IL LUPO IN BOCCA AL MINISTRO !

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Mario Di Gregorio – Nel 2012 al Parco della Caffarella ho dissequestrato due terreni, nelle vicinanze c’erano vecchie fungaie. Il Parco è molto bello anche per merito delle specie forestali esistenti. Un nostro ex Ufficiale è stato Presidente del Parco, il carissimo amico Marco Di Fonzo!

Alessandro Bottacci – Parco della Caffarella, a due passi da casa mia. Proprietari Erano i Torlonia. Negli anni ottanta il Comune di Roma ha acquisito 130 ha dei 3500 che costituiscono l’intero Parco (diviso in tre sezioni, Parco degli Acquedotti, Valle della Caffarella, Appia antica).
Erano aree gia` inserite in vari Piani regolatori come edificabili; la loro inclusione in un Parco e’ stato un atto molto difficile. Tra gli altri Cederna e’ stato uno dei propugnatori.
Per ora e’ salva dal cemento che invece ha rovinato tutte le aree circostanti.
Un ritaglio di natura in mezzo ai palazzoni della Roma anni settanta.
Un’area di campi e boschetti che i palazzinari (veri padroni di Roma allora come ora) avevano gia’ destinato ad una cementificazione selvaggia e che invece e’ stata preservata grazie all’opera di qualche battagliero sognatore che ha voluto il Parco della Caffarella e dell’Appia antica.
Non si deve mai smettere di lottare per i propri sogni perche’ puo’ accadere che si realizzino.
Forza Sergio. L’Italia ha bisogno di pensare seriamente alla difesa dell’ambiente, dopo anni di finta tutela.
Tu sei la garanzia di un impegno serio e costruttivo, senza asservimento a lobby e poteri forti che distruggono le persone e il territorio.
Ora foreste, acqua, aria, suolo, animali e paesaggio possono stare tranquilli

Alessandro Ghezzer – Il generale Costa nuovo ministro dell’ambiente: “Amo il lupo”

Flò Mazarol – infatti… temo che durerà poco… speriamo di no, ma se fa quel che dice e che dice la sua storia, sarebbe un miracolo meraviglioso!!!

Nadia Widna – Cercheranno di metterlo contro il ministro leghista dell’agricoltura

Cosimo Fema – Sono sicuro che cambiano le cose..

Dario Rapino – Dunque abbiamo un nuovo governo. Da uomo libero, non appartenente ad alcuna congrega, ho il privilegio (sconosciuto ai più) di osservare le cose con il dovuto distacco. Perciò dico che le valutazioni andranno fatte sulla scorta degli atti compiuti ovvero omessi. Certo Salvini all’interno fa sudare freddo ma un ministro come Costa a sua volta fa ben sperare. Vedremo , senza fare sconti a nessuno. Da uomo libero, appunto. Una cosa però lasciatemela dire a proposito di alcune rancorose e volgari valutazioni sui membri del governo : bimbi, vi sentite orfani di giganti del pensiero come Alfano, Madia, Galletti, Boschi, Fedeli, Lorenzin, Lotti, Poletti?Per non dire di un primo ministro che pareva la brutta copia di Jerry Lewis e parlava come i testi di Jovanotti? Caligola fece senatore un cavallo, voi avete eletto a premier un ronzino. Perché, se non ve ne siete accorti, abbiamo lasciato per strada ‘sta roba qua. Difficile rimpiangerli, difficile si possa fare peggio. Dovreste guardarvi allo specchio e darvi le dita negli occhi: se ci sono loro oggi è proprio grazie a voi. Quindi: silenzio! Sul nuovo governo la si può pensare come si vuole, ma vedere Costa all’ambiente, dopo decenni di fannulloni ed incompetenti , è come per un cieco riacquistare la vista

Pietro Alvino – Mio capo per 4 lunghi anni. Onesto preparato intelligente e del sud. Come disse un nostro docente, Napoli anticipa e sublima i problemi dell’Italia… Essendo di Napoli sui reati ambientali ne sa parecchio in più

Stefania Panozzo – Buon lavoro generale Costa (sei del 1959, grande anno!😊), finalmente un ministro dell’ambiente come si deve!
P.S. Se magari si ripristinasse il Corpo Forestale dello Stato…. 😊 

Cinzia Moncini – Finalmente un ministro dell’ambiente che di ambiente capisce. Sarebbe l’ora che i nostri ministri occupassero il dicastero per cui sono specializzati tipo un forestale all’ambiente, un medico alla sanità etc…lo so, io sogno

Valentina Venza – Scelta azzeccatissima! Buon lavoro, Ministro!

Marcello Ripaldi – Costa for president. Speriamo che si ricordi di noi forestali

Alberto Berti – La speranza è sempre l’ultima a morire.
Ma al di là del luogo comune, assurto a proverbio, le vicissitudini politiche della nostra cara Italia, oggi lasciano trasparire in briciolo di cambiamento delle recenti obbrobriose decisioni del terzo governo nazionale piovutoci addosso, non si sa perchè nè per come, capace di menare inconsultamente un’ascia nei confronti del Corpo Forestale dello Stato, umiliandolo, cancellandolo o spezzettandolo contro ogni logica e contro ogni efficienza.
Che piaccia o no, forse, il prossimo governo rappresenterà un cambiamento, una inversione di tendenza di tante strade imboccate da chi, prima nel referendum costituzionale, poi in esito alle recenti elezioni, ha preso qualcosa di molto prossimo ad una serie di calci in faccia dall’elettorato.
Focalizzando l’argomento sul Corpo Forestale dello Stato, qualcosa forse cambierà, per attuare le promesse preelettorali, per il ritorno alla logica del buon senso, per rimettere in piedi una struttura univoca sull’intera nazione che si occupi delle varie sfaccettature della tutela del territorio, la stessa che si impegni a proteggere, preservare e intervenire nelle aggressioni quotidiane all’ambiente, portando ovunque non già uno stuolo di cittadini in arme, ma tecnici competenti in grado di leggere i segnali che la natura ci invia, persone talvolta semplici, che con la natura dialogavano e potranno ritornare dialogare di nuovo se mai qualcuno li metterà in condizione di farlo.
L’umiltà, virtù carente nelle manifestazioni eterogenee di chi ha sbeffeggiato e calpestato la professionalità dei Forestali, deve per prima essere presente in chi vorrà attivarsi per rimettere sui binari del buon senso la tutela delle ricchezze della natura, riconoscendo che, prima che un guerra bisognosa di militari in arme, sono venute meno le figure di riferimento univoco che hanno permesso sino a poco più di anno fà di avere una Italia verde, spazi immensi sorvegliati quotidianamente, parchi nazionali e riserve che il mondo ci ha invidiato e ci invidia e che oggi sono contesi tra chi lo considera un campo di battaglia e chi vorrebbe ingenuamente tutelarlo ma manca di ogni cosa per esserne capillarmente padrone.
Il CFS è stato capace di fare tanto e tanto altro avrebbe potuto seguitare a fare.
Piccole cose talvolta, affiancate da opere imponenti che hanno ricostruito l’Italia martoriata dalle guerre, risanata con mezzi talvolta inadeguati ma recuperata comunque ad una nuova vita grazie al Corpo Forestale dello Stato, dal primo all’ultimo dei suoi componenti, uniti nello stesso obbiettivo con successo.
E tante altre tracce segnano il suo passato, passato e recente, fatto di abnegazione e di obbedienza, di iniziativa e di totale disponibilità a favore dei cittadini per assisterli, guidarli, soccorrerli, reprimerne le intemperanze e sanzionarne gli illeciti.
Poi il colpo d’ascia inferto per la assurda logica del numero inferiore, tragico esempio di come si distrugge la storia.
Fiumi di soldi, cambiamenti epocali che bisticciando quotidianamente con il buon senso ci hanno consegnato una estate 2017 degna di essere annoverata tra i record di aree distrutte dal fuoco e per numero di eventi, mascherate ad arte con una inusuale siccità, con il cambiamento del tempo.
Eventi che quando il Corpo Forestale operava integro nelle sue funzioni si sono già verificate più volte ma che non avevano mai generato tanti danni ed altrettante sovrapposizioni di competenze e responsabilità.
Se accadrà che chi ha promesso di rimettere al vento le ali dell’Aquila del CFS basilare sarà che il Corpo Forestale di un tempo recente si presenti unito, con le proprie scale gerarchiche sane che non siano irretite da promesse di gradi e privilegi, che sappiano esporre le incongruenze, troppo spesso taciute, dell’intensificarsi di intenti sulle medesime aree e sui medesimi eventi da parte di strutture compartimentate, capaci di mettersi in giuoco anche a costo di essere invisi dagli attuali nuovi datori di lavoro.
Abbandonando le rivalità di opinioni simili nella medesima struttura che tanti danni hanno prodotto nel recente passato permettendo alla Madia di avere la strada sgombra da ostacoli consistenti, Forestali nel cuore e nell’anima, cercate di essere una sola voce, una sola mano, un unico potente motore del vostro rinnovamento, picchiando forte i pugni sui tavoli delle decisioni, evidenziando le vostre capacità prima che le mancanze di chi ha cercato e cerca di surrogarvi. Non è cercando di spegnere la luce altrui che si fa brillare di più la propria. Solo così, se mai si aprisse una porta verso un rinnovamento efficace, l’Italia tornerà ad avere quelle figure che tutti avevano come riferimento per tramandare la nostra natura a chi ci seguirà nel nostro percorso terreno. Provateci e non ne rimarrete delusi se marcerete uniti verso un cambiamento positivo. W sempre il Corpo Forestale dello Stato, W sempre il nostro amato Paese!

