DEPOSIZIONE

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Riccardo Capitanio – Non esistono altre bandiere per il Corpo Forestale dello Stato sé non quella del Corpo Forestale dello Stato.

Deborah Stella – LA STORICA BANDIERA DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO
per me e per ogni Forestale di ogni generazione rappresenta la nostra fierezza ed il nostro senso di appartenenza al Glorioso Corpo Forestale dello Stato che in 194 anni silenziosamente ha contribuito a rendere l’Italia un Paese migliore, rappresenta i nostri valori PRO NATURA OPUS ET VIGILANTIA, la nostra FEDE nel credere fermamente alla MISSIONE in difesa dei doni del Creato, rappresenta la nostra SCELTA DI VITA A SERVIZIO DELLA NATURA.
Questa bandiera rappresenta la nostra IDENTITÀ DI FORESTALI.
Questa bandiera oggi è deposta 😔 con nostro profondo dolore e devozione
ONORI ALLA BANDIERA

Maurizio Frati – Non voglio vedere le foto…. Mi fa solo rabbia vedere la scuola dove è passato mio nonno, mio padre ed io invasa da..

Thea – Il 25 ottobre, a Tito, ho manifestato il mio dissenso a Renzi, urlandogli fino a perdere la voce, ciò che penso di lui!
Non ho potuto dirglielo in faccia perché ero stata allontanata all’arrivo del treno in quanto non sono
un’iscritta del Pd! Assurdo! 😞

Io non sono una Forestale,
ma mi sento Forestale,
sono Forestale nell’animo,
e, come tale, ritengo che abbiamo subito un’ingiustizia, 😒 e le ingiustizie vanno combattute!

– È un’ingiustizia la “distruzione” del Corpo Forestale dello Stato” e lo smantellamento delle sue funzioni di prevenzione, di difesa e di tutela dell’ambiente, del territorio e della fauna;

– è un’ ingiustizia il silenzio mediatico che ha avvolto la soppressione del Corpo Forestale;

– ed è un’enorme ingiustizia avere “militarizzato coattivamente ” più di 7000 Forestali e le loro famiglie,
privandoli dei loro diritti civili!

Fare la “Guardia Forestale”
era una missione oltre ad essere un lavoro!
Fare il carabiniere forestale è un’imposizione 😒,
calata dall’alto da esponenti di un governo che nessuno di noi ha eletto!
È un’imposizione che ci saremmo potuti attendere, forse, da Paesi come la Corea del Nord o il Venezuela ma mai dall’Italia! 😡

Adesso aspettiamo giustizia dalla Consulta e poi…

Riprendiamoci la nostra Bandiera
e la nostra dignità,
contro chi ha deciso di farci morire,
perché come cantava Mango…
“Non moriremo mai, il senso è tutto qui!”

Risorgeremo più forti di prima!

Savino Monterisi – È un peccato che Matteo Renzi nel suo tour in treno, di passaggio in Abruzzo non si sia fermato a Sulmona a discutere con i peligni degli effetti della sua riforma Madia – che accorpa Forestale e Carabinieri senza redistribuire le funzioni di Antincendio Boschivo – sul nostro monte Morrone.

Giampaolo Concas – Una piccola riflessione.
Finalmente è arrivata un po’ di pioggia che ci permette di rilassarci un poco dopo una lunghissima e molto impegnativa campagna antincendi e con alcuni colleghi si parlava dei vari eventi di questa estate, il territorio dove lavoro ha avuto uno dei peggiori incendi, quello che il 31 di luglio e il 01 di Agosto ha devastato il territorio tra Gonnosfanadiga e Arbus bruciando circa 2500 ettari quasi tutti di bosco, e si parlava anche del recente incendio in Val Susa che finalmente è stato spento dall’arrivo delle piogge dopo aver percorso circa 5000 ettari, discutendo ci siamo resi conto che quest’ultimo incendio durato circa 30 giorni ha in realtà bruciato circa il doppio rispetto al nostro durato circa un giorno e mezzo, il che significa che per condizioni climatiche e geografiche era almeno 100 volte più violento.
La domanda sorta spontaneamente è come mai dove sono rimasti i Forestali a spegnere e coordinare le forze antincendio in campo (non c’eravamo solo noi) un incendio così violento è stato domato in poco tempo anche se poi la bonifica è durata svariati giorni senza però ulteriori danni mentre laddove i forestali non ci sono più si è dovuto aspettare le piogge per estinguere un evento molto meno violento nonostante il gran lavoro delle persone e dei mezzi aerei?
Cosa si è risparmiato con la soppressione del CFS?

Mauro Malossini – Io non farei appelli a Gentiloni, come non farei appelli al presidente Mattarella o al ministro Galletti, non usciranno mai dai “ranghi” con una loro posizione .. Tanto meno danno ascolto agli appelli, loro occupano quei posti per “eseguire” ordini alquanto discutibili e non per ragionare posizioni in difesa del bene comune ! Si è visto in questi ultimi anni quali sono state le politiche ambientali e faunistiche di questo assurdo governo .. A favore di lobbie, multinazionali e interessi particolari, sempre nel silenzio e il beneplacido dei vertici, che volendo potevano fare la “differenza” !!

Simone Bertolini – Io sono sempre su ad Asiago, garantisco che vorrebbero gli animali telecomandati: i lupi e gli orsi che stessero nei boschi e si nascondessero quando vedono l’uomo; i caprioli che si facessero avvicinare per i selfie e assieme ai cervi che si suicidassero senza pelo vicino a un panaro di polenta calda col pocio!

Bruno Baldo – Appena visto un servizio su canale 5
Asiago popolazione di lupi stimata in 20esemplari
Allarme Allarme invasione di lupi…….grandi giornalisti complimenti

Franco Bernardi -Tristezza infinita, insisto nel dire che l’immagine complessiva del Trentino a presunta vocazione naturalistico-ambientalista anche per i commenti pubblicati in rete da tanti nostri corregionali contro la presenza degli orsi, ne esce fortemente compromessa.
Il miglior modo d’agire è dall’interno del Trentino come semplici cittadini senza alcun interesse politico o associativo ma l’unico fine del bene pubblico !

Erik Ferrari‎ – Quanto manca alla fine delle due legislature, al 2018? I due governi peggiori della storia.

Eleonora Ciminiello – Vorrei vedere come si pone la direttiva europea nei confronti di quella italiana, ma in realtà non dovrebbe avere la possibilità di metterci becco.
Ad ogni modo la diffida credo si possa impostare su un punto cardine centrale:
ovvero sul fatto che l’osservatorio fitosanitario agisca d’autorità facendo prevalere la delibera sulle misure di contenimento su qualsiasi altro genere di norma.
Nel particolare: gli ispettori non tengono conto di trovarsi dinanzi ad un ulivo non censito da considerarsi potenzialmente monumentale e, anziché segnalarlo, lo indicano come da abbattere.
Tutto parte da questo punto. ciò che consegue è una reazione a catena. Non considerando la monumentalità si procede all’abbattimento, anziché l’ultima legge regionale, che nel caso di presenza di xylella su monumentale indica l’eliminazione delle branche terziarie ( lasciando intatte le principali e le secondarie) la quale a sua volta non considera di dover sottostare a quella ministeriale, che impone l’intervento del corpo forestale dello stato il cui parere è vincolante, e dei comuni che dovrebbero autorizzare, di volta in volta, qualsiasi intervento su ogni pianta.

