PROSPETTIVE

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Roberto Marchesini – Pur non sapendo nulla della condizione animale, nei suoi aspetti generali e nei caratteri delle diverse specie, gli umanisti pontificano che “l’uomo o la condizione umana si differenzia dagli animali…” e giù spropositi tesi a elevare la nostra specie e le sue magnifiche sorti e progressive. L’umanismo è niente più che una tautologia che nel suo partire da premesse sbagliate formula infinite circolarità senza fondamenti. E ha così immensamente riempito la cultura di fesserie che è quasi impossibile emergere dal suo mare di falsità.
Ma la questione ecologica, per dire, temi come l’ambiente, la difesa del territorio, l’attenzione per la salvaguardia della biodiversità, l’educazione alla sostenibilità, le proposte per migliorare la compatibilità… insomma queste bagattelle ce le siamo dimenticate? Forse per ritrovarle dobbiamo andare in un negozio nostalgia anni ‘80?

Marco Verdone – Questo vitello ha pochi giorni di vita. È legato al muro con una corda al collo proprio di fronte alla sua mamma. Non si possono toccare, non lo può leccare, non lo può allattare. Lui muggisce e non capisce. Lei è inchiodata alla posta e al ciclo della gravidanza/lattazione. Tutti indifferenti. Tutti inconsapevoli. Tutti zitti. Tutti complici. Tutto normale. Tutto a norma. Ma tutto ci dice che un altro Mondo è non solo possibile ma necessario.
Claudia Fiorani – Sono stata in un allevamento bio e ho visto proprio questa scena. Agghiacciante…sono stata male per giorni. Vorrei che la gente vedesse coi propri occhi che gli allevamenti buoni non esistono, non possono esistere.

Giorgio Paesani – Quando una madre guarda il suo cucciolo il tempo si ferma, a qualsiasi specie appartenga. E’ l’energia della Terra, credo, che momentaneamente si invortica. Tutti apparteniamo a quell’energia, e se qualcuno vuole tacciarmi di blasfemia perchè paragono una madre umana ad uno smergo maggiore femmina faccia pure, poi, pensi alla sua mamma, chiuda gli occhi e provi ad ascoltare. Io la sento, e tu?
Vietare l’utilizzo di richiami di cattura senza vietare l’utilizzo di qualsiasi richiamo vivo è stato, come si voleva che fosse, un formidabile impulso al traffico illecito! Basterebbe verificare i permessi di detenzione per scoprire gente che detiene tordi vecchi di 20anni, allodole di 30 eccetera. A dare una mano ulteriore ci hanno pensato le Regioni imponendo sistemi di marcatura (fascette da elettricista) che sono tutto tranne che inamovibili. Gli anelli inamovibili esistono e sono usati da decenni dagli allevatori, perchè per gli uccelli allevati a fine di richiamo si usano fascette che si aprono con uno spillo e dopo un anno diventano illeggibili al controllo?

Stefano Capobianco – Secondo me la caccia va ancora di moda eccome. Solo che non essendoci più controlli sul territorio diciamo che non sta andando più di moda la caccia regolare. Perchè spendere tanti soldi per la licenza se poi con uno scarabocchio i due compagni di merenda Renzi-Madia ha tolto di mezzo Corpo Forestale dello Stato e Polizia provinciale?

Massimo – Davvero uno spettacolo magnifico quello a cui, assieme ad un amico, ho avuto la fortuna e il privilegio di assistere! Da lontano, attraverso un binocolo, ti accorgi quasi subito che quella macchia chiara, con quattro macchie più piccole e scure attorno, non può essere un camoscio; con l’emozione in gola monti velocemente il cannocchiale sul cavalletto e inquadri nuovamente quella macchia…è lei, nessuno dubbio, mamma orsa con i suoi cuccioli! Da quel momento, da grande distanza (circa 1 km), la osservi mentre si muove lentamente in quel paesaggio reso ancora più bello dallo loro presenza, mentre mangia erba quasi come se fosse un cervo, mentre si riposa controllando i suoi cuccioli lì vicino che esplorano e giocano e infine la vedi che si ferma nuovamente, si sdraia e quindi, attraverso i 60 ingrandimenti del cannocchiale, vedi i 4 orsetti affamati che si buttano sui capezzoli in cerca di latte… uno spettacolo che quasi ti stordisce… è il segnale che è giunto il momento, per noi umani, di ritornare a valle e lasciare gli orsi alla loro montagna!
Come ho detto quel giorno al mio fortunato compagno di avventura: “non so se esiste un Dio, ma oggi io il divino l’ho riconosciuto in ciò che ho avuto la fortuna di vedere!”

