L’UOVO, LA GALLINA E LE VOLPI

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Cristiano Manni – ” 31 dicembre 2016, oggi non si è scritta una bella pagina di storia. Con il Corpo forestale dello Stato se ne va un pezzo di identità del Paese, che ha difeso e tutelato le foreste per 200 anni, salvandole anche dalle richieste dello sforzo bellico e dai piani di bonifica integrale. Dallo stato di degrado in cui si trovavano nel Dopoguerra, ha ricostruito il patrimonio dei boschi nazionali, poi in parte confluito nei parchi nazionali e nelle riserve naturali dello Stato, che è stato mantenuto e preservato in modo eccellente, come lascito alle generazioni future.
Col Corpo forestale dello Stato, la militarizzazione forzata del suo personale e la diaspora in altre amministrazioni, si perde la libertà di scelta, la libertà di espressione, la libertà di azione, la vicinanza e la collaborazione di tanti validi colleghi e persone care.
Con la soppressione del Corpo forestale dello Stato passa il teorema che, in nome di una fittizia efficienza, si possono erodere le libertà sindacali, come non avveniva dal 1925, seppur già i sindacati si fossero snaturati in corporazioni a tutela dell’interesse dei singoli, piuttosto che dei diritti comuni. Ma questo apre un vulnus che, se non curato in tempo, infetterà altri tessuti della società civile.
Molte sono le colpe, specialmente interne, dai vertici alla base: come nel poema di Dante, la lupa, il leone e la lonza hanno divorato l’animo di alcuni, e l’accidia quello di altri, costringendo il cammino dei virtuosi per gironi impervi e bolge.
Ma è andata così, e siamo venuti a seppellire Cesare, non a tesserne l’elogio. E allora dobbiamo interpretare questo passaggio con lo spirito degli antichi, che vedevano il dovere del miles inscritto nei diritti del cives: evidentemente la tutela ambientale doveva essere affrontata manu militari. Ne prenderemo atto.”
 
La manu militari avrebbe dovuto essere applicata già da tempo, perché quella sull’ambiente è una battaglia che bisogna portare avanti con convinzione. Invece c’è ancora tanto lassismo, vestito da buonismo, specialmente laddove l’azione è più “scomoda e antipatica”, ovvero il “sano” tessuto produttivo del paese e gli “onesti” cittadini, perché siamo tutti d’accordo sui cattivi inquinatori e gli ecomafiosi. Ma, secondo me, il fronte più critico è il “malcostume” ambientale. Molti dei nostri continuano a fare i “giudici di Cassazione” anziché gli organi di controllo.
Ho constatato con un certo disappunto che i CC sono, per così dire, “tarati sull’Italiano medio”, e troppo tolleranti contro le “marachelle” e le “bagatelle” ambientali, forse ancor peggio di tanti forestali, che asseriscono di educare i cittadini e le imprese con le pacche sulle spalle.
Ancora si susseguono pareri, dichiarazioni, sensazioni, delusioni, sulle spoglie del povero CFS. Prima l’appello di Mauro Corona e la sibillina risposta di Salvini, poi il sostanziale silenzio di Conte. Insomma, c’è poco da stare allegri.
Ma una cosa è possibile fare, per ridare Dignità al Corpo forestale dello Stato, come chiede Corona. Semplice: seguire il modello e l’organizzazione del Corpo delle Capitanerie di Porto (Guardia Costiera) in seno alla Marina. Così, senza tanti passaggi legislativi, l’attuale CUFA (che ha cambiato tanti nomi, tutti sgradevoli), si chiami Corpo forestale dello Stato. Si ridia ai forestali la loro uniforme, la loro aquila, il loro motto e la loro bandiera. Se proprio non lo vogliono ripristinare come forza di polizia autonoma, che almeno sia un corpo specializzato in seno all’Arma dei Carabinieri che, tutto sommato, non sono cattivi: per loro esser tali è il massimo della qualità umana, e nel volerci far essere carabinieri, pensano di farci un bene, ma ci fanno male, come la Donna Prassede del Manzoni, che nella volontà di far del bene a Lucia, le parlava male di Renzo e la faceva soffrire. E il Manzoni ci dice, a proposito, che spesso ci fa più male chi ci vuol far del bene.
Quindi la proposta può essere, almeno per il momento: Corpo forestale dello Stato, come corpo dell’Arma dei Carabinieri, alle dipendenze funzionali del Ministero dell’ambiente.
Sullo status militare/civile, penso che sia addirittura possibile avere il secondo, ma questo richiede un passaggio legislativo, e quindi non è immediatamente attuabile.
Anche per la bandiera, a dire il vero, credo che ci voglia un passaggio legislativo, ma per il resto basta la buona volontà.
