L’ ALBERO, LA CAPANNA E IL CALENDARIO DELL’AVVENTO

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Orietta Benelli – Ero vivo e forte. Contribuivo a purificare l’aria e ad abbellire il paesaggio. In me brulicava la vita di tante creature. Ora dimoro senza piu’ radici in una buca, addobbato come un pagliaccio. Dicono che sia tradizione. Ma che tradizione e’ quella che porta la morte? Solo l’essere umano compie con disinvoltura queste ingiustizie
Mauro Malossini – che differenza c’era tra un abete tagliato appositamente e uno sradicato dal vento ? Ma si, cosa vuoi salvare se non ci arrivano neanche in Vaticano ..
Antonella Giordanelli – V’è un usurpatore del nome Francesco che da piccino sognava di far il macellaio e da papa si compiace che il raro sopravvissuto alla strage venga in elicottero fino a san Pietro, centro e simbolo d’ogni profanazione d’ arboree sacralità e del povero innocente nato in un solstizio dove ogni luce è finzione e spreco mortiferi. Alla parola di un pontefice che non crea ponti ma abbatte l’axis mundi consona è la bestemmia.
Di simile necrotica autoincensazione di elevati principi e buoni propositi, decantati a contraltare con la celebrazione del taglio sacrificale, è modello anche un’altra benemerita istituzione che similarmente vuole dal popolo venerazione confessionale.
 
Eccovene esempio in provincia di La Spezia , dov’è sulla antica strada romana a Borghetto di Vara, stazione imperiale di posta, un edificio storico nativo come sede del NOS (Nucleo Operativo Speciale), il quale mostra, per ora ancora, imponente e orgoglioso, lo stemma e la scritta “Corpo Forestale dello Stato”.
Tutto era costruttivamente operativo ad iniziare dal piano basso del settore aib con gli hangar previsti per mezzi pesanti come autobotti. Ora, logicamente il materiale e i mezzi antincendio sono andati ai vvff, ma forzando la normativa, i cc si sono subito presi lo spazio dei garage e poi anche i piani superiori, cosicché tutto il complesso è diventato terra di conquista da parte dell’Arma. Infatti se è lecito e già previsto l’ unificazione di alcune stazioni CFS e CC per questioni economiche, si segue un modus operandi che manca di totale criterio e soprattutto rispetto nei confronti della Forestale.
I progetti di adeguamento della stazione per “ospitare” i colleghi carabinieri ( si sospetta sviluppati ancor prima dell’accorpamento), vedono non una convivenza “ospitale” in egual misura nei confronti dei cc territoriali di Borghetto di Vara, per la cui caserma attuale viene pagato un affitto, ma una vera e propria occupazione/confisca della enorme struttura dove l’Arma invade con i suoi uffici tutto l’ampio piano terra, sede della stazione CFS a sostituzione di essa, relegando il personale di quest’ultima in due piccole stanze al primo piano concepite e utilizzate come foresterie e difficilmente adeguabili come uffici operativi, peraltro mischiando sul medesimo piano la zona alloggi (due appartamenti ora assegnati ai due comandanti) con quella operativa, cosa assolutamente vietata per regolamento sia militare che di p.g. per questioni di sicurezza dei residenti. Cum grano salis chiunque avrebbe bipartito il piano terra per gli uffici approfittando della sala comando multi ente istituita per le emergenze ambientali con l’alluvione del 2011: ma assegnare alla Forestale quella avrebbe potuto ricordare il ruolo centrale del CFS quando coordinava con i VVFF i Comuni e le altre forze dell’ordine le varie operazioni di soccorso. MEGLIO LASCIARLA VUOTA ED INUTILIZZATA ! per i CC la valenza emblematica iconoclasta sovrasta qualsiasi atto di deferente onore e di doveroso altruismo. Così hanno dato il via in stile accattonaggio pitocco a lavori di adeguamento raffazzonati sugli impianti elettrici, di rete e sicurezza assolutamente azzardati: impianti elettrici che da efficienti diventano pericolosi con presenza di contatti in corto che fanno saltare continuamente i quadri elettrici, linee di rete per nulla efficienti, lente e “buggate”. Insomma lavori all’arrembaggio per accaparrarsi in fretta le storiche e onorate sedi del CFS, simbolo di efficienza e competenza in ambito del servizio istituzionale ambientale, ridotte ad un decimo del loro potenziale con conseguenti limitazioni per il servizio d’istituto stesso, oltretutto sabotato dall’interno in un eterno e caotico cantiere dove anche la sicurezza sul lavoro viene completamente annullata. E a proposito della sicurezza, l’ultima delle “opere” vede il montaggio delle porte blindate; è ben comprensibile che comandi stazione CFS progettati e costruiti oltre trenta anni fa abbisognassero d’adeguamenti secondo la ex Legge 626, oggi la 81 del 2008, ma che negli odierni lavori in atto vengano meno tali normative è assolutamente inaudito: porte blindate che non hanno l’uscita verso l’esterno e tanto meno il maniglione antipanico! Tutto ancora una volta giustificato dall’ “extrema ratio” per esigenze di servizio, ma in realtà con il tanto inconfessato quanto evidente intento dell’amministrazione CC di sovrapporsi e isolare la Forestale da un più razionale contesto di convivenza. Ecco che un ristrutturato ufficio aperto al pubblico, oltre ad erigere barriere architettoniche per eventuali disabili, diventa una potenziale trappola per gli utenti e per il personale in servizio, dove in caso di pericolo ed evacuazione viene gravemente messa a rischio l’incolumità del cittadino e dove, mescolando zona operativa con quella alloggi, si compromette anche la sicurezza di eventuali familiari di militari conviventi, ossia civili. L’interdire di fatto l’accesso alla caserma forestale ai disabili è un delitto contro ogni principio morale e senso civico che smaschera quale sensibilità abbiano i militareschi poliziotti nei confronti proprio dei più bisognosi di tutela, dei quali si umiliano elementari diritti quotidiani.