RV – Governo del cambiamento? Vediamo se hanno il coraggio di ripristinare il Corpo Forestale dello Stato. Altrimenti saranno esattamente come gli altri, succubi dei poteri forti, quelli che lo hanno “disciolto”, smembrandolo e inglobandolo. Ma il CFS è come quegli spettri di personaggi morti di morte violenta che infestano i castelli, è sempre lì, negli uomini e donne, negli animi, nelle speranze e nelle paure. Non se ne libereranno mai.

CC – Sono curioso di vedere se vi sarà l’attuazione della promessa ricostituzione del CFS….senza di questo l’ambiente è monco, orfano.

Davide Celli – Musica per le vostre orecchie
Da un ‘intervista a Sergio Costa Ministro dell’Ambiente: “al termine di un lungo discorso mia moglie mi ha detto: in bocca al lupo e sa cosa le ho risposto? Io amo il Lupo e grido lunga vita al lupo” Dopo 4 lunghi anni passati a combattere un Ministro dell’ambiente negato e una fitta coltre di politici ignoranti nemici degli orsi e dei lupi, finalmente s’incomincia a vedere la luce in fondo al tunnel.

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DESENSIBILIZZAZIONE

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Roberto Marchesini – Per salvaguardare gli spazi naturali, tutelare la biodiversità e rispettare gli animali nelle loro caratteristiche etologiche non basta il dovere morale, per quanto importante, occorre il sentire, l’aspetto affettivo ed emozionale della vicinanza. Siamo convinti che il rispetto possa passare attraverso la deontologia, ma non è così, come non basta astenersi dal fare cose sbagliate. Il rispetto infatti si basa sul fare e sulla chiamata operosa e il suo più acerrimo nemico è la negligenza e la perdita di valore. Ma per sentire il valore della natura, della biodiversità e dell’animalita’ autentica occorre che queste facciano parte del vissuto. E il vissuto si basa su esperienze infantili che rendono natura e diversità animale parte di noi stessi, risonanze della propria identità. È il divorzio dalla natura la più grande ipoteca al suo rispetto.
Altro che estremismo. Saremo giudicati severamente dalle future generazioni per il nostro comportamento scriteriato e per la mancanza di coraggio nel fermare lo scempio del pianeta che si sta consumando. Se gli organi mediali parlano d’altro o si limitano a qualche saltuario articolo, vuol dire una sola cosa: che sono al servizio di chi ha tutto l’interesse a continuare questa distruzione
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Alessandro Bottacci – IL NOSTRO TERRITORIO CONTINUA A DARCI MESSAGGI PER INVITARCI A CAMBIARE STRADA NELLA GESTIONE DI BOSCHI E TORRENTI.

Sergio Costa – Non si perde il vizio, proprio per niente. Vesuvio nuovamente. Ma come è possibile pensare che sia corretto tagliare alberature, ancorché seccate dopo l’incendio, senza alcuna autorizzazione che consenta all’Organo nazionale i giusti controlli. Ma ancora di più approfittarne per aprire nuove piste e allargare quelle esistenti? No, così non va proprio. I Parchi Nazionali sono ecosistemi che, per quanto a volte fortemente aggrediti da interessi opachi, rappresentano punti di eccellenza ambientale da tutelare, valorizzare e ampliare a beneficio del Bene collettivo. Grazie ai miei Forestali che immediatamente sono intervenuti e che con professionalità e senso dello Stato non guardano in faccia a nessuno. Grazie . Ad Maiora Semper !!!

Dario Rapino – Nonostante la vigilanza dei volontari durante la cova del fratino, nottetempo sono state trafugate dal nido tutte le uova, che si sarebbero schiuse tra un po’ di giorni. E’ una notizia che mi addolora, perchè questa specie è a serio rischio di estinzione. Si ha motivo di ritenere, alla luce di altri precedenti, che gli autori di questo vile gesto siano appartenenti alla razza umana. Non aggiungo altro, ognuno pensi ciò che ritiene

Giorgio Paesani – Substrato per esche, fili di nylon, cubetti di gommapiuma, elastici, paguro lasciato a crepare al sole. Pesca sportiva. Natura morta. Schifezze su roccia. Autori vari, anonimi.

Alessandro Di Rienzo – Tanti genitori insegnano ai figli che gli animali sono roba a loro disposizione, affinché possano divertirsi ed sfogare i propri impulsi. Gli animali che hanno la sfortuna di capitare nel loro raggio d’azione, vivono spesso i momenti più infernali della loro esistenza. Alcuni muoiono, altri rimangono gravemente menomati o traumatizzati, altri ancora finiscono per diventare oggetti di interesse, da tenere prigionieri a vita, magari per sperimentare altre forme di tortura e sadismo, per appagare il proprio ego. Avete mai provato a far ragionare queste persone, quando i loro amorevoli pargoli si avventano sulla fauna acquatica, provvisti di attrezzature amorevolmente fornite dai cari genitori? A me, girando per parchi e aree verdi con i cani sono capitati soggetti, più o meno, di ogni estrazione sociale e livello culturale; con alcuni ho rischiato la rissa (spesso, di finire a fare il sacco da pugile!) ma, praticamente con tutti, ho dovuto faticare non poco per farli ragionare, calmare e desistere. Ho dovuto subire ingiurie ed aggressioni verbali anche dalle donne ed ero io, di fronte ai loro figli, a fare di tutto per evitare e per smorzare tutta quella violenza diseducativa. Capita a volte che, vedendoli da lontano, cambio strada. Mi spiace ma non ce la faccio ogni volta ad affrontare questi barbari carichi di arroganza e presunzione. Andate nei centri commerciali, è quello il vostro habitat, la natura non la meritate.

Irma Tannini – Purtroppo gli alberi seguono la stessa sorte degli animali se per qualche motivo banale e opportunistico danno fastidio vengono abbattuti senza pietà

Fabia Fabbri – Salvo meteo avverso, sarà abbattuto (tutto o in parte, non mi è dato sapere al momento) un filare di alberi lungo la strada che conduce al pronto soccorso dell’ospedale, per allargare la strada. Oltre alla solita mancanza di fantasia e al solito gusto dell’orrido dei nostri pianificatori, per cui nessuno pensa mai di allargare una sede stradale preservando un filare (cosa che in questo caso sarebbe fattibile) c’è da dire anche che siamo in periodo di nidificazione e quindi l’intervento è in violazione del regolamento regionale vigente per la tutela degli uccelli…

Marco Piervenanzi – E’ successo che Barbara Nuvola, proprietaria del Vegan Store a Roma, in un mercato rionale ha subito una aggressione indiretta. Un macellaio, di fronte a lei, ha preso a calci, uccidendolo, un colombo. Il gesto sarebbe stato compiuto per sfregio nei confronti di Barbara e della sua missione in difesa degli animali.

Veronica Dimmelote – Gli animali non umani soffrono. Sono sensibili al dolore, alle malattie, alle ferite. E questo ha scatenato dubbi morali sul trattamento che riserviamo loro. Recentemente è stato pubblicato un saggio dallo studente dell’ università di Oxford Jonathan Latimer sulla “genetic disenhancement”, la desensibilizzazione genetica. Creare animali per l’ industria alimentare che non possano percepire dolore. Un tema in auge da tempo, che pretende di risolvere la questione della sofferenza che infliggiamo agli animali chiusi negli allevamenti togliendo loro la capacità di provare dolore fisico. E quello psichico? E la sofferenza dovuta alla prigionia, ai figli sottratti anzitempo, allo stress? E le nevrosi, la depressione, la paura? Pensare di pulire buttando la polvere sotto il tappeto, perchè il problema è a monte, ed è di ben altra entità: la pretesa, l’ arroganza di far nascere individui a comando, di disporre di vite altrui, togliendo loro qualsiasi soggettivtà, rendendo gli altri cose inanimate. E se gli animali non provano più dolore fisico meglio così, alleggeriamo il problema morale: tolto il fardello della sofferenza degli animali sarà molto più “etico” ucciderli. Lo studio ha ricevuto il premio in “etica pratica”.
E i selvatici? Due cervi sono stati uccisi a Chiasso, colpevoli di essersi avvicinati alla città e all’ affollata zona di mercato. A ucciderli i guardiacaccia, in un’ operazione perfettamente legale e autorizzata. Un gruppo di operai è riuscito a isolare i due animali all’ interno di un cantiere fino all’ arrivo dei guardiacaccia che, una volta sul posto, hanno ucciso i due cervi. Perchè noi possiamo andare nei boschi, la loro casa, a devastare e distruggere ambiente e vite, ma se gli animali si avvicinano al nostro mondo ci sentiamo legittimati a uccidere, come se gli invasori fossero loro.

