10 domande alla Ministra Madia sulla soppressione del Corpo Forestale dello Stato

1. IN BASE A QUALE CRITERIO IL GOVERNO HA STABILITO CHE 5 FORZE DI POLIZIA SONO “TROPPE”? TROPPE RISPETTO A COSA?

Il numero e la tipologia di corpi di polizia presenti in un paese riflettono la storia e le peculiarità amministrative, ambientali e criminali di una nazione. Cinque forze di polizia, se fossero organizzate in maniera razionale, coi servizi di gestione interna associati e, soprattutto, con compiti ben differenziati, potrebbero essere in quantità perfetta. Quello che resta incomprensibile al cittadino non è l’avere più o meno forze di polizia ma vedere che spesso fanno esattamente le stesse cose.

2. COME SI GIUSTIFICA IL FATTO CHE 5 FORZE DI POLIZIA SONO TROPPE MENTRE 4 E’ IL NUMERO GIUSTO?

Se l’obiettivo fosse realmente quello di cercare una (non richiesta) uniformità con gli altri paesi europei la riforma dovrebbe riguardare tutto il comparto sicurezza nel suo complesso per arrivare ad avere un massimo di 2 forze di polizia. Tale operazione dovrebbe presupporre un disegno di legge ad hoc discusso anche con le “parti sociali” e affrontato in maniera unitaria. Dichiarare che questa riduzione sia solo il primo passo in vista di possibili altri accorpamenti è un modo non serio e poco razionale di affrontare la riforma dell’intero comparto sicurezza.

3. PER ARRIVARE A 4 FORZE DI POLIZIA PERCHE’ FARLO ELIMINANDO PROPRIO IL CORPO FORESTALE DELLO STATO E NON UN’ALTRA FORZA DI POLIZIA?

Il CFS è di gran lunga la forza di polizia più piccola (il personale è paragonabile a quello della polizia municipale della sola città di Roma) di conseguenza la presunta razionalizzazione e i risparmi conseguenti sarebbero proporzionatamente più modesti rispetto a qualunque altra f.d.p. Inoltre il Corpo Forestale dello Stato, a dispetto delle proprie dimensioni, possiede una complessità tale da renderlo assolutamente unico rispetto agli altri corpi statali. La vastità della materia “ambiente” ha fatto sì, infatti, che nel tempo si creassero numerose “specialità” in seno al Corpo Forestale al fine di affrontare con maggior efficacia i rispettivi ambiti di azione spesso molto diversi tra loro e disciplinati da corposa legislazione speciale. E’ per questo motivo che all’interno del CFS troviamo:

  • il NOA, Nucleo Operativo Antibracconaggio.
  • il NIRDA, Nucleo Investigativo sui Reati in Danno di Animali.
  • il NIAB, Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi.
  • il NAF, Nucleo Agro-alimentare e forestale
  • i NOC, Nuclei Operativi CITES, per il controllo del traffico internazionale di specie protette
  • il CTA, Coordinamenti Territoriali per l’ambiente che svolgono il servizio “guardiaparco” presso i Parchi Nazionali.

Ricondurre più specializzazioni ad un unica specialità significa ovviamente impoverire culturalmente le competenze acquisite, significa attuare un processo esattamente opposto a quello di specializzazione alla base di qualunque politica volta a rafforzare un settore ritenuto strategico. Sarebbe un po’ come dire “per rafforzare il contrasto alla mafia accorpiamo la procura Nazionale antimafia!”.

4. COME SI PUO’ PENSARE DI FAR SVOLGERE AD UN CORPO DI POLIZIA GENERALE I COMPITI TECNICI DEL CFS?

Il Corpo Forestale ha la peculiare nonché unica caratteristica tra le forze di polizia di occuparsi ancora di moltissime attività tecniche estranee alle mere attività di polizia: dalla protezione civile (si pensi agli incendi boschivi), alle attività di gestione di aree protette (130 riserve naturali dello stato gestite direttamente) ad attività tecnico-ambientale (inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi di carbonio, censimento e tutela degli alberi monumentali, monitoraggio europeo sullo stato fitosanitario dei boschi) fino addirittura ad attività di ricerca scientifica vera e propria presso gli uffici per la biodiversità. Non succede in nessuna parte del mondo che la Polizia di Stato (tanto meno se militare) si occupi di queste attività. Inoltre anche se con diversa organizzazione, corpi analoghi al CFS esistono in maniera autonoma in molti paesi del mondo (USA, Spagna) mentre risulta molto più “originale” la presenza di un corpo autonomo come la Polizia Penitenziaria o la Guardia di Finanza.

