutare nella valutazione del Rischio Sismico di un opera ingegneristica (oltretutto costituita da una linea di condotte ininterrotte per più di 150 Km), in un ambiente geologico caratterizzato da numerosi e diffusi sistemi di faglie attive. Non si può quindi rimanere in un ambito puramente bibliografico ma nel progetto dell’opera vanno previste indagini atte ad individuare tali faglie con accurati studi di paleo-sismicità.
Anche questo ovviamente non farebbe che lievitare i costi di costruzione dell’opera. Ma tant’è!

 

BACIATI

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Antonella Giordanelli – Dal 1814 nell’Arma ci sono stati 58 comandanti generali e 96 vice, in carica per circa un biennio, fino al 1997 quando i vicecomandanti si sono succeduti alla media di uno nuovo ogni 7 mesi: in base art. 25 del Dlgs297/2000 sul riordino dell’ Arma, il vice comandante generale può rimanere al massimo per un anno, con uno stipendio mensile di circa 6mila euro più indennità varie, andando poi in pensione con un incremento di 8mila euro sullo stipendio originario per un totale di 14mila euro, più tredicesima di 27mila euro.
Epico per l’impavido sprezzo del versamento contributi il gen. Massimo Iadanza, a cui fu conferita l’altissima pensione d’oro per il fulmineo vittorioso vice comando dell’Arma dal 7 marzo 2013 al 18 maggio.
Ma è addirittura leggenda tra i carabinieri semplici che guadagnano 1.300 euro al mese, quello scherzo carnascialesco per cui i venti giorni dal 6 al 26 febbraio 2005 come vicecomandante abbiano reso il congedo del gen. Ermanno Vallino una ininterrotta successione di martedì e giovedì grassi: veni, vidi, vici !

Vincenzo Talarico – Certo, un generale dei Carabinieri Forestali che lascia l’incarico per passare alla TOTAL (!!???!!) … mi ha dato molto da pensare (male!) … ma non conoscendo né la persona né le vicende, non posso che astenermi dal dare un giudizio … la sua morte comunque non è sicuramente una questione di semplice suicidio, ci sono di mezzo troppe cose torbide attorno a questa vicenda
Valter Reali – …io purtoppo lo ricordo col sorriso a 32 denti con la divisa nera…. ..

– Mi sono fatta anche una idea dei motivi considerando il suo carattere la natura del lavori in Total la adesione strettissima al suo ex capo e mentore ed alla attuale posizione di costui, collegando il carattere, le dichiarazioni sue su Total ( mi hanno cercato Loro) prima di prendere servizio, quelle della moglie dopo la morte (da Potenza è tornato distrutto) e la posizione attuale di quel tipo ex capo e il carattere untuoso di quest’ultimo. Era orgoglioso di “essere stato scelto da loro”. Io penso male. Era un fedelissimo quindi…..
– Facile parlare per chi
Da allievo agente aveva i funzionari che gli facevano da autista
Da agente aveva il potere assoluto sui colleghi di una Provincia
Da allievo vice ispettore ha trattato la svendita del corpo
Da ispettore ha ricevuto in regalo un nucleo speciale in procura con auto a vetri oscurati
Senza dimenticare i fantomatici incarichi per decine di migliaia di euro l’anno

E ce ne sarebbe….

E questo esempio fulgido di rispetto delle gerarchie plaude al passaggio nei carabinieri perché li ci sarà certezza del Comando?
Il capo e il suo braccio destro sempre senza vergogna a prendersi gioco del personale

– Invece chissà come mai poco tempo fa dal NOS si è fatto trasferire altrove…no non sapeva niente…è vero…mvafic
– Casualmente tutte le mosse giuste
Gira voce che sia per andare col suo amichetto giuda ai servizi
O ai servizietti?
Maledetti lui l’altro e i loro lacchè 

Giacinto Cundari – Lo maledico anche io e, insieme a lui, tutti quelli che hanno contribuito alla chiusura del Corpo forestale dello Stato

Salvino Paternò – ” Vi sembrerà strano, ma io sull’ipotesi del generale Gallitelli al governo sono d’accordo. Penso che in questa classe politica che ci governa sia l’uomo giusto al posto giusto.
D’altronde se gode della totale fiducia di tutte quelle personcine che in questi anni hanno governato l’Italia in maniera “ineccepibile”, un motivo ci sarà. Lo stima Berlusconi che lo nominò Comandante Generale nel 2009, lo ammira Monti che nel 2013, con un decreto ai limiti della legalità, malgrado fosse da tempo scoccata per lui l’ora della pensione, lo trattenne nella poltrona per altri 3 anni, e lo apprezza anche Renzi che avvallò la sua nomina a presidente del Coni nel 2015.
Possiede poi quel giusto distacco dalla realtà che caratterizza tutti i nostri politici e, come loro, non avverte i fastidiosi problemi dei comuni mortali. D’altra parte uno che percepiva in un giorno di “lavoro” la stessa somma che un carabiniere prende a fine mese, come può mai immedesimarsi nei problemi della plebaglia?
Inoltre sa già cosa significa tradire le aspettative della gente, le stesse aspettative, per esempio, che i carabinieri nutrivano quando l’Arma divenne forza armata autonoma e, svincolandosi dall’Esercito, pote’ finalmente esprimere un proprio comandante generale. Ebbene, da quel momento le cose peggiorano inarrestabilmente. Al posto dei benefici, arrivarono gli impietosi tagli. Il culmine si ebbe nel 2011 con un taglio di ben tre miliardi per le forze di sicurezza. Ma anche lì nessuna paura per i generali ai vertici, mentre i carabinieri si lamentavano di non avere nemmeno i fondi per pagare il carburante, il ministro della Difesa, Ignazio la Russa, arricchiva il parco auto dei massimi dirigenti con 19 lussuose Maserati blindate. Alè!
L’assenza di meritocrazia che caratterizza la nostra società, poi, non sarebbe un problema, parliamo di un uomo che ha presieduto commissioni di avanzamento fatte senza regole chiare, dove cordate di ufficiali avvinghiati tra loro scalavano le vette.
E che dire dei privilegi? Anche in tal caso siamo di fronte ad un uomo competente in materia, non gli si può dire nulla. Nel periodo in cui ha retto il Comando Generale ha nominato ben 10 vicecomandanti generali (3 solo nel 2013), permettendo così ai colleghi a cui mancavano pochi mesi per andare in pensione, di godere di tutti i benefit connessi.
Per quanto attiene infine ai vitalizi, la nomina governativa non sconvolgerebbe il suo stile di vita. Cosa volete che sia un’altra mega-mensilità per chi già percepisce la pensione da super generale e uno stipendio da super manager? Suvvia!
Ci sarebbe per lui solo un piccolo problemino. Il generale è abituato ad andare in visita ai reparti accolto con tappeti rossi e squilli di tromba. Beh, nelle vesti di politico, stante la rabbia dei cittadini, temo che sarebbe accolto da fischi e pernacchie, e a questo non è preparato. Però non disperiamo, con un po’ di esercizio ci si abituerà… come tutti i politici di professione”.