Eliana Fanelli – Tutti devono sapere cosa accade in Puglia, Italia, dove si chiudono gli occhi mentre un patrimonio inestimabile viene distrutto. Cosa si tutela? Hanno minacciato l’abbattimento coatto di 566 ulivi: se i numeri sono reali, i proprietari che non hanno tagliato sono tanti. Purtroppo i ricorsi sono andati male. E grazie alla modifica della legge gli alberi possono esser tagliati tutti. Anche il primo monumentale. Hanno voluto dimostrare che sono più forti che vincono loro .A chi si deve rivolgere un cittadino. Chiediamo aiuto, solo questo. Qui si sta calpestando tutto. Per quell’ulivo sono state fatte centinaia di chiamate… Il nostro ulivo non c’è più.
Antonella Giordanelli – Ora se ci abbracciamo riusciamo a contenerlo, il nostro Gigante di 8 metri di circonferenza. Siamo riusciate a donargli 6 mesi di vita in più…6 mesi su 2700anni… e noi abbiamo la vita sconvolta per essere così infinitesimali rispetto ai nostri ent…eppure microbi che uccidono giganti : siano maledetti in eterno tutti i tagliatori e quei Forestali che hanno abbassato gli occhi lasciando che il batterio Xylletti infettasse letalmente ogni onore e dignità uccidendo Foresta e Forestalità. La notte di Oria ho sentito che Nemesi avrebbe colpito il CFS e ora mentre nasce la Direzione nel Minpaaf , il Gigante di Oria viene abbattuto senza che nessuno accorra in Salento. Noi cittadini lasciati soli ed impotenti di fronte all’arroganza del potere, ovunque im Italia: ho appena presentato l’esposto per l’uccisione di KJ2 perpetrata dalla Provincia autonoma di Trento, sperando di salvare qualche orso bruno…anche per mamma KJ2 , come per Daniza, abbiamo fatto carte false, letteralmente, e così l’hanno ammazzata due anni dopo la loro illegittima ordinanza del 2015 invece che subito .. ma tanto l’hanno ammazzata! I suoi 3 cuccioli d’allora li abbiamo salvati, ma i due orsetti di quest’anno moriranno… la morte vince sempre.

Mimmo Giglio – Nel mio $ud e` morto lo stato di diritto…

Michele Fasano – Alla Cerimonia del 4 novembre c.a. Festa dell’Unità e delle Forze Armate,erano presenti due cavalli Murgesi con colleghi in divisa CC. li ho salutati,ma ho detto loro “non vi faccio la foto,ho per ricordo quella dello scorso anno,in divisa da Forestali”. Molto sconforto ho provato.

Alessandro Cerofolini – nella neo direzione generale delle foreste del Mipaaf sono ancora in attesa di un incarico dirigenziale.

Oreste Caroppo – COMINCIAMO AD AVVISARE:
NON E’ XYLELLA SULLA VITE DALLE FOGLIE IMBRUNITE
E’ AUTUNNO E LA VITE PERDE LE FOGLIE
Nominiamo agronomi, per favore, i bambini delle terze elementari, salviamo così l’agricoltura!

Massimo Mersecchi – A proposito di specialità .
Sono come le orde di lugubri barbari , ma NON potranno MAI e in nessun caso avvicinarsi alla perfezione del Corpo Forestale dello Stato . Ecco perché cercano di distruggerne ogni ricordo . Non vogliono avere paragoni . In qualche misura comincio a pensare che è stato proprio il senso di inferiorità conclamata , essere inferiori nell’ espletare il proprio lavoro , come ad esempio le indagini sul inquinamento (Bussi ) , sulla terra dei fuochi , sui trasporti di rifiuti , su controlli CITES , interventi di protezione civile e incendi boschivi , abusivismo edilizio . Ecco , questo BRUCIAVA , avere 115 mila uomini e 9 specialità d’arma (-1)Tutela Salute , 2)Ambientale 3)Patrimonio Culturale 4)Banca d’Italia 5) Politiche Agricole 6)Investigazioni Scientifiche 7) Tutela Lavoro 8) Antifalsificazione Monetaria 9) Aeromobili Carabinieri ) ed essere INFERIORI per risultati davanti a 7500 donne e uomini che lavoravano con amore e dedizione totale . QUINDI per essere i migliori BISOGNAVA PRENDERE I MIGLIORI ed ecco la decima specialità i “Carabinieri Forestali” . Come uno squadrone di calcio ! Avete avuto appoggio , sostegno e copertura da un governo illegittimo MA i governi sono come l’acqua sotto i ponti : passano , resterà solo la VERGOGNA del danno fatto all’Italia agli Italiani e a 7500 donne e uomini obbligati a cambiare vita . Il Corpo Forestale dello Stato =R=I=N=A=S=C=E=R=A’= statene certi .

 

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IL MOSTRO COI PIEDI D’ARGILLA

