LISTE (buoni e cattivi) e PROGRAMMI

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LISTE (buoni e cattivi) e PROGRAMMI

Antonella Giordanelli – Il Movimento 5 stelle è sempre stato solidale col Corpo Forestale dello Stato in parlamento e in piazza, a cominciare da Alessandro Di Battista, per culminare con l’on Massimiliano Bernini sempre generoso e leale con determinazione e competenza insieme alla tenace sen. Enza Blundo, più discreta ma fattiva e costante i quali tre purtroppo non si ricandidano. C’è da confidare con tutto il cuore che superi le parlamentarie in Toscana 1 Nord Alessandro Bottacci, primo dirigente forestale dell’ufficio biodiversità, estromesso al momento dell’accorpamento nell’Arma dal capo del Corpo Cesare Patrone, come estrema rivalsa contro il suo sincero amore per la divisa scelta con un giuramento e la cui storia personale è agli antipodi con quella della sen. Vilma Moronese, fedele amica personale di Cesare Patrone che è auspicabile non reiteri la sua attività né in commissione ambiente né come capogruppo M5S.

Alessandro Bottacci – Carissimi amici
ci siamo. Martedì 16/1 e Mercoledì 17/1 si terranno le Parlamentarie del Movimento Cinquestelle per individuare i candidati da inserire nelle liste per le Elezioni del 4 marzo 2018.
Io mi presento per il Senato nel Collegio plurinominale Toscana 1, che comprende le provincie nord della Toscana.
Possono votare solo gli iscritti al M5S, che esprimono 3 preferenze alla Camera e 3 al Senato.
Molti di voi mi conoscono e mi stimano per la mia lealtà e per la correttezza del comportamento. Conoscete anche la mia storia professionale come Ufficiale del Corpo forestale dove ho potuto esprimere la mia grande passione per l’ambiente ed in particolare per boschi e montagne, portata avanti con impegno e professionalità
A molti è noto anche il mio impegno nel mondo del volontariato e dell’associazionismo.
Se siete iscritti chiedo la vostra fiducia, dandomi la vostra preferenza alle Parlamentarie.
Se non siete iscritti, chiedo di parlare di me ai vostri amici iscritti perchè possano decidere di darmi la loro preferenza.
Sapere che sono un uomo che ama decisamente più i fatti delle parole, per cui mi fermo qui.
Spero davvero di poter avere l’occasione di mettere al servizio del mio Paese la mia passione e la mia esperienza.
Un abbraccio e grazie ancora se mi darete fiducia.

Michele Pace – Istituire una POLIZIA FORESTALE ad ordinamento civile nuova e moderna, dipendente dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile con dipendenza funzionale dal MIPAAF e dal Ministero dell’Ambiente.
Stessa divisa dell’ex CFS con queste funzioni: controllo sui tagli boschivi – DOS per l’Anticendio Boschivo (AIB) – servizio di controllo idrogeologico del territorio – ricerca scomparsa di persone.

Cistola Giuseppe – Dipartimento protezione civile e tutela ambientale…. Tre agenzie, difesa civile/vigili del fuoco… Difesa del mare/guardia costiera…… E agenzia forestale /tutela ambientale….. Sono agenti forestali i corpi regionali, le polizie provinciali, i guardiaparco, e tutti i cfs che faranno richiesta…. Sono a disposizione degli agenti forestali tutte le guardie volontarie, i carabinieri come polizia agroalimentare, il corpo degli alpini a difesa della montagna
Ripristino della divisa, le stazioni in tutti i piccoli centri rurali e di montagna…. Coordinamento di tutte le attività forestali ambientali, faunistiche, aree protette, difesa idrogeologica, idrica, i fiumi i laghi
Il dipartimento protezione civile composto da… Capo dipartimento, direttore generale vigili del fuoco, dir. Gen. Guardia costiera, dir. Gen. Agenzia forestale.

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CONTRAFFAZIONI

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Un carabiniere in pensione – 2014/2016 è stato il periodo più brutto nei 46 anni di servizio. Quando è sorto il caso Consip i veri Carabinieri pensavano (pensavamo) ad un cambio vertice volontario, ovvero le dimissioni del Gen Del Sette per permettere sia alla magistratura che allo stesso interessato di poter lavorare bene e nel contempo salvaguardare l’immagine dell’Arma nel contesto nazionale: sarebbe stata la soluzione migliore e meno dolorosa per tutti. Invece no. Lui è rimasto al suo posto, fregandosene di tutti.
In quel momento personalmente l’ho sfiduciato pur dovendo fare bella faccia a cattivo gioco. Un bel giorno è venuto al Provinciale di Brescia in visita ed io ero Comandante Interinale di Compagnia: è stata la prima volta in tutta la mia, carriera che ho fatto fatica a portare alla visiera la mano destra in segno di saluto perché avevo avanti a me non un Ufficiale dei Carabinieri, il Comandante Generale in persona, ma un individuo codardo, presuntuoso, protagonista, vendicativo vestito da ufficiale dei carabinieri che sotto tali vesti ha umiliato un Corpo di Polizia invidiato nel modo reo di non essersi attenuto, quarant’anni prima, a dar corso a degli ordini che avrebbero sconvolto la giovane repubblica italiana, e che, per tenersi buono il personale, elargisce assegni con belle cifre per il benessere del .personale che non si accorge che nello stesso tempo, tramite la complicità della Rappresentanza Militare, viene pugnalato alle spalle.
Sono sempre più convinto che la politica/partitica è anche lei vittima del disegno perverso posto in essere dal gen Del Sette. Spero per i colleghi in servizio, per quei giovani che credono nell’Arma e che vogliono entrare nei suoi ranghi e per tutta la collettività che crede ancora nell’istituzione che il successore sia uno come quegli Ufficiali che ho avuto l’onore di conoscere, di essere alle loro dipendenze e di aver apprezzato il loro spessore umano: prima uomini e poi ufficiali, schivi alle dispute di palazzo ed abili a non cascare nella trappola del protagonismo. Ce ne sono ancora in giro, basta solo avere l’umiltà ed il coraggio di scovarli. Io devo ringraziare tutti quei colleghi di ogni ordine, e grado, in servizio e a riposo, anziani e giovani, conosciuti lungo il mio cammino, che mi hanno fatto conoscere la figura sana dell’uomo in uniforme

——— Original Message ——–
Da: “BERNARDO DANIELE” <daniele.bernardo@giustizia.it>
To: comitatoforestaforesta@gmail.com
Cc: “Circelli Leonardo” <leonardo.circelli@giustizia.it>
Oggetto: D. Lgs. 177/2016 – problematiche art. 18, co. 5
Data: 14/09/16 20:24
Gentilissima dottoressa Giordanelli,
con riferimento alla normativa indicata in oggetto, mi permetto, d’accordo con il Capo Segreteria, dott. Leonardo Circelli, di trasmetterLe i testi e i link ove poter scaricare lo schema di Decreto approvato in Consiglio dei Ministri, i pareri resi dalle Commissioni Parlamentari competenti e il testo del Decreto uscito ieri in G.U.:

– Schema di Decreto  http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/976359.pdf
– Decreto in G.U.  http://www.gazzettaufficiale.it/…/stampa/serie_g…/originario

Con specifico riguardo alla questione degli obblighi di polizia giudiziaria e dei doveri connessi con la dipendenza gerarchica, stiamo ulteriormente approfondendo la problematica. Tuttavia, come da Lei opportunamente segnalato, preme comunque rilevare che una norma del tutto analoga, quella contenuta nell’art. 237 del Testo Unico sull’Ordinamento Militare, è pienamente vigente a far data dal 9 ottobre 2010, limitatamente all’Arma dei Carabinieri, senza che questo fatto abbia inciso sulla correttezza e la terzietà delle indagini avviate da sei anni a questa parte. Riteniamo, infatti, che un’interpretazione opportunamente orientata e coordinata con le attuali disposizioni del codice di Procedura Penale spinga a ritenere che le paventate istruzioni dei vertici delle Forze di Polizia non abbiano valore giudiziario-investigativo ma meramente statistico-organizzativo, come peraltro precisato dal Legislatore nel medesimo articolo del Decreto n. 177.