5. PERCHE’ NON SI COMINCIA A RAZIONALIZZARE IL SETTORE FACENDO QUELLO CHE CI CHIEDONO VERAMENTE L’UE E I CITTADINI?

Il nostro paese subisce una procedura di infrazione per non aver ancora istituito il numero unico di emergenza 112 con le relative sale operative unificate. Questo andrebbe fatto non solo perché previsto dalla normativa europea ma perché foriera di effettivi risparmi e razionalizzazioni. I cittadini inoltre non chiedono affatto di ridurre le forze di polizia e meno che mai di sopprimere proprio la Forestale, chiedono un uso razionale ed efficiente delle risorse pubbliche. Tutto questo può essere fatto attraverso l’unificazione dei centri di acquisto e di gestione “amministrativa” del personale. Intenzione enunciate a voce anche ma di cui non si trova traccia nel DDL in discussione. Inoltre sempre l’Unione europea, a proposito della tutela degli habitat, ci chiede rafforzare il Corpo Forestale Italiano implementandolo possibilmente con altre forze affini per materia come la polizia provinciale.

6. IL GOVERNO CHE HA APPENA DECRETATO LA SOPPRESSIONE DELLE POLIZIA PROVINCIALI E’ LO STESSO CHE PARLA DI AUMENTARE LA TUTELA AMBIENTALE?

E’ di tutta evidenza l’atteggiamento schizofrenico di un Governo che a parole fa determinati dichiarazioni di intenti e invece coi fatti va a cancellare un corpo di polizia locale altamente specializzato nella tutela dell’ambiente. Esattamente l’opposto, ancora una volta, di quello che ci chiede l’Europa (e la logica del buon governo del paese e del territorio).

7. QUALE SARA’ IL DESTINO DEI 2.000 OPERAI IN SERVIZIO PRESSO IL CORPO FORESTALE?

Il CFS gestisce in maniera eccellente 130 Riserve Naturali dello Stato anche grazie a duemila operai assunti dal Ministero delle Politiche Agricole con contratto agricolo di tipo privato. Duemila operai su 15 regioni a statuto ordinario che lavorano alle dirette dipendenze del Corpo Forestale dello Stato e di cui non è dato sapere che fini faranno.

8. CHE RAZIONALITA’ C’E’ NEL SOPPRIMERE UN CORPO DELLO STATO LASCIANDO IN PIEDI 4 CORPI FORESTALI REGIONALI, DUE CORPI FORESTALI PROVINCIALI E DUE CORPI DI VIGILANZA DI PARCHI NAZIONALI?

La contraddizione è evidente. Le proposte di vera razionalizzazione sono già state presentate.

9. COME SI PUO’ PARLARE DI RAZIONALIZZAZIONE DEL SETTORE DELLA TUTELA AMBIENTALE SENZA CITARE LE SPECIALITA’ DEI CC, L’ICQRF, ECC.?

Ridurre le sovrapposizioni è la chiave di volta per razionalizzare, aumentare l’efficienza, ridurre gli sprechi, ottimizzare l’utilizzo delle risorse. Il DDL dovrebbe indicare ESPLICITAMENTE i settori della pubblica amministrazione che andrebbero accorpati per affinità di funzioni.

10. COME SI PUO’ DEMANDARE AL GOVERNO DI RAZIONALIZZARE UN SETTORE DELLA P.A. COSI’ IMPORTANTE E VASTO SENZA DARE INDICAZIONI PRECISE E ADDIRITTURA LASCIANDO ALL’ESECUTIVO LA SCELTA DI SOPPRIMERE O MENO UN INTERO CORPO DI POLIZIA’ E NEL CASO DI DECIDERE SE QUESTO SARA’ MILITARE O CIVILE?

I profili di incostituzionalità non mancano. Davvero il Governo si vuole esporre alla probabile censura della Corte Costituzionale?

Gordon Cavalloni
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One thought on “10 domande alla Ministra Madia sulla soppressione del Corpo Forestale dello Stato

  1. Paolo 26 luglio 2015 / 17:20

    CHIARISSIMO E PRECISO, GRAZIE! A QUESTO PUNTO SPERIAMO DAVVERO CHE LO SIA, STO C***O DDL, ANTICOSTITUZIONALE!! E CHE NON TROVI LE CONDIZIONI PER VENIRE ATTUATO!

    Mi piace

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