IL BENFATTO DISFATTO

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Carissimo Dr. Bortolotti
ci pensa? Sono passati 38 anni, circa la metà della aspettativa media di vita di un uomo, 38 anni da quando lei, in quel lontano 1982, mandò all’attacco i suoi efficientissimi 7.000 soldati, i suoi agenti di tutte le stazioni forestali d’Italia, con l’incarico di censire tutti gli alberi monumentali del territorio nazionale. In capo a pochi mesi, ben 22 mila alberi erano sulla sua scrivania, tutti mappati, misurati e fotografati. 
A quel punto lei partì in giro per l’Italia, per scegliere i 300 alberi da pubblicare nei suoi favolosi volumi di “Gli Alberi Monumentali d’Italia” del 1989 e 1990, che conservo tra le perle più preziose della mia libreria. Io, lo confesso, approfittai del censimento per sguinzagliare il mio agente segreto Luigi Scaccabarozzi per scrivere e pubblicare il mio terzo e quarto libro, sull’Emilia Romagna e sull’Abruzzo, dopo quelli sulla Toscana e sulle Marche.
I miei libri, lo riconosco, furono forse la piccola miccia che fece da innesco ai suoi, ma furono i suoi a far esplodere in tutto il Paese un fiorire di pubblicazioni e la cultura del Grande Albero. Lo sa che, dopo i suoi volumi, oggi esistono almeno 180 pubblicazioni sull’argomento? Lei fu estremamente corretto e di grande onestà intellettuale, nel rivelare la paternità delle segnalazioni di alberi che non provenivano dal mondo forestale. Lo fece con me (per il pioppo di Quattrino e la Cacatora), lo fece col signor Braschi per il Patriarca del Pollino, e forse con altri. Eppure, nei due libri, lei figura solo come autore dei testi e delle foto. Ma quando uno ha scritto i testi e le foto, chi altri è se non l’autore? Ma lei possedeva e possiede una virtù che solo i grandi hanno: la modestia, quella che impedisce a chi ne ha di avanzare pretese e reclamare meriti che gli spetterebbero.
Il grande censimento dichiarava anche l’obiettivo: far promulgare una legge di tutela per gli alberi monumentali. Lei conosce i tempi della politica. Sarebbero dovuti passare quasi 25 anni dalle sue pubblicazioni, per l’emanazione della legge 10/2013. Lei avrà saputo che dopo la legge, è ripartito il censimento, da zero. Perché? I suoi 22 mila alberi non andavano bene? Cosa ci sarebbe stato di più semplice che chiedere ai Forestali di tutte le stazioni di aggiornare la situazione di quei 22 mila? In pochi mesi avremmo avuto un elenco di 22 mila alberi, tutti mappati, georeferenziati e fotografati. Ma l’U.C.AA.FF (Ufficio Complicazioni Affari Facili) del Ministero deve aver lavorato anche la notte, per inventarsi un nuovo censimento da far fare (pensi lei!) ai comuni, presso i quali se c’è una persona ogni cento comuni che sa cosa sia un albero monumentale è oro colato. Così, dopo 7 anni, abbiamo un elenco di 3 o 4 mila alberi, e nemmeno tutti buoni.
Carissimo Dr. Bortolotti, oramai Lei (91 anni), io (75) e Scaccabarozzi (85) abbiamo tutti più che raggiunto quota 100, e possiamo metterci in disparte a vedere compiaciuti i risultati di quello che abbiamo seminato, con tanti appassionati che si danno da fare con entusiasmo. Ci sarebbe ancora molto da fare, per esempio, spiegare che gli alberi vanno rispettati, e non capitozzati. Ma ci penserà qualcun altro. Penso che Lei, io e Scaccabarozzi abbiamo messo da parte un capitale che nessuna svalutazione ci potrà mai portare via: una valigia di bellissimi ricordi, e le assicuro che, nel mio capitale personale, lei è tra i ricordi più belli.
Con rispettoso affetto
Valido Capodarca  

BIOFILIA E AUTOGESTIONE

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ANTONELLA GIORDANELLI – 1 APRILE 2015, IN PRATICA, OGNI MANIFESTAZIONE NON È STATA MINIMAMENTE CALCOLATA, COSÌ COME LA PETIZIONE E GLI APPELLI DELLE ASSOCIAZIONI. AL GOVERNO RENZI HANNO GIÀ DECISO A TAVOLINO. ORA CI SPIEGHI IL MINISTRO MARTINA: IN CASO DI INQUINAMENTO, TAGLIO ABUSIVO DI BOSCHI, BRACCONAGGIO E ILLECITI VENATORI, MALTRATTAMENTO O TRAFFICI DI ANIMALI, A CHI CI RIVOLGIAMO ORA? A POLIZIA E CARABINIERI, CHE DICONO SEMPRE DI AVERE COSE PIÙ IMPORTANTI DA FARE O CHE NON È LORO COMPETENZA? E QUANDO SUCCEDERÀ CHE FAREMO? VERRÀ IL MINISTRO MARTINA AD ASSISTERCI? VERRÀ RENZIE? CI SPETTERÀ ARRANGIARCI COME PRIVATI CITTADINI? DITECELO A QUESTO PUNTO, BASTA SAPERLO. IN COSA CONSISTE QUESTA “OPPORTUNITA'” DI CUI PARLA IL MINISTRO? OPPORTUNITÀ PER LE ECOMAFIE, PER LA CEMENTIFICAZIONE SELVAGGIA, PER LA CACCIA SELVAGGIA-BRACCONAGGIO, PER LA DISTRUZIONE DELLE AREE PROTETTE… CERTO, PER I DELINQUENTI E PER LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA (TANTO CARA A QUESTO GOVERNO, PIÙ DI QUALSIASI ALTRO GOVERNO PRECEDENTE) SARÀ UNA GHIOTTA OPPORTUNITÀ. MARTINA HA DECRETATO OLTRE ALL’OBBLIGO D’ ESPIANTO DELITTUOSO DEI PATRIARCHI ANCHE L’IRRORAZIONE VELENIFICA DELLA TERRA

LELE COPPOLA27 GENNAIO ALLE ORE 19:30 · PURTROPPO IL PICCOLO È STATO GIUDICATO DEBILITATO ED È STATO SPOSTATO IN AMBIENTE PROTETTO (DA UMANI). IO HO DISPERATAMENTE TENTATO FINO ALL’ULTIMO DI CHIEDERE CHE SI DESSE ALMENO QUALCHE ORA DI TEMPO ALLA MADRE DI RITROVARE IL SUO CUCCIOLO. QUESTO SAREBBE STATO L’UNICO MODO VERAMENTE EFFICACE PER SALVARLO, MA NON È STATO POSSIBILE E MI DISPIACE MOLTISSIMO. SICURAMENTE C’È DA AUGURARSI CHE LE CURE E L’ALIMENTAZIONE ARTIFICIALE POSSANO SALVARE IL CUCCIOLO, MA DAL PUNTO DI VISTA DELLA SUA VITA NEL MONDO NATURALE CREDO CHE SI POSSA GIÀ ANNUNCIARNE LA FINE. SONO ANNI CHE VADO INUTILMENTE RIPETENDO CHE LA FOCA MONACA È TORNATA A RIPRODURSI IN ITALIA, ORA ALMENO SPERO DI NON SENTIRMI PIÙ RIDERE DIETRO.

PAOLO FORCONI – UN ASPETTO CHE È STATO TRALASCIATO È IL TEMPO NECESSARIO PER EFFETTUARE IL SOCCORSO. SÌ PUÒ INTRAPPOLARE UN ANIMALE AL MATTINO E SOCCORRERLO ALLE 17.30?

Augusto De Sanctis – ISPRA non risponde su chi ha ordinato la cattura. Avranno rispettato il dpr357? Inoltre parlano di stato critico ma lo possono dire solo quando arrivati, cioè tardissimo Dal video della mattina si vede benissimo che l’animale era vigile ed attivo. Sui parassiti e sul quadro infiammatorio. Avete mai preso dei gattini? un lattante, digiuno probabilmente dal pomeriggio precedente. Provino a far stare 24 ore senza alimentarsi un gattino o un cagnolino, senza considerare lo stress di decine di persone attorno (e qui è un animale selvatico).