Claudio Calissoni – Utilizzata una pistola con una canna molto lunga e questo su una pista da corsa. Per LEGGE un cavallo NON DESTINATO ALL’ALIMENTAZIONE UMANA non può essere abbattuto in questo modo, salvo no ricorrano situazioni di particolare urgenza e gravità e a patto che tale procedura sia eseguita da persona MUNITA DI PORTO D’ARMI e particolarmente esperta in questo campo. Ora l’urgenza particolare non mi pareva ci fosse, il cavallo era in piedi su una pista da corsa e non riverso a pezzi agonizzante sul ciglio di una strada dopo essere stato investito da un TIR. Per tale ragione l’eutanasia poteva e doveva essere effettuata solo ed esclusivamente da MEDICO VETERINARIO e con le procedure classiche (anestesia profonda seguita iniezione letale) concordate e stabilite dal Ministero e dalla FNOVI. Altrettanto poco credibile che in occasione di una corsa o comunque in una struttura che sembrerebbe essere un ippodromo non ci fosse un veterinario reperibile, al quale spettava, tra l’altro, anche la valutazione clinica della reale necessità di procedere all’eutanasia.
La struttura della pistola sembra poi addirittura essere quella di una pistola a proiettile captivo, cioè quelle usate normalmente per stordire gli animali nelle macellazioni ordinarie. Se così fosse sarebbe gravissimo, trattandosi di un metodo non previsto e non adatto all’eutanasia…aggiungo pure che se fosse stato impiegato un “silenziatore” montato su una pistola va accertato con cura che la sua detenzione fosse legale (denuncia effettuata tra il 4.7.2011 e il 4.11.2013). Altrimenti il silenziatore è illegale!

Paola Sandei Ximone – In un luogo dimenticato da un Dio (se esiste!), dove il divertimento è sadismo, dove famiglie con bambini festeggiano come spettatori di uno spettacolo violento, una gara idiota con bellissimi e terrorizzati buoi, che oltre a trascinare pesanti carri su una pista di asfalto vengono picchiati con bastoni da umani in uno spettacolo barbarico con le “autorità” compiacenti e i difensori degli innocenti e indifesi buoi, che chiedono la fine di queste aberrazioni, la fine della sopraffazione e della schiavitù, il rispetto della vita, rinchiusi dentro un recito circondato da agenti antisommossa e personale della Digos:
Tra i manifestanti e i festaioli anche uno sbarramento di reti.
La violenza è legale e protetta dallo Stato, chi chiede il rispetto della vita viene guardato a vista come un criminale.
Susanna A. Fasciata – Questi spettacoli da baraccone dovrebbero essere proibiti, ma sono le folle ad incentivarle. Qualche anno fa durante un evento anche nella nostra città un falconieri ben noto (fra l’altro) era presente tra giocolieri e musici di strada, e venne anche il sindaco con a seguito l’assessore. C’eravamo anche noi che protestammo col sindaco e seguito tra lo stupore delle persone che non riuscivano a capire. Tra le tante ragioni fu fatto presente che questi animali in mezzo ad una folla potevano anche innervosirsi e diventare pericolosi. Destino volle che la poiana di Harris si innervosi’ creando scompiglio non rispondendo più al falconieri. Volò sulla folla e poi si sistemo’ in cima al castello che si trova nel cuore del centro storico della città . La festa fini’ con l’intervento dei vigili del fuoco. I nostri amministratori si sono guardati bene dal pagare simili spettacoli, ma sono centinaia i comuni che pagano falconieri!

Giuseppe Galli – Non ho niente contro l’Arma e non condivido assolutamente le opinioni di chi la offende, però faccio notare che sulle pagine fb dei carabinieri si manca di rispetto “quotidianamente verso un’istituzione bicentenaria e gloriosa” come il Corpo Forestale dello Stato e i suoi ex appartenenti, è il motivo per cui ho resistito pochi giorni su una nota e frequentatissima pagina, per non farmi il sangue amaro a non rispondere per le rime, su questa pagina gli ex cfs sono derisi, denigrati e insultati da “colleghi” che il più delle volte non sanno neanche di cosa si occupasse il cfs, il tutto fra l’ilarità generale e degli admin che anzi rincarano la dose, a volte bisognerebbe avere un po’ di umiltà e di empatia, cosa che molti carabinieri, parlandoci, hanno dimostrato comprendendo il grande danno che è stato fatto, all’Istituzione, al personale cfs e all’ambiente, mentre qui se uno dice che non è contento della situazione attuale sembra che si pecchi di lesa maestà, forse non si era capito che il personale cfs nella stragrande maggioranza dei casi non voleva essere smantellato, non voleva confluire nè nei cc, né nella ps, né in altri corpi dello Stato perché voleva rimanere unito e a ordinamento civile a occuparsi della tutela dell’ambiente.

Francesco Treglia – Ma dei 194 anni del corpo forestale e dei suoi dipendenti c’è qualcuno che ha avuto rispetto ?

Antonio Di Lizia – Eppoi chi l’ha detto che si sarebbero dovuti chiamare carabinieri forestali, reparto carabinieri biodiversità, ecc.? Perché sulle macchine c’è scritto solo carabinieri e non carabinieri forestali o, ancor meglio forestali carabinieri o, addirittura forestali cc? Non hanno avuto il benché minimo riguardo né nei confronti della storia, né dei colleghi, Nè del popolo… Nessun rispetto delle persone, solo arroganza! bell’esempio di civiltà!
Difesa ambiente… Si fanno indagini e si effettuano sequestri, oggi un camion, ieri una piccola discarica… Una goccia nell’oceano… ma le navi cariche di rifiuti che vanno e vengono? I camion stracarichi di non si sa cosa che giornalmente viaggiano sulle autostrade? I capannoni pieni di tonnellate di rifiuti in attesa di…? Le migliaia di ettari di terreno non ancora controllati? I sistemi elettronici che dall’alto potrebbero rilevare tantissime altre fonti d’inquinamento tossico, nocivo e pericoloso? Gli elicotteri forniti di flir o altre apparecchiature utili allo scopo? Lo studio dei rilevamenti svolti con gli atr42 sulla quasi totalità delle coste italiane? Il controllo dei porti? Il controllo delle zone industriali e dei terreni adiacenti?

Camilla Lattanzi – Un’agricoltura che non ha più i ritmi lenti della natura ma che impone sulla vita selvatica la produttività rapida, cieca e spietata al punto da non accorgersi nemmeno di chi incontra nella sua corsa sfrenata. Fino ad arrivare a mutilare la natura stessa, vittima del predominio umano del territorio.
Mauro Malossini – E voi pensate che i contadini con i loro ” mostri ” agricoli tecnologici dotati di radio, musiche e telefonini, procedendo anche a velocità sostenuta nei prati, si preoccupino di disintegrare un piccolo di capriolo ? L’agricoltura moderna non considera minimamente ambiente e fauna !

Enzo Suma – In queste ore brucia il paesaggio della Valle d’Itria, per la xylella.
In nome di una legge inutile e sbagliata, l’unione europea, la Regione e i nostri politici cancellano cospicue porzioni di paesaggio. Come quando si cancella un bellissimo disegno con una gomma da cancellare. La legge sulla gestione xylella va cambiata perchè tagliare migliaia di ulivi sani devasta il paesaggio. Documento i tagli affinché le future generazioni sappiano e non ripetano i nostri errori. Sperando rimanga per loro ancora un po’ di bellezza dei nostri ulivi e di quel paesaggio di cui noi abbiamo goduto sin dai tempi dei nostri antenati messapi.

 

Giornata del ministro dell’ambiente MONDIALE !

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Sergio Costa:
15 ottobre 2016 
OPUS PRO NATURA ET VIGILANTIA … il 15 ottobre 1822 nasce il Corpo Forestale dello Stato. Oggi compie 194 anni di storia ed io lo celebro ancora come faccio con orgoglio e passione dal primo anno di servizio. Ormai trent’anni fa. Il 2016 segna il termine … il capolinea di ciò che abbiamo e ho conosciuto, amato e servito. Ma non segna la fine di un amore che vive appassionatamente dentro di me e continua a crescere. Ciao Corpo Forestale dello Stato il nostro viaggio assieme continua … per sempre. Ad Maiora Semper!!!

15 ottobre 2017 
“ALMANACCO
-ACCADDE OGGI 15 Ottobre 1822 – Istituito il Corpo Forestale (195 anni fa): Il 15 ottobre 1822 il re di Sardegna, Carlo Felice di Savoia, costituì l’Amministrazione forestale destinandola alla custodia e tutela dei boschi. Vestiti con una divisa in panno turchino, con bottoni di metallo dorato, e tesa in testa, il nuovo corpo adottò come stemma araldico un’aquila con sotto il motto «Pro natura opus et vigilantia».
Furono il primo esempio di quello che più tardi divenne il Corpo forestale dello Stato, introdotto con il Decreto legislativo 804 del 12 marzo 1948 e che a partire dagli anni Ottanta entrò nel sistema delle forze di polizia.
Dalla difesa e salvaguardia del patrimonio boschivo, i compiti delle guardie forestali si sono via via ampliati, contemplando la tutela del patrimonio naturale e paesaggistico, la prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare.
Composto oggi di circa 8.500 unità, sono un baluardo fondamentale nell’azione di contrasto alle discariche abusive, agli sversamenti illegali, agli incendi e all’abusivismo edilizio, unitamente alle attività di polizia venatoria contro i diversi fenomeni di bracconaggio.
Sono posti sotto la loro sorveglianza Parchi, Aree Naturali Protette e Riserve Naturali dello Stato. Il santo patrono dei forestali è San Giovanni Gualberto, festeggiato ogni anno il 12 luglio. Con la legge del 7 agosto 2015, n. 124 (nota anche come “ddl Madia”), il Corpo forestale viene assorbito dall’Arma dei Carabinieri e riorganizzato come “Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare”.
-ACCADDE OGGI 15 Ottobre 1940 – Esce al cinema “Il grande dittatore” di Chaplin (77 anni fa): «Mi dispiace, ma io non voglio fare l’Imperatore: non è il mio mestiere;… “
Oggi nasciamo e oggi esce anche Il Grande Dittatore … forse qualcuno già sapeva

1 gennaio 2018
Bellissima composizione. Tre bimbi … tre mondi … tre cuori. Un solo futuro insieme. Per sempre

15 gennaio 2018
Speriamo che Alessandro Bottacci ce la faccia. Il Parlamento ha bisogno di persone come lui

28 maggio 2018
Purtroppo il Parlamento senza Governo è fermo. Comunque ormai un Governo si farà e credo che entro 2 giorni max andrà a giurare. Poi prenderà la sfiducia e a fine settembre si andrà a votare. Mi spiace che sia andata così. Sono amareggiato come cittadino ma sereno come ex ministro designato.