Enzo Suma – Avete mai visto una lucciola da vicino? Se siete miei coetanei è un po’ difficile. Ormai sono sempre meno e di questo dobbiamo ringraziare un trentennio di cultura dei pesticidi, insetticidi e lumachicidi che hanno ridotto enormemente il numero di questi spettacolari insetti. Una lucciola femmina incontrata ieri. Si illumina in questo periodo della riproduzione nella speranza di incontrare il suo partner. Sarà riuscita nel suo intento di conservare la specie? La vedo dura per lei. Tra i pochi posti nel mio territorio di Ostuni dove ho incontrato le lucciole segnalo l’area della Masseria Lamasanta. Naturalisticamente un posto da favola, non a caso luogo di riproduzione di tante altre specie a rischio estinzione.

Massimo Davighi – A forza di distruggere foreste, boschi, alberi, il clima del pianeta Terra sta collassando. Un’esagerazione? Può darsi, ma basta sapere che sono state le piante a creare lo strato di atmosfera, in milioni di anni, che rende vivibile questo pianeta a tutti gli altri esseri viventi, uomo compreso, e che, sempre le piante, sono l’elemento di stabilizzazione del clima grazie alla traspirazione e alla fotosintesi clorofilliana di cui sono artefici. Ma la miopia umana, legata ad un’errata evoluzione sociale improntata allo sfruttamento distruttivo delle risorse, sta letteralmente cancellando la vita su questo pianeta. Bisogna imparare a voler bene alle piante, all’ambiente e alla natura tutta, altrimenti le conseguenze non potranno che peggiorare.

Giovanni Damiani – La centrale ENEL del Mercure (Calabria, Pollino) nel 2016 ha ricavato 11 milioni dalla vendita dell’elettricità e 39 milioni dagli incentivi statali che noi vediamo applicati, senza scampo, dalle nostre bollette (22,5% va alla green economy cosiddetta). Quindi ci costringono a finanziare la distruzione delle foreste e la rendita parassitaria di quattro capitalisti.

Pierluigi Ciamarra – Alcune delle fonti di energia rinnovabili sono disastrose per l’ambiente e per il paesaggio (leggi biomasse, per l’appunto, eolico e fotovoltaico nei campi, ecc.) Il risparmio e l’efficientamento energetico sono alcune valide soluzioni per far fronte al problema del surriscaldamento del Pianeta e del relativo abbattimento della CO2 (poi, paradossalmente si radono al suolo boschi e foreste) che sono, probabilmente, falsi problemi, solo in minima parte dovuti all’attività antropica, come eminenti scienziati cercano di dimostrare contro i luoghi comuni prevalsi nel Protocollo di Kyoto.

Mauro Malossini – Bella idea ! La fabbrica del pellet a km 0 .. Intelligenza zero di gente stupida, “quando avrete tagliato l’ultimo albero, inquinato le acque e pescato l’ultimo pesce, quando l’aria sarà talmente inquinata e priva di ossigeno da far fatica a respirare,quei cervelloni che propongono queste idee e la gente che gli da ascolto si renderà conto che il denaro non può darci ne la salute ne la qualità della vita ne il futuro, l’unica cosa per salvarci è tutelare l’ambiente e le foreste”.

Alberto Berti – Come ogni anno la campagna Antiincendio è a pieno regime tutto è pronto per rispondere alle esigenze del territorio. Ho l’onore di essere il pilota dell’elicottero che è di base all’isola d’Elba e che si occupa in prima istanza delle altre isole vicine dell’arcipelago toscano, Montecristo, Pianosa, Capraia. I primi giorni di apertura della base sono piuttosto intensi per l’esigenza di allestire tutto il materiale di supporto tecnico, le carte che in Italia non mancano mai, incontrare vari responsabili locali dei servizi con i quali ci interfacciamo. Le meraviglie dell’isola si mescolano ai ricordi più o meno recenti delle tantissime volte che sono venuto qui, mai per vacanza, ma sempre legati ad episodi di lavoro con il Corpo Forestale dello Stato o con la Regione Toscana, sempre e comunque per il bene del territorio o per recuperare situazioni in cui il territorio era stato devastato dal fuoco o dalle conseguenze dirette di ciò. Sarà un’altra estate impegnativa e sarà la seconda estate senza il Corpo Forestale nella sua vera essenza, quelle figure amiche che dall’alto individuavo subito perchè sempre nel posto giusto al momento dell’intervento, rassicuranti per i dettagli che ti fornivano, e che ti caricavano di entusiasmo quando concordavamo le strategie da mettere in atto. Forse è anche la voce del sangue che parla, ma anche se ci sono altre persone che danno il meglio di se, resta un vuoto ancor più marcato a vedere alcuni di quelli che erano parte attiva, lì confinati a terra a verbalizzare l’evento e non esserne parte integrante come sapevano fare e meglio di tanti. E non riuscendo a nascondere la vena polemica che è una delle mie caratteristiche torno a chiedermi perchè in Italia abbiamo dovuto subire le imposizioni di un manipolo di politicanti da strada che hanno distrutto la vera essenza della protezione della nostra bellissima terra!

