Quando la difesa del proprio lavoro ha motivazioni ideali

Non entro in alcuna polemica politica o sindacale, ma parlo della Forestale e del grande bene che questa struttura ha fatto all’Italia nel corso di due secoli.
Il nostro e’ un Paese particolarmente fragile dal punto di vista dei boschi e dell’assetto idrogeologico. Gli effetti disastrosi, luttuosi e costosi, dell’abbandono della politica di tutela dei territori montani si sta facendo sentire in modo molto evidente. Le aree boscate e montane, dimenticate dai politici e dalle Regioni, le aree protette in mano degli Enti Parco ad altissima componente politica, la popolazione rurale che invecchia ed e’ dimenticata dalle istituzioni, tutto questo porta ad avere in Italia un territorio altamente marginalizzato e abbandonato in mano alla malavita
.
Da qui il lavoro nero nelle utilizzazioni forestali, le discariche abusive, gli inquinamenti, gli sbancamenti che rendono le pendici instabili, la liquidazione del capitale di biomassa forestale trasformata impunemente in cippato o legna da ardere senza ormai alcun controllo, la riduzione della capacita’ del territorio di rispondere al cambiamento climatico in atto, ecc. ecc.
In questo scenario il passaggio della Forestale alla Polizia (ancorche’ sognato da una minoranza del personale) creerebbe un vuoto pericoloso.
Vuoto destinato ad ampliarsi nel corso degli anni quando a capo di questa anelata polizia ambientale non vi saranno piu’ funzionari di estrazione tecnica ma funzionari di Polizia momentaneamente in servizio presso questo settore.
Anche il personale sul territorio (ammesso che rimangano i nostri attuali Comandi stazione, cosa molto improbabile) avra’ una preparazione tecnicamente superficiale e derivera’ da reclutamenti generici.
Non parlo della fine delle Riserve naturali che, come Forestale, abbiamo tutelato con ossessione e competenza, portandole ad essere le migliori d’Italia.
Tenendo conto di queste prospettive, della mia passione per la mia professione, del bene del Paese e del rispetto di quanto svolto da generazioni di forestali prima di noi, confermo che mi battero’ fino alla fine per salvare la Forestale, senza cercare comode riallocazioni e agganci a potentati necessari per la carriera.
Credo che in questa passione di molti forestali, stia la forza della nostra battaglia.
Se poi perderemo potremo continuare ad andare a testa alta certi di aver fatto solo ed esclusivamente l’interesse dell’Italia e della Forestale.
Altri non credo potranno fare altrettanto.
Alessandro Bottacci
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One thought on “Quando la difesa del proprio lavoro ha motivazioni ideali

  1. Paolo Salsotto 7 giugno 2015 / 20:50

    Allego foto con breve commento

    Paolo Salsotto

    Mi piace

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