1 giugno 2018
Essere parte di questo governo, del governo del cambiamento, è insieme un grande onore e un onere.
Ne sento tutta la responsabilità.
Il mio primo pensiero è alla Terra dei Fuochi e a tutte le terre dei fuochi in Italia.
Finalmente, dopo una vita trascorsa a denunciare problemi, è arrivato il momento di portare soluzioni.
È arrivato il momento di far compiere all’Italia la transizione verso la sostenibilità e di invertire il paradigma economico puntando davvero, realmente, all’economia circolare.
È un momento storico e avremo bisogno di tutti, associazioni, comitati, imprese sane, tutti i cittadini per portare a termine questo importantissimo compito!

2 giugno 2018
E così è cominciata, con un vero e proprio bagno di folla… io che sono abituato a parlare nelle aule giudiziarie e non nelle piazze. È stato emozionante, molto. E da domani, con l’insediamento al ministero, ci rimbocchiamo le maniche per riportare finalmente l’ambiente al centro. L’ambiente prima di tutto!
Ad Maiora Semper

Maurizio Cattoi – Basta guardare indietro nell’ultimo semestre per vedere quanto sono cambiate le cose nel paese e quanto si siano modificate le condizioni per poter sperare nella completa modifica dei disastri della riforma Madia. È stata una lunga rincorsa, anche mia personale, per arrivare ad avere voce in capitolo come forestali, dopo che anche la voce , e soprattutto la voce, ci è stata tolta perché scomoda e vera. Essere ora al tavolo non significa avere già pranzato. È tutto da ricostruire, gli assetti sono stati volutamente scardinati, le funzioni massacrate, il personale umiliato. E bisogna coltivare un progetto avanzato, innovativo, adatto ai tempi moderni, che superi logiche puramente autoreferenziali di apparato che sanno di medioevo. Che sia aperto alle amministrazioni territoriali e al mondo scientifico. Occorre per questo trovare pazientemente il consenso. La bacchetta magica non basta.

Giampaolo Concas – Due Forestali in Parlamento e uno nel Governo……. Speriamo Bene!!

TERMINE

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Cristiano Manni – Sottolineo come il nuovo TestoUnicoForestale usi, riferiti al bosco, termini come “patrimonio” e “capitale”, di fatto inquadrandolo nel paradigma neoliberista, mentre non usa mai il termine “bene comune”

Ottone Taddei – La conduzione a ceduo imperversava indisturbata da lungo tempo in Italia come assolutamente prevalente nei boschi di latifoglia, tanto che nei siti piu’ aridi e meno fertili si e’ degradato a gariga. Essa era dettata dalla necessita’ continua di legna da ardere che quando non serviva per riscaldare, si usava per cucinare. Poi dal secondo dopoguerra inizio’ un serio programma di riconversione a fustaia grazie alla diffusione di gas e gasolio nelle case, in molti siti individuati tra quelli in cui la riconversione sarebbe avvenuta con successo. Ora si vorrebbe tornare a sfruttare buona parte della biomassa che nel frattempo e’ fortunatamente cresciuta… gettando al vento almeno 50 anni di lavoro dei nostri forestali!

Massimo Mersecchi – Che un ceduo semplice sia “povero” ecologicamente e’ vero . E’ altrettanto vero che il deserto , essendo un ambiente naturale , nel suo contesto geografico non è povero . Povero è colui che permette di la trasformazione di ambienti complessi come i boschi in schifezze sfruttate economicamente senza il giusto criterio . Purtroppo sia la nuova legge forestale nazionale , che equipara il nostro patrimonio boschivo a semplice “biomassa ad usi energetico” che le leggi e le P.M.P.F regionali NON aiutano ne tutelano a sufficienza il bosco , come ecosistema complesso e di interesse primario per la vita ed il benessere anche umano . Se poi ci aggiungiamo il delitto perpetrato dal governo Renzi , che ha soppresso il Corpo Forestale dello Stato il quadro di desolazione e’ completo . Rivogliamo il C.F.S !

Guido Cacciotti – Incompetenza totale distruzione del ceduo cosi come noi Forestali. Con queste persone politiche tutto va male noi per essere Forestali abbiamo dovuto studiare, per essere Ministri no, loro possono dirigere qualsiasi Ministero vergogna vergogna.

Carlo Quercophilus Papalini – Voi Forestali eravate gli unici che potevate salvare i boschi ,adesso non importa più niente i militari sono diversi… Usiamo le armi della divulgazione via Facebook per far conoscere quello che succede , tanti rivogliono difensori dell’ambiente smilitarizzati e i nuovi giovani politici mi sembrano più sensibili .

Enzo Suma – Il mio compleanno l’ho festeggiato con i commissari dell’UE venuti in visita per la Xylella. Poi non dite che la xylella rovina il turismo! Ironia a parte oltre ad alcuni membri della commissione europea c’era anche un rappresentante del ministero delle politiche agricole. La “guida escursionistica” questa volta non sono io ma Cosimo Cavallo, ispettore capo per la provincia di Brindisi dell’Ossevatorio Fitosanitario, che quei focolai di c.da Acquarossa tra Casalini e Ostuni li conosce bene. Delle 11 piante infette in c.da Acquarossa ben 9 sono state trovate a seguito del prelievo diretto dell’ispettore Cavallo e della sua squadra, come recitano anche i documenti “selge” ufficiali. Trovare un ulivo positivo vuol dire avere un particolare fiuto per la xylella perchè si tratta di un campione, un ulivo, ogni 100 metri. Cioè prelevare un campione da un albero tra altri cento ulivi all’incirca presenti nelle vicinanze. Un fiuto eccezionale considerato che gli ulivi positivi in questa contrada sono tutti asintomatici, tranne uno che aveva qualche rametto secco. Chiariamoci nulla contro Cavallo che mi è simpatico, fa il suo lavoro e nonostante mi veda gironzolare spesso durante gli abbattimenti fino ad ora non mi ha mai cacciato… Ma ad esaminare i fatti sembra quasi un potere da rabdomante della xylella. Non ho potuto seguire i discorsi della commissione durante la visita ad Acquarossa perchè mi sono tenuto a distanza, insieme a Janos sempre presente a documentare. A vederli fa strano pensare che pochissimi essere umani hanno in mano il futuro dei nostri ulivi. Fa strano pensare che noi pugliesi dobbiamo dar conto a persone che non hanno mai vista in vita loro un ulivo millenario. Così è.

Alessandro Ghezzer – E anche la strada di Passo Valles (TN) è stata macellata :(( Ma cosa succede in Trentino? La macellazione di paesaggio lungo le strade nel bosco avanza inarrestabile, tutti gli alberi a margine sono tagliati lasciando il solito squallore, magari peggiorato da massicciate di sassi o reti metalliche. E in questo caso stiamo parlando di una strada dentro un parco “naturale”! Le strade sono il nostro biglietto da visita per i turisti, eppure facciamo di tutto per renderle più brutte e le strade in montagna stanno diventando dei deserti. Dimenticatevi le vecchie strade fiancheggiate dai boschi. Qui in trentino tagliano come ossessi, 20 o 30 metri per lato. E’ tutta legna comoda a bordo strada. Le centrali a biomassa ringraziano perfino dentro i parchi, a bordo strada si taglia a più non posso… e vai con le centrali a biomassa.

Maria Patrizia Latini – Minimo 300 grandi alberi al giorno da bruciare…non per produrre energia…solo per prendere soldi pubblici sicuri per20 anni…e la gente muore per inquinamento da combustione…Paese di ladri e corrotti..altro che pensare al bene dei cittadini! (Fortuna che ci stanno pensando “loro”…. con l nuova legge forestale a “salvare” i nostri boschi e foreste…).buttando giu pure nidi e passando sopra tane implumi e piccoli selvatici e invertebrati con i cingoli….ASSASSINI!

Fabrizio Sulli – Erosione a tutta,di suolo e biodiversitá

Michele Giovinetto – Spero di sbagliarmi ma se prende questa piega nel giro di pochi anni non ci saranno piu’ foreste, in quando i tagli la siccita’ i cambiamenti climatici gli incendi gli attacchi parassitari la gestione mercantile faranno scomparire come neve al sole questi ecosistemi estremamente fragili.

Mevio Filano Calpurnio – una buona scuola di desertificazione e deforestazione. Ma tanto dopo il TUF faranno in modo di assimilare quelle opere a bosco, anche i campi da sci etc e quindi la superficie di bosco non cambierà legalmente, anzi aumenterà. Ho questa sensazione.

Antonio Di Lizia – Difesa ambiente… Si fanno indagini e si effettuano sequestri, oggi un camion, ieri una piccola discarica… Una goccia nell’oceano… ma le navi cariche di rifiuti che vanno e vengono? I camion stracarichi di non si sa cosa che giornalmente viaggiano sulle autostrade? I capannoni pieni di tonnellate di rifiuti in attesa di…? Le migliaia di ettari di terreno non ancora controllati? I sistemi elettronici che dall’alto potrebbero rilevare tantissime altre fonti d’inquinamento tossico, nocivo e pericoloso? Gli elicotteri forniti di flir o altre apparecchiature utili allo scopo? Lo studio dei rilevamenti svolti con gli atr42 sulla quasi totalità delle coste italiane? Il controllo dei porti? Il controllo delle zone industriali e dei terreni adiacenti?

