Ecco i senatori che hanno bocciato l’emendamento che contiene le proposte della Campagna #SalviamolaForestale

Tra gli emendamenti bocciati in Senato, riguardanti il DDL 1577 che prevede la soppressione del Corpo Forestale dello Stato, quello che a mio avviso rispecchiava le richieste della Campagna #SalviamolaForestale è il n. 7.345 di NUGNES PaolaBLUNDO Rosetta EnzaCRIMI Vito ClaudioMARTELLI CarloMORONESE VilmaPUGLIA Sergio, tutti senatori del Movimento 5 Stelle.

L’emendamento recita testualmente:

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole da: «conseguente alla» fino a: «del medesimo nelle altre forze di polizia,» con le seguenti: «con riorganizzazione di tutte le forze operanti in campo ambientale e agro alimentare appartenenti ai vari corpi di polizia mediante accorpamento al Corpo Forestale dello Stato, delle polizie provinciali, dei corpi forestali delle regioni a statuto speciale, dei nuclei dei Carabinieri presso il ministero delle politiche agricole, del ministero dell'ambiente e dell'Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi, al fine di ottimizzare le risorse esistenti e istituire una forza di polizia ambientale e agro alimentare specializzata e capillarmente distribuita su tutto il territorio nazionale avente competenze tecniche e investigative, finalizzate al contrasto dei reati ambientali, ».

Se fosse passato questo emendamento, il testo definitivo riguardante il CFS sarebbe stato il seguente (in grassetto le modifiche apportate dall’emendamento 7.345):

[...] riordino delle funzioni di polizia di tutela dell'ambiente, del territorio e del mare, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, con riorganizzazione di tutte le forze operanti in campo ambientale e agro alimentare appartenenti ai vari corpi di polizia mediante accorpamento al Corpo Forestale dello Stato, delle polizie provinciali, dei corpi forestali delle regioni a statuto speciale, dei nuclei dei Carabinieri presso il ministero delle politiche agricole, del ministero dell'ambiente e dell'Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi, al fine di ottimizzare le risorse esistenti e istituire una forza di polizia ambientale e agro alimentare specializzata e capillarmente distribuita su tutto il territorio nazionale avente competenze tecniche e investigative, finalizzate al contrasto dei reati ambientali, ferme restando la garanzia degli attuali livelli di presidio dell'ambiente, del territorio e del mare e della sicurezza agroalimentare e la salvaguardia delle professionalità esistenti, delle specialità e dell'unitarietà[...]

Si sarebbe ottenuto un risultato che andava addirittura oltre le proposte di questa Campagna e della Petizione. Peccato però che l’emendamento è stato bocciato grazie ai voti contrari di 167 senatori. Ecco chi sono:

Non ci resta che prenderne atto e iniziare a scrivere a questi senatori per manifestare il nostro dissenso.

Grazie

Raffaele S.

Coordinatore della Campagna #SalviamolaForestale

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Ecco l’elenco dei senatori che vogliono sopprimere il Corpo Forestale dello Stato

Nella seduta dell’Assemblea del Senato, n. 437 del 28/04/2015, è stato approvato un solo emendamento (Em. 7.327) all’art. 7 del DDL 1577, che riguarda la soppressione del Corpo Forestale dello Stato. L’emendamento è firmato dai senatori  BISINELLA, BELLOT, MUNERATO, VACCARI, CALEO, MARCUCCI, ROSSI Luciano, SPILABOTTE e RUTA.

ESITO DELLA VOTAZIONE
  • Presenti: 228
  • In congedo o in missione: 43
  • Numero legale: 142
  • Maggioranza: 110
  • Votanti: 219
  • Favorevoli: 132
  • Contrari: 17
  • Astenuti: 70

L’emendamento va a sostituire le parole “nelle altre Forze” con le seguenti: “in altra forza” e aggiunge dopo le parole “dell’unitarietà” le seguenti parole: “delle funzioni attribuite”.

