POLIZIA O CARABINIERI? NO, GRAZIE. SONO UN FORESTALE!!!

Da giorni si susseguono le voci che vogliono noi forestali ora in Polizia e ora nei Carabinieri. E lo sport più gettonato tra i Forestali (e tra gli esterni che si interessano al tema) sta diventando quello di indovinare il Corpo di futura appartenenza. Ci mancano solo le quote e le puntate per le scommesse.

A questi colleghi (nonché agli esterni al CFS) vorrei dedicare queste riflessioni. Innanzitutto vorrei chiedergli se davvero amano il Corpo Forestale dello Stato. In caso di risposta affermativa siete i benvenuti nella Campagna #SalviamolaForestale avviata dal 22 luglio 2014 (un giorno prima del deposito ufficiale del DDL in Senato)  che si propone di coinvolgere la società civile per creare una forma di protesta organizzata per contrastare il DDL che distrugge il CFS.

Col tempo la Campagna ha assunto dimensioni sempre più grandi e tanti cittadini si sono uniti  nell’organizzazione degli eventi. Il 3 giugno,  durante l’audizione in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, abbiamo fatto sentire la nostra voce e lanciato con forza il nostro appello per salvare e rafforzare il CFS anche al costo di raccogliere le firme per un eventuale Referendum abrogativo.

Siamo consapevoli che il CFS così com’è non può andare avanti. Sempre più Uffici e Comandi Stazione sono carenti e addirittura privi di personale. Sempre meno fondi vengono destinati per la gestione delle attività operative ed amministrative. Il personale è stanco e demotivato per tutte queste carenze e privazioni. Nonostante ciò si continuano a svolgere brillanti operazioni come quella della scoperta della più grande discarica d’Europa in provincia di Caserta, solo per citarne una.

Ai disfattisti che dicono “la Forestale così non va, a questo punto meglio andare in Polizia o nei Carabinieri” vorrei dire che è troppo comodo fare queste proposte. Non costano fatica, sono di facile presa e ad un profano possono sembrare persino parole sensate. Io mi chiedo cos’abbiano fatto queste persone per far si che la Forestale sia migliorata. Vale la pena buttare il bambino con l’acqua sporca?
POLIZIA O CARABINIERI? NO, GRAZIE. SONO UN FORESTALE!!!

Ai colleghi (e non) che fantasticano sul futuro che gli aspetta in Polizia o Carabinieri, facendo le più svariate ipotesi di impiego operativo voglio chiedere: ma dove avete letto tutte queste notizie? Volevo ricordarvi che il Governo Renzi ha scritto il DDL 1577 senza entrare nel dettaglio del futuro del CFS e prevedendo solo una riorganizzazione con eventuale accorpamento in altra forza di polizia. Dopo l’eventuale approvazione del DDL il Governo dovrà approntare il Decreto Legislativo che conterrà nel dettaglio il destino del CFS. Ad oggi il Governo ha avuto la brillante idea di non formalizzare nessuna bozza di questo Decreto Legislativo dimostrando ancor di più la “serietà” che lo contraddistingue. Ricordo inoltre che il Decreto del Governo sarà inemendabile dalle due Camere per cui Renzi avrà piena discrezione nel decidere il destino del CFS.

Come potete quindi affidare il destino di un Corpo bicentenario alle bizze di un uomo solo al comando? Io vorrei credere alla sua buona fede ma se fosse stato in buona fede avrebbe preparato una bozza di Decreto dove si spiegava con chiarezza il destino del CFS. Non avendolo preparato e non avendo fatto dichiarazioni in merito, nelle sedi preposte, siamo autorizzati a pensare che nulla di buono si intravede nel futuro del Corpo Forestale dello Stato.

Nell’attesa noi non molliamo, continuiamo a dar forza alla nostra Campagna e alla domanda “vorresti la Polizia o i Carabinieri?” io rispondo ora e sempre “SONO UN FORESTALE”.