V. R. – Mi scuso con i colleghi che, vestiti in un determinato modo, non riesco a riconoscere. Non so se è frutto di rifiuto inconscio, senilità incipiente, necessità di rimuovere o che altro. Magari è tutto questo insieme. La verità è che ho voglia di andarmene. L’utopia forestale è finita e ha trascinato con se altre utopie personali. Ma ‘ndo vado alla mia età?

Sergio Costa – L’Aquila è la mia anima e la mia forza.

P. E. – Sono molto stanco interiormente e il dispiacere non scema. Soprattutto al pensiero che i furfanti, i lestofanti, i loro sicofanti e gli infanti l’hanno avuta vinta e con vantaggio. Una vita di guerra per vedere la rovina della mia casa. Pazienza, una giustizia ci sarà.

Bruno Stivicevic – La schiavitù (degli altri) è perfettamente integrata in società e accettabile dalla stragrande maggioranza che non ha dato segni di sofferenza per essa. Non nutro alcuna speranza che le mie argomentazioni convincono. L’unica cosa che posso dire che nessuna fede mi appartiene, inclusa quella nel miglioramento del mondo. Quello che vedo io, e gli altri apparentemente no, è che i risultati di lotte sociali lunghe decenni sono praticamente smontati quasi tutti, la truffa politeconomica regna dovunque, la democrazia è diventata ridicola, il senso della comunità non esiste più, il lavaggio di cervelli televisivo sta dando i primi frutti velenosi, l’indifferenza dilaga, e i vegani etici sono 0.5% di popolazione, ma solo un migliaio di loro combattono i modo costante, derisi da decine di migliaia di “gente comune”.
Abbiamo presentato ai passanti durante un pomeriggio di domenica dell’Anno Disumano 2018, i quattro cerchi dell’Olocausto Infernale dei Popoli Animali:
– Il Supplizio dei Pesci nei mari ricoperti di plastica. Per chi non lo sapeva ancora, è nato l’ottavo continente (di sacchetti di plastica), per ora grande come tre stati di Francia, ma in una crescita più che invidiabile, anche il Parlamento Europeo, così assettato della crescita sarebbe impressionato). Gli appassionati della violenza in azione potevano imparare qualcosa di tre metodi di assassinio dei cittadini di Popoli Pesci, dopo esser stati “prelevati” (un termine che concorre per l’Oscar Ipocrita) dalle reti amorevoli dei pescatori (in)sostenibili. A chi è fissato delle date, è stato detto che nel 2048 si potrà applaudire agli oceani vuoti. Spiacenti, il mese preciso e il giorno esatto non sono ancora noti, seguiranno gli aggiornamenti.
La Inquisizione dei Bovini, che vengono sterminati in un ritmo di una Torino italiana al giorno, ogni giorno di settimana, ogni mese dell’anno, ogni anno del secolo. C’era chi parlava e c’era chi piangeva descrivendo il pianto del vitello rapito alla sua mamma schiava, poiché i Disumani potessero bere il suo latte cross-species. E poi mangiarsi il figlio. E poi mangiarsi la mamma, dopo averla stuprata una decina di volte. L’amministrazione ordinaria nella Vomiterra specista.
Il Tormento dei Maiali, di cui i neonati vengono tolti alle madri al decimo giorno di vita, povere stelle, dopodiché in un modo legale e articolato del benessere animale (come lo vede il Mariolino Rossi, Disumano Medio, i politici eletti da lui, i loro vicini, cugini e cuscini), li vengono strappati i denti (niente anestesia), i testicoli (niente anestesia), tagliata la coda (“è solo un maiale, cazzo volete!? – scusate il francesismo). Alla fine tagliata anche la gola.
Il Martirio delle Oche per la Foie Gras, che qualcuno chiama Follie Gras, della Steatosi Epatica, malattia del fegato provocata violentemente, ma state tranquilli, non vi diciamo mica che è colpa vostra, nessuno va colpevolizzato visto che colpevolizzare è dannoso, forse più per chi colpevolizza che per la causa, oppure era l’opposto, non me lo ricordo più, e poi nessuno è nato vegano e anche se fosse sarebbe lo stesso perché niente importa. Ritorniamo allo spennamento a vivo che spesso causa l’infarto alle oche (quelle più fortunate), quelle sfortunate rimangono vive per essere ammazzate dopo. Magari sarà lo stesso con gli antispecisti, allora si capirà che chi parlava della guerra non era del tutto scemo.
Si è fatto vivo solo un provocatore che ci ha chiesto “perché non pensate prima ai bambini”, rimanendo del tutto insoddisfatto della risposta che, per noi, sono tutti nostri bambini. Volevamo spiegargli che si chiama “specismo”, ma il termine era troppo lungo e ingarbugliato, quindi sarà per la prossima volta, che arriverà, sì che arriverà, eccome arriverà.

Buelads – Al momento il beota medio è inattaccabile su tutti i fronti: empatico, salutista e della sostenibilità ambientale. Presto o tardi, su almeno due punti su tre, dovrà aprirsi. O schiattare.

Roby Fronte – Forse il vantaggio degli animali usati come cibo è che in futuro le grandi multinazionali continueranno lo stesso i loro guadagni ma con cibo vegetale….Questo semplicemente per vantaggio di costi! Ovvio che il cambiamento non sarà a breve e nemmeno drastico ma sono sicuro che arriverà.

GLI INTRUSI

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Mirko Revoyera – FIABE A CASTELLUCCIO DI NORCIA
Straordinarie fondazioni in giunco e bambù legati con fili di gramigna, che faranno da basamento alla mirabile struttura a impatto zero DELTAPLANO costituita di pareti in terra e canapa, travi in quercia e castagno, coperture in laminato di mais. Vetrature in zucchero laminato, arredi in cartapesta. Per le fondazioni è prevista una colata di terriccio ottenuto con lombrichi della Valnerina.
La piana sarà dunque perfino fertilizzata da questa struttura ecologicamente preziosa.
Come hanno dichiarato le autorità non sarà utilizzato acciaio, e niente calcestruzzo. L’acciaio è solo appoggiato, poi lo tolgono.

Gianluca Scarso – sono in Guardia di Finanza. Ho addestrato 16.500 allievi marescialli. Ho addestrato io i finanzieri del G8 a Genova. Sono stato a Nocera Umbra. Crollava tutto di continuo. Sono stato a L’aquila. Lo rifarei anche ora. Ma per le persone. Non certo per le istituzioni. Ne ho fatti 3 di soccorsi ai terremoti. Gli ultimi 2 senza essere pagato. Purtroppo ci hanno trasformato da servitori a servi. E la disaffezione è il risultato.

Giovanni Mura – sono stato al terremoto come CFS e lo stato si è ripreso tutti i soldi che mi aveva pagato in straordinario, ma questo non mi impedirebbe mai di tornare se Dio mai voglia ci fosse bisogno…. io l’ho fatto, e lo rifarei tutti i giorni se sei un collega sai cosa significa toccare tutto ciò che nessuno nella sua vita vorrebbe mai vedere, infilarti in posti assurdi perchè senti una voce… con la terra che ti si muove sotto il culo continuo a pensare che sono fortunato, per questo dobbiamo farlo, non certo per quelle merde di politici.

Antonello Miconi – Ricordiamoci che siamo nell’interno di un Parco.Non se pò pensà,a di,che era prevedibile, ma volemo scherzà…

Ivan Mazzone – qui nessuno oltretutto ha vigilato, l’esperienza scorsa non ha insegnato nulla.aspettiamoci il peggio, ora arriva la stagione torneranno i motociclisti e le sagre.
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Alessandra Di Gregorio – Il fatto che ci siano i vari operatori a pulire, il mattino seguente, non significa che durante le manifestazioni si debba produrre per forza tutto sto schifo. Penso che in montagna amiamo tutti andarci, ma ci portiamo i sacchi della spazzatura appresso e la roba, se non ci sono bidoni ecc, ce la riportiamo a casa e la destiniamo come si deve. O no?

Osvaldo Moscone – Minimo si doveva fare subito dopo che la grande macchina del giro d’Italia andava via.

Emanuela Biondi – Ma perché pulire …facciamo divertire il vento a sparpagliare la vs monnezza fino al Corno Grande …!!! …TUTTO MOLTO PITTORESCO DEGNO DELLE lauree PRESE COI PUNTI DELLA MIRALANZA !!!

Martina Cervella – Quando si scambia la montagna per un parco divertimenti per il grande pubblico è del tutto normale aspettarsi un tale risultato. La gente che solitamente non vive la montagna non sa che la spazzatura si riporta a valle ciascuno nel proprio zaino. Bene hanno fatto a pulire subito anche se di sicuro per il vento qualcosa è andato sparso per la piana. Che vi devo dire se a voi piace così! Io detesto le folle che solitamente non portando più di tanto denaro ma rischiano di far guai.

Morena Di Carlo – Non oso immaginare lungo tutto il percorso… Schifezze di tutti i generi lanciate anche fuori strada…

Andrea Mancini – Un plauso ai ragazzi del ctgs che hanno ripulito il tutto!