Il testo che passa alla prossima votazione, che sarà quella definitiva, è il seguente (in grassetto le ultime modifiche apportate dall’emendamento 7.327):

[...] riordino delle funzioni di polizia di tutela dell'ambiente, del territorio e del mare, nonché nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, conseguente alla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo in altra forza di polizia, ferme restando la garanzia degli attuali livelli di presidio dell'ambiente, del territorio e del mare e della sicurezza agroalimentare e la salvaguardia delle professionalità esistenti, delle specialità e dell'unitarietà delle funzioni attribuite [...]

Hanno votato a favore di questo emendamento i seguenti senatori:

Ecco quindi chi sta avallando la nostra soppressione e accorpamento ad altra forza di polizia. Le modifiche apportate con questo emendamento non scongiurano affatto la soppressione e non garantiscono gli attuali livelli di presidio del territorio. L’unica cosa che viene chiarita è che il Corpo di Polizia nel quale dovrebbe confluire il Corpo Forestale dello Stato è (per esclusione) la Polizia di Stato.

Per chi sogna che il Corpo Forestale dello Stato, una volta confluito nei ranghi della Polizia di Stato, continuerà a lavorare mantenendo intatti gli attuali organigrammi, le sedi e le dotazioni materiali, c’è da dire che sarà svegliato dopo poco tempo perché se pensate che la Polizia, data la scarsità di risorse, sta accorpando i Commissariati e razionalizzando i propri settori (Polfer, Polizia Postale ecc..) potrete dedurne che non sarà difficile tagliare le nostre piccole sedi sparse sul territorio e in un secondo momento spostare il personale dalla fantomatica “Polizia Ambientale” presso altri settori che riterrà più carenti e prioritari (Squadre Mobili, Digos, Questure ecc…).

Il Corpo Forestale dello Stato deve rimanere autonomo e dev’essere rafforzato, accorpando ad essa le circa 90 Polizie Provinciali e le 6 Forestali delle regioni e province a statuto speciale. Questa è l’unica proposta seria per chi ha davvero a cuore le sorti dell’ambiente, degli animali e della tutela dell’agroalimentare. Tutto il resto è fumo negli occhi di chi vuole svenderci facendo credere di rafforzarci.

Raffaele S.

Coordinatore della Campagna #SalviamolaForestale

 logo petizione ufficiale web

Il Ministro fantasma colpisce ancora!

Martina fantasmaManifestazione contro Martina

Questa mattina, 28 aprile 2015, si è svolto il presidio sotto il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, indetto dall’UGL-Corpo Forestale dello Stato, alla quale hanno partecipato il personale CFS, associazioni e singoli cittadini. Oggetto delle proteste era il Ministro Maurizio Martina, reo di non aver difeso il Corpo alle sue dipendenze dalla paventata soppressione e successivo accorpamento presso altra forza di polizia. Per questo motivo i partecipanti alla manifestazione ne chiedevano le dimissioni.

Per tutta la durata del presidio i manifestanti hanno attirato la loro attenzione con trombette e fischietti ma dal palazzo non si è affacciato nessuno. Nessuno si è degnato di sentire in audizione il segretario del sindacato che ha indetto la manifestazione, Danilo Scipio. Nemmeno un emissario del Ministro. Era presente però il fantasma del Ministro Martina che vegliava allegramente sui manifestanti.

Anche gli attivisti della Campagna #SalviamolaForestale erano presenti al presidio e hanno chiesto adesioni per l’apposita petizione lanciata su Change.org per chiedere le dimissioni del Ministro Martina.

Il primo presidio, quindi, è andato a vuoto ma per il prossimo abbiamo ingaggiato una squadra di Ghostbusters……

Ghostbusters_007Ghostbusters

Presidio sotto il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per chiedere le dimissioni del Ministro Martina

Martedì 28 aprile, dalle 9:00 alle 13:30, è stato indetto dal sindacato UGL Corpo Forestale dello Stato un presidio sotto il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per chiedere le dimissioni del Ministro Maurizio Martina.

