I VECCHI E I GIOVANI, pirandellianamente

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507 viceispettori sono inseriti in attesa nelle graduatorie del Corpo Forestale dello Stato dal luglio 2014, ma mentre tutte le Pubbliche Amministrazioni, in base alla legge D’Alia, stanno assumendo a scorrimento gli idonei, L’Arma dei carabinierii in sottorganico indice nuovi onerosi concorsi per istruire in brevi corsi nuovo personale con generica preparazione quando potrebbe assumere senza alcun ulteriore costo per le pubbliche finanze 507 giovani che hanno superato prove psico-fisico-attitudinali ed esami di
BIODIVERSITA’, SELVICOLTURA, DIFESA DEL SUOLO E DIFESA DEL BOSCO DAGLI INCENDI, TECNICHE DI PRODUZIONE VEGETALE, ESTIMO RURALE E FORESTALE, TOPOGRAFIA, DISEGNO E CARTOGRAFIA insieme a
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Luciano Pasquadibisceglie – Secondo me uno dei motivi per il quale la forestale è stata cancellata….proprio il clientelismo. I concorsi per Legge DEVONO essere proporzionati 50% agli interni e 50% agli esterni. Proporzionati nel senso che le vacanze per un ruolo non iniziale devono essere sopperite in parte con un avanzamento degli interni e in parte con personale esterno. Questo vale per forestale , polizia, finanza ecc.
Se in forestale non sono stati banditi concorsi per anni questo non toglie che al momento in cui vengano banditi non bisogna rispettare la legge. I concorsi da viceispettore sono stati 2, uno aperto a tutti con posti riservati agli interni e uno per solo interni. la forestale con gli ultimi concorsi ha rispettato i termini di legge di equiparazione interni/esterni. Ci sono ragazzi che vogliono semplicemente far valere i propri diritti. Anche perchè mi risulta che con il profilo in questione di visp, questa graduatoria sia l’unica attualmente esistente in tutte le forze di polizia. Secondo me è dovere di 507ragazzi provare tutte le strade disponibili per veder avverato il proprio sogno.
Sogno che non è di certo un utopia. Poi se così non sarà pazienza La polizia ci aveva risposto di essere interessata. Le percentuali in polizia come in tutti i corpi di polizia sono identiche…Comunque non è chi sia interessato il punto.
Se un’ amministrazione ha una vacanza di ruolo, basta un semplice decreto, anche nel milleproroghe che obblighi quell’amministrazione ad attingere da questa graduatoria e il gioco è fatto.
È tutto dipendente dalla volontà politica di risolvere la situazione. Se c’è questa c’è tutto. Al punto 1) la graduatoria ha validità 3 anni è vero, ma a tuttora con il decreto milleproroghe è stata appunto prorogata al 31/12/2018 per cui non è scaduto niente.

Luca De Leoni Vitale – Ci sono decine di forestali idonei non vincitori che hanno dato anima e corpo all’ amministrazione cfs per 15 anni. Hanno indetto un concorso da centinaia di esterni fottendosene ampiamente di chi in forestale c’ è cresciuto ed invecchiato assumendosi spesso responsabilità da Comandante di Stazione col grado di AG/ASS. Vecchi forestali che hanno visto 14 anni di assoluta assenza di concorsi per poi indirne 3 nell’ arco di 2 anni. In qualsiasi amministrazione di polizia si rispetta la carriera degli interni, in forestale invece non è stato così: hanno fatto 4 concorsi in un solo di Ennio scientificamente organizzati per non gratificare e non dare chance a chi ha dato anni e anni della propria vita all’amministrazione. Iin Polizia di Stato i concorsi da esterni esistono, ma guardati le proporzioni di vacanze messi a concorso per gli esterni e gli interni: in polizia di stato gli esterni rappresentano una piccola percentuale nei concorsi da V.I.P (nel concorso in PS da visp esterni mi avevano assicurato che le proporzioni erano a favore degli interni). In forestale invece gli interni di esperienza sono stati costretti a fare 16 mesi di corso. Va bene ne prendo atto. Resta il fatto che eravamo 7800 forestali e indire un concorso da centinaia di posti da esterni è stato quantomeno offensivo nei confronti di chi sperava di vedersi riconosciuti i diritti di progressione di carriera devastati dai numeri degli esterni in rapporto alle vacanze di organico. Inoltre in Polizia so che i concorsi esterni da visp (pur parlando di organici di circa 100.000 unità) sono stati rarissimi è sempre contingentati nel rispetto in primis del personale interno.
La Forestale era anche questo…il concorso giusto al momento giusto( per chi poteva). i concorsi interni erano chimere solo per chi aveva santi in paradiso. A questo punto preferisco avere qualche chance in più per provare a mettermi alla prova anche in base a quello che ho dato allo Stato col mio lavoro di Forestale. Se poi dobbiamo dire che il fatto di essere idoneo non vincitore allora giustifica uno scorrimento perpetuo di graduatorie pregresse allora facciamo assumere i neo laureati solo per il titolo di studio. Ma sai meglio di me che, per strada, tra teoria e pratica….c è un mare. Sono un forestale con Vent’anni di servizio Ho fatto le mie esperienze dei comandi stazione …io ero forestale…e pure sindacalista. I concorsi, per rispetto appunto di chi in forestale c’ ha passato minimo 15/20 anni, andavano rivolti alla progressione di carriera degli interni in primis. I sindacati si sono preoccupati di assicurarsi la loro poltroncina…ma il rispetto di una carriera va rivolto in primis a chi si è visto tagliare le gambe dagli accordi di palazzo ed alla 177. Di vincitori non idonei ce ne sono moltissimi anche già interni e con anni di responsabilità. Quelli andavano premiati…gli esterni hanno tutta la vita per riprovarci. So che si sentono feriti. Apprezzo anche il loro coraggio e attaccamento. Non avete capito una cosa. Il CFS è stato ucciso da un male che l’ ha divorato dall’interno. E purtroppo per l’arrivismo di pochi sono state falcidiate migliaia di persone. Pensa solo a quelli deportati in PS o VF senza avere possibilità di scelta Scusate. Forse sono stato troppo diretto ed insensibile. Ma da forestale con 18 anni di servizio sempre svolti in Stazione Forestali ne ho viste tante. Ed ho visto l’ assoluta mancanza di meritocrazia nei confronti degli interni. Regole cambiate all’ ultimo momento, concorsi con banche date particolari, titoli di servizio non riconosciuti su prove concorsuali che fino all’ anno prima ne riconoscevano la validità…insomma un bel modo di coccolare i propri dipendenti. E il concorso da esterni visp è stata la ciliegina sulla torta. Tutti sapevano che a 40 anni minimo gli interni avrebbero avuto poche chance con famiglie e figli…16/17 mesi di corso e destinazioni ignote. Capisco che c è una legge che prevede assunzioni obbligatorie di esterni…ma in tutti i corpi di polizia rappresentano una piccola percentuale rispetto alle vacanze totali…in polizia ad esempio il rapporto dovrebbe essere 80/20 tra int ed esterni…. invece con questo bel concorso hanno riempito di giovani comandanti di stazione che a 20 anni si trovano a comandare realtà con personale di 40/50 anni che magari per anni hanno retto la baracca. Ecco…nelle proporzioni sta il mio assoluto dissenso. Non ce l’ ho assolutamente con i giovani idonei non vincitori ma il sistema è stato sbagliato per l’ assoluta mancanza di rispetto per gli interni. Io ho lottato e sto lottando ancora. Ma soprattutto contro la dirigenza che ha assecondato questa Riforma che ha sancito la nostra militarizzazione coatta. I Carabinieri non c’ entrano nulla. Sono stati costretti dalla politica lungimirante e progressista di chi stava al governo. I nostri sindacati si sono battuti e si stanno battendo. E pensa un po’….dopo anni di lotte fratricide…sono tutti abbastanza coesi.

Giacomo Dinoi – Il concorso è stato svolto, e hanno potuto partecipare anche gli interni, che se proprio la dobbiamo dire tutta hanno avuto a disposizione un trattamento molto più favorevole rispetto a noi esterni ( che abbiamo dovuto studiare 25 materie partendo da zero!!! Per cortesia abbiate un po’ di rispetto per chi ha superato con le sue forze e contro le ingiustizie questo concorso…. Che di torti ne abbiamo subiti abbastanza!!!!!!!

Salvatore Sferragatta – Mi sembra una polemica inutile, un’ingiustizia è un’ingiustizia punto, non dipende dal fatto se si sia interni o esterni. Non mi sembra sensata neanche l’affermazione “sono giovani ne faranno degli altri”, tenendo, anche, presente gli sforzi già profusi e le difficoltà nel superare i concorsi.

Giuseppe Lancillotto – Purtroppo siamo figli di un Dio minore. Sulla nostra graduatoria(concorso durato tre anni…con venticinque materie SIA AGLI SCRITTI CHE AGLI ORALI, mica il temino di cultura generale) ci sono state interrogazioni ed interpellanze parlamentari…. incontri con politici, ministri…segretari….sottosegretari…..sigle sindacali, ci mancava solo il ricevimento del papa… Politica politicante…

Gino Paolini – L’ennesimo schiaffo, l’ennesimo spreco, l’ennesimo sopruso, l’ennesima strafottenza!

Giovanni Acerbo – Il concorso in questione era per interni ed esterni quindi non so di cosa ORA si stiano lamentando.
Inoltre trovo miope e ignorante la frase “sono giovani ne faranno altri di concorsi”…. I giovani di questo Paese non hanno futuro perché hanno ereditato i disastri della generazione dei loro padri e di questo passo verranno tagliati fuori dal mondo del lavoro dalla generazione futura. Rabbrividisco quando sento i dipendenti statali over 40 come hanno vinto i loro concorsi e in cosa consisteva il loro iter concorsuale. I concorsi di oggi sono progettati per illudere prima e massacrare poi… E il concorso 400 vice ispettori cfs ne è stato l’emblema…Solo chi lo ha fatto può saperlo davvero. I vostri sindacati dov’ erano quando è stato ideato questo concorso? E dove quando c’è stata l’abolizione coatta del CFS?

Luca Paris – Dunque chi ha davanti una vita e ha superato un concorso quasi impossibile, ha meno diritto di essere assunto di uno che il lavoro già ce l’ha? Auguro di passare quello che hanno passato questi 500 “giovani”. Cercateglielo voi un lavoro a 500 ragazzi, tra l’altro molto più preparati degli interni stessi, come è dimostrabile dai punteggi ottenuti nelle prove concorsuali.

