L’ANATRA ZOPPA

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Durante l’audizione in commissioni antimafia nel luglio 2015 l’ing. Patrone, ad una precisa domanda rispose “non ricordo assolutamente chi sia Chianese”. Ora la gravità della risposta non era il fatto che una intercettazione telefonica dimostrava che tra i due intercorrevano rapporti confidenziali, (chissà con quanti si hanno per brevi periodi scambi interpersonali tanto cordiali quanto superficiali, che non lasciano traccia nel vissuto) quanto la mancanza di professionalità che il capo del CFS rivelava non ricordando “il signore dell’ecomafia”, indagato fondamentale nella attività investigativa della Forestale.

Da tempo si chiedeva da più parti un avvicendamento al comando generale del CFS che Patrone deteneva da un periodo del tutto inusuale ed ingiustificato, inoltre il momento particolarmente delicato per il quasi bicentenario Corpo ne consigliava al vertice una figura integra moralmente per l’impeccabilità del comportamento, in modo che nei rapporti con gli altri soggetti istituzionali non fosse né sospettabile né ricattabile

Qualsiasi ulteriore elemento di giudizio storico su quest’ultimo capo del CFS sia sotto l’aspetto tecnico che politico ritengo non potrà assolverlo dallo sbaglio di non essersi dimesso nel luglio 2015, poco importa se colpevole o innocente, sciocco o traditore; Patrone è comunque stato dannoso per il CFS.

Nel gennaio 2015 Del Sette, generale poco amato dai carabinieri perché uomo di palazzo piuttosto che operativo, viene proposto dalla ministra della difesa come comandante generale in alternativa al pensionamento: promozione ancora una volta da parte di un governo autoreferenziale, non uso a ricercare consenso popolare. Uno dei primi atti di questo generale, sconosciuto sia ai cittadini che alla sua truppa, è stato estromettere quel colonnello che nell’immaginario collettivo sarà sempre il Capitano Ultimo, gesto talmente improvvido da esternare che nei palazzi non si tiene alcun conto della sensibilità né del popolo né dei servitori dello Stato.

Il connubio che prontamente si instaura tra questi capi, cosi arrogantemente indifferenti all’impopolarità, risulta alquanto bislacco poiché Patrone la cui vocazione ecologista è conditio sine qua non, diventa simbiotico a Del Sette, il quale il suo sparuto quanto ambitissimo NOE (300/350 uomini), non solo non lo ha potenziato accogliendo le numerosissime richieste d’assegnazione, ma l’ha addirittura decapitato… e di che mitico capo!

In considerazione di questo fatto e dell’appoggio goduto dai ministri del governo Renzi, nessuno s’è meravigliato che uomini del giglio magico lo abbiano indicato come il delatore delle indagini dei “suoi” carabinieri del NOE.

Vero o falso, Del Sette divide i “suoi” carabinieri tra chi segretamente non ha fiducia in lui, e chi platealmente si mette dalla sua parte (che obiettivamente non si può contrabbandare come nobile difesa del debole) in un inopportuno “divide et impera” riflessivo nell’Arma, invece che estroverso al nemico.

Fortunatamente la messa in quiescenza è imminente nel mese di gennaio 2017, a risoluzione della imbarazzante situazione che fa legittimamente credere che l’onestà e l’abnegazione di centomila carabinieri possa essere neutralizzata dalla corruzione di uno solo. Ma la ministra di quel medesimo governo che ha introdotto lo stravolgimento delle tutele del codice di procedura penale che fa sì che gli ultimi a sapere di una notizia di reato siano i magistrati e i primi a sapere di un’attività investigativa siano i vertici a nomina politica delle forze di polizia, conferma per un ulteriore anno la proroga per Del Sette al comando generale dell’Arma. Prova Del Sette!

E la prova del nove?

Il Corpo Forestale è sciolto dal 1 gennaio e ognuno dei Forestali è stato ricollocato con l’unica eccezione del capo del corpo-che non c’è più. Per sei mesi continuerà a guadagnarsi lo stipendio (chi avrà il mandato di pagamento?) con il compito d’agevolare il trapasso del fu CFS presso i vertici dell’Arma: logica vorrebbe che coadiuvasse il gen. Ricciardi, il quale, del tutto digiuno di competenze professionali specifiche, sarà a capo del nucleo dei carabinieri forestali. Compito non facile dato che anche il suo vice non sarà un ex CFS. (Noi si credeva che Patrone sarebbe entrato in posizione dirigenziale nella “consorella” Arma). No, Patrone affiancherà … Del Sette! A che pro? Mah, forse l’accoppiata continuerà il viaggio di nozze tappa tappa per le belle città d’Italia sede di TAR.

E poi da giugno? Patrone tornerà sul luogo … galeotto: in Commissione Antimafia.
Le due anatre zoppe hanno rotto anche l’altra gamba e non volano, STRISCIANO!

Antonella Giordanelli

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