ORGOGLIO E DIGNITA’

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Luca Marco Comellini – Buongiorno Italia, che brutta fine che stanno facendo le tue forze armate. Vecchi generali mantenuti saldamente al loro posto per questioni di opportunità politica o perché amici degli amici, nonostante la legge preveda espressamente l’esatto contrario. Ministri che, puntuali come un Rolex, si affrettano nel fare attestazioni di stima e massima fiducia verso gli indagati purché il loro grado sia almeno quello di generale di corpo d’armata mentre, al contrario, però, la loro tolleranza e fiducia crollano inesorabilmente, scompaiono travolti in un orgia politica e mediatica di becero opportunismo che per una ribalta li spinge a reclamare per gli altri – quando il fatto coinvolge i militari della truppa – e non per le proprie incapacità, i plotoni d’esecuzione, il giustizialismo e non la giustizia.
Il “senso dello Stato” va a farsi fottere e l’ignoranza prende il sopravvento.

– Il lavoro lo fanno i miei colleghi e amici Forestali ed il merito è la visibilità se lo prendono i carabinieri che fino a ieri ci consideravano Polizia di serie B…..questo mi fa veramente stare male…….

Cristiano Manni – Non si è scritta una bella pagina di storia. Con il Corpo forestale dello Stato se ne va un pezzo di identità del Paese, che ha difeso e tutelato le foreste per 200 anni, salvandole anche dalle richieste dello sforzo bellico e dai piani di bonifica integrale. Dallo stato di degrado in cui si trovavano nel Dopoguerra, ha ricostruito il patrimonio dei boschi nazionali, poi in parte confluito nei parchi nazionali e nelle riserve naturali dello Stato, che è stato mantenuto e preservato in modo eccellente, come lascito alle generazioni future.
Col Corpo forestale dello Stato, la militarizzazione forzata del suo personale e la diaspora in altre amministrazioni, si perde la libertà di scelta, la libertà di espressione, la libertà di azione, la vicinanza e la collaborazione di tanti validi colleghi e persone care.
Con la soppressione del Corpo forestale dello Stato passa il teorema che, in nome di una fittizia efficienza, si possono erodere le libertà sindacali, come non avveniva dal 1925, seppur già i sindacati si fossero snaturati in corporazioni a tutela dell’interesse dei singoli, piuttosto che dei diritti comuni. Ma questo apre un vulnus che, se non curato in tempo, infetterà altri tessuti della società civile.
Molte sono le colpe, specialmente interne, dai vertici alla base: come nel poema di Dante, la lupa, il leone e la lonza hanno divorato l’animo di alcuni, e l’accidia quello di altri, costringendo il cammino dei virtuosi per gironi impervi e bolge.
Ma è andata così, e siamo venuti a seppellire Cesare, non a tesserne l’elogio. E allora dobbiamo interpretare questo passaggio con lo spirito degli antichi, che vedevano il dovere del miles inscritto nei diritti del cives: evidentemente la tutela ambientale doveva essere affrontata manu militari. Ne prenderemo atto.
Finisce anche la Scuola Interforze di Foresta Burgos: dal 2011 ad oggi, giorno della chiusura, ha formato circa 100 cavalieri della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo forestale dello Stato, del Corpo forestale di Vigilanza Ambientale della Sardegna e delle Compagnie Barracellari.
Ha sempre organizzato e svolto i corsi previsti dal suo ordinamento. Ha rappresentato un´eccellenza nella formazione della Polizia ambientale, poichè ha sempre ospitato i migliori docenti nazionali in questa materia. È stata, per molti appartenenti alle forze di polizia, l’occasione di rientrare in Sardegna, e di investire tempo, affetti e denaro nel territorio. Ha prodotto un indotto annuo di oltre 200.000 euro, gran parte di ritorno nel territorio del Goceano. Ha “sottratto” 20 ettari di terreno demaniale al pascolo abusivo, dedicandolo alla formazione e alla sicurezza. Ha ospitato oltre 1.500 alunni delle scuole del territorio, nonchè studenti universitari della Sardegna, di Roma e della Germania. Ha avviato progetti di formazione con le realtà di polizia ambientale del territorio.
Chi ci ha lavorato, e che ora è stato trasferito in reparti lontani, lo ha sempre fatto con passione e alto senso del dovere, fronteggiano situazioni di difficoltà.
È stata, su questo concordo, un´occasione persa a causa di quei miopi che non sono stati capaci di misurare i servizi che offriva, avvezzi a ragionare di sicurezza come si ragiona per una fabbrica di scatolette di tonno: posti di lavoro, sviluppo, ecc…
Mi dispiace per la scuola, per chi ci ha lavorato con passione, per i cittadini del Goceano, che l´amavano e la consideravano un punto di riferimento.
Mi dispiace che, pur di continuare a parlarne male, si debba ricorrere a raccontare falsità.
Ringrazio tutti coloro che ci hanno lavorato, e che hanno dato esempio di impegno e passione.