Raffaele Seggioli

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“Siamo cittadini consapevoli e non semplici nullità” – L’appello di Franco Tassi

LA POLITICA CHE SPERGIURAVA DI DIFENDERE AMBIENTE, NATURA E PAESAGGIO, COSA FARA’ ADESSO? POTENZIERA’, O SMANTELLERA’ LA FORESTALE? E A VANTAGGIO DI CHI?
Nell’incessante diatriba sul futuro della Forestale, in cui alla valanga di argomenti dei sostenitori del Corpo si contrappone il sostanziale vuoto dei teleguidati “normalizzatori”, va segnalata una brillante analisi di Stefano Palmisano, che richiama anche realtà concrete, come il prezioso ruolo della “cittadinanza attiva” operante, insieme alla Forestale, nella battaglia della cosiddetta “terra dei fuochi”. Un Parlamento distratto e un Governo incosciente potrebbero anche continuare a distruggere le cose buone che rimangono nel Bel Paese: lo stanno già tentando egregiamente con la ricerca e l’istruzione, la cultura e l’economia, la natura e il paesaggio, la giustizia e il territorio, il mare e i parchi… Ora la mannaia colpirà chi procura fastidi ai poteri occulti, e chi combatte contro gli eco-reati senza guardare in faccia nessuno? Non sarebbe certo il primo caso in Italia: questo infatti è “il Paese di Pinocchio”, come ricordava Antonio Cederna. Perché quando il burattino di legno andò a denunciare un grave furto, indicandone i colpevoli … per tutta risposta, il giudice chiamò i gendarmi, e lo fece arrestare!
Saremo dunque condannati a invasioni di trivellazioni e centrali a biomasse, rifiuti e veleni, atti di bracconaggio e furti di legname? Se questo è quanto ci propina ormai chi vuole dominare senza ascoltare ragioni, nè ammettere contestazioni, come può reagire il cittadino onesto che non vuole piegarsi a certe assurde imposizioni? Come potrà mai il piccolo Davide opporsi con successo al potente gigante Golìa?
Ebbene, la risposta è molto semplice, perché una soluzione esiste, alla portata di tutti, come ci aveva insegnato nel 1973 il Premio Nobel russo Aleksandr Isaevič Solženicyn nel suo celebre appello “Vivere senza menzogna”, esortando a combattere violenze e falsità con l’arma invincibile della verità…
“Se il potere usa come armi le bugie, noi possiamo reagire, abbiamo il dovere civile di farlo. Dobbiamo iniziare a colpirlo dove è più vulnerabile, nella menzogna. Sì, all’inizio non sarà facile, cercheranno di farci tacere con ogni mezzo… Ma la scelta della direzione da prendere spetta a noi: andare verso la verità o restare nella menzogna, puntare verso l’indipendenza dello spirito o accettare il servilismo spirituale. Se saremo migliaia, non potranno tenerci testa, neanche ci proveranno. Se diventeremo decine di migliaia, il nostro Paese cambierà talmente, da non riconoscerlo più… Se invece ci faremo vincere dalla paura vorrà dire che siamo semplici nullità”.

