PORTATORI D’INTERESSE

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Enzo Suma – E’ stato tagliato l’ulivo di Cisternino, con un operazione di polizia degna di un film o di Gomorra. Già poco dopo il fatto sono stati pubblicati comunicati stampa dalle associazioni di agricoltori e vivaisti e un tam tam di post su facebook di persone che esultano per l’accaduto nemmeno che avesse vinto l’Italia ai mondiali. Tutta la concentrazione mediatica concentrata su un unico albero, un giovanissimo ulivo. Non si tratta di un focolaio ma di un ulivo singolo infetto da due anni e senza sintomi. Stanno facendo di tutto per far sembrare l’Emergenza Xylella come fosse unicamente una battaglia mediatica dove l’obiettivo è creare allarmismo per arrivare ad ottenere i milioni di euro pubblici e la trasformazione dell’attuale olivicoltura in impianti superintensivi. Anziché combattere realmente il problema del disseccamento e investire sulla ricerca e sulla collaborazione degli istituti di ricerca. Ma forse il disseccamento ora è secondario, e forse per gli attori in gioco lo è sempre stato. Per loro è più importante pensare agli interessi economici con la conseguenza che a rimetterci sarà il paesaggio e il patrimonio degli ulivi monunentali, da proteggere ad ogni costo
.
Federico Girardi – C’ERA UNA VOLTA UN FIUME…aumentato il rischio idraulico, l’ecosistema distrutto, gli habitat azzerati, il paesaggio sconvolto, chissà se era anche zona da tartufi? Però le tasche di qualcuno si sono riempite coi soldi del CIPPATO! Loro hanno fatto il pieno, rapinando un bene pubblico!

Carlo Quercophilus Papalini –“Una quercia può vivere tra i 400 e i 500 anni. Fa la sua prima produzione abbondante di ghianda dopo 60 anni. C’è una simbiosi nella superficie di querce la loro età e le popolazioni di ungulati.”

Volevo sottolineare il rapporto direttamente proporzionale tra età delle querce e produzione dì ghiande.. La leggenda del bosco selvaggio che avanza , è solo una strategia per ammorbidire le coscienze sui tagli indiscriminati ,quelli si sui boschi maturi . Il governo dei boschi di ceduo , viene chiamato dagli ecologi a “Stecchino” penso che non si debba spiegare il significato , e la produzione di ghianda sta scomparendo. Il ceduo stecchino, di moda adesso nella gestione forestale ,riduce quasi a zero la produzione di ghiande e lo spessore dello strato di humus nel sottobosco. Un bosco maturo a ceduo composto per esempio, oltre le ghiande offre molte più possibilità di nutrimento per i cinghiali, anche più funghi che come è noto sono un alimento a loro molto gradito . Nelle foreste vetuste in Polonia perfino i grandi ultimi bisonti si fermano a mangiare ghiande nel bosco evitando di uscire allo scoperto.
La caccia paradossalmente aumenta le nascite con dispersione dei cinghiali che diventano più fecondi. Un esemplare femmina dominante, che va in estro una volta all’anno, guida il gruppo. Il cosiddetto sincronismo di estro fa si che le altre femmine del gruppo siano feconde contemporaneamente. Se la femmina dominante viene uccisa, il gruppo si disperde, gli animali senza guida irrompono nei campi e si spostano , tutte le femmine diventano feconde più volte nell’anno e si riproducono in modo incontrollato.

Non ci sono colpe particolari dei cacciatori che come altre categorie sociali fanno solo i loro legittimi interessi. i banchieri fanno i loro interessi, i contadini, i boscaioli , i commercianti , tutti si fanno i loro interessi , Poi ci sono gli interessi sociali , il diritto di circolare tranquilli con le vetture , il diritto a mangiare alimenti sani , il diritto a respirare aria pulita a non ammalarsi di inquinamento ,il diritto a non trovarsi cinghiali sotto casa che rovistano nei rifiuti . Quando qualcuno come me prova a ricordare i diritti dell’ambiente poi, tutti quelli con interessi particolari si incavolano ..

Il vero problema che ci sono portatori di interessi particolari molto più raffinati ed eleganti, che frequentano il parlamento. e cercano spesso con successo di convincere i nostri deputati o senatori, della bontà dei loro affari.
Si può facilmente osservare come funziona ormai il nostro paese , tutti contro tutti e pochi furbacchioni che sorridono delle nostre risse per il pane e cinghiali.
Lobby delle armi , lobby della filiera del legno ,lobby degli allevamenti lobby dell’energia,lobby dell’industria automobilistica ecc. ecc.
Sono monopolisti che stanno rovinando il nostro sistema di governo democratico,e di conseguenza ,rovinando il nostro ambiente e la nostra volontà di pace ,concordia e coesione popolare . è questo il vero problema , l’umanesimo negli ultimi decenni si è trasformato in un dominio assoluto dell’uomo sulla natura. Dobbiamo rompere questo monopolio culturale dominante e gettare i semi per il ritorno alla società di tutte le creature legate insieme al destino dell’uomo. provarci a cambiare atteggiamento è una bella sfida al contrario , essere moderni ed evoluti senza distruggere tutto .

