ORCHI ED ELFI

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Alberta Magara Postorino – Io conoscevo uno che abitava a Monghidoro….disse che un vecchio lupo era entrato nel suo recinto….mise un laccio. Qualcuno evidentemente “fece la spia”e si presentarono da lui 2 guardie forestali. Con strafottenza, mostrò alle guardie le orecchie del lupo che,a suo dire, l’animale aveva “lasciato attaccate alla rete di recinzione” mentre scappava , spaventato dal suo cane….I forestali non poterono fare nulla. Io avrei voluto attaccare le palle si quest’ “uomo” alla medesima recinzione e poi dire ai carabinieri, che il “signore” in questione le aveva lasciate attaccate alla rete mentre scappava. Ma mi avrebbero sicuramente arrestata.

Davide Celli – Un lupo e stato ucciso a Loiano, un ridente paesino dell’Appennino Bolognese. Un proiettile gli ha attraversato il cuore. Ci tengo a ricordare che fatti simili non rappresentano una novità. Due anni fa un lupo fu trovato impiccato a Qualto, una frazione del Comune di San Benedetto Val di Sambro. L’episodio in questione in prima battuta fu coperto e si continuò a sostenere che il lupo era morto per cause da accertare fino a quando non incominciarono a girare su Facebook le fotografie di questa povera bestia ammazzata e appesa ad un ramo. Di fronte all’evidenza ci furono persino dei sedicenti amici dei lupi che per inspiegabili motivi tentarono di mitigare l’accaduto dicendo che il lupo era stato impiccato da morto e che comunque era affetto dalla rogna e sarebbe morto comunque. Ma che differenza potrà mai fare se è stato impiccato da vivo o da morto? Il messaggio arriva forte e chiaro: “il lupo è stato giustiziato!!!” Anche in guerra, quando si vuol mandare un segnale, s’impiccano sulle piazze prigionieri che sono morti fucilati. La spettacolarizzazione di un’esecuzione è parte integrante della propaganda militare in zone di guerra. Questo per dire che anche questo caso cadrà molto probabilmente nel dimenticatoio, dato che, a oggi, nessuno ha mai reso nota l’autopsia del lupo impiccato a Qualto. E dire che, (come nel caso del lupo ucciso e appeso ad una fermata dell’autobus nel Riminese) si sa sempre di chi si tratta. Io stesso, anni fa, andai ad una festa, proprio a Loiano, e fra i presenti (quasi tutti a favore di orsi e lupi) c’era un vecchio che disse a più riprese che lui se ne fregava della legge di protezione dei lupi: “se entrano nel mio podere sparo e poi butto la carcassa da qualche parte a marcire”. Ero stato invitato da un’amica che mi aveva presentato al pubblico come una brava persona prima di farmi svolgere l’ennesima conferenza, e quindi non lo presi per il bavero per poi cacciarlo fuori a calci nel culo come del resto mi è capitato di fare in altre circostanze semplicemente strinsi i pugni sotto il tavolo per scaricare la rabbia. Questo per dire che chi ammazza gli animali, nei piccoli paesi, quasi sempre se ne vanta al bar, sanno tutti di chi si tratta, ma nessuno gli va mai a frugare in casa. Conto sul Sindaco di Loiano che mi pare una brava persona, staremo a vedere se andrà diversamente da come sono andate le cose a Qualto. Per il resto non c’è niente da fare, fino a quando non ci organizzeremo come movimento politico, orde di brutte persone, dalle mani sporche di sangue, votate ai più biechi crimini contro gli animali, resteranno impunite continuando ad agire nell’ombra.
Si possono indire petizioni, lanciare appelli, manifestare, ma fino a quando non ci saremo noi all’interno della stanza dei bottoni vinceranno sempre i cattivi. Quelli che avvelenano, sparano, uccidono.

Alessandro Di Rienzo – Politica di gestione del randagismo inesistente o inadeguata. Piacerebbe a tutti (più o meno) di vederli sempre liberi ma non siamo in un romanzo di fantasia, la realtà dice che cani randagi portano problemi che la gente poi risolve in modo drastico. Quando non muoiono già di loro per incidenti, malattie e fame. Il sindaco è responsabile di ogni animale che vive nel suo territorio di competenza e lo è per quanto riguarda il fenomeno del randagismo, della sua gestione e quindi deve rispondere delle inadempienze. Cara signora Francesca Valenti – sindaco di Sciacca, mi spiace ma Lei adesso ha sulla coscienza tutte queste vittime innocenti, se non è in grado di assolvere i compiti che Le impone il Suo ruolo istituzionale, si dimetta e lasci il posto a qualcuno più competente e responsabile. Parla di tutelare l’immagine della Sua città, invece avrebbe dovuto tutelare quegli animali. Forse è più attenta a salvare le apparenze che alla vita di decine di cani. Quindi adesso, invece di versare lacrime di coccodrillo, faccia qualcosa per salvare almeno chi è rimasto vivo, se non vuole altre vittime sulla coscienza. Grazie.