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Riforma Madia: risparmio quantificato in 100 milioni in tre anni per la soppressione del Corpo Forestale dello Stato.
A fronte della possibilità di accorpare due forze di polizia a competenza generale (polizia e carabinieri), che avrebbe comportato un risparmio decuplicato, si è deciso di sopprimere un’esigua forza di polizia a competenza specifica, il cui organico era pari a quello della Polizia municipale di Roma. Il risultato è ancora oggi oggetto di cronaca: la devastazione del territorio boschivo nazionale. Non esistono giustificazioni: chiunque provi (Ministro dell’ambiente e Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali compresi) a fornire come scusante le elevate temperature estive, può facilmente confrontare i dati dell’estate più torrida dal 1880 ad oggi: il 2003. Anno in cui bruciò solo un terzo del patrimonio boschivo andato in fumo quest’anno.
Qualcuno, invece, ha tentato di sollevare l’allarme piromani in crescita, neanche fosse un’epidemia.. Avendo accorpato tutti questi uomini nell’Arma (7.000 unità), precedentemente impiegati in operazioni antincendio, soccorso, prevenzione, tutela della biodiversità e del patrimonio naturale, impiegandoli massicciamente in compiti per lo più repressivi, i piromani non avrebbero dovuto avere scampo, o no? Eppure è evidente che i risultati di polizia giudiziaria, tanto decantati dai vertici dell’Arma, con tanto di tecnologie avanzatissime, a detta di Minniti, e di innovativi metodi dei CC, a detta del neo transitato Generale Costa (metodi che però il CFS utilizzava a titolo esclusivo già dal 2002), non sono paragonabili all’efficace azione tenuta sino al 2016 dagli uomini del Corpo Forestale, in termini di risultati, tutela, prevenzione e polizia giudiziaria.
Risparmi? Nessuno. Danni, incalcolabili! 134.165 ettari di bosco devastati in un’estate, perdita di vite umane, 50.000 animali uccisi, Piemonte aggredito da un’emergenza AIB mai vista, il tutto in attesa di un inverno che ci porterà ulteriori disastri derivanti dal dissesto idrogeologico, logica conseguenza alla perdita del patrimonio boschivo.
È stata solo ed esclusivamente una fallimentare operazione di facciata dalle gravi conseguenze. Giusto per riflettere, già nel 2001 l’ex ministro della funzione pubblica Bassanini, che fu, pare, denunciato dal CFS per abusivismo edilizio, tentò lo scioglimento del Corpo. Una decina d’anni più tardi (2013-2015) il governo commissiona alla Fondazione ASTRID, per soli 260.000 Euro, uno studio di fattibilità per la manovra di assorbimento del CFS e la razionalizzazione delle FF.P. (studio recante titolo “Analisi di impatto della regolamentazione (AIR)” – Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del CFS). Fin qui tutto bene, se non fosse che lo stesso studio è in realtà finalizzato alla completa e uniforme realizzazione del numero Unico 112 adeguandosi per questa via alla Direttiva 91/396/CEE e alla successiva condanna a seguito di procedura di infrazione. Ma allora.. il CFS che c’entra? Vediamo: il Presidente della Fondazione ASTRID, per pura coincidenza, è lo stesso ex ministro Franco Bassanini, la cui moglie, tale senatrice Linda Lanzillotta, è la prima firmataria del disegno di legge sulla soppressione del CFS, e sempre per puro caso, tra i consulenti della fondazione compaiono figli illustri (Mattarella e Napolitano) ex fidanzati della Marianna. Che ne dite, c’entra qualcosa?
E ora?
Ora, con il decreto del Ministero dell’Interno del 15 agosto, Minniti tratta la razionalizzazione in termini di dislocazione delle forze di Polizia sul territorio, confermando l’intenzione di privilegiare l’impiego della Polizia di Stato nei comuni capoluoghi, e l’Arma dei Carabinieri nei restanti territori, dando ulteriore attuazione al d.lgs. 177/2016.
In pratica, i vecchi tentativi di Cossiga, Napolitano e Pisanu: spostare i Carabinieri nelle campagne, rafforzando la polizia nelle città. In sostanza: soppressione di qualche commissariato di provincia (ove già presenti i Carabinieri), e soppressione di stazioni carabinieri urbane; il tutto presentato al cittadino come un’efficace riforma volta alla razionalizzazione: niente più doppioni sullo stesso territorio!
Minniti caro, per rendere bene l’idea: “cca nisciun è fess..”
La verità è che tagliare le stazioni carabinieri urbane consente di eliminare solo alcuni comandi retti dal grado di maresciallo, conservando intatti tutti i comandi provinciali e di Legione. Non si taglia nemmeno un posto da dirigente!
La legge Madia e la direttiva Minniti non annullano sprechi e doppioni, ma riducono un servizio al cittadino (che ad oggi può avvalersi dei servizi del vicino comando stazione). Si taglia l’attività informativa, la polizia di prossimità… i questori, i dirigenti della PS, continuano a gestire il territorio accanto a colonnelli e generali dei carabinieri, con le loro caserme, le loro macchine blu, i loro autisti e i loro stati maggiori.
Questo è un paese dove gli sprechi non si possono toccare: durante il blocco degli arruolamenti si crede forse che l’accademia per gli ufficiali dei carabinieri abbia smesso di produrre i futuri dirigenti?
Le dirigenze non si toccano.
E veniamo al Partito Democratico. Il deus ex machina della lotta agli sprechi. Siamo sicuri? il Comune di Firenze, a guida PD, ha avocato a sè la caserma Gonzaga dei Lupi di Toscana: un’enorme struttura fiorentina (100mila metri quadri) del demanio militare, dismessa a seguito dell’abolizione della leva, che ben avrebbe potuto sostituire la nuova scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze. Invece no! Si è preferito costruire ex novo un orrido ed enorme ecomostro, costato al contribuente ben 450 milioni di euro. 450 milioni! Più 650 mila euro per abbellirlo con opere d’arte.
(http://it.blastingnews.com/…/firenze-e-la-scuola-per-maresc…)
Eppure la caserma Gonzaga era del demanio militare, il quale, a sua volta, necessitava di una nuova caserma per i Carabinieri. Tutti sapevano che la leva era stata abolita. Tutti sapevano che il demanio si sarebbe trovato in possesso di centinaia di caserme dismesse. Ma si è comunque voluto costruire, cementificare, sprecare. E la caserma Gonzaga? Ancora il comune non ha deciso il da farsi, nonostante l’urgenza mostrata nel sottrarla al demanio; il sindaco Nardella, nell’aprile scorso, ha proposto di insediarvi una moschea, altri gruppi imprenditoriali si sono mostrati interessati alla edificazione in loco di abitazioni per giovani coppie, mentre precedentemente era stato fatto un bando per selezionare progetti di valorizzazione e riqualificazione del sito. Chissà, prima o poi ne verranno a capo. Evidentemente, qualcuno ha ritenuto che il risparmiare centinaia di milioni di euro, evitando di cementificare, non costituisse un progetto abbastanza solido. E sorvoliamo sulle condanne per tangenti fioccate intorno all’appalto della nuova scuola marescialli.
Il mattone, in questo paese, non si tocca. E nemmeno le dirigenze. E qui torniamo al tema del coordinamento e facciamo un esempio facile, facile: tutti sappiamo che la direzione dell’ordine pubblico è competenza della Polizia di Stato, no? Ma allora i battaglioni mobili dei Carabinieri, i reggimenti CC della prima brigata mobile, che ci stanno a fare? concorrono all’ordine pubblico sotto la direzione della PS? Ma perché, allora, invece di accorpare il CFS, invece di sopprimere le stazioni urbane, non si è deciso di accorpare battaglioni CC ai reparti mobili della PS?
Accorpando questo evidente doppione (in ogni capoluogo di regione è stanziato un battaglione o un reggimento CC, contiguamente a un reparto mobile della PS), si sarebbero risparmiate somme ben più ingenti, a vantaggio di funzionalità e coordinamento, un’ipotesi che avrebbe consentito di tagliare e recuperare spese relative ad affitti e costi di manutenzione stratosferici per enormi caserme di alto valore, stanziate in capoluoghi di regione; si sarebbe risparmiato sui servizi amministrativi, sui servizi logistici e autodrappelli.
Vogliamo parlare poi dei contratti? Delle mense? Delle pulizie? Delle officine convenzionate? Delle Centrali? Tutte spese che sarebbero dimezzate. Parliamo di un risparmio che sarebbe andato ben oltre quello promesso (e non mantenuto) dall’accorpamento del CFS.
Ma accorpare i battaglioni e i reggimenti mobili, significa tagliare una brigata, e senza quella brigata, viene meno anche il comando di divisione superiore!! Significa tagliare posti da capitano, maggiore, tenente colonnello, colonnello, generale di brigata e generale di divisione, in sostanza significa comprimere la carriera dei dirigenti dell’Arma!
E allora via i servizi al cittadino, addio patrimonio boschivo, benvenuto dissesto idrogeologico e tanti saluti polizia di prossimità.
Non si venga poi a dire che i battaglioni mobili sono indispensabili per operazioni di rastrellamento o tipicamente militari: esiste già una ben più preparata brigata mobile, dotata di reggimenti paracadutisti Tuscania, Trentino alto Adige e Friuli Venezia Giulia; per non parlare dei “cacciatori”: tutti reparti specializzati ad alto livello, con caratteristiche di assoluta mobilità, in grado di assolvere perfettamente compiti di rastrellamento o militari.
Il soccorso? C’è chi auspica che i battaglioni CC intervengano anche in caso di calamità.. ma per favore.. che ce ne facciamo di uomini con uniformi e caschi da ordine pubblico sulla scena di un terremoto o di un alluvione, se non con compiti di vigilanza e OP? Si pensi piuttosto a potenziare il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco!
Si vuole anacronisticamente mantenere una forza di polizia composta da militari? Bene, ma lo si faccia senza sovrapposizioni di compiti! Eppure si mente propagandando la razionalizzazione.
Non è possibile avere un rapporto agenti/abitanti tra i più alti d’Europa e fornire una così scarna presenza di agenti in strada e nelle montagne, il tutto per mantenere un numero spaventoso di funzionari e dirigenti!
Vogliamo parlare delle specialità? Possibile che non si possano accorpare i centri di specializzazione? Non è forse possibile ed auspicabile costituire dei centri interforze per la formazione di Sommozzatori, tiratori scelti, cinofili, sciatori, alpinisti, ecc? Abbiamo idea quanto ci costino queste sovrapposizioni? Questi doppioni?
A questa nazione serve urgentemente una reale riforma delle forze di polizia, che cancelli i veri doppioni, elimini gli sprechi e ripristini quanto prima il Corpo Forestale dello Stato.
E anche delle scuse non sarebbero male.