Gordon Ka – Due ingiustizie non fanno una ragione. Se questi ragazzi hanno tempo per riprovare altri concorsi (ammesso che siano ancora giovani e accettato lo spreco di risorse pubbliche e di energie private) e anche vero che chi è già dentro l’amministrazione il lavoro ce l’ha già e magari il proprio sogno l’ha già realizzato. Questi ragazzi, invece, probabilmente non hanno né l’uno nell’altro. Vogliamo mettere sul piatto della bilancia le due ingiustizie? Secondo me sarebbe miope. Lo scandalo è indire nuovi concorsi in barba sia alle progressioni interne che ai vincitori di un concorso pregresso. Punto.

Nik Friend – In PS e PolPen le percentuali erano uguali al CFS, 50% esterni e 50% interni, con in più il corso di 18 mesi (invece di 15). E con Amm.ni che quella regola l’hanno applicata, a differenza del CFS che ha “interpretato” la regola in modo da far lievitare i posti per gli interni … per cui, se c’è stata una FP civile che ha fatto 80/20, invece che 50/50, quella è stata proprio il CFS. La PS ha fatto pochissimi concorsi esterni per ispettori … il suo problema è che ne ha fatti anche pochissimi di interni.

Purtroppo:

– La validità delle graduatorie dei concorsi civili è triennale (tralascio che per quelli militari questa regola non è neppure valida).
Tale lasso di tempo è ormai ampiamente spirato.

– I vincitori del concorso sono stati tutti assunti, come pure alcuni idonei, dato che è stato fatto un ampliamento dei posti.
Gli altri, idonei non vincitori, sono rimasti tali.

– Rispetto alle altre FFPP il CFS ha ampiamente privilegiato gli interni.

Ricordo che prima furono accantonati posti per il concorso pubblico, poi con un raggiro furono attribuiti all’ultimo concorso interno (aumentandone i posti).

– Infine, occorre ricordare che oltre al d.lgs. 177/16, esiste pure la l. 124/15, la quale ha previsto il taglio della pianta organica del CFS.
L’organico, che fino al 31-12-16 era di 9.000 e rotte unità teoriche, di cui solo 7.000 e rotte effettivamente coperte, dall’1-01-17 è diventato di 7.000 e rotte sia teoriche che effettive ed i circa 2.000 posti previsti ma scoperti sono stati aboliti.

C’è il milleproroghe, solo che non c’è più il CFS a poter scorrere quella graduatoria.
Mi risulta che l’abbiano già chiarito sia il TAR Lazio (sent. 4373/17) e sia, in appello, il Cons. St. (ord. 79/18).
Mi viene solo un pensiero: perché non abolire i concorsi ed assumere direttamente i giovani neo laureati? E per non fare torto a nessuno, che li si assuma tutti! E dopo assunti, passarli di ruolo subito, che il periodo di prova è superfluo. Senza trascurare di mandarli tutti a casa, non dove i posti sono vuoti: 10 forestali per ogni albero, in certe regioni, e 1 forestale ogni 1.000.000 di alberi, in certe altre, ma guai ad allontanare i ragazzi dalle gonne di mamma (anche perché, altrimenti, son costretti a trovare un vecchio parente handiccappato per fruire della 104) . Mi sono limitato ad esporre delle iperboli che potrebbero indurre a rimeditare le pretese!
Mi permetto, piuttosto, di pensare a quei poveri disgraziati dei partecipanti all’ultimo concorso per allievi agenti.
Ragazzi e ragazze che hanno dato 3 anni allo Stato da vfp nelle FFAA solo per poter partecipare, che quando partecipano ad un bando per quell’anno non possono candidarsi in altri Corpi, i quali sono stati presi doppiamente per il cvlo.
Una I^ volta, quando hanno bandito un concorso già sapendo che forse non lo si sarebbe espletato.
Una II^ volta, quando, pur avendogli inibito la possibilità di concorre in altri Corpi, il loro concorso è stato annullato…

Manuele Zanarini –  Io sono stato defrodato di tutte le mie competenze e professionalità essendo stato mandato ai reparti mobili della Polizia ed ora per motivi familiari a fare il piantone nella provincia dove facevo il FORESTALE

Ciro Spagnuolo – Bel Corpo la Forestale peccato che vigeva una politica clientelare, dalle missioni ai passaggi di grado a finire con i trasferimenti. Quella stessa politica clientelare che ha portato alla cancellazione del CFS

Paolo Mennuni – Dire che i carabinieri non abbiano voluto ‘accorpamento è un po’ un azzardo. Il parere del Consiglio di Stato è stato redatto da un genere dei carabinieri: l’ex vice comandante generale! Sono stati l’unica forma di polizia che è riuscita ad aumentare gli organici!

Valter Reali – Lo hanno ideato, studiato, voluto, bramato, elaborato, attuato e pure goduto!!!

Francesco Manti – Ma quell ‘aquila dovrebbe lasciar cadere in testa a Renzi e a tutto il suo governo l’ascia che tiene tra gli artigli
In modo da spaccare la testa a questi politici criminali
Che fanno solo danni
E distruggono sogni
Tipo il mio dopo aver studiato una vita per poter far parte del glorioso corpo forestale dello Stato
Mi ritrovo
Un governo del c….o
Che militarizza
Il glorioso corpo
Sono deluso
Non è giusto. E ora non so più cosa fare

Luigi Buiatti – Ripristinare al più presto il corpo forestale et voilà nuovi posti di lavoro e potenziare la protezione civile che servirà…

 

 

 

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CUORI

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Foresta, foresta aaaa, sempre sei nel nostro cuorr, con passione e con ardore, ti difende il Forestal!! !!!!!!!! E he heh… . L’ultima volta l’aevo cantata insieme al simpatico Giorgio, per le strade di Gardone Val Tronpia, sotto la pioggia, dopo aver consegnato alla Giustizia, uno dei tanti bracconieri, che abbiamo sorpreso nella nostra ultima missione da Forestali.. …Eravamo bagnati fradici fin dalla prime ore del mattino, ma contenti…E heh eheh….. Almeno i ricordi non me li toglieranno ….. …..due anni…..due anni di indagini….di foto-trappole…..di numeri di targa, di appostamenti, anche difficili per il freddo e l’umidità…..due anni…..ma avevo l’intimo convincimento che quello fosse un temibile bracconiere e così, oltre all’impegno personale ho supplicato il mio amico e collega talentuoso M. di andare avanti e forse, sono stato anche un po’ logorroico, considerato il fatto che aveva molto da fare anche in altri settori, ma sentivo che quello non era un bracconiere comune…..troppo spavaldo………..vicino alle case e alle strade, appastava cinghiali…….una meticolosa opera nel mettere insieme elementi…..studiare il territorio……e risalire all’individuo grazie ai primi tre numeri di una targa……..ed oggi è stato sorpreso mentre riattivava un laccio in corde di acciaio per la cattura di fauna selvatica, nei pressi della sua abitazione….sorpreso in tale atteggiamento è stato controllato il terreno adiacente e alcune baracche di sua proprietà ed è venuto fuori che razza di individuo fosse: 150 uccelli protetti, vivi e morti, molti di questi protetti come il lucherino. Molti di questi protetti anche da convenzioni internazionali e anche purtroppo molte piccole creature divine (i pettirossi); circa 30 lacci, reti da uccellagione, un numero incredibile di tagliole, un numero elevato di bastoncini ricoperti da vischio (painelle), insomma un temibile bracconiere poliedrico nel senso che le sue attenzioni erano rivolte sia agli ungulati e sia alla avifauna migratoria. Questa operazione antibracconaggio ha onorato ancora il Glorioso Corpo Forestale dello Stato, consegnando alla Giustizia un individuo che meritava davvero di essere punito; sempre correndo in difesa dei più deboli: gli animali. 

Mauro Cheli

 

Val la pena andare a vederlo, ma sappiate sin da ora che dopo vi sarà difficile allontanarvene rapiti dalla poliedrica magia di quello che oggi è l’ omphalos del mondo, quell’ ombelico che la storia muove nell’ universo ma che in questi giorni ha fissato in quel luogo e tra quelli uomini risvegliatisi eroi senza saperlo, e tutti diventate come loro, diventate loro, divenite oro, passeggiando in quel paradiso in questi giorni con piede di pace contro i portatori di guerra e offesa alla terra salentina e alla sua gente.
Giunti a San Foca a nord di Otranto proseguite lungo la strada litoranea, e poco fuori l’ abitato verso nord, l’ assembramento di auto parcheggiate sui bordi vi farà segno di fermarvi lì!

Un varco si apre nella macchia mediterranea sulla sinistra, ma prima, superate a piedi le Acacie saligne in fiore dai gialli colori e i Ginepri coccoloni contorti dal vento, andate a vedere per un attimo il mare e la linea di costa sabbiosa tra le rocce delle basse falesie erose e le foglie della Posidonia ondeggiate dal mare.

Tornate sui vostri passi, e imboccate sempre a piedi, con prudenza nell’ attraversamento della strada, il varco al di là della litoranea, è un sentiero sabbioso che attraversa la macchia mediterranea retrodunale fatta di bassi Pini d’Aleppo, Corbezzoli, Mirto, Cipresso sempreverde, Filliree, Lecci, Erica, profumatissimo Rosmarino, e tanto altro ancora. Superato attraverso i suoi varchi bordati di Lentisco un muretto a secco di pietre conchiglifere, entrerete nella magia di un Uliveto antico, di alberi anche monumentali, in un paesaggio dolce ondulato, dove vi sorprenderà il volo della colorata Upupa e dove bambini raccolgono Papaveri rossi e Margherite gialle e giocano mentre dei ragazzi riuniti in cerchi spontanei, seduti a terra sull’ erba, vestiti di colori primaverili suonano tamburelli e cantano nenie gioiose,
e tutto questo poco al di qua di un grigio lager di oppressione, un recinto di brutta alta rete metallica e barriere di cemento che è come un forte innalzato da truppe di occupazione aliene, una morte che lì iniziata covava di allargarsi a macchia d’ olio irrefrenata cancellando tutto ciò che avrebbe inglobato. 
Dentro di essa eserciti di biocidio si aggirano con mezzi meccanici per uccidere, distruggere e cancellare ogni cosa ed è davvero il deserto artificiale!
In quel contrasto, passeggiando nei tratti di positività paesaggistica e umana, al di qua della recinzione, bagnati dai raggi di Sole tra i rami degli Olivi, vibrati dagli echi del canto degli Aironi, il cuore si riempie tanto da traboccare di lacrime. 
Potenza di quei bambini, delle loro madri, dei loro giovani padri che comparsi come un sistema immunitario sconosciuto e pur antico del territorio si aggirano attorno al male, a quel bubbone di rovina, lo attorniano e lo consumano metro dopo metro, perché il paradiso avanzi di nuovo; rinaturalizzazione, dove traditori e demoni credevano vi fosse un nulla e la viltà, e c’ era invece un Paradiso di Natura e di Amore che nulla teme, e che i loro occhi accecati di invidia, livore e arrogante supponenza non potevano né vedere, né prevedere!