Cortese dott. Bernardo,
La ringrazio per la Sua solerte disponibilità. Tutti noi cittadini ora costituiti in Comitato ForestaForesta, avendo attenzionato fin dal 9 luglio 2014 l’allora DDL Madìa, abbiamo sempre immediatamente visionato tutta la documentazione relativa.
Quanto ci manca, come esplecitato al dott. Leonardo Circelli è il testo del DLgs approvato nel Consiglio dei Ministri del 28 luglio, che non può essere identico a quanto firmato e controfirmato dal Capo dello Stato e dal Guardiasigilli stante le correzioni apportate prima dal Ministero dell’economia e poi da Codesto Dicastero.
Non voglio dubitare che gli errori tecnici del testo fossero poco più che refusi, ma sarei confortata nell’acquisire una copia bollinata.
I nostri rappresentanti eletti in Parlamento non sono riusciti a reperirla.
Quanto al Legislatore mi sorprende l’esercitazione stilistica per cui, introducendo l’art.237 del TUOM, non lo cita testualmente, ma usa una perifrasi.
Statisticamente non ho strumenti per sapere se l’Arma dei Carabinieri sia mai venuta meno alla oggettività ed imparzialità dell’azione investigativo-giudiziaria e tuttavia se il Legislatore si sente in dovere di precisare e circoscrivere le finalità dell’applicazione del TUOM, c’è una qualche diffidenza e timore che se ne possano trascendere i limiti inficiando l’indipendenza della Magistratura. Mi sembra una deroga al CPP d’utilità superflua e di potenzialità pericolosa, che invece d’aggiornare la normativa allargando le garanzie offerte ai cittadini dalle Polizie civili, omologa tutte le PG alle prassi dettate dai vertici militari.
Grata dell’attenzione suscitata,
prof. Antonella Giordanelli

Massimo Mersecchi – Quello che è successo al Corpo Forestale dello Stato NON è STATA la più grande operazione di marchetting del renzismo ma il TRADIMENTO di una classe politica stolta e miope nei confronti dell’unica VERA forza di polizia ambientale che il mondo ci invidiava . Tutto il resto sono solamente vuote ed inutili vacue parole . La distanza tra Corpo Forestale dello Stato ed Arma dei Carabinieri è un abisso siderale , assolutamente incolmabile per totale diversità di lavoro e mentalità . Alle prossime elezioni votate con il cuore e con l’intelligenza che la GLORIOSA divisa FORESTALE ha forgiato in VOI. C’è ancora qualcuno che DESIDERA RIFONDARE il GLORIOSO Corpo Forestale dello Stato !

Alessandro Cerofolini – Abbiamo ragione. Non abbiamo fatto nulla di male. Il male lo hanno fatto a noi calpestando i nostri diritti, violentando la nostra dignità professionale e umana e violando il patto che avevamo fatto con lo Stato al momento del giuramento.
Dobbiamo riprenderci i nostri diritti. Dobbiamo ricostituire il nostro glorioso Corpo forestale dello Stato.
Dal 4 marzo 2018 in poi……

EFFETTO MADIA

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Furio Detti – Primi “effetti positivi” della Riforma Renzi sul CFS…
Chiamo il Comando Stazione dei Carabinieri Forestali di Castiglione dei Pepoli (BO) che dovrebbe essere competente per ispezioni e sopralluoghi ai fondi boschivi.
Risponde un messaggio registrato, ci sono solo di mercoledì mattina (su una settimana lavorativa!!!) e rinviano al 1515 per ogni richiesta.
Chiamo il 1515, un carabiniere, gentilissimo, mi risponde: solo che è della Toscana (io adesso sono in Toscana) si stupisce di come io abbia agganciato loro e non i colleghi emiliani; sciolgo l’arcano avvertendolo che sto chiamando da Pontedera. Comunque l’addetto mi dà, con formula dubitativa, un numero verde da chiamare…
Già sono tre passaggi.
Chiamo il numero verde e mi rispondono i Vigili del Fuoco di Bologna, che si occupano di prendere nota di chi sta bruciando stoppie e rami. Ma non gestiscono queste richieste. Gentilissimi pure loro, che mi rinviano al numero del Comando Stazione di Castiglione. Rispondo che ho avuto il loro numero verde proprio dai Carabinieri chiamati su indicazione dei Carabinieri Forestali di Castiglione via messaggio registrato; e che mi trovo in difficoltà se per rispettare le normative devo ridurmi anche solo per un contatto a fare i girotondi col telefono…Proveranno a chiamarmi per sapere chi chiamare.
Sulla gentilezza e cortesia nulla da dire, sulla tempestività e sulla facilità di contatti per esigenze… beh.
Secondo voi che futuro si prospetta per gli eco-delinquenti e per chi vorrà contattare velocemente qualcuno in difesa dei boschi e tutela del territorio?
Massimo Mersecchi – “Pluralitas non est ponenda sine necessitade” . Dico questo per sgomberare i dubbi che mi hanno portato a considerare la DISTRUZIONE del C.F.S. puramente un problema di finanza pubblica .
Il problema che ha scatenato ( a mio parere) la necessità di “DEFUNGERE” il Corpo Forestale dello Stato era quello che si trattava di un corpo tecnico specializzato e con funzioni di polizia NON “IMBRIGLIABILE” e NON sottoposto a controlli diversi che NON fossero quelli della Magistratura . PUNTO !
Il governo dello Stato Italiano era un elefante tormentato dai “ sorcetti “ forestali che ficcavano il naso nelle materie agro-alimentari , ambientali , di gestione del territorio , dell’inquinamento , della gestione della caccia , degli incendi boschivi , delle speculazioni edilizie e di mille altre amenità e che davano estremo fastidio ai potentati di turno . Come ora , da estremo fastidio che i RESTANTI Forestali girino impunemente a far rispettare la LEGGE nelle riserve delle regioni a statuto speciale rimaste -con la doverosa premessa che (anche) il C.F.R . (esempio) Friuli Venezia Giulia HA l’ attribuzione di P.S.- .
Bisogna anche considerare che l’unico corpo assolutamente affidabile per il funerale e che poteva essere museruola sicura era quello “nei secoli fedele”. Quindi , a meno di incredibili stravolgimenti politici ( che di cuore auspico) , anche i “RESTANTI” forestali ancora operanti RISCHIANO ! Non si tratta del RISPARMIO monetario prospettato , ma di MANO LIBERA nella gestione della natura in tutti i suoi aspetti . Meno rompi marroni che girano più possibilità hai di farti gli affari che più ti aggradano e SENZA CONTROLLI .
Mario Di Gregorio – Il Corpo Forestale dello Stato era un Corpo di Polizia con funzioni tecniche e non viceversa. Non confondiamolo con quelli delle Regioni a statuto speciale. Il Corpo tecnico era finito con il passaggio delle funzioni in materia forestale alle regioni. Da allora il CFS non faceva piu le martellate e le sistemazioni idraulico Forestali. La 121/1981 di riforma della vecchia Pubblica Sicurezza riconosceva il CFS come quinto Corpo di Polizia in Italia. Che poi si sia trascinato negli anni tra ambiguità varie è un’altro discorso che non possiamo affrontare in questo ambito!
 