Monia Guadagnoli

Non è più il 4 NOVEMBRE

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Emanuele Cabriolu – Amici miei, quel lupo appeso lì davanti a tutti, oggi al ritorno da un servizio anti bracconaggio mi fa cascare le braccia, al peggio non c’è limite la natura umana mostra il suo vero volto , consapevole che senza il cfs sarà impunita qualsiasi sfida si lanci verso la natura e l’ ambiente, che siano incendi, caccia, devastazione dei parchi e boschi, mi torna pure in mente la frana che travolse l’hotel sul Gran Sasso, i raduni gastronomici a Campo Imperatore, i pseudo attacchi di lupi in Trentino o di cinghiali a Roma , la pineta letamaio di Castelfusano devastata da sbandati , in un crescendo di toni sempre più macabr , una sfida tracotante al nulla, in cui l’assenza del cfs stridente e intollerabile non smuove di un millimetro chi dovrebbe aver a cuore il bene comune, lasciando il paese nello sbando più totale le sue montagne e campagne coi pezzi più pregiati del territorio e paesaggio italiano, siamo stati capaci di fare tanti scioperi nazionali pubblici e privati ma a quando uno sciopero dell’ ambiente?di chi ci vive e ci lavora ma anche di chi sta a cuore il NOSTRO paese oggi era la festa dell’unità nazionale ?? Di una repubblica non solo fondata sul lavoro e sulle forze armate ma anche sulla unità nazionale intorno al bene paese tutelato da una costituzione che pare di esistere solo il 4 dicembre di ogni 70 anni, per essere calpestata poi ogni giorno .

Menico Piccininni – METASTASI
Ciao ragazzi. Purtroppo non sto bene. Le ultime analisi non mi lasciano scampo alcuno. Che dire? È toccato anche a me “il brutto male” ed ora mi trovo qui senza strade, senza spiegazioni, con i piedi sprofondati negli abissi…in un mare di guai.
Tutto era iniziato tempo fa con alcune avvisaglie…i soliti valori sballati, un lieve aumento della temperatura…segnali…poi il referto e le metastasi.
Uno non pensa mai che possa accadere a se stesso. Eppure ho condotto una vita sana, sempre in movimento, all’aperto con una alimentazione equilibrata a base di pesce fresco…direi vivo, magari, che so, avrò esagerato col sale (?!). Ho comunque viaggiato, visto gente, visitato luoghi incantevoli a sud come a nord. Ho battuto tutti i venti e sono sopravvissuto a tutte le tempeste dando spettacolo di me sempre sulla cresta dell’onda e certo non pensavo di ridurmi così all’ultima spiaggia.
In questi ultimi tempi le metastasi si sono moltiplicate ed hanno invaso tutto il corpo. Diciamo pure ( è il caso) che sono nella merda: enterococchi intestinali, escherichia coli, arsenico, mercurio, piombo, pesticidi, robe radioattive…dentro di me hanno trovato l’impossibile!
Purtroppo la termoregolazione sballata unita alla carenza di ossigeno ha scatenato nel mio organismo, già provato, batteri di ogni tipo per cui, cadute le difese, si sono manifestate epatiti, anemia da cromo e altre amenità che vi risparmio…anche perché, diciamoci la verità, a voi poco importa. Mi avete sempre cagato e orinato di brutto e continuerete a farlo. Intanto io sto qui dove sono nato e in qui nato, con le mie metastasi. Aspetto la fine… e non c’è Nettuno che mi possa aiutare. By by.
Firmato
IL MARE
p.s. dentro di me 8 milioni di tonnellate di plastica l’anno, ogni anno

Mario Mauro – Da uomo della strada dico solo di non aver compreso i motivi del provvedimento, che nega al Paese i servizi di un Corpo altamente specialistico grazie al quale siamo venuti a conoscenza di orrori e delitti perpetrati ai danni dell’intero Paese e quindi di ognuno di noi. Onore e grazie al Corpo Forestale dello Stato, di cui conservo gelosamente il gagliardetto rappresentativo.

Alfonso De Pompeis – Ho iniziato il mio cammino lavorativo per l’attività a salvaguardia del bosco con il CFS unitamente a molti altri ma ancora oggi Vi ringraziamo di averci insegnato quanto sia importante proteggerli.

Bartolomeo Pepe – È stato un onore quello di avere fatto un pezzo di lotte insieme, per questo paese
Un paese che sembra ingrato a chi lo serve con amore, in realtà è solo il ripetersi della storia
Venduti ad un Europa infame da traditori in nome di un neoliberismo che di libero ha ben poco

Pedro Angel – Amarezza. Ma fieri di voi CFS sempre.

Giulio Tancredi – Mi dispiace, ma è stato uno sfregio ben architettato

Cat Mar – Rendiamo onore al corpo forestale dello Stato

Ciro Campana – Chi come me ha convissuto con il personale del CFS per 20 anni anche non essendolo giuridicamente non potrà dimenticare.
Sono orgoglioso di aver goduto della loro fiducia e della loro amicizia.
Tener-a-mente.

Tito Angelini – Con l’augurio che la Storia conservi sempre il ricordo dei tanti Forestali che hanno onorato il Paese con il proprio servizio e che, invece, dimentichi presto quel manipolo di sciagurati che, tra le altre nefandezze, hanno collezionato anche la cancellazione del CFS.

Pietro Prezioso – Hanno tentato tante volte di smembrarci, di svilirci…ma non ci sono mai riusciti perché eravamo uniti….invece questa volta i sensali erano in mezzo a noi….

Esposito Giovanni – Avremmo dovuto essere tutti uniti e compatti per combattere lo scempio che stavano perpetrando. Ed invece ciascuno di noi pensava solo a piccoli interessi di bottega.
Il dado è tratto.

Nik Friend – L’inidoneità dei nostri sindacalisti ad affrontare questo problema mi è, purtroppo, ben nota.
Fin dall’inizio non sono stati in grado di capire che non si stavano muovendo sulla consueta (per loro) strada dei rapporti “interni” tra sindacati e vertici del Corpo, bensì che ciò che stava per accadere passava sopra le teste di tutti loro, ed anche del Capo del CFS!
Tant’è che la loro reazione è stata tarda (rectius: tardissima … oserei dire fuori tempo massimo), fino all’ultimo (e in parte ancora adesso) hanno avuto occhio, ciascuno, più per il loro “orticello” che verso l’idea di fare “fronte comune” e, di conseguenza, si sono sempre presentati sfaldati, esibendo agli interlocutori politici visioni di parte, tra loro diverse e tutte alquanto fumose, che ovviamente non sono state minimamente recepite; senza considerare l’esasperante lentezza nel replicare (a qualsiasi cosa).
Diciamo che, se i politici già avevano dei preconcetti e delle idee ben determinate, col loro agire i sindacati hanno dato conferma dei primi e li hanno determinati a perseguire ad oltranza le seconde.

Mario Russo – Siamo stati svenduti, derubati, de frodati, deportati, cancellati,annientati…..ma L’aquila che é in ognuno di noi volerà sempre più in alto, pronta a colpire con gli artigli…
AD MAIORA SEMPER…..UN SOLO GRIDO VIVA IL CORPO FORESTALE DELLO STATO, ONORE A TUTTI I FORESTALI D’ITALIA!!!!

Giovanni Matassino – Che il sangue dei suoi Martiri,ricada sui responsabili a maledizione perpetua!

Salvatore Parrino – In un momento cosi cupo fare gli auguri è come conficcarsi un pugnale in una ferita ancora aperta e sanguinante. Dott.Sergio Costa la stimo e l’ammiro per la sua schiettezza, per il suo non tirarsi indietro dalla lotta per ciò in cui si crede, cosi per come hanno fatto tanti altri che come i ladroni pensano già alla spartizione. Nessun pregiudizio verso l’arma dei Carabinieri, ma solo tanta ma tanta amarezza per i motivi, le modalità e le giustificazioni inesistenti di questo provvedimento di legge scellerato, becero, fatto da gente ottusa che dovrebbe solamente alzarsi da quelle poltrone che indegnamente occupa e provare a vivere un giorno da forestale per recepirne il significato.