Oreste Caroppo

PROSPETTIVE

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Roberto Marchesini – Pur non sapendo nulla della condizione animale, nei suoi aspetti generali e nei caratteri delle diverse specie, gli umanisti pontificano che “l’uomo o la condizione umana si differenzia dagli animali…” e giù spropositi tesi a elevare la nostra specie e le sue magnifiche sorti e progressive. L’umanismo è niente più che una tautologia che nel suo partire da premesse sbagliate formula infinite circolarità senza fondamenti. E ha così immensamente riempito la cultura di fesserie che è quasi impossibile emergere dal suo mare di falsità.
Ma la questione ecologica, per dire, temi come l’ambiente, la difesa del territorio, l’attenzione per la salvaguardia della biodiversità, l’educazione alla sostenibilità, le proposte per migliorare la compatibilità… insomma queste bagattelle ce le siamo dimenticate? Forse per ritrovarle dobbiamo andare in un negozio nostalgia anni ‘80?

Marco Verdone – Questo vitello ha pochi giorni di vita. È legato al muro con una corda al collo proprio di fronte alla sua mamma. Non si possono toccare, non lo può leccare, non lo può allattare. Lui muggisce e non capisce. Lei è inchiodata alla posta e al ciclo della gravidanza/lattazione. Tutti indifferenti. Tutti inconsapevoli. Tutti zitti. Tutti complici. Tutto normale. Tutto a norma. Ma tutto ci dice che un altro Mondo è non solo possibile ma necessario.
Claudia Fiorani – Sono stata in un allevamento bio e ho visto proprio questa scena. Agghiacciante…sono stata male per giorni. Vorrei che la gente vedesse coi propri occhi che gli allevamenti buoni non esistono, non possono esistere.

Giorgio Paesani – Quando una madre guarda il suo cucciolo il tempo si ferma, a qualsiasi specie appartenga. E’ l’energia della Terra, credo, che momentaneamente si invortica. Tutti apparteniamo a quell’energia, e se qualcuno vuole tacciarmi di blasfemia perchè paragono una madre umana ad uno smergo maggiore femmina faccia pure, poi, pensi alla sua mamma, chiuda gli occhi e provi ad ascoltare. Io la sento, e tu?
Vietare l’utilizzo di richiami di cattura senza vietare l’utilizzo di qualsiasi richiamo vivo è stato, come si voleva che fosse, un formidabile impulso al traffico illecito! Basterebbe verificare i permessi di detenzione per scoprire gente che detiene tordi vecchi di 20anni, allodole di 30 eccetera. A dare una mano ulteriore ci hanno pensato le Regioni imponendo sistemi di marcatura (fascette da elettricista) che sono tutto tranne che inamovibili. Gli anelli inamovibili esistono e sono usati da decenni dagli allevatori, perchè per gli uccelli allevati a fine di richiamo si usano fascette che si aprono con uno spillo e dopo un anno diventano illeggibili al controllo?

Stefano Capobianco – Secondo me la caccia va ancora di moda eccome. Solo che non essendoci più controlli sul territorio diciamo che non sta andando più di moda la caccia regolare. Perchè spendere tanti soldi per la licenza se poi con uno scarabocchio i due compagni di merenda Renzi-Madia ha tolto di mezzo Corpo Forestale dello Stato e Polizia provinciale?

Massimo – Davvero uno spettacolo magnifico quello a cui, assieme ad un amico, ho avuto la fortuna e il privilegio di assistere! Da lontano, attraverso un binocolo, ti accorgi quasi subito che quella macchia chiara, con quattro macchie più piccole e scure attorno, non può essere un camoscio; con l’emozione in gola monti velocemente il cannocchiale sul cavalletto e inquadri nuovamente quella macchia…è lei, nessuno dubbio, mamma orsa con i suoi cuccioli! Da quel momento, da grande distanza (circa 1 km), la osservi mentre si muove lentamente in quel paesaggio reso ancora più bello dallo loro presenza, mentre mangia erba quasi come se fosse un cervo, mentre si riposa controllando i suoi cuccioli lì vicino che esplorano e giocano e infine la vedi che si ferma nuovamente, si sdraia e quindi, attraverso i 60 ingrandimenti del cannocchiale, vedi i 4 orsetti affamati che si buttano sui capezzoli in cerca di latte… uno spettacolo che quasi ti stordisce… è il segnale che è giunto il momento, per noi umani, di ritornare a valle e lasciare gli orsi alla loro montagna!
Come ho detto quel giorno al mio fortunato compagno di avventura: “non so se esiste un Dio, ma oggi io il divino l’ho riconosciuto in ciò che ho avuto la fortuna di vedere!”

Enzo Suma – Avete mai visto una lucciola da vicino? Se siete miei coetanei è un po’ difficile. Ormai sono sempre meno e di questo dobbiamo ringraziare un trentennio di cultura dei pesticidi, insetticidi e lumachicidi che hanno ridotto enormemente il numero di questi spettacolari insetti. Una lucciola femmina incontrata ieri. Si illumina in questo periodo della riproduzione nella speranza di incontrare il suo partner. Sarà riuscita nel suo intento di conservare la specie? La vedo dura per lei. Tra i pochi posti nel mio territorio di Ostuni dove ho incontrato le lucciole segnalo l’area della Masseria Lamasanta. Naturalisticamente un posto da favola, non a caso luogo di riproduzione di tante altre specie a rischio estinzione.

Massimo Davighi – A forza di distruggere foreste, boschi, alberi, il clima del pianeta Terra sta collassando. Un’esagerazione? Può darsi, ma basta sapere che sono state le piante a creare lo strato di atmosfera, in milioni di anni, che rende vivibile questo pianeta a tutti gli altri esseri viventi, uomo compreso, e che, sempre le piante, sono l’elemento di stabilizzazione del clima grazie alla traspirazione e alla fotosintesi clorofilliana di cui sono artefici. Ma la miopia umana, legata ad un’errata evoluzione sociale improntata allo sfruttamento distruttivo delle risorse, sta letteralmente cancellando la vita su questo pianeta. Bisogna imparare a voler bene alle piante, all’ambiente e alla natura tutta, altrimenti le conseguenze non potranno che peggiorare.

Giovanni Damiani – La centrale ENEL del Mercure (Calabria, Pollino) nel 2016 ha ricavato 11 milioni dalla vendita dell’elettricità e 39 milioni dagli incentivi statali che noi vediamo applicati, senza scampo, dalle nostre bollette (22,5% va alla green economy cosiddetta). Quindi ci costringono a finanziare la distruzione delle foreste e la rendita parassitaria di quattro capitalisti.

Pierluigi Ciamarra – Alcune delle fonti di energia rinnovabili sono disastrose per l’ambiente e per il paesaggio (leggi biomasse, per l’appunto, eolico e fotovoltaico nei campi, ecc.) Il risparmio e l’efficientamento energetico sono alcune valide soluzioni per far fronte al problema del surriscaldamento del Pianeta e del relativo abbattimento della CO2 (poi, paradossalmente si radono al suolo boschi e foreste) che sono, probabilmente, falsi problemi, solo in minima parte dovuti all’attività antropica, come eminenti scienziati cercano di dimostrare contro i luoghi comuni prevalsi nel Protocollo di Kyoto.

Mauro Malossini – Bella idea ! La fabbrica del pellet a km 0 .. Intelligenza zero di gente stupida, “quando avrete tagliato l’ultimo albero, inquinato le acque e pescato l’ultimo pesce, quando l’aria sarà talmente inquinata e priva di ossigeno da far fatica a respirare,quei cervelloni che propongono queste idee e la gente che gli da ascolto si renderà conto che il denaro non può darci ne la salute ne la qualità della vita ne il futuro, l’unica cosa per salvarci è tutelare l’ambiente e le foreste”.

Alberto Berti – Come ogni anno la campagna Antiincendio è a pieno regime tutto è pronto per rispondere alle esigenze del territorio. Ho l’onore di essere il pilota dell’elicottero che è di base all’isola d’Elba e che si occupa in prima istanza delle altre isole vicine dell’arcipelago toscano, Montecristo, Pianosa, Capraia. I primi giorni di apertura della base sono piuttosto intensi per l’esigenza di allestire tutto il materiale di supporto tecnico, le carte che in Italia non mancano mai, incontrare vari responsabili locali dei servizi con i quali ci interfacciamo. Le meraviglie dell’isola si mescolano ai ricordi più o meno recenti delle tantissime volte che sono venuto qui, mai per vacanza, ma sempre legati ad episodi di lavoro con il Corpo Forestale dello Stato o con la Regione Toscana, sempre e comunque per il bene del territorio o per recuperare situazioni in cui il territorio era stato devastato dal fuoco o dalle conseguenze dirette di ciò. Sarà un’altra estate impegnativa e sarà la seconda estate senza il Corpo Forestale nella sua vera essenza, quelle figure amiche che dall’alto individuavo subito perchè sempre nel posto giusto al momento dell’intervento, rassicuranti per i dettagli che ti fornivano, e che ti caricavano di entusiasmo quando concordavamo le strategie da mettere in atto. Forse è anche la voce del sangue che parla, ma anche se ci sono altre persone che danno il meglio di se, resta un vuoto ancor più marcato a vedere alcuni di quelli che erano parte attiva, lì confinati a terra a verbalizzare l’evento e non esserne parte integrante come sapevano fare e meglio di tanti. E non riuscendo a nascondere la vena polemica che è una delle mie caratteristiche torno a chiedermi perchè in Italia abbiamo dovuto subire le imposizioni di un manipolo di politicanti da strada che hanno distrutto la vera essenza della protezione della nostra bellissima terra!

Antonio Di Lizia – Solo 2 piloti a bordo, nessun tecnico ad indicare l’altezza, se è pieno, se è vuoto, a dire abbassa, alza, a destra, a sinistra… così ci vuole una quaresima ad ogni carico d’acqua…Solo tanta esperienza e dedizione al compito assegnato, questo è il personale del Corpo Forestale dello Stato… Gli altri, tutti, anche se con elicotteri più “semplici”, possono solo cercare di copiare!
Sono tante chiacchiere che non porteranno a nulla. Per anni s’è parlato di videosorveglianza e uso di droni o addirittura di satelliti. Mi ricordo che io stesso accompagnai l’allora capo della divisione XII, cioè il capo del servizio che si occupava, tra l’altro, del servizio antincendi e del servizio aereo del CFS, a telespazio proprio per testare il progetto dell’utilizzo dei satelliti. Nulla di fatto. Troppi ritardi, troppo complicato. Quel che serve è la esclusiva presenza di personale addestrato e pronto ad intervenire nel più breve tempo possibile con il supporto delle squadre di protezione civile che ogni comune dovrebbe avere. Il Corpo Forestale dello Stato aveva TUTTO ed era addestrato. La qualifica di DOS è una scusa. Una qualifica inventata sulla scorta della richiesta, da parte del COAU, di avere personale abilitato a dialogare con i mezzi aerei. La differenza la faceva e la potrebbe fare tutt’oggi, la conoscenza del mondo forestale, delle specie vegetali e quant’altro insieme alla conoscenza del territorio e dei suoi abitanti. E anche in questo caso il Corpo Forestale dello Stato aveva TUTTO. Quest’anno se potremmo dire che tutto sarà andato bene lo faremo solo ed esclusivamente grazie alle previste piogge. Non di certo grazie alla riforma Madia. Riforma che è costata non solo i 22 milioni di euro per gli incendi ma anche in termini di ulteriori spese per ristrutturazioni, cambio livree, aggiornamenti e corsi di formazione inutili se non per il cambio casacche, manutenzione e aggiornamento elicotteri e tanto altro… Mi piacerebbe che il mio pensiero raggiungesse il Ministro e tutti i relatori della conferenza… ma più di tutto sarebbe un grande colui o colei che ha il coraggio di dire basta, annulliamo questa riforma che a nulla è servita se non a spendere soldi, disperdere professionalità e distruggere famiglie e sogni. Manca il coraggio e più di tutto il coraggio di dire basta alla riforma Madia e basta a questa farsa in cui si vede l’arma contrapposta al Corpo Forestale dello Stato come fosse vero che c’è stato un miglioramento del servizio reso. È proprio il coraggio che più di tutto manca.

