FIAMME E FUOCO

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Antonella Giordanellii: – I carabinieri hanno fatto fiamme e fuoco per avere le funzioni del CFS, consapevoli di quanto fosse amata la Forestale dagli italiani con quella sua opera di soccorso delle popolazioni e degli animali, con i suoi progetti di educazione ambientale nelle scuole, con i suoi centri di recupero della fauna selvatica,con la sua alta percentuale di personale femminile, con i suoi simboli positivi di vita. Hanno voluto mettere il proprio logo per restaurare la propria immagine d’obsoleti pennacchi e giberne senza rendersi conto di quanto darebbe stato deleterio quando le fiamme della loro bomba a mano si sarebbero impadronite della natura.
Incapaci di intuire la nefasta metafora sono arrivati a sorvolare la Valle Peligna con un elicottero verde su cui la incongruente scritta CARABINIERI è funzionale alla pubblica INUTILITA’, intralciando pericolosamente le operazioni di spegnimento che conducevano i VVF in quello spazio aereo, per poi andare ad atterrare a Raiano posizionandosi in mostra a bordo strada.
Si comincia a comprendere a cosa servano i mezzi aerei che il CFS utilizzava nel soccorso alpino, nell’antincendio boschivo, nella ricerca dei dispersi, nelle catastrofi naturali: alcuni reimmatricolati dai VVF serviranno a spegnere gli incendi, mentre tutti gli altri, divenuti mezzi militari, voleranno non più dotati di benna ma di striscione pubblicitario lanciando invece che acqua volantini patriottici.

SOPPRESSIONE CORPO FORESTALE DELLO STATO. MILITARIZZAZIONE COATTA DOPO 17 ANNI DI SERVIZIO AD ORDINAMENTO CIVILE AI CONFINI DEL MONDO CON 1000 SACRIFICI. PERDITA DIRITTI SINDACALI ED ALTRI. LIMITAZIONE POSSIBILITÀ DI ESPRESSIONE. CONTRACCOLPI VARI ASSORTITI (CHI È INTELLIGENTE CAPISCE SENZA SPIEGAZIONI, CHI NON È INTELLIGENTE È INUTILE SPIEGARGLIELO), TI TOCCA VEDERE IL DISASTRO INCENDI NEL DISINTERESSE GENERALE DI MEDIA E POLITICA, CON GENTE CHE NON SA NULLA DI INCENDI BOSCHIVI IMPROVVISARSI ESPERTI (ESERCITO, ALPINI!)…
CONCLUSIONE DELL’ITALIANO MEDIO: “SIETE VOI A DARE FUOCO”!!!
CONCLUSIONE MIA: PER CHI MI SONO AFFANNATO IN TUTTI QUESTI ANNI?

Renzo Sorchetti: a me è capitato di avere cinque incendi in contemporanea e sei mezzi aerei i volo da coordinare da solo. quindi dirigere il tutto dall’altura più elevata, sei schede di intervento aereo più la direzione delle squadre a terra, mi dite come avrei potuto fare se non conoscessi a menadito tutto il territorio circostante ivi compreso il tipo di vegetazione, gli ostacoli e quant’altro?
Mi è capitato di tutto come a tutti, anche di essere circondato dalle fiamme con tutto il T.S.K. (Cosi veniva chiamato il modulo antincendio da circa 400 litri montato sulla campagnola).

El Matador: – Ho visto su youtube la zona del colle delle vacche con annesso rifugio,con la presenza del sindaco Antonella Di Nino,di volontari, dei pompieri. La zona intorno al rifugio è stata ripulita completamente da sterpaglie e resti di tronchi e rami delle conifere dai volontari pratolani con a capo la Di Nino, per vari motivi trasportate sin là. Ce l’ha messa tutta il sindaco di Pratola per preservare la zona,intuendo che il fuoco l’avrebbe raggiunta,anche se ancora lontano. Ma il fuoco è tenace e per essere domato,specie incendi di quella portata,ci vogliono uomini, molti uomini addestrati e mezzi. Certe cose non si possono improvvisare o affidare ad incompetenti. C’è una grande confusione del momento,la confusione che ha generato la governance, affidata dagli elettori a certa gente. E così si assiste a forestali che diventano carabinieri, carabinieri che a loro volta diventano forestali, forestali che diventano vigili del fuoco e vigili del fuoco che diventano forestali. A Napoli si dice “facite ammuina” ed ora ho capito finalmente cosa si vuole dire. Appunto, quella là. E POI AVETE VISTO IL VIGILE DEL FUOCO ,POVERO CRISTO,CHE VA INCONTRO AL FUOCO NELLA PINETA DI COLLE VACCHE, CON UNA POMPETTA CHE MERITEREBBE BEN ALTRO USO FISIOLOGICO. POVERO CRISTO, PERCHE’ QUELLI SONO I MEZZI IN DOTAZIONE,COSA AVREBBE POTUTO FARE QUEL POVERACCIO, à la guerre comme à la guerre, DICONO I FRANCESI. E noi ci andammo con i muli e le “scatole si sardine”(leggasi cingolati CV33). E che dire della forestale che ha bloccato la tagliafuoco,per il rischio di un futuro disastro idrogeologico? Quando il disastro poco idro e molto geologico è sotto gli occhi di tutti. E’ come dire ad un affamato che il pane a disposizione bisogna conservarlo per una futura probabile carestia.

Ezio Di Cintio: – Il cfs si occupava di spegnimento degli incendi boschivi fin dal lontano 1975.Allora c’erano i Gruppi AIB permanenti (poi diventati N.O.S. ) che si occupavano di prevenzione e spegnimento per tutto l’anno. Da giugno a settembre (periodo di grave pericolosità), si attivavano anche i NOS temporanei che assieme a tutte le stazioni operavano sia nella prevenzione che nello spegnimento e spesso ci capitava in un normale servizio di prevenzione, spegnere focolai che non diventavano incendi e nessuno se ne accorgeva. Il Legislatore a suo tempo fu molto lungimirante nell’affidare al CFS la competenza nella lotta attiva contro gli incendi boschivi e ripeto BOSCHIVI. La scelta fu fatta sia per la capillare presenza del CFS su tutto il territorio, che per la conoscenza del bosco e delle specie arboree che lo compongono, ma anche per la capacità immediata di prendere decisioni e iniziative fondamentale per un Corpo di Polizia che si occupa di ambiente, possibilità negata ad una forza di polizia a ordinamento militare. Ricordo che il 2007 annus orribilis per gli incendi boschivi, gli interventi furono più immediati e risolutivi. Adesso grazie a chi ha voluto fortemente la schiforma che ha soppresso il cfs violando la costituzione, ha proibito per legge a 8000 forestali di spegnere gli incendi boschivi!!!!!!!! COMPLIMENTI!