Hanno già violentato sufficientemente non solo i diritti, ma anche l’identità… Credo che la prima cosa l’abbia fatta il governo volontariamente, e la seconda i carabinieri, forse involontariamente. Almeno nome e uniforme ce la potrebbero ridare, per rimediare alla seconda violenza. L’ipotesi più probabile, anche in caso di volontà del governo (?) e del favore della Consulta, sarà la “resurrezione” di una struttura fortemente indebolita, fatta dai soliti elementi negativi e, al prossimo cambio di governo, altro che soppressione e militarizzazione! Spargeranno il sale sulla Forestale.
Meglio, nel frattempo, riottenere almeno l’identità del simbolo e dell’uniforme, ed aspettare tempi migliori. la proposta è temporanea e attuabile senza interventi legislativi. Per il resto, il quadro è incerto e difficile. È il classico “uovo oggi”. Se si aspetta la “gallina domani”, credo che arrivino prima le volpi. Tanto obbedir tacendo lo fai ora e lo farai anche dopo. Il modello regionale è tramontato nel 2000. Oggi non è più riproponibile, per una lunga serie di ragioni operative, amministrative, di trattamento economico, di contratti regionali, ecc…
Era auspicabile il percorso inverso… Ma né il governo, né i corpi regionali hanno mostrato interesse (benché mi risulti che ancor oggi una parte del personale CFVA vorrebbe transitare nei cc forestali). Il pericolo concreto, e fino ad ora scampato (ma chissà per quanto), per le forestali regionali, è un ingresso dei cc nelle regioni a statuto speciale, fino a ritrovarsi con delle sovrapposizioni che verranno risolte chissà come, anche il considerazione della tendenza “centralista”, in tema di forze dell’ordine, manifestata anche dalle forze politiche manifestamente federaliste. Il modello politico e amministrativo delle regioni è stato pessimo per la storia recente…. I corpi regionali attuali se la passano bene solo perché sono in seno a regioni autonome, e accedono a fondi che quelle ordinarie non sognano nemmeno. E poi, se leggi l’attività dei corpi regionali, ti accorgi dei limiti che hanno nel muoversi tra le leggi nazionali e regionali, spesso in contrasto, e di come la loro attività sia condizionata ed in linea alle scelte politiche regionali, spesso perdendo di vista il quadro degli ordinamenti nazionali e comunitari. Mi riferisco alla polizia locale sensu latu, che dovrebbe controllare l’organo da cui dipende. Un modello che in tutta Italia è catastrofico, ad eccezione di poche realtà virtuose, come ad esempio anche molte polizie provinciali del nord Italia.
Tuttavia le polizie regionali si fermano, per mancanza di coordinamento, di fronte ai reati transfrontalieri. Per questo gli enti locali dovrebbero fare i regolamenti e le leggi, ma a controllare dovrebbe essere lo Stato.
Quanto alla Sardegna, che conosco molto, molto bene , il CFVA è efficiente, ha 1300 uomini, più di 80 stazioni e 10 squadre navali. Ogni comando stazione ha oltre 15 unità. La Sardegna investe molte risorse economiche, ma una regione a statuto ordinario non potrebbe permetterselo. In Sardegna c’è quasi un forestale ogni 1000 abitanti, in Toscana, che è tra le meglio fornite, il rapporto è 1 forestale ogni 10 mila abitanti.
Un corpo con funzioni amministrative, come il CFVA, che rilascia autorizzazioni al vincolo può andare anche bene, anzi, ottimo, ma come organo periferico del ministero dell’ambiente, esercitando le funzioni di eminente competenza statale (ambiente e paesaggio, appunto).
Non a caso ho fatto l’esempio del Corpo delle Capitanerie di Porto. Guarda la loro organizzazione, e pur in seno alla marina militare, godono di autonomia e di una loro precisa identità professionale e di corpo.
Mi spiace sentire commenti troppo ideologici. Anche io reputo uno scempio quello che è stato fatto alla Forestale, ma qui rischiamo di farci asfaltare culturalmente se non riusciamo a ripiantare l’aquila.
Franco Bianca – Mi piace ricordare che in un Paese “CIVILE” la sua Polizia deve essere civile. La Natura non fa differenza tra chi la tutela, ma le Persone di un Paese civile si. Invece di smilitarizzare le Polizie militari si è pensato di militarizzare il CFS. A quando la militarizzazione di tutto il Paese???
Simone Sansoni – Pie illusioni . Una chiesa non contempla un’altra dottrina al proprio interno.
