NE’ STATO NE’ DIRITTO SENZA IL CORPO FORESTALE DELLO STATO

Nella Provincia autonoma di Trento, come in tutte le Regioni a statuto speciale, NON c’è il Corpo Forestale dello Stato, e il Trentino sembra non appartenere né all’Italia né all’Europa ma essere governato da una tirannide che ha trasformato quello che era un paradiso naturale nella zona tra le più cementificate ed inquinate d’Italia, con un alto tasso di malattie oncologiche. L’Unione Europea ha più volte sanzionato l’Italia per le devastazioni ambientali in Trentino, dove anche gli organi tecnici oltre che politici mancano di attendibilità e trasparenza.
1) INETTA GESTIONE DEL PATRIMONIO FAUNISTICO della Provincia Autonoma di Trento
La stessa Provincia Autonoma di Trento, partendo da uno studio scandinavo del 2006 che riportava una mortalità di cattura d’orsi dello 0,9, ha stilato nel 2013 un rapporto che riferisce di 15 catture in Trentino con una mortalità d’orsi del 13% (!!!)
11 giugno 2015 -Comunicato stampa della Società Italiana Veterinari Animali Esotici:
<“La gestione di un orso richiede competenze veterinarie altamente specializzate, non è un mero atto amministrativo”. Ribadiamo quanto già detto dopo il ‘caso Daniza’ : “La cattura di un orso bruno deve essere eseguita da una équipe che comprenda Medici Veterinari specializzati in animali selvatici e protetti e con competenze specifiche di telenarcosi, sedazione e gestione sanitaria e comportamentale pre e post-cattura”.>
L’assoluta incapacità tecnica nella gestione degli animali selvatici risulta anche in banali situazioni quotidiane in Trentino.
<Nomi, 15 maggio 2015: è una mattina di bel tempo e un cervo in perfetto stato di salute è saltato all’interno di un tranquillo giardino privato. La forestale trentina di Masé interviene per agevolarne l’uscita: lo cattura al lazo, gli copre il muso, gli lega le zampe, lo carica sul furgone e il cervo muore (!!!).>
2) ROMANO MASE’
(già dal 1989 funzionario a Borgo Valsugana) copre contemporaneamente i seguenti incarichi:
1) dal 2004 dirigente generale del dipartimento fauna e foreste, agricoltura e ambiente della Provincia Autonoma Trento
2) dal 2005 comandante del corpo dei forestali, assunti e stipendiati dalla PAT
3) dal 2012 capo-dipartimento responsabile dell’APPA (Agenzia Provinciale Protezione Ambiente)
Masé con la sua forestale provinciale, nonostante le denunce dei trentini, NON ha mai indagato sui rifiuti tossici in Valsugana e solo l’intervento del Corpo Forestale dello Stato, comando di Vicenza, ha portato alla luce i cosiddetti VELENI IN PARADISO nel 2007.
Tra gli orsi vittime di Romano Masé, queste mamme con i loro piccoli:
JURKA, aveva con sé 3 orsetti il 28 giugno 2007 quando è stata presa, sterilizzata (!) e rinchiusa prima nella buca del monastero di san Romedio, poi nel piccolo recinto del Casteller dell’ Associazione Cacciatori Trentini ; dei suoi cuccioli non s’è saputo più nulla. La sua captivazione è stata illegale.
KIRKA , (di cui è figlia KJ2, indicata nell’attuale ordinanza,11 giugno 2015) è stata la mamma dei primi due orsetti nati in Trentino, ma il 13 giugno 2008, durante le operazioni di cattura, il corpo forestale di Masé la uccide. Anche dei suoi figli si son perse le tracce.
DJ3 era insieme al suo piccolo Lorenzo, e alla sua mamma Daniza, quando la catturano il 17 maggio 2011. Il 23 maggio gli abitanti segnalano che l’orsetto, abbandonato a se stesso, sta morendo di fame; gli uomini della forestale di Masé lo rinchiudono in un recinto contiguo a quello della mamma e lo allattano artificialmente. Liberato e perseguitato come ‘orso confidente’, è scomparso. DJ3 è ancora ILLEGALMENTE prigioniera dentro il Casteller dell’Associazione Cacciatori (dove ora si vuol rinchiudere anche l’orsa KJ2).
DANIZA aveva 3 cuccioli con sé fino al 14 luglio 2014, ma quando è stata uccisa (la PAT l’ha annunciato l’11 settembre) insieme a lei c’erano solo 2 cuccioli. Anche degli orfani di Daniza non si hanno notizie attendibili.
ORA si deve impedire al presidente di Provincia Ugo Rossi di assumere “in via autonoma” le responsabilità del caso dell’orsa KJ2 e di “cambiare le regole del Progetto URSUS, perché è proprio l’ incapacità tecnica e politica degli enti locali e l’assenza del Corpo Forestale dello Stato a determinare il degrado ambientale nell’autonomo Trentino.
IL TRENTINO E ‘L’ESEMPIO DI COME SAREBBE DEPREDATA PER ABIETTI INTERESSI ECONOMICI LA NATURA IN TUTTA ITALIA SE MANCASSE LA TUTELA DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO: una cartolina turistica a nascondere l’inferno!
Antonella Giordanelli
Annunci

3 thoughts on “NE’ STATO NE’ DIRITTO SENZA IL CORPO FORESTALE DELLO STATO

  1. Loretta Liberato 21 giugno 2015 / 16:03

    Complimenti. Un’analisi perfetta. Il Trentino e ciò che stanno facendo
    all’ambiente e alla fauna selvatica è decisamente un esempio calzante di una realtà priva del Corpo forestale di Stato.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...