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…L’ARMA TI ASCOLTA

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R. V. – Impossibile ascoltare lo sciabordìo delle onde nelle conchiglie se non si placano gli tsunami nelle teste.
Col senno di poi avevo ragione anche prima. Non siamo più ciò che eravamo, non saremo mai ciò che non siamo. Cambiare l’anima è molto più difficile che cambiare i connotati.
A. F. – Per i connotati serve la chirurgia estetica … quella etica è … per l’anima! Noi siamo ciò che eravamo … non saremo mai ciò che vorrebbero farci essere … la nostra anima non ha bisogno di chirurgia etica!
R.V.– Servirebbe il tasto reset ma l’evoluzione non ce lo ha fornito
A. F. – Non ce lo ha fornito perché … è involuzione … nessuna evoluzione
M.P. – Io voglio essere ciò che ho scelto di essere non ciò che vorrebbero che io sia…e lo sarò per sempre …
A.F. – sono stanca di brancolare nel buio. Sono stufa di tutta questa incertezza. Chi fa, chi disfa, chi dispone, chi impone … questo caos inizia a stancarmi sul serio. Vado avanti solo perché ancora in me è presente una passione enorme per questo lavoro che ho scelto solo per amore. Un amore che mi è stato trasmesso fin da bambina da mio padre che ha indossato per anni la mia stessa uniforme fiero e orgoglioso della sua bella aquila dorata! Ora sinceramente … vorrei vedere un barlume di luce in fondo al tunnel
Rossano Viscogliosi – Se non torna il cfs me ne vado io. Era la mia famiglia, la mia  di salvezza. Ora non ne ho più.

F.S. – Rileggo i commenti alla foto del mio ultimo giorno con la divisa addosso……mi viene un coccolone!
Massimo Galimi – Prima di partire per le ferie natalizie questa stessa divisa l’ho lavata pur sapendo che, ahimè, non avrebbe più visto né neve né montagne.
John Della Foresta Bordoni – La divisa una volta indossata non te la levi più di dosso
Francesca Subrizi – Soprattutto se ti sei sentito “obbligato”……io fondamentalmente resto una “boscaiola”
S.C. – Io sono uno di quelli che ha optato per altre amministrazioni. Passare da un comando stazione a 1300 mslm ad un museo è come mettere un animale selvatico in gabbia
F. F.- la sede più vicina che avevo era a 300 km in motorizzazione Con due figlie piccole si può chiamare davvero valida alternativa?

G. S. – A lavoro 5 minuti fa chiamo una persona per notificargli un atto. Pronto , buongiorno il sig. Tizio e caio? Si. Sono io. Senta sono l App. SANTILLI dei CC Forestale devo notificarle un atto , è in casa? No , sono fuori torno stasera, ma non ho capito chi mi cerca la Forestale o i Carabinieri? un Attimo di esitazione , scoppio a ridere, poi gli spiego!!
Grazie Pd per aver confuso ancora di più i cittadini! …ma il CFS ritornerà!

M.G.- Per rendere onore ad una divisa bisogna rispettare tutte le altre. Quindi, direi.. onore a tutte le divise.. e nel cuore sempre la mia aquiletta..

-I primi sei mesi sono trascorsi… posso tirare un primo bilancio.
Le tante promesse fatte da Giuda l’infame sono state smentite dai fatti. Non che non lo sapessi ma mi piace ribadire quanto falso fosse chi ha venduto tutto e tutti affinché le promesse fatte agli altri si realizzassero solo per sé stesso che, certamente, è andato a star meglio, in un posto appositamente creato (prima non esisteva) e meglio retribuito.
La “plebe” annaspa. Non ne sento uno, ovunque sia stato mandato, che dica di star meglio.
Chi per differenze economiche, chi per logistica, chi per demansionamento, chi per costrizione dei propri diritti… tutti in attesa degli sviluppi dei contenziosi (anche quelli che non hanno voluto mettersi in gioco!) o a contare i giorni per la quiescenza.
E se le persone soffrono, l’ambiente certo non sta meglio! Difficile, addirittura quasi impossibile, lavorare con metodologie operative studiate per attività totalmente diverse svolte in ambienti completamente diversi: situazioni dove sono richieste elasticità, iniziativa, praticità… elementi poco noti a chi campa prevalentemente di apparenza e informazione, o chiacchiere che dir si voglia.
Avete fatto proprio un capolavoro!
Oramai stento a credere nella giustizia dell’uomo… e di quella divina poco mi giovo.

C. C. – quando uno è nel giusto non deve,aver paura di chi da,anni (si deve andare parecchio indietro con il tempo, ovvero quando hanno creato.le,aziende,regionali) ha iniziato a destabilizzarvi. Troppo bello realizzare fiction come “UN PASSO DAL CIELO”, dall’alto contenuto ambientalista, al fine di nascondere la reale volontà-ovvero di eliminare I fiori all’occhiello nazionale: noi Arma dei CC e voi CFdS.
Si, anche noi siamo nell’elenco degli Enti Inutili 2.
Il politico, qualunque esso sia è pericoloso perché cercherà sempre di trovare il sistema per la,sua tutela.

M. C. – Io ritengo che mi abbiano rovinato l’esistenza……non credevo che riuscissero a farmi soffrire così tanto……in fondo qualche schiaffo di quelli forti me lo avevano dato anche prima…..ma…..non credevo di soffrire così tanto……la cosa più importante della mia vita, me l’hanno fatta crollare come fosse stata un grosso gigante d’argilla……..non si riescono a metabolizzare le ingiustizie……..non ci si riesce…….neppure se queste potrebbero rappresentare un’opportunità in più…..sempre di ingiustizia si tratta…
E.C. – Da quando è iniziato lo spot del governo Renzi noi assistiamo impotenti alle conseguenze nefaste di uno scioglimento del CFS fatto in fretta, senza criterio, vissuto sulla mia pelle come un animale in fin di vita sbranato dagli sciacalli.

-Ci hanno soppressi come fossimo dei maiali, infilandoci la saetta nel cuore… Come fanno i bracconieri che uccidono i rinoceronti, per poi dividersi il “corno”…. Maledettiiii, maledetti!!!!!