Diego Diego – E i diritti persi no? E il “usi obbedir tacendo” lo manteniamo? Vuoi dunque concentrare ufficialmente tutti i difetti della forestale con tutti quelli dell’Arma e dell’essere militare?
Antonio Russo – È stato un errore storico ritenere che al CFS appartenesse solo il personale in divisa. Altre componenti tecniche furono sempre emarginate eppure detenevano professionalità tecnico/culturali. Queste sì disperse con grave perdita.
Marco Mazzocco – Signori miei tra gli esodati… o cacciati di casa come li chiamate voi…c’e’ chi il mestiere se l’è dovuto reinventare in toto…. a parole erano tutti poliziotti nel cfs… fare il poliziotto generalista e a 360° è comunque altra cosa…..con il vantaggio o lo svantaggio di essere considerato alla pari…..sede nuova colleghi nuovi… problemi nuovi e la qualifica posseduta comunque da far valere.
IO in un accrocco non ci tornerei. Rivoglio il CFS così come era,libero svincolato e autonomo, di fare il cuginetto di montagna dei cugini di campagna non mi sta bene. Allora mi sto dove mi hanno abbandonato….. tutto sommato il grosso sacrificio lo ho già fatto. Scusate lo sfogo, ma non si può cedere proprio adesso….
Marco Meloni – La Bandiera è la Bandiera. Ora occorre una soluzione decorosa. Io sono stato formato nel CFS ma svolgo il mio lavoro in Regione senza problemi. Un Corpo “federale” sarebbe una soluzione? Credo che il modello Sardegna possa essere copiato benissimo,nessuna ingerenza nell’opera del CFVA che servo con senso di appartenenza e onore. Basta vedere i risultati, la cronaca parla. Qui esiste la Legalità. Il Corpo agisce con efficacia esemplare. Perfettibile, ma funziona benissimo. Nessun Cettolaqualunque. Il modello che propongo è un assetto federale. Una direzione ministeriale e un unica formazione, proprio per evitare pericoli di localizzazione. Una testa e diverse regioni ma con coordinamento Nazionale. Del resto se dovesse essere resuscitato il CFS, a livello europeo sai che figura!
Valter Reali – penso che tra la padella (cc) e la brace(ps), un CFS corpo tecnico con funzioni di polizia federale su base regionale, potrebbe essere una opportunità, sempre all’ interno del comparto sicurezza: a me piace, e non da oggi….oltre ai vantaggi citati, permetterebbe di esaltare le nostre conoscenze tecniche oggi avvilite dal “policely correct”…
Maurizio Ermini – Ritornare indietro si può,basta cambiare le divise e diminuire chi comanda.
Rocco Raiti – Semplice,lasciate i dirigenti con i CC e ricostruite il Corpo con una classe dirigente nuova
Emiliano Gunnella – Speriamo bene che nei vigili del fuoco,pur ammirando il loro lavoro, non c’entro nulla, e ancora non comprendo cosa ci faccio con loro!!!
Luana Garruti – se non ci stacchiamo completamente dai cc , FORESTALI non lo saremo mai più.

Antonio Di Lizia – L’ambiente è civile.
Il mondo militare è un’altra cosa. Fa solo danni e danni gravissimi. Basti pensare a tutte le zone sottoposte a controllo militare per capire. Recinti altissimi a separare un’orda di guerrafondai che sparano, esplodono mine, bombe e missili d’ogni tipo in una natura inerme e tradita…
La biodiversità, le Riserve e i Parchi Nazionali sono un’altra cosa, Una cosa civile, fatta per gente che sommessamente la vive e la cura pur nel possibile uso agricolo e industriale.
La separazione tra i due mondi deve essere netta. La natura, l’ambiente, gli animali, le piante… Tutta un’altra cosa.
La pace non va fondata sulla guerra cui è connesso il mondo militare.
Quindi chi crede di poter trovare pace e ristoro da un mestiere che più delle volte gli è divenuto ostico e deleterio, cambi lavoro o taccia per sempre…
W il Corpo forestale dello Stato.

Silvano Berti – Insisto a dire che la questione è politica e non giuridica. Se questo governo vuole ricostituire il glorioso ed affidabile cfs non ha alcun bisogno di aspettare la sentenza della Corte costituzionale ma deve approvare una norma che annulla gli effetti della Madia. La sentenza della Corte non ricostituirà il cfs ma dichiarerà illegittime le norme che automaticamente fanno passare il personale nei Cc e quindi nelle forze armate creando ulteriori problemi ai forestali che dovranno fare i concorsi per arrivare dove già sono nella migliore delle ipotesi. Molti…I più anziani…quelli che hanno protestato e non si sono arresi saranno costretti ad andare in altre amministrazioni civili. Speriamo che mi sbagli!!!
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