UGO DE CRESI – NELL’ULTIMO PERIODO HA RICEVUTO SEMPRE MAGGIORE ONERE DI PRIMO INTERVENTO IL POTERE DEL SINDACO DEL COMUNE DOVE VIENE RITROVATO L’ANIMALE.
IN QUALITÀ DI UFFICIALE DI GOVERNO E COME PRIMA REFERENZA DI SORVEGLIANZA SANITARIA.
IPOTIZZIAMO CHE LE ORCHE DI GENOVA FOSSERO AFFETTE DA PCB O MORBILLIVIRUS.
ERA FACOLTÀ DEL SINDACO CHIEDERE UNA BIOPSIA REMOTA DEGLI ANIMALI AL FINE DI EVITARE CONTAGI. LE LACUNE NORMATIVE SONO TAMPONATE DALLE INTERPRETAZIONI GIURIDICHE DEI SINGOLI COLLEGI GIUDICANTI.
FACCIO UN ESEMPIO. ALCUNE REGIONI HANNO/VOGLIONO MODIFICARE LA LEGGE 157/92 DEFINENDO LA FAUNA SELVATICA NON PIÙ COME PATRIMONIO INDISPONIBILE DELLO STATO MA COME “PATRIMONIO INDISPONIBILE DEI COMITATI DI CACCIA PROVINCIALI” (?)
NON È UNO SCHERZO.

MARINA ATTI – DALLA TANGENZIALE PASSO A RIDOSSO DEL CIRCO A BOLOGNA, VEDO I CAMMELLI LÌ, A DUE PASSI QUINDI STERZO, CAMBIO ROTTA E MI DIRIGO DOVE È POSIZIONATO IL CIRCO. SONO LE 2 DEL POMERIGGIO, NON C’È NESSUNO NON CI SONO SBARRE DA OLTREPASSARE, ARRIVARE FINO AGLI ANIMALI È SEMPLICE.
IL PRIMO INDIVIDUO CHE INCONTRO È PROPRIO LUI, L’IPPOPOTAMO. GIACE INERME IN MEZZO A UN ACQUITRINO FATTO DI FANGO E DEI SUOI ESCREMENTI. È IMMOBILE, SEMBRA MORTO. LO SPERO PER LUI. DAVANTI ALLA MAESTOSITÀ DEL SUO CORPO COSÌ UMILIATO, MI SONO SENTITA UN NODO ALLA GOLA INDESCRIVIBILE! QUANTA SOLITUDINE E SOFFERENZA NEL SUO CORPO AVVILITO, RASSEGNATO! I CIRCENSI SONO ABILI A TOGLIERE TUTTO A QUESTI ANIMALI, ARRIVANO A TOGLIERLI PURE LA VOGLIA DI RIBELLIONE! DIETRO ALL’IPPOPOTAMO SCORGO 2 O 3 CAMMELLI, QUANDO MI HANNO VISTA HANNO TIRATO SU IL LORO LUNGO COLLO E HO VISTO TUTTE LE LORO FACCE GIRATE DALLA MIA PARTE, I CAMMELLI SONO CURIOSI, L’HO SCOPERTO POCO FA. E ANCHE PER LORO STESSA STRETTA AL CUORE. GUARDAVO QUESTI ANIMALI E CON LE LACRIME AGLI OCCHI CONTINUAVO A RIPETERE “SCUSATE MI DISPIACE, SCUSATE MI DISPIACE, SCUSATE MI DISPIACE, SCUSATE…” MI GIRO ATTORNO E VEDO UNA FILA LUNGHISSIMA DI ANGUSTE GABBIE, POI ALTRI ANIMALI:
UN MULO, UN CAVALLO, UNO STRUZZO, UN LAMA. TUTTI PRIGIONIERI, TUTTI VITTIME DELLA STESSA SVENTURA. MI AVVICINO AL TENDONE PRINCIPALE E IL RUMORE CHE SENTO È AGGHIACCIANTE: UN RUGGITO MOZZATO DA UN CONTINUO LAMENTO MI RIMBOMBA NELLE ORECCHIE. UN TENTATIVO DI GRIDA MONOTONO, INCESSANTE, ATROCE. LÌ C’ERA IL RE DELLA FORESTA, L’ATTRAZIONE PRINCIPALE DELLA TORTURA LEGALIZZATA, DELLO SPETTACOLO DEGLI ORRORI, DELLA BEFFA, DELLA VIOLENZA. AL LEONE HANNO SPEZZATO OLTRE ALLA SUA VOLONTÀ ANCHE IL SUO ROMBANTE RUGGITO, TRASFORMANDOLO IN UN PATETICO INCESSANTE LAMENTO. SONO IMPOTENTE DAVANTI A QUELLA INGIUSTIFICATA PRIGIONIA, POSSO SOLO DOCUMENTARE, PIANGERE PER LORO E ATTIVARMI SEMPRE PIÙ PER URLARE NELLE PIAZZE E NELLE STRADE QUANTO SIA INGIUSTA, ASSURDA, OBSOLETA E INACETTABILE QUESTA MERDA CHIAMATA CIRCO.

CRISTIANO AUTOLYCOS MANNI – NELL’APPROCCIO DELLA NOSTRA SOCIETÀ AGLI ALBERI, CI DIMENTICHIAMO TROPPO SPESSO UNA COSA MOLTO IMPORTANTE: SONO ESSERI VIVENTI, E A LORO VA PORTATO TUTTO IL RISPETTO CHE SI DEVE ALLA VITA, QUEL SENTIMENTO CHE SI CHIAMA BIOFILIA, ALTRIMENTI ROMPIAMO UN EQUILIBRIO CHE LACERA PRIMA DI TUTTO LA NOSTRA ANIMA. È IMPORTANTE PERÒ RAFFORZARE IL LORO STRUMENTO DI TUTELA CHE ADESSO È DEBOLE, OBSOLETO ED INADEGUATO. PARLO DEL DPR 357 DEL 1997.

SIMONE LONATI – IL BOSCO SA MANTENERSI BENISSIMO DA SOLO; LA SALUTE DEL BOSCO NON SI BASA SUL TAGLIO, I BOSCHI ESISTONO DA MILIONI DI ANNI PRIMA CHE CI FOSSE L’UOMO CHE LI TAGLIAVA, ANZI IL TAGLIO PERIODICO È MOTIVO DI DEGRADO DI MOLTI BOSCHI; PER LE INONDAZIONI UN BOSCO “PULITO” TRATTIENE MENO L’ACQUA DI UN BOSCO “SPORCO”; L’UNICO CASO CHE GIUSTIFICA UNA SELEZIONE DELLE PIANTE POCO STABILI È IL CASO DI GRANDI FIUMI DOVE L’ACQUA PUÒ TRASPORTARE INTERI TRONCHI E POI INCAGLIARLI NEI PONTI; PERÒ LO SBAGLIO, SE IL CASO SI VERIFICA, CHE IN TALI FIUMI LE LUCI DEI PONTI DOVREBBERO ESSERE UGUALI O SUPERIORI DI 25 METRI CIOÈ A PROVA DI TRONCO EVENTUALMENTE TRASPORTATO; CERTO CHE SE PERÒ HANNO FATTO PONTI CON LUCI INFERIORI UN TRONCO INTERO TRASPORTATO PUÒ CREARE PROBLEMI; PER I TORRENTI LA CUI PORTATA NON È IN GRADO DI TRASPORTARE UN TRONCO LA TANTO FAMOSA PULIZIA NON SERVE; ANZI UN TORRENTE SPORCO FA SCENDERE L’ACQUA PIÙ LENTAMENTE CON MINORE RISCHIO DI DANNI;

GIOVANNI MUGHINI – SIAMO NEL G8 UNO DEGLI OTTO PAESI PIÙ INDUSTRIALIZZATI DELLA TERRA, AGGIUNGIAMO CHE IN EUROPA SIAMO IL PAESE CON IL PIÙ ALTO NUMERO DI FACOLTÀ DI SCIENZE FORESTALI (QUASI UNA PER REGIONE!), EPPURE TRATTIAMO I NOSTRI BOSCHI PEGGIO DELL’ULTIMO PAESE IN VIA DI SVILUPPO.