A FUOCO … DI TELECAMERE il lavoro del CFS non era a fuoco di telecamere

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Giampaolo Concas:
Penso sia utile per far capire il tipo di lavoro che un DOS fa su un incendio boschivo raccontare un piccolo aneddoto capitatomi qualche anno fa:
Siamo in due di pattuglia per prevenzione A.I. con un fuoristrada dotato di modulo blitz (in pratica una piccola autobotte con circa 600 Lt. D’acqua) quando la vedetta ci segnala del fumo, già dalla località dove viene segnalato capiamo che si tratta di un incendio potenzialmente molto pericoloso e mentre il mio collega alla guida si dirige verso la zona indicata io richiedo subito via radio l’intervento di un elicottero leggero dalla base più vicina, arrivati in vista dell’incendio ci rendiamo subito conto che con il nostro blitz non possiamo fare praticamente nulla e di conseguenza non ci avviciniamo al fuoco ma ci piazziamo su un altura di fronte per poterlo vedere meglio.
Facciamo immediata richiesta di mezzi arerei più pesanti (Elitanker o in alternativa Canadair) e l’invio di squadre a terra, ci dividiamo i compiti e anche se il DOS formalmente è uno solo, io mi occupo dei contatti e della direzione dei mezzi aerei, il mio collega delle squadre a terra e dei contatti con la sala operativa (stando vicini in modo che ognuno senta quello che fa l’altro e ci si possa consultare a vicenda).
Comincio subito a dirigere i lanci del primo elicottero arrivato (quello leggero) indirizzo li sganci d’acqua sul lato nord-ovest dell’incendio, subito comincia una diatriba con il pilota che dal suo punto di vista vorrebbe sganciare sul lato sud dove le fiamme sono più violente e più veloci, io ripeto di sganciare sull’altro lato e dopo un paio di scambi di opinioni sono costretto ad impormi sul pilota (anche alzando un poco il tono di voce) sino all’arrivo dell’Elitanker (Sikorsky S-64 a mio modesto parere il miglior mezzo antincendio ad oggi esistente), a questo punto lascio libero il pilota del primo elicottero di sganciare sul fronte dove voleva e col Sikorsky finisco di spegnere il lato opposto.
Perché ho agito in questo modo? Sapevo per conoscenza del territorio acquisita pattugliandolo che vicino al lato Nord-Ovest dove ho concentrato i lanci c’era un costone pieno di tronchi di pino accatastati completamente secchi residuo di un incendio di molti anni prima (pura Benzina!!) se il fuoco riusciva ad arrivarci non saremmo più stati in grado di controllarlo se non a costo di svariati giorni di lavoro e con un dispendio enorme di energie con danni ambientali centinaia di volte maggiori.
Invece una volta messo al sicuro quel fronte e inviato le squadre a terra, che nel frattempo erano arrivate, a bonificarlo si è potuto concentrare i mezzi aerei (a quel punto erano arrivati anche due Canadair) sul fronte più attivo riuscendo a estinguere completamente l’incendio.
Spero di aver spiegato comprensibilmente perché è indispensabile poter ricorrere a personale in grado di intervenire in poco tempo e che conosca a fondo il territorio!!

Mauro Cheli:
Le bombe d’acqua stanno facendo danni ovunque in Italia. Non c’è più un territorio preparato ad accoglierle. Non ci sono più operai specializzati a fare le cure colturali a boschi, piste forestali e in sostanza, alla Montagna. O almeno sono insufficienti. Sono un numero ridottissimo rispetto alle esigenze. La scuola di pensiero più conservativa, per i boschi pubblici, che aveva caratterizzato le varie amministrazioni, ha dovuto lasciare per forza il posto a quella scuola di pensiero “produttiva” che ha costretto i vari tecnici a dare in gestione le selve della Patria a ditte che non sanno che cosa è la differenza tra un taglio a raso con riserva di matricine e uno sfollo in un bosco d’alto fusto. Siamo alla fine. Hanno voluto distruggere tutto….

Monia Guadagnoli:
Analizziamo il problema: la riforma Madia (patetica) ha distribuito male funzioni e personale del CFS. Funzioni da una parte, personale dall’altra. La direzione delle operazioni di spegnimento (DOS), garantita a livello convenzionale dal CFS veniva svolta capillarmente da personale che conosceva il territorio di giurisdizione come le proprie tasche. Interveniva nell’immediatezza (condizione fondamentale per la riuscita dell’intervento) e coordinava da una posizione dominante tutte le forze che intervenivano sull’incendio (flotta aerea, squadre a terra, protezione civile). Gli incendi non assumevano dimensioni epocali e la loro durata era contenuta. Alla fine dell’intervento, il sito era monitorato per scongiurare eventuali riprese. I VVF svolgevano brillantemente la loro opera concorsuale con le squadre dedicate alla boschiva, senza impoverire quelle dedicate al soccorso tecnico urgente. Il loro ROS (responsabile delle operazioni di soccorso, coincidente con la figura del caposquadra vf) gestiva in soccorso solo la parte relativa all’interfaccia.
La situazione oggi è drammatica. I DOS sono diventati VVF e sono insufficienti. Si dividono i compiti con i ROS, che arrivano sull’incendio insieme alla squadra per lo spegnimento e dalla quale non possono staccarsi per avere un quadro generale della situazione. Dovrebbero, da una posizione sfavorevole, coordinare le squadre a terra (quali? La protezione civile viene allertata di rado, un po’ perché le procedure di richiesta sono farraginose, un po’ perché davvero il Ros – caposquadra – non ha la possibilità di staccarsi dalle operazioni di spegnimento quel tanto che basta per avere una visione di insieme) ed eventualmente attivare il DOS provinciale (figure disponibili in numeri irrisori, e spesso impegnati altrove) se ritiene sia necessario un intervento aereo. Il DOS arriva con tempi troppo lunghi per un contenimento efficace, non conosce il territorio, lavora in effemeridi e finito l’intervento se ne va. La ripresa dell’incendio diventa cronaca di una morte annunciata. Altro inciso va fatto sulla figura del ROS ( quel caposquadra che dovrebbe coordinare lo spegnimento a terra) la quale, assolutamente competente sullo scenario di interfaccia (incendio che lambisce le abitazioni), poco sa delle dinamiche del fuoco in relazione al combustibile vegetazione. Gli incendi, improvvisamente aumentano di numero, assumono proporzioni ciclopiche, durano giorni invece di ore.
Intanto i carabinieri forestali vengono dotati di dispositivi di protezione individuale per intervenire su fuochi di piccole dimensioni. Siamo alla follia. Siamo allo sfruttamento mediatico delle buone intenzioni. Che ce ne facciamo di due ex cfs con un flabello sulle fiamme? 2 persone in più da tutelare per i VVF già piuttosto impegnati. E di responsabilità penali si parla.
E allora, l’unica cosa da fare sarebbe restituire agli ex forestali quello che sanno fare bene. Non spegnere, ma dirigere le operazioni di spegnimento.. Guardando lo scenario da una posizione panoramica sulla quale arrivare in tempo reale per conoscenza del territorio, perché i presidi sono rimasti, i comandi stazione sono attivi. E tutto tornerebbe alla normalità. CFS coordina, vvf boschiva spegne, ros dirige in interfaccia, protezione civile sempre presente.
Ma no, signori.. perché così facendo le Istituzioni sottotitolerebbero il fallimento politico che ha portato al disastro ambientale (e che non si esaurirà con la fine della stagione AIB -non spiegherò qui gli effetti degli incendi sulla stabilità idrogeologica).
Ecco.. forse la forestale serviva a qualcosa..