Filippo Aldini – Il legislatore, quando ha stilato il provvedimento di assorbimento e di spacchettamento dei compiti e delle competenze del Corpo Forestale dello Stato, ha operato con leggerezza non avendo la conoscenza delle differenti particolarietà tra la Forestale e l’Arma.
Il legislatore non ha valutato le conseguenze giuridiche-amministrative conseguenti al passaggio degli immobili ( fabbricati e terreni classificati aree protette); non ha valutato l’operatività dei stabilimenti semi che per legge provvedono alla custodia dei semi, di svariate specie arboree destinati allo studio ed alla ricerca della biodiversità forestale ed al ripopolamento dei soprassuoli boschivi.
Non ha valutato, ad esempio, il futuro di tutta una serie di studi e ricerche poste in essere dalla Forestale sia a livello nazionale che internazionale attraverso il proprio personale specializzato periferico del tipo CONECOFOR, CARTA DELLA MONTAGNA, PARIGI 21, progetto RE.N.GER.( rete nazionale del Germoplasma) attraverso due centri per lo studio e per la conservazione della biodiversità ETC..
Non ha valutato le richieste, da parte dei Carabinieri che si sono visti affiancati da Forestali sindacalizzati dal 1948 e che mal recepiscono l’applicazione, a loro, di una normativa militare che prevede l’arresto ed il confinamento in carceri militari con tutte quanto ne consegue e che quindi spingono affinchè le garanzie sindacali possano trovare applicazione anche per gli appartenenti all’Arma.
Non ha valutato, appieno, cosa avrebbe comportato inserire dei civili in un Corpo militare e sono, quindi, sorte delle complicazioni operative di inserimento che non potranno essere risolte con alcuni provvedimenti che, anzi, complicheranno ancora di più l’attività operative dei due Corpi.
Maresciallo Cav. Oreste Martinelli – A tutti gli onorevoli deputati di destra e sinistra nazionali. Facciano un esame di coscienza politica, riflettano su quello che hanno fatto contribuendo alla distruzione del Corpo Forestale dello Stato, il quale era l’unico Corpo, prestigioso, professionale nella conservazione idrogeologica del nostro territorio. Pensate alla prevenzione delle frane, delle valanghe, dissodamenti, tagli, caccia e pesca. Un suggerimento da esperto della prevenzione e repressione negli incendi boschivi: nel periodo di massima pericolosità bisogna collocare gente esperta e che conosce bene il territorio, sulle vette per segnalare alla squadra antincendio, con radio e telefono, l’inizio dell’incendio. È fondamentale il pronto intervento. Ricordate che l’incendio parte sempre da un fiammifero, su un metro quadrato di terreno. Con questo mio suggerimento eviteremo la distruzione delle foreste e l’enorme spreco di euro, per l’intervento di mezzi e personale: vedi il canadair, l’elicottero ecc ecc. Riflettete.
 
Maurizio Cattoi – 16 ottobre 2017,195°anniversario dalla fondazione.
Penso oggi a ( tanti altri) quanto sia liberatorio poter esprimere con parole pubbliche questi sentimenti d’amore e di appartenenza alla Forestale. E penso che chi riesce a farlo può dirsi fortunato.
Perché penso anche a quelli di noi che non hanno reagito prima, che non se la sono sentita di ricorrere e che ora vorrebbero ma non possono più; a quelli che pensano opportuno (visto l’orizzonte infinito del proprio servizio) non sentirsi più forestali ma già sanno che nonsarannonmaicarabinieri. Penso a tutti quelli che sperano in silenzio nel miracolo delle elezioni per votare contro il PD che ci ha scaraventato nel medioevo militare/amministrativo.
Dico a tutti: il silenzio non paga. Occorre festeggiare a voce alta la Forestale e i Forestali, cioè noi stessi.
È in ballo più di tutti quei valori tanto cari proprio ai militari, ovvero lo spirito di Corpo, l’onore ai propri caduti, l’amore per la giubba, l’orgoglio della propria identità: è in ballo la democrazia.
È leggere con l’esperienza personale quello che sta succedendo al Paese. O si guarda avanti e intorno, o non si capisce niente.
Perché è stato possibile militarizzare diecimila civili senza un colpo di tosse? Perché l’Italia è una democrazia zoppa? Perché l’Inciucio è una regola istituzionale? Perché l’Italia è così tragicamente diversa dal resto d’Europa? Forse può servire il ripasso di un po’ di storia recente. Poi ognuno può vederla come vuole.
Antonella Giordanelli – Fine anno 2017.
Si conclude questa giornata scandita minuto per minuto dallo straziante ricordo del 31 dicembre 2016.
E finisce il temuto anno durante il quale tutto s’è realizzato come neanche nelle peggiori aspettative senza che s’intraveda né possibilità di tornare ai livelli di presidio e tutela della Natura che il CFS ha sempre offerto né alcuna consuetudine quotidiana che superi l’estraniamento di vestire panni diversi dalla divisa del CFS.
Tutto ciò è garanzia per il futuro di vitalità e combattività: senza stemma distintivo, SIAMO TUTTI FORESTALI !
 
Ciccio Isgro’ – Premetto non sono un forestale, ma vi ho sempre ammirato. Il 31.12.2016 da Italiano mi sono sentito deluso,vedere un corpo dello stato con 194 anni di storia ( e non parlo di bruscoletti) sciolto!!. Auguro a tutti i forestali buon Anno 2018, con la speranza di rivedere il CFS!!

