UOMINI E GAMBE Giu Grass – Riciclo dei forestali costaaa

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Costantino Saporito – Noooo… non posso credere!!!
Ditemi che almeno con 50 milioni di euro, per la sola manutenzione nel 2018, non è vero che abbiate confuso colori e scritte!
Nel 2016 per 2,5 milioni di euro almeno i colori erano ok!
Capisco che la mafia deve mangiare ma almeno il decoro!

Mirko Milanesi – Per praticità di numerazione delle marche elicotteri, agli elicotteri fu-Forestali è stato aggiunto l’1 (inteso come 100) davanti alla vecchia marca Cfs.
Quindi esiste il VF 115 (ex CFS 15) , il 116, il 122 ecc… ecc…
Gli elicotteri con decine 10 e 20 son Ab206, con 50/60/70 son Ab412series, con 80 son A109 series….. con le centinaia decisero di marcare i 412 verdi.
Erikcson invece hanno marche Enac (I-xxxx). . hanno una gestione mista….in parte da colleghi dedicati a quella linea (che la gestivano prima in forestale), in parte da privati Skycrane Italia+Sima mi sembra.
La macchina a gestione diretta è a Napoli quest’ estate…..le altre non ricordo…l’anno scorso giravano spesso in base alle zone di crisi Aib (un pilota civile è fratello di un pilota con cui lavoro) …ed effettivamente 50mln come cifra continua a non tornare.
A parte che la gara d’appalto A.R.S. è pilotata su elicotteri privati di tipo leggero ( ecureil 350b3 a giudicare dal peso max decollo)…..una gara con elicotteri medio/pesanti avrebbe cifre più alte, ma in questo caso certo siamo nell’ ordine di 2,5mln (un ventesimo) E secondo; non stiamo parlando di VF…il post comparativo passato/presente, a mio parere non ha ne arte parte.
Se poi 50 mln nel bilancio spese Sicilia si vanno a trovare in cose strane, o spese pazze…credo che sia verificabile con un po’ di pazienza…i bilanci pubblici-sono pubblici.

Claudio de Angelis – Premesso che io litigo con la DCEM e UCSA un giorno si è l’altro pure perché non comprendo per quale motivo dovrei gestire il reparto volo di Roma non capendo nulla (quasi) di elicotteri, adesso il Centro Aviazione è nelle mani di un pilota vero, peraltro ex forestale, e di specialisti del mestiere ce ne sono diversi.
Semmai mi sorgono dubbi sui nostri piloti e sul modo in cui li reclutiamo ma questo è un altro discorso e non è questo il posto adatto per discuterne.
Sui 50 milioni di cui si parla non ho idea a quali fondi ci si stia riferendo. Mi ricorda la polemica sui 49 milioni della lega di cui tutti parlano in modo avventato.
Il corpo ha 80 milioni l’anno per gestire TUTTA la flotta aerea nazionale (ereditati dal DPC insieme ai canadair) con cui si paga la ditta per i 19 aerei e i 4 S64 e le attività AIB di TUTTI gli aeromobili dello stato. Che ne siano stati impegnati 50 nella sola Sicilia in un mese è una fantasia …
Forse ci si riferisce ad altro …
(Ps. L’intera campagna AIB della regione Lazio costa 5 milioni tutto compreso (volontari, elicotteri, noi, la soup etc). Di Erikson non ne abbiamo in Sardegna. Purtroppo .
“Drago 118”: UCSA ha ritenuto uno spreco riverniciarli (costa un botto). Sarà fatto nel corso della ispezione periodica che già prevede la sverniciatura totale dell’aeromobile. Per una volta che ci azzeccano ci mettiamo a questionare?

Monia Guadagnoli – Ah… peccato… il gioco dei colori m’era piaciuto parecchio.

Carmelo Guarnieri Labarile – Costa da 140 a 160 mila euro ad elicottero il solo cambio di colori.
Sembra strano, ma è vero.
La questione è ben altra: quest’anno, con 50 milioni, la regione Sicilia sta ricevendo lo stesso identico servizio che, fino al 2016, il Corpo forestale dello Stato garantiva con 2,5 milioni di euro.
Il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, essendosi messo sotto COAU, è l’ultimo ad essere chiamato e tecnicamente è chiamato fuori dal contesto di utilità.
Chi gestisce l’Emergenza, l’UCSA e la Socav non ha assolutamente nessuna cognizione del mondo aeronautico.
Si accontenta di una qualsivoglia spilletta e del fatto di sbandierare di essere un inutile e pericolosa autorità aeronautica.
Nei comunicati specialistici di USB è tutto ben spiegato. Gli equipaggi volo del Vigili del fuoco NON SONO ASSICURATI. Succede anche questo quando si è autorità aeronautica.

Ciro Carlucci – Tieni presente che hanno dovuto per prima cosa togliere le scritte corpo forestale dello stato. Poi hanno dovuto dipingere di nero il muso e poi scrivere vigili del fuoco. Ce n’è di lavoro da fare. 140/160 mila euro? Avete presente la scena del film ” tre uomini e una gamba?”