Gianfranco Cocciolone – il grosso e’ stato tolto molto velocemente…ma tanta roba la trovi verso il Duca e altro causa vento forte..che l’ha spostata…Le sporcizie sono attuali e ci sono ancora gli striscioni..delle ditte……La critica va verso chi ha gettato tutta quella roba, chi non ha messo i cassonetti, tanti e necessari per la raccolta differenziata e quant’altro….ma tantissimo altro ancora..compresi i bagni chimici ecc..ecc.. e chi non ha previsto di toglierla subito; ora considerate che, prima hanno tolto tutto quello che stava di fronte l’albergo… che e’ stato li per mesi interi ed era anche pericoloso per la pubblica incolumita”…ecc..ecc… In pratica improvvisazione e scarso volere di far decollare il Gran Sasso…ma queste sono cose che gia’ sappiamo…

Dario Rapino – Il fototrappolaggio di notte non è troppo invasivo? È una domanda che mi sono posto, sopratutto sugli effetti del flash sull’apparato visivo. Ho consultato alcuni studi fatti al riguardo e tutti concludevano sul fatto che il lampo del flash, della durata di pochissimi millescondi, non influiva affatto sui bastoncelli , che sono quelle parti della retina predisposti alla visione notturna. Molto più invasiva sarebbe invece una torcia elettrica, che farebbe riacquistare la vista all’animale solo dopo 5-20 minuti. Risolto questo problema, direi che l’impatto del fototrappolaggio sulla fauna selvatica è enormemente inferiore rispetto a tutte le altre attività antropiche (caccia, fuochi d’artificio, tagli boschivi ecc..) , fotografia tradizionale compresa. Penso che il fototrappolaggio sia il modo migliore per l’osservazione della fauna selvatica ed il meno invasivo. Naturalmente ciò non toglie che vadano osservate molte precauzioni, in primis mutare spesso i punti di posizionamento per non costringere gli animali a cambiare i percorsi abituali.
Repetita iuvant e per favore sturatevi le orecchie: un amico mi segnala che sono stati modificati gli orientamenti dei posatoi che abbiamo messo nel sito dei gruccioni. Ora, il sito è chiaramente pubblico e ciascuno può accedervi, con una limitazione però, che già era stata resa educatamente nota: NON VA ARRECATO NESSUN DISTURBO AGLI UCCELLI! Mettersi a cazzeggiare con i posatoi, ai quali i Gruccioni si erano già abituati (perchè così glieli abbiamo fatti trovare quando sono arrivati) vuol dire allontanarli e disturbarne le abitudini. NESSUNA FOTO PUO’ E DEVE METTERE A REPENTAGLIO LA TRANQUILLITA’ DEGLI UCCELLI. Se quei posatoi non piacciono dove sono, il prossimo anno il mazzo ve lo fate voi o, meglio, trovate un altro sito. Spero di essere stato chiaro una volta per tutte: risparmiatemi la fatica di mandarvi all’altro paese.

Carla Carlotta Speaking Cellamare – La signora Cimberio nel pieno delle sue funzioni è quella che ha deciso la sorte dei falchetti nati sul Pirellone, fiera sostenitrice della caccia e di quella pratica medioevale che è la falconeria.Hanno installato sul corpo dei falchetti dei GPS,hanno creato scompiglio nella famiglia dei falchi, che fanno parte di quella fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale”.
..DURANTE LA COVA E L’ALLEVAMENTO DEI PICCOLI NATI è VIETATO EFFETTUARE FOTOGRAFIE, RIPRESE, ED è VIETATA QUALSIASI FORMA DI DISTURBO ALLA MEDESIMA.
Tutto in nome della ricerca scientifica……..o dei propri interessi !?Si definisce “naturalista”nascondendo quella sua passione per l’arte venatoria, pratica che ogni anno uccide centinaia e centinaia di animali selvatici, compresi i rapaci…..Quei falchetti non le appartengono,sia chiaro soprattutto per chi ha autorizzato tutto ciò #Ispra alla signora Patrizia Cimberio.

Anna Giustra – sulla terrazza del Pirellone, a Milano, hanno nidificato, già da alcuni anni, due falchi pellegrini, che sono stati chiamati Giò e Giulia, per ricordare l’ing. Giò Ponti, l’ingegnere che ha progettato il grattacielo Pirelli e Giulia Vimercati, sua moglie.
Dopo la deposizione delle uova, il 18 aprile sono nati 3 pulli, che oggi, con la cura costante dei genitori, sono cresciuti e diventati 3 bei falchetti che già abbandonano il nido per qualche ora girando per la terrazza.
Sabato 19 maggio si procede ad inanellare i falchetti e su uno di loro verrà sistemato un GPS a zainetto, di norma questo va messo quando i falchi hanno completato il loro sviluppo, metterlo adesso vuol dire che fra qualche settimana non sarà più idoneo.
Noi crediamo che l’operazione di inanellamento, fatta a questa data, sia tardiva. Il rischio che si corre è quello che i pulli, spaventati, possano farsi male, addirittura buttandosi dal palazzo.
Giulia, la mamma, ha avuto da recente un trauma alla spalla e quasi sicuramente non ha recuperato al 100%. Si rischia che la femmina, per cacciare gli intrusi che toccano i piccoli, non avendo la completa coordinazione delle ali vada ad impattare contro qualcosa.
Inoltre abbiamo saputo che i trasmettitori sono forti conduttori di corrente, se il falchetto con il GPS sulle spalle si avvicina a una linea a media tensione può morire in pochi secondi.
In data 8 maggio si erano riuniti gli esperti per valutare se, dopo l’incidente avuto da Giulia, fosse necessario intervenire, ma nel comunicato diramato si recitava “….si è deciso di non intervenire con alcun intervento, ritenendo che possa essere dannoso all’equilibrio in essere nelle cure parentali dei pulli e non strettamente necessario….”
Pertanto visto che i pulli sono molto grandi e capiscono l’eventuale pericolo dato dalla presenza dell’uomo, così come Giò e Giulia chiediamo di annullare sia l’inanellamento che la messa del GPS e di rimandare tali operazioni alla prossima nidiata, magari quando i pulli hanno dimensioni diverse, questo per evitare che si possa alterare l’equilibrio creato fra genitori e figli.
L’intervento tardivo dell’uomo rischia di far finire questa bella favola nata sui tetti di Milano.
La natura è meravigliosa che l’uomo non si intrometta!

Giorgio Paesani – Foto del display senza ritocchi o post produzione perchè rende il..groove. A volte mi viene da dire “grazie”, perchè la meraviglia di questo pianeta a volte ti cerca, ti chiama. Ho girato per isole cercandola (e trovandola ogni tanto) ieri l’ho vista di sfuggita su terra straniera (non la mia, la mia è piena di ferro, non è sabbia e conchiglie) oggi mi si posa davanti, mentre sto chiudendo, fine pausa pranzo. Fugge, prendo la fotocamera, “so” che tornerà, ha tipo il Paleartico dove andare ma so che tornerà. Perdo l’autobus? Questo non è il pianeta degli autobus. Eccola. In posa. Qualche scatto, ringrazio ma non esagero perchè qua tutto è un regalo. Quindi GRAZIE!! Balia dal collare nel giardino dei vicini…

DIVERSAMENTE UMANI

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Roberto Marchesini – Cani e gatti sono presenze fugaci negli anni che corrono, nel dolce e amaro calendario della vita, e ce li ritroviamo in retrospettiva con nostalgia per loro, per noi. Dovremmo ringraziare per i giorni che ci regalano, perché in fondo ciò che resta e ha senso è sempre un dono di momenti fugaci.

Alberto – Una mattina qualsiasi. Sveglia alle 7.00 per iniziare una giornata come tante. Mi attende una mattinata di duro lavoro, consapevole che, da libero professionista, quello che riuscirò a produrre sarà alla base del mio vivere quotidiano.
Forza e coraggio, si parte anche oggi! Uno, due, tre caffè. Al quarto inizia ad impazzire il cellulare: messaggi, chiamate, articoli di giornale! Sta succedendo qualcosa al cantiere! Allora il lavoro si ferma. Si cerca di capire, si freme per correre a dare man forte agli amici che lottano. Ma il lavoro, gli impegni…Fanculo a tutto! È più importante ciò che succede in questa battaglia!
Allora lascio tutto e di corsa raggiungo il cantiere, o magari giro per le strade cercando di capire cosa succede.
Così, per tutta la mattina…
Si calmano le acque, ritorno al lavoro. La concentrazione svanisce, anche perché tra poco ci sarà assemblea. Allora spengo il pc e corro, a sentire nuovi aggiornamenti, a poter dare il mio parere, a poter VIVERE davvero.
Termina l’assemblea…una bellissima assemblea, con quelle persone che ormai sono amiche. E con loro, una birra e due chiacchiere non mancano mai.
Si fanno le 22.00 “ragazzi è tardi. Vado a dormire.” Non è vero: torno a casa, accendo il pc e mi metto al lavoro, magari fino alle 2, le 3 di notte, consapevole di dovermi impegnare per portare a termine ogni impegno, convinto di non aver perso una giornata lavorativa ma orgoglioso di aver guadagnato una giornata di vita.
Questo succede quasi ogni giorno da quel 18 marzo dello scorso anno, quando Tap irruppe con prepotenza nella vita di questa terra. E continuerà fino alla fine, finché non avremo vinto contro questo mostro. Nessuno mi restituirà quei giorni e quelle notti, ma credo che vita migliore non la possa desiderare: resistenza e solidarietà, e in quel giorno lontano non avrò da rimpiangere nulla. Avrò soltanto, vivo nel cuore, l’orgoglio di chi ha lottato, l’amore di tutta la gente che ho conosciuto, la forza per gridare che Tap non mi toglierà mai la libertà.”