Andrea Della Luna – se neanche il Presidente Mattarella si è degnato di dare un saluto al CFS nel suo discorso di fine anno (2016), e già questo è a parer mio una vergogna, tutto il pd non si scuserà mai.
L’unico modo di scusarsi sarebbe ricostituire il CFS ammettendo il colossale errore.

Rullo Salvatore – DANNI immensi per incendi dopo ” l’arresto ” del Corpo Forestale da parte dei Carabinieri su ” ordine ” del governo . LIBERIAMO IL CORPO FORESTALE ” ARRESTATO ” con la legge dannosa e sbagliata della militarizzazione nei Carabinieri. Lavoriamo per far cancellare una legge che in pochi mesi ha creato DANNI IMMENSI al patrimonio boschivo, all’ ambiente ed ai cittadini. DANNI a migliaia di donne e uomini del Corpo Forestale sulla loro vita lavorativa ed ai loro diritti. DANNI in mancata prevenzione e controllo di territori e boschi, danni in DIASPORA di mezzi, velivoli e PERSONALE. In tutta Italia, ancora oggi in Piemonte, Incendi che ( mai successo ) durano settimane e DANNI, ad oggi e dopo pochi mesi di arresto del Corpo Forestale, che si riparano in 15 / 20 anni di rimboschimento e ricostruzione. DANNI che possono aumentare quando le piogge cadranno su boschi e montagne bruciate creando smottamenti e frane di terreni non più difesi da alberi e vegetazione. PER IL BENE DEL TERRITORIO E PATRIMONIO NATURALE E BOSCHIVO ITALIANO, Risorsa fondamentale del paese, abbandonato alla distruzione da mesi, LIBERIAMO IL CORPO FORESTALE DALL’ARRESTO. Ridateci il Corpo Forestale , civile e libero. Liberare il Corpo Forestale dall’ arresto e far cancellare la legge che lo ha militarizzato / arrestato nei Carabinieri QUESTA È UNA BATTAGLIA SOCIALE DI TUTTI I CITTADINI CHE HANNO A CUORE LA TUTELA DELLA NATURA e del nostro patrimonio ambientale che è importante risorsa di tutti gli italiani, oltre che una battaglia di Diritti e Democrazia.

LA DEMOCRAZIA VA OLTRALPE

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Massimo Mersecchi L’ITALIA SUL PRECIPIZIO.
Povera Italia , depredata e svenduta, governata da maschere del teatro del ridicolo. Povera Italia impossibilitata ad aiutarsi, smantellata e ridotta in cenere, al tappeto
pesta e dolorante. Tutto quello che NON volevamo neanche pensare ci piomba addosso come un macigno infuocato, distruttivo e incontrollabile. Quasi duecento anni di onorevole storia, di ineguagliabile dedizione alla difesa della natura e degli esseri viventi scomparsa ! I nuovi alchimisti politici hanno decretato la fine della natura e del piacere di essere italiani in un Italia bella e verde. Il “c’era una volta” chi difendeva e salvaguardava, incrementava e vegliava come un angelo custode i tesori verdi d’Italia NON c’è più. Al suo posto anarchia e pressapochismo, non assunzione di responsabilità e neppure una sbiadita idea su come proteggere il nostro tesoro verde.  C’era una volta (diranno i vecchi ) un piccolo ed agguerrito esercito di donne e uomini dediti alla protezione dei boschi, della natura e degli uomini. Professionali e amanti del loro duro lavoro, scelto in libertà e volontà, amato e in ogni piega, sentito come il sangue che scorre nelle vene, sentito come linfa vitale; come la VITA .
Ora, in quest’Italia orfana del Corpo Forestale dello Stato succedono cose inenarrabili ! Gli incendi boschivi sono catastrofici perché manca il primo e spesso decisivo intervento Forestale. Così gli ettari di morte aumentano a dismisura, così le verdi ali dei Forestali NON volano più, i mezzi abbandonati e donne e uomini richiusi in divise nere .
Chi, chi si prenderà la RESPONSABILITA ‘ di questi incendi disastrosi? I maneggioni del governo? Altri corpi dello stato che hanno fagocitato la Forestale? Volevano risparmiare cento milioni in tre/quattro anni i novelli ragionieri dello stato! Ridicoli e penosi, di più! SCELLERATI e ASSASSINI, ora che ( e non è finita) la cenere cade copiosa sui boschi, sui terreni, sulle città soffocate dal acre fumo, il paesaggio lunare é tra di noi. Noi sappiamo i nomi ed i cognomi di coloro che hanno commesso questo CRIMINE, noi sappiamo e NON dimentichiamo e, al tempo debito. RENDEREMO il soldo e gli interessi  VIVA ora e per sempre il GLORIOSO Corpo Forestale dello Stato
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Sara Marinelli – La Val di Susa brucia con soccorsi al minimo anche perchè è la valle della resistenza no tav: fa comodo che bruci, magari se la gente se ne va riusciranno finalmente a velocizzare i loro progetti! A pensar male si fa peccato…

Ehyy Joe – ne stiamo vedendo di tutti i colori. Agenti della digos che si spacciano per addetti comunali, tap che fa e buone pratiche agli ulivi

Savino Monterisi – CON LA STORIA DEI GASDOTTI CI GIOCHIAMO LA DEMOCRAZIA
Anche se nessuno ne parla, oggi in Salento, Tap (controllata da Snam, quindi potremmo tranquillamente dire Snam) ha iniziato la potatura degli ulivi, intervento assolutamente illegittimo del quale non erano stati avvertiti i proprietari degli ulivi. La cosa ancora più grave è che Tap ha potato rami che avevano ancora le olive attaccate, contro ogni regola di buon senso. L’accelerazione di Tap/Snam, è il tentativo di chiudere la partita dei gasdotti prima delle prossime elezioni. Non è un caso che proprio in queste settimane la Snam abbia chiesto al governo di chiudere la conferenza dei servizi riguardo il metanodotto Rete Adriatica – il gasdotto dei terremoti.
Con la questione dei gasdotti – volutamente al plurale – ci stiamo giocando una fetta di democrazia nel nostro paese, non perché le istituzioni sono messe a rischio dagli impianti che devono essere costruiti, siano TAP, Poseidon, Rete-Adriatica o Galsi, ma per l’interpretazione che la classe dirigente e quindi lo Stato, stanno dando alla propria funzione.
Da che mondo è mondo lo Stato dovrebbe nell’insieme dei suoi organi e delle sue istituzioni tutelare il bene primario, quello dei suoi cittadini. Oggi pare che questo vulnus concettuale sia totalmente saltato. Si è delegato ad aziende energetiche la nostra politica in materia e queste hanno ricambiato con una serie di infrastrutture che minano le esistenze delle persone o dell’ambiente, senza alcun tipo di ricaduta per i territori interessati.
Se prendiamo TAP ad esempio, vediamo come questo corridoio energetico serva soltanto a far approdare tramite la Puglia il gas dell’Azerbaijan nel nostro paese. Per inciso potremmo aprire una interessante parentesi sull’Azerbaijan, che retto da un dittatore repressivo e spietato, macchiatosi di diversi crimini, sembra comunque piacere tanto ai politici italiani. Una volta sul territorio italiano questo gas attraverserebbe la penisola e verrebbe venduto al Nord Europa. Il progetto è quello di fare dell’Italia un hub del gas ovvero un punto dove gas di diverse provenienze confluisce per essere poi smistato ai mercati di consumo.
Capiamo bene che per uno Stato, la possibilità di accrescere l’offerta di materia prima energetica, potrebbe avere un interesse nazionale. Peccato che in Italia il fabbisogno nazionale è ampiamente soddisfatto e i consumi di gas sono in continua diminuzione da anni, soppiantati dall’aumento della quota di energia di origine rinnovabile. Per essere più precisi dovremmo dire che questo settore ha subito un forte sviluppo grazie agli incentivi statali, incentivi che sono stati fortemente ridimensionati.
Potremmo forse sostenere non a torto, che tutto questo gas non sarà mai impiegato per il consumo interno ma sarà semplicemente venduto a paesi terzi con grande gioia delle aziende coinvolte negli affari
Ovviamente nella nuova Strategia energetica nazionale la transizione verso un modello ecologico, completamente sostenibile – messo a disposizione dal forte avanzamento tecnologico avuto dalle energie rinnovabili e dalla manifesta economicità – pare essere solo l’orizzonte di un futuro lontano, del quale non si deve già da adesso iniziare a posare le basi.
Nel caso di TAP e di Rete-Adriatica, gli enti locali hanno espresso la loro contrarietà con i mezzi che avevano a disposizione: delibere e pareri, cercando di essere l’asse istituzionale che si affiancava a quello della protesta popolare. Ma l’attenzione della politica per queste istanze è del tutto assente, già Renzi aveva etichettato barbaramente queste decine di migliaia di attivisti con un cinico “comitatini”, come a voler sottolineare la loro vocazione minoritaria a confronto della maggioranza silenziosa.
La storia che si ripete è la stessa: la volontà dei territori è puntualmente surclassata dall’interesse generale che però non coincide mai con quello dei cittadini bensì con quello delle aziende.
Se questa linea la spuntasse anche sui gasdotti, dove i cittadini hanno tutto da perdere e nulla da guadagnare, potremmo esserci giocati un pezzo di democrazia per sempre!
QUESTA TERRA DI CHI PENSI CHE SIA?
DELLA SNAM?
NO! QUESTA TERRA E’ LA MIA!