 

 

A la buena de DOS

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Maurizio Cattoi – Quando c’è un incidente in autostrada la cosa fondamentale è la tempistica e la professionalità. La prima perché risolutivo intervenire nei primi minuti, la seconda perché nell’ambulanza ci deve essere qualcuno che sappia mettere le mani con sicurezza e salvi la vita. Ovviamente, se aboliamo le ambulanze ma trasportiamo due ore dopo sul posto un intero ospedale, non otteniamo lo stesso effetto. Anzi. I feriti sono già morti e tutto l’ospedale crea un disastro nella viabilità, con il rischio probabile di fare un’ecatombe.

Francesca Fabrizi – Qualcuno dovrà avere il coraggio di dire perché a parità di numero di eventi con gli anni passati ogni piccolo rogo si trasforma in incendio indomabile
Qualcuno dovrà trovare chi è stato responsabile della privazione del sistema antincendio di chi con competenza coordinava
Un forestale sa che il bosco non può permettersi che il più piccolo fuoco possa essere sottovalutato
Ma oggi il forestale può solo guardare i danni dell’incompetenza e della superficialità di chi pensa che un incendio boschivo sia come un qualsiasi fuoco .

Evelina Cornelii – So che sto sbattendo il muso da mesi contro una assoluta disorganizzazione, so che quando arrivo su un incendio mi stupisco per la sua estensione, so che quando vado via sono stanca sudata e delusa dal risultato sempre negativo…..so che tornerò sempre su quello stesso incendio, ne sorvolerò altri e me ne aspetterò altri ancora. Ormai solo la pioggia può interrompere questo disastro.

Antonio Tavani – Aspettiamo le piogge e poi ne vedremo di belle con il dissesto idrogeologico. Evviva il governo PD è da rileggerlo di nuovo.

Valter Reali – …sarebbe stato comunque un anno orribilis…tutti noi cfs lo sapevamo bene e lo abbiamo urlato in tutte le lingue, ma il vero dramma a mio parere non é la prevenzione o la repressione….sempre utili…..il vero dramma di quest’ anno é stata la mancata capillarità dei dos del cfs….la mancata capillarità dei mezzi aerei del cfs (basi temporanee) …il mostro lo devi uccidere subito sul nascere…se lo lasci crescere diventa invincibile….tutti i veri Forestali conoscono questa banale regola d oro..

Carlo Cremonini – Io non sono un tecnico ma ho sempre abitato in zone di montagna ed ho anche operato per un bel periodo in aree montane ove ho potuto apprezzare, oltre a collaborare, l’attività del CFS, delle Agenzie Regionali Foreste e degli altri Enti Territoriali per la competenza nel gestire e risolvere analoghe situazioni. Subito mi è venuto spontaneo a chiedermi da che pianeta proveniva quel funzionario Vf, Giuseppe Rapagna, direttore delle operazioni di spegnimento (Dos) del Morrone: “la natura sta facendo di tutto per riprendersi ciò che gli è stato tolto, ciò di cui l’uomo si è impadronito e se la sta riprendendo tutta”,
“Ci stiamo inventando di tutto, uomini che salgono anche con le attrezzature più strane, anche inventate al momento”.
Poi ho capito che era inutile pormi il quesito perché ci sono pochi dirigenti che conoscono bene la propria materia e cercano di non fare figure meschine. A dirigenti come quello intervistato o peggio a quelli che hanno voluto questo scempio non gli interessa l’ambiente in senso lato (territorio e popolazione) perché non vivono il territorio. Forestali non si diventa, si nasce come era una volta per i Carabinieri: ognuno il proprio campo.

Mauro Cheli – A chi soffre come me al solo pensiero che tante creature innocenti non appartenenti al genere umano, muoiano arse vive, dico quello che penso, da tecnico non da altro, pensiero che si è formato dopo tanti anni di duro lavoro sula campo, nel senso che fin dal 1984 ho dovuto necessariamente occuparmi di incendi boschivi, da Forestale, fina da quando cioè, ho iniziato a fare il Forestale sul territorio. Era il Luglio 1984 e fui assegnato proprio ad un Distaccamento Forestale A.I.B., quello di San Lorenzo di Moriano(LU). Eravamo attrezzati per intervenire per lo spegnimento attivo. Avevamo un’autobotte e due moduli montati su delle campagnole Fiat. Un ESK e un TSK. Sono intervenuto su incendi di tutti i tipi e conosco abbastanza bene le dinamiche di questi eventi. In Toscana negli ultimi anni, le cose andavano abbastanza bene, perchè i compiti erano stati divisi bene. Le Unioni dei Comuni, ex-Comunità Montane, si erano organizzate al meglio per lo spegnimento attivo, inoltre molti loro tecnici erano stati formati come Direttori delle Operazioni di Spegnimento, alla Pineta di Tocchi in Provincia di Siena. I Vigili del Fuoco sono sempre intervenuti, in particolare quando vi era pericolo per le abitazioni ma hanno anche spento le fiamme nel bosco, quando è stato possibile. A noi Forestali era stato dato il compito, ultimamente, di condurre indagini, anche con nuove metodologie scientifiche particolarmente elaborate, che avevano consentito negli ultimi tempi, di consegnare alla Giustizia un mucchio di delinquenti e anche di persone negligenti. Gli elicotteri della Regione, ben dislocati, in modo strategico hanno sempre consentito che gli incendi non divenissero incontrollati e quindi devastanti. Le cose in Toscana, funzionavano al meglio. Anche in questo momento funzionano. La macchina antincendio tutto sommato funziona, perchè sono state trovate le sinergie giuste. La mia Regione da questo punto di vista potrebbe essere presa d’esempio. Il segreto del successo della macchina antincendio consiste nel trovare le sinergie giuste, tra i vari operatori. Purtroppo gli incendi sono causati da molteplici fattori e non è possibile pensare che non accadranno mai più, anche se dovessimo mettere in galera tutti i piromani e i delinquenti d’Italia. Occorre personale formato per una buona prevenzione, ma occorrono le sinergie tra i vari Enti preposti per lo spegnimento e per l’individuazione dei responsabili. Ecco, credo che il Modello Toscano sia da emulare. Occorrono le sinergie e le esperienze. In questo il Glorioso Corpo Forestale dello Stato poteva essere ancora molto utile.