Alessio Fionda – Si avvicina una repubblica militare di tipo sudamericano… Ci sarà una ragione se siamo unico paese in Europa ad avere una forza di polizia a competenza generale ma di tipo militare? Accorpamento cfs solo inizio…

TOPPE PEGGIO DEL BUCO

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TOPPE PEGGIO DEL BUCO !
Franco Treglia – Io dico solo una cosa hanno distrutto il cfs per eliminare doppie funzioni. Adesso ne stanno creando doppie triple quadruple
Maurizio Pallotta – Se è protezione civile che ci azzeccano i militari.
Giampaolo Concas – mi dispiace dirlo ma anche la On. Basilio non ha capito nulla, non serve far transitare i Dos nei VVF non si risolve niente, l’organizzazione di questi ultimi non può gestire gli incendi boschivi perche non vive il territorio tutto l’anno come faceva il CFS, non ha la struttura adatta l’unica vera soluzione è quella di ripristinare il Corpo Forestale!
Rossano Viscogliosi – È la cosa più logica e l’unica sensata, quindi non verrà mai attuata
Antonio Masiello – Far transitare altri DOS ex CFS nei vvf significa penalizzare altro personale e aumentare il numero dei ricorsi. E gli avvocati festeggiano!
Antonella Giordanelli – non so più quante volte ho spiegato che i Forestali specie dirigenti finiti, inutilizzati, ai VVF hanno fatto ricorso e con successo vanno chiedendo, come danno minore, di transitare nei CC, ma i deputati 5stelle hanno preso un treno alimentato dai ‘carbonari’ exsindacalisti cfs che va sul binario unico della SMILITARIZZAZIONE per una polizia ambientale.
Salvatore Guarino – Io che sono finito nei vvf come altri ho fatto solo 21 interventi quest’estate non si può andare avanti così. Stiamo 12 ore a scaldare il divano in caserma non abbiamo la possibilità di fare nulla. Sono letteralmente indignato in tutto e mi sento inutile oltre ad aver perso un sacco di soldi. Speriamo che ci diano la possibilità di scegliere.
Macioce Massimiliano – Credo che la peculiarità era che il più alto in grado svolgeva la funzione di DOS e nelle zone “calde” come la mia, lo si diventava per forza, poi un minimo di passione faceva il resto. Aggiungere pochi DOSexCFS ai VVF oltre a non bastare potrebbe scatenare, in scenari di emergenza, quelle contestazioni fra appartenenti a diverse amministrazioni che tutti sappiamo.
Pique Marzocchi – La Basilio propone contestualmente (come male minore, talche’ le si da atto di essersi opposta all’accorpamento), il transito di tutti i DOS nei vigili del fuoco. Ma questo non risolverebbe niente. E non è una polemica sterile o limitata al (sacrosanto) amore per la propria uniforme. I dos funzionavano perché erano nel Cfs, distribuiti capillarmente con abilitazioni ed esperienze riconosciute e valorizzate nell’ambito della loro amministrazione. I vvf non sono capillari ed operano, come da loro ordinamento (e per forma mentis), in soccorso tecnico urgente. Se vengono trasferite persone in un’altra amministrazione con ordinamento, abilitazioni e capillarità territoriali dissimili, il rimedio non funziona. I Cfs transitati nei Vvf non è che siano stati insufficienti per numero (o meglio: non solo), il vero problema è che non sono stati impiegati. Così come i CC non hanno potuto far volare gli elicotteri ex Cfs da subito, causa standard di sicurezza diversi (non dico migliori: diversi), così i VVF sono stati riottosi ad impiegare operativamente personale non abilitato secondo i parametri della loro amministrazione. Il DOS Cfs gestiva da posizione dominante e coordinava … venivano effettuate le bonifiche post incendio, impedendo che l’emergenza riprendesse vigore… la squadra VVF opera invece sul terreno, protegge le abitazioni, non conosce il territorio perché non ci vive, non ci opera. Altra cosa che molti non sanno è che i CFS transitati nei VVF hanno avuto un danno economico rilevante, talche’ hanno mantenuto il loro stipendio con assegno riassorbibile, hanno cioè lo stipendio bloccato e non potranno maturare gli aumenti dell’assegno di funzione, cosa che invece non è stata preclusa a chi è transitato nei CC. Per dirla in breve, i forestali transitati nei VVF non vengono impiegati, sono spesso relegati a compiti demansionanti, non possono accedere ai turni dei loro nuovo colleghi e a molti corsi di specializzazioni (perché sprovvisti di abilitazioni interne ottenibili al corso base), sono considerati dai loro nuovi colleghi dei privilegiati (perché il loro stipendio, inteso come voce specifica, è superiore), ma in realtà non hanno sbocco, non fanno notti, straordinari e non potranno maturare gli scatti che gli sarebbero spettati permanendo nel comparto sicurezza. Ecco perché non mi permetto di criticare in forma sterile la proposta della Basilio e ne apprezzo l’intento, ma ritengo utile che la materia venga affrontata non soltanto attraverso i numeri del dissenso e della militarizzazione, ma attraverso un’analisi tecnica più compiuta. Di fatto, volendo salvaguardare l’ambiente, nella mia pochezza di osservatore esterno, ritengo che il transito di ulteriori dos nei pompieri non cambierebbe la situazione. Il punto è che i carabinieri sanno fare e gestire i carabinieri, i pompieri sanno fare e gestire i pompieri e i forestali sapevano fare e gestire i forestali. Non se ne esce, credo. Mi permetto anche di far osservare che anche se il numero di 361 persone transitate nei VVF, in termini di valore politico risulta numericamente risibile, l’ingiustizia economica ed il danno perpetrato a queste persone meriterebbe, in termini morali, più attenzione da parte della politica, in senso generale, beninteso.