DIEGO INFANTE – C’È POCO DA FARE: LA MAGGIORANZA DEGLI ITALIANI ODIA GLI ALBERI (È STATO SCRITTO PERSINO UN LIBRO). ANDATE A LEGGERE I COMMENTI AL POST DEL MINISTRO COSTA SULLE NUOVE AREE ZPS. UN QUADRO ANTROPOLOGICO DESOLANTE, TROPPE PERSONE SONO FERMAMENTE CONVINTE CHE IL DISSESTO IDROGEOLOGICO È CAUSATO DALLA MANCANZA DI GESTIONE. QUESTO PUÒ ESSER VERO PER ALCUNE FATTISPECIE DI BOSCO (GIÀ DEGRADATE), MA IN QUELLA SEDE TROVERETE UNA MIOPIA E UNA ARROGANZA SENZA PRECEDENTI: “AMBIENTALISTI DA SALOTTO” È DIVENTATO A TUTTI GLI EFFETTI IL MANTRA DELLA NOSTRA POVERA E PICCOLA ITALIA.

 

DA MANUALE

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CRISTIANO AUTOLYCOS MANNI – DA UOMO E NON DA FORESTALE, CERTI MODI DI TRATTARE GLI ECOSISTEMI BOSCHIVI E FLUVIALI MI FERISCONO. NON SO DESCRIVERE IN CONCETTI TECNICI LA TRISTEZZA CHE PROVO DI FRONTE A UN TAGLIO RASO, SIA ANCHE CEDUO, O AD UN TORRENTE VIOLENTATO. DA TECNICO, SICURAMENTE NON PROFESSIONISTA, SO CHE CI SONO ALTERNATIVE E, NEL PROPORLE, MI SONO SEMPRE POSTO, CREDO, IN UNA POSIZIONE DI EQUILIBRIO, ANCHE SE SUBISCO MOLTE CRITICHE E CLASSIFICAZIONI. VEDO IN MOLTI CONTESTI CHE LA PAROLA “AMBIENTALISTA” STA DIVENENDO OGGETTO DI DISCRIMINAZIONE, QUANDO PER ME È UN DOVERE CIVICO. UN LINGUAGGIO VIOLENTO CHE FILTRA ANCHE IN AMBIENTI POLITICI E, AHIMÈ, ISTITUZIONALI. NON USO PAROLE ESTREME (FORSE OGNI TANTO MI SCAPPA UNA NOTA FUORI SCALA), MA QUALCUNO RIESCE SEMPRE AD AGGREDIRMI DIALETTICAMENTE. IO DI MESTIERE DIFENDO IL BOSCO. ETICAMENTE E DEONTOLOGICAMENTE DEVO PROTENDERE PER LA SUA CONSERVAZIONE, E LO FACCIO LEGITTIMAMENTE, COME LEGITTIMAMENTE ALTRI RAPPRESENTANO INTERESSI PARTICOLARI. LO FACCIO, PERCHÉ SONO CONVINTO CHE LA GIUSTIZIA SI CONCRETIZZI NELL’EQUILIBRIO SAPENDO TUTTAVIA CHE QUESTO EQUILIBRIO È UN SISTEMA DI FORZE CONTRAPPOSTE. LA MIA OPINIONE, SPERO NON ESTREMA, È CHE QUESTO SISTEMA DI FORZE, ADESSO, STIA SQUILIBRANDOSI VERSO UN USO MENO SOSTENIBILE DEL BOSCO. E LO VEDO PERCHÉ LEGGO IN FORTE CONTRASTO TRA I PRINCÌPI DELLE LEGGI, E LE LORO DECLINAZIONI APPLICATIVE, SPESSO INQUINATE DA GRANELLI DI SABBIA CHE FRENANO O FANNO GIRARE LE RUOTE DALLA PARTE OPPOSTA. E QUESTO SQUILIBRIO CHE SI CONSUMA NEI TAVOLI TECNICI, NELLE SEDI ACCADEMICHE E NELLE AULE LEGISLATIVE, RENDE I FORESTALI SORDI AL DOLORE DEI CITTADINI. QUEL DOLORE A VEDERE IL PROPRIO BOSCO SVANITO, CONSOLATI DA UN BEL “RICRESCERÀ” CHE TRAMONTA OLTRE L’ORIZZONTE PSICOLOGICO DELLE PERSONE PERCHÉ, COME DICEVA HEIDEGGER, IL PROBLEMA NON È LA MORTE, MA LA “NOSTRA” MORTE.

Ugo de Cresi – Vengono infrante di continuo le normative vigenti, ad ISPRA va chiesto secondo quale previsione normativa in Puglia è stato bypassato il Sindaco del Comune che è il primo referente responsabile in qualità di Ufficiale di Governo.
E neanche il Ministro ha maggiore potere di indirizzo. Che si tratti di Orche, di Foche o di Dinosauri la Legge 157/92 attribuisce in maniera chiara ed univoca la responsabilità di gestione dell’animale al Sindaco del luogo ove è stato ritrovato l’animale, in qualità di Ufficiale di Governo.
Questa legge è periodicamente trasgredita da chi di volta in volta subentra in forma autoritativa illegittimamente.
A Genova Tethys e Acquario di Genova si sono autonomamente incaricati di assumere la direzione degli interventi coordinando addirittura la Guardia Costiera.
E’ stato fatto cenno al trattato ACCOBAMS senza però specificare che il trattato stesso attribuisce ai due soggetti funzioni di “osservatori” del trattato.
Tethys ha indotto Guardia Costiera a farsi accompagnare con una motovedetta vicino alle Orche per effettuare delle riprese con un drone in zona ASSOLUTAMENTE vietata per la vicinanza all’aeroporto.
Inoltre il drone era pilotato da personale non munito di qualifica e non autorizzato.
Tutte queste situazioni paradossali non devono accadere.
Se ci sono leggi vanno rispettate.
A Torchiarolo andava tutelata la funzione del sindaco che incaricando un veterinario locale di copertura antibiotica ed idratazione avrebbe fornito maggiori possibilità di vita alla foca monaca.
Non occorre essere biologi per capire che un intervento eseguito 12 ore dopo è tardivo e deficitario.
Punto.

Antonella Giordanelli
Sergio Costa ha subito dato ordine di monitorare ma non interferire con le orche a Genova …. così il pod è sopravvissuto al dolore nel corpo e nello spirito. Purtroppo in Puglia l’ISPRA ha seguito i suoi propri tempi ed intenti e il pensiero torna dolorosamente all’orsetto trentino Lorenzo e alla sua mamma DJ3 nell’infinito strazio della captivazione: cogliere al volo l’occasione unica col selvatico che fa punteggio…. che se va bene si svolta, e se va male t’inventi la storia che tu hai tentato di salvarlo ma…. E invece hai usato la sua vita per i tuoi fini professionali…… l’uni.sapiens …. Alla madre hanno tolto la figlia, al mare hanno tolto una foca monaca, ma alla scienza hanno dato un animale da imbalsamare !!!!!
L’etologia della foca monaca non la conoscevo… fertili dopo i 6 anni di età, partoriscono un cucciolo all’anno, il quale nei primi mesi di vita finché non sviluppa una capacità d’apnea adeguata trova rifugio fuori dall’acqua e raggiunge la mamma in mare per la poppata. La piccola Apulia era stata già vista nei giorni precedenti e filmata mentre dalle spiaggie salentine guadagnava il mare: stava bene. In seguito, di primo mattino viene segnalata a una ventina di km di distanza; tutto nella norma perché le foche si spostano in continuazione inseguendo i branchi di pesci e la mamma, forse aggregata con altre femmine, molto probabilmente era arrivata nello specchio di mare davanti a Torchiarolo. Così Apulia, in mancanza di scogli e grotte si era messa a dormire tranquillamente sulla sabbia nel basso anfratto formato dalle fondamenta di un bar sull’arenile. Quel perfetto ricovero tanto simile ad una grotta naturale, però, diventa luogo di prigionia e agonia perché lì l’hanno ingabbiata con delle transenne su ordine e in attesa di funzionari ISPRA da Roma. Arrivati dopo 11 ore sul far della sera, privi di attrezzature (non l’hanno neanche pesata) e di esperienza specifica verso un animale tanto raro, non l’hanno alimentata in alcun modo con l’intenzione di trasferirla il giorno dopo a Napoli. La notte invece di star con lei sulla spiaggia nel suo ambiente, non sapendo dove metterla l’hanno portata a casa di un abitante del luogo (non in un qualche ambulatorio veterinario). In quella casa privata (non sappiamo se dotata di vasca da bagno o doccia, e di camera per gli ospiti o divano letto, e di tavolo da cucina o piano cottura) senza sapere anamnesi e senza diagnosi e con nessuna pregressa esperienza di cura alla specie in letteratura medica, gli hanno somministrato per una generica copertura antibiotica un farmaco dosato senza conoscere il peso corporeo né le probabilità di shock anafilattico relative alla specie e all’età, determinata vagamente tra i 2 e i 4 mesi. Quindi l’hanno reidratata (non nutrita). E alle 2 di notte Apulia è morta.
Alcuni sostengono che la mattina successiva abbiano riportato il corpo sulla spiaggia, fotografandolo come se fosse lo stato della cucciola al ritrovamento il giorno prima (quando altre foto la mostravano in buona salute) e comunicando la morte come avvenuta la mattina invece che la notte ………La storia ricalca quanto avvenuto molto più a nord, in montagna con un’orsa: Daniza. Lì intervennero i veterinari SIVAE a criticare la malefatta della PAT, qui il CENTRO FOCA MONACA….è mio e nostro dovere come cittadini chiedere conto! Mi sembra che le responsabilità dell’ ispra siano pesanti. La vicenda si è svolta nel giro di ore (lunghissime tanto da determinare la morte lenta della cucciola, ma poche per presupporre un coinvolgimento diretto di Costa, che sempre nella sua lunga carriera di forestale prima e di ministro ora è stato contrario a captivazioni e in ogni situazione ha tutelato i selvatici in LIBERTA’). Fondamentalmente in queste due vicende paradigmatiche c’è stato un diverso approccio iniziale delle istituzioni locali: a Genova la guardia costiera che crea un cordone a protezione delle orche interdicendo agli umani d’interferire con la libertà di movimento degli animali, attenta a non spezzare il legame tra madre e neonato sofferente, qui invece al contrario gli umani che hanno bloccato artificiosamente ogni naturalità di comportamento precludendosene l’osservazione scientifica e al contempo rimanendo inetti per ore per infine intervenire senza alcuna esperienza veterinaria pregressa. A mio parere, spero confutabile, l’hanno ammazzata 3 volte: impedendo il ricongiungimento con la madre, l’unica che poteva darle cure parentali e nutrimento; stressandola con la prigionia, la manipolazione, il trasporto; somministrandole farmaci mai testati e in dosi mai calibrate su foche monache di 2 mesi ! Disposizioni ed operatività sono state assunte dall’organo tecnico del ministero dell’ambiente e, fosse anche con una giustificazione ontologicamente accettabile, colpa c’è stata!… imperdonabilmente, e son piena di dolore e di rabbia non da umana, non da orsa, non da foca, ma da madre.