In tale data è calendarizzato in Senato anche il DDL 1577 che prevede all’art. 7 la soppressione del Corpo Forestale dello Stato. Il Ministro Martina finora non ha mosso un dito a difesa del Corpo alle dipendenze del suo Ministero. Anzi vuole addirittura bloccare l’ultimo bando di concorso per 393 Agenti del Corpo Forestale dello Stato, proponendo, in alternativa, di assorbire 300 unità “anziane” delle polizie provinciali.

La manifestazione può essere l’occasione per dimostrare la contrarietà alle politiche di questo Ministro anche per gli agricoltori, colpiti dall’assurda IMU sui terreni agricoli, nonché per tutte le associazioni ambientaliste, animaliste, antimafia e singoli cittadini allarmati per la scellerata proposta del Governo di sopprimere il Corpo Forestale dello Stato.

Gli attivisti della Campagna #SalviamolaForestale ovviamente saranno presenti e porteranno la voce delle 60000 persone che finora hanno aderito alla petizione.

Siete tutti invitati, vi aspettiamo numerosi

Grazie

Raffaele

Chiediamo le dimissioni del Ministro Martina

insediamento ministro martina

Signor Ministro,
il suo Governo sta provando a sopprimere il Corpo Forestale dello Stato tramite un Disegno di Legge (n. 1577) in discussione al Senato. Il vice Ministro Andrea Olivero ha dichiarato la sua contrarietà alla soppressione. Lei invece non sta facendo nulla per difendere il Corpo alle Sue dipendenze, che invece ha operato con professionalità ed abnegazione, pur in carenza di organico e poche risorse, per dare seguito al Suo indirizzo (nella foto in alto può vedere con che onore il CFS l’ha accolta al suo insediamento presso il Ministero, se lo ricorda?).

Addirittura non era presente in aula al Senato quando si è entrati nel vivo della discussione dell’articolo 7 del DDL 1577 che prevede appunto l’accorpamento del CFS, ora addirittura vuole bloccare l’ultimo bando di concorso per 393 Agenti del Corpo Forestale dello Stato, proponendo di assorbire 300 unità delle polizie provinciali: le speranze e le aspettative di circa 400 giovani sacrificate per ricollocare 300 “vecchi” che magari andranno tutti negli uffici.

Non si registrano alzate di scudi da parte sua nemmeno per la scellerata decisione del suo Governo di vessare gli agricoltori con una ulteriore tassa (IMU agricola), mettendo in ginocchio un settore già allo stremo.

Non ci risulta nemmeno un sussulto da parte sua per chiedere la rimozione del vergognoso spot della multinazionale americana del fast food che offende la pietanza che più ci rappresenta nel mondo, la pizza (di recente candidata a diventare patrimonio immateriale dell’UNESCO). Forse non vuole disturbare uno sponsor dell’EXPO del quale lei ha la delega del Governo per la supervisione?

Delle due l’una: o lei è l’ennesimo esempio di Ministro “a sua insaputa” di scajoliana memoria oppure è pienamente consapevole degli eventi e il suo silenzio complice non merita prove d’appello.

Per questo, con questa raccolta firme, chiediamo le Sue dimissioni dalla carica di Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Grazie

Raffaele S.

Coordinatore della Campagna #SalviamolaForestale

Renzi sopprime la Forestale e la mafia brinda. Presidente ma lei da che parte sta?