Giovanni Molinaro – Ogni anno sarà sempre peggio. I fattori sono molteplici purtroppo 1 la forte siccità che dura da 6 mesi, 2 la vostra soppressione è la mancata sostituzione idonea, 3 l’abbandono ormai totale dei boschi, 4 la mancata cultura da parte degli Enti Locali che preparano la bella ordinanza locale ma nessuno la fa rispettare, vedi Siano, la vergogna più assoluta. Potrei continuare ancora ma non credo serva, ormai i boschi sono terra di nessuno, bracconieri, pascoli abusivi, tagli abusivi ci trovi di tutto di più.
Se lo stato vuole risolvere il problema incendi allora incentivi il popolo nella gestione agricola e boschiva e vedrai come diminuiranno i roghi, visto che tutti si guarderanno il proprio orticello.
Sui mezzi aerei non metto bocca, perché per me è ridicolo concedere mezzi di Stato in gestione a privati quando poi ci sono piloti parcheggiati a non far nulla.

Francesco Silvano – Questa siccità continua e penso che ci sono i corsi d’acqua asciutti e sporchi che sarebbe il caso di incominciare a bonificare e a preparare per le piogge che verranno… suggerimento di Forestale che ne ha viste tante…

Maramaldo, dai morte a un morto!

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Gabriella Tunno – La responsabile di tutto questo è il ministro Madia! Si porterà sulla coscienza tutti gli animali morti per aver tolto il corpo forestale! Che tu sia maledetta e te lo dico con tutto il cuore!
Alessandro Pace – ho appena sentito un’intervista ad un forestale, il quale spiegava che i loro mezzi sono fermi perche’ non sono ancora passati ai vigili e che anche se volessero intervenire non lo possono fare per motivi burocratici ! roba da matti !
Fulvio Mamone Capria – È vero. Nell’indifferenza del Governo che deve nascondere l’errore della riforma Madia sui forestali
Lino Cavanna – Un ulteriore crimine dei cialtroni al governo che avrà conseguenze mostruose per la natura, gli animali e….l’UOMO. Ma cosa importa, l’importante è aprire la caccia e guadagnarsi l’appoggio dei cacciatori che, col fucile in mano si sentono degli eroi. Abbiamo in tutta Italia 16 Canadair (privati). Neppure uno per regione. UNO SCHIFO TOTALE !!!
Leonardo Tinelli – Questi politici che hanno contribuito alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato, devono essere mandati a casa per l’incapacità di intendere e di volere, senza nessuna retribuzione in quanto il danno incalcolabile che hanno causato al paese resterà nella storia a vita, per cui andrebbero puniti seriamente senza sconti.
Paolina Mellini – Legambiente con Realacci svenduto per una poltrona al ministero dell’ambiente con un ministro tra i peggiori che l’Italia ricordi. Battaglie di anni che i giovani del passato avevano fatto per ottenere qualcosa che ricordasse paesi più civili nella tutela del patrimonio naturale. Questi hanno distrutto tutto parchi aree protette fiumi e il corpo forestale l’ultimo baluardo diventato una macchietta nei carabinieri. Hanno dato la stura alle ecomafie cacciatori petrolieri e svenduto il mare. Questo che ci troviamo non giova più al turismo selettivo ma solo quello più cafone che sale a tremila metri con le infradito
Giovanni Milano – …inutile girarci intorno…la soppressione del CFS nn ha solamente cancellato quasi 200 anni di esperienze in campo forestale…con tutte le sue competenze in materia di tutela del nostro ambiente agro silvo pastorale, gestione ed estinzione degli incendi boschivi,recupero e rimboschimento…e tanto altro ancora…ma ha letteralmente posto nel dimenticatoio secoli di cultura forestale.
Quest’anno gli incendi boschivi l’hanno fatta da padrona…distruggendo o danneggiando irrimediabilmente migliaia di ettari di superficie boscata e non del nostro territorio nazionale…ponendo in essere ulteriori danni di natura idrogeologica che le statistiche ed ancor più la storia ci insegna, si proporranno con le prime intense piogge.
I vigili del fuoco e le associazioni di protezione civile ed ambientale hanno e continuano a fare la propria parte ,nel contenere e limitare i danni…essi sono il braccio della forza di intervento…ma quel che è mancata… è stata la testa,la mente.
Un incendio boschivo è come un “essere vivente”…il suo “sviluppo” è il risultato di una serie immensa di variabili… troppe da poter essere gestite da chi nn le conosce nella sua interezza. Senza nulla togliere alla professionalità dei DOS messi in campo questa estate…per molti di Loro… è veramente troppo. La conseguenza di questa scarsa conoscenza del territorio e della esperienza necessaria per far fronte a simili accadimenti, esperienza che gli Uomini del CFS hanno acquisito con studio è passione in centinaia di anni di lavoro sul campo, è in bella vista a tutti. Incendi che si protraggono per giorni e settimane…
Milioni di alberi letteralmente disintegrati…migliaia di animali ,piccoli e grandi, uccisi dal fuoco nella sua più cruenta manifestazione, l’incendio.
Ho avuto modo di vedere,mio malgrado,come incendi apparentemente domati, prendessero nuovamente vigore a distanza di giorni,per una errata bonifica. Focolai che pur manifestando con rivoli di fumo,la loro nn ancor sopita vitalità, venivano lasciati “respirare”, incuranti che potevano riprendersi e ricominciare ad ardere, …sarebbero bastati pochi,pochissimi lanci di acqua con un mezzo aereo…laddove l’uomo nn poteva arrivare, per estinguerlo definitivamente e limitare ulteriori danni.
Potrei aggiungere ,parlando in termini economici, che sarebbero bastati molti meno € ..che non dover successivamente operare per ore e giorni. Oltre ai danni ecologici , inquantificabili. Questo è il risultato di una politica che negli ultimi decenni, ha dimenticato il suo ruolo di buona amministrazione, per dar sfoggio di incompetenza in tanti, troppi settori della vita di una nazione.
Meglio essere in pochi ad avere un portafoglio profondo come un ” pozzo di San Patrizio” che garantire benessere a tutti i suoi cittadini.. in tutte le sue varie forme…compresa la possibilità di vivere in un ambiente salubre…quello stesso ambiente che il mondo ci ha da sempre invidiato.
Loretta Silvestri – purtroppo la sensazione peggiore è quella d’impotenza. Siamo un popolo che non reagisce a nulla e men che meno c’è stata la benché minima reazione alla soppressione dei corpo forestale, causa principale di una simile tragedia. Immagino forti collusioni a tutti i livelli (non è possibile diversamente ), interessi mastodontici, ormai l’Italia è definitivamente spacciata, nell’indifferenza generale. Con le dovute eccezioni naturalmente, di chi è cosciente e ancora capace di indignarsi e reagire. Ma sempre troppo pochi.
Maria Chiara Catalani – Vedo cacciatori in ricognizione prepararsi alla guerra.
Vedo un ambiente arso, più foglie a terra che in autunno, pascoli ridotti a steppa e gli stessi cacciatori girovagare con sigarette alla mano.
Vedo animali selvatici e non uscire allo scoperto per cercare la pochissima acqua che offre il Tevere.
Dove si versa la nostra ragionevolezza?
La caccia non sarà mai abolita, va bene inutile illudersi, ma almeno abbiate pietà dell’ambiente e degli animali ed aspettate!
Sabrina Simonetti – Marche: la fauna selvatica non dà segni di sofferenza, parola di Assessore; sabato preapertura!
Però contemporaneamente è stato richiesto lo stato di emergenza per la siccità!
Francesca Montanari – Rossi, presidente Regione Toscana, ha avuto il coraggio di dire che la caccia si apre il 2 ma solo fino alle 14.00, così il pomeriggio gli animali si riposano …. non ci sono parole per descriverlo, solo parolacce !!!
Antonella Giordanelli – per dare ETERNO RIPOSO alla fauna la Cecchini in Umbria è stata accurata: s’inizia il 2 e 3 sett. Sabato fino alle 15:00 e domenica fino 13:00: “Una scelta che siamo certi verrà condivisa dal mondo venatorio per il ruolo che svolge quale ‘sentinella’ e presidio del territorio e dell’ambiente.” … dalla Guardia Forestale ai cacciatori sentinella armata col ministero della difesa a tutela dell’ambiente e la regola d’ingaggio: se l’animale non grida la parola d’ordine la sentinella spara!
Carla Foletto – sembra di essere in guerra, una guerra diversa, come se il nemico fosse nascosto dietro ai politici che non abbiamo votato, sono i loro soldati, assieme ai giornalisti,ci dobbiamo organizzare.
Riccardo Capitanio – Tutte le tessere del puzzle si stanno incastrando. Piano parchi, lupi, orsi, corpo forestale, incendi. Stanno vincendo loro.