DEPOSIZIONE

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Riccardo Capitanio – Non esistono altre bandiere per il Corpo Forestale dello Stato sé non quella del Corpo Forestale dello Stato.

Deborah Stella – LA STORICA BANDIERA DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO
per me e per ogni Forestale di ogni generazione rappresenta la nostra fierezza ed il nostro senso di appartenenza al Glorioso Corpo Forestale dello Stato che in 194 anni silenziosamente ha contribuito a rendere l’Italia un Paese migliore, rappresenta i nostri valori PRO NATURA OPUS ET VIGILANTIA, la nostra FEDE nel credere fermamente alla MISSIONE in difesa dei doni del Creato, rappresenta la nostra SCELTA DI VITA A SERVIZIO DELLA NATURA.
Questa bandiera rappresenta la nostra IDENTITÀ DI FORESTALI.
Questa bandiera oggi è deposta 😔 con nostro profondo dolore e devozione
ONORI ALLA BANDIERA

Maurizio Frati – Non voglio vedere le foto…. Mi fa solo rabbia vedere la scuola dove è passato mio nonno, mio padre ed io invasa da..

Thea – Il 25 ottobre, a Tito, ho manifestato il mio dissenso a Renzi, urlandogli fino a perdere la voce, ciò che penso di lui!
Non ho potuto dirglielo in faccia perché ero stata allontanata all’arrivo del treno in quanto non sono
un’iscritta del Pd! Assurdo! 😞

Io non sono una Forestale,
ma mi sento Forestale,
sono Forestale nell’animo,
e, come tale, ritengo che abbiamo subito un’ingiustizia, 😒 e le ingiustizie vanno combattute!

– È un’ingiustizia la “distruzione” del Corpo Forestale dello Stato” e lo smantellamento delle sue funzioni di prevenzione, di difesa e di tutela dell’ambiente, del territorio e della fauna;

– è un’ ingiustizia il silenzio mediatico che ha avvolto la soppressione del Corpo Forestale;

– ed è un’enorme ingiustizia avere “militarizzato coattivamente ” più di 7000 Forestali e le loro famiglie,
privandoli dei loro diritti civili!

Fare la “Guardia Forestale”
era una missione oltre ad essere un lavoro!
Fare il carabiniere forestale è un’imposizione 😒,
calata dall’alto da esponenti di un governo che nessuno di noi ha eletto!
È un’imposizione che ci saremmo potuti attendere, forse, da Paesi come la Corea del Nord o il Venezuela ma mai dall’Italia! 😡

Adesso aspettiamo giustizia dalla Consulta e poi…

Riprendiamoci la nostra Bandiera
e la nostra dignità,
contro chi ha deciso di farci morire,
perché come cantava Mango…
“Non moriremo mai, il senso è tutto qui!”

Risorgeremo più forti di prima!

Savino Monterisi – È un peccato che Matteo Renzi nel suo tour in treno, di passaggio in Abruzzo non si sia fermato a Sulmona a discutere con i peligni degli effetti della sua riforma Madia – che accorpa Forestale e Carabinieri senza redistribuire le funzioni di Antincendio Boschivo – sul nostro monte Morrone.

Giampaolo Concas – Una piccola riflessione.
Finalmente è arrivata un po’ di pioggia che ci permette di rilassarci un poco dopo una lunghissima e molto impegnativa campagna antincendi e con alcuni colleghi si parlava dei vari eventi di questa estate, il territorio dove lavoro ha avuto uno dei peggiori incendi, quello che il 31 di luglio e il 01 di Agosto ha devastato il territorio tra Gonnosfanadiga e Arbus bruciando circa 2500 ettari quasi tutti di bosco, e si parlava anche del recente incendio in Val Susa che finalmente è stato spento dall’arrivo delle piogge dopo aver percorso circa 5000 ettari, discutendo ci siamo resi conto che quest’ultimo incendio durato circa 30 giorni ha in realtà bruciato circa il doppio rispetto al nostro durato circa un giorno e mezzo, il che significa che per condizioni climatiche e geografiche era almeno 100 volte più violento.
La domanda sorta spontaneamente è come mai dove sono rimasti i Forestali a spegnere e coordinare le forze antincendio in campo (non c’eravamo solo noi) un incendio così violento è stato domato in poco tempo anche se poi la bonifica è durata svariati giorni senza però ulteriori danni mentre laddove i forestali non ci sono più si è dovuto aspettare le piogge per estinguere un evento molto meno violento nonostante il gran lavoro delle persone e dei mezzi aerei?
Cosa si è risparmiato con la soppressione del CFS?