Col DDL 1577, attualmente in discussione in Senato, Renzi intende sopprimere il Corpo Forestale dello Stato (di seguito abbreviato CFS) e disperderlo all’interno di altre forze di polizia ancora da stabilire. Il CFS da sempre si occupa di difendere l’ambiente, la biodiversità, gli animali e da qualche anno anche la tutela del made in italy e dell’agroalimentare in genere. Inoltre gestisce le 130 Riserve Naturali dello Stato. E’ il Corpo che ha scoperto i rifiuti tossico-nocivi sotterrati nella cosiddetta “terra dei fuochi” e che si sta impegnando nel dissotterrarli per restituire all’area una nuova possibilità per tornare ad essere la “Campania felix” di romana memoria.

Il rapporto ‘Ecomafia 2014‘, elaborato da Legambiente, ci dice che nel solo 2013 il CFS ha accertato più di 10.200 reati ambientali avvenuti in Italia, contro i 1.219 accertati dal nucleo operativo ecologico dei Carabinieri. L’Agenzia Europea di cooperazione giudiziaria (Eurojust) ci chiede di approvare una legge sui reati ambientali nel codice penale da decenni e ci chiede da anni anche la formazione un corpo nazionale di polizia ambientale specializzato e coordinato a livello europeo con le altre forze nazionali. E in tutta risposta il Governo Renzi smantella il CFS, l’unico Corpo con le caratteristiche richieste da Eurojust, dimostrando ancora una volta che per questo Governo l’ambiente non è una priorità.

Emblematico ed inquietante il fatto che la mafia abbia brindato alla notizia che Renzi volesse sopprimere il CFS. Tale rivelazione è riportata in una intervista che Sergio Costa, il Comandante Regionale della Campania del CFS, ha rilasciato al Corriere del Mezzogiorno. In questa intervista shock Costa rivela che “un informatore ci ha raccontato che, il giorno in cui è stato annunciato lo smantellamento del Corpo Forestale, personaggi vicini alle ecomafie operanti tra Napoli e Caserta hanno acquistato dolci e spumante per festeggiare la notizia. Brindare non è un reato, per carità. Ma è un segnale, no?”

A sostegno del CFS, invece, si è unita la società civile rappresentata dalle associazioni animaliste, ambientaliste e dell’antimafia, dalla Chiesa cattolica con l’Ordine dei Frati Minori Francescani, addirittura dalle associazioni dei cacciatori (Fidc, Arcicaccia, AnuuMigratoristi, Eps, e Cncn) e da personalità di rilievo tra le quali Salvatore Settis (già rettore della Scuola Normale Superiore di Pisa), Paolo Maddalena (Vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale) e Franco Roberti (Procuratore Nazionale Antimafia). Quasi tutti i partiti di maggioranza e opposizione si sono dichiarati contrari alla soppressione.

Ma perché il Presidente Renzi vuole sopprimere il CFS? Come ha tentato finora di giustificare questa operazione? Dapprima ha parlato del risparmio economico derivante dalla soppressione e dall’accorpamento ad altra forza di polizia, senza però portare alcuno studio economico a supporto della tesi. Il sindacato UGL- Corpo Forestale dello Stato ha subito smentito il Primo Ministro con un proprio studio col quale ha dimostrato che il CFS costa allo Stato, al netto degli stipendi del personale, circa 30 milioni di euro l’anno e che ne fa “guadagnare” circa 28 milioni attraverso le sanzioni emesse. Ma il calcolo è comunque parziale perché se si considera l’attività di prevenzione che il CFS svolge, il risparmio per lo Stato, dovuto ai mancati danni, è molto maggiore rispetto al costo sostenuto. I 30 milioni del CFS, formato da circa 7800 unità presenti in 15 regioni, sono comunque briciole rispetto ai “carrozzoni” che Renzi vorrebbe tenere in piedi, ovvero i corpi forestali regionali. Lo studio dell’UGL-Corpo Forestale dello Stato fa emergere la scandalosa sproporzione dei costi tra il CFS e i corpi forestali regionali. Il costo totale annuo del CFS, comprensivo degli stipendi, è di 490 milioni mentre i corpi forestali regionali della Sicilia e della Sardegna, formati rispettivamente da 800 e da 1300 unità, costano 410 milioni annui (260 la Sicilia e 150 la Sardegna). In pratica queste due regioni spendono quasi quanto tutto il CFS, che è presente nelle 15 regioni a statuto ordinario.

