CONFIGURAZIONI DI LEGALITA’

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Bruno Stivicevic – I POLLI, LA PENNA, LA SPADA
Vorrei tanto ritornare ad essere un redattore giovane, pieno di fiducia nelle strade lastricate di buone intenzioni. Perché è senz’altro una buona intenzione raccogliere le firme per la petizione popolare per sostenere l’entrata dei Popoli Animali nella Costituzione Italiana.
Ovvero, la LEAL ha avanzato in Cassazione, la proposta di modifica dell’Art. 117, comma II, lett. “s” della Costituzione: dopo le parole “tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali”, si chiede di inserire “e del benessere animale”. La proposta è stata regolarmente annunciata in Gazzetta Ufficiale.
A questo punto, il titolone potrebbe essere “Quattro parole che cambieranno l’Italia”.
Spiego brevemente perché potrebbero cambiare l’Italia.
Perché nella Costituzione manca un preciso diritto a tutela del benessere animale, malgrado già previsto dal Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea. Questo vuoto normativo impedisce la riforma delle norme penali ed amministrative vigenti, sempre più richiesta a gran voce. Riforma è difatti bloccata dalle norme ora in vigore che considerano gli animali semplici “cose”.
L’aggiunta di “e del benessere animale” avrebbe come conseguenza che la tutela di animali non possa essere solo quella a difesa della proprietà o del sentimento umano per gli animali; subentrerebbe la tutela del loro diritto a non essere uccisi crudelmente o maltrattati.
Questo darebbe modo ai giudicanti di appellarsi alla Costituzione per infliggere pene più certe e severe. In altre parole, far sì che la penna costituzionale diventi più potente della spada assassina.
PS. E i polli, che c’entrano? Beh, se il vostro cronista non fosse un antispecista accanito, poteva cadere nella trappola di usare un paragone specista, tipo di considerarsi un pollo da spennare se non sapesse quant’è facile aggirare le norme costituzionali in modo del tutto legale. E quindi, anche se il benessere animale dovesse entrare in Costituzione, le interpretazioni piene di fantasia non mancheranno, e la strada lastricata potrebbe continuare a portare direttamente all’Inferno (dove i Popoli Animali sono già, per altro).Ma siccome un tale scivolone non è concepibile, i polli nel titolo sono menzionati come semplici donatori volontari delle penne necessarie per spotentare le spade. Le mie galline hanno già firmato, ognuna per 4 penne.

Alessandro Mosso – Belle notizie di condanna per ‘uccellagione’.
“Secondo la costante giurisprudenza di questa Suprema Corte, il reato previsto dall’art. 30, comma primo lett. e), della legge 11 febbraio 1992 n. 157 – esercizio di uccellagione- non richiede la effettiva cattura di animali, essendo sufficiente la semplice predisposizione delle reti o di analoghi mezzi idonei alla cattura della fauna selvatica per ritenere consumato il reato (Sez.3, n.7861 del 12/01/2016, Rv.266278; Sez. 3, n. 19554 del 17/03/2004, Rv. 228886).”

Mauro Cheli – La lettera E dell’articolo 30 della 157/92 è più relativa alle reti da uccellagione Il reato di uccellagione si ipotizza in genere per l’uso di reti.. se il bracconiere non ha licenza di caccia, si possono ipotizzare tranquillamente i reati di furto di avifauna selvatica ( art.lo 624 e 525 punti 2e7 ed anche l’articolo 544 terra del C.P). sono reati molto più gravi dei testi, cosiddetti venatori. Nel caso di archetti è ipotizzabile il reato di maltrattamento di animali. art.lo 544 ter del C.p. Operazione Pettirosso 2007……..in questa occasione dopo aver identificato il bracconiere, si procedeva a liberare un tordo rimasto intrappolato nelle maglie di una rete da uccellagione…….. operazione un po’ delicata fatta con l’ausilio di un coltellino munito di piccole forbici che aiutano a tagliare le reti, senza far male agli uccelli che sono rimasti intrappolati. Sono contento….ho fatto sempre il mio dovere con entusiasmo e in tanti anni, abbiamo assicurato alla Giustizia, tanti bracconieri.
Operazione Adorno – Anno 2009 – in missione “Volano gli uccelli volano”, sorprendemmo un bracconiere che aveva catturati migliaia di fringillidi in particolare Frosoni e Verdoni. Erano detenuti in un grande locale. Quando decidemmo di liberarli poiché liberabili, non finivano più di volare, liberi nel cielo della bellissima Calabria. Tanti bei ricordi. Tante piccole creature salvate.
Ho avuto per tante volte il Comandante Furlan come Responsabile del Reparto proprio a Brescia. È andato in pensione da poco. Ha avuto un percorso professionale particolare. È stato prima Guardia Forestale, poi Sottufficiale ed infine Funzionario del Glorioso CFS. Sì….per tanti anni abbiamo lavorato sodo e in silenzio….in ultimo per la verità, avevamo avuto anche una certa riconoscenza da parte di giornali e TV…..poco dopo fummo il Corpo di Polizia più apprezzato dagli italiani….. negli ultimi tempi mi prende una nostalgia malinconica, ripensando a tutto il servizio che ho svolto in tanti anni…..

