TABELLINA DEL 7

Orso al guinzaglio

Questa la scaletta procedurale:
  • il 27 agosto 2015 la legge n124 che all’art 8  propone la riorganizzazione e l’eventuale assorbimento del Corpo Forestale dello Stato in altra forza di polizia è esecutiva.
La legge n 124 contro cui hanno votato FI,Lega, M5S, SEL era già incostituzionale per una serie di motivi tra cui l’eccesso di delega che il troppo vago Disegno di Legge Madìa lasciava.
Il decreto attuativo era compito del Ministero di riferimento del CFS, ovvero il Minpaaf.

Il Consiglio dei Ministri doveva approvare per tre volte le bozze del decreto attuativo entro e non oltre il 27 luglio 2016, oppure avrebbe usufruito di una proroga di 3 mesi dal giorno 28 luglio.

  • 28 gennaio il C dei M approva la prima bozza che sottopone a: Ragioneria, Conferenza Stato-Regioni, Consiglio di Stato
  • 26 maggio il C dei M in base a tali osservazioni modifica quello che ora si chiama atto di Governo n 306 e lo invia alle Commissioni Parlamentari perché esprimano il loro parere consultivo entro il 25 luglio
  • Il 28 giugno il Senato vota la proroga di 6 mesi (febbraio 2017) per l’emissione di tutti i decreti attuativi di tutte le riforme Pubblica Amministrazione
  • Il 27 luglio NON si riunisce il Consiglio dei ministri e quindi NON discute quello che ora prenderebbe il nome di Decreto legislativo e scatta sia la proroga procedurale di 3 mesi, sia la proroga ‘politica’ dei 6 mesi
  • Il 28 luglio si riunisce con ordine del giorno estraneo al CFS il Consiglio dei Ministri, al termine del quale si tiene una conferenza stampa. Il Ministro Martina annuncia  in un paio di minuti l’avvenuta approvazione del decreto legislativo sulla Forestale.A tutt’oggi nessun membro di Parlamento ha visto il testo che sarebbe stato approvato il 28 luglio perché non è stato bollinato.
Solo l’Avvocatura di una o più Regioni può presentare rilievi di incostituzionalità di una Legge dello Stato (entro i 60 giorni successivi alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale). La  legge di cui viene esaminata la legittimità viene ‘congelata’ dalla Corte Costituzionale poiché potrebbe sentenziarne l’abrogazione.
Renzi sa far di conto con le 5 dita:  forze di polizia   5 –
                                                                   Corpo Forestale 1 =
                                                                  4    col risparmio di 1
I carabinieri più pragmatici fanno le loro tabelline:
15mila unità di sottorganico nell’Arma
7mila unità del CFS che non sanno fare i carabinieri perché sanno fare i Forestali,
4mila già scartati in base ai fascicoli perché privi delle caratteristiche adatte all’ordinamento militare,
3mila rimanenti forse arruolabili dopo 1 anno (2 per gli ufficiali) di corso d’addestramento militare.
Quindi in ogni caso il Governo deve rimpinguare di 7mila unità l’Arma a cui servono giovani per formarli e metterli su strada a fare ordine pubblico.
Ecco i tempi di efficienza militaresca che nulla hanno a che vedere con le norme amministrative e democratiche. Infatti i decreti li scrive un carabiniere (Del Sette), il parere del consiglio di Stato lo scrive un carabiniere (Toscano), il decreto legislativo lo stanno scrivendo in via Romania.
I vertici dell’Arma se la suonano e se la cantano mentre la politica balla tenuta per il naso.

Si gioca al mercante in fiera dove le carte le fa il mazziere; tuttavia la tabellina DelSette non torna, perché v’è l’incognita X: chi ha i numeri all’ottovolante via (verso altra Pubblica Amministraszione e ricorsi al giudice del lavoro e al TAR)?

prof. Antonella Giordanelli

Giovanni Toti – La riforma del CFS incasina invece di semplificare

Giovanni Toti

Il Governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, sabato in occasione dell’incontro pubblico al “Caffè de La Versiliana”, in merito al Corpo Forestale dello Stato ha dichiarato che “questa riforma io non l’avrei mai fatta” anche perché “invece che semplificare incasina questo paese” aggiungendo che “il mio partito, Forza Italia, e la Lega, insieme a tutto il centro-destra, hanno votato contro questa riforma”. L’on. Santanché, presente anche lei all’incontro, si è compiaciuta per la competenza e per la tenacia con cui la sua amica senatrice di Forza Italia, Anna Maria Bernini, ha condotto la battaglia parlamentare a sostegno della Forestale.