Antonio Di Lizia – Solo 2 piloti a bordo, nessun tecnico ad indicare l’altezza, se è pieno, se è vuoto, a dire abbassa, alza, a destra, a sinistra… così ci vuole una quaresima ad ogni carico d’acqua…Solo tanta esperienza e dedizione al compito assegnato, questo è il personale del Corpo Forestale dello Stato… Gli altri, tutti, anche se con elicotteri più “semplici”, possono solo cercare di copiare!
Sono tante chiacchiere che non porteranno a nulla. Per anni s’è parlato di videosorveglianza e uso di droni o addirittura di satelliti. Mi ricordo che io stesso accompagnai l’allora capo della divisione XII, cioè il capo del servizio che si occupava, tra l’altro, del servizio antincendi e del servizio aereo del CFS, a telespazio proprio per testare il progetto dell’utilizzo dei satelliti. Nulla di fatto. Troppi ritardi, troppo complicato. Quel che serve è la esclusiva presenza di personale addestrato e pronto ad intervenire nel più breve tempo possibile con il supporto delle squadre di protezione civile che ogni comune dovrebbe avere. Il Corpo Forestale dello Stato aveva TUTTO ed era addestrato. La qualifica di DOS è una scusa. Una qualifica inventata sulla scorta della richiesta, da parte del COAU, di avere personale abilitato a dialogare con i mezzi aerei. La differenza la faceva e la potrebbe fare tutt’oggi, la conoscenza del mondo forestale, delle specie vegetali e quant’altro insieme alla conoscenza del territorio e dei suoi abitanti. E anche in questo caso il Corpo Forestale dello Stato aveva TUTTO. Quest’anno se potremmo dire che tutto sarà andato bene lo faremo solo ed esclusivamente grazie alle previste piogge. Non di certo grazie alla riforma Madia. Riforma che è costata non solo i 22 milioni di euro per gli incendi ma anche in termini di ulteriori spese per ristrutturazioni, cambio livree, aggiornamenti e corsi di formazione inutili se non per il cambio casacche, manutenzione e aggiornamento elicotteri e tanto altro… Mi piacerebbe che il mio pensiero raggiungesse il Ministro e tutti i relatori della conferenza… ma più di tutto sarebbe un grande colui o colei che ha il coraggio di dire basta, annulliamo questa riforma che a nulla è servita se non a spendere soldi, disperdere professionalità e distruggere famiglie e sogni. Manca il coraggio e più di tutto il coraggio di dire basta alla riforma Madia e basta a questa farsa in cui si vede l’arma contrapposta al Corpo Forestale dello Stato come fosse vero che c’è stato un miglioramento del servizio reso. È proprio il coraggio che più di tutto manca.

Maurizio Cattoi – Si comincia a parlare di incendi e di prevenzione. Bene. Ma è già plastica la visione purtroppo frazionata, frammentata e settoriale che non vede a questo tavolo i vigili del fuoco. Ai tempi della Forestale c’era una unica, forte e professionale risposta alla complessità dei problemi che oggi sembrano giganteschi!!! È ora di avere il coraggio intellettuale e morale di riconoscere le criticità presenti e future per rifondare una competente ed efficace corpo di pubblica sicurezza ambientale in sinergia con i vigili del fuoco.

Giovanni Carucci – Mi auguro che non sia la solita propaganda di facciata..dare ancora credito ad una riforma scellerata che ha allungato di molto i tempi di intervento sugli incendi, con le conseguenze che tutto ciò ha comportato, non è normale.. mi auguro che non si verifichi il disastro dello scorso anno, perché a quel punto sarei curioso di sapere a chi o cosa daranno la colpa..

Giorgio Iorio – Infatti !!! ..intelligence….?? Se il DOS parte da Perugia e arriva sull’incendio 1ora e mezza dopo la chiamata, sai quanta intelligence ci vuole…?

Valter Reali – Il dos o è il FORESTALE (o personale altrettanto preparato) del posto o non è….lo capisce pure un bambino!!!

Mario Rico – La conoscenza del territorio e’ fondamentale. E quella oggettivamente la può avere solo il Forestale.

 

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