LA BELLA ADDORMENTATA

matrimoni e banchetti - bella addormentata.jpg

 

Frustrazione, rabbia, queste le emozioni che si provano davanti a un tale scenario operativo. Sono mesi che lavoriamo così. Vorrei urlare la mia rabbia. Non mi sento impotente, questo mi toglierebbe la grinta e la forza di provarci, almeno provarci. Vorrei urlare si, a voi che con arroganza, ignoranza, superbia e prepotenza avete lasciato il nostro PAESE in balia di criminali che stanno riducendo in cenere immensi e meravigliosi territori. A voi che dovreste governare per migliorare il paese, non per ridurre la spesa pubblica ma per fare in modo che sia “ben spesa”. Quanto è costata questa estate? Quanta prevenzione si sarebbe potuta fare con questi soldi?

Domani, quando non ci sarà più neanche un albero da bruciare, mandate l’esercito, a guerra finita mandate l’esercito. Vi detesto, dal profondo del cuore.

“Ieri sera raggiungendo Campo Imperatore ci siamo ritrovati nel grande incendio che si è sviluppato di fronte Fonte Vetica, sembrava di essere sull’Etna. È stato uno scenario apocalittico, i focolai sono ancora purtroppo accesi. Passando ora di giorno rimani scioccato nel vedere che è tutto completamente bruciato, non ci sono più alberi ma solo persone che lì di fronte continuano a fare barbecue, selfie davanti a quello scenario e Fonte Vetica zeppa di bancarelle oscene, gente che non merita la generosità della natura, rombi di moto e potrei continuare all’infinito. Per concludere il mio rientro, passando per Rigopiano, ho visto per la prima volta il disastro della valanga e vi assicuro che non è paragonabile alle immagini viste in TV e con gli occhi lucidi vedere persone godersi picnic proprio lì davanti con i loro maledetti autoscatti. Lo spettacolo ed il silenzio dell’alba di stamattina a quasi 3000 s.l.m. sul Corno Piccolo e poco dopo lo scempio di chi si definisce “umano”.
Mi vergogno.”

Antonella Giordanelli – Fiera degli ovini di imprenditori/allevatori giunti con i loro TIR nel cuore del Parco nazionale e successo di presenze con 30mila persone, tra cui i 10 ragazzi che cucinando con carbonella hanno colposamente provocato l’incendio all’interno del Parco Naz. del Gran Sasso e dei monti della Laga…Modernità per modernità propongo d’impiantare faggete millenarie negli enormi padiglioni fieristici di Rimini, così noi appassionati di montagna, attrezzati di zaini e scarponi, potremo godere delle bellezze naturali incontaminate! Intanto acrobatismi di Canader lanciano inutile e dannoso ritardante in luoghi impervi dove le squadre a terra non possono arrivare e il bagliore degli incendi invano ha messo in risalto i monti il cui profilo mostra LA BELLA ADDORMENTATA: l’ Italia vacuamente balneare in tutte le stagioni.

Alberto Colazilli – Un fatto gravissimo che poteva diventare una strage mettendo a rischio la vita di 30 mila persone. Un paesaggio unico al mondo devastato. Una baracconata mal organizzata e con controlli superficiali che viene vista come un alto momento turistico e che in realtà a portato a Campo Imperatore la feccia dell’Abruzzo. Ecco come siamo ridotti. Ma non era parco nazionale????

Giulio De Collibus – MALEDETTI INCAPACI CON IL FUOCO COME CON LA NEVE ( ma non sempre).
Il più importante patrimonio ambientale e paesaggistico d’Abruzzo va a fuoco per incapacità, ottusità, menefreghismo , disorganizzazione di tutte le istituzioni. Peccato che tutto ciò non sia coinciso con qualche edizione inutile e costosa di ” Abruzzo open day”.
Eppure, quando il presidente D’Alfonso presentò il piano regionale antincendi, il sindacato del Vigili del Fuoco, lo dichiarò subito inadeguato.
D’altra parte, lo smantellamento criminale della struttura nazionale di protezione civile realizzato in odio a Bertolaso, ha dato i suoi luciferi effetti. Aggiungiamo pure il modo dilettantesco in cui è stato sciolto il Corpo Forestale dello Stato.
Eppure questa classe dirigente dimostra ancora alcune notevoli capacità: quella, ad esempio,di l far costare un tratto di superstrada ben 36 milioni di euro a chilometro o nel progettare porti faraonici destinati all’insabbiamento.