Franco Tassi

NE’ STATO NE’ DIRITTO SENZA IL CORPO FORESTALE DELLO STATO

Nella Provincia autonoma di Trento, come in tutte le Regioni a statuto speciale, NON c’è il Corpo Forestale dello Stato, e il Trentino sembra non appartenere né all’Italia né all’Europa ma essere governato da una tirannide che ha trasformato quello che era un paradiso naturale nella zona tra le più cementificate ed inquinate d’Italia, con un alto tasso di malattie oncologiche. L’Unione Europea ha più volte sanzionato l’Italia per le devastazioni ambientali in Trentino, dove anche gli organi tecnici oltre che politici mancano di attendibilità e trasparenza.
1) INETTA GESTIONE DEL PATRIMONIO FAUNISTICO della Provincia Autonoma di Trento
La stessa Provincia Autonoma di Trento, partendo da uno studio scandinavo del 2006 che riportava una mortalità di cattura d’orsi dello 0,9, ha stilato nel 2013 un rapporto che riferisce di 15 catture in Trentino con una mortalità d’orsi del 13% (!!!)
11 giugno 2015 -Comunicato stampa della Società Italiana Veterinari Animali Esotici:
<“La gestione di un orso richiede competenze veterinarie altamente specializzate, non è un mero atto amministrativo”. Ribadiamo quanto già detto dopo il ‘caso Daniza’ : “La cattura di un orso bruno deve essere eseguita da una équipe che comprenda Medici Veterinari specializzati in animali selvatici e protetti e con competenze specifiche di telenarcosi, sedazione e gestione sanitaria e comportamentale pre e post-cattura”.>
L’assoluta incapacità tecnica nella gestione degli animali selvatici risulta anche in banali situazioni quotidiane in Trentino.
<Nomi, 15 maggio 2015: è una mattina di bel tempo e un cervo in perfetto stato di salute è saltato all’interno di un tranquillo giardino privato. La forestale trentina di Masé interviene per agevolarne l’uscita: lo cattura al lazo, gli copre il muso, gli lega le zampe, lo carica sul furgone e il cervo muore (!!!).>
2) ROMANO MASE’
(già dal 1989 funzionario a Borgo Valsugana) copre contemporaneamente i seguenti incarichi:
1) dal 2004 dirigente generale del dipartimento fauna e foreste, agricoltura e ambiente della Provincia Autonoma Trento
2) dal 2005 comandante del corpo dei forestali, assunti e stipendiati dalla PAT
3) dal 2012 capo-dipartimento responsabile dell’APPA (Agenzia Provinciale Protezione Ambiente)
Masé con la sua forestale provinciale, nonostante le denunce dei trentini, NON ha mai indagato sui rifiuti tossici in Valsugana e solo l’intervento del Corpo Forestale dello Stato, comando di Vicenza, ha portato alla luce i cosiddetti VELENI IN PARADISO nel 2007.
Tra gli orsi vittime di Romano Masé, queste mamme con i loro piccoli:
JURKA, aveva con sé 3 orsetti il 28 giugno 2007 quando è stata presa, sterilizzata (!) e rinchiusa prima nella buca del monastero di san Romedio, poi nel piccolo recinto del Casteller dell’ Associazione Cacciatori Trentini ; dei suoi cuccioli non s’è saputo più nulla. La sua captivazione è stata illegale.
KIRKA , (di cui è figlia KJ2, indicata nell’attuale ordinanza,11 giugno 2015) è stata la mamma dei primi due orsetti nati in Trentino, ma il 13 giugno 2008, durante le operazioni di cattura, il corpo forestale di Masé la uccide. Anche dei suoi figli si son perse le tracce.
DJ3 era insieme al suo piccolo Lorenzo, e alla sua mamma Daniza, quando la catturano il 17 maggio 2011. Il 23 maggio gli abitanti segnalano che l’orsetto, abbandonato a se stesso, sta morendo di fame; gli uomini della forestale di Masé lo rinchiudono in un recinto contiguo a quello della mamma e lo allattano artificialmente. Liberato e perseguitato come ‘orso confidente’, è scomparso. DJ3 è ancora ILLEGALMENTE prigioniera dentro il Casteller dell’Associazione Cacciatori (dove ora si vuol rinchiudere anche l’orsa KJ2).
DANIZA aveva 3 cuccioli con sé fino al 14 luglio 2014, ma quando è stata uccisa (la PAT l’ha annunciato l’11 settembre) insieme a lei c’erano solo 2 cuccioli. Anche degli orfani di Daniza non si hanno notizie attendibili.
ORA si deve impedire al presidente di Provincia Ugo Rossi di assumere “in via autonoma” le responsabilità del caso dell’orsa KJ2 e di “cambiare le regole del Progetto URSUS, perché è proprio l’ incapacità tecnica e politica degli enti locali e l’assenza del Corpo Forestale dello Stato a determinare il degrado ambientale nell’autonomo Trentino.
IL TRENTINO E ‘L’ESEMPIO DI COME SAREBBE DEPREDATA PER ABIETTI INTERESSI ECONOMICI LA NATURA IN TUTTA ITALIA SE MANCASSE LA TUTELA DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO: una cartolina turistica a nascondere l’inferno!
Antonella Giordanelli