Maurizio Cattoi – Si comincia a parlare di incendi e di prevenzione. Bene. Ma è già plastica la visione purtroppo frazionata, frammentata e settoriale che non vede a questo tavolo i vigili del fuoco. Ai tempi della Forestale c’era una unica, forte e professionale risposta alla complessità dei problemi che oggi sembrano giganteschi!!! È ora di avere il coraggio intellettuale e morale di riconoscere le criticità presenti e future per rifondare una competente ed efficace corpo di pubblica sicurezza ambientale in sinergia con i vigili del fuoco.

Giovanni Carucci – Mi auguro che non sia la solita propaganda di facciata..dare ancora credito ad una riforma scellerata che ha allungato di molto i tempi di intervento sugli incendi, con le conseguenze che tutto ciò ha comportato, non è normale.. mi auguro che non si verifichi il disastro dello scorso anno, perché a quel punto sarei curioso di sapere a chi o cosa daranno la colpa..

Giorgio Iorio – Infatti !!! ..intelligence….?? Se il DOS parte da Perugia e arriva sull’incendio 1ora e mezza dopo la chiamata, sai quanta intelligence ci vuole…?

Valter Reali – Il dos o è il FORESTALE (o personale altrettanto preparato) del posto o non è….lo capisce pure un bambino!!!

Mario Rico – La conoscenza del territorio e’ fondamentale. E quella oggettivamente la può avere solo il Forestale.

 

Vivi e lascia vivere Μωρίας Ἐγκώμιον

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Giorgio Paesani – In sintesi hanno dimostrato che controllare i roditori favorendo i rapaci diurni e notturni (con posatoi posizionati ad arte e nidi artificiali per notturni) è più efficace e costa meno di seminare veleno. E manco ci ammazza, wow!! Bene, bravi, ma andate a dirlo a chi i veleni li fabbrica e li vende… Per la scoperta del “bu’o alla ‘onca” è tardi o sono ancora in tempo? Poi me l’immagino, il nostro mondo agricolo fare uno sgarbo tale ai cacciatori: “Oh, dovete smetterla di sparare e avvelenare i predatori, ci sono utili!” Ne riparliamo quando mi reincarno, tra 250 anni circa…

Ugo de Cresi –
Non pubblicare foto in nome della legge!
-Di quale legge? Del lupo o del gregge?
Non disturbare la fauna in nome di Dio!
-Di quale Dio, del tuo o del mio?
Sapevo che si sarebbe arrivati ad un paradosso già ampiamente manifestatosi per l’ambiente marino.
Da più parti si leva alto il mònito di chi pensa “ il mio bosco è più bosco del tuo bosco” manifestando così un diritto di prelazione acquisito per sacro diritto silvestre.
Uno Ius Primae Noctis ricevuto in dono direttamente dalle mani di Madre Natura.
E’ già successo per i nostri mari.
Decine di associazioni hanno cominciato a sostituirsi agli organismi istituzionali decretando da un lato un encomiabile risultato di conservazione, ma dall’altro – a causa della mancanza di strutture organiche tutelate e operativamente incisive- si sono generati ampi spazi abbandonati a loro stessi dove ha prevalso la legge del più forte.
Un esempio:
Un gran lavoro di classificazione, mappatura, monitoraggio e studio dei cetacei.
Bene.
Ma possiamo nasconderci che al momento in Mediterraneo circolano quasi 1000 (MILLE!) specie aliene invasive?
La mia riflessione va in quella direzione.
E’ tornato il Lupo.
Ok.
Bene.
Ma di chi è?
Poichè la netta percezione è che il canide sia fatto a pezzetti, da torme di autodichiaratisi proprietari del codice genetico dell’animale, detta netta.
I fotografi naturalisti rivendicano appostamenti di giorni e giorni ed una conoscenza del territorio capillare.
Dice il fotografo: il lupo è mio.
I cacciatori sostengono di conoscere a perfezione tutti i segreti più reconditi dei lupi,tramandati dai loro avi (che i lupi li potevano liberamente ammazzare bèlin!) tanto da risultare incaricati dalle istituzioni di monitorarli.
Dice il cacciatore: il lupo è mio.
I Parchi Naturali hanno scoperto che il lupo traina business, e che vi sono migliaia di turisti interessati all’offerta, che va assolutamente (e giustamente) tutelata.
Dice il Parco: il lupo è mio.
Le Associa ed esperti capitalizzano le competenze lupine acquisite rispondendo solo con partita iva e fattura.
Dice l’esperto: il lupo è mio (e lo gestisco io).
In fondo alla catena resta il libero cittadino.
Il semplice appassionato.
L’Osservatore.
Munito di fotocamera al collo, cammina per ore, con qualsiasi condizione atmosferica, gustandosi il piacere di assaporare quella libertà d’intenti svincolato da interessi specifici.
L’osservatore è imprintato all’unico scopo di conoscenza dell’ambiente, registrando le immagini per poi condividerle come informazioni su facebook.
Ed è proprio vero, per quanto sconvolgente, se la fotografia dell’osservatore riceve molti like , l’osservatore è contento!
Gli osservatori, oggi, sono visti come la peggior categoria esistente: disturbano la fauna, rivelano preziosissime informazioni ai bracconieri, intralciano il lavoro degli esperti.
Eppure tutte queste categorie che operano nell’universo lupo, dimenticano che primancora di essere diventati esperti, consulenti, protagonisti del lupo italiano, sono stati -all’inizio- dei semplici osservatori.
Come me.
Osservai Hope: un lupo subalpha che ho fotografato presso il Centro Faunistico Uomini e Lupi di Entracque Cuneo, inserito nel Parco Alpi Marittime.
Presso lo stesso Centro mi comunicarono che si trattava di un lupo “scacciato dal branco” che in effetti per tutta la durata della mia presenza (dalle 9 alle 17) non ha mai oltrepassato la zona di dominio territoriale del branco.
Mi chiesi cosa potesse provare un animale che fa della dispersione la sua ragione di vita a dover vivere confinato in uno spazio limitato.
Provai -per lui- molta tristezza.

Enzo Suma – Sta nascendo! Una delle 3 uova di fratino si sta schiudendo. la fratina c’è ed è anche tranquilla. Lo smartphone è camuffato ad arte con foglie di lentisco. Dal momento in cui mi sono allontanato al ritorno dell’adulto sono passati pochi secondi. Disturbo zero. Nessuna nidiata è a rischio. Perché non solo lo smartphone era coperto di vegetazione e il fratino immediatamente è tornato al nido ma abbiamo assistito in diretta alla schiusa di un uovo. A guardarlo c’erano adulti e bambini. Di tutti i nidi che ho seguito nel mio territorio non vi è stato un solo abbandono. Il motivo è semplice. Il disturbo non c’è… Tutti quei momenti oltre la schiusa, la comunicazione genitore-piccolo o per esempio quando il genitore porta subito via il guscio appena schiuso per evitare che i predatori come le cornacchie si accorgano della presenza di uova, li abbiamo letti solo nei libri. Difficilissimo beccare quei momenti.
Dario Rapino – A volte, nel frequentare i posti più selvaggi, ci si imbatte in scene come questa: un piccolo di cervo, quasi certamente inseguito dai lupi, precipitato da un’alta parete rocciosa sul greto del torrente. Ciò che mi ha più colpito è stato scorgere dal suo occhio la fuoriuscita di una lacrima. Ho immaginato il terrore ed il dolore del cerbiatto, che ho lungamente accarezzato, sino a rammentare che è così la vita e la morte in natura.
Appena caduto in una profonda forra, raggiungibile solo risalendo il fiume per un paio d’ore. I Lupi non sprecano vanamente energie, troveranno un altro cervo.

Annamaria Mario Impicciatore Ricci – sicuramente non va sprecato non avviene nulla per caso se lo hanno fatto cadere lo recupera chi lo ha fatto sono molto più organizzati di quello che pensiamo mi space per il “bambi”ma la lupa deve sfamare i suoi cuccioli

Alessandro Ghezzer – Sparare ai lupi è giusto
Dopo lunga e sofferta riflessione, sono giunto alla convinzione che i lupi debbano essere eliminati. Tutti. Se i nostri nonni hanno sterminato lupi e orsi, una ragione ci sarà stata. Queste bestie feroci devono stare nel loro ambiente, non possiamo farli stare dove abitiamo noi in montagna da sempre.
Lupi e orsi è noto che sono stati reintrodotti da animalisti megalomani e senza scrupoli, e ora sono totalmente fuori controllo. Bisogna agire subito prima che sia troppo tardi, i lupi sono ancora pochi in Trentino ma presto diventeranno migliaia perché si riproducono in modo esponenziale, sono molto prolifici e non hanno predatori naturali. Per non parlare degli ibridi che sono feroci il doppio e non solo non temono l’uomo ma lo disprezzano.
Ormai i lupi, che sono furbi e opportunisti, prendono lo scuolabus con i nostri bambini, finora è andata bene ma cosa aspettiamo il morto??? I politici devono decidere subito provvedimenti, incaricare i cacciatori di fare piazza pulita una volta per tutte. La nostra bella fauna di caprioli e camosci viene decimata nell’indifferenza generale e i cacciatori, che da sempre amano la natura e proteggono l’ambiente, non sanno più a chi sparare. Questo non è giusto, con tutte le tasse che pagano.
Ogni volta che andiamo in montagna troviamo centinaia di carcasse o anche animali sbranati vivi che si lamentano orribilmente. I nostri allevatori sono allo stremo, le reti e i cani non servono a niente: vengano quelli di città a badare alle nostre bestie, facile scrivere su Facebook dal divano! Se non si fa qualcosa i pastori e gli allevatori abbandoneranno la montagna che diventerà un covo di vipere. I turisti scompariranno e dovremo tutti emigrare nelle miniere del Belgio come nell’800.
Non si può andare avanti così: non siamo neanche più padroni dei nostri boschi, non possiamo più neppure uscire di casa! La gente vive nel terrore di incontrare questi animali feroci e brutali assetati di sangue umano. In Francia i lupi hanno assaltato alcune scuole ma la notizia è stata messa a tacere perché girano tanti soldi intorno a questi progetti di pseudo tutela ambientale. I predatori non possono stare in Italia, riportiamoli in Romania da dove sono venuti o portati qui di nascosto. Ha ragione Messner, la montagna è dei contadini che la abitano da millenni, i lupi devono stare al loro posto nelle riserve o in recinti lontani dall’uomo, che ha altro da fare e non ha tempo di mettere le reti.