 

CUSTODIA E GUARDIANIA

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Antonella Giordanelli – Piano Lupo? No Piano Mastino!
Il lupo italico è stato riconosciuto come sottospecie unica al mondo e pertanto ne va rafforzata la tutela, di contro vi è uno strumentale allarme lupo tra gli allevatori su presunti danni che questa specie, sull’orlo dell’estinzione negli anni ’80, potrebbe portare alle greggi lasciate incustodite al pascolo.
Storicamente la situazione di pericolo fu brillantemente superata nella zona che ha goduto senz
a soluzione di continuità la presenza del lupo e dei cani da guardiania, attraverso appunto quella che con felice espressione fu definita da Franco Tassi, allora direttore del Parco d’Abruzzo, “arma bianca”.
La zona appenninica dove sono naturalmente endemici lupi e cani antilupo coincide con le zone colpite da eventi sismici negli ultimi anni che necessitano quindi di un rilancio economico-sociale da parte delle Regioni Abruzzo, Marche, Umbria anche tramite l’impegno a preservare il loro patrimonio di biodiversità costituito dal lupo appenninico (che è bene ricordare pesa solo 25 kg se femmina e non supera i 35 kg se maschio) e contemporaneamente la ricchezza storica costituita dal possente mastino abruzzese della stazza di 50 kg che ancora si riproduce liberamente sui Sibillini e sui monti della Laga, oltre che su Gran Sasso e Majella, garantendo la purezza della discendenza per linea naturale. Infatti dal 1971, grazie all’Operazione san Francesco e al progetto “Arma Bianca” l’Italia è modello europeo per il successo ottenuto nel salvare il lupo italiano dall’estinzione tramite la tradizionale guardiania del mastino abruzzese, riuscendo a preservare e valorizzare contemporaneamente le peculiarità sia biologiche che culturali dell’Appennino. Tuttavia il lupo pur non essendo più in pericolo d’estinzione è ancora classificato come vulnerabile e pertanto la specie necessita di essere ancora particolarmente protetta. Inoltre sempre più la selezione cinofila del pastore maremmano-abruzzese va privilegiando, per motivi commerciali, invece che le attitudini caratteriali, alcuni canoni estetici del tutto inutili alla funzione di difesa delle greggi. L’introduzione incontrollata di razze canine estranee al nostro habitat come il cane lupo cecoslovacco ha ingenerato uno strumentale pressappochismo nell’allarmare rispetto ad un pericolo ibridazione e aggressività, senza che zoologi ed etologi possano diffondere informazioni scientifiche tramite mass media. Inoltre nelle Regioni ordinarie siamo in una fase estramamente critica per le zone agrosilvopastorali, perché è venuto meno l’unico corpo tecnico con funzioni di polizia in grado di vigilare sia sulla fauna che su cacciatori e allevatori, prevenendo e componendo le conflittualità con specifiche conoscenze e competenze. La popolazione ha perso col Corpo Forestale, oltre che colla polizia provinciale, ogni punto di riferimento e insieme il servizio attivo a prevenzione del reato, educazione al rispetto ed alla convivenza, recupero della fauna ferita. Il Corpo Forestale si prendeva cura dei territori demaniali e del patrimonio faunistico, in un’ottica completatamente diversa dai Carabinieri che non hanno mai amministrato, con impegno di fondi, mezzi e personale propri, animali e tenute che non appartenessero all’Arma , ma che rimanessero nella disponibilità effettiva e giuridica della collettività nazionale. Lo Stato dovrebbe ripartire con più oculatezza le competenze ministeriali, distinguendo gli usi economicistici ed imprenditoriali di coloro che svolgono professioni come agronomi, agricoltori, allevatori, tagliaboschi, balneari (dei cui interessi si fa carico il ministero dell’agricoltura) e i cittadini che non hanno un rapporto utilitaristico con i beni ambientali e faunistici in modo che anche questi ultimi siano rappresentati da un proprio garante nelle vesti del ministro dell’ambiente in grado d’interloquire riguardo a caccia pesca e foreste. Lo Stato deve assolvere i propri compiti con maggior efficenza tramite le istituzioni pubbliche preposte all’uopo, ad esempio facendo censire i lupi dall’ ISPRA, per assicurare unitarietà ed omogeneità nella gestione e fruizione del patrimonio nazionale, senza scaricare le proprie inettitudini e inadempienze sugli enti locali che poi subiscono il malcontento della cittadinanza che è costantemente depauperata di servizi e discriminata in base alla regione di residenza. Così come purtroppo è avvenuto ed avviene in Salento dove ulivi millenari sono cancellati impunemente dal patrimonio dei beni comuni senza che ne rimanga traccia neanche nella memoria per le future generazioni perché mai censiti come alberi monumentali da ente nazionale super partes.
Arianna Stocola – potete gentilmente spiegare a tutti cosa ci fanno delle capre al pascolo a inizio Dicembre in 50 cm di neve ? Quando dovrebbero essere già ricoverate in pianura? Potete spiegarmi perché non ostante ci siano state nevicate abbondanti e previste per giunta da giorni nessuno si sia preoccupato già da un pezzo di recuperare le capre ? E in fine perché non ci sono cani da guardiania in località dove si conosce la presenza del lupo da un bel po’? Forse in tutto questo la vera drammaticità è la poca presa coscienza e la difesa a spada tratta di chi il proprio lavoro forse forse non lo fa poi tanto bene .. e non serve venire dalla città qui per capirlo
Pasquale Luciani – Noi abbiamo 16 branchi e mai persa una pecora …un gregge senza cani e come una scatola di cioccolatini ad un party…
Alberto Montagna – Un caro amico pastore abruzzese un giorno mi disse ” il lupo seleziona non solo i selvatici ma anche i pastori in chi lo sa fare e chi no “. Sante parole
Marco Congiu – il lupo fa il lupo! Ci sono i sistemi attivi o passivi per cercare di limitare i danni.
L’essere umano è il suo egocentrismo.
Siamo ingranaggi di uno stesso motore. Quando ce ne renderemo conto avremo ben chiaro tutto il tempo perso!
Paola Centofanti – il modo di disincentivare la fauna ad attraversare le strade è già stata inventata è sperimentata con successo! Dato che però i dissuasori stradali hanno un costo nessuno li vuole applicare!ma è stata sperimentata anche su strade italiane con una diminuzione del 99% dell’ incidenza di incidenti dovuti a fauna per cui i metodi ci sono basta renderli obbligatori
Ornella Dorigatti – SERATA SUI LUPI
Trentino, gennaio – abbiamo avuto il piacere di partecipare ad una serata informativa (probabilmente finalizzata ai fini per raggiungimento per eventuali voti per le prossime elezioni)
In caso contrario non si capisce perché tutta questa miriade di serate informative che per il passato non ne avevamo mai visto un’ombra.
“MIKY” allians dott. Michele Dallapiccola, ex. assessore alla caccia, pesca, agricoltura, ecc…. si sta rivelando proprio un simpatico ultimamente. Ha spiegato in maniera pulita ed esaustiva le vissecitudini degli orsi e dei lupi del Trentino.
L’ho ha fatto in maniera ironica, in alcuni passaggi, così tanto per stemperare un po gli animi e noi non conoscevamo certo questo suo stile burlone.
Nel caso si trovasse a piedi con il proprio lavoro potrebbe trovare sicuramente lavoro in una qualche compagnia filodrammatica.
Certo che non si è risparmiato di fare del terrorismo psicologico,tra le righe,e su questo ci ha marciato parecchio, vista l’aula colma di cacciatori, pastori, allevatori e qualche animalista presente da lui puntualmente notato.
Gli abitanti della Vigolana (dopo questa serata pseudo informativa) e la serata secondo “MIKY” hanno paura ha tornare a casa a piedi. Certo sarebbe utile che la stessa platea sentisse un’altra campana per poter avere una consona informazione.
Tumori, pesticidi,incidenti automobilisti, di caccia, fanno in realtà un bel numero di morti, ma questo non fa notizia. Il problema è che il lupo non mangia le pecore dell’amico …. dell’amico.
Nonostante questo sembra che i recinti e i dissuasori che la precedente giunta stava adottando continuano ad avere una certa efficacia, di conseguenza spiace per i poveri allevatori che perdono dei capi di bestiame a loro affezionati, anche se alla fine vanno tutti al macello e vengono tramutati in denaro.
Per concludere al di là della sottile ironia a modesto parere la convivenza appare possibile. Non era della stessa idea il dott. Dallapiccola come un buon camaleonte si plasma e costruisce la propria relazione in base alla platea che si trova di fronte.
Forse qualcuno nel settore, sta capendo che i possibili voti non vengono solo da una piccola minoranza collocata in Trentino, ma la gente è sempre più sensibile a fattori ambientali e potrebbe portare i propri voti anche da un’altra parte.
Ricordiamoci che il lupo e l’orso sono animali protetti.