Mauro Malossini – Io non farei appelli a Gentiloni, come non farei appelli al presidente Mattarella o al ministro Galletti, non usciranno mai dai “ranghi” con una loro posizione .. Tanto meno danno ascolto agli appelli, loro occupano quei posti per “eseguire” ordini alquanto discutibili e non per ragionare posizioni in difesa del bene comune ! Si è visto in questi ultimi anni quali sono state le politiche ambientali e faunistiche di questo assurdo governo .. A favore di lobbie, multinazionali e interessi particolari, sempre nel silenzio e il beneplacido dei vertici, che volendo potevano fare la “differenza” !!

Simone Bertolini – Io sono sempre su ad Asiago, garantisco che vorrebbero gli animali telecomandati: i lupi e gli orsi che stessero nei boschi e si nascondessero quando vedono l’uomo; i caprioli che si facessero avvicinare per i selfie e assieme ai cervi che si suicidassero senza pelo vicino a un panaro di polenta calda col pocio!

Bruno Baldo – Appena visto un servizio su canale 5
Asiago popolazione di lupi stimata in 20esemplari
Allarme Allarme invasione di lupi…….grandi giornalisti complimenti

Franco Bernardi -Tristezza infinita, insisto nel dire che l’immagine complessiva del Trentino a presunta vocazione naturalistico-ambientalista anche per i commenti pubblicati in rete da tanti nostri corregionali contro la presenza degli orsi, ne esce fortemente compromessa.
Il miglior modo d’agire è dall’interno del Trentino come semplici cittadini senza alcun interesse politico o associativo ma l’unico fine del bene pubblico !

Erik Ferrari‎ – Quanto manca alla fine delle due legislature, al 2018? I due governi peggiori della storia.

Eleonora Ciminiello – Vorrei vedere come si pone la direttiva europea nei confronti di quella italiana, ma in realtà non dovrebbe avere la possibilità di metterci becco.
Ad ogni modo la diffida credo si possa impostare su un punto cardine centrale:
ovvero sul fatto che l’osservatorio fitosanitario agisca d’autorità facendo prevalere la delibera sulle misure di contenimento su qualsiasi altro genere di norma.
Nel particolare: gli ispettori non tengono conto di trovarsi dinanzi ad un ulivo non censito da considerarsi potenzialmente monumentale e, anziché segnalarlo, lo indicano come da abbattere.
Tutto parte da questo punto. ciò che consegue è una reazione a catena. Non considerando la monumentalità si procede all’abbattimento, anziché l’ultima legge regionale, che nel caso di presenza di xylella su monumentale indica l’eliminazione delle branche terziarie ( lasciando intatte le principali e le secondarie) la quale a sua volta non considera di dover sottostare a quella ministeriale, che impone l’intervento del corpo forestale dello stato il cui parere è vincolante, e dei comuni che dovrebbero autorizzare, di volta in volta, qualsiasi intervento su ogni pianta.

Eliana Fanelli – Tutti devono sapere cosa accade in Puglia, Italia, dove si chiudono gli occhi mentre un patrimonio inestimabile viene distrutto. Cosa si tutela? Hanno minacciato l’abbattimento coatto di 566 ulivi: se i numeri sono reali, i proprietari che non hanno tagliato sono tanti. Purtroppo i ricorsi sono andati male. E grazie alla modifica della legge gli alberi possono esser tagliati tutti. Anche il primo monumentale. Hanno voluto dimostrare che sono più forti che vincono loro .A chi si deve rivolgere un cittadino. Chiediamo aiuto, solo questo. Qui si sta calpestando tutto. Per quell’ulivo sono state fatte centinaia di chiamate… Il nostro ulivo non c’è più.
Antonella Giordanelli – Ora se ci abbracciamo riusciamo a contenerlo, il nostro Gigante di 8 metri di circonferenza. Siamo riusciate a donargli 6 mesi di vita in più…6 mesi su 2700anni… e noi abbiamo la vita sconvolta per essere così infinitesimali rispetto ai nostri ent…eppure microbi che uccidono giganti : siano maledetti in eterno tutti i tagliatori e quei Forestali che hanno abbassato gli occhi lasciando che il batterio Xylletti infettasse letalmente ogni onore e dignità uccidendo Foresta e Forestalità. La notte di Oria ho sentito che Nemesi avrebbe colpito il CFS e ora mentre nasce la Direzione nel Minpaaf , il Gigante di Oria viene abbattuto senza che nessuno accorra in Salento. Noi cittadini lasciati soli ed impotenti di fronte all’arroganza del potere, ovunque im Italia: ho appena presentato l’esposto per l’uccisione di KJ2 perpetrata dalla Provincia autonoma di Trento, sperando di salvare qualche orso bruno…anche per mamma KJ2 , come per Daniza, abbiamo fatto carte false, letteralmente, e così l’hanno ammazzata due anni dopo la loro illegittima ordinanza del 2015 invece che subito .. ma tanto l’hanno ammazzata! I suoi 3 cuccioli d’allora li abbiamo salvati, ma i due orsetti di quest’anno moriranno… la morte vince sempre.

Mimmo Giglio – Nel mio $ud e` morto lo stato di diritto…

Michele Fasano – Alla Cerimonia del 4 novembre c.a. Festa dell’Unità e delle Forze Armate,erano presenti due cavalli Murgesi con colleghi in divisa CC. li ho salutati,ma ho detto loro “non vi faccio la foto,ho per ricordo quella dello scorso anno,in divisa da Forestali”. Molto sconforto ho provato.

Alessandro Cerofolini – nella neo direzione generale delle foreste del Mipaaf sono ancora in attesa di un incarico dirigenziale.