RIFORMATI E DISMESSI

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David Diani – Ben 24 squadre del CFS sono intervenute già dopo mezz’ora dal sisma: hanno delle caserme in zona e, il Cfs è l’unica forza di polizia ad avere le unità cinofile addestrate al soccorso. CC, piesse e Gdf non hanno unità cinofile da soccorso ma soltanto unità cinofile anti-droga ed anti-esplosivi, totalmente inutili per il soccorso. Compiti diversi, specializzazioni diverse ed unità cinofile totalmente differenti…….

Antonella Giordanelli – Era stato istituito nel 2009, finanziato con 700mila euro dalla UE per il progetto Life, il Centro specializzato nell’antiveleno del CFS con sede nel Parco naz del Gran Sasso e monti della Laga il cui nucleo Nucleo cinofilo antiveleno operava in tutta Italia e a cui richiedevano consulenze da ogni regione, perché era l’unico centro con questa specializzazione. All’interno del Parco naz. del Gran Sasso operava con una routine di due volte alla settimana.
A questa come alle altre unità cinofile, i primi di gennaio 2017 sono stato distribuiti gli ultimi sacchi di crocchette che erano nei magazzini del CFS facendo presente che non ne ce n’erano più disponibili per il futuro.
Il 19 gennaio a Rigopiano non ha operato l’unità cinofila di Pescara (a 20 minuti d’auto dall’hotel sommerso dalla valanga), ma hanno fatto arrivare in elicottero cani dall’Emilia Romagna. Nessun intervento è più stato operato dai cani del CFS il cui addestramento straordinario è stato pagato dai contribuenti italiani, nel mentre il mantenimento era di fatto a carico dei Forestali loro conduttori. Ad aprile alti ufficiali CC rimanevano ammirati dell’altissima specializzazione dei cani che il CFS addestra fin dagli anni ‘90 per il soccorso e la ricerca sia in profondità sia in superficie, eppure sono stati completamente ignorati dai Carabinieri, che non hanno neanche utilizzato nelle loro indagini, i cani antincendio del CFS…e sì che non sarebbe mancata occasione di avvalersi del loro eccezionale fiuto per trovare gli inneschi e i relativi incendiari !
A settembre poi TUTTI i cani sono stati “riformati” per SOPRAGGIUNTA SENILITA’, TUTTI, con l’unica eccezione di 2 specializzati per ricerca tra le macerie di Brescia e quelli antiveleno nei parchi. Cosicché si hanno questi strani fenomeni naturali nel 2017: i cambiamenti climatici che si verificano esattamente dal 1 gennaio, e i cani che diventano tutti vecchi nel mese di settembre. Fortunatamente i loro conduttori hanno potuto evitare loro l’ospizio riscattandoli al simbolico prezzo di 1 euro.

Francesco Marchetti – Sono un cane rognoso sbattuto fuori senza possibilità di appello a 53 anni…neanche in Uganda……completamente rovinati senza un perché….a fare revisioni in Motorizzazione Civile…lavoro di concetto

Massimiliano Bernini – E’ innegabile a questo punto, come il “passaggio” delle Donne e degli Uomini dell’ex Corpo Forestale dello Stato nei Carabinieri, nella Guardia di Finanza, nei Vigili del Fuoco, nella Polizia di Stato, nel Mipaaf e in altre pubbliche amministrazioni, sia stato in moltissimi casi, un vero e proprio trauma!
Oltre alla contrazione dei diritti (sulla quale attendiamo il giudizio della Corte), molte competenze e professionalità a tutela dei beni comuni si sono definitivamente interrotte.
Anche le strutture e i mezzi dell’ex-CFS hanno subito la stessa sorte nefasta, come la Motovedetta Montecristo II, che consentiva il collegamento tra la terra ferma e l’omonima isola.
Sembra infatti che l’imbarcazione, una motovedetta d’altura di 14 metri registrata al naviglio dello Stato con la sigla CFS 701, sia ferma agli ormeggi, là dove era dislocata prima della soppressione del Corpo forestale dello Stato, cioè nel porto di Scarlino distante appena 5 chilometri da Follonica.
Ci risulta, inoltre, come l’imbarcazione non sia più oggetto di regolare manutenzione quindi in stato di abbandono.
Altra cosa che non capiamo è come mai i «nuovi» Carabinieri forestali (per trasportare la pattuglia montante e tutti i materiali e persone necessarie alla gestione e sorveglianza della riserva naturale) effettuino il collegamento con l’isola di Montecristo con un’altra unità di stanza, però a Porto Santo Stefano, ovvero a 100 chilometri dall’ufficio forestale-carabinieri che ha in gestione l’isola di Montecristo.
Ma in attuazione del Dlgs 177/2016 attuativo della Legge Madia, i mezzi nautici del soppresso Corpo Forestale non dovevano transitare tutti alla Guardia di Finanza?
Cosa c’è di razionale nell’effettuare il collegamento con l’Isola di Montecristo da un porto distante circa 100 km dall’ufficio che gestisce l’isola?
Questo e altro ancora, lo chiediamo al governo con l’ennesima interrogazione parlamentare;
Risponderanno?

Carmelo Guarnieri Labarile – Toh…ed io che stavo subito pensando, per come accaduto per altre imbarcazioni, che venisse utilizzata per trasportare i sommozzatori.
Addirittura, per mettere al sicuro il bottino dell’hangar di Pescara, i carabinieri hanno dislocato li anche i sommozzatori.
Ovviamente, per creargli un ufficio, hanno eseguito lavori nelle foresteria, pare in assenza di autorizzazioni di sorta, anche perché mai è stato esposto il pannello informativo dei lavori da eseguire, cambiando così la destinazione d’uso originaria di quella struttura. Ovviamente siamo ancora in assenza dei decreti che attestino che l’hangar di Pescara, che comunque è stato costruito coi fondi dell’Antincendio, lo assegnino definitivamente a qualcuno.
A proposito, tutti gli elicotteri, anche quelli con matricola militare, furono comprati coi fondi dall’antincendio.
Strano questo modo di interpretare le leggi.