Giampaolo Concas‎ – ho visto un servizio sulla 7 dove venivano mostrati i militari che a Roma presidiavano la pineta bruciata, vederli mi ha strappato un sorriso (da Forestale è sicuramente molto amaro e a denti stretti) la giornalista diceva che l’esercito era lì a presidiare ed estinguere gli incendi, ma davvero esiste gente convinta che il fuoco si spegne con il mitra? (quello avevano in mano i soldati) o che la presenza degli stessi in una pineta già bruciata impedisca altri roghi? e anche quanto poco costa l’impiego (utilissimo!) dell’esercito di fronte all’enorme risparmio ottenuto sopprimendo il CFS? (non parlatemi di accorpamento che mi fa male al cuore).
Roberto Scipioni Rimini – Ma possibile che in Italia non possa funzionare nulla se non inserito nelle forze armate, ma avete mai visto come funziona nei paesi che funzionano?

Le cose dei civili si lasciano fare ai civili, la polizia forestale è civile in tutto il mondo e una forza armata come i carabinieri non esiste da nessuna parte del mondo civile, per fare un esempio e come se negli USA i marines invadessero tutti i campi della vita civile, compresi gli uffici del lavoro, da noi è militare anche la polizia tributaria è infatti abbiamo un evasione fiscale vicina allo zero.

Rossano Viscogliosi – La piromania è una patologia, i piromani quasi non esistono in natura. Esistono i delinquenti ed i criminali che d’estate fanno anche gli incendiari. Nell’eterna lotta tra guardie e ladri, se tu sopprimi le guardie specifiche ed addestrate in una determinata materia, dai come segnale che quella materia non ti interessa e il criminale lo coglie appieno quel segnale. Risultato: incendi più che raddoppiati rispetto al 2016 (e siamo ancora ad agosto). Cmq i forestali ci sono sempre sotto altre vesti, fanno tutto ciò che facevano prima meno la direzione operazioni di spegnimento (tranne i pochissimi passati nei vvf). È l’input dato dal governo ai criminali l’errore tragico.
Viva la mia grande Forestale…. che tristezza….Un paese in ginocchio Grazie a scelte scellerate e senza un minimo di confronto con chi a suo tempo queste cose le diceva ma tutti erano sordi!!!

Simone Angelucci  (Sindaco di Caramanico Terme)

Fuoco e fiamme sulla Majella
Non ce la fate.
Dovesse ogni albero annerire,
ogni cespuglio diventare carbone, ogni pietra rovente, ogni fiore incenerire.
Non ce la fate. Soldati dell’ignoranza. Profeti del nulla.
Questa TERRA NON VI SARÀ CONSEGNATA!

Angelo Vaccaro 

LA GRANDE MADRE SILA
La Grande Madre Sila, era una straordinaria foresta del Pianeta Terra nel cuore del Mare Mediterraneo, e fu la culla di fiorenti civiltà antiche. Grazie al suo legname pregiato, alla sua resina e alle sue acque vi prosperarono popoli straordinari come gli Enotri e i Bretti e fu la culla della Magna Grecia. I Romani e i Normanni vi abbeverarono le loro mandrie e vi costruirono le loro navi possenti. La grande madre sopravvisse al dominio dei popoli e accolse e fece prosperare la biodiversità più imponente di quel pianeta. Nel XXI secolo d.C. sotto il dominio dell’ultimo popolo che vi dimorò fu distrutta dalle fiamme per profitto di pochi, e per incapacità e indifferenza di molti.

(Da un file rinvenuto su un pianeta di Alfa Centauri nell’anno 6017)

TUTTO DA RICOSTRUIRE 24 agosto 2016/17

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La CROCE ROSSA non c’è più dal 19 agosto 2016 perché è stata smilitarizzata e il personale (17mila riservisti e 780 effettivi) è stato posto in congedo con effetto retroattivo a valere dal 21 luglio.
Tuttavia uomini ex militari con mezzi ex militari sono inviati nelle zone terremotatele già dopo poche ore per prestare soccorsi come personale Croce Rossa, senza però indossare l’uniforme, ma con abiti borghesi, in attesa di essere vestiti con le tute rosse dei volontari. Questi ex militari, ex “volontari” del Corpo militare della Croce Rossa (per una settimana) il successivo 1 settembre si sono dovuti presentare nei loro nuovi posti di lavoro, presso le amministrazioni civili dello Stato. 


Nel luglio 2017 il Tar del Lazio, rimette al vaglio della Corte costituzionale l’intero decreto legislativo 178/2012 di riorganizzazione della Croce rossa, ritenendo “non manifestamente infondate questioni di costituzionalità, riferibili ai seguenti articoli della Costituzione: 1 (per adozione, da parte del Governo, di iniziative di rilievo politico, non riconducibili al legislatore delegante), 76 (per eccesso di delega, sotto gli specifici profili evidenziati), 3 e 97 (per l’irrazionalità di scelte, destinate ad incidere su servizi di assoluta valenza per la salute, l’incolumità e l’ordine pubblico, senza adeguato bilanciamento fra le esigenze sottostanti a tali servizi e le contrapposte ragioni di contenimento della spesa), art. 117, anche per quanto attiene alle modalità di tutela dei lavoratori, con riferimento agli aspetti patrimoniali del rapporto di lavoro.”.

Il CORPO FORESTALE DELLO STATO è ancora operativo nel 2016 e si prodiga per primo nel terremoto, destando ammirazione e gratitudine tanto che la stampa straniera gli dedica le sue prime pagine, ma in Italia financo il suo nome è sottaciuto da ministri e giornalisti perché è già stata fissata improrogabilmente la data del 1 gennaio 2017 per il suo smembramento tra VVF, CC, GdF, PS e Minpaaf. Mentre tutto crolla e rovina, gli agenti sono attivi e rimangono fedeli al motto della Forestale attendendo, operosi e silenti, la pubblicazione del Dlgs del 28 luglio 2016 in Gazzetta ufficiale e i decreti del Capo del Corpo. Esemplari le parole riferite alla Croce Rossa di uno di loro,Goffredo Capua • Lavora presso Corpo Forestale dello Stato: Anche Noi CFS siamo stati cancellati in attesa si sapere il Ns Futuro Ma da ITALIANI Facciamo Sempre e Cmq il Ns Dovere. 


