CONTRAFFAZIONI

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Un carabiniere in pensione – 2014/2016 è stato il periodo più brutto nei 46 anni di servizio. Quando è sorto il caso Consip i veri Carabinieri pensavano (pensavamo) ad un cambio vertice volontario, ovvero le dimissioni del Gen Del Sette per permettere sia alla magistratura che allo stesso interessato di poter lavorare bene e nel contempo salvaguardare l’immagine dell’Arma nel contesto nazionale: sarebbe stata la soluzione migliore e meno dolorosa per tutti. Invece no. Lui è rimasto al suo posto, fregandosene di tutti.
In quel momento personalmente l’ho sfiduciato pur dovendo fare bella faccia a cattivo gioco. Un bel giorno è venuto al Provinciale di Brescia in visita ed io ero Comandante Interinale di Compagnia: è stata la prima volta in tutta la mia, carriera che ho fatto fatica a portare alla visiera la mano destra in segno di saluto perché avevo avanti a me non un Ufficiale dei Carabinieri, il Comandante Generale in persona, ma un individuo codardo, presuntuoso, protagonista, vendicativo vestito da ufficiale dei carabinieri che sotto tali vesti ha umiliato un Corpo di Polizia invidiato nel modo reo di non essersi attenuto, quarant’anni prima, a dar corso a degli ordini che avrebbero sconvolto la giovane repubblica italiana, e che, per tenersi buono il personale, elargisce assegni con belle cifre per il benessere del .personale che non si accorge che nello stesso tempo, tramite la complicità della Rappresentanza Militare, viene pugnalato alle spalle.
Sono sempre più convinto che la politica/partitica è anche lei vittima del disegno perverso posto in essere dal gen Del Sette. Spero per i colleghi in servizio, per quei giovani che credono nell’Arma e che vogliono entrare nei suoi ranghi e per tutta la collettività che crede ancora nell’istituzione che il successore sia uno come quegli Ufficiali che ho avuto l’onore di conoscere, di essere alle loro dipendenze e di aver apprezzato il loro spessore umano: prima uomini e poi ufficiali, schivi alle dispute di palazzo ed abili a non cascare nella trappola del protagonismo. Ce ne sono ancora in giro, basta solo avere l’umiltà ed il coraggio di scovarli. Io devo ringraziare tutti quei colleghi di ogni ordine, e grado, in servizio e a riposo, anziani e giovani, conosciuti lungo il mio cammino, che mi hanno fatto conoscere la figura sana dell’uomo in uniforme

——— Original Message ——–
Da: “BERNARDO DANIELE” <daniele.bernardo@giustizia.it>
To: comitatoforestaforesta@gmail.com
Cc: “Circelli Leonardo” <leonardo.circelli@giustizia.it>
Oggetto: D. Lgs. 177/2016 – problematiche art. 18, co. 5
Data: 14/09/16 20:24
Gentilissima dottoressa Giordanelli,
con riferimento alla normativa indicata in oggetto, mi permetto, d’accordo con il Capo Segreteria, dott. Leonardo Circelli, di trasmetterLe i testi e i link ove poter scaricare lo schema di Decreto approvato in Consiglio dei Ministri, i pareri resi dalle Commissioni Parlamentari competenti e il testo del Decreto uscito ieri in G.U.:

– Schema di Decreto  http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/976359.pdf
– Decreto in G.U.  http://www.gazzettaufficiale.it/…/stampa/serie_g…/originario

Con specifico riguardo alla questione degli obblighi di polizia giudiziaria e dei doveri connessi con la dipendenza gerarchica, stiamo ulteriormente approfondendo la problematica. Tuttavia, come da Lei opportunamente segnalato, preme comunque rilevare che una norma del tutto analoga, quella contenuta nell’art. 237 del Testo Unico sull’Ordinamento Militare, è pienamente vigente a far data dal 9 ottobre 2010, limitatamente all’Arma dei Carabinieri, senza che questo fatto abbia inciso sulla correttezza e la terzietà delle indagini avviate da sei anni a questa parte. Riteniamo, infatti, che un’interpretazione opportunamente orientata e coordinata con le attuali disposizioni del codice di Procedura Penale spinga a ritenere che le paventate istruzioni dei vertici delle Forze di Polizia non abbiano valore giudiziario-investigativo ma meramente statistico-organizzativo, come peraltro precisato dal Legislatore nel medesimo articolo del Decreto n. 177.

Cortese dott. Bernardo,
La ringrazio per la Sua solerte disponibilità. Tutti noi cittadini ora costituiti in Comitato ForestaForesta, avendo attenzionato fin dal 9 luglio 2014 l’allora DDL Madìa, abbiamo sempre immediatamente visionato tutta la documentazione relativa.
Quanto ci manca, come esplecitato al dott. Leonardo Circelli è il testo del DLgs approvato nel Consiglio dei Ministri del 28 luglio, che non può essere identico a quanto firmato e controfirmato dal Capo dello Stato e dal Guardiasigilli stante le correzioni apportate prima dal Ministero dell’economia e poi da Codesto Dicastero.
Non voglio dubitare che gli errori tecnici del testo fossero poco più che refusi, ma sarei confortata nell’acquisire una copia bollinata.
I nostri rappresentanti eletti in Parlamento non sono riusciti a reperirla.
Quanto al Legislatore mi sorprende l’esercitazione stilistica per cui, introducendo l’art.237 del TUOM, non lo cita testualmente, ma usa una perifrasi.
Statisticamente non ho strumenti per sapere se l’Arma dei Carabinieri sia mai venuta meno alla oggettività ed imparzialità dell’azione investigativo-giudiziaria e tuttavia se il Legislatore si sente in dovere di precisare e circoscrivere le finalità dell’applicazione del TUOM, c’è una qualche diffidenza e timore che se ne possano trascendere i limiti inficiando l’indipendenza della Magistratura. Mi sembra una deroga al CPP d’utilità superflua e di potenzialità pericolosa, che invece d’aggiornare la normativa allargando le garanzie offerte ai cittadini dalle Polizie civili, omologa tutte le PG alle prassi dettate dai vertici militari.
Grata dell’attenzione suscitata,
prof. Antonella Giordanelli

Massimo Mersecchi – Quello che è successo al Corpo Forestale dello Stato NON è STATA la più grande operazione di marchetting del renzismo ma il TRADIMENTO di una classe politica stolta e miope nei confronti dell’unica VERA forza di polizia ambientale che il mondo ci invidiava . Tutto il resto sono solamente vuote ed inutili vacue parole . La distanza tra Corpo Forestale dello Stato ed Arma dei Carabinieri è un abisso siderale , assolutamente incolmabile per totale diversità di lavoro e mentalità . Alle prossime elezioni votate con il cuore e con l’intelligenza che la GLORIOSA divisa FORESTALE ha forgiato in VOI. C’è ancora qualcuno che DESIDERA RIFONDARE il GLORIOSO Corpo Forestale dello Stato !

Alessandro Cerofolini – Abbiamo ragione. Non abbiamo fatto nulla di male. Il male lo hanno fatto a noi calpestando i nostri diritti, violentando la nostra dignità professionale e umana e violando il patto che avevamo fatto con lo Stato al momento del giuramento.
Dobbiamo riprenderci i nostri diritti. Dobbiamo ricostituire il nostro glorioso Corpo forestale dello Stato.
Dal 4 marzo 2018 in poi……

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