Oreste Caroppo – COMINCIAMO AD AVVISARE:
NON E’ XYLELLA SULLA VITE DALLE FOGLIE IMBRUNITE
E’ AUTUNNO E LA VITE PERDE LE FOGLIE
Nominiamo agronomi, per favore, i bambini delle terze elementari, salviamo così l’agricoltura!

Massimo Mersecchi – A proposito di specialità .
Sono come le orde di lugubri barbari , ma NON potranno MAI e in nessun caso avvicinarsi alla perfezione del Corpo Forestale dello Stato . Ecco perché cercano di distruggerne ogni ricordo . Non vogliono avere paragoni . In qualche misura comincio a pensare che è stato proprio il senso di inferiorità conclamata , essere inferiori nell’ espletare il proprio lavoro , come ad esempio le indagini sul inquinamento (Bussi ) , sulla terra dei fuochi , sui trasporti di rifiuti , su controlli CITES , interventi di protezione civile e incendi boschivi , abusivismo edilizio . Ecco , questo BRUCIAVA , avere 115 mila uomini e 9 specialità d’arma (-1)Tutela Salute , 2)Ambientale 3)Patrimonio Culturale 4)Banca d’Italia 5) Politiche Agricole 6)Investigazioni Scientifiche 7) Tutela Lavoro 8) Antifalsificazione Monetaria 9) Aeromobili Carabinieri ) ed essere INFERIORI per risultati davanti a 7500 donne e uomini che lavoravano con amore e dedizione totale . QUINDI per essere i migliori BISOGNAVA PRENDERE I MIGLIORI ed ecco la decima specialità i “Carabinieri Forestali” . Come uno squadrone di calcio ! Avete avuto appoggio , sostegno e copertura da un governo illegittimo MA i governi sono come l’acqua sotto i ponti : passano , resterà solo la VERGOGNA del danno fatto all’Italia agli Italiani e a 7500 donne e uomini obbligati a cambiare vita . Il Corpo Forestale dello Stato =R=I=N=A=S=C=E=R=A’= statene certi .

 