Nico Valerio – Lunghe strade urbane con palazzi enormi e senza un solo albero. E’ la morte, sia d’inverno che in estate. Vivere senza alberi non è vivere. In vistosa contrapposizione, un viale alberato con piante alte e ricche di fogliame.
La differenza è enorme. Ma la differenza non sta solo nell’abbassamento della temperatura d’estate, banalmente e superficialmente; ma proprio tutto il microclima cambia: umidità, scambio ossigeno-anidride carbonica, diffusione di eventuali essenze aromatiche, effetti diretti sulla biologia, salute, sicurezza e perfino psicologia dei cittadini, vita e interazioni molteplici con uccelli e altri animali ecc. L’unico elemento negativo è che gli alberi nascondono alla vista eventuali facciate artistiche e monumenti. Ma visto che la stragrande maggioranza delle vie cittadine, perfino in città che hanno continuità storica e un Centro storico denso di testimonianze, come Roma, sono squallide e desolanti, il problema si pone molto raramente.

Alessandro Bottacci – Monte Penna (1333 m s.l.m.)
Bellissima giornata nelle mie amate Foreste casentinesi con gli studenti dell’Università di Camerino.
Un tuffo nella mia professione (imprigionata in una assurda indifferenza da un anno e mezzo) e una ventata di giovanile entusiasmo portata da questi ragazzi pieni di passione.
Grazie agli amici Prof. Canullo e Campetella che mi hanno permesso di tornare in questi posti e di poter parlare di boschi vetusti e di gestione responsabile delle foreste.
Mentre il mondo delle Scienze forestale continua imperterrito a percorrere la strada dello sfruttamento e della semplificazione delle foreste (ora pure con l’obbligo della gestione attiva), per fortuna esistono altre Discipline nelle quali si insegna la gestione responsabile del.bosco come un ecosistema complesso, adattativo e capace di autoregolarsi.
Solo boschi più evoluti potranno anche fornire un apporto economico serio e sostenibile
I boschi semplificati sono espressione di una selvicoltura povera e non attenta al futuro.
…ed un forestale vero può solo lavorare per un futuro migliore. Quello che è stato ucciso da alcuni forestali stessi

Alessandro Montaghi – peccato che poi quando finiscono questo tipo di corsi di Laurea non troveranno lavoro.

Donato Venezia – Quanto volevo fare il Forestale. ..ma quello di una volta.

Cristiano Manni – Convegno sulle foreste a Vallombrosa. Nello scenario dell´Abbazia è risuonata la voce unisona della visione “benedettina”, di un bosco cioè assoggettato ai bisogni dell´uomo, seppur ben gestito e custodito e declinato, coi dovuti distinguo, nei suoi servizi ecosistemici. Un vasto elogio del recente Testo Unico Forestale, così attento alla gestione, da dimenticare la tutela nelle supreme forme di competenza statale: il paesaggio e l´ambiente. Non si è respirato se non un debole anelito di una visione francescana, che riconosce il bosco come “fratello” dell´uomo nella soggettività del diritto, dalle parole del Prof. Ciancio, presidente dell´Accademia Italiana di Scienze Forestali.
Da laico, non posso che simpatizzare per la visione francescana, che oltretutto è all´avanguardia nella filosofia della scienza (col paradigma della complessità) e nell´etica (nell´ecologia del diritto di F. Capra e U. Mattei, nella centralità dei beni comuni di P. Maddalena, S. Rodotà, P. Grossi, S. Settis). Insomma, ancora una volta il mondo forestale, seppur competente, ha dimostrato di essere rimasto, culturalmente, un passo indietro allo spirito dei tempi.
Un solo ospite sgradito, profano, direi sacrilego in quel contesto: l´assessore regionale che, non da un passo, ma dal profondo di un abisso culturale, parla ancora di boschi che, come i campi, sono da sottoporre a coltivazione e sfruttamento.
Lungi da me una visione manichea, quindi ben mi rendo conto che il TUF, come tutte le creazioni umane, nasconde punti di forza e di debolezza. Ha per esempio una struttura legislativa più solida, e fornisce delle definizioni univoche. Insiste sulla pianificazione, anche regionale e permette (anche se non obbliga, come sarebbe stato auspicabile) una pianificazione di aree omogenee, che avrebbe potuto meglio adeguarsi alle realtà forestali locali.
Molto dipenderà dai decreti ministeriali, ma temo che sia sfumata l’occasione di mettere paletti precisi (statali) alle utilizzazioni che contrastano con il paesaggio (i famigerati tagli colturali) e con l’ambiente e l’assetto idrogeologico (il taglio raso). Avrebbe poi potuto favorire l’ avviamento a fustaia dei cedui. La fustaia obbliga ad una maggiore professionalità nella gestione, nella pianificazione, nell’utilizzazione e nel controllo.
Mi sono sempre chiesto, e credo anche chi da ufficiale della Forestale, perché all’inizio della filiera del ceduo ci sia un mondo fatto di lavoro nero, precario, insicuro, che lascia boschi semplificati, suoli impoveriti, segni storici e culturali annientati, e che crea un reddito scarso, mal distribuito, che non resta nel territorio. Alla fine solo un bosco tagliato, sentieri distrutti, rifiuti sparsi.
Io penso che basti guardare l’output striminzito si questo sistema complesso, per domandarsi se dentro il modello a bkack box non ci sia qualcosa di scorretto.

Pro natura opus et vigilantia.

 

LIBERTA’, BENE COMUNE

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Veronica Dimmelote – Nikita, aquila prigioniera del parco divertimenti Warwick Castle, nel Regno Unito.
La sua vita era così: sempre alla vista dei visitatori, un trespolo, una bacinella d’ acqua e una catena, salvo quando era esibita negli spettacoli di falconeria.
Questo, fino a ieri: durante lo spettacolo serale, infatti, Nikita è riusciita a liberarsi ed è volata via sotto 
gli occhi increduli di addestratori e pubblico.
Sebbene gli addestratori millantino un presunto rapporto di affetto reciproco con gli animali che detengono, vengono puntualmente smentiti dai fatti, quando gli animali colgono al volo qualsiasi occasione si presenti e cercano di raggiungere la libertà.
Warwick Castle appartiene alla Merlin Entertrainment, già proprietaria di Gardaland, della catena di acquari Sea Life con decine di strutture nel mondo e numerosi altri parchi di divertimento, molti dei quali con attrazioni basate sullo sfruttamento degli animali.
Il personale del parco è tuttora alla ricerca di Nikita.

Lazzaro Manlio Detti – Nikita vai piu’ lontano che puoi dagli uomini: sanno essere animali molto cattivi, almeno alcuni!!!
Cristiana Pristy – Meglio la libertà e la morte di una catena per tutta la vita.
Camilla Sandino Lattanzi – Se questa è una vita: l’aquila Nikita è riuscita a liberarsi ed è fuggita durante uno spettacolo di falconeria. La sua misera vita consisteva nel sostare su un trespolo, con un catena alla zampa, per il divertimento del pubblico pagante. Nikita adesso è libera e noi speriamo che nessuno la ritrovi, mai più. Non è educativo portare i bambini allo zoo, agli acquari e ai parchi dove vengono tenuti animali: ogni esibizione di viventi costretti in gabbie o recinti consiste nella privazione di libertà e dignità.

Judy Ryan – Prove che le turbine eoliche sono un’attrazione fatale per gli uccelli
Pietro d’Intino – L’eolico, oltre a queste brutture, non risolve il problema energetico.
È solo utile al riciclaggio di capitali di dubbia provenienza.
L’impianto di Forca Caruso, presso Avezzano, che all’epoca della costruzione era il più grande d’Europa, copre a pieno regime appena l’1% del fabbisogno energetico di una regione poco abitata e industrializzata come l’Abruzzo.
Tanto che, per alimentare la zona industriale della Val di Sangro, è stata realizzata una centrale nucleare (di quinta generazione) in Montenegro da tecnici italiani, che con una condotta sottomarina arriva in Italia.
Rischio zero, energia tanta…..e rapaci al sicuro.
Mauro Malossini – L’impatto ambientale è disastroso con queste pale eoliche ed anche l’impatto per gli uccelli è possibile .. sarebbe meglio adottare il tipo rotante a cilindro che sfrutta il vento in tutte le direzioni ..
Se faccio il confronto con il ministro Galletti voluto e nominato dal PD mi viene da piangere, e difatti i danni ambientali e faunistici sono stati molti, speriamo che il Ministro Sergio Costa riesca ad organizzare una seria politica ambientale e faunistica, le premesse ci sono … 

Meralda Dada Sabatino – Ambiente significa anche protezione della fauna …spero vivamente che le persone prendano coscienza anche perché se si diventa più sensibili dal basso verso queste tematiche si è disposti a modificare le proprie abitudini e a indignarsi e pretendere dalle istituzioni leggi e interventi seri e rispettosi. Bisogna sempre lavorare su due fronti, uno è quello delle leggi, delibere ecc mentre l’altro è quello della educazione e informazione corretta del popolo (cittadini, campagnoli, montanari ecc)…. Combattere l’ecomafia vuol dire coinvolgere e insegnare ad ognuno che distruggere il nostro habitat porta all’estinzione ….