Il Comitato “ForestaForesta” è intervenuto nel dibattito facendo presente che, con la soppressione del CFS, le Regioni verrebbero a perdere tutti quei servizi tecnici e di polizia ambientale di prevenzione sulle norme ambientali regionali a cui le stesse Regioni dovrebbero sopperire con ingenti oneri economici e di personale.

Giovanni Toti, in merito a tale problematica, ha confermato la già critica situazione delle Regioni in quanto saranno chiamate ad assorbire le ex Polizie Provinciali che si occupavano, prima della chiusura voluta dal Governo Renzi, anche di antibracconaggio e di controlli ambientali.

Il Governatore Toti inoltre ha dichiarato che parlerà della questione Forestale in occasione della prossima Conferenza Stato-Regioni per concordare le eventuali iniziative di contrasto a tale riforma.

Comitato “ForestaForesta”

A CHE SI MIRA?‏

Mira

A CHE SI MIRA?
Il governo l’ha chiamata riorganizzazione delle Forze di Polizia con razionalizzazione delle funzioni ma in realtà è tutt’altra cosa! Infatti attualmete qualsiasi agente od ufficiale di Polizia Giudiziaria venga a conoscenza di un reato ha il dovere di riferire senza ritardo all’Autorità Giudiziara dalla quale funzionalmente dipende. Questo pasticcio che chiamano riforma prevede, tra le altre cose peggiorative, che la Polizia Giudiziaria non possa più riferire direttamente alla Magistratura ma che prima debba informare i propri superiori. In questo modo, Renzi che ha nominato a capo delle varie Forze di Polizia tutti personaggi di propria fiducia, potrà avere il controllo di tutte le attività e delle indagini delle stesse Forze: ecco a cosa servirà quella che il governo chiama riforma ma che in realtà è una manovra che si addice molto di più ad una dittatura in piena regola che ad una democrazia!
Marzio Lanzi

Note:

Nel parere  di maggioranza in commissioniAffari Costituzionali e Difesa della Camera riguardante il Decreto sulla soppressione del Corpo Forestale dello Stato a pagina 13, lett. c del parere c’è scritto: […] si valuti l’opportunità di applicare la previsione di cui all’articolo 237 del T.U.O.M.. (Testo Unico delle disposizioni in materia di ordinamento militare) a tutte le Forze di polizia […].In sostanza, a differenza delle Forze di Polizia ad ordinamento Civile (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato e Polizie Locali), che trasmettono le Notizie di Reato direttamente all’Autorità Giudiziaria e solo in un secondo momento ai propri superiori gerarchici per conoscenza, i Carabinieri hanno l’obbligo di trasmetterle prima ai propri superiori.

La macchina della mistificazione

Spargiletame

CORPO FORESTALE DELLO STATO: IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI ILLUSTRA TEMPI E MODALITÀ DELL’ACCORPAMENTO

Ecco la macchina della mistificazione a mezzo conferenza stampa: grande soddisfazione per il bottino pieno sulla pelle del personale. “Ognuno dei forestali entro 20 giorni potrà fare domanda ad altre amministrazioni e se respinta andrà nei carabinieri … che vergogna …… ma ovviamente SARANNO TUTTE RESPINTE ARBITRARIAMENTE, salvo una manciata di unità per fare fumo! Il meccanismo è concepito scientificamente per IMPEDIRE che la scelta sia LIBERA e rispettosa della DIGNITÀ di VERI SPECIALISTI IN AMBIENTE, da sempre, che non devono imparare nulla relativamente al proprio lavoro. Se gli SPECIALISTI sono, ovviamente da sempre, i FORESTALI, perché allora devono sottostare ad una nuova FORMAZIONE? Ma certo! È perché non saremo più specialisti ambientali ma prima di tutto MILITARIIIIIII!