MADDALENA DI TOLLA DEFLORIAN – PERCHÉ MAI SI DEVE FOCALIZZARE UN MESSAGGIO ALLARMISTICO SU IPOTETICI E RARISSIMI “CONTATTI” E PARLARE DI PRONTO INTERVENTO DEL 112 (MANCO IL LUPO FOSSE UN CRIMINALE). QUESTO È L’UNICO MESSAGGIO DIFFUSO DA PARTE DELLA LISTA DEL SINDACO (ALTOPIANO DELLA VIGOLANA), SENZA CHE FINORA IL COMUNE ABBIA FATTO LA BENCHÈ MINIMA INFORMAZIONE COMPLESSA SUL LUPO. NON C’È ALCUN MOTIVO DI DIFFONDERE MESSAGGI SIMILI. IL LUPO È UN TASSELLO PREZIOSO DELLA BIODIVERSITÀ. I LUPI SONO NATURALMENTE PRESENTI AL LORO POSTO,DENTRO IL NOSTRO ECOSISTEMA. UN COMUNE SAGGIO NE PARLA IN MODO CORRETTO E COMPLESSO, ILLUSTRANDONE LE CARATTERISTICHE BIOLOGICHE ED ETOLOGICHE, SUGGERENDO CORRETTI COMPORTAMENTI DI RISPETTO, (E ANCHE MAGARI DI IMPEGNO PER LE PREVENZIONE AGLI ALLEVATORI). NON HO MAI VISTO CONSIGLI SIMILI SUI RISCHI DELLA CACCIA, PER DIRE, DA PARTE DEI NOSTRI COMUNI. EPPURE LA CACCIA UCCIDE OGNI ANNO CIRCA TRENTA PERSONE IN ITALIA E NE FERISCE CENTINAIA, UCCIDENDO ANCHE CENTINAIA DI ANIMALI DOMESTICI.
I LUPI, INVECE, NON UCCIDONO LE PERSONE IN TRENTINO E IN ITALIA. “ALLA VISTA DEL LUPO” SI GUARDA E BASTA, NON SI CHIAMA IL 112. MALE, MALISSIMO. QUESTA COMUNICAZIONE È SBAGLIATA.
I MAGNIFICI LUPI SONO TORNATI A CASA LORO, CHE È ANCHE CASA NOSTRA… BEH: CHE CHI PROVA FASTIDIO ANZICHÈ RENDERE IL POVERO LUPO OGGETTO DI ASTIO E PAURE ASSURDE, INFORMI E FORMI LA POPOLAZIONE ALLA SERENA CONVIVENZA CON UN ANIMALE ALPINO FINO AL MIDOLLO, CHE HA DIRITTO DI VIVERE QUI.
AGGIUNGO: I “CONFINI DEL CENTRO ABITATO” COSA VORREBBE DIRE IN VIGOLANA? I PRATI A LATO DELLA STATALE ALLA ROTONDA FRA I PAESI, SONO “CENTRO ABITATO”? AH, SE RAGIONIAMO COSÌ NON VOGLIAMO NESSUN LUPO, IN PRATICA. DA LÀ I LUPI PASSANO PER CAMBIARE VERSANTE, SALGONO E SCENDONO DA E VERSO IL BOSCO. ABBIAMO FRAZIONI SPARSE OVUNQUE. QUI TUTTO È BOSCO E CENTRO ABITATO INSIEME.

MCristina Solza – Hanno dimenticato una postilla: mentre prendi il telefono e digiti 112, il lupo è già sparito.

ALESSANDRO GHEZZER – L’ALLARMISMO DEMENZIALE
QUEI TRE PUNTI SAREBBERO VALIDI PER CHI AVVISTASSE I CACCIATORI PIUTTOSTO, VISTO CHE FANNO 30 MORTI OGNI ANNO.

Davide CelliIstruzioni per l’uso. Vi entrano i ladri in casa? Non sparate, vi arrestano, poi vi condannano e buttano via la chiave. Come salvarsi? Comprate una quaglia, una lepre, un piccione, un fagiano, e allevatelo nelle vicinanze di casa. Arriva un ladro, sparate. L’avete colpito. Pazienza. Dite di essere un cacciatore. Nessuno vi farà niente e ne uscirete più puliti del culo di un bambino.