Giuliano Allegrini – C’era la Croce Rossa: gli ufficiali medici si sono sempre opposti al passaggio nella sanità militare probabilmente per paura di perdere livelli e stipendi o entrare in graduatoria con altri ufficiali . Dal 2016 sono stati messi, insieme ai sottufficiali, in congedo forzato: sono circa 1200 in tutta Italia senza contare che molti di loro andranno in pensione entro cinque anni
Non hanno neanche voluto creare un ruolo ad esaurimento. Cinque anni in congedo forzato! Non so se adesso in Croce Rossa ci sono solo volontari civili
Alla fine come hanno fatto con la protezione civile sarà organizzata con associazioni e cooperative.

Savino Monterisi – Anche se nessuno ne parla, oggi in Salento Tap (controllata da Snam, quindi potremmo tranquillamente dire Snam) ha iniziato la potatura degli ulivi, intervento assolutamente illegittimo del quale non erano stati avvertiti i proprietari degli ulivi. La cosa ancora più grave è che Tap ha potato rami che avevano ancora le olive attaccate, contro ogni regola di buon senso. L’accelerazione di Tap/Snam, è il tentativo di chiudere la partita dei gasdotti prima delle prossime elezioni. Non è un caso che proprio in queste settimane la Snam abbia chiesto al governo di chiudere la conferenza dei servizi riguardo il metanodotto Rete Adriatica – il gasdotto dei terremoti.
Non bisogna abbassare la guardia, nelle prossime settimane dobbiamo mettere in campo tutte le azioni necessarie a fermare questa inutile opera, dannosa e imposta.
QUESTA TERRA DI CHI PENSI CHE SIA?
DELLA SNAM?
NO! QUESTA TERRA E’ LA MIA!

AGGREGAZIONI CONTRO LA DISGREGAZIONE

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Richiesta di adesione e collaborazione

Alla cortese attenzione della Prof.ssa Antonella Giordanelli , presidentessa del Comitato Foresta Foresta .

Illustrissima Prof.ssa Giordanelli , mi chiamo Arturo Gerardo DI PILLA e la contatto dal Molise per chiederle di poter aderire e collaborare con il Comitato Foresta Foresta . 

La FORESTALE è da sempre nel mio cuore ,da quando ero bambino , in casa mia si è sempre respirata ” l’essenza FORESTALE “, mio padre per quasi 35 anni dal 1958 al 1992 ha servito ed indossato la gloriosa divisa del C.F.S. con passione, dedizione ed orgoglio, quell’ orgoglio che si leggeva nei suoi occhi e di quelli dei suoi colleghi , di servire ed aiutare i cittadini ad evitare che infrangessero le leggi , dispensando consigli su come rispettarle ( la PREVENZIONE ) , termine assolutamente sconosciuto ad altri vedesi i “Doppioni ” della P.S. La passione e la dedizione nel prevenire contrastare i reati ambientali e forestali , prevenire e contrastare il bracconaggi , soccorrere e supportare le popolazioni colpite da calamità ambientali e naturali (nel caso paterno e dei suoi colleghi il terremoto in Campania e Basilicata del 1980). Prof.ssa Giordanelli ho avuto fa fortuna di respirare la FORESTALE, con i miei occhi ho potuto constatare il grande lavoro svolto da mio padre e dai suoi colleghi durante il periodo estivo nel prevenire e contrastare gli incendi boschivi e da ragazzo ho avuto poi la possibilità di lavorare come operaio AIB e quindi di verificare personalmente come si opera e si spegne un incendio boschivo e la difficoltà nel farlo bonificando poi il territorio boschivo interessato, ma ho anche ammirato ed amato la professionalità , la dedizione e l’umanità dei FORESTALI. Prof.ssa Giordanelli ho avuto la fortuna e l’onore di avere come maestri di vita i FORESTALI che con il loro entusiasmo ed esperienza mi hanno insegnato il rispetto e l’amore per la flora e la fauna , il rispetto per le persone, per le regole e per le leggi e non sarà certo un ” decreto legge ” MALDESTRO , DANNOSO e FALLACE (sono sicuro che al più presto sarà cancellato e sarà solo un brutto ricordo) a fare in modo che io possa dimenticare o perdere la mia ” essenza FORESTALE “ .

Prof.ssa Giardanelli sarei onorato poter dare il mio modesto contributo sopratutto per onorare la memoria di mio padre e di tutti i suoi colleghi di tutta Italia che hanno servito con passione, dedizione, amore ed orgoglio l’amministrazione FORESTALE ed i cittadini e per tutti i FORESTALI d’Italia per cui ora dobbiamo lottare per una celere ricostituzione del CORPO FORESTALE . Vede Prof.ssa Giordanelli ho volutamente omesso il termine ” stato “, perché questo ” stato ” non merita assolutamente di essere accostato a quei splenditi servitori che sono i FORESTALI , perché da questo ” stato ” i FORESTALI sono stati solo UMILIATI, DERISI, SCREDITATI, DENIGRATI, MALTRATTATI, MILITARIZZATI COATTIVAMENTE e VENDUTI per 30 DANARI ai ” Doppioni ” della P.S. non meritavano tutto ciò .

Da semplice cittadino sogno una FORESTALE che ricostituita celermente possa tornare ad essere quel corpo tecnico che ho conosciuto, ammirato ed amato da bambino e poi da ragazzo grazie al lavoro svolto con professionalità  dedizione ed umanità da mio padre e da tutti i suoi splenditi colleghi FORESTALI d’ Italia .

Con questo mio auspicio Prof.ssa Giordanelli vorrei ringraziarla per la sua attenzione e porgerle cordiali saluti .

GRAZIE DI CUORE FORESTALI – LUNGA VITA ALLA FORESTALE

W IL CORPO FORESTALE

Arturo Gerardo Di Pilla

Si è costituita, con il coordinamento del presidente e vice presidente di Assodipro, la FEDERAZIONE per la RINASCITA FORESTALE e AMBIENTALE, composta, ad oggi da: ASSODIPRO, UFDI, RINASCITA FORESTALE, UNFORCED, Comitato FORESTA FORESTA e rappresentanze di appartenenti delle sigle sindacali ex Corpo Forestale.
Federazione finalizzata alla nascita di uno strumento federativo di tutte le organizzazioni che hanno a cuore la TUTELA DELLA NATURA e le sorti della montagna, ed in particolare la ricostruzione dell’ Amministrazione Forestale che oggi è orfana delle sue antiche funzioni e vedova del CORPO FORESTALE dello Stato smembrato tra 5 entità differenti ed in competizioni tra loro.
La federazione è aperta ad altre associazioni, alla società civile e tutti i cittadini che hanno a cuore i temi della tutela della natura, dell’ambiente e della ricostituzione di un Corpo Forestale autonomo e non militarizzato.
Rullo Salvatore

FALCUS MORTUUS EST At vobis male sit, malae tenebrae Orci, quae omnia bella devoratis