Giorgio Paesani – Venti giorni e il “braccio di ferro” continua. Lei fa il suo nido sul divano a dondolo e io glielo distruggo prima che deponga le uova, prima che termini le prime celle. Stamani è lì, presidia la postazione raccogliendo le forze per ricostruire un nuovo peduncolo. Le ci vuole mezza giornata di legno masticato e incollato. La sua caparbietà primordiale sta avendo la meglio.. I suoi avi conoscevano la carta e la geometria quando i miei camminavano da poco su due zampe e prendevano a sassate le carogne per lacerare la carne. I miei successori distruggeranno questo pianeta finendo per estinguersi, i suoi parteciperanno alla ricostruzione dell’equilibrio. Chi sono io per non rispettare una vespa?
Intanto chi dorme nella crisalide che ho trovato nel vano caldaia ben occultata? Una farfalla meravigliosa e colorata o una insipida falena terrore dell’insalata? Si accettano scommesse!

Andrea Meggiorin – Siamo appena tornati da una sessione fotografica con gli Orsi in Slovenia. Eravamo con due biologi triestini e anche grazie alla lunga esperienza accumulata in Africa, non siamo gente che spalanca la porta e se ne va come se niente fosse, non siamo persone avvezze a uscire dall’auto mentre i Leoni o gli Elefanti ci stanno accanto. A parte la bella esperienza, vorrei raccontare un episodio che ci è capitato. Fotografiamo un giovane appena uscito dal letargo: girava ancora con la mamma. Abbiamo atteso 20 minuti prima di uscire dal capanno, dopo che l’ orsa era sparita in un’altra direzione. Poi, si, siamo usciti e invece era ancora vicina. Pensavamo che l’ orsa con il piccolo si fosse allontanata molto dal nostro capanno, invece quando siamo usciti ce li siamo trovati vicini: a pochi metri. Cosa è successo? Niente, è bastato battere le mani e pestare i piedi per terra e se ne sono andati tranquillamente. Perché racconto questa storia ? Perché dimostra che le ” favole trentine ” sono solo montature costruite ad arte, come si era sempre sospettato. Non un feroce predatore, ma un animale che chiederebbe solo di farsi gli affari suoi. Certo, se si vuole comunque accreditare la pericolosità di questo animale, tutto si può dire: la nostra esperienza è stata, comunque questa.
Siamo noi che non sappiamo più rapportarci. Gli animali parlano, cercano di comunicare con noi. Io ho una grande esperienza con gli Elefanti, animali molto pericolosi se non li si ascolta: un elefante comunica tante cose in tanti modi, basta osservarlo, lui osserva te e capisce se hai capito o no, allora dirà altre cose che tu devi dimostrare di comprendere. È bello stare con loro, non ho mai avuto problemi, non sono mai stato attaccato.

Roberto Ermini – Sorpresa nella cassetta della posta di casa mia un uccellino ha fatto il suo nido per il secondo anno e sono nati 5 piccolini. É un bel segnale di speranza per me e la mia comunità e una certezza che la bella stagione é arrivata.

Enzo Suma – Abbiamo trovato un’altro nido di fratino! Ora ci sono 6 uova in totale da proteggere! Due nidi e doppia felicità per questo evento naturalistico. Purtroppo Molta gente andrà al mare sulla costa di Ostuni. Ci serve una mano per presidiare il nido del fratino, specie considerata a rischio estinzione. Dobbiamo fare in modo che le uova di questa specie protetta possano schiudersi. La nidificazione del fratino dalle nostre parti ormai è un evento raro ma ancora più rara è la sopravvivenza delle uova e dei piccoli a causa del disturbo dell’uomo (e dei cani liberi) sulla costa. Dobbiamo proteggere il nido deviando le persone che cercano di passare nelle vicinanze della femmina in cova. E’ un lavoro molto semplice ma estremamente importante. Non abbiamo alternative. Qualsiasi soluzione come la gabbia di protezione e la recinzione sono controproducenti perché attirerebbero subito l’attenzione causando disturbo alla cova e probabilmente la distruzione delle stesse uova. Non ci resta come unica soluzione quella di presidiare i due nidi. Abbiamo tutti il dovere di assicurare un futuro ai pochi spazi naturali rimasti nella provincia di Brindisi e alle future generazioni la possibilità di poter ammirare la bellezza della natura e di tutte quelle specie che oggi sono a rischio estinzione. Nel gruppo di volontari oggi fanno parte persone di tutte le età, anche bambini dai 10 anni in su che insieme ai genitori si mettono a disposizione per informare i passanti della presenza del raro e protetto fratino invitandoli a fare un giro più largo per non arrecare disturbo alla cova. Per mantenere il presidio sempre attivo sui due nidi c’è la necessità di aumentare il numero di volontari coinvolti!
Anche ieri sera all’imbrunire si è ripetuto il rito dell’arrivo del fratino maschio che prende il posto della femmina nella cova delle tre uova. Sono passati ormai 21 giorni e ogni sera questo rito si ripete. La coppia mostra un grande attaccamento alle uova che difendono a tutti i costi. Mancano solo 4 giorni alla schiusa. Questi ultimi giorni saranno i più difficili.
Ieri è nato il primo piccolo! Oggi altri 4! aspettiamo si schiuda l’ultimo. Un risultato fantastico! Merito di tutti i volontari che si sono presi cura con amore dei due nidi  Adesso inizia la seconda fase. Potenziare il presidio per proteggere i piccoli indifesi che già camminano e seguono i genitori, barcollando. Per almeno un mese saranno prede facili di cani lasciati liberi, curiosi di passaggio nell’area di riproduzione, fotografi della domenica che disturbano genitori e piccoli e vandali. Serve gente tutti i giorni !
Nell’incredibile primo giorno di vita del primo fratino nato, i suoi primissimi passi dopo poche ore dalla nascita. Il piccolo fratino appena nato sulla costa di Ostuni rappresenta la speranza che tanti piccoli gesti come il nostro del “Presidio del Fratino” possano cambiare il mondo. La speranza che ancora siamo in tempo per cambiare rotta e restituire più natura al nostro paesaggio. Ma la cosa più importante è che rappresenta la certezza che fare del bene senza secondi fini può solo portare cose belle.

Mauro Cheli – Io da tanti anni ho partecipato al Servizio denominato Adorno, in Calabria, per tutelare la migrazione del Falco Pecchiaiolo, volgarmente definito Adorno, appunto. Quest’anno per varie ragioni non sono potuto andare. Questa mattina, tornando alla mia Stazione Forestale, dopo il servizio Meteomont ho veduto in fondo alla valle, un gruppo di rapaci che stavano volteggiando. A colpo d’occhio mi sono sembrati dei Pecchiaioli, però non ne sono sicuro in quanto, quando ho potuto arrestare la macchina, poco più a valle e dopo qualche minuto, non sono riuscito più a vederli. Però ho pensato, che se fossero davvero Pecchiaioli come probabilmente lo erano, Hanno questo modo di migrare: volteggiano e si alzano fino a quando non trovano la termica giusta. Dopodiché partono velocissini e diretti…. siccome non sono potuto andare io, sono venuti a trovarmi loro. La cosa è straordinaria. L’amicizia è una cosa importante. Dopo un po’ di lavoro sono riuscito a tagliare tutta l’erba nel giardino del mio Comando Stazione. I merli che conosco da molto tempo, mi venivano dietro….. 😊….ad erba tagliata è più facile per loro, trovare un insetto o un verme. Osservi una coppia di merli mentre accudiscono i propri nidiacei e capisci che sono avanti anni luce da noi, dal nostro modo inconsulto di vivere…..noi che inviamo i nostri piccoli ad un asilo nido….o peggio ancora, inviamo i nostri anziani in degli ospizi….. Sono quindi doppiamente soddisfatto per aver aiutato a nutrirsi i miei amici merli e per aver reso ancora più piacevole la mia Stazione Forestale, che già è bella di suo.

Antonella Grazia Meriello – La MIA POVERA TERRA…preda sempre e cmq di GENTAGLIA… quando a Montescuro bimbetta vi vedevo in Campagnola m’innamoravo sempre di qualcuno di voi Forestali…eravate i miei PALADINI DEL BOSCO.
Giorgio Santilli – la tradizione locale imponeva che si sparasse ai falchi Pecchiaioli in transito in Calabria per migrare nel nord Europa per una questione di adulterio-infedeltà in famiglia. Per fortuna grazie anche alla nostra presenza di Forestali questo fenomeno diffuso negli anni passati, si è ridotto di moltissimo.
Francesco Curcio – vorrei precisare: “non grazie anche alla nostra presenza” ma “SOLO ED ESCLUSIVAMENTE GRAZIE ALLA NOSTRA PRESENZA DI FORESTALI”.
Marcello Olivucci Sarà per voi giovani, come lo è stato per noi anziani, un insegnamento di vita a protezione delle cose belle in natura, insegnamento che ci accomuna nel nostro cammino di vita.

Alessandro Bottacci – Sono passato da Monte Morello e mi sono fermato al cippo che ricorda la grande opera di rimboschimento condotta, con capacità e tenacia, da Domenico Mariani ai primi del novecento.
Grazie all’impegno di questo forestale, la montagna di Firenze ha ritrovato il suo manto verde dopo secoli di degrado che l’aveva ridotta a nuda roccia.
Le buche create nel calcare con la dinamite e poi riempite di terra trasportata dalla pianura con i muli, sono il segno della grande importanza che si dava allora alla presenza del bosco.
Il confronto è andato subito alla situazione attuale.
Allora i fondi pubblici erano impiegati per costruire (e ricostruire) i boschi, oggi si vorrebbero utilizzare per tagliarli.
Mala tempora cucurrunt.