GENIUS LOCI

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Mario Actis Grosso – Dos non ci si improvvisava..e poi i dos conoscevano il territorio, avevano scarponi ai piedi..ah già! erano del Cfs, quello sciolto dal PD perché professionalmente preparato…
Giovanni Mughini – per evitare la crescita dei rovi si può sempre ricorrere al fuoco prescritto, sembra diventerà la nuova moda del mondo forestale! Il fuoco prescritto potrebbe inoltre ridurre la presenza di quei fastidiosi animaletti quali: ricci, tartarughe, serpi, sa lamandre ….e se fatto al momento “giusto” nidi di merlo, fagiano ecc.. Se non fosse evidente l’ironia. Chiarisco che sono contrario a tale tipo di interventi a meno che adottarli nelle “cesse parafuoco” che per definizione nel periodo di pericolo incendio dovrebbero essere uguali ad un campo appena arato, privo di qualsiasi forma di vegetazione perché il fuoco distrugge il terreno e la fauna che non riesce a scappare: tartarughe, ricci, serpenti, se in periodo di cova uova o nidiacei ecc.
Cristiano Autolycos Manni – Chi propone il fuoco prescritto (sicuramente efficace come misura di prevenzione), lo fa dall’effetto “tunnel” della sua formazione, vale a dire solo per l’AIB, un po’ come si fa per i fiumi e la “sicurezza idraulica”. Per questo motivo il fuoco prescritto andrebbe usato come extrema ratio. Ed in effetti al momento non lo si usa moltissimo, per fortuna. Per diminuire il “combustibile”, meglio ricorrere al pascolo. Ho dedicato un pomeriggio a ripulire il vecchio sentiero che da Scalvaia porta alla Steccaia, antica diga medievale sul torrente Farma. I posti sono splendidi, come quando ero bambino, e percorrevo il sentiero per andare a pesca.
Poi il torrente è divenuto meta balneare, e in estate è pieno di gente che arriva comodamente in auto, schiamazza, lascia rifiuti, e disturba un po’ il genius loci di questi luoghi.
Il sentiero è stato ripulito da me 3 anni fa, e censito nel trekking. Quando ero piccolo era una mulattiera, poi i trattori dei tagliaboschi lo distrussero, e da allora rimase abbandonato.
Anche oggi l’ho trovato messo male, perché non ci passa nessuno. Se fosse chiusa la strada di accesso, forse la gente farebbe due passi partendo da Scalvaia (ci vogliono 20 minuti a piedi), e magari il piccolissimo paese, che ormai conta poco più di 30 anime, potrebbe rivitalizzarsi e sopravvivere. E invece la strada rimane aperta, la gente continua a vociare e a sporcare, e Scalvaia muore. bisognerebbe recuperare l’antica gora, che è stata lì per 800 anni, e dieci anni fa il lungimirante contadino ha chiuso tutto e l’ha…. arata. Niente di strano: guarda cosa è successo con l’antica via Maremmana a Campora…. devastata dai tagli boschivi (ceduo, ovviamente). Mi sono raccomandato, in caso di questa nefasta eventualità, che lascino almeno una fascia di 2 – 3 metri sui lati del sentiero, in modo che il sole non permetta la crescita dei rovi.
Penso che la mia avversione per il ceduo nasca anche dalla mia passione per le passeggiate e le escursioni in bosco. Una volta, a 20 anni, sono dovuto andare al pronto soccorso per una brutta ferita alla sclera dell’occhio, perché mi sono imbattuto in una giovane tagliata, e un pollone mi ha colpito nell’occhio nel tentativo di strigarmi dalla ramaglia.
Qualche giorno fa sono capitato in un taglio di ceduo finalizzato alla produzione di cippato, con utilizzo di tutta la pianta senza rilascio di ramaglie. Sono rimasto molto impressionato perché è scomparso tutto lo strato di lettiera e di humus, ed il suolo è arrivato allo strato minerale: si possono notare le piccole radici superficiali, quelle che di solito sono in relazione con i funghi a formare le micorrizze, totalmente scoperte e ormai morte.Il mese di novembre è stato molto piovoso, ma la causa principale è da ricercarsi nella scopertura del suolo. Sono sempre più convinto che sia essenziale abbandonare il ceduo e passare a sistemi selvicolturali che lascino permanentemente la copertura arborea. È necessario come misura di mitigazione per gli eventi climatici e meteorologici sempre più estremi, altrimenti consegneremo al futuro lande degradate al posto dei boschi.
Caviola Alessandro – Continuano a battere sul concetto secondo cui quelli che criticano il turismo di massa e le opere impattanti, sono solo i cittadini che non sanno niente di vita in montagna, mentre “noi montanari” siamo tutti favorevoli a qualsiasi proposta, anche la più scellerata, perchè dobbiamo faticosamente sopravvivere.
Personalmente sono un fiemmese, vivo la montagna da sempre e riconosco il valore del turismo qui da noi, visto che senza di esso non avremmo il tenore di vita che possediamo.
Nonostante ciò non mi sento rappresentato da persone (politici o imprenditori) che promuovono un modello di sviluppo vetusto e continuano imperterriti a dire che “loro sanno quali sono le esigenze del territorio”. Proprio loro che magari non mettono piede in un bosco da quando avevano cinque anni e montano sul SUV per andare a fare la spesa.
Il nostro è un territorio che ad ogni stagione turistica si riempie di rifiuti, smog e gente maleducata.
Ma dopo tutto non possiamo lamentarci, abbiamo abituato noi questa gente a trovare in montagna gli stessi divertimenti che trova in città.

ALESSANDRO GHEZZER – E POI C’È SEMPRE LA RETORICA DEL “NOI MONTANARI SÌ CHE SAPPIAMO COME SI FA A TUTELARE IL NOSTRO TERRITORIO” OPPURE L’ARGOMENTO PRINCIPE DE “LA MONTAGNA CHE SI SPOPOLA”. BASTA INFATTI ANDARE A VEDERE LE LANDE DESERTE IN FASSA, IN GARDENA, BADIA E ALTRE ZONE DOLOMITICHE FLAGELLATE DALLA PELLAGRA E DELLE CARESTIE. IL PROBLEMA PENSO SI POSSA SINTETIZZARE COSÌ: GLI AMBIENTALISTI NON HANNO INTERESSI, NÉ DIRETTI NÉ INDIRETTI, QUINDI CERCANO DI FARE RAGIONAMENTI SUL MEDIO O LUNGO PERIODO. AL NEGOZIANTE O A CHI CAMPA IN QUALCHE MODO IN UNA STAZIONE TURISTICA, NON GLIENE FREGA NIENTE DELL’AMBIENTE E MEN CHE MENO DEL LUNGO PERIODO, È TALMENTE PRESO ALLA GOLA CHE GLI VA BENE QUALSIASI COSA POSSA FARLO SOPRAVVIVERE ANCHE UNA SOLA STAGIONE, POI SI VEDRÀ. PERCHÉ TUTTO IL BARACCONE DELLO SCI STA IN PIEDI QUASI SEMPRE GRAZIE AI SOLDI PUBBLICI. A CHI DIPENDE DA QUESTA INDUSTRIA GLI VA BENE TUTTO: NUOVI IMPIANTI, NUOVE PISTE, BACINI DI INNEVAMENTO, IL RADUNO DEI QUAD, I CONCERTI, I FUOCHI ARTIFICIALI NEI PARCHI, QUALUNQUE COSA. MICA PAGA LUI. IL PROBLEMA È CHE COSÌ SI PROLUNGA UNA AGONIA, PERCHÉ PRIMA O POI IL MALATO MORIRÀ COMUNQUE, AVENDO IGNORATO QUALUNQUE TERAPIA ALTERNATIVA.

IVO CESTARI – QUALCUNO MI DOVRÀ SPIGARE COME MAI IN UN’ALTRA ZONA DI “PIAGNONI” (SAN MARTINO DI CASTROZZA, PRIMIERO), NEGLI ULTIMI 30 ANNI LA POPOLAZIONE È AUMENTATA DI 5000 UNITÀ, SE RICORDO BENE!

OTTONE TADDEI – CIRCOLA TRA QUESTI DISINFORMATORI IL MESSAGGIO CHE SENZA LA PRESENZA UMANA, L’AMBIENTE MONTANO ANDREBBE IN ROVINA, SI DEGRADA, SUCCEDONO I CATACLISMI NATURALI… TUTTE GROSSISSIME STR…..E!! SAREBBE INVECE AUSPICABILE UN CERTO SPOPOLAMENTO DELLA MONTAGNA. TUTTO L’OPPOSTO

MASSIMO BLONDA – RURALITA’ E COMFORT DI VITA
SECONDO MOLTI NON SONO COMPATIBILI. UNA FRASE EMBLEMATICA CHE SI SENTE SPESSO: “SCORDATI LA PISCINA!”
IL MOTIVO? CONSUMA ACQUA, SPAZIO, COSTA MANTENERLA, SE DEVI SVUOTARLA NON SAI DOVE BUTTARE QUELL’ACQUA PIENA DI CLORO E POI NON AVRAI IL TEMPO.