Una vera catastrofe che si è abbattuta su di me e la mia famiglia. Abitavo in un bellissimo comando stazione, avevo dei colleghi stupendi conoscevo persone del mondo produttivo rurale, il mio territorio era la mia casa mi sentivo utile per la natura, ora nei vff a fare il dos specializzazione marginale all’interno del cfs. Non mi resta che piangere ed il mio pianto terminerà quando rivedrò volare libera quell’aquila che ci ha contraddistinto per 196 anni da tutti. Evviva il Corpo Forestale dello Stato.
Il 25 novembre la Boldrini all’interno del parlamento ha ricordato la giornata contro la violenza fisica sulle donne ma si dimentica che molto di loro hanno subito una violenza psicologica morale facendole diventare militari contro la propria volontà. Ma di questo nessuno deve parlare perché fatto da un governo che gli ha permesso di coprire quel ruolo. Certe volte l’ipocrisia non conosce confine. Ma noi tutti uomini e donne dell’ex cfs non ci arrendiamo e attendiamo sia la sentenza della Consulta e sia un nuovo governo per riprenderci ciò che ci stato tolto con violenza.

Lazzaro Manlio Detti – Anch’io mi auguro che l’Aquila torni a volare libera e maestosa! Ma con questi politici da 4 soldi non ci aspettano tempi fecondi e produttivi per il nostro Bel Paese!!!

Claudio Orlandi – Il caos che il Governo ha coscientemente innervato nella macchina organizzativa dello Stato non lascia ben sperare per l’imminente arrivo dell’inverno.. speriamo di non rivedere quegli scenari assurdi e dolorosi che hanno colpito l’anno scorso diverse parti del paese, in particolare il mio amato Abruzzo…

Rullo Salvatore – Militarizzazione coatta del Corpo Forestale : Quale risparmio ? Quali logiche? Quale considerazione del personale e della sua professionalità? Razionalizzazione o Risiko di potere che calpesta diritti del personale e logiche di tutela dell’ ambiente?

Michele Fasano – Tutto comincia da: D.P.R. 15-1-1972 n. 11
Trasferimento alle Regioni a statuto ordinario delle funzioni amministrative statali in materia di agricoltura e foreste, di caccia e di pesca nelle acque interne e dei relativi personali ed uffici. Pubblicato nella Gazz. Uff. 19 febbraio 1972, n. 46, S.O.
Il Corpo Forestale decise di rimanere allo Stato. Nessuno dei nostri Superiori lottò per far si che tutta la questione Ambientale rimanesse di competenza dello Stato. Per questo inciucio vi era un Corpo senza “attributi” per molti anni siamo stati conviventi con le Regioni. Poi le Regioni hanno constatato che il Corpo sfuggiva ai politicanti,per cui vi erano le premesse di mettere in atto una vecchia Legge di matrice P.C.I. in cui vi era un solo art. “E’ soppresso il C.F.S.” non fu approvata. E’ storia recente la riforma della Pubblica Amministrazione e i Corpi di Polizia diventano da 5 a 4, e il CFS deve essere accorpato. Renzi e la Madia,non avendo le palle per mettere in cantiere quello che volevano,ridurre a 2 i Corpi Polizia,per fare qualcosa in merito,se la prendono con il più indifeso Corpo dello Stato. Saluti e Forestali sempre!!!.