PIU’ BUIO CHE A MEZZANOTTE

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Il 31 dicembre 2016 ho scritto questa lettera ai miei colleghi forestali. È passato un anno esatto senza la nostra Forestale. Un anno brutto e difficile, denso di problemi lavorativi, di questioni non risolte, di boschi bruciati dal fuoco e di valanghe cadute a valle senza il pronto intervento dei forestali.
Così, per non dimenticare il glorioso Corpo forestale dello Stato e per ricordare a tutti noi chi eravamo:

“Cari colleghi forestali,
scrivo queste righe per salutarvi.
Tra poche ore consegnero’ agli uomini del neo generale dei Carabinieri RF Conti Massimiliano il mio tesserino di dirigente del Corpo forestale dello Stato. Tessera, stemma, mostrina e fregio forestale che ho portato addosso per 22 anni con orgoglio, serieta’, onore ed entusiasmo.
Essere forestale per me ha significato tanti impegni, sacrifici, rinunce, rischi, minacce, ma anche tante soddisfazioni, riconoscimenti, encomi, ringraziamenti, emozioni e gratificazioni.
Per servizio ho potuto conoscere colleghi stupendi, ammirare boschi bellissimi, visitare Riserve naturali uniche al mondo per la loro bellezza e camminare con lo scarpone su silenziosi sentieri di montagna.
Tra pochissimo tutto questo sara’ finito.
Il Corpo forestale dello Stato, dopo 194 anni di storia gloriosa al servizio del Paese e dei cittadini, muore nel piu’ assoluto silenzio degli organi di informazione e nella piu’ totale indifferenza delle Istituzioni che ha servito con fedelta’ e competenza.
Ucciso da una classe politica miope e arrogante e da una classe dirigente silente che non ha fatto nulla per contrastare questo scempio. Per non parlare di quei dirigenti che si sono prodigati fattivamente per sciogliere la (anche loro) Forestale…
Non ho ancora capito perche’ l’abbiano fatto e quale sia l’utilita’ per la Nazione , per i cittadini e per noi appartenenti al Corpo.
Personalmente, ho fatto di tutto per contrastare la fine di una delle piu’ antiche istituzioni italiane. Ho parlato con tutti i parlamentari di mia conoscenza, ho scritto ai giornali, ho richiamato all’impegno e al senso di responsabilita’ i miei colleghi dirigenti, ho supportato alcuni sindacati forestali, sono sceso in piazza con loro, ho presentato progetti alternativi, ho fatto ricorso al TAR e ho confortato i tanti colleghi avviliti.
Tutto inutile. Il Corpo forestale dello Stato non esiste piu’.
Per me queste ore sono momenti di lutto. Ho la morte nel cuore. Adesso e’ notte fonda. Il buio e’ totale e l’alba e’ ancora lontana.
Ma non tutto e’ perduto. All’interno del Ministero sta per nascere la DIREZIONE GENERALE DELLA MONTAGNA E DELLE FORESTE. Questa sara’ la base per ripartire e, se dovesse cambiare il Governo, il fulcro per la rinascita dell’Amministrazione forestale.
Adesso siamo caduti nel baratro piu’ profondo, siamo tutti tristi, avviliti, sconcertati, confusi e amareggiati per questa fine ingloriosa del nostro amato Corpo.
Dobbiamo rialzarci, dobbiamo rimanere il piu’ possibile uniti e, a testa alta, dobbiamo andare avanti con la fierezza della nostra storia, lavorare con impegno, serieta’ e senso di responsabilita’. E non dobbiamo assolutamente disperdere il nostro formidabile patrimonio professionale, il nostro punto di forza.
Chiudo con un saluto affettuoso alle donne e agli uomini della Divisione 15′ (compresi quelli a riposo), persone speciali che hanno condiviso con me sette anni di questa storia forestale. Grazie di cuore per quanto avete fatto per l’Amministrazione. Siete stati una squadra speciale, unica, grande, bella, di cui andare fiero e orgoglioso. Oggi sono triste anche perche’ vi ho perso e difficilmente mi sara’ possibile rivivere momenti belli, intensi, a volte duri e un po’ pesanti, come quelli che ho avuto l’onore di condividere con voi. Voi che c’eravate sempre nei miei momenti piu’ difficili. Ricordo ancora quando portavate avanti la Divisione durante la mia assenza per il tumore che mi ha bloccato per un bel po’ di tempo. Voi eravate accanto a me quando mio padre e’ morto. Voi mi avete consolato quando subivo le umiliazioni da parte di alcuni miei superiori. Grazie di cuore per tutto. Vi abbraccio con tanto affetto. Vi ho voluto bene e ve ne vorro’ sempre.
Come per sempre portero’ nel mio cuore il Corpo forestale dello Stato.
Infine, un caloroso saluto di benvenuto ai miei nuovi colleghi forestali assegnati, come me, alla istituenda Direzione generale della montagna e delle foreste. Avremo modo di conoscerci dal vivo, di lavorare insieme a tutela dello splendido e vasto patrimonio forestale italiano e per custodire con orgoglio e con il cuore l’immensa eredita’ morale e professionale del Corpo forestale dello Stato.
Con l’orgoglio per il nostro passato, con l’affetto che ci lega nel presente e con la massima fiducia per il nostro futuro, invio a tutti voi saluti forestali e auguri sinceri.
Ex silvis ad gloriam”.

Alessandro Cerofolini

 

STORIE DI NATALE

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IL TOPOLINO E LA MONTAGNA

Alessandro Ghezzer – Il topolino e la montagna
Ormai l’isteria sembra essere il tratto dominante della nostra società. Ecco una vicenda esemplare: la presenza di un piccolo roditore in una scuola ha provocato un pandemonio, e il sindaco ha dovuto fronteggiare una situazione paradossale. Genitori in rivolta, ipotesi di chiusura delle scuola, intervento di ditte specializzate in derattizzazione. L’isteria non riguarda solo orsi e lupi dunque, ma perfino un topolino, in questo caso una innocua arvicola, la cui presenza in una zona di campagna dovrebbe essere ed è perfettamente normale. Il distacco dalla natura dell’uomo moderno è così drammatico da diventare perfino grottesco.

Luca Menesini, sindaco di Capannoli (Pisa) – Alla ricerca del topolino che non c’è
Eccoci alla terza puntata del topolino di campagna che si vorrebbe avesse trovato fissa dimora nella scuola primaria di Lammari, ma che invece abbiamo catturato circa quindici giorni fa, prima che potesse proliferare o creare situazioni preoccupanti.
Eh sì, circa una quindicina di giorni fa, grazie a delle trappole al cioccolato, quindi non nocive per le persone, abbiamo preso l’intruso, che poi si è rivelato essere un topolino di piccole dimensioni, tipico della campagna. Da allora stiamo monitorando tutte le mattine la scuola, con l’aiuto di una ditta specializzata in derattizzazioni, prima dell’ingresso dei bambini.
I risultati, ogni mattina durante l’ispezione, sono buoni, nel senso che anche dopo il fine settimana è stato confermato l’esito della non presenza di roditori nella struttura.
Con tutto questo però continuano a girare storie su storie, come se la scuola fosse infestata da enormi topi che sbucano da ogni angolo. E’ tutto frutto dell’eccessiva apprensione di alcuni che poi diventa un passaparola bastato su “Ho sentito dire che”, “Si narra che”, ecc. che senza fondamenta e senza riscontri dilaga.
La verità è che di topi nella scuola non ce ne sono. Il nostro caro topolino di campagna è stato beccato settimane fa e dai controlli emerge che nessuno lo ha seguito. Ho avuto conferma dagli esperti che la strada che stiamo seguendo è quella giusta.
La scuola quindi sarà regolarmente aperta fino a venerdì 22, controllata ogni giorno in modo da vedere di 
placare le ansie. In più come Comune faremo fare durante il periodo natalizio delle pulizie approfondite, di affiancamento a quelle che ogni giorno fa la scuola.
Sono certo che per un topolino di campagna trovato nella propria abitazione nessuno di noi avrebbe fatto così tanto baccano. Ve lo dico per rassicurarvi. Non mi costerebbe nulla prendere decisioni drastiche, non è una questione che mi riguarda personalmente, quindi potrei assecondare chi esaspera la situazione. E’ che non sarebbe corretto farlo, un sindaco non può andare dietro a chi tira la giacchetta. Un sindaco deve fare la cosa giusta. E io da questo principio non mi scosto. Sono pronto a fare tutto quello che va fatto, come ho fatto in altre situazioni e l’ho fatto sul serio, ma quando esperti, sopralluoghi, verifiche mi danno indicazioni di tal tipo. Non per accontentare qualcuno.

