CULTURA BICENTENARIA ALLE ORTICHE? CHI SE NE FREGA!

Il disegno di legge Madia accorpa il Corpo Forestale dello Stato ai Carabinieri. Si perde una professionalità maturata dal 1822.
I Forestali sono solo otto anni più giovani degli stessi Carabinieri. I Carabinieri sono un’Arma meravigliosa, una delle utime istituzioni serie in questo sfortunato Paese di cui ci si può fidare per professionalità e senso dello Stato tanto che sono amatissimi dagli italiani, me compreso, ma ce li vedete a distinguere, negli aeroporti, le specie tutelate dalla CITES e quelle libere? A distinguere le cozze “veraci” importate dalle Filippine? a diagnosticare le malatie degli ulivi e dei pini? A stabilire se un albero è pericolante o no? Ad accogliere nei loro rifugi gli iguana, i panda e quant’altro sequestrati ai turisti? O le aquile e le volpi ferite? A spegnere gli incendi sui campi e tra i boschi? I CC sono una stupenda forza di polizia, ma appunto con cultura e mentalità di polizia. Il CFS è un soggetto soprattutto dedito allo studio come precondizione e presupposto per il conseguente intervento ambientale florofaunistico che necessita di conosceze e specializzazioni che nessuno ha in Italia.
Nessuno forse ricorda Alfonso Alessandrini, mitico Capo del Corpo per 15 anni, autorità indiscussa in campo mondiale nella ricerca, studio, salvaguardia delle specie arboree? Possibile che nessuno comprenda che la cultura di un Corpo dello Stato non si crea in pochi giorni, che così facendo la tutela e la protezione del nostro patrimonio ambientale andranno alle ortiche? Non certo per insipienza dei Carabinieri, ma semplicemente perché non è il loro mestiere e prima che lo diventi passeranno, come per il CFS, decenni e decenni.
La riforma, sia detto con estrema chiarezza, non è nemmeno commentabile quale legittima opinione, non ne ha la dignità, è solo semplicemente e chiaramente una idiozia madornale! Lo capisce chiunque, salvo il nostro super esperto ministro della Pubblica Amministrazione. Altra norma: tutti (ripeto TUTTI) gli uffici periferici di tutte (ripeto TUTTE) le amministrazioni dello Stato confluiscono nell’Ufficio Territoriale dello Stato (cioè le Prefetture). Ad eccezione degli uffici giudiziari (bontà loro) e di quelli militari (ci mancherebbe altro!), ma compresi gli uffici periferici dei Beni Culturali. Non ci credete? Leggete l’art. 7 (“Riorganizzazione dell’amministrazione dello Stato”), comma 1, che prevede: “il Governo è delegato ad adottare… decreti legislativi per modificare la disciplina …dei Ministeri, …nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: … c) …trasformazione della Prefettura-Ufficio Territoriale del Governo in Ufficio Territoriale dello Stato, quale punto di contatto unico tra amministrazione periferica  dello Stato e cittadini (cioè: il front office di tutte le amministrazioni diviene la Prefettura); attribuzione al Prefetto della responsabilità dell’erogazione dei servizi ai cittadini…(di tutti i servizi statali); confluenza nell’Ufficio Territoriale dello Stato di tutti gli uffici periferici delle amministrazioni civili dello Stato…” (confluire = entrare a far parte di un’organizzazione già esistente, Zingarelli).
Con un quasi inavvertito, ma in effetti rivoluzionario colpo di mano, “tutti gli uffici periferici delle amministrazioni civili dello Stato”, cioè tutte le amministrazioni dello Stato, escluse solo quelle militari e giudiziarie, passano alle dipendenze delle ex prefetture e diventano sostanzialmente organi periferici del Ministero dell’Interno dal quale dipendono a loro volta le prefetture, che diverrebbe così l’unico ministero con articolazioni periferiche ricomprendente tutte quelle degli altri ministeri. Limpido esempio di funzioni esercitate con lo strumento dell’avvalimento da parte degli altri ministeri (qualcuno in Parlamento e al Governo ha una vaga idea di che cosa io stia parlando?) in violazione dell’articolo 95, comma 2 della Costituzione perché sottrae ai singoli Ministri competenti (in senso amministrativo, eh!) la responsabilità politica della gestionie del LORO ministero. Fra gli ‘uffici’ che confluiscono’ negli Uffici territoriali dello Stato come organi da essi dipendenti sarebbe quindi necessariamente compreso tutto l’apparato periferico del MiBACT, cioè le soprintendenze etc. Oltre cento anni di organizzazione dei beni culturali, dal Ministero PI a quello attuale, buttati nel cesso da un momento all’altro. Il concetto è diverso da quello tentato a suo tempo con il disegno degli UTG, che avevano solo compiti di coordinamento, per altro fallito.
Se la lingua italiana non è usata dal Legislatore per approssimazione (ipotesi per altro non peregrina) questa riforma vuol dire proprio un cambio di amministrazione gerarchica per tutti gli uffici periferici. Chi l’ha votata non se ne è accorto? E’ affetto da analfabetismo di ritorno che gli impedisce di comprendere la lingua di Dante? Oppure ne era consapevole? Forse non si voleva dire questo? Allora rifacciamo a tutto il Governo e al Parlamento l’esame di maturità soprattutto nella sezione: comprensione del testo.
Sorge il sospetto che la causa di tanto sciagurato disastro non sia tanto l’ignoranza crassa, supina ed affettata che trasuda da tutto ciò, ma soprattutto che sia la proterva, arrogante, sfrontata, supponente volontà di rottamare l’organizzazione statuale precedente per potere affermare di avere “fatto le riforme”. Il contenuto di queste, poi, è del tutto irrilevante: “me ne frego!”.
Ci sono voluti oltre centocinquanta anni per creare un Corpo specializzato di livello internazionale? Me ne frego! Tutti i Paesi occidentali hanno corpi di polizia ambientale e forestale specializzata (tipo rangers americani per intenderci)? Me ne frego! L’organizzazione del MIBACT è invidiata e copiata all’estero? Me ne frego! Si verifica un accentramento di potere amministrativo nel Ministero dell’Interno che stravolge completamente un assetto equilibrato e la Costituzione? Me ne frego! In questo parossismo distruttivo, in questa paranoia del nuovo e diverso a tutti i costi e a prescindere dai contenuti, si creano vuoti di potere che sono riempiti dai più svelti e abili: è l’horror vacui, ferrea legge in politica. Gli equilibri faticosamente creati saltano, ma io me ne frego! Meno male, però, che almeno se facciamo queste riforme, poi ci abbassano le tasse.
Vi prego andate su questo indirizzo e meditate: http://www.leopardi.it/canti01.php
…e scusate la lunghezza: sono esasperato.
Claudio Zucchelli, Presidente nazionale Archeoclub d’Italia
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