Alfonso Ricca – Ci voleva proprio un uomo nato e che ha vissuto un’intera vita lavorativa all’interno del corpo forestale dello stato a dirigere l’ambiente in Italia….
Marco De Cesero – Speriamo che risolva la questione grandi predatori che si è creata in Trentino Alto Adige con le varie delibere provinciali. È ora di dire basta all’arroganza di queste due province,hanno trasformato il parco Adamello Brenta in un parco giochi e trasformeranno lo Stelvio in una riserva di caccia,per non parlare del turismo di massa mordi e fuggi sulle Dolomiti che crea inquinamento e discariche a cielo aperto dove la fauna selvatica viene rincorsa per farsi selfie
Altro che Trentino Alto Adige terra incontaminata ci sarebbe da fare non uno ma decine di convegni e pagine di giornali
Spero vivamente che il ministro oltre che alla terra dei fuochi rivolga uno sguardo anche quassù
Angela Re – Un Ministro disposto ad ascoltare le problematiche e si dica disposto a cercare il modo migliore per risolverle è veramente eccezionale,altrettanto positiva la predisposizione al dialogo di chi ha veramente a cuore le tematiche ambientali.. 
Franco Tassi – Premessa: Sollecitato da molte parti, il Centro Parchi Internazionale ha cercato di raccogliere, in un primo sintetico Documento, le attuali istanze del popolo ambientalista, ecologista e naturalista, che esprimono le profonde speranze di chi ama davvero la Madre Terra, nostra “Casa Comune”. E ora le offre, con tutto il dovuto rispetto, all’attenzione e alle cure del nuovo Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e dei suoi Collaboratori, pronto a fornire informazioni più ampie e dettagliate sulle materie considerate.
Maurizio Cattoi – L’ AUTOROTTAMAZIONE è una buona lettura per capire il grado dello sfascio intenzionalmente prodotto sul Corpo forestale dello Stato dalla politica renziana. Mi aspetto che TUTTI gli Attori, volenti o nolenti (cit. Gen. Tullio Del Sette), di questa schiforma prendano nettamente le distanze dalla ratio perniciosa e dall’organizzazione dannosa all’ambiente che ne è derivata. Credo che solo l’anima ecologica di un forestale, nero per caso, poteva interpretare politicamente le istanze dei beni comuni. Forza Sergio!!

Cristiano Manni – È la prima volta che sento la parola “beni comuni” in bocca ad un ministro. Credo che gli altri non ne abbiano conosciuto nemmeno il significato. Il “bene comune è l’asse intorno al quale può rinascere la politica. È ora di riprendere in mano il lavoro della Commissione Rodotà, quel grande uomo che la sinistra ha avuto l’ardire di abiurare, e che invece ne rappresentava l’anima più nobile. So che a lui si ispira anche il presidente Conte. Questo mi fa ben sperare. Spero che l’asse con Salvini non rovini questo bel sogno, ma lo temo. Pare che dei 32 elicotteri della ex flotta cfs ne saranno operativi soltanto 3 per questa stagione aib 2018.Sono quelli in servizio al COAU, si mormora… comunque può darsi che altri elicotteri siano impiegati in convenzione con le regioni.
Anastasio Canonico – Tanto servono le jeep ai carabba
Alberto Berti – Anzichè mettere mano all’idiozia della riforma Madia, teorizzano interventi epocali con l’esercito, soldati con la paletta tattica, perchè così li abbiamo visti più volte, a dare certo una mano ma non certo a risolvere. Proponiamo anche una esercitazione con i Sommergibilisti, non si mai avessero migliore confidenza con l’acqua! Ai tempi di mio padre una ditta proponeva di sparare bombe estinguenti con gli obici da artiglieria 105/14 che all’esplosione dovevano spargere una sostanza estinguente tutt’intorno. A parte il fatto che oltre allo spargere la sostanza facevano anche un grande spostamento d’aria, per usarli doveva essere evacuata la zona e trattata come un poligono di tiro! Teorie del cavolo non certo utilizzabili con urgenza in aree fortemente abitate.
Adriana Tiratterra – Ma quanti soldi stanno buttando inutilmente?
Antonio Di Lizia – Tantissimi, troppi… altro che rimborsi o vitalizi..Perché allora non fare intervenire anche i paracadutisti della Folgore che si lanciano indomiti sul fronte del fuoco e magari anche qualche artificiere che con le bombe spegne gli incendi come fossero pozzi di petrolio… E dai… se brucia ancora, e per fortuna quest’anno ci dice bene perché piove, la responsabilità di chi sarà?
Ci mancava solo l’nbc dell’esercito ad attingere fondi all’anticendio…Emanuele Cabriolu – L’ on Manca e uno di noi, Forestali della Regione Sardegna ..uno solo ed essendo parlamentare può anche pensare di dire la sua; ognuno di noi entro certi limiti lo fa. Il dr Casula finanche fosse condannato per decreto per la mancata richiesta o verifica del possesso del n.o. paesaggistico sui tagli selvicolturali del Marganai Oridda e per quanto relativo alla attualità era responsabile servizio antincendi del cfva e il cfva era privo di comandante da più di un mese 18 maggio per cui la scelta ancorché tardiva e stata della continuità al di la di soluzioni di rottura o di altro tipo visto in periodo in cui siamo.

Giuseppe Pino Ciaburri – Esprimo la mia piena solidarietà ai Forestali passati nei vvf. Ma anche chi è passato nelle altre amministrazioni ha poco da sorridere. Qualcosa si sta muovendo, spero non ci diano l’ennesima delusione.
Marco Agnoletti – Intanto, con il voto del 4 marzo, coloro che sono stati i primi artefici della distruzione del CFS hanno preso una sonora trombata!!! Vediamo di non dimenticarcene…
Vincenzo Navach – da ex CFS non mi sembra che le ultime affermazioni del Ministro Costa siano tanto da “nero per caso” ma piuttosto da “nero convinto”. Al contrario di tanti esponenti politici anche esterni al CFS che hanno perorato la causa di un ritorno ad una polizia civile ambientale , il Ministro Costa ha voluto ribadire che l’attuale forza Ambientale ( i Carabinieri Forestali ) già svolgono un lavoro egregio. Spero che il Ministro cambi atteggiamento al momento giusto !!
Franco Bianca – Non conosco personalmente il dott. Costa, però mi sembra che al momento stia nel suo ruolo istituzionale e per il futuro non abbia detto no.ASPETTIAMO
Carmelo Guarnieri Labarile – I tempi stanno maturando.
Ormai il Corpo forestale dello Stato non è più una questione di mera ideologia politica ma sta diventando vera consapevolezza del danno fatto alla nazione.
Massimiliano Bernini – Bene la bocciatura pressoché unanime della “deforma Madia” da parte dell’attuale governo! Spero sia il primo passo verso la ricostituzione del Corpo Forestale dello Stato!
Paola Scacciavillani – Magari…! Ma l’accorpamento è stato così devastante che ora ricostruire sarà difficile quanto dopo un attacco nucleare !!!
Daniela Ciminiera – Potevano mettere insieme carabinieri polizia ..ma la forestale con i carabinieri che cosa ci azzecca????si occupa di salvaguardia boschi tutela ambientale..mha…nn so che menti partoriscano queste idee
Michele Fasano – Chi detiene le leve del Comando,difficile che molli l’osso, altrimenti potevano farlo prima che il misfatto fosse compiuto!!!
Fabio Perrone – Con tutto il rispetto per i militari dell’Arma ma con tutto il buon senso di avere nuovamente un CFS operativo e vitale!
Valter Grossi – Sotto l’ambiente peròGiorgio Santilli – Certo tutto avrei pensato nella vita , tranne che un “ex” bracconiere invocasse il ritorno del glorioso CFS pubblicamente in tv. Grazie, Mauro Corona! Andrò a comprarmi un altro tuo libro.. Ma lui era ed è un uomo di montagna e l ha conosciuta personalmente la Forestale perché gli stava alle calcagna… Ha detto pubblicamente che da giovane era scappato più volte all alt della Forestale, perché aveva ammazzato più di un animale selvatico, con mezzi non proprio legali. Addirittura un giorno disse con dei suoi amici, che voleva “coparli” con il fucile. Lui sapeva arrampicare le rocce ed è per questo che seminava “da giovane” i forestali. Dopo quando venne a sapere che in Forestale si formò un nucleo di rocciatori, smise completamente di fare il “bracconiere”. La Forestale, l ha indirizzato sulla giusta via. Da falegname, si è messo a scolpire, ed a scrivere libri ed a diventare un alpinista che oggi ha raggiunto una fama nazionale. Bravo Mauro!!

Giorgio Paesani – Dei cacciatori stanno facendo un “ripopolamento”, in pratica buttano delle lepri allevate allo sbaraglio. Una di esse è così confusa e spaventata che non vuole essere “liberata”, allora la tirano fuori dalla cassetta di forza e lei, dimostrando di essere di allevamento, arriva ad attaccare e far cadere uno dei cacciatori. Alla fine la convincono prendendola a calci. La colonna sonora è il meglio della produzione intellettuale umana. Succede migliaia di volte ovunque ma nessuno vuole sapere. Fa fatica. Ed è scomodo. E per cercare di arrivare a sparare a quelle lepri sono state avvelenate le volpi e le poiane, a miglaia, ovunque. Ovviamente illegalmente. Ma loro muoiono nel bosco o nella loro tana e nessun animalisra protesterà per loro.. Sono lepri di allevamento, polli in batteria. Tra due mesi se non crepano di fame o malattie e se i cacciatori non hanno avvelenato tutte le volpi moriranno a fucilate. Questa è la caccia. Costo 300€ a capo. A regola sono soldi spesi dagli Ambiti Territoriali di Caccia presi dalle quote di iscrizione ma, a prescindere, ogni euro speso ogni anno certifica il fallimento della gestione venatoria della fauna selvatica. Perchè se fossero capaci di gestirla non ne spenderebbero manco mezzo…
Massimo Davighi – Secondo il mio modesto parere, andrebbe totalmente tolta qualsiasi gestione faunistica alle associazioni venatorie. Istituirei, per contro, scuole di gestione faunistica ecologica per aspiranti faunisti del territorio agro-silvo-pastorale. Sono più che convinto che in questo paese andrebbe cambiato tutto, a cominciare da chi si occupa di territorio, ambiente, fauna e flora.Corinne Coco Reumer – Se uno ama la natura dovrebbe essere anche informato su come ci si comporta in natura.Purtroppo non é così .. troppi ancora non leggono, non si informano e credono di fare bene.. Si può ovviare alla cosa, ma si deve fare subito.riportando il cerbiatto sul luogo esatto del ritrovamento. Bisogna strofinarlo con terra, erba, foglie .. confondendo gli odori e nascondendo quello umano.
Luciana Premoli – Vicino a casa mia è nato due settimane fa un cerbiattino, il primo giorno l’ho visto poi la mamma cerbiatta l’ha tenuto sotto chiave.Ieri sera meraviglia era nel prato con il suo piccolo,!! Una bellezza che apre il cuore! Buona fortuna, piccola, che la buona sorte ti sia vicino
Paola Bernasconi – Sarebbe meglio lasciarli dove sono ?!?! si sa che i cerbiatti vengono lasciati nascosti mentre la mamma va a nutrirsi o allontana i possibili predatori… no ?!?!
Giancarlo Galli – Ancora una volta faccio appello che quando trovate un cucciolo di capriolo lasciatelo stare, non toccatelo e non portatelo via. Nella sua vicinanza si trova sicuramente la mamma che poi si dispera non trovando più la sua creatura e il piccolo soffre e fa molta fatica a crescere senza la mamma.
Le persone pensano di fare bene ma, è un grave errore.