Nell’agosto 2017 il TAR di Pescara trasmette alla Consulta il Dlgs 177/2016 per dubbi sulla sua costituzionalità così argomentando:
<Il diritto alla tutela e salvaguardia dell’ambiente rientra nell’ambito di tutela del diritto alla salute, deve ritenersi che anch’esso sia un diritto incomprimibile, e perciò non sacrificabile per mere esigenze di bilancio e risparmio di spesa. Proprio perché l’obiettivo della delega era quello di mantenere gli attuali livelli di presidio ambientale e salvaguardare le professionalità esistenti, con essa si riconosceva implicitamente che il Corpo aveva garantito adeguati livelli di professionalità e funzionalità .
Quindi l’unico obiettivo dell’accorpamento desumibile dalla legge delega è l’esigenza di “razionalizzare i costi”, che sostanzialmente in termini aziendalistici vuol dire attuare dei risparmi di spesa, mantenendo gli stessi livelli di efficienza e produttività.
Con riferimento alla “militarizzazione” coattiva della maggior parte del personale del disciolto Corpo Forestale, il giudizio del TAR non rinviene argomenti a favore della legittimità costituzionale della scelta del Governo neanche nel parere del Consiglio di Stato in cui si espongono alcune giustificazioni in merito alla presunta razionalità alla scelta discrezionale del Governo, considerando ad esempio che “le stazioni del Corpo forestale vanno ad affiancarsi al già capillare reticolo dei presidi dei Carabinieri con prevedibili riflessi postivi sulla qualità e sull’intensità del controllo del territorio”.
Proprio perché la capillarità era già presente nel Corpo Forestale così come nell’Arma dei Carabinieri, non si comprende infatti cosa abbia aggiunto tale incorporazione all’una o all’altra Forza di Polizia;
la lotta alla criminalità organizzata (e quindi anche a quella dedita a reati di tipo ambientale), poi, come noto, tra le altre Forze di Polizia, non è appannaggio esclusivo dei Carabinieri; nulla nella legge delega consentiva al Governo di ritenersi espressamente autorizzato a “militarizzare” il personale del disciolto Corpo Forestale dello Stato, quindi a mutare la condizione di quanti vogliono continuare a svolgere le pregresse funzioni e a esercitare tali professionalità. Non appare affatto una dato di comune esperienza o logica ritenere che la mera “militarizzazione” comporti una maggior efficienza ed efficacia organizzativa. La scelta del Governo non si presenta neanche razionale, atteso che la scelta della militarizzazione, a fronte del notevole sacrificio imposto al personale, non appare proporzionale allo scopo del mantenimento dell’efficienza che al Corpo è sempre stata riconosciuta.
Se così fosse, del resto, si sarebbe viceversa proceduto nel tempo alla militarizzazione di tutte le Forze di Polizia ad ordinamento civile, e specie quelle con maggior sovrapposizione funzionale con altre a ordinamento militare, quindi principalmente la Polizia di Stato.
Appare del tutto contraddittorio voler razionalizzare i costi – vale a dire perseguire un risparmio di spesa mantenendo gli attuali livelli di presidio dell’ambiente e la salvaguardia delle professionalità esistenti, delle specialità e dell’unitarietà delle funzioni da attribuire – smembrando un Corpo di Polizia a competenza specialistica che non ha significative sovrapposizioni di funzioni e professionalità con le altre esistenti (tanto è vero che, per mantenere i medesimi livelli funzionali e professionali è necessario trasferire tutti i mezzi e le funzioni ad altra Forza di polizia).
A meno che non si voglia ritenere che la semplice riduzione numerica delle Forze di polizia possa condurre a un risparmio di spesa, a parità di mezzi e personale impiegato, e ciò pur senza eliminare significative sovrapposizioni di funzioni (che non si rinvenivano tra il Corpo Forestale e l’Arma dei Carabinieri), ma viceversa disperdendo un patrimonio culturale specialistico in complesse operazioni di riorganizzazione, quindi non semplificando un collaudato sistema di protezione ambientale ma disciogliendolo in vari rivoli, così ponendo semmai nuovi problemi di riorganizzazione e riconsolidamento di meccanismi e dinamiche operative e addestrative maturate negli anni, che richiederanno evidentemente del tempo per ricomporsi nell’esercizio quotidiano delle funzioni.

I BORGHI DELL’ APPENNINO  da ben prima dell’estate 2016  temono per la loro sopravvivenza e NO TUBO riunisce decine di associazioni impegnate, alcune da 13 anni, nei territori di Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio e Toscana, a combattere il progetto SNAM metanodotto “Rete Adriatica”, che devasterebbe territori ad alto rischio sismico con un’opera assolutamente inutile per la collettività italiana che trasformerebbe la penisola in un hub del gas. Infatti nel progetto il metanodotto, attraversando l’intera penisola da Brindisi a Minerbio per circa 700km, intercetta e si sovrappone all’intero sistema di faglie attive dell’Appennino Centrale. Ogni comune attraversato è un epicentro a tutti tristemente noto: L’Aquila, Norcia, Foligno, Visso, Cascia, Preci… tanto per citare i più ‘famosi’. Un’opera che porterebbe solo utili alla multinazionale e utilizzerebbe i territori esclusivamente come ‘servitù di passaggio’. Centrali e cabine di decompressione/ripressurizzazione verrebbero realizzate in zone ad alto rischio sismico come la Valle Peligna, Cittareale a pochissimi km da Norcia, Accumuli…
Il tubo di 1,2 mt, posto a 5 mt di profondità con 75 bar di pressione ( i terremoti si attestano su ipocentri di 8 – 11 km e spaccano strade e montagne…), necessita di una servitù di cica 40 mt per la posa del tubo, e la costruzione di strade per consentire l’accesso dei mezzi ai cantieri.
Intere aree naturali verrebbero devastate, corsi d’acqua attraversati più e più volte con lavori di scavo in alveo.

Nel 2017 la cittadinanza attiva di NO TUBO in raccordo con NOTAP del Salento protesta contro l’opera nella sua interezza  sia contro la deportazione delle popolazioni terremotate, per le quali rivendica il diritto alla ricostruzione dei borghi e dei paesi di montagna devastati dal sisma, garantendone la storia, lo stile e l’urbanistica, sia contro la distruzione dell’ecosistema con estinzione di specie endemiche, chiedendo:< Boschi sull’Appennino>. …E infatti Maria Elena Boschi è nominata commissario per le zone terremotate, allo scadere nell’ agosto 2017 del mandato di Errani. Errori Errani non ha fatto e nessun danno, ché anzi gli si può attribuire il nulla fatto. Previdente, ha risparmiato la spesa di provvisorie casette in finto legno e i costi per lo sgombro delle macerie perché comunque saranno spianate insieme a tutto l’Appennino per far posto ai giganteschi cantieri necessari per interrare nelle colate di cemento gli enormi tubi dei tre gasdotti snam, tap, poseidon provenienti da Azerbaijan, Israele, Algeria a cui il ministro Galletti ha dato entusiastico V.I.A.

Antonella Giordanelli