Rossana Mianullii – A Lavinio è stato ucciso un maiale tra urla strazianti.
L’indignazione per la macellazione clandestina da parte di 4 rumeni ed un italiano si solleva a furor di popolo.
I vicini allertano le forze dell’ordine ed il veterinario della Asl conferma che è stato ammazzato “senza stordimento”.
Non mi preme sottolineare che in Romania “macellare” maiali nei cortili è consuetudine come farlo nei nostri mattatoi.
Non mi preme sottolineare che nei nostri ambienti rurali, quelli del “bravo contadino”, sussistono rituali di uccisione del maiale, di cui non si butta via niente incluso il sangue per il cosiddetto “sanguinaccio”, con tanto di spettacolarizzazione davanti al “pubblico” che ha già “acquistato” un pezzo di animale da vivo.
Non mi preme sottolineare che, seppur con tanto di pistola captiva, sono moltissimi gli individui che finiscono nelle vasche di acqua bollente ancora coscienti.
Mi preme invece sottolineare che non è la “clandestinità” il problema, non è la modalità, ma lo è che miliardi di INDIVIDUI ogni anno siano ammazzati con la legittimazione delle istituzioni speciste.
Mi preme sottolineare che l’intera società dovrebbe manifestare un dissenso <acceso> per le uccisioni di massa quotidiane di viventi fatti nascere per essere ammazzati.
Individui con gli stessi diritti naturali ed inalienabili alla vita e alla libertà.
Individui che lottano, si autodeterminano e si ribellano alle logiche di dominio.
Perché diavolo non si insorge in solidarietà a queste vittime?
Le urla di sdegno sono per la “illegalità”?
Sono per l’etnia degli autori di quell’assassinio?
Perché diavolo non si alzano urla per la “violenza” normalizzata da una legalità che consente di sfruttare, schiavizzare ed uccidere ogni giorno milioni di INDIVIDUI?
No, certo, nel mattatoio è tutto “normale”. Va tutto bene, se si ammazza là dentro..nel rispetto delle leggi
Servi del potere, contenti di stare con le catene che vi sono state concesse.
Lui era un individuo che voleva vivere, che ha urlato per non morire, come lo fanno TUTTI i viventi smontati nei mattatoi.

Grace Victoria Ecker – Un grido nel deserto! Sono due anni che da cittadina osservo e segnalo…. muro di gomma…. da una parte, le amministrazioni fanno quadrato intorno a questi “criminali”, dall’altra, i cittadini, che dopo una momentanea indignazione, “ritornano a cuccia”. Non servono “simposi, convegni, e altre menate”…… non serve parlarne ancora…… serve “agire”. Ma sotto quale forma? Le associazioni a tutela, spesso, vanno a braccetto con questo tipo di decisioni….. altrimenti, nella mia città, non vedrei assottigliarsi quasi giornalmente il patrimonio arboreo…. vuoi per i “capitozzi”, vuoi per “over pruning”, o semplicemente per una rasatura al suolo di esseri viventi…….viceversa, essi dovrebbero essere allineati al pari nostro, e a qualsiasi forma di vita…… In fin dei conti, come potremo vivere senza di loro?

Antonella Giordanelli – Il comitato ForestaForesta, nato per dare una veste giuridica alla campagna #salviamolaforestale, nella consapevolezza di quanto le due anime del CFS, quella di corpo tecnico e quella di polizia, siano fortemente divisive tra i Forestali, auspica una ricostituzione della Forestale massimamente a tutela della biodiversità e del patrimonio faunistico, forestale, paesaggistico dello Stato, avendo a cuore maggiormente l’interesse pubblico che i fattori economicistici legati all’ambiente.
Pertanto concorda fin dai presupposti con il manifesto GUFI poiché è strumentale alla propria strategia finalizzata al recupero di una professionalità forestale, distinta da quella agronomicista del minpaaf, che basi le competenze specifiche in un’ attività di polizia giudiziaria di controllo in un’ottica incentrata sulla prevenzione del crimine e solo consequenzialmente di repressione penale, poiché la doverosa punizione dei colpevoli, pur costituendo un deterrente alla reiterazione del reato, non reintegra né la vita e la salute delle vittime né risarcisce il danno alla collettività.
Queste le motivazioni con cui abbiamo sempre affiancato chi si oppone ad una gestione utilitaristica della natura, ritenendo che la vita di piante ed animali abbia in sé medesima scopo e diritto.

  

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