Ministro Martina, questo è il BUCO NERO che non trova da due anni alcuna risposta né in Parlamento, né nelle Commissioni, né nel Consiglio di Stato dei due Carabinieri, né tantomeno del nostro Vertice o nel Governo! E nemmeno nel testo del decreto, che accuratamente evita di approfondire la voragine! La voce di 7000 forestali è facile silenziarla con le menzogne di regime e la denigrazione scientifica a favore della magnificenza di una pura operazione propagandistica. Già il personale di tutte le Forze di polizia (eccetto la quarta Forza Armata quando in tutto il mondo gli Stati ne hanno solo tre!) hanno gridato allo scandalo per il violento e subdolo attacco alla democrazia del sistema sicurezza.

Lo stesso Capo della Polizia si è chiaramente pronunciato CONTRO, prima di essere zittito d’autorità, segno inquietante ed impressionante di normalizzazione. A quando una bella conferenza stampa sulla riduzione da 4 a 3 delle Forze ARMATE ? E dei risparmi miliardari delle relative spese? E del trattamento antidemocratico del personale lamentato delle stesse rappresentanze CoCeR? È sbalorditivo che lo scioglimento del Corpo forestale avvenga quasi con ignominia, quasi prospettando una inefficienza da sanare!!!! Ma se ancora adesso nel 2016 ed in tutti gli anni precedenti i 7000 forestali hanno represso da soli oltre il 60% dei reati ambientali dove sta l’imbroglio? STA NELLA TROPPA EFFICIENZA! !!!! È QUESTA È UN PERICOLO DA COMBATTERE anche con la mistificazione del risparmio inesistente e addirittura con il miraggio di nuove proiezioni europee quando da anni già la collaborazione interpol, con e tra tutte le Polizie e soprattutto la Guardia di Finanza, è operativa.

La storia, ma forse già la cronaca, potrà spiegare la natura vera di questa incredibile lezione di demagogia al sevizio delle lobby militari. E come poliziotti contiamo di avere finalmente di fronte dei Giudici e non dei codardi. È facile vincere in televisione. Nessuno di questi signori ha avuto il coraggio, in due anni, di sedersi ad un tavolo con chi ha difeso da 200 anni l’integrità ecologica del Paese, donne e uomini poliziotti del Corpo forestale dello Stato. Furtivamente d’agosto, come nelle più classiche delle brutte storie di questo paese, si ricattano nel silenzio del Colle 7000 professionisti civili per far tornare i conti ai militari. Complimenti agli strateghi di questa nuova semplificazione con le stellette. Ma non dite però che l’avete fatto per l’Ambiente. Quello ha bisogno di ben altro rispetto e competenza.

Maurizio Cattoi

 

 

PARLA UN CAPO!

CFS lutto

Lettera aperta ai Forestali

Cari Forestali,

il Governo ha deciso di sopprimere con inaudita avventatezza e irresponsabilità l’amato e glorioso Corpo Forestale dello Stato che ha segnato la storia del nostro Paese: quanta amarezza e quanti rimpianti! Duecento anni di onorato servizio azzerati da una classe dirigente incolta e vile e dalla pochezza di politici pressappochisti, ad eccezione del “Movimento 5 Stelle” cui va la mia riconoscenza, incapaci di comprendere la gravità delle loro inappellabili decisioni.


Qualche anno fa si pose il problema della regionalizzazione del Corpo. La gente capì che si trattava di una operazione politica di bassa lega e ci aiutò nell’ardua impresa di preservarne la statualità grazie anche al sostegno determinante di molti parlamentari illuminati e della stampa più accreditata.


Ora la liquidazione del Corpo è avvenuta nel giubilo addirittura di quanti erano preposti alla sua salvaguardia, in assenza di ogni riflessione politica in ambito parlamentare e soprattutto nella indifferenza totale della opinione pubblica e dei mass-media.
Gli autori di cotanto misfatto non sanno che hanno infranto il sogno di intere generazioni che vedevano nel CFS un formidabile baluardo per la salvaguardia dell’ambiente e uno sprone possente per una nuova ecosofia per lo sviluppo sostenibile.


Cari Forestali, riflettete su quanto è avvenuto in questo ultimo decennio di cui restano solo miserie e macerie e avrete la risposta del perché la nostra Amministrazione, fra le più considerate e amate del Paese, sia caduta ora nell’oblio e nell’indifferenza generale.