Mauro Romanelli – Scusate se sono astioso, divisivo, antipatico.
Fissato, ossessivo, rancoroso.
Scusate.
Però il Sindaco di Como, eletto in una lista appoggiata da Forza Italia, Lega nord e Fratelli d’Italia, quello del provvedimento vergognoso che vieta di dare il latte caldo ai barboni, sta applicando il decreto Minniti del Governo Pd, votato da tanti parlamentari di Liberi e Uguali di Grasso, tra cui parlamentari toscani che verranno qui a chiedere di nuovo il voto e a raccontarci che con loro rinasce la sinistra, mentre sono quelli che da venticinque anni la hanno portata in punto di morte, e che hanno consegnato il Pd a Renzi, Carrai e la Boschi.
Mi spiace, ma continuerò ad essere ossessivo e rancoroso.
La rabbia, certe volte, è proprio inevitabile, almeno per uno come me.
Ma vi dirò di più: comincio a sentirla persino come un dovere.

FIORI E CAROGNE

Betty Jones – Accusata di mancanza di rispetto per offrire un pranzo vegano…..io allucinata

Simona Granieri – mi dispiace, ma non fartene un cruccio, purtroppo siamo lontani lontani dall’ essere accettati con i nostri pranzi vegani, ci vuole tanta pazienza, tantissima….invitali nuovamente e prepara piatti succulenti! ti darò una mano volentieri….li farai rimanere a bocca aperta per lo stupore e pancia piena senza sofferenza!

Antonella Giordanelli – sono vegana da prima che coniassero la parola (un Forestale comandante di stazione argutamente commentò che anche lui era DOS e non lo sapeva!) e da decenni nelle tavolate con onnivori se notano la mia scelta (ETICA!) dico sorridendo che “siamo quel che mangiamo” quindi loro sono carogne ed io sono… un fiore! Credo che sia più efficace l’esempio della mia ottima salute e del mio gusto per la vita che tentare d’indurre rimorsi per le atroci sofferenze degli animali allevati come merce!

Rossella Boeris – L’avanzare del camion li faceva scivolare e i loro lamenti rompevano il silenzio di questa gelida giornata.
Ora non ci sono già più.
Vi piace ignorare la loro vita cancellata e la loro morte.
Non prendere posizione contro questo sistema di violenza e chiedere giustizia è emblema di dissonanza cognitiva..ed egocentrismo crudele.
Sì, il natale mi rende dura, il dolore che provo di fronte a questi orrori mi rende più determinata che mai.
I percorsi personali da illuminare..certo..fate luce sulle coscienze.
Si può, si deve!

VOLO D’UN SEME

Luca De Bei -Tutti, ma proprio tutti i giornali compresi i tg, a dire che “Spelacchio”, l’abete rosso messo a Piazza Venezia “è morto”. Qualche “giornalista” si è lanciato addirittura in un “non ce l’ha fatta”, qualche altro imbecille ha scritto “forse per il freddo”. L’ignoranza abissale di chi vive esistenze lontane anni luce da qualsiasi concetto reale di verde e di natura mi offende profondamente. L’albero messo a piazza Venezia È MORTO NEL MOMENTO STESSO IN CUI È STATO TAGLIATO E SOTTRATTO AL SUO AMBIENTE. Un albero è come tutte le altre creature viventi: se lo uccidi, muore. Non è un palo della luce, non è uno zombie che continua in qualche modo a vivere anche dopo la morte. ERA GIÀ MORTO e dunque non cullatevi nella fantasiosa, imbarazzante, penosa idea che, se fosse stato trattato bene, sarebbe ancora vivo. Non era possibile salvarlo perché era già morto quando é arrivato. Il “problema con le radici” è semplicemente che le radici non le aveva (o le aveva in misura ridicola). Non cercate scuse per vivere il vostro macabro divertimento di addobbare un cadavere di albero e crederlo vivo e vegeto: oltre il danno la beffa. Questa ignoranza mi addolora perchè questa distanza dal reale, dalle più elementari leggi della natura è altresì alla base di tutti i crimini che commettiamo verso il verde, gli alberi. Spieghiamo ai bambini che tagliare un albero è ucciderlo. Spieghiamo ai bambini che non c’è niente di bello, di gioioso nel vedere il cadavere di un albero maestoso di 20 metri collocato per pochi giorni in mezzo al traffico, al cemento e addobbato con palle e lumini come ultimo sfregio alla sua bellezza e alla sua vita or mai perduta. Se vi segano a metà siete morti. Anche gli alberi. Cercate di capirlo e, forse, un briciolo di pensiero ambientalista, di rispetto per esseri GRAZIE A CUI NOI VIVIAMO (credevo fosse scontato saperlo ma a questo punto mi sa di no: SENZA GLI ALBERI L’UOMO NON POTREBBE SOPRAVVIVERE) si insinuerà malgrado tutto nella vostra coscienza anestetizzata.

Nicoletta Rossi – un pensiero degno per Abete. E per tutti quegli alberi nel mondo che a gennaio staranno vicino ai secchioni 😠per me un dolore….

Laura Andina – Io detesto anche quando mi regalano un “mazzo di fiori” recisi e morti. Preferisco una pianta da accudire nel tempo, che mi continui a ricordare il bel gesto e la persona che l’ha compiuto..

Antonella Alessandro – Infatti non capisco perché non venga messo un albero finto… Tagliare un albero ogni anno mi sembra da idioti come mettere nel presepe un bambino vero, seminudo, e rimanerci male se muore di freddo.

Alessandra Memmi – Se dici una cosa così ai bambini sotto Natale gli altri adulti ti guardano come se fossi un mostro insensibile che ama distruggere la magia, lo Spirito del Natale. La dimensione in cui costoro operano sembra davvero aliena al pianeta Terra. Quando vado a prendere l’acqua alla fonte con una tanica mi guardano esterrefatti… Vai a prendere… l’acqua? Mi domandano, allibiti. Sembra non siano consapevoli del fatto che l’acqua esiste in natura anche fuori dalle bottiglie di plastica o dal tubo del lavandino… una tristezza

Agnese Monaco – Ci sono alberi finti talmente belli che neanche si riconosce la differenza e si possono usare infinite volte! Lo spirito natalizio dovrebbe essere in realtà contro lo spreco e per la solidarietà e l’uguaglianza… questo bisognerebbe insegnare ai bambini.

Daniela Anna Bruna – Possibile che non si possa celebrare la tradizione senza necessariamente ammazzare esseri viventi? L’argomentazione è la stessa che dovrebbe valere anche per gli animali da macello: sono cresciuti a questo scopo. Io personalmente mi sono sempre rifiutata di festeggiare il Natale con un albero tagliato e sradicato. Che pena. L’albero del Vaticano, poi, quali valori cristiani dovrebbe rappresentare?