IL MOSTRO COI PIEDI D’ARGILLA

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Riforma Madia: risparmio quantificato in 100 milioni in tre anni per la soppressione del Corpo Forestale dello Stato.
A fronte della possibilità di accorpare due forze di polizia a competenza generale (polizia e carabinieri), che avrebbe comportato un risparmio decuplicato, si è deciso di sopprimere un’esigua forza di polizia a competenza specifica, il cui organico era pari a quello della Polizia municipale di Roma. Il risultato è ancora oggi oggetto di cronaca: la devastazione del territorio boschivo nazionale. Non esistono giustificazioni: chiunque provi (Ministro dell’ambiente e Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali compresi) a fornire come scusante le elevate temperature estive, può facilmente confrontare i dati dell’estate più torrida dal 1880 ad oggi: il 2003. Anno in cui bruciò solo un terzo del patrimonio boschivo andato in fumo quest’anno.
Qualcuno, invece, ha tentato di sollevare l’allarme piromani in crescita, neanche fosse un’epidemia.. Avendo accorpato tutti questi uomini nell’Arma (7.000 unità), precedentemente impiegati in operazioni antincendio, soccorso, prevenzione, tutela della biodiversità e del patrimonio naturale, impiegandoli massicciamente in compiti per lo più repressivi, i piromani non avrebbero dovuto avere scampo, o no? Eppure è evidente che i risultati di polizia giudiziaria, tanto decantati dai vertici dell’Arma, con tanto di tecnologie avanzatissime, a detta di Minniti, e di innovativi metodi dei CC, a detta del neo transitato Generale Costa (metodi che però il CFS utilizzava a titolo esclusivo già dal 2002), non sono paragonabili all’efficace azione tenuta sino al 2016 dagli uomini del Corpo Forestale, in termini di risultati, tutela, prevenzione e polizia giudiziaria.
Risparmi? Nessuno. Danni, incalcolabili! 134.165 ettari di bosco devastati in un’estate, perdita di vite umane, 50.000 animali uccisi, Piemonte aggredito da un’emergenza AIB mai vista, il tutto in attesa di un inverno che ci porterà ulteriori disastri derivanti dal dissesto idrogeologico, logica conseguenza alla perdita del patrimonio boschivo.
È stata solo ed esclusivamente una fallimentare operazione di facciata dalle gravi conseguenze. Giusto per riflettere, già nel 2001 l’ex ministro della funzione pubblica Bassanini, che fu, pare, denunciato dal CFS per abusivismo edilizio, tentò lo scioglimento del Corpo. Una decina d’anni più tardi (2013-2015) il governo commissiona alla Fondazione ASTRID, per soli 260.000 Euro, uno studio di fattibilità per la manovra di assorbimento del CFS e la razionalizzazione delle FF.P. (studio recante titolo “Analisi di impatto della regolamentazione (AIR)” – Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del CFS). Fin qui tutto bene, se non fosse che lo stesso studio è in realtà finalizzato alla completa e uniforme realizzazione del numero Unico 112 adeguandosi per questa via alla Direttiva 91/396/CEE e alla successiva condanna a seguito di procedura di infrazione. Ma allora.. il CFS che c’entra? Vediamo: il Presidente della Fondazione ASTRID, per pura coincidenza, è lo stesso ex ministro Franco Bassanini, la cui moglie, tale senatrice Linda Lanzillotta, è la prima firmataria del disegno di legge sulla soppressione del CFS, e sempre per puro caso, tra i consulenti della fondazione compaiono figli illustri (Mattarella e Napolitano) ex fidanzati della Marianna. Che ne dite, c’entra qualcosa?
E ora?
Ora, con il decreto del Ministero dell’Interno del 15 agosto, Minniti tratta la razionalizzazione in termini di dislocazione delle forze di Polizia sul territorio, confermando l’intenzione di privilegiare l’impiego della Polizia di Stato nei comuni capoluoghi, e l’Arma dei Carabinieri nei restanti territori, dando ulteriore attuazione al d.lgs. 177/2016.
In pratica, i vecchi tentativi di Cossiga, Napolitano e Pisanu: spostare i Carabinieri nelle campagne, rafforzando la polizia nelle città. In sostanza: soppressione di qualche commissariato di provincia (ove già presenti i Carabinieri), e soppressione di stazioni carabinieri urbane; il tutto presentato al cittadino come un’efficace riforma volta alla razionalizzazione: niente più doppioni sullo stesso territorio!
Minniti caro, per rendere bene l’idea: “cca nisciun è fess..”
La verità è che tagliare le stazioni carabinieri urbane consente di eliminare solo alcuni comandi retti dal grado di maresciallo, conservando intatti tutti i comandi provinciali e di Legione. Non si taglia nemmeno un posto da dirigente!
La legge Madia e la direttiva Minniti non annullano sprechi e doppioni, ma riducono un servizio al cittadino (che ad oggi può avvalersi dei servizi del vicino comando stazione). Si taglia l’attività informativa, la polizia di prossimità… i questori, i dirigenti della PS, continuano a gestire il territorio accanto a colonnelli e generali dei carabinieri, con le loro caserme, le loro macchine blu, i loro autisti e i loro stati maggiori.
Questo è un paese dove gli sprechi non si possono toccare: durante il blocco degli arruolamenti si crede forse che l’accademia per gli ufficiali dei carabinieri abbia smesso di produrre i futuri dirigenti?
Le dirigenze non si toccano.
E veniamo al Partito Democratico. Il deus ex machina della lotta agli sprechi. Siamo sicuri? il Comune di Firenze, a guida PD, ha avocato a sè la caserma Gonzaga dei Lupi di Toscana: un’enorme struttura fiorentina (100mila metri quadri) del demanio militare, dismessa a seguito dell’abolizione della leva, che ben avrebbe potuto sostituire la nuova scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze. Invece no! Si è preferito costruire ex novo un orrido ed enorme ecomostro, costato al contribuente ben 450 milioni di euro. 450 milioni! Più 650 mila euro per abbellirlo con opere d’arte.
(http://it.blastingnews.com/…/firenze-e-la-scuola-per-maresc…)
Eppure la caserma Gonzaga era del demanio militare, il quale, a sua volta, necessitava di una nuova caserma per i Carabinieri. Tutti sapevano che la leva era stata abolita. Tutti sapevano che il demanio si sarebbe trovato in possesso di centinaia di caserme dismesse. Ma si è comunque voluto costruire, cementificare, sprecare. E la caserma Gonzaga? Ancora il comune non ha deciso il da farsi, nonostante l’urgenza mostrata nel sottrarla al demanio; il sindaco Nardella, nell’aprile scorso, ha proposto di insediarvi una moschea, altri gruppi imprenditoriali si sono mostrati interessati alla edificazione in loco di abitazioni per giovani coppie, mentre precedentemente era stato fatto un bando per selezionare progetti di valorizzazione e riqualificazione del sito. Chissà, prima o poi ne verranno a capo. Evidentemente, qualcuno ha ritenuto che il risparmiare centinaia di milioni di euro, evitando di cementificare, non costituisse un progetto abbastanza solido. E sorvoliamo sulle condanne per tangenti fioccate intorno all’appalto della nuova scuola marescialli.
Il mattone, in questo paese, non si tocca. E nemmeno le dirigenze. E qui torniamo al tema del coordinamento e facciamo un esempio facile, facile: tutti sappiamo che la direzione dell’ordine pubblico è competenza della Polizia di Stato, no? Ma allora i battaglioni mobili dei Carabinieri, i reggimenti CC della prima brigata mobile, che ci stanno a fare? concorrono all’ordine pubblico sotto la direzione della PS? Ma perché, allora, invece di accorpare il CFS, invece di sopprimere le stazioni urbane, non si è deciso di accorpare battaglioni CC ai reparti mobili della PS?
Accorpando questo evidente doppione (in ogni capoluogo di regione è stanziato un battaglione o un reggimento CC, contiguamente a un reparto mobile della PS), si sarebbero risparmiate somme ben più ingenti, a vantaggio di funzionalità e coordinamento, un’ipotesi che avrebbe consentito di tagliare e recuperare spese relative ad affitti e costi di manutenzione stratosferici per enormi caserme di alto valore, stanziate in capoluoghi di regione; si sarebbe risparmiato sui servizi amministrativi, sui servizi logistici e autodrappelli.
Vogliamo parlare poi dei contratti? Delle mense? Delle pulizie? Delle officine convenzionate? Delle Centrali? Tutte spese che sarebbero dimezzate. Parliamo di un risparmio che sarebbe andato ben oltre quello promesso (e non mantenuto) dall’accorpamento del CFS.
Ma accorpare i battaglioni e i reggimenti mobili, significa tagliare una brigata, e senza quella brigata, viene meno anche il comando di divisione superiore!! Significa tagliare posti da capitano, maggiore, tenente colonnello, colonnello, generale di brigata e generale di divisione, in sostanza significa comprimere la carriera dei dirigenti dell’Arma!
E allora via i servizi al cittadino, addio patrimonio boschivo, benvenuto dissesto idrogeologico e tanti saluti polizia di prossimità.
Non si venga poi a dire che i battaglioni mobili sono indispensabili per operazioni di rastrellamento o tipicamente militari: esiste già una ben più preparata brigata mobile, dotata di reggimenti paracadutisti Tuscania, Trentino alto Adige e Friuli Venezia Giulia; per non parlare dei “cacciatori”: tutti reparti specializzati ad alto livello, con caratteristiche di assoluta mobilità, in grado di assolvere perfettamente compiti di rastrellamento o militari.
Il soccorso? C’è chi auspica che i battaglioni CC intervengano anche in caso di calamità.. ma per favore.. che ce ne facciamo di uomini con uniformi e caschi da ordine pubblico sulla scena di un terremoto o di un alluvione, se non con compiti di vigilanza e OP? Si pensi piuttosto a potenziare il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco!
Si vuole anacronisticamente mantenere una forza di polizia composta da militari? Bene, ma lo si faccia senza sovrapposizioni di compiti! Eppure si mente propagandando la razionalizzazione.
Non è possibile avere un rapporto agenti/abitanti tra i più alti d’Europa e fornire una così scarna presenza di agenti in strada e nelle montagne, il tutto per mantenere un numero spaventoso di funzionari e dirigenti!
Vogliamo parlare delle specialità? Possibile che non si possano accorpare i centri di specializzazione? Non è forse possibile ed auspicabile costituire dei centri interforze per la formazione di Sommozzatori, tiratori scelti, cinofili, sciatori, alpinisti, ecc? Abbiamo idea quanto ci costino queste sovrapposizioni? Questi doppioni?
A questa nazione serve urgentemente una reale riforma delle forze di polizia, che cancelli i veri doppioni, elimini gli sprechi e ripristini quanto prima il Corpo Forestale dello Stato.
E anche delle scuse non sarebbero male.