 

LA SORTE

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Giovanni Palumbo – Per un Cucchi noto a tutti, migliaia di sconosciuti pestati ogni giorno…lo sappiamo solo noi addetti ai lavori….

Lazzaro Manlio Detti – E’ inammissibile che un fedele servitore dello Stato debba subire quello che sta subendo il Sig. Riccardo Casamassima – Perche’ NON intervengono chi deve tutelare un Carabiniere che ha fatto solo e soltanto il suo dovere onorando l’Arma alla quale orgogliosamente appartiene ? 

Michele Fasano – Sono molto arrabbiato,quando sento queste ingiustizie. Chi può deve sostenere con forza questo Collega. Riesco a comprendere le umiliazioni che sta subendo il Collega,ma anche la frustrazione come persona dedita al dovere verso la sua Divisa e il senso di verità. Forza Riccardo Casamassima,per quello che può servire sono solidale con te.

Anastasio Canonico – Non mollare, anche per i tuoi colleghi! 

Angelo Sucameli – Sono in congedo da tempo, ma non penso che le cose siano cambiate. All’interno dei corpi militari vige, a mio modesto parere, un secondo stato , dove ciò che vale per i “comuni mortali” non vale più per chi indossa una divisa, e specialmente se su questa divisa porti le stellette

Marcello Ripaldi – dopo queste dichiarazioni lo manderanno al confine? E questo povero uomo l’ha scelto di fare il carabiniere figuriamoci chi come gli ex forestali è stato militarizzato forzatamente nei cc.

Paolo Mennuni – Dire che i carabinieri non abbiano voluto ‘accorpamento è un po’ un azzardo. Il parere del Consiglio di Stato è stato redatto da un genere dei carabinieri: l’ex vice comandante generale! Sono stati l’unica forma di polizia che è riuscita ad aumentare gli organici!

Valter Reali – Lo hanno ideato, studiato, voluto, bramato, elaborato, attuato e pure goduto!!!

Marco Poti’ – Il prof. PATI Luceri è un esempio di dignità, di democrazia, di forza e generosità. Protestare PACIFICAMENTE, a mani nude e braccia alzate, non è mai pericoloso nè sovversivo. Solidarietà e vicinanza a Pati, attivista No Tap da sempre.
Chiedo a nome di tutta la mia comunità, Melendugno e di tutti i Sindaci NoTap del Salento (Puglia, Italia, Europa), la liberazione immediata di Pati e degli altri attivisti, fermati perché manifestavano contro un’opera inutile, dannosa e pericolosa come il gasdotto TAP, simbolo di speculazione finanziaria di pochi ai danni di molti!
Le Istituzioni repubblicane Italiane, il Governo e l’Ambasciatore italiano in Grecia si attivino presto per restituire Pati e gli altri alla libertà ed alla democrazia.

Andrea Lavalle – Incendiati gli ulivi di Gino Ancona attivista contro la frode xylella:i peggiori veri INFAMI ,sono i veri escrementi che se la prendono con qualsiasi innocente ed indifeso,,,,animali ed in questo caso alberi,,,,,,anzichè,affrontare, interloquire,agire,con i loro pari !!!!!! i veri criminali e assassini sono così !!!!!! che colpa hanno avuto gli ulivi????

Agostino Di Ciaula – Il “Decreto Martina” impone l’utilizzo di pesticidi di riconosciuta dannosità in assenza di certezze sulla reale efficacia di queste sostanze tossiche nel controllo della diffusione della xylella fastidiosa. Per tali motivi oggi noi ISDE abbiamo inviato una lettera ai Ministri dell’Ambiente, della Salute e delle Politiche Agricole chiedendo di valutare l’abrogazione del Decreto e, nel medio-lungo termine, una revisione della normativa vigente sull’uso dei pesticidi e misure finalizzate a garantire un’agricoltura che sia strumento di progresso economico, di tutela dell’ambiente, della salubrità degli alimenti e della biodiversità e non veicolo per la sottrazione di diritti e per l’incremento del rischio sanitario.

Giorgio Paesani – Cinque anni fa cercavamo i nidi di albanelle minori per salvare i pulli dalla trebbiatura. Trovammo cinque nidi. Oggi non importa più, per il secondo anno ZERO coppie. Si miete sempre prima per il clima cambiato, il grano è più basso perchè la paglia non serve e uno stelo corto regge spighe più grandi (maggiore resa per ettaro) e addio albanelle minori. La mia speranza è riposta in quella piccola porzione di popolazione che, invece, nidifica in incolti, macchie basse e zone percorse da incendi. In fondo, riflettendo, la fortuna dell’albanella minore è stato l’uomo e le enormi estensioni di steppa cerealicola che ha creato. Che un giorno tutto questo sarebbe finito stava scritto nelle “logiche” di questo Pianeta. Certo, dispiace, perchè sono esseri innocenti e disarmati di fronte alla nostra violenza, alla nostra disattenzione e al nostro menefreghismo. Cercheranno di sopravvivere al nostro suicidio di massa, mi sa..

Stefania Barsi – La natura era sacra. Perfino quando un indiano viaggiava, o presso un accampamento, era suo desiderio lasciarsi dietro la minor traccia possibile del suo passaggio. Cercava di non lasciare impronte, di non spezzare rami, di non disturbare nessuna foglia, di cancellare i brutti segni dei fuochi e dei bivacchi.
Voleva muoversi attraverso il territorio così delicatamente come la brezza. Come era nato, perfino quando veniva sepolto, un indiano cercava di rendere la sua tomba meno ingombrante possibile.
Alcuni indiani provavano talmente antipatia verso il deturpamento della natura che l’uomo bianco non riuscì a persuaderli, anche quando essi praticavano già l’agricoltura da tempo, ad usare l’aratro, poiché questo avrebbe squarciato la viva carne di loro madre, la terra.”- Dal discorso del capo delle Teste Piatte, Charlot (1876) – C’è un’immagine: il koala confuso che scopre di avere la casa abbattuta.
“Cosa è successo alla mia casa?”. Questo koala dall’espressione perplessa e spaventata è stato scoperto seduto su una pila di corteccia sminuzzata e segatura, in un luogo che poco prima era la sua casa e brulicava di vita, all’interno del Vittoria State Forest, nello stato del New South Wales Gli uomini di una società di legname avevano appena finito di tagliare gli alberi. Ma, sebbene l’operazione fosse autorizzata e legale, lo stupore e la tristezza del koala mostrano chiaramente come le logiche umane siano lontane dalle necessità della natura e degli animali.
La notizia, vera, del koala risale al 2013. Sono passati 5 anni e la deforestazione è in costante aumento. Per il legname, per le colture intensive (mais, soia) che andranno a sfamare inutilmente i miliardi di individui rinchiusi negli allevamenti, costretti a nascere con l’unico scopo di essere uccisi: il drammatico effetto del consumo di carne, latte e derivati. Per l’olio di palma e tanto altro.
Chi ci da il diritto?

Camilla Sandino Lattanzi – E’ morta Koko, gorilla femmina, famosa per avere imparato il linguaggio dei segni. Dolce Koko, non meritiamo il tuo perdono: ti abbiamo fatto nascere prigioniera in uno zoo, ti abbiamo fatto vivere come uno “strumento scientifico” e ti abbiamo fatto imparare la lingua dei segni. Il tuo desiderio era relazionarti con i tuoi simili nel tuo linguaggio e invece hai potuto relazionarti solo ai ricercatori che ti stavano usando, in un linguaggio che non era il tuo. Dolce Koko, ti abbiamo impedito di avere una vera vita in un ambiente appropriato e ti abbiamo negato quei figli che tu desideravi in modo struggente: per esprimere il tuo forte istinto materno non hai avuto altro che…. dei gattini. Dolce Koko, solo adesso che sei morta, sei libera. Libera da noi umani.

Guido Ceccolini – Un giovane cervone appena ucciso. Uno dei tanti serpenti che facilmente si osservano in questo periodo perché cercano un partner per accoppiarsi ed invece vengono accoppati da torme di persone che li uccidono senza alcun motivo. Tutti i serpenti sono protetti ma solo per finta. Per favore, anche se la religione cattolica ha inculcato a qualcuno il ribrezzo per questi straordinari animali, almeno evitate di ucciderli. Non fanno nulla e fuggono appena vi vedono.

Cristiano Manni – Toccare la Forestale porta sfortuna.
C’è una subcultura politica che in questi giorni, crollando, paga il fio per la soppressione del Corpo forestale dello Stato, quando avrebbe invece potuto, a suo tempo, sposarne la mission della tutela ambientale, comprendendo che l’ambiente è la vera misura dell’uguaglianza sociale e dell’equilibrio economico. La scelta è stata invece quella di creare una frattura sempre più profonda con il mondo ambientalista, fino all’oltraggio della soppressione del CFS.
Questa cultura politica ha continuato a riproporre slogan di un passato certo doloroso, senza rendersi conto di quali erano le reali minacce alla pace sociale e alla giustizia. Lo stesso concetto di “lavoro”, difeso in tutte le formule, è rimasto ancorato ad una visione offuscata e vecchia più di cento anni, fino all’aberrante paradosso che, in nome del lavoro, si dovessero liquidare alla proprietà privata i beni comuni, l’ambiente, e la stessa sicurezza sociale raggiunta coi diritti sindacali.
La militarizzazione dei Forestali è stato un atto paradigmatico.
Una cultura politica debole, che ha ucciso la parte migliore di sé, preferendo Napolitano alla grande figura di Rodotà, morto senza aver potuto vedere, e nemmeno noi ancora, il grande lavoro fatto dalla commissione che portava il suo nome, e che avrebbe dovuto riformare il diritto di proprietà adeguandolo, finalmente dopo 70 anni, alla Costituzione nata dalla Resistenza. I suoi lavori giacciono ancora insabbiati dalla sua stessa parte politica in Parlamento, mentre il testimone è stato raccolto da altri movimenti.
Soccombendo, lascia spazio a realtà forse ancora peggiori, risvegliando i demoni dell’aggressione brutale al territorio, che sono riusciti a infiltrare la loro ignoranza nel governo.
Una cultura politica che, nella propria autorovina, continua a proporre quelle posizioni che l’hanno portata a questo, alimentando una spirale che porterà presto alla sua scomparsa, sperando che dalle ceneri possa nascere una nuova Idea, che non potrà che camminare sulle gambe di altri uomini.
Toccare la Forestale, e ciò che le sta dietro, ha portato sfortuna.