Ma metti che una misura prevista dai piani di adattamento ai cambiamenti climatici, alla voce “aumento delle capacità di raccolta e accumulo delle precipitazioni” prevedesse anche una serie di vasche;
metti che quelle vasche si potessero costruire secondo tecniche naturalistiche;
metti che si potessero tenere pulite grazie a un ecosistema vegetale ripariale;
metti che quell’acqua fosse utilizzabile in tanti modi, dall’orto a una rete duale, fino al così detto “termico a bassa entalpia”;
metti che una di esse fosse così spesso ricambiata naturalmente da essere particolarmente limpida e pulita;
metti che già ne esistessero tante e si chiamassero, appunto, piscine naturali;
e infine, metti che fosse piacevolissimo tuffarvisi e nuotare, come in tutte le piscine, magari non nell’azzurrino apparentemente cristallino, ma nel naturalmente pulito;
perché dovrei scordarmi la piscina?
Vedete, voi dello “scordati questo e quell’altro”, ci sono certamente agi apparenti che è un bene dimenticare perché non sono affatto salubri, ma quelli veri, sani e sostenibili, perché dovrebbero mancare in un modello di vita diverso?
Antonella Giordanelli – negli anni ’80 e ’90 con marito e due bambini ho vissuto in un casolare dove tutti gli scarichi andavano in dispersione in un piccolo pozzo nero circondato da un breve canneto a 4 o 5m dal fosso in cui scorreva acqua limpida, nuotavano granchi di fiume, gracidavano raganelle e fiorivano ranuncoli palustri: in casa non facevamo uso di alcun prodotto chimico, quindi noi si alimentava il refluo con sapone di marsiglia e fertilizzante organico ! Ai molti amici ospiti offrivo in dono, fresche di giornata, preziose borre di barbagianni e comode osservazioni ornitologiche su quei pochi metri quadrati di canneto protetto tra le finestre di casa e la strada asfaltata che consentivano la nidificazione, oltre che del comune cannareccione, anche di ben due coppie di rarissini basettini ! Ci vuole così poco…..

QUAND’È SUCCESSO?

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QUAND’È SUCCESSO?

SERGIO COSTA – ENNESIMA OPERAZIONE DEL CORPO FORESTALE DEI CARABINIERI CONTRO IL TRAFFICO ILLECITO DI RICHIAMI VIVI. UCCELLINI VIVI CHE VENGONO USATI PER CATTURARE ALTRI UCCELLI. UNA PRATICA CHE FA RIBREZZO.

In questa operazione sono state arrestate 18 persone e 50 indagati. Quasi 50 perquisizioni tra Trentino, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche e Toscana. Sono stati trovate oltre 20 mila esemplari tra vivi e morti. Una scena terrificante
Questi 18 arresti sono frutto di un enorme lavoro d’indagini e perquisizioni che ha visto impegnati oltre 250 uomini dei Carabinieri del Corpo Forestale di 7 diversi reparti e a loro vanno i miei più sentiti complimenti. Oggi lo Stato è dalla parte degli animali e faremo di tutto per tutelare la loro vita. Facciamo tutti parte di questo Pianeta e noi, esseri umani, siamo solo una delle specie presenti nel mondo, e dobbiamo proteggere e rispettare tutto il resto della biodiversità
Mauro Malossini Saranno sempre anni neri se non si fanno controlli sistematici e se non si rifonda un Corpo organizzato di polizia ambientale con tutte le competenze tipo il Corpo Forestale dello Stato. Meglio sarebbe stato che non l’avessero accorpato e sminuito, ma invece dovevano potenziarlo e organizzarlo meglio, molte volte la politica fa solo danni e su ambiente e fauna selvatica ne fa fin troppi ..
Cristiano Autolycos Manni – Con l’eccezione del ministro Costa, il m5s ha abbastanza deluso sulle politiche ambientali, forse a causa degli alleati che ha avuto al governo, notoriamente schierati sul fronte opposto dell’ambientalismo. La lega, da un lato, professa apertamente un pensiero anti ambientalista. Il PD, invece, pur proclamandosi ambientalista, in realtà è fortemente condizionato da spinte produttivistiche di tipo estrattivo, che provengono spesso dagli enti locali ( comuni e regioni).
Piero Tateo – “Ci chiediamo come sia possibile che né la Regione Puglia né l’Osservatorio Fitosanitario, abbiano mai proferito parola in merito al fatto che Xylella è endemica e si riscontra la presenza di Xylella in un ulivo a Nord nord di Bari da tanto tempo. Tale notizia dimostra – ancora una volta se ce ne fosse bisogno – che non è la Xylella a far seccare gli alberi e che, soprattutto, il batterio è endemico e quindi non è più eradicabile! Questo significa che le misure di lotta al batterio oltre ad essere inefficaci (come riporta la letteratura scientifica e come già noto da tempo all’EFSA) sono anche assurde. E’ sempre più evidente che l’obiettivo di tali misure è quello di liberare il suolo dagli alberi di olivo secolari, e il territorio dall’economia locale per far posto alle colture superintensive e ai circuiti del mercato globale, con buona pace anche per l’ambiente, il clima e la salute! Il nostro auspicio è che la Procura di Bari faccia luce su questa grave vicenda e sugli elementi recentemente emersi prima che i nostri ulivi vengano tutti dati a fuoco e la nostra Terra venga irrimediabilmente distrutta dall’arroganza del potere e dagli appetiti di qualche speculatore senza coscienza».
Sara Cunial – Uno non vale uno.
Stiamo perdendo chilometri e chilometri di bosco ogni giorno a causa di politiche ed economie devastanti, ma si esulta perché mentre si abbattono alberi secolari, dalle chiome maestose e i tronchi possenti si stanno ripiantando stuzzicadenti.
Le funzioni ecosistemiche di un albero appena piantato non sono neanche paragonabili a quelle di foreste e piante mature.
Il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima potrebbe divenire il lasciapassare per lo sfruttamento delle #biomasse legnose decretando la parola fine alla tutela del nostro patrimonio boschivo. Mentre nel mondo il grido di allarme per il nostro futuro si fa sempre più acuto, in Italia, gli ultimi presidi verdi, di ossigeno e biodiversità, con la Legge di Bilancio prima e con questo Piano poi, rischiano di essere irrimediabilmente compromessi.
Il Governo italiano ha deciso infatti di continuare a finanziare il sistema delle biomasse legnose, a discapito dell’ambiente, della sicurezza dei cittadini che li vivono e dell’intero Pianeta.
La conservazione del patrimonio forestale è infatti essenziale per la stabilità del suolo, la regimazione delle acque, il sequestro di CO2 e quindi il contrasto ai cambiamenti climatici.
L’appello della scienza è tanto chiaro quanto inascoltato: è tempo di invertire la rotta. Servono politiche energetiche davvero sostenibili, che puntino su energie realmente rinnovabili e che non mettano a repentaglio la nostra sopravvivenza per soddisfare l’ennesima speculazione economica.
I boschi, vivi e vegeti, sono una risposta incredibile e concreta a tutto questo. Abbatterli significa abbattere le ultime possibilità che abbiamo di vivere dignitosamente su questa Pianeta.
Mario Actis Grosso Se gli attuali progetti Europei sulle biomasse andranno a buon fine serviranno circa oltre 30 milioni di tonnellate/anno di cippato, ovvero 2700 km/quadrati di foreste da abbattere ogni anno… è questo che serve per salvare il pianeta?

ZEALAMB SHAN – ROMA, RIUNIONE DEL COMITATO DI QUARTIERE: “BISOGNA TAGLIARE GLI ALBERI SULLA VIA PERCHÉ SI RIEMPIONO DI FORMICHE E QUANDO I BAMBINI VANNO A GIOCARE VENGONO “”””AGGREDITI”””” DALLE FORMICHE”.
PREMESSO CHE NON HO MAI VISTO UN BAMBINO GIOCARE PER STRADA, VI PREGO, AIUTATEMI VOI A CAPIRE. NON VOGLIO NEANCHE STARE A FAR QUESTIONI SULL’IDEA DELLE FORMICHE CHE AGGREDISCONO MA, COME PER LA STORIA DEGLI AIRONI NEL GIARDINO DELLA SCUOLA, COSA È SUCCESSO? QUAND’È CHE ABBIAMO COMINCIATO A DIVENTARE COSÌ IDIOTI? COSÌ IGNORANTI?