La seconda giustificazione di Renzi è stata quella di evitare la sovrapposizione delle competenze tra forze di polizia. Anche qui è stato smentito dai fatti perché non si capisce perché il CFS debba chiudere e invece i corpi forestali regionali e le polizie provinciali, che hanno le medesime competenze, debbano rimanere in piedi. La terza giustificazione è stata quella data dalla Ministra Madia e cioè che il CFS dev’essere soppresso in quanto trattasi del corpo di polizia più piccolo. Anche questa affermazione è facilmente smentibile dato che il DDL 1577 non tocca i corpi forestali regionali e le polizie provinciali, corpi di polizia che sono più piccoli del CFS.

Presidente Renzi, qual’è quindi il vero motivo? Le sembra normale che la mafia debba brindare alla notizia di questa sua decisione mentre la società civile si mobilita? Presidente lei da che parte sta?

Per fare pressione dal basso ho avviato una raccolta firme tramite il sito Change.org che ad oggi ha raggiunto la ragguardevole cifra di 59000 firme. L’obiettivo è arrivare a quota 100000. Questa petizione è diventata un luogo in cui è convogliata gran parte della protesta della società civile nonché degli stessi appartenenti del CFS. Alla protesta si aggiunge la proposta di accorpare nei ranghi attuali del CFS, le circa 90 Polizie Provinciali e i 6 Corpi Forestali delle regioni e province autonome. Si otterrebbe un unico Corpo Forestale nazionale, come richiesto da Eurojust, con 14/15 mila unità operative sul territorio.

Quando si parla di cifre facciamo attenzione a non confondere i famosi 30000 “forestali” siciliani e i tanti “forestali” calabresi diventati oggetto di scandali per i metodi di assunzione clientelare e per lo scarso rendimento. Questo personale non fa parte del CFS ma è alle dipendenze delle rispettive regioni con il compito di fare le manutenzioni dei boschi e in alcuni casi lo spegnimento degli incendi.

Un’altra precisazione da fare riguarda il falso mito che l’Europa vorrebbe un corpo di polizia per ogni Stato membro, pena il pagamento di multe salate. L’unica cosa che l’Europa chiede al riguardo è la creazione del numero unico di emergenza “112” prevista nell’art. 26 della Direttiva 2002/22/CE. Questo non vuol dire accorpare i corpi di polizia ma accorpare i vari numeri di emergenza (112, 113, 117 ecc…).

I 5 corpi di polizia nazionali (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria e CFS) sono composti da 305000 unità in totale e il CFS rappresenta appena il 2,5% della somma. Se escludiamo la Penitenziaria e la Finanza, che non effettuano prioritariamente il controllo del territorio, il rapporto tra il numero di operatori di polizia ogni 100mila abitanti per l’Italia è di 341, per la Francia è 385 e per la Spagna 469. Questi dati forniti dal sindacato sopra citato smentiscono un altro falso mito che fa credere che in Italia ci siano troppi operatori di polizia rispetto agli abitanti.

In conclusione, le firme raccolte verranno consegnate a Renzi o ad un altro rappresentante del Governo tramite una consegna ufficiale seguita da una conferenza stampa. Ogni singolo contributo è importante. Sono certo che anche voi vi unirete a questa mobilitazione. Basta una semplice firma.

Non dobbiamo permettere ad un Governo non eletto da nessuno e ad un parlamento incostituzionale di cancellare con un tratto di penna la storia bicentenaria del Corpo Forestale dello Stato!

Grazie

Seggioli Raffaele

Coordinatore della Campagna #SalviamolaForestale

salviamolaforestale@yahoo.com