Antimo Palumbo – Ho raccolto un seme (che potenzialmente potrebbe diventare un albero e vivere come albero mediamente dai 300 ai 400 anni) del Picea abies (L.) H.Karst. denominato Spelacchio che ora si trova immerso in una colata di cemento di otto metri cubi a Piazza Venezia. Spelacchio non è morto a Roma, ma era già un albero morto (fatelo sapere ai giornalisti – giornalisti?- del Corriere della Sera). Il motivo per il quale è diventato spelacchio è stato perché per tenerlo in piedi e quindi ancora una volta “metterlo in sicurezza” (il Verde nelle città è solo mettere in sicurezza) è stato inserito in una orrenda colata di cemento armato. Una colata alla quale si sono aggiunti degli acidi, micidiali per chiunque (vivo o morto), che sono serviti per solidificare questa gettata. Senza questi acidi la gettata di cemento armato si sarebbe solidificata dopo tre quattro giorni. Troppi per far sì che il tronco si incastrasse in questo blocco di cemento armato.
Molti umani pensano a festeggiare il Natale con un albero morto senza pensare (ma neanche un attimo) che in realtà grazie ai quei semi potrebbe nascere un nuovo essere vivente apportatore di ossigeno ombra bellezza e cultura. Domani lo metterò in vaso con della terra buona e anche se le percentuali di attecchimento saranno basse c’è sempre una possibilità che questo seme diventi poi albero. Sarà il mio modo di festeggiare il Natale con un seme di Natale. Auguri

RICOSTITUZIONE DEL CORPO FORESTALE

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Solstizio d’inverno 2017… periodo più buio non vi può essere ! 
Da ora lentamente il Sole ritorna a prevalere sulla notte:
scrivete a comitatoforestaforesta@gmail.com la vostra Forestale ideale. Immaginatela e programmatela  spendendoci cuore e mente, perché per realizzare occorre innanzitutto sognare ed è perfino più facile ricostruire dopo la distruzione totale che restaurare, ristrutturare, riformare.
Ogni idea, ogni proposta, ogni osservazione, ogni esperienza, ogni riflessione, ogni punto di vista è prezioso per elaborare un disegno di legge.
 
Ecco un primo appunto giunto al Comitato di cittadini ForestaForesta:
In primo luogo bisogna considerare che in Italia, in particolare in questo momento storico, esiste una forte attenzione per la “sicurezza”. L’impulso e le principali risorse pubbliche, dopo quelle investite nella sanità, paiono indirizzate principalmente in questa direzione, o quanto meno l’apparente attenzione istituzionale e mediatica.
Della “sicurezza” si colgono però essenzialmente gli aspetti di polizia repressiva e meno quelli di polizia preventiva. Questo comporta altresì che i connotati relativi alla pubblica incolumità sono molto meno considerati mentre sarebbero meritevoli di ben maggiore attenzione.
La “sicurezza” invece dovrebbe essere assicurata mediante l’insieme della tutela del buon ordine sociale e di quella dell’ambiente fisico di vita; nella lingua inglese questi concetti sono meglio chiariti dal fatto che vi esistono due termini complementari “security” e “safety”.
Mentre per la “security” il numero delle forze ad essa deputate (le Forze di polizia) abbonda, l’entità delle risorse umane a loro assegnate è rilevante e l’impiego, ancorché con reciproche sovrapposizioni è univoco, per la “safety” il numero delle forze preposte è limitato sostanzialmente al CNVVF, le risorse umane sono molto più scarse e l’impiego sostanzialmente prescinde, per ragioni storiche ed organizzative, da tutta la parte della prevenzione territoriale.
Eppure ogni anno l’Italia paga un notevole tributo in termini di vite umane, di patrimonio pubblico e di beni privati, di risorse economiche ed ambientali, a dissesti e calamità che si sarebbero in buona parte potuti prevenire con un attento e capillare monitoraggio del territorio, in particolare rurale e montano. E questa è solo una parte del fenomeno del degrado ambientale e paesaggistico, quella più eclatante e visibile, in quanto la continua perdita della qualità dell’ambiente incide in maniera rilevante ma molto meno evidente sull’economia del Paese e sulla sicurezza (safety o incolumità ) dei cittadini.
Anche nel campo della pubblica incolumità, comprendendo nel termine anche l’integrità e la migliore qualità dell’ambiente e del territorio, la tendenza è peraltro quella di intervenire “a posteriori”, concentrando le energie nel soccorso ovvero, tornando agli aspetti di polizia, nella repressione dei reati ambientali. Anche la “prevenzione” viene così intesa in termini di reati e non di controllo e valorizzazione delle risorse e delle matrici ambientali.
Questo è invece esattamente l’ambito in cui serve nuovamente disporre di un Corpo che abbia come competenza primaria la vigilanza del territorio fisico.
L’attività di tale Corpo deve essere principalmente incentrata sul controllo del territorio, sulla tutela delle risorse naturali (terra, suolo, acqua, aria, paesaggio, vegetazione, fauna, paesaggio), sulla prevenzione dei dissesti ambientali. In maniera succedanea a queste, e servendosi della professionalità che nello svolgimento di esse viene alimentata, si attua l’azione di repressione dei reati connessi ai suddetti settori.
Quindi si tratta di un Corpo i cui compiti istituzionali siano nuovamente basati sul monitoraggio ed i censimenti ambientali, sulla sorveglianza, evidenziazione, tutela e promozione dei valori delle risorse naturali e territoriali esistenti (aree naturali protette, patrimonio faunistico, patrimonio forestale e naturalistico, patrimonio paesaggistico) sul rilievo, la segnalazione ed il contrasto delle criticità relative (dissesti idrogeologici, dissesti territoriali, inquinamento dell’aria e delle acque, ciclo dei rifiuti, bracconaggio, commercio illegale e detenzione di esemplari di fauna e di flora minacciati di estinzione). Tutto questo si completa ed integra naturalmente con la repressione dei relativi reati ma l’attenzione principale è sulla fase conoscitiva e di tutela preventiva.
L’attività deve essere maggiormente legata al territorio extraurbano (rurale, forestale, montano) e comunque, anche in ambito urbano, deve essere correlata agli aspetti della matrice ambientale che sottende anch’esso.
Per le ragioni esposte si può facilmente intuire come non sia plausibile che questa prevenzione ambientale, così come è stata delineata, sia assegnata ad una Forza di Polizia in senso stretto, militare o civile che sia, nemmeno in termini di specialità e nemmeno più che, come un tempo, il Corpo che la esplichi abbia una dipendenza diretta o sia incardinato in un Ministero che si occupa di “Politiche” ancorché agricole e forestali.
Il compito da svolgere è invece perfettamente complementare, sia come modalità che come localizzazione, a quello espletato da chi si dedica al soccorso tecnico urgente ed alla prevenzione dei possibili incidenti aziendali e civili.
La necessità è perciò quella di rifondare un Corpo “tecnico” che abbia come principale compito quello di controllo preventivo dell’integrità del territorio ai fini della pubblica incolumità intesa nel senso più ampio ed ai fini della tutela ed incremento delle risorse naturali, che sia dotato anche di “funzioni di polizia” – complementari all’azione svolta nell’ambito dell’espletamento del suo compito principale, che sia capillare sul territorio, in particolare rurale e montano, con una struttura per “Stazioni”, come era per il CFS fino al 31/12/2016 e che sia inserito nell’ambito di un Ministero che si occupi di sicurezza integrata per i cittadini (security + safety).
Si tratta quindi di un “Corpo tecnico con funzioni di polizia” la cui più utile collocazione è a fianco del CNVVF nell’ambito del Dipartimento del Soccorso tecnico e della difesa civile del Ministero dell’Interno e ne integri i compiti. A parte una semplice modifica nel nome del Dipartimento con l’integrazione del termine “prevenzione ambientale” o analogo, la struttura complessiva, oltre ad essere veramente innovativa nel panorama nazionale ed europeo, permetterebbe una grande sinergia (si pensi solo alla problematica della gestione degli incendi boschivi e di interfaccia), degli enormi risparmi (consideriamo che i due Corpi potrebbero mettere in comune i reparti ed i nuclei specialistici: reparti volo, cinofili, soccorso alpino etc.) ed una gestione molto più snella attraverso le Direzioni Centrali competenti (acquisti, logistica, mezzi, personale, affari generali etc.). Anche a livello periferico le sinergie ed i risparmi potrebbero essere notevolissimi, si pensi solo alla possibilità di sedi in comune fra distaccamenti VVF e Comandi Stazione forestale.
Infine una simile struttura, creando un vero e proprio polo integrato della “safety” a fianco di quello della “security” garantito dal Dipartimento della PS, completerebbe, allargandone gli orizzonti, la missione del Ministero dell’Interno; inoltre la presenza dei due Corpi contribuirebbe a risolvere l’annosa dicotomia fra “prefettizi” ed “operativi” nell’attuale Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile.
Sia d’auspicio e d’impegno !
prof. Antonella Giordanelli