STE SONDRIO NON UMANIZZIAMO GLI ANIMALI…. LE ORCHE SI SONO AVVICINATE ALLA COSTA NON PERCHÉ STIANO IMPLORANDO AIUTO DAGLI UMANI MA PER MOTIVI LEGATI AL MAGGIOR RIPARO CHE UN LUOGO RISTRETTO CONFERISCE.POTREBBE ESSERCI STATO UN CONCATENARSI DI EVENTI E CIOÈ LA MORTE DEL PICCOLO E L’ESPLETAMENTO CONSEQUENZIALE DEL RITO DELL’ABBANDONO DEL CORPO CHE RICHIEDE ANCHE SETTIMANE MA CHE ALLA SUA CONCLUSIONE POTREBBE ESSERCI UN NUOVO STOP ALLA PRESA DEL LARGO PER CAUSE CHE POTREBBERO ESSERE LE MEDESIME CHE HANNO CAUSATO LA MORTE DEL PICCOLO.
E QUASI CERTAMENTE SARANNO IMPUTABILI ALLA PRESENZA UMANA ….
QUELLA PRESENZA, CHE APPUNTO, NON É RICHIESTA DAGLI ANIMALI ESSENDO LA CAUSA PRIMARIA DELLA LORO AGONIA.
DENTRO E FUORI I LUOGHI DI PRIGIONIA.
È TRISTE A DIRSI E LO DICO CON RABBIA VERSO I MIEI SIMILI LE CUI ATTIVITÀ ANCHE DI SVAGO (VEDI CROCIERE ) STANNO DECIMANDO GLI ANIMALI .. MA SE MORIRANNO (E OVVIAMENTE MI AUGURO DI NO) MORIRANNO DA INDIVIDUI LIBERI E NON DA POVERI CORPI DI SCHIAVI AMMAESTRATI PER IL GAUDIO DI QUATTRO DEFICIENTI CHE PORTANO I LORO FIGLI A “CONOSCERE” QUELLI CHE UN TEMPO ERANO I PADRONI DELLE ACQUE E ORA FANNO CASSA PER IL SISTEMA DI OPPRESSIONE..

Francesco Cortonesi – LA STORIA DEI CAMMELLI IN AUSTRALIA
Diecimila verranno abbattuti in Australia. La notizia ha fatto in breve il giro di tutte le testate. Il motivo sarebbe che bevono troppa acqua. Se non fosse tragico, ci sarebbe da ridere. Inoltre, per aggiungere l’assurdo all’assurdo, i cadaveri di quelli che muoiono per sete inquinerebbero le falde acquifere. Come dire che chi fa jogging consuma troppo ossigeno.
A chiedere l’abbattimento sarebbero stati i leader degli aborigeni dell’area di Anangu Pitjantjatjara Yankunytjatjara (APY). Il mito del buon selvaggio, per citare Jean-Jacques Rousseau.
In Australia ci sono due specie di cammelli selvatici che si distinguono tra dromedari (Camelus dromedarius) e cammelli battriani (Camelus bactrianus). Sono arrivati nel continente oceanico importati dall’India britannica e dall’Afghanistan durante il XIX secolo e utilizzati soprattutto per i trasporti e le costruzioni durante la colonizzazione delle regioni centrali e occidentali del Paese. Alla fine dei lavori molti furono rilasciati in libertà e da allora sono cresciuti rapidamente fino a toccare nel 2008 quota un milione di esemplari, ma già a partire dal 2013 sono state messe in atto delle operazioni di abbattimento, che ne hanno abbassato il numero a circa 300mila (in pratica 700 mila cammelli uccisi in 5 anni). Le tecniche di abbattimento, anche questa volta, saranno le solite. Quelle che tanto piacciono al governo australiano: caccia dagli elicotteri “one shot one kill”
Tutto questo è ridicolo se si pensa che per fare 1 kg di carne occorrono circa 15 mila litri d’acqua. Ancora una volta a pagare il prezzo del biglietto sono però gli animali. La domanda, ormai retorica, è sempre la stessa: ci si rattrista per queste stragi ma non si è disposti a rinunciare alla carne. Non si è disposti a farlo, non solo per gli animali che tanto ci commuovono quando sono lontani dal piatto, ma neppure per salvare il Pianeta.
E allora forse basta con questa ipocrisia.
Uccideteli tutti.
Uccideteci tutti.

PACCO, DOPPIO PACCO, CONTROPACCOTTO

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Riporto le motivazioni delle ultime iscrizioni che potei accogliere come amministratrice del gruppo fb Salviamo il Corpo Forestale dello Stato, nel gennaio 2019. Mi pare logico porle come pacco dono sotto l’albero natalizio a conclusione di un anno in cui molti pacchi, doppi pacchi, contropaccotti sono stati confezionati. Con realismo e lungimiranza la campagna che unisce cittadini e forestali si è chiamata da subito #salviamolaForestale e mantiene tutta la sua validità d’analisi e d’intenti, pur perso il Corpo. Come sempre il suicida lascia in coloro che l’hanno amato il rimorso di non aver saputo fermare l’autolesionismo e il colpo di grazia. E tuttavia chi dal 1822 cammina con passo lento e sicuro senza mai essere arrivato negli uffici cittadini, saprà portare il fardello appesantito nei tempi lunghi della natura dopo la catastrofe. A costoro l’augurio di rimanere saldi nella loro serenità benefica, perché siano ancora punto di riferimento per tanti cittadini come questi:
David Diani – tutela ambientale
Genny Montrone – Mi piace il corpo Forestdale dello Stato
Renato Pellegrini Grazie per avermi accettato . Perché come nel tempo passato ho Stimato , e Stimo Tuttora , e Stimerò il corpo della Forestale …
Ne resterò grato per tutto quello che hanno sempre fatto per il benessere dei Nostri Territori , e la natura Tutta …
Sardegna Carmelo – un grande presidio per la tutela del nostro territorio e della biodiversità
Norma Perasso – credo sia importantissimo salvaguardare il nostro ambiente e il loro controllo è fondamentale
Chiara Brigatti – Perché le foreste sono il nostro futuro, e hanno bisogno di aiuto
Renato Pellegrini – Per essere a corrente di tutto ciò che meritatamente fanno ogni giorno per il benessere dei nostri boschi e altro …
Paolo Minghelli – adoro la natura e chi la difende il corpo forestale deve essere in prima linea e va’ salvato senza dubbio
Mattia Perini – Per dare un piccolo contributo per salvare il corpo forestale dello stato
Casedilegnopontinia Costruzioni – ero e sono un cfs
Agnese Tinteforti Laneve – Perche’ un solo corpo avevamo che interveniva nelle questioni di animali ,qui a Sud e l’hanno tolto ,dovrebbero sopprimere i vigili urbani piuttosto ,atti solo a posare sulle moto e MAI e dico MAI disponibili quando si tratta di salvare randagi
Maria Olimpia Morgante – Indispensabili per i nostri territori !!!
Elena Marchiori – Perche e giusto salvaguardare il corpo forestale
Nicola Rispoli– Buonasera! Sono un simpatizzante del Corpo Forestale e mio padre ha lavorato in questo corpo.
Vincenzo D’Alessandro – Perché mi piace la natura la flora la fauna e mi piace il corpo dove nel passato ho collaborato essendo guardia ittica venatoria ambientale volontaria
Ilenia Tonetto – Perché la forestale deve tornare a essere un corpo a se stante-
Jennyfer Amici – Sono per il ripristino del CFS
Gianni Baima Poma – Per mantenere in vita un corpo di vitale importanza per la nostra nazione
Mina Corrado – mi piace
Gilberto Stacchiotti – perchè è importante riavere un corpo forestale autonomo
Asia Lovera – Mio padre è guardiacaccia e mi interessa
Serafino Scaccioni – per salvare il corpo forestale dello stato
Silvia Tagliavia – il corpo forestale è indispensabile
Antonino Spezia – perché sono un forestale.
Walter Capulli – Sono un ex appartenente al CFS
Enrico Gemellaro – Sono un cc in attesa del ricorso.
Silvano Brandi – Perchè il Corpo Forestale dello Stato è indispensabile per il controllo dell’ambiente .
Gabry Bruno – Sono amante della natura
Oronzo De Matteis – Mi piace il corpo
Lino Vittadello – Perché credo nelle funzioni del Corpo Forestale dello Stato indispensabile per la salvaguardia del nostro ambiente
Alberto Zingales – favorevole al cfs
Sergio Bisiani – per promuovere il ripristino del Corpo Forestale dello Stato
Carla Dragagna – Perché il corpo forestale e’ Indispensabile
Chiara Brigatti – Perché le foreste sono il nostro futuro, e hanno bisogno di aiuto
Francesco Merello – sono appassionato dal verde
Maria Carola Saccoletto – Perché credo che il Corpo Forestale abbia diritto di esistere!
Veronica Burato – amore x la natura
Julie McDonald – il Corpo Forestale e´ indispensabile per il nostro ambiente. I Carabinieri non si possono sobbarcare anche questo impegno, non essendo specializzati in questo campo come i Forestali.
Maria Petullo – Perché combatto, da quando Renzi ha fatto sta caciottata, a far sì che il corpo ritorni a sé
A tutti i vecchi amici, ai membri del nuovo gruppo fb CAMPAGNA#SALVIAMOLAFORESTALE e a tutti i Forestali belli, buoni e bravi AUGURI !
Antonella Giordanelli