Secondo Mailbombing rivolto a deputati della Commissione Affari Costituzionali per salvare il Corpo Forestale dello Stato

Sono stati depositati, in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, centinaia di emendamenti all’articolo 7 comma 1 lettera del DDL 3098, riguardante la soppressione del Corpo Forestale dello Stato. Tra i tanti abbiamo selezionato alcuni che riteniamo idonei al nostro obiettivo di salvare il CFS.

Uno di questi è l’emendamento 7.168 presentato da 13 deputati PD tra cui la vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali, on. Roberta Agostini, che prevede la cancellazione delle parole “ed eventuale assorbimento del medesimo in altra Forza di polizia”. Si eliminerebbe quindi la famigerata frase che condanna il CFS alla soppressione. Proprio quello che abbiamo chiesto con il precedente mailbombing.

Lo stesso emendamento è stato presentato, con identiche parole, anche da deputati di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Area Popolare e SEL.

Il M5S ha presentato invece un emendamento (7.50) che oltre a prevedere la cancellazione della frase sopra descritta istituisce, dopo l’art. 7 comma 1 lettera a, una lettera a-bis avente il seguente testo: con riferimento al riordino delle funzioni nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare, al fine di razionalizzare i controlli e migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’attività ispettiva, nonché semplificare gli oneri a carico degli operatori del settore agroalimentare, i decreti legislativi prevedono in particolare, l’accorpamento del Dipartimento dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari (ICQRF) nel Corpo Forestale dello Stato e la conseguente istituzione del Nucleo Operativo Agroalimentare e Forestale (NOAF).

Ritengo quindi quest’ultimo emendamento il più completo e meritevole di essere approvato.

A questo punto facciamo pressione sui deputati della Commissione Affari Costituzionali, che dovranno votare gli emendamenti, attraverso un mailbombing. Inviamogli quotidianamente una mail come di seguito impostata facendo attenzione a personalizzare e variare l’oggetto, per evitare filtri antispam, ed a firmare il testo alla fine.

Grazie.

Raffaele Seggioli

INDIRIZZI DI POSTA ELETTRONICA DEI DESTINATARI:

  • SISTO_F@CAMERA.IT;
  • AGOSTINI_ROBERTA@CAMERA.IT;
  • CARBONE_E@CAMERA.IT;
  • TONINELLI_D@CAMERA.IT;
  • COZZOLINO_E@CAMERA.IT;
  • GASPARINI_D@CAMERA.IT;
  • BERSANI_P@CAMERA.IT;
  • BIANCHI_D@CAMERA.IT;
  • BIANCONI_M@CAMERA.IT;
  • BINDI_R@CAMERA.IT;
  • BRAGANTINI_M@CAMERA.IT;
  • CECCONI_A@CAMERA.IT;
  • CENTEMERO_E@CAMERA.IT;
  • COSTANTINO_C@CAMERA.IT;
  • CUPERLO_G@CAMERA.IT;
  • DADONE_F@CAMERA.IT;
  • DAMBROSIO_GIUSEPPE@CAMERA.IT;
  • DATTORRE_A@CAMERA.IT;
  • DIMAIO_MARCO@CAMERA.IT;
  • DIENI_F@CAMERA.IT;
  • FABBRI_MARILENA@CAMERA.IT;
  • FAMIGLIETTI_L@CAMERA.IT;
  • FERRARI_ALAN@CAMERA.IT;
  • FIANO_E@CAMERA.IT;
  • GELMINI_M@CAMERA.IT;
  • GIGLI_G@CAMERA.IT;
  • GIORGETTI_G@CAMERA.IT;
  • GIORGIS_A@CAMERA.IT;
  • GULLO_M@CAMERA.IT;
  • INVERNIZZI_C@CAMERA.IT;
  • LARUSSA_I@CAMERA.IT;
  • LATTUCA_E@CAMERA.IT;
  • LAURICELLA_G@CAMERA.IT;
  • LUPI_M@CAMERA.IT;
  • MAZZIOTTI_A@CAMERA.IT;
  • MELONI_M@CAMERA.IT;
  • MERLO_R@CAMERA.IT;
  • MIGLIORE_G@CAMERA.IT;
  • MISURACADORE@CAMERA.IT;
  • MUCCI_M@CAMERA.IT;
  • NACCARATO_A@CAMERA.IT;
  • NUTI_R@CAMERA.IT;
  • PICCIONE_T@CAMERA.IT;
  • PINNA_P@CAMERA.IT;
  • PLANGGER_A@CAMERA.IT;
  • POLLASTRINI_B@CAMERA.IT;
  • QUARANTA_S@CAMERA.IT;
  • RAVETTO_L@CAMERA.IT;
  • RICHETTI_M@CAMERA.IT;
  • ROSATO_E@CAMERA.IT;
  • SANNA_F@CAMERA.IT;
  • scrivi@mauriziomartina.it;
  • andrea.olivero@senato.it;
  • MATTEO@GOVERNO.IT;
  • MADIA_M@CAMERA.IT