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5 settembre 2013 – Danza sempre volando tra un continente e l’altro con pochi sprazzi di tempo in patria, così ho insistito tanto perché per una volta non prendesse il treno per arrivare in aeroporto in modo da goderci due ore di chiacchiere in auto. A metà strada mi chiama il 1515: un falco recuperato a pochi Km da casa mia è gravissimo, ma la pattuglia del CFS è bloccata perché nei suoi compiti di polizia deve dare la precedenza a un banalissimo incidente stradale. Se una creatura di Madre Natura ha bisogno di me, divento una madre snaturata: lascio l’autostrada alla prima uscita, passo davanti alla prima stazione ferroviaria utile lanciando borse e valige dal finestrino a mia figlia che s’è già catapultata fuori dall’auto sperando di agguantare a volo un qualche treno mentre io già corro indietro, telefonando al veterinario: non ci sarà tempo di arrivare fino al Centro recupero fauna selvatica del CFS sul monte e utilizzeremo un ambulatorio più vicino. Mentre un Forestale mi consegna a scatola chiusa il giovane gheppio, l’altro prende i miei dati per inserirli nella relazione di servizio. Nella radiografia le ossa di un’ala appaiono informe ammasso di una macchia bianca. Il falco sotto la maschera del gas è rimasto impassibile mentre lo si amputava alla spalla, ma ha avuto brividi di dolore mentre, con infinita delicatezza gli si radevano poche piume… penso all’immane sofferenza di quelle oche sanguinanti completamente spennate con periodica rapida brutalità per l’industria dei piumini… Durante l’intervento chirurgico un giovane veterinario si documenta davanti a un pc: non è un gheppio ma uno sparviero. Io sono incantata a mirare la bellezza di quell’ala rimasta spiegata sul tavolo operatorio… Sono passati cinque giorni dalla preapertura della caccia e certamente i genitori hanno nutrito quel loro figlio destinato a rimanere a terra per sempre, ecco perché le condizioni generali sono buone nonostante la cancrena che lo avrebbe ucciso se la Forestale non avesse escogitato il modo per farlo operare d’urgenza. La Forestale e quei veterinari che uniscono la competenza di professionisti convenzionati alla generosità di volontari appassionati in sinergia con cittadini sensibili ed attivi a cominciare da quello che ha soccorso il gheppio in uno scatolone… sì il gheppio perché ai Forestali è bastato sbirciare attraverso un foro del cartone per notare l’occhio giallo che distingue un giovane o una femmina di gheppio dallo sparviero. Sì una giovane di gheppio perché negli anni ha mantenuto la livrea bruna e la fiera bellezza, che la mancanza d’ala non deturpa ma rende asimmetrica, e se le penne non potranno mai frusciare negli infiniti spazi, l’occhio creato per scorgere quanto a noi è invisibile avrà sempre l’espressione nobile di uno sguardo che ci scruta dall’alto.
10 settembre 2017, è il tardo pomeriggio di sabato, una delle giornate di preapertura della caccia, ma non ci sono più veterinari convenzionati con il Corpo Forestale, anzi non c’è più il Corpo e così telefonando al 1515 risponde la sala operativa centralizzata a Roma. Però sono fortunata abito in una regione con una facoltà di veterinaria e ne conosco regole: nella clinica universitaria h24 hanno il divieto di curare selvatici definiti dannosi, ma hanno molte specializzazioni e certamente si adopereranno per un rapace. Chiamo il pronto soccorso dove un messaggio registrato fornisce il numero di due cellulari per le emergenze: uno per piccoli animali, l’altro per grandi. Catalogazione alquanto vaga: un cane san Bernando sta con un cervone, uno scoiattolo e un gatto oppure con un cervo, un asino e un cavallo? Chiedo all’ operatrice, gentilissima, di saltare tutta l’enunciazione della trafila amministrativa di cui mi occuperò mentre avrò imboccato la strada che porta al veterinario che potrà soccorrere il falco che ho tra le mani: sì hanno nella disponibilità di reperire un veterinario specializzato, che lo visiterà lunedì (!)…..pietosamente mi sussurra il suo numero di cellulare. Lo consulto immediatamente … ma lui sta trascorrendo il finesettimana lontano, a Roma….. è a Roma come la Sala operativa di quella parvenza di Forestale di cui fa parte quel Forestale vero a cui hanno tolto la vita di Forestale dandogli il nome di carabiniere forestale: altro non ha potuto consigliarmi che di rivolgermi alla LIPU con lacrime di rabbia e mortificazione nella voce che hanno riempito i miei occhi spalancati impotenti nell’ incubo: il falco dispiegate le ali è volato oltre le effemeridi … E fu subito sera.
Antonella Giordanelli

Avrei voluto festeggiare con tutti gli amici ponzesi la bella notizia, il miracolo che aspettavamo, ma la vita è beffarda e nonostante il lavoro di squadra attivato il giovane Fenicottero è deceduto lungo il viaggio verso il centro Lipu di Roma. Non c’era tanto da fare, le sue condizioni erano critiche. Stamattina le amiche e attiviste volontarie Stefania Morandi e Gaia De Luca, in contatto con i cittadini che da molti giorni monitoravano l’uccello che svolazzava tra le spiagge ponzesi, mi hanno avvisato che l’animale in serata si era aggravato ed era stato riposto in una scatola. Si dice anche ferito, ma sicuramente molto indebolito, denutrito. Un giro di telefonate con l’assessore Mimma Califano, il nostro Centro recupero fauna selvatica guidato dall’onnipresente Francesca Manzia e i suoi meravigliosi volontari, la veterinaria ponzese e diversi attivisti. Si presta il primo soccorso all’uccello con una flebo (su indicazioni del personale Lipu del Crfs di Roma) e si contatta il comandante della nave Siremar per un immediato imbarco. Poco dopo le 11.15 salpa diretto a Formia. Io mi metto in auto e parto da Roma per andare a riceverlo al porto. Recupero l’animale verso le 14. ma si vede che è stremato, non sta bene.
Corro verso l’autostrada in contatto con il nostro ospedale, ma l’animale dopo poco si spegne. Niente si poteva fare, sono uccelli delicatissimi, anche difficili da seguire. In quelle condizioni il miracolo non era possibile. La speranza dei giorni scorsi era quella di immaginare un suo recupero e il prosieguo del suo viaggio migratorio. Ma è andata diversamente e quando un animale selvatico è libero nel suo habitat l’uomo non può intervenire.
Gli amici di Ponza, sopratutto i cittadini sono stati però un bellissimo esempio di come “si sta insieme” e si difende la natura. Lo so che l’amarezza è altissima, figuratemi per me che dopo 5 ore di auto devo avere anche la forza di scrivervi quanto accaduto… Immaginatevi questi soccorsi fatti in tutta Italia da noi volontari, senza soldi, senza che lo Stato o le Regioni (tranne poche eccezioni di piccoli cofinanziamenti) si preoccupino di soccorrere gli animali selvatici feriti o di sostenere finanziariamente i nostri Centri (in Italia ci arrivano 20mila animali ogni anno e solo Roma ne assiste quasi 6mila!). Dietro la tristezza però resta la comunità, quella di Ponza che ha dimostrato tutta la sua attenzione per cercare di fare il possibile nel soccorrere il Fenicottero. Noi più di correre come i disperati, a destra e a manca, non possiamo fare. Quindi, un grazie a tutti, veramente di cuore. Lasciamo la rabbia alle nostre spalle e facciamo tesoro di questa giornata preziosa per comprendere fino in fondo l’importanza di essere tutti dalla stessa parte nella difesa della natura.
Fulvio Mamone Capria

E’ uso comune, nelle zone pedemontane del versate tirrenico dell’Aspromonte, sparare direttamente dai balconi e dai terrazzi di casa, a specie migratorie (soprattutto falchi) e non solo … in quelle zone le case venivano costruite anche tenendo conto di questo utilizzo …. oggi il bracconaggio in quelle zone è stato notevolmente ridotto rispetto al passato, grazie soprattutto all’azione di controllo del CORPO FORESTALE DELLO STATO, che ha pagato anche con delle vittime il contrasto a questi bracconieri … ma ancora qualche RETAGGIO DEL PASSATO resiste … e deve essere ab-battuto!
Vincenzo Talarico