Dr. Giuseppe Di Croce
già Capo del CFS

EMME COME MAFIA

A tempo perso è divertente risolvere in enigmistica il famoso gioco “unisci i puntini” …  è comparsa una Emme.

M come Mafia

“La mafia ci salverà dal totalitarismo comunista”, sperava negli anni di piombo un lungimirante liceale, poi laureatosi alla Normale di Pisa ed ora docente universitario.

Allora era presidente della repubblica italiana il partigiano Pertini (già responsabile della strage di via Rasella che innescò la rappresaglia delle Fosse Ardeatine). Era già accumulabile al compagno Napolitano (poi responsabile dell’attuale regime dei nominati nipotini costituendi), poiché entrambi avevano pubblicamente plaudito ai carri armati URSS che reprimevano Budapest (1956) e poi Praga (1969).

M come Maremma

Per un paio d’anni,intorno al 2013, c’è uno strano allarme nel centro di Firenze (patria del Mostro della Massoneria perugina) e nella città di Prato (patria cinese dell’industria tessile dei rifiuti tossici): vengono rapiti e scompaiono cani di grossa taglia.
Si sospetta servano a tenere allenati cani da combattimento.
Nella primavera del 2014,  nelle pubbliche vie e piazze dei comuni grossetani di Manciano, Scansano e Semproniano (patria dei coniugi on.Franco Bassanini e on. Linda Lanzillotta, calabrese), sono apposti avvertimenti mafiosi tramite teste mozzate di lupi.
Contestualmente gli allevatori e specialmente i pastori sardi proprietari dei terreni in Maremma, dove un ettaro vale un milione d’euro, subiscono ecatombe di greggi.
Da sempre le pecore al pascolo sono custodite dai cani di razza maremmano-abruzzese. Grazie a ciò in Abruzzo, nonostante la presenza di orsi marsicani e lupi, non si sono mai registrate predazioni. Infatti i lupi (il cui peso oscilla tra i 25/35kg) non possono affrontare i forti e possenti cani da pastore che pesano il doppio. E pur tuttavia nel grossetano è strage di pecore.
Motivo plausibile potrebbe essere che i cani maremmani non sono ferocemente addestrati al combattimento come i molossi che è usanza russa far lottare tra loro o addirittura con gli orsi.
E’ noto che in quel di Toscana invece della favella sarda risuonerà presto la dolce lingua del DA.

Intensi sono i traffici tra l’est Europa e il sud d’Italia e le movimentazioni da sud a nord, passando per la cina nostrana.

E’ un gioco da bambini, ma non è ingenuo, unire i punti delle città toscane sulla cartina geografica: le banche come Monte Paschi di Siena e gli assessori come il calabrese Pasquale Macrì d’Arezzo, anche lui nominato come Matteo Renzi di Pontassieve e Maria Elena Boschi di Montevarchi (fuor di luogo Perugia con Massoneria e Mostro di Firenze)

  • Manovre e movimentazioni dei nuovi padroni della Toscana hanno un nesso con i lupi (che il sindaco di Manciano vuole sopprimere) e la Forestale (che gli onorevoli Bassanini e Lanzillotta vogliono da sempre soppressa)?
  • Coincide solo un nesso di casualità nelle emme di Maurizio Martina e di Marianna Madia?
  • O è un segno che ci deve far riflettere su un nesso logoco: se effettivamente negli anni di piombo ci avesse salvato la mafia, chi ci salverà dal totalitarismo in questi anni affetti da “saturnismo”?

 

prof. Antonella Giordanelli 

NESSUNO CREDE AI FANTASMI

Tale Maurizio Martina è il 34° ministro del fu dicastero dell’agricoltura, quello abolito da un referendum popolare tanto che gli si dovette cambiar nome con un altisonante MIPAAF. In tale dicastero opera il Corpo Forestale dello Stato.

Perché lì? Nessuno lo sa, ma probabilmente perché era proprio il vivo, reale, operativo, competente Corpo Forestale dello Stato che dava sostanza tangibile intorno a cui mantenere un riciclato dicastero cartonato.

Perché non assegnare al neonato Ministero dell’Ambiente gli 8000 agenti  civili e non militari del Corpo Forestale? Probabilmente perché l’indispensabile dicastero preposto all’ecologia avesse operativi in turnazione i 350 carabinieri dei noe che , essendo laici e non santi miracoli non ne potevano fare a tutela del sistema ecologico.