TESTO DELLA MAIL:

Egregi deputati,

Il Corpo Forestale dello Stato dipende dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali in quanto deputato a svolgere essenzialmente compiti di prevenzione dei reati e di tutela della natura. Con l’ipotizzato accorpamento alla Polizia di Stato, muterebbe il Ministero di originario riferimento a favore di quello degli Interni, con conseguente verosimile svuotamento della vocazione propria degli appartenenti al Corpo Forestale. La molteplicità degli interventi mirati, egregiamente e con passione, condotti da CFS hanno reso servizi di alto valore in ogni campo di propria competenza. L’Italia ha bisogno del Corpo Forestale di Stato nella sua unicità ed autonomia. Chiediamo pertanto, di non sopprimere il Corpo Forestale dello Stato ma, al contrario, di potenziarlo e segnatamente: cancellare all’art. 7, comma 1 lettera a – DDL a.c. 3098 – le parole “ed eventuale assorbimento in altra forza di polizia”. La richiesta è condivisa da una moltitudine di cittadini ed oltre 70.000 hanno sottoscritto una petizione di analogo contenuto, così come da un centinaio di associazioni, sindacati, enti e personalità pubbliche. Confido in una giusta valutazione che sappia conferire al CFS il meritato riconoscimento con conservazione delle autonome prerogative che ne hanno distinto l’operato.

Grazie

Campagna #SalviamolaForestale

Quando la difesa del proprio lavoro ha motivazioni ideali

Non entro in alcuna polemica politica o sindacale, ma parlo della Forestale e del grande bene che questa struttura ha fatto all’Italia nel corso di due secoli.
Il nostro e’ un Paese particolarmente fragile dal punto di vista dei boschi e dell’assetto idrogeologico. Gli effetti disastrosi, luttuosi e costosi, dell’abbandono della politica di tutela dei territori montani si sta facendo sentire in modo molto evidente. Le aree boscate e montane, dimenticate dai politici e dalle Regioni, le aree protette in mano degli Enti Parco ad altissima componente politica, la popolazione rurale che invecchia ed e’ dimenticata dalle istituzioni, tutto questo porta ad avere in Italia un territorio altamente marginalizzato e abbandonato in mano alla malavita
.
Da qui il lavoro nero nelle utilizzazioni forestali, le discariche abusive, gli inquinamenti, gli sbancamenti che rendono le pendici instabili, la liquidazione del capitale di biomassa forestale trasformata impunemente in cippato o legna da ardere senza ormai alcun controllo, la riduzione della capacita’ del territorio di rispondere al cambiamento climatico in atto, ecc. ecc.
In questo scenario il passaggio della Forestale alla Polizia (ancorche’ sognato da una minoranza del personale) creerebbe un vuoto pericoloso.
Vuoto destinato ad ampliarsi nel corso degli anni quando a capo di questa anelata polizia ambientale non vi saranno piu’ funzionari di estrazione tecnica ma funzionari di Polizia momentaneamente in servizio presso questo settore.
Anche il personale sul territorio (ammesso che rimangano i nostri attuali Comandi stazione, cosa molto improbabile) avra’ una preparazione tecnicamente superficiale e derivera’ da reclutamenti generici.
Non parlo della fine delle Riserve naturali che, come Forestale, abbiamo tutelato con ossessione e competenza, portandole ad essere le migliori d’Italia.
Tenendo conto di queste prospettive, della mia passione per la mia professione, del bene del Paese e del rispetto di quanto svolto da generazioni di forestali prima di noi, confermo che mi battero’ fino alla fine per salvare la Forestale, senza cercare comode riallocazioni e agganci a potentati necessari per la carriera.
Credo che in questa passione di molti forestali, stia la forza della nostra battaglia.
Se poi perderemo potremo continuare ad andare a testa alta certi di aver fatto solo ed esclusivamente l’interesse dell’Italia e della Forestale.
Altri non credo potranno fare altrettanto.
Alessandro Bottacci