Alberto Berti – Quando bruciò il Circeo e tutto il personale della Scuola di Sabaudia era alle prese con le operazioni, salendo dal lato del faro, la sera alla scuola era un fermento di familiari che si mossero all’unisono per allestire e portare cibo e bevande. Andammo per negozi di alimentari e pizzerie per prendere ogni panino o pizza disponibile e poi a confezionare panini nella cucina, aggiungendo quanto trovavamo nella dispensa. Poi la notte arrivò altro personale da Cittaducale con papà e tutti lavorarono per ore ed ore sino alla tarda mattinata successiva, quando i primi incominciarono a scendere, sfiniti e sporchi che era difficile riconoscerne alcuni. Non c’era differenza di grado o anzianità, chi poteva era al lavoro per avere ragione dell’incendio. In tanti ragazzi come me, figli o parenti eravamo staffette per ogni esigenza, con auto o moto, contribuendo come meglio potevamo per andare a comprare le batterie per le radio, per riempire le taniche dell’acqua, per andare a prendere la miscela delle motoseghe e degli atomizzatori mentre madri e mogli assistevano i più malconci che erano scesi dopo oltre 12 ore di lavoro. Nel pomeriggio cominciò un ulteriore avvicendamento e iniziarono a scendere quelli arrivati da Cittaducale, mentre altri salivano a dare il cambio per completare il lavoro e che aveva avuto un esito che volgeva al termine. Arrivò una Fiat 128 blu targata EI con autista ed un colonnello dei Carabinieri nella sua divisa cachi, scarpe marroni lucide, inappuntabile ed altero nella sua funzione di Ufficiale più alto in grado tra gli altri Carabinieri sul posto che si occupavano di viabilità. Si avvicinò a papà che era anche lui stato su insieme agli altri Ufficiali delle Scuole presenti, presentandosi e complimentandosi per la prestanza ed il lavoro di tutti ed intorno c’erano tanti che ascoltavano raccolti nel poco spazio disponibile tra i mezzi raccolti alla meglio nel parcheggio. ” Bravi i suoi Forestali, si vede che è gente che nel bosco ci sa lavorare, grandi capacità fisiche etc. etc.” Tra il personale che era arrivato da Cittaducale c’era Agostinis Giuseppe, un Friulano dell’alta Carnia, alto, mani grandi e callose, di quelli che era sempre in prima fila ovunque occorresse, tra una imprecazione ed un’altra capace di lavorare per ore con una motosega da 70 con una mano sola, una vera forza di sfondamento ed un grande amico se lo si sapeva prendere. Si avvicinò al Colonnello e dall’alto di quasi 20 cm in più di statura ” Colonnello, questa non è mica la nostra stessa divisa …” e gli prese il bavero della giacca lasciandogli una vistosa traccia di polvere e sudore senza che nessuno potesse intervenire tanto fu imprevisto ed imprevedibile. Poi si girò e si allontanò smoccolando in fiulano. Il Colonnello, cercò di spolverare il bavero impiastrato, disse ancora qualche parola e dopo un saluto militare agli ufficiali CFS presenti risalì in macchina e se ne andò. A questo punto Agostinis si avvicinò di nuovo e nel suo linguaggio colorito ed irruento, accennò ad una giustificazione perché si sentiva preso per i fondelli da tanti complimenti e la cosa finì li tra uomini uniti da quelle divise orrendamente provate dal lavoro dei Forestali per i quali il protocollo era presente, ma non essenziale quando non serviva. E tutto ricominciò sino alla definitiva chiusura delle operazioni di bonifica.
Eppure bastavano pochi Forestali per aver ragione di incendi anche di dimensioni notevoli. E non c’erano elicotteri nè Canadair, con comunicazioni radio a volte precarie o inesistenti, l’addestramento, la tecnica e la conoscenza del territorio permetteva di avere quella marcia in più che era decisiva. A volte, anche per giorni, ogni Forestale combatteva la sua battaglia personale contro il fuoco consapevole dei rischi ma anche di quanto fosse importante ogni metro quadro sottratto alle fiamme per l’ecosistema.

Mario Di Gregorio – Quelle pompe a spalla, venivano utilizzate, oltre che per i piccoli focolai anche per la bonifica che di norma veniva effettuata di notte, per vedere meglio i tizzoni ardenti. Con tutto il rispetto per i VVF , l’anno scorso tanti incendi sono andati avanti anche 15 giorni in quanto la bonifica veniva fatta di giorno, credendo che l’incendio fosse stato domato.

Francesco Silvano – C’era il flagello, la roncola e il controfuoco!!

Francesco De Vito – io portavo sempre una roncola dietro con operai della comunità Montana scelti da noi quindi lavoratori instancabili..

Ezio Gianmoena – Ho spento tanti di quegli incendi che non vi dico, ho coordinato lo spegnimento di altrettanti ed infine coordinavo il Canadair precipitato in loc. “Montemoro” Savona. Ma allora si lavorava con l’intento di salvare il verde nostro amico e la fatica si sentiva meno.

Giuseppe Iorio – Quell’anno ricordo che facemmo tutta la ripulitura lungo i margini della foresta e inoltre una fascia tagliafuoco proprio sul monte Circeo. Ci presero per matti e andammo a finire sui giornali. Poi di lì a poco ci fu un violento incendio e grazie al lavoro fatto i danni furono notevolmente contenuti. Quindi fummo riabilitati dalla stampa che apprezzarono la professionalità e la competenza del Com.te BERTI.

Antonio Nizzi – 1966 – agli ordini del Dr. Ortese – solo con mezzi di fortuna spegnemmo un vasto incendio a Sezze –
Tutti facevano il proprio dovere senza lamentele –

Bernardo Donfrancesco – …..e senza vertenze sindacali

Agosto 1976 moriva Nino, durante lo spegnimento di un immenso rogo scoppiato nelle montagne circostanti Villacidro, in località “Tuviois” Ora ricordatelo a Giletti Massimo o agli altri come lui che si riempiono la bocca e sparano stupidaggini in merito gli operai forestali.
Onore a queste persone che da sempre e con umiltà, anche se troppo spesso bistrattati, sono coloro che hanno permesso vi siano le nostre foreste insieme agli appartenenti al Corpo Forestale dello Stato o delle regioni a statuto speciale.

 

  

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