Tanto stride la nobile dichiarazione d’intenti dalla squallida operazione d’accoppamento che si narra di una sede di Lucca, il cui personale forestale è stato relegato in un’unica stanza dietro il garage in condizioni tali da impietosire gli stessi Carabinieri territoriali!
La vorace fretta d’ingurgitare anche materialmente tutto ciò che è forestale dimostra che quel rispetto e quel tatto di cui gli inguantati ufficiali dell’Arma si vantano è fuffa perché in chissà quante situazioni simili son stati lesti ad agguantare sedi e patrimoni che compiacenti dirigenti forestali hanno loro offerto sulla guantiera: nessun nobile guanto di sfida cavalleresca, ma solo guanti imbiancati di maggiordomi assassini e guanti neri a nascondere mariuole impronte digitali!
Intanto il ministro Salvini con Centinaio e la Bongiorno sono ancora intenti a conteggiare il calendario dell’avvento, quando la mammana ha già procurato l’aborto, tutto infettando senza alcun guanto chirurgico.
Antonio Di Lizia – La sede del Centro Operativo Aereo del Corpo Forestale dello Stato di Belluno occupata oramai da militari dei cc ha finito per essere totalmente inutile allo scopo per cui era stata fondata tradendo completamente sia i risultati presunti da una riforma inutile e deleteria e sia il cittadino che s’è visto portar via i boschi dalle fiamme e abbandonato nel bisogno…
Ministro Trenta nella giornata del 3 novembre lei ha postato la foto di un Elicottero AB412 già del Corpo Forestale dello Stato apparentemente proprio sul piazzale di Belluno. Sarebbe interessante sapere quali attività siano state svolte con questo mezzo per affrontare i problemi determinati dopo quest’ultimi fatti che hanno colpito le Dolomiti. Spero con tutto il cuore siano state eseguite tantissime operazioni al fine di portare sollievo alle comunità isolate…
Peccato non aver avuto la fortuna di vedere impiegato lo stesso mezzo sull’incendio nell’Agordino!
Prima incendi, ora alluvioni, chissà la neve cosa ci porterà…
Il territorio italiano è gravemente a rischio così come è a rischio l’utilizzo dei fondi che verranno stanziati per queste emergenze. C’è bisogno di un sistema snello e capace d’agire con le competenze tecniche agronomiche e selviculturali nonché di operai che sappiano lavorare in condizioni anche gravose (e di lavoro ce n’è a profusione)… Dunque ci auguriamo che questo governo prenda provvedimenti immediati per ridare identità e forza agli uomini e alle donne del Corpo Forestale dello Stato…
Basta chiacchiere…
Monia Guadagnoli – Calendario CC 2019.
Sorvolando sul mese dedicato ai forestali e alla tutela dell’ambiente (novembre, il mese dei morti e del riposo vegetativo), mi diverte la descrizione della figura del carabiniere forestale.
“Il carabiniere forestale, pur essendo di recente istituzione (prima giocavamo a freccette), affonda le sue radici nella più che trentennale esperienza dell’Arma (sì, secondo loro abbiamo giocato a freccette per 200 ANNI) maturata con i suoi Nuclei Operativi Ecologici.”
Riassumendo:
7000 forestali (200 anni di storia) affondano le radici nei 30 anni di istituzione del NOE (400 persone).
Magnifici.
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