L’Europa vuole una Forza di Polizia per ogni Stato membro? Facciamo chiarezza.

La disinformazione di massa ci ha portato a credere che l’Europa chieda agli Stati membri di dotarsi di una (o al massimo due) Forza di Polizia. Facciamo un po’ di chiarezza in merito.

1) L’Unione Europea attraverso la Direttiva 2002/22/CE, art. 26, ha istituito il numero di emergenza unico europeo “112”. Tale direttiva non chiede agli Stati membri di dotarsi di un unico Corpo di Polizia ma di un unico numero di emergenza, il 112.

2) L’Italia nel 2007 ha sottoscritto il Trattato di Velsen, recepito successivamente con la legge n. 84/2010, che istituisce l’Eurogendfor, ovvero della c.d. Gendarmeria Europea. La legge 84/2010 stabilisce, testualmente, all’art. 3 che “Ai fini del Trattato di cui all’articolo 1, la Forza di polizia italiana a statuto militare per la Forza di Gendarmeria europea è l’Arma dei Carabinieri.
Tale disposizione non significa che l’intera Arma dei Carabinieri confluirà nell’Eurogendfor. I Carabinieri continueranno ad esistere. Un’aliquota di essi presterà servizio come Eurogendfor.

Alla luce dei punti sopra esaminati si può dedurre che non vi è nessun obbligo per l’Italia di accorpare le Forze di Polizia e quindi nessuna multa da pagare per il mancato accorpamento.