Eppoi, dopo l’eccesso di delega per l’acronimo Ministerodellepoliticheagricolealimentarieforestali, l’accademia della crusca avrebbe derogato un ministero dell’ambiente-foresta/mare/montagna/valle/pianura, della flora-fauna e del territorio agrosilvopastorale montano-rurale a tutela di biodiversità e biodiritto ?

Era in gioco l’italiano…

E’ noto che il CFS si fregia di una storia bicentenaria, invece il ministro Martina, da cui dipende a tutt’oggi non ha avuto neanche un passaggio in cronaca, benché quotidianamente nel settore di sua competenza s’aggiungano nomi negli annunci mortuari, Martina non compare mai neanche in effige:

  • ULIVI del SALENTO – la faccia è del commissario Xylletti,
  • EXPO’ – il marchio è degli sponsor CocaCola e Mc Donald,
  • TTIP – il cartello è delle multinazionali,
  • CFS – la maschera è di Belfagor.
Ecco perché mai nessuno lo ha né elogiato, né contestato, né accusato, né mai nominato. Anzi per essere precisi una volta Martina fu nominato da quel Renzi che appoggia il TTIP e sopprime la Forestale. Quindi per precisione nessuno lo ha mai eletto, né elogiato, nè contestato, né salutato perché lui, per scelta, è un nonvedente e passa non visto anche negli spazi delimitati d’Expò. O forse nessun addetto al cerimoniale gli ha mostrato il colore delle divise forestali affinché potesse riconoscere gli uomini e donne in servizio come agenti del suo dicastero all’Expò.

Tuttavia, per amor di verità bisogna ammettere che fino ad oggi Maurizio Martina, ha dato prova di sapere che esiste la Forestale perché due anni orsono, in occasione del 192° dalla fondazione del CFS, l’ha molto elogiata, concludendo che “chi è forte non teme i cambiamenti”.

Però non sappiamo se sa che ci sono state nel frattempo altre ricorrenze come i 110 anni dall’istituzione della Scuola forestale di Cittaducale, né se qualcuno gli ha spiegato che ora la tutela dell’agroalimentare, dell’ambiente, dei diritti animali, della biodiversità è passata al Mistero della Difesa (già ministero della guerra).

Comunque il 29 gennaio avendo il Consiglio dei Ministri approvato in via preliminare un

decreto attuativo, deve aver saputo che qualcuno lo aveva scritto e così , per non essere da meno, Martina ha scritto una letterina, che però un mailbombing gli ha sdegnosamente respinto al mittente: lui non rispose e non batté colpo e nessuno udì né parola, né lamento, né rumore di catene.

Però, improvvisamente, all’approvazione del decreto legislativo che abolisce la Forestale, il ministro Martina s’è levato per battere ogni primato olimpionico: in un minuto e ventotto secondi ha sparato in una successione mozzafiato:
1) i CC garantiscono un presidio territoriale straordinario (i comandi stazione nei piccoli comuni, anche montani, sono della Forestale, non dei cc)
2) i CC consentono di radicare l’esperienza nei territorio rurale (i cc non hanno alcuna esperienza nel territorio rurale, ma solo nei centri abitati)
3) garantisce il ruolo forestale e la specificità del patrimonio di professionalità forestale (il ruolo è ad esaurimento)
4) ringrazia per la riorganizzazione che abbiamo fatto> (hanno fatto tutto i carabinieri, lui, Martina, non c’era proprio a lavorare a Roma)

5) ringrazia per (non è stato sentito assolutamente nessuno né dei dirigenti né dei funzionari, né dei sindacati né tanto meno dei tecnici, degli agenti e degli operai del Corpo Forestale).

Martina è riuscito a mettere a segno ogni 20 secondi una panzana:
NESSUNO HA MAI CREDUTO AI FANTASMI
ma riecheggia un’infantile filastrocca in questa storia di ingenue letterine, mele avvelenate, intriganti Boschi, melliflui vampiri:
Min Martina agricoltore / dormi tu? dormi tu?

Suonan le campane/ suonan le campane /a morto, a morto.

prof.Antonella Giordanelli