 

ISOLE INCONTAMINATE …

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Eliana Fanelli – Lo scorso anno in contrada Frascata ,oltre a decine di ulivi monumentali CENSITI; furono abbattute 160 piante di leccino. Gli esperti che visitarono il campo consigliarono al proprietario di piantare MELOGRANI. Ora al tg norba si fa cenno ai melograni come cultivar da piantare al posto degli ulivi distrutti. Tempo ci vuole e tutto torna. Mi chiedo perché la regione Puglia dal 2013 stanzia fondi per i melograni ibridi, piante che arrivano direttamente da Israele e non per le cultivar autoctone.

Enzo Suma – Ecco come viene gestito il problema della Xylella. Siamo nei pressi di Torre Pozzelle (Ostuni), nel cuore della piana degli ulivi monumentali. Un ulivo risultato positivo al batterio in data 4 ottobre 2017. Siamo in zona di contenimento in cui vige il solo espianto della pianta infetta. Dopo 9 mesi l’ulivo è stato tagliato e abbandonato sul terreno.forse ieri, viste le foglie rinsecchite. Giusto per l’arrivo dei commissari. Nessuna protezione in questi mesi ne adesso che l’ulivo giace a terra. Nessun isolamento. E allora che senso ha preoccuparsi di abbattere tutte le piante sane nel raggio dei 100 metri da quella infetta in zona cuscinetto se non siamo in grado nemmeno di isolare una singola pianta nel cuore della piana degli ulivi, dove vi è un patrimonio di ulivi monumentali unico in tutto il Mediterraneo?

Cuore Selvaggio – A giudicare dai muschi sul tronco di questa piccola creatura, direi che è stata abbandonata molto prima di essere tagliata

Cosimo Fema – Anni di vita , secondi di morte… Bastardo chi è stato…

Mavi Sansonetti – Il problema xylella non è mai stato affrontato seriamente: taglia, sradica, espianta, avvelena il terreno. .niente è stato fatto di serio per prevenire,qualche sperimentazione qua’ e la’, le cure si potevano cercare, ma no…A chi danno tanto fastidio i nostri ulivi? Allora tagliamo un tronco malato, buttiamolo a terra…

Comasia De Marinis – E a Monopoli continuano ad arrivare camion, anche di ulivi, chissà da dove e se infetti o meno ad una nota azienda del posto.

Nicola Zac – Che schifo nella zona di Lecce anzi prima di arrivare a Lecce sulla statale guardate sulla destra alberi tutti secchi dopo 1 anno sono cresciuti rami nuovi, hanno tolto il vecchio e le piante sono ancora là

Michele Tataranni – Pantomima con pupazzi grandi e piccoli Clic La storia darà il posto che si meritano a questi puPAZZI

Vincent Eillec Io vorrei sapere se il problema si fosse presentato in Francia o in altro stato sovrano, se avrebbero abbassato la testa alla volontà di Bruxelles. In Italia si può fare qualunque scempio

Toby Vantaggiato – Serve legna ? Non credo…serve terreno edificatorio…boh…serve pubblicità…boh….serve olio tunisino ? Certo !!!!!

Lucia Chiarelli – Mi viene da piangere. È un atto che ferisce profondamente perché spinge I pensieri in un senso di vendetta. Ed è pericoloso

Susanna A. Fasciata – E menomale che il Carbofurano è illegale da un pezzo per la sua alta tossicità. Mi chiedo che scorte ci siano in giro….E poi , necessarissimi,…… Ma questi tag continuano a sembrarmi troppo (ma solo mio parere).

Giorgio Paesani – Se vai su internet ti compri anche l’uranio impoverito… In Inghilterra, Irlanda e Scozia è guerra tra i cacciatori gestori delle aziende faunistico venatorie e i rapaci. E siccome sono notoriamente e geneticamente dei vigliacchi combattono la loro guerra a senso unico con le esche avvelenate, come fanno da noi, ma da noi non lo sa nessuno, non lo vede nessuno e non ne parla nessuno (finchè non muore Fido, allora tuoni e fulmini, proteste e parlamentari che abbaiano..).. L’ultimo gesto di una madre: e ‘ stata trovata morta nel nido su tre uova, scatenando una missione di salvataggio e chiunque abbia informazioni sugli avvelenamento delle due aquile rosse con tag alari, protette e molto amate nella contea, puo ‘ contattare la polizia chiamando il 101. Per salvare una popolazione il monitoraggio è fondamentale. Il bracconaggio è un’altra cosa.. Lasciarli in pace sarebbe l’ideale, ma a volte è possibile porre riparo ad un danno fatto dall’uomo (nelle isole britanniche hanno fatto estinguere localmente molte specie di rapaci) attraverso reintroduzioni o azioni dirette a favore di alcune specie. Si può anche preferire “non far nulla”, io non sono daccordo ma è una opinione lecita e rispettabile. I tag fanno impressione ma, ad esempio, sono leggibili a distanza, consentono un monitoraggio pressochè senza scadenza e senza dover ricatturare il soggetto.

Donna Letizia – L’ uomo fa schifo ….li cattura,li seleziona,sposta da un luogo ad un altro,pesa e soppesa,buca,fora,taglia ,attacca,monitora senza ritegno….ecc…ecc…..però non riesce a tutelare o prevenire morte è sofferenza….mha??Non capisco…troppi interventi sulla natura…troppe manipolazioni….boh? a me sembra tutto esagerato….lasciamoli in pace….

Giulia Genestreti – É proprio notizia dei giorni scorsi che alpeggi trentini per cui prendevano contributi europei non hanno mai visto le vacche al pascolo. Rilevamenti effettuati con droni dalle forze dell’ ordine. E dunque la minaccia dei grandi predatori qual é? Quella di calpestio degli incolti per cui hanno truffato la comunitá europea???
Pablo Zac – Anche la Natura deve adeguarsi alle leggi dell’Autonomia provinciale….
Alessandro Torlai – ” Ora pensateci bene prima di emanare deroghe sui lupi e gli orsi, pagare….”danno erariale per illegittima prassi della Provincia autonoma di Bolzano di adottare decreti di prelievo in deroga per l’abbattimento di specie faunistiche protette”

Paola Silvia Bombelli – Un milione di Euro, mica bruscolini. Vediamo se ora agli amministaratori di Trento e Bolzano passa la voglia di creare allarmismi e di fare campagna elettorale sulla pelle della fauna. Vediamo se passa loro la voglia di sparare a tutto ciò che non produce reddito. 

Ornella Dorigatti – In Trentino un capriolo curato al Casteller È stato messo in libertà con radiocollare…assurdo che l’uomo voglia controllare ogni singolo animale.
Tra un po metteranno il radiocollare anche alle 🐜e poi toccherà a noi. Ricordomoci il Casteller è gestito dai cacciatori.
Tizi Randon – Credo che l intenzione sia di monitorare la sua ripresa dopo il grave trauma e il periodo in cattività. Vedere come se la cava.se ritrova la madre.se si sposta…perché no?


Enrico Rovelli – i famosi cacciatori/gestori della fauna/amanti della Natura. L’ossimoro perfetto. Mi aspetto un altro ossimoro perfetto, quello pedofilo/insegnante/pedagogo.

Davide Daniza Celli – Il Pd vuole gli orsi morti?
Le dichiarazioni del Ministro all’Ambiente Costa (“Io amo il lupo”) hanno scatenato il Partito Democratico che risponde con il suo rappresentante locale Ugo Rossi. Il Presidente della Provincia di Trento ha presentato un disegno di legge che prevede cattura, rimozione e uccisone di lupi e orsi. Se questa è la vostra opposizione, cari amici del Pd, non risalirete mai dal baratro in cui siete sprofondati. E’ disgustoso (per dirla alla Saviano) il modo con il quale fate politica giocando con le teste degli ultimi orsi alpini. Non siamo nati ieri. E’ chiaro a tutti il vostro disegno: volete creare zizzania, ovvero volete mettere Costa, Ministro dell’Ambiente, contro il Ministro all’Agricoltura Centinaio. Una strumentalità più faziosa non ve la potevate inventare.
Affermate spesso che voi siete il partito delle soluzioni, mente il governo Giallo-verde rappresenta quello delle dichiarazioni e delle dirette Facebook. Quindi? E’ questa la vostra soluzione? Uccidere lupi e orsi dopo che avete regalato il legname delle foreste pubbliche e private ai soliti amici degli amici? Le Alpi come una sola unica distesa di vacche allo stato brado che cagano merda sugli incontaminati pascoli verdeggianti? Un lucroso allevamento dove gli animali sono portati in alpeggio e abbandonati a loro stessi solo per incassare i contributi della Comunità Europea? Più sono e più ci guadagnate? E il nonno di Heidi dove l’avete messo? Al ricovero? E le “caprette” che “ti fanno ciao? Distrutte le pianure con fertilizzanti, pesticidi ed erbicidi vi volete prendere ciò che di incontaminato resta? Quindi trasformate in pellet le foreste e in scendiletto orsi e lupi in nome della produzione intensiva a “cielo aperto”?
Ora però vorrei dare una notizia che nessun giornale ha riportato. E’ una notizia che si è guadagnata persino un’interrogazione depositata in Provincia, ma neanche una riga in cronaca locale. Alla presentazione dell’ultimo rapporto orso, l’Assessore Dalla Piccola ha pubblicamente affermato che sarà necessario, uso le sue parole, “attuare un rinsanguamento” dato che gli orsi presenti hanno un livello di eterozigosi, stabile al momento, ma preoccupante per il futuro. Sapete cosa significa? Che sono pochi e tutti imparentati. Quindi si tratta di una condizione che non gli permetterà di sopravvivere sul lungo periodo. Stando all’Ispra (proprio quelli che dovranno decidere quanti e quali orsi abbattere) e ad alcuni studi condotti sugli orsi trentini dall’Area di genetica vi sono già in atto diversi casi di inbreding.
Illustrissimo Presidente Rossi, mi faccia un favore, non usi la parola “scienza” per giustificare quello che vuole fare. Un piano dove da un lato si chiede di poter abbattere gli orsi e dall’altro si dice che bisognerà andarne a prendere degli altri in Slovenia è schizofrenico, follia pura, altro che scienza (alludo all’intervista presente sul sito del sole 24 ore). Se poi la sua fosse una scusa per liberarsi definitivamente degli orsi perché sono diventati incompatibili con il territorio lo dica apertamente e non ci giri tanto intorno e chieda alla Comunità Europea di poter attuare un Life Ursus all’incontrario.
Sarebbe un caso più unico che raro, il primo in tutta la storia della conservazione europea, ma è certamente meglio del fucile che lei brama di poter armare quanto prima.
Sappia che non glielo lasceremo fare.

Antonio Pupo – tanto senza una deroga non si può cacciare ne lupi ne orsi, il neo ministro ha dichiarato che finché c’è lui quelle due specie non si toccheranno

Paolina Mellini – Finalmente un forestale che riporterà l’ambiente in primo piano dopo che il ragionier Galletti ha distrutto.

Mimmo Giglio -…che la Forestale ritorni in difesa del territorio ed affianco ai cittadini…