 

ORGOGLIO E DIGNITA’

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Luca Marco Comellini – Buongiorno Italia, che brutta fine che stanno facendo le tue forze armate. Vecchi generali mantenuti saldamente al loro posto per questioni di opportunità politica o perché amici degli amici, nonostante la legge preveda espressamente l’esatto contrario. Ministri che, puntuali come un Rolex, si affrettano nel fare attestazioni di stima e massima fiducia verso gli indagati purché il loro grado sia almeno quello di generale di corpo d’armata mentre, al contrario, però, la loro tolleranza e fiducia crollano inesorabilmente, scompaiono travolti in un orgia politica e mediatica di becero opportunismo che per una ribalta li spinge a reclamare per gli altri – quando il fatto coinvolge i militari della truppa – e non per le proprie incapacità, i plotoni d’esecuzione, il giustizialismo e non la giustizia.
Il “senso dello Stato” va a farsi fottere e l’ignoranza prende il sopravvento.

– Il lavoro lo fanno i miei colleghi e amici Forestali ed il merito è la visibilità se lo prendono i carabinieri che fino a ieri ci consideravano Polizia di serie B…..questo mi fa veramente stare male…….

Cristiano Manni – Non si è scritta una bella pagina di storia. Con il Corpo forestale dello Stato se ne va un pezzo di identità del Paese, che ha difeso e tutelato le foreste per 200 anni, salvandole anche dalle richieste dello sforzo bellico e dai piani di bonifica integrale. Dallo stato di degrado in cui si trovavano nel Dopoguerra, ha ricostruito il patrimonio dei boschi nazionali, poi in parte confluito nei parchi nazionali e nelle riserve naturali dello Stato, che è stato mantenuto e preservato in modo eccellente, come lascito alle generazioni future.
Col Corpo forestale dello Stato, la militarizzazione forzata del suo personale e la diaspora in altre amministrazioni, si perde la libertà di scelta, la libertà di espressione, la libertà di azione, la vicinanza e la collaborazione di tanti validi colleghi e persone care.
Con la soppressione del Corpo forestale dello Stato passa il teorema che, in nome di una fittizia efficienza, si possono erodere le libertà sindacali, come non avveniva dal 1925, seppur già i sindacati si fossero snaturati in corporazioni a tutela dell’interesse dei singoli, piuttosto che dei diritti comuni. Ma questo apre un vulnus che, se non curato in tempo, infetterà altri tessuti della società civile.
Molte sono le colpe, specialmente interne, dai vertici alla base: come nel poema di Dante, la lupa, il leone e la lonza hanno divorato l’animo di alcuni, e l’accidia quello di altri, costringendo il cammino dei virtuosi per gironi impervi e bolge.
Ma è andata così, e siamo venuti a seppellire Cesare, non a tesserne l’elogio. E allora dobbiamo interpretare questo passaggio con lo spirito degli antichi, che vedevano il dovere del miles inscritto nei diritti del cives: evidentemente la tutela ambientale doveva essere affrontata manu militari. Ne prenderemo atto.
Finisce anche la Scuola Interforze di Foresta Burgos: dal 2011 ad oggi, giorno della chiusura, ha formato circa 100 cavalieri della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo forestale dello Stato, del Corpo forestale di Vigilanza Ambientale della Sardegna e delle Compagnie Barracellari.
Ha sempre organizzato e svolto i corsi previsti dal suo ordinamento. Ha rappresentato un´eccellenza nella formazione della Polizia ambientale, poichè ha sempre ospitato i migliori docenti nazionali in questa materia. È stata, per molti appartenenti alle forze di polizia, l’occasione di rientrare in Sardegna, e di investire tempo, affetti e denaro nel territorio. Ha prodotto un indotto annuo di oltre 200.000 euro, gran parte di ritorno nel territorio del Goceano. Ha “sottratto” 20 ettari di terreno demaniale al pascolo abusivo, dedicandolo alla formazione e alla sicurezza. Ha ospitato oltre 1.500 alunni delle scuole del territorio, nonchè studenti universitari della Sardegna, di Roma e della Germania. Ha avviato progetti di formazione con le realtà di polizia ambientale del territorio.
Chi ci ha lavorato, e che ora è stato trasferito in reparti lontani, lo ha sempre fatto con passione e alto senso del dovere, fronteggiano situazioni di difficoltà.
È stata, su questo concordo, un´occasione persa a causa di quei miopi che non sono stati capaci di misurare i servizi che offriva, avvezzi a ragionare di sicurezza come si ragiona per una fabbrica di scatolette di tonno: posti di lavoro, sviluppo, ecc…
Mi dispiace per la scuola, per chi ci ha lavorato con passione, per i cittadini del Goceano, che l´amavano e la consideravano un punto di riferimento.
Mi dispiace che, pur di continuare a parlarne male, si debba ricorrere a raccontare falsità.
Ringrazio tutti coloro che ci hanno lavorato, e che hanno dato esempio di impegno e passione.

