EFFETTO MADIA

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Furio Detti – Primi “effetti positivi” della Riforma Renzi sul CFS…
Chiamo il Comando Stazione dei Carabinieri Forestali di Castiglione dei Pepoli (BO) che dovrebbe essere competente per ispezioni e sopralluoghi ai fondi boschivi.
Risponde un messaggio registrato, ci sono solo di mercoledì mattina (su una settimana lavorativa!!!) e rinviano al 1515 per ogni richiesta.
Chiamo il 1515, un carabiniere, gentilissimo, mi risponde: solo che è della Toscana (io adesso sono in Toscana) si stupisce di come io abbia agganciato loro e non i colleghi emiliani; sciolgo l’arcano avvertendolo che sto chiamando da Pontedera. Comunque l’addetto mi dà, con formula dubitativa, un numero verde da chiamare…
Già sono tre passaggi.
Chiamo il numero verde e mi rispondono i Vigili del Fuoco di Bologna, che si occupano di prendere nota di chi sta bruciando stoppie e rami. Ma non gestiscono queste richieste. Gentilissimi pure loro, che mi rinviano al numero del Comando Stazione di Castiglione. Rispondo che ho avuto il loro numero verde proprio dai Carabinieri chiamati su indicazione dei Carabinieri Forestali di Castiglione via messaggio registrato; e che mi trovo in difficoltà se per rispettare le normative devo ridurmi anche solo per un contatto a fare i girotondi col telefono…Proveranno a chiamarmi per sapere chi chiamare.
Sulla gentilezza e cortesia nulla da dire, sulla tempestività e sulla facilità di contatti per esigenze… beh.
Secondo voi che futuro si prospetta per gli eco-delinquenti e per chi vorrà contattare velocemente qualcuno in difesa dei boschi e tutela del territorio?
Massimo Mersecchi – “Pluralitas non est ponenda sine necessitade” . Dico questo per sgomberare i dubbi che mi hanno portato a considerare la DISTRUZIONE del C.F.S. puramente un problema di finanza pubblica .
Il problema che ha scatenato ( a mio parere) la necessità di “DEFUNGERE” il Corpo Forestale dello Stato era quello che si trattava di un corpo tecnico specializzato e con funzioni di polizia NON “IMBRIGLIABILE” e NON sottoposto a controlli diversi che NON fossero quelli della Magistratura . PUNTO !
Il governo dello Stato Italiano era un elefante tormentato dai “ sorcetti “ forestali che ficcavano il naso nelle materie agro-alimentari , ambientali , di gestione del territorio , dell’inquinamento , della gestione della caccia , degli incendi boschivi , delle speculazioni edilizie e di mille altre amenità e che davano estremo fastidio ai potentati di turno . Come ora , da estremo fastidio che i RESTANTI Forestali girino impunemente a far rispettare la LEGGE nelle riserve delle regioni a statuto speciale rimaste -con la doverosa premessa che (anche) il C.F.R . (esempio) Friuli Venezia Giulia HA l’ attribuzione di P.S.- .
Bisogna anche considerare che l’unico corpo assolutamente affidabile per il funerale e che poteva essere museruola sicura era quello “nei secoli fedele”. Quindi , a meno di incredibili stravolgimenti politici ( che di cuore auspico) , anche i “RESTANTI” forestali ancora operanti RISCHIANO ! Non si tratta del RISPARMIO monetario prospettato , ma di MANO LIBERA nella gestione della natura in tutti i suoi aspetti . Meno rompi marroni che girano più possibilità hai di farti gli affari che più ti aggradano e SENZA CONTROLLI .
Mario Di Gregorio – Il Corpo Forestale dello Stato era un Corpo di Polizia con funzioni tecniche e non viceversa. Non confondiamolo con quelli delle Regioni a statuto speciale. Il Corpo tecnico era finito con il passaggio delle funzioni in materia forestale alle regioni. Da allora il CFS non faceva piu le martellate e le sistemazioni idraulico Forestali. La 121/1981 di riforma della vecchia Pubblica Sicurezza riconosceva il CFS come quinto Corpo di Polizia in Italia. Che poi si sia trascinato negli anni tra ambiguità varie è un’altro discorso che non possiamo affrontare in questo ambito!
 