Michele Morganti – Per proteggere l’ambiente necessitano preparazione tecnica-scientifica e molta passione…no militari…

Carmelo Cataldi – Si era capito sin dalle prime battute in Tribunale, ma in quell’occasione non si volle considerare, da parte di chi avrebbe dovuto, attendibile quello che oggi è evidente a seguito delle rivelazioni di Riccardo Casamassima e di altro militare e si volle prendere un’altra strada! è solo un effetto del senso di totale impunità dall’abuso di potere! La storia militare e costellata di tutto ciò! Il controllo gerarchico, il falso senso di appartenenza, il così detto “spirito di corpo”, ma soprattutto la vigliaccheria dell’impunità! Io alla fine la metterei su un altro piano: la mancanza del senso dell’onore! Può essere una giusta interpretazione il vincolo omertoso e anche l’atavica esigenza prioritaria di preservare a tutti i costi l’immagine.

Valido Capodarca – In genere, quando vediamo qualcuno in mezzo a due carabinieri, si pensa subito: l’hanno arrestato! Tranquilli! Nessuno ha arrestato la Cerquatonda, la bellissima quercia in comune di Montalto Marche, che spicca con la sua gigantesca figura su un’altura in contrada Cerquatonda, via di Cerquatonda, e offre refrigerio con la sua ombra ai clienti dell’adiacente agriturismo che si chiama (indovinate?) Cerquatonda.
Come i miei amici ben sanno, fra i 13 libri da me pubblicati, otto sono dedicati agli alberi monumentali e molto spesso, accanto all’albero raccontato, sono raffigurati gli agenti del Corpo Forestale della stazione competente sull’albero stesso, con la loro tradizionale divisa.
Il governo Renzi ha deciso di sopprimere il Corpo Forestale, facendo confluire tutto il suo personale nell’arma dei Carabinieri. Ora, sia ben chiaro, personalmente nutro il massimo rispetto per l’Arma, anche perchè per quasi tutta la mia carriera militare i Carabinieri sono stati miei colleghi nell’Esercito, essendo essi una delle armi che lo costituivano, prima di diventare Forza Armata a se stante. Negli anni Settanta li ho avuti anche come allievi a scuola guida presso le Scuole della Motorizzazione e da capitano ho fatto riparare molti loro automezzi.
Ora, se decidessi di scrivere un nuovo libro sugli alberi monumentali, non sarebbero più i forestali ad accompagnarmi, ma i carabinieri. Perciò ieri mi son voluto togliere una curiosità: ho inviato questa foto al mio amico Giovanni Vagnarelli. Sull’originale, accanto al tronco della quercia vi sono due agenti della stazione forestale di Castignano. Io ho pregato Giovanni di sostituirli con altrettanti carabinieri. Il risultato, ve lo confesso, è stato per me traumatico: mai e poi mai accetterò di avvicinarmi al mio amico albero scortato da due carabinieri. Questa divisa può star bene dappertutto, ma vicino a un albero ci vedo intonata solo quella del vecchio Corpo Forestale. Per fortuna ho smesso di scrivere libri sugli alberi monumentali, perchè io una scena come questa non la sopporterei.
Massimo Davighi – E’ un fotomontaggio in cui sono stati sostituiti gli originali apposta per rendere l’idea dell’uniforme accostata all’albero, e di come cambia la prospettiva dell’immagine. Naturalmente non è soltanto una questione di colore, ma di sostanza, evidentemente l’armonia, o la storpiatura, si riflettono psicologicamente anche sull’operato.

Una risposta a "CONFIGURAZIONI DI LEGALITA’"

  1. Anna Pellanda 11 gennaio 2019 / 9:34

    Condivido in pieno la proposta di Bruno Stivicevic di introdurre “e del benessere animale” nell’ art. 117, comma II, lett.”s” della Costituzione.  Per favore inserite dove più esatto questa mia adesione: io non ho trovato il postio giusto. Grazie

    Anna Pellanda

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