Una vera catastrofe che si è abbattuta su di me e la mia famiglia. Abitavo in un bellissimo comando stazione, avevo dei colleghi stupendi conoscevo persone del mondo produttivo rurale, il mio territorio era la mia casa mi sentivo utile per la natura, ora nei vff a fare il dos specializzazione marginale all’interno del cfs. Non mi resta che piangere ed il mio pianto terminerà quando rivedrò volare libera quell’aquila che ci ha contraddistinto per 196 anni da tutti. Evviva il Corpo Forestale dello Stato.
Il 25 novembre la Boldrini all’interno del parlamento ha ricordato la giornata contro la violenza fisica sulle donne ma si dimentica che molto di loro hanno subito una violenza psicologica morale facendole diventare militari contro la propria volontà. Ma di questo nessuno deve parlare perché fatto da un governo che gli ha permesso di coprire quel ruolo. Certe volte l’ipocrisia non conosce confine. Ma noi tutti uomini e donne dell’ex cfs non ci arrendiamo e attendiamo sia la sentenza della Consulta e sia un nuovo governo per riprenderci ciò che ci stato tolto con violenza.

Lazzaro Manlio Detti – Anch’io mi auguro che l’Aquila torni a volare libera e maestosa! Ma con questi politici da 4 soldi non ci aspettano tempi fecondi e produttivi per il nostro Bel Paese!!!

Claudio Orlandi – Il caos che il Governo ha coscientemente innervato nella macchina organizzativa dello Stato non lascia ben sperare per l’imminente arrivo dell’inverno.. speriamo di non rivedere quegli scenari assurdi e dolorosi che hanno colpito l’anno scorso diverse parti del paese, in particolare il mio amato Abruzzo…

Rullo Salvatore – Militarizzazione coatta del Corpo Forestale : Quale risparmio ? Quali logiche? Quale considerazione del personale e della sua professionalità? Razionalizzazione o Risiko di potere che calpesta diritti del personale e logiche di tutela dell’ ambiente?

Michele Fasano – Tutto comincia da: D.P.R. 15-1-1972 n. 11
Trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle funzioni amministrative statali in materia di agricoltura e foreste, di caccia e di pesca nelle acque interne e dei relativi personali ed uffici. Pubblicato nella Gazz. Uff. 19 febbraio 1972, n. 46, S.O.
Il Corpo Forestale decise di rimanere allo Stato. Nessuno dei nostri Superiori lottò per far si che tutta la questione Ambientale rimanesse di competenza dello Stato. Per questo inciucio vi era un Corpo senza “attributi” per molti anni siamo stati conviventi con le Regioni. Poi le Regioni hanno constatato che il Corpo sfuggiva ai politicanti,per cui vi erano le premesse di mettere in atto una vecchia Legge di matrice P.C.I. in cui vi era un solo art. “E’ soppresso il C.F.S.” non fu approvata. E’ storia recente la riforma della Pubblica Amministrazione e i Corpi di Polizia diventano da 5 a 4, e il CFS deve essere accorpato. Renzi e la Madia,non avendo le palle per mettere in cantiere quello che volevano,ridurre a 2 i Corpi Polizia,per fare qualcosa in merito,se la prendono con il più indifeso Corpo dello Stato. Saluti e Forestali sempre!!!.

Mevio Filano Calpurnio – Bisogna risalire all CFS degli anni ’70 prima che cominciassero a regionalizzarlo, che togliessero i vivai e che devolvessero autorizzazioni e controlli e martellate per i tagli alle comunità montane: cercherei di riunire le guardie volontarie almeno delle associazioni sotto nuclei volontari gestiti dalla nuova forestale, cioè presidi volontari locali di affiancamento in collaborazione con le associazioni. Non sarebbe male una unificazione di servizio alpino, protezione civile e guardia costiera alla guardia forestale e sarebbe bello che vi fosse un legame con gli alpini
cioè che prima di fare servizio, se uno ha fatto l’alpino può finire lì facilmente dopo aver fatto l’accademia di formazione forestale; gli alpini sono la forza militare che secondo me più è adatta a dare una forma mentis adatta al forestale da civile.
Inoltre devono aprire una lista competa di alberi e formazioni monumentali da poter ampliare secondo segnalazione di cittadini, tramite esperti, enti locali, forestale stessa od associazioni, alberi che possono esse vincolati da ministero, comuni, provincie, regioni o parchi che siano… oggi sono le regioni deputate al controllo taglio e autorizzazione, ma non lo fanno e nessuno ti segna gli alberi che puoi o non puoi tagliare, scegliendoseli di fatto chi vuole tagliare direttamente.

Arturo Gerardo Di Pilla – per la ricostituzione dell’ amministrazione Forestale e del Corpo Forestale
1 ) FORESTALE ; CORPO TECNICO ad ORDINAMENTO CIVILE con Funzioni di P.G. ( tornare alla dicitura GUARDIE FORESTALI che tutti gli Italiani conoscono ) sono fermamente convinto che se non ci fosse stato il termine ” Polizia ” gli attuali Abusivi al governo in collaborazione dei loro amici Doppioni della P.S. non avrebbero avuto il ” Pretesto ” per procreare la ” SCHIFORMA Madia ” e per evitare che in FUTURO non ci possano essere altre ” SCHIFORME ” (Spero finalmente capiscano che devono ALLONTANARE e NON ASCOLTARE chi non ha alcuno interesse per l’Amministrazione Forestale ma ha solo un PROPRIO interesse A POCHE PAROLE BUON INTENDITORE “SAPAF”
2) AMMINISTRAZIONE FORESTALE : COORDINAMENTO NAZIONALE 1 CAPO Coordinatore ; 1 Vice ed un numero adeguato del Personale per la piena funzionalità del Nazionale ( – Funzionari e + Personale sulterritorio )
3 ) COORDINAMENTO REGIONALE ( uno per regione totale 20 ) con conseguente ELIMINAZIONE dei ” Provinciali ”
1 Capo Coordinatore ; 1 Vice ed un numero adeguato del Personale per la piena funzionalità del Regionale ( – Funzionari e + Personale sul territorio ).
4 ) Potenziamento SCUOLE GUARDIE FORESTALI di Cittaducale , Sabaudia e tutte quelle sul territorio nazionale
1 Direttore ; 1 Vice ed un numero adeguato del Personale per la piena funzionalità delle Scuole .
5 ) Potenziamento e rafforzamento del Personale FORESTALE sul territorio ; Riaperture ed ulteriori nuove aperture di StazioniFORESTALI per un miglior controllo del territorio ; annessione di NAS, NOE ( dei doppioni della P.S ) e quant’altro sulla prevenzione e la salvaguardia Agroalimentare, Ambientale e Forestale
.

– Massimiliano ti ringrazio per quanto stai facendo tu e per tutto quanto fate come M5S.
Non ci abbandonate ora…arriviamo con forza e determinazione alla corte costituzionale. Con un’idea di rinascita del CFS. .un corpo che l’Europa ci invidiava e che so sono affrettati a smantellare alla faccia di chi ha lottato per entrare e ha lavorato con il cuore prima che con le gambe.

Ricordi da convivere oggi dolorosi
Una divisa strappata
Un orgoglio che non può esserci ma si vorrebbe imporre
La paura
La vita stravolta
Sospesi in attesa di sentenza
Cercando di farsi fare meno male possibile senza perdere la dignità.

Alessandro Bottacci – Quando abbiamo lasciato la nostra natura per correre dietro alle altre forze di polizia abbiamo cominciato a morire.
Molti di quelli che hanno avvelenato la Forestale sono ancora potenti nella nuova struttura ed è per questo che non recupereremo mai la nostra condizione ideale.