Fabio Dolia – Una vera FOLLIA!!!!La settimana prossima il governo approverà la legge DISTRUGGI-BOSCHI, e la spaccia per forma di tutela!
Ecco cosa prevede:
1) TURNI DI TAGLIO COSTANTI: nessuna cura del bosco in quanto ecosistema e habitat di milioni di animali, ma solo quale fonte di redito per il legname
2) POSSIBILITA’ DI CREARE STRADE E PISTE TEMPORANEE: con la scusa della prevenzione degli incendio, si garantisce un più facile accesso ai mezzi per il prelievo di legname
3) RIDEFINIZIONE DI “AREA BOSCHIVA”: ho il sospetto che l’esclusione di tartufaie, castagneti, noccioleti e altre aree “produttive” dalla definizione di boschi possa limitare l’efficacia dei divieti di caccia, ad esempio dopo gli incendi, nelle aree boschive
4) TRASFORMAZIONE DELLE AREE BOSCATE IN ALTRA DESTINAZIONE D’USO, in cambio dell’obbligo di MONETIZZAZIONE!!! In pratica, chi paga, potrà disboscare… ASSURDO!!!
5) SOSTITUZIONE DELLA GESTIONE DELLE SUPERFICI PRIVATE: se un proprietario SCEGLIE di non SFRUTTARE i boschi nel proprio terreno, se li vedrà sottrarre a favore di imprese o consorzi che li utilizzeranno in sua vece (anche in disaccordo sui lavori da eseguire)!
Queste le parole del relatore, (dis)onorevole Enrico Borghi: “Il bosco torna ad avere un PIENO VALORE, patrimonio non più da contemplare, ma da GESTIRE efficacemente”.
Ancora una volta ci autonominiamo PADRONI della Terra, riducendo l’ambiente a mero aspetto economico. Infatti ad esultare sono proprio gli imprenditori: “avremo più materie prime e si creeranno migliaia di posti di lavoro”
Il cancro umano è ormai inarrestabile.

Enzo Dionisi – Immagini della morte della bandiera della Forestale, atto indegno vergognoso fatto da gente presuntuosa, le bandiere si conquistano sul campo di battaglia no con lerce manovre da sottobosco governativo, penso che il generale che ha preteso che gli venisse consegnata la bandiera ha fatto un atto abominevole, il pseudo forestale rappresentato nelle immagini spero che non sia uno dei veri forestali altrimenti andrebbe preso a calci nel culo, come si permette di consegnare un bandiera senza l’approvazione di tutti, soprattutto quelli come me che hanno indossato la divisa per quarantanni, quella è una bandiera che appartiene a tutti noi a singole persone, è il simbolo del nostro lavoro della nostra dedizione e rappresenta sopratutto quelli che sono morti in servizio,vergognatevi, meriterete tutti di essere presi a calci nel fondo schiena. Abile mossa Renziana: eliminiamo il simbolo così si vanificano tutte le richieste di giustizia che sono state fatte, ormai sono morti. Vergogna vergogna vergogna vergogna se avete un po’ di pudore andatevi a nascondere.

 Dario Rapino – Quasi un’intera giornata di lavoro per ottenere questo unico scatto di un animale rarissimo da avvistare: la Martora. Una lunga scarpinata per arrivare sul posto, preparare tutto, fare prove e controprove, tornare indietro, arrivare a casa ed accorgersi di aver dimenticato di accendere il sensore rifai tutto il percorso che è quasi notte, ti metti a letto distrutto scrutando il cielo e pregare che non piova prima delle otto del giorno dopo, per avere il tempo di recuperare il tutto, perchè non vada distrutto dall’acqua… Scorrere gli scatti: solo tre in un’intera notte, l’ultimo è quello giusto. Voi come vi sentireste? Al settimo cielo, risposta esatta. Perchè il bosco è la mia casa ed ogni animale che vi alberga mio fratello. Proprio così.

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