Monia Guadagnoli

Non è più il 4 NOVEMBRE

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Emanuele Cabriolu – Amici miei, quel lupo appeso lì davanti a tutti, oggi al ritorno da un servizio anti bracconaggio mi fa cascare le braccia, al peggio non c’è limite la natura umana mostra il suo vero volto , consapevole che senza il cfs sarà impunita qualsiasi sfida si lanci verso la natura e l’ ambiente, che siano incendi, caccia, devastazione dei parchi e boschi, mi torna pure in mente la frana che travolse l’hotel sul Gran Sasso, i raduni gastronomici a Campo Imperatore, i pseudo attacchi di lupi in Trentino o di cinghiali a Roma , la pineta letamaio di Castelfusano devastata da sbandati , in un crescendo di toni sempre più macabr , una sfida tracotante al nulla, in cui l’assenza del cfs stridente e intollerabile non smuove di un millimetro chi dovrebbe aver a cuore il bene comune, lasciando il paese nello sbando più totale le sue montagne e campagne coi pezzi più pregiati del territorio e paesaggio italiano, siamo stati capaci di fare tanti scioperi nazionali pubblici e privati ma a quando uno sciopero dell’ ambiente?di chi ci vive e ci lavora ma anche di chi sta a cuore il NOSTRO paese oggi era la festa dell’unità nazionale ?? Di una repubblica non solo fondata sul lavoro e sulle forze armate ma anche sulla unità nazionale intorno al bene paese tutelato da una costituzione che pare di esistere solo il 4 dicembre di ogni 70 anni, per essere calpestata poi ogni giorno .

Menico Piccininni – METASTASI
Ciao ragazzi. Purtroppo non sto bene. Le ultime analisi non mi lasciano scampo alcuno. Che dire? È toccato anche a me “il brutto male” ed ora mi trovo qui senza strade, senza spiegazioni, con i piedi sprofondati negli abissi…in un mare di guai.
Tutto era iniziato tempo fa con alcune avvisaglie…i soliti valori sballati, un lieve aumento della temperatura…segnali…poi il referto e le metastasi.
Uno non pensa mai che possa accadere a se stesso. Eppure ho condotto una vita sana, sempre in movimento, all’aperto con una alimentazione equilibrata a base di pesce fresco…direi vivo, magari, che so, avrò esagerato col sale (?!). Ho comunque viaggiato, visto gente, visitato luoghi incantevoli a sud come a nord. Ho battuto tutti i venti e sono sopravvissuto a tutte le tempeste dando spettacolo di me sempre sulla cresta dell’onda e certo non pensavo di ridurmi così all’ultima spiaggia.
In questi ultimi tempi le metastasi si sono moltiplicate ed hanno invaso tutto il corpo. Diciamo pure ( è il caso) che sono nella merda: enterococchi intestinali, escherichia coli, arsenico, mercurio, piombo, pesticidi, robe radioattive…dentro di me hanno trovato l’impossibile!
Purtroppo la termoregolazione sballata unita alla carenza di ossigeno ha scatenato nel mio organismo, già provato, batteri di ogni tipo per cui, cadute le difese, si sono manifestate epatiti, anemia da cromo e altre amenità che vi risparmio…anche perché, diciamoci la verità, a voi poco importa. Mi avete sempre cagato e orinato di brutto e continuerete a farlo. Intanto io sto qui dove sono nato e in qui nato, con le mie metastasi. Aspetto la fine… e non c’è Nettuno che mi possa aiutare. By by.
Firmato
IL MARE
p.s. dentro di me 8 milioni di tonnellate di plastica l’anno, ogni anno

Mario Mauro – Da uomo della strada dico solo di non aver compreso i motivi del provvedimento, che nega al Paese i servizi di un Corpo altamente specialistico grazie al quale siamo venuti a conoscenza di orrori e delitti perpetrati ai danni dell’intero Paese e quindi di ognuno di noi. Onore e grazie al Corpo Forestale dello Stato, di cui conservo gelosamente il gagliardetto rappresentativo.

Alfonso De Pompeis – Ho iniziato il mio cammino lavorativo per l’attività a salvaguardia del bosco con il CFS unitamente a molti altri ma ancora oggi Vi ringraziamo di averci insegnato quanto sia importante proteggerli.

Bartolomeo Pepe – È stato un onore quello di avere fatto un pezzo di lotte insieme, per questo paese
Un paese che sembra ingrato a chi lo serve con amore, in realtà è solo il ripetersi della storia
Venduti ad un Europa infame da traditori in nome di un neoliberismo che di libero ha ben poco

Pedro Angel – Amarezza. Ma fieri di voi CFS sempre.