Raffaele Seggioli

Intervista a Franco Tassi: non accorpare, ma potenziare la Forestale

La paventata “soppressione” della Forestale continua a suscitare preoccupazione e dibattiti. Di fronte alla reazione nettamente contraria dell’opinione pubblica, ora l’attacco è stato attenuato, camuffandola in un semplice “accorpamento”… Ma il tiro alla fune non cessa. Moltissime forze culturali e ambientaliste sono scese in campo in difesa della Forestale, e tuttavia il Governo non sembra particolarmente sensibile agli allarmi ecologici, né attento alle proposte di quanti tengono all’ambiente. Sulla questione abbiamo voluto sentire l’opinione del naturalista italiano che, tra mille dure battaglie, ha maturato la più ampia esperienza sul campo per la salvaguardia di alberi, foreste e animali in pericolo, il professor Franco Tassi di Roma. Ecco le sue risposte.
Lei è noto per aver spesso combattuto deviazioni e lacune degli apparati pubblici, ma ora si è schierato in prima linea in difesa del Corpo Forestale, come mai?
E’ vero, non sono stato mai troppo tenero con le burocrazie ministeriali, gli intrighi della politica e certe deviazioni della Forestale… Ho combattuto i tagli eccessivi dei boschi, l’abbattimento dei patriarchi verdi ultrasecolari (che venivano definiti “piante mature, stramature e seccaginose”), e ho cercato di far capire l’importanza delle foreste vergini e vetuste, del sottobosco e del legno morto… Ma va detto che negli ultimi tempi, grazie a queste battaglie d’avanguardia e sulla scia dei Paesi più avanzati, la situazione è cambiata. Oggi la Forestale è scesa in campo a tutela della Biodiversità, dei Parchi e delle Riserve. E chi altri potrebbe reprimere meglio i reati ambientali? Certamente avrà urtato molti interessi speculativi, e forse qualcuno vorrebbe toglierla di mezzo.
La tesi ufficiale governativa è che si punta alla semplificazione organizzativa, unificando tutti i corpi di polizia per risparmiare fondi pubblici e governare l’intera struttura in modo più agile…
Per quanto ho spesso percepito in casi simili, dietro alle belle parole potrebbe covare però qualche preoccupante ansia di centralizzazione. Oggi la formazione e la specializzazione di un Corpo come quello Forestale, o quello della Guardia Costiera, sono cardini essenziali per la difesa dell’ambiente. E debbono operare con sufficiente autonomia, al riparo di indebite pressioni partitiche.
Vuol dire che la politica non dovrebbe interferire nell’azione dei Corpi che difendono la natura, per terra e per mare?
Proprio così, i partiti non devono pensare di poter piegare le leggi ai propri interessi, ma certo una buona politica condivisa – che spesso da noi manca – deve imprimere indirizzo e impulso perché l’ambiente sia protetto per il “bene comune”. E invece con i provvedimenti in discussione si rischia di confondere le idee, mescolare mezzi e competenze, e modificare i regolamenti, disintegrando lo spirito di appartenenza al Corpo, mortificando la sua stessa identità e dissolvendo la memoria storica. Sarebbe davvero disastroso…
Ma si sostiene che ciò sia necessario per assicurare risparmi, la cosiddetta “spending review”…
Abbiamo già visto dove ci sta portando questa miope strategia contabilistica, e poi è stato ampiamente dimostrato che l’accorpamento non porterà risparmio alcuno. Intendiamoci: il coordinamento territoriale e settoriale, le centrali operative informatizzate, gli archivi, le documentazioni e i servizi internazionali possono ben agire in modo contiguo, parallelo, intercomunicante. Ma le Pattuglie che si muovono sul fronte della natura debbono avere soprattutto la piena conoscenza del territorio e delle comunità locali, una competenza indiscussa e una forte motivazione. Altrimenti si replicherebbe la farsa di credere che per stanare banditi e bracconieri in Aspromonte e in Sardegna sia sufficiente inviare, come un tempo, gruppi di giovani cittadini al servizio civile o militare.
Nessun accorpamento, quindi, sarebbe consigliabile?
Parlando di Forestali si fa spesso enorme confusione, mescolando le vere Guardie dello Stato, e delle Autonomie locali, con gli Operai Forestali assunti stagionalmente nel Mezzogiorno… Forse si potrà considerare positivamente l’assorbimento, previa adeguata formazione, delle Guardie Provinciali. Ma trasformare i Custodi della foresta, della montagna e della fauna in poliziotti sarebbe insensato.
Perché?
Alle prime emergenze, i Prefetti li spedirebbero ai seggi elettorali, al controllo del traffico e al servizio d’ordine attorno agli stadi. E la natura resterebbe sempre più facile preda dei bracconieri.
Insomma, sembra di capire che se si vuole davvero proteggere la natura occorre prendere la strada opposta: non accorpare, ma potenziare la Forestale.
Certo, in fondo basterebbe guardare all’estero per capire e prendere esempio. Perfino negli Stati federali come gli USA a nessuno verrebbe in mente di sgretolare il National Forest Service o il National Park Service, i cui Ranger sono figure molto rispettate, competenti e capaci di assicurare il pieno controllo del territorio. Una professione ambita, molto impegnativa, ma ideale per tutti i giovani che amino davvero la natura. Qui non si tratta di tagliare o risparmiare, ma di investire saggiamente per il lavoro, l’ambiente e il futuro di tutti.