LA RATIO

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Paolo Rosa – Ci sono idonei di concorsi da poco espletati… invece no… altri soldi per nuovi concorsi… per piazzare quelli bocciati nel precedente?

Franca Di Costanzo – Il problema non e’ essere idonei e pretendere lo scorrimento delle graduatorie!! E’ non fare nuovi inutili concorsi, come hanno sempre fatto con la scuola.

Alberto De Miranda – Sono operaio a tempo indeterminato che da 20 anni lavora con la Forestale, volevo dire che nel 1995 sono idoneo non vincitore del concorso da maresciallo dell arma dei carabinieri…

Francesco Iaccarino – In sintesi essere idonei non vuol dire essere vincitori e per legge la graduatoria non è tenuta a scendere…bisogna farsene una ragione, è capitato anche a me nel concorso per direttore tecnico in polizia “auspicare” uno scorrimento è giusto, ma non pretenderlo per legge…perchè la legge sui concorsi pubblici è chiara se non sopraggiungono altri “impedimenti”…e nel caso specifico il corpo forestale ha cambiato parrocchia. E’ un concorso pubblico e segue le leggi di un concorso pubblico, se hanno voglia di rifarlo lo rifanno e basta… la cosa non giusta è aver modificato il corpo in corsa, ma i concorsi funzionano così, se sei idoneo non è detto/dovuto che ti chiamino, punto. Lo possono fare, lo fanno tutti: scuole, ospedali…il cavillo c’è sempre. Vincitore diverso da idoneo, più che ingiustizia è sfiga, scorrono in molti meno la vostra.

Valentina Forzelin – La legge dei concorsi pubblici è anteriore alla legge D’Alia 125/2013 che dice che prima di indire nuovi concorsi le p.a. devono (e sono obbligate) scorrere le graduatorie esistenti, e le graduatorie durano tre anni (più le varie proroghe). I carabinieri hanno assorbito tutti i rapporti attivi e passivi del CFS. La nostra graduatoria ancora valida appartiene a loro, ma loro siccome già odiano di per sé tutti gli uomini della forestale che si sono dovuti assorbire e siccome ovviamente noi non siamo loro raccomandati, si sono inventati che non possono seguire la Legge D’Alia perchè hanno un regolamento interno che fa durare le graduatorie 18 mesi. La legge in Italia si sa non è uguale per tutti.
Se sei idoneo e la tua graduatoria è ancora valida, tu per legge non puoi bandire un nuovo concorso ma devi prima esaurire la graduatoria.Ultimamente stanno facendo scorrere graduatorie del 2008-2010-2012…inail, guardia di finanza, vigili del fuoco, polizia…sono documentata: noi stiamo subendo un’ingiustizia… e io non ci sto… perchè se fosse ancora esistito il CFS a quest’ora già starei dentro…io a quest’ora avrei già un lavoro.
Se tu vuoi indire un altro concorso per ispettori sapendo che devi prima utilizzare la mia graduatoria, o mi dai una motivazione valida per cui fai un nuovo concorso spendendo milioni di soldi pubblici oppure tu stai andando contro la legge…I carabinieri non rispettano la legge infatti, ma a loro tutto è dovuto per questo dico che la legge non è uguale per tutti.  Per esempio il ministero della giustizia prima di fare il concorso per assistenti giudiziari è andato ad attingere da una graduatoria dei barellieri della croce rossa…quindi la mia graduatoria potrebbe essere utilizzata anche da altre amministrazioni…E qui si tratta di sfiga

Michelangelo Andrulli – …ci sarebbe anche il concorso mai andato in porto 393 allievi agenti c.f.s…
12000 ragazzi/e che hanno aspettato “inutilmente” oltre 1 anno e mezzo!

Marco Mazzocco – E io una parola la spenderei per tutti gli altri esodati… gli oltre 300 nei VVFF che hanno subito duplice danno senz’altro di superiore entità… i 120 della PS abbandonati ad altre mansioni alla spicciolata, tra chi è rimasto nei Reparti a 250 km dalle famiglie e chi comunque rientrando si è trovata ad affrontare un lavoro comunque totalmente differente…i colleghi mandati in G.d.F. a cui nessuno più fa cenno. A tutti quei colleghi che transitati nei ruoli civili sono stati ricacciati nei meandri della PP.AA.. Tutte queste persone hanno perso contatto con il loro comando stazione, che per i CFS in nero è rimasto tal quale, come tal quale è rimasto il collega/colleghi di sempre…. credetemi un conto è vivere questa situazione mantenendo una base invariata…. un conto è cambiare in toto attività, tipologia di lavoro, ma soprattutto location e colleghi. Bisogna reinventarsi da capo e cercare di farsi accettare pur nella diversa origine….cosa più difficile poi è dover anche coordinare. Questa la realtà, e tenete conto che molti benefici che per chi è transitato nell’arma sono ancora presenti nelle altre amministrazioni sono stati comunque tolti o ridotti, partendo dal trasferimento d’ufficio passando per la settimana corta, in parte il buono pasto e quant’altro…. E magari capita pure di essere guardati anche con invidia dai vecchi colleghi. Scusate l’escursus ma mi sembrava doveroso per i tanti colleghi che i riferimenti dell’Aquila ad ali spiegate purtroppo li hanno persi… ma li tengono ancora ben stretti.

Carmine Buffone – Dopo tanti rimpianti ed elogi mi chiedo dove era il corpo forestale dello stato nella terra dei fuochi, dove era il corpo forestale nelle terre di Calabria devastate dalle vacche sacre, dove era il corpo forestale dello stato in Sicilia a contrastare la prepotenza della mafia nei terreni di piccoli ed inermi contadini Certo che le cose non cambieranno con l’assorbimento del personale nei carabinieri altra istituzione militare che non ha impedito l’espansione in tutto il territorio nazionale delle varie mafie, non parliamo poi della g.di f. che non è stata in grado di arginare la evasione fiscale. Tutte queste polizie militari si accavallano nei compiti senza risolvere un solo problema, in compenso arricchiscono le loro bandiere con medaglie con riconoscimenti per le carriere degli alti gradi che assicurano stipendi favoloso e privilegi di varia natura. Questo è il quadro desolante di questo paese governato poi da politici che risparmio di definirli per carità cristiana ma che trovano pronti quei corpi a sbattere loro i tacchi.

Antonio Di Lizia – Vorrei dire tante cose ma ne basta una: terra dei fuochi, Bussi sul Tirino, discariche materiale radioattivo Basilicata, Porto Marghera, La Spezia… tutte indagini partite dal CFS… poi qualcuno ha pensato bene di fermarci. Qualcuno a cui era scomodo avere una ff.d.p civile che avesse la libertà di interloquire direttamente di fronte l’autorità giudiziaria. Senza gerarchia. ed eravamo in tutta Italia quanti sono i vvu di Roma.
Ragazzi che chiedete lo scorrimento della graduatoria, sì, avete ragione ma con tutto il bene che vi voglio intanto occorre ricostituire un Corpo Forestale dello Stato dove farvi ritransitare tutti compreso coloro che hanno, a forza, “gettato” tra le fila di altre ff.d.p o vvf o, addirittura, costretti in altri ministeri.
Perché non creare un unico ente tra Polizia di Stato, carabinieri, Guardia di Finanza e Guardia costiera… allora si che possiamo parlare di razionalizzazione e di minori spese e di efficienza nonché efficacia.
Perché nessuno ne parla mai?
Per non parlare del famigerato Numero Unico di Emergenza. Un vero disastro e, a mio avviso, per la semplice ragione che, spesso, chi è a rispondere propende a favorire l’intervento degli appartenenti la sua divisa in barba al coordinamento e razionalizzazione… a tutto ciò aggiungiamo che se serve l’intervento di un Ente diverso la telefonata viene “passata” e certe volte si perde… ne vogliamo parlare?
Basterebbe, come per esempio in Spagna, mettere personale qualificato non in divisa e far si che l’instradamento avvenga da parte dell’operatore senza che questi debba “passare” la telefonata. Io chiamo, un operatore mi risponde e, contemporaneamente mentre prende i miei dati, invia la richiesta d’intervento agli enti preposti e che dovrebbero essere solo tre: Polizia, soccorso sanitario, vigili del fuoco… così sarebbe molto semplice il problema è che, anche mettendo un operatore davanti la “semplice” chiamata di furto, già in questo contesto si troverebbe davanti il dilemma: Polizia o carabinieri? Ed ho escluso la guardia di finanza e la polizia locale.
Per non parlare di mezzi aerei… a Pescara per esempio abbiamo polizia, guardia di finanza, carabinieri (che prima era tutto del cfs), vigili del fuoco, guardia costiera per un totale di come minimo 7/8 elicotteri che possono compiere, come di fatto fanno, tutti le stesse operazioni e nel mentre la regione spende circa 40 milioni di euro per due elicotteri dedicati al 118. Compito che potrebbe essere assolto da un gruppo volo unico a costo prossimo allo zero già che sono già pagati… la scusa è sempre che bisogna avere i mezzi “dedicati” in via esclusiva. Beh con quei numeri si potrebbe eccome e, inoltre, si aggiunga la possibilità di avere a disposizione anche aerei per trasferimenti urgenti a lunga distanza. 40 milioni che potrebbero essere destinati per esempio a riaprire ospedali in zone di territorio isolate…