Giulio Tancredi – Mi dispiace, ma è stato uno sfregio ben architettato

Cat Mar – Rendiamo onore al corpo forestale dello Stato

Ciro Campana – Chi come me ha convissuto con il personale del CFS per 20 anni anche non essendolo giuridicamente non potrà dimenticare.
Sono orgoglioso di aver goduto della loro fiducia e della loro amicizia.
Tener-a-mente.

Tito Angelini – Con l’augurio che la Storia conservi sempre il ricordo dei tanti Forestali che hanno onorato il Paese con il proprio servizio e che, invece, dimentichi presto quel manipolo di sciagurati che, tra le altre nefandezze, hanno collezionato anche la cancellazione del CFS.

Pietro Prezioso – Hanno tentato tante volte di smembrarci, di svilirci…ma non ci sono mai riusciti perché eravamo uniti….invece questa volta i sensali erano in mezzo a noi….

Esposito Giovanni – Avremmo dovuto essere tutti uniti e compatti per combattere lo scempio che stavano perpetrando. Ed invece ciascuno di noi pensava solo a piccoli interessi di bottega.
Il dado è tratto.

Nik Friend – L’inidoneità dei nostri sindacalisti ad affrontare questo problema mi è, purtroppo, ben nota.
Fin dall’inizio non sono stati in grado di capire che non si stavano muovendo sulla consueta (per loro) strada dei rapporti “interni” tra sindacati e vertici del Corpo, bensì che ciò che stava per accadere passava sopra le teste di tutti loro, ed anche del Capo del CFS!
Tant’è che la loro reazione è stata tarda (rectius: tardissima … oserei dire fuori tempo massimo), fino all’ultimo (e in parte ancora adesso) hanno avuto occhio, ciascuno, più per il loro “orticello” che verso l’idea di fare “fronte comune” e, di conseguenza, si sono sempre presentati sfaldati, esibendo agli interlocutori politici visioni di parte, tra loro diverse e tutte alquanto fumose, che ovviamente non sono state minimamente recepite; senza considerare l’esasperante lentezza nel replicare (a qualsiasi cosa).
Diciamo che, se i politici già avevano dei preconcetti e delle idee ben determinate, col loro agire i sindacati hanno dato conferma dei primi e li hanno determinati a perseguire ad oltranza le seconde.

Mario Russo – Siamo stati svenduti, derubati, de frodati, deportati, cancellati,annientati…..ma L’aquila che é in ognuno di noi volerà sempre più in alto, pronta a colpire con gli artigli…
AD MAIORA SEMPER…..UN SOLO GRIDO VIVA IL CORPO FORESTALE DELLO STATO, ONORE A TUTTI I FORESTALI D’ITALIA!!!!

Giovanni Matassino – Che il sangue dei suoi Martiri,ricada sui responsabili a maledizione perpetua!

Salvatore Parrino – In un momento cosi cupo fare gli auguri è come conficcarsi un pugnale in una ferita ancora aperta e sanguinante. Dott.Sergio Costa la stimo e l’ammiro per la sua schiettezza, per il suo non tirarsi indietro dalla lotta per ciò in cui si crede, cosi per come hanno fatto tanti altri che come i ladroni pensano già alla spartizione. Nessun pregiudizio verso l’arma dei Carabinieri, ma solo tanta ma tanta amarezza per i motivi, le modalità e le giustificazioni inesistenti di questo provvedimento di legge scellerato, becero, fatto da gente ottusa che dovrebbe solamente alzarsi da quelle poltrone che indegnamente occupa e provare a vivere un giorno da forestale per recepirne il significato.

Andrea Della Luna – se neanche il Presidente Mattarella si è degnato di dare un saluto al CFS nel suo discorso di fine anno (2016), e già questo è a parer mio una vergogna, tutto il pd non si scuserà mai.
L’unico modo di scusarsi sarebbe ricostituire il CFS ammettendo il colossale errore.

Rullo Salvatore – DANNI immensi per incendi dopo ” l’arresto ” del Corpo Forestale da parte dei Carabinieri su ” ordine ” del governo . LIBERIAMO IL CORPO FORESTALE ” ARRESTATO ” con la legge dannosa e sbagliata della militarizzazione nei Carabinieri. Lavoriamo per far cancellare una legge che in pochi mesi ha creato DANNI IMMENSI al patrimonio boschivo, all’ ambiente ed ai cittadini. DANNI a migliaia di donne e uomini del Corpo Forestale sulla loro vita lavorativa ed ai loro diritti. DANNI in mancata prevenzione e controllo di territori e boschi, danni in DIASPORA di mezzi, velivoli e PERSONALE. In tutta Italia, ancora oggi in Piemonte, Incendi che ( mai successo ) durano settimane e DANNI, ad oggi e dopo pochi mesi di arresto del Corpo Forestale, che si riparano in 15 / 20 anni di rimboschimento e ricostruzione. DANNI che possono aumentare quando le piogge cadranno su boschi e montagne bruciate creando smottamenti e frane di terreni non più difesi da alberi e vegetazione. PER IL BENE DEL TERRITORIO E PATRIMONIO NATURALE E BOSCHIVO ITALIANO, Risorsa fondamentale del paese, abbandonato alla distruzione da mesi, LIBERIAMO IL CORPO FORESTALE DALL’ARRESTO. Ridateci il Corpo Forestale , civile e libero. Liberare il Corpo Forestale dall’ arresto e far cancellare la legge che lo ha militarizzato / arrestato nei Carabinieri QUESTA È UNA BATTAGLIA SOCIALE DI TUTTI I CITTADINI CHE HANNO A CUORE LA TUTELA DELLA NATURA e del nostro patrimonio ambientale che è importante risorsa di tutti gli italiani, oltre che una battaglia di Diritti e Democrazia.