Mevio Filano Calpurnio – Bisogna risalire all CFS degli anni ’70 prima che cominciassero a regionalizzarlo, che togliessero i vivai e che devolvessero autorizzazioni e controlli e martellate per i tagli alle comunità montane: cercherei di riunire le guardie volontarie almeno delle associazioni sotto nuclei volontari gestiti dalla nuova forestale, cioè presidi volontari locali di affiancamento in collaborazione con le associazioni. Non sarebbe male una unificazione di servizio alpino, protezione civile e guardia costiera alla guardia forestale e sarebbe bello che vi fosse un legame con gli alpini
cioè che prima di fare servizio, se uno ha fatto l’alpino può finire lì facilmente dopo aver fatto l’accademia di formazione forestale; gli alpini sono la forza militare che secondo me più è adatta a dare una forma mentis adatta al forestale da civile.
Inoltre devono aprire una lista competa di alberi e formazioni monumentali da poter ampliare secondo segnalazione di cittadini, tramite esperti, enti locali, forestale stessa od associazioni, alberi che possono esse vincolati da ministero, comuni, provincie, regioni o parchi che siano… oggi sono le regioni deputate al controllo taglio e autorizzazione, ma non lo fanno e nessuno ti segna gli alberi che puoi o non puoi tagliare, scegliendoseli di fatto chi vuole tagliare direttamente.

Arturo Gerardo Di Pilla – per la ricostituzione dell’ amministrazione Forestale e del Corpo Forestale
1 ) FORESTALE ; CORPO TECNICO ad ORDINAMENTO CIVILE con Funzioni di P.G. ( tornare alla dicitura GUARDIE FORESTALI che tutti gli Italiani conoscono ) sono fermamente convinto che se non ci fosse stato il termine ” Polizia ” gli attuali Abusivi al governo in collaborazione dei loro amici Doppioni della P.S. non avrebbero avuto il ” Pretesto ” per procreare la ” SCHIFORMA Madia ” e per evitare che in FUTURO non ci possano essere altre ” SCHIFORME ” (Spero finalmente capiscano che devono ALLONTANARE e NON ASCOLTARE chi non ha alcuno interesse per l’Amministrazione Forestale ma ha solo un PROPRIO interesse A POCHE PAROLE BUON INTENDITORE “SAPAF”
2) AMMINISTRAZIONE FORESTALE : COORDINAMENTO NAZIONALE 1 CAPO Coordinatore ; 1 Vice ed un numero adeguato del Personale per la piena funzionalità del Nazionale ( – Funzionari e + Personale sulterritorio )
3 ) COORDINAMENTO REGIONALE ( uno per regione totale 20 ) con conseguente ELIMINAZIONE dei ” Provinciali ”
1 Capo Coordinatore ; 1 Vice ed un numero adeguato del Personale per la piena funzionalità del Regionale ( – Funzionari e + Personale sul territorio ).
4 ) Potenziamento SCUOLE GUARDIE FORESTALI di Cittaducale , Sabaudia e tutte quelle sul territorio nazionale
1 Direttore ; 1 Vice ed un numero adeguato del Personale per la piena funzionalità delle Scuole .
5 ) Potenziamento e rafforzamento del Personale FORESTALE sul territorio ; Riaperture ed ulteriori nuove aperture di StazioniFORESTALI per un miglior controllo del territorio ; annessione di NAS, NOE ( dei doppioni della P.S ) e quant’altro sulla prevenzione e la salvaguardia Agroalimentare, Ambientale e Forestale
.

– Massimiliano ti ringrazio per quanto stai facendo tu e per tutto quanto fate come M5S.
Non ci abbandonate ora…arriviamo con forza e determinazione alla corte costituzionale. Con un’idea di rinascita del CFS. .un corpo che l’Europa ci invidiava e che so sono affrettati a smantellare alla faccia di chi ha lottato per entrare e ha lavorato con il cuore prima che con le gambe.

Ricordi da convivere oggi dolorosi
Una divisa strappata
Un orgoglio che non può esserci ma si vorrebbe imporre
La paura
La vita stravolta
Sospesi in attesa di sentenza
Cercando di farsi fare meno male possibile senza perdere la dignità.

Alessandro Bottacci – Quando abbiamo lasciato la nostra natura per correre dietro alle altre forze di polizia abbiamo cominciato a morire.
Molti di quelli che hanno avvelenato la Forestale sono ancora potenti nella nuova struttura ed è per questo che non recupereremo mai la nostra condizione ideale.

 

 

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