Filippo Aldini – Il legislatore, quando ha stilato il provvedimento di assorbimento e di spacchettamento dei compiti e delle competenze del Corpo Forestale dello Stato, ha operato con leggerezza non avendo la conoscenza delle differenti particolarietà tra la Forestale e l’Arma.
Il legislatore non ha valutato le conseguenze giuridiche-amministrative conseguenti al passaggio degli immobili ( fabbricati e terreni classificati aree protette); non ha valutato l’operatività dei stabilimenti semi che per legge provvedono alla custodia dei semi, di svariate specie arboree destinati allo studio ed alla ricerca della biodiversità forestale ed al ripopolamento dei soprassuoli boschivi.
Non ha valutato, ad esempio, il futuro di tutta una serie di studi e ricerche poste in essere dalla Forestale sia a livello nazionale che internazionale attraverso il proprio personale specializzato periferico del tipo CONECOFOR, CARTA DELLA MONTAGNA, PARIGI 21, progetto RE.N.GER.( rete nazionale del Germoplasma) attraverso due centri per lo studio e per la conservazione della biodiversità ETC..
Non ha valutato le richieste, da parte dei Carabinieri che si sono visti affiancati da Forestali sindacalizzati dal 1948 e che mal recepiscono l’applicazione, a loro, di una normativa militare che prevede l’arresto ed il confinamento in carceri militari con tutte quanto ne consegue e che quindi spingono affinchè le garanzie sindacali possano trovare applicazione anche per gli appartenenti all’Arma.
Non ha valutato, appieno, cosa avrebbe comportato inserire dei civili in un Corpo militare e sono, quindi, sorte delle complicazioni operative di inserimento che non potranno essere risolte con alcuni provvedimenti che, anzi, complicheranno ancora di più l’attività operative dei due Corpi.
Maresciallo Cav. Oreste Martinelli – A tutti gli onorevoli deputati di destra e sinistra nazionali. Facciano un esame di coscienza politica, riflettano su quello che hanno fatto contribuendo alla distruzione del Corpo Forestale dello Stato, il quale era l’unico Corpo, prestigioso, professionale nella conservazione idrogeologica del nostro territorio. Pensate alla prevenzione delle frane, delle valanghe, dissodamenti, tagli, caccia e pesca. Un suggerimento da esperto della prevenzione e repressione negli incendi boschivi: nel periodo di massima pericolosità bisogna collocare gente esperta e che conosce bene il territorio, sulle vette per segnalare alla squadra antincendio, con radio e telefono, l’inizio dell’incendio. È fondamentale il pronto intervento. Ricordate che l’incendio parte sempre da un fiammifero, su un metro quadrato di terreno. Con questo mio suggerimento eviteremo la distruzione delle foreste e l’enorme spreco di euro, per l’intervento di mezzi e personale: vedi il canadair, l’elicottero ecc ecc. Riflettete.
 
Maurizio Cattoi – 16 ottobre 2017,195°anniversario dalla fondazione.
Penso oggi a ( tanti altri) quanto sia liberatorio poter esprimere con parole pubbliche questi sentimenti d’amore e di appartenenza alla Forestale. E penso che chi riesce a farlo può dirsi fortunato.
Perché penso anche a quelli di noi che non hanno reagito prima, che non se la sono sentita di ricorrere e che ora vorrebbero ma non possono più; a quelli che pensano opportuno (visto l’orizzonte infinito del proprio servizio) non sentirsi più forestali ma già sanno che nonsarannonmaicarabinieri. Penso a tutti quelli che sperano in silenzio nel miracolo delle elezioni per votare contro il PD che ci ha scaraventato nel medioevo militare/amministrativo.
Dico a tutti: il silenzio non paga. Occorre festeggiare a voce alta la Forestale e i Forestali, cioè noi stessi.
È in ballo più di tutti quei valori tanto cari proprio ai militari, ovvero lo spirito di Corpo, l’onore ai propri caduti, l’amore per la giubba, l’orgoglio della propria identità: è in ballo la democrazia.
È leggere con l’esperienza personale quello che sta succedendo al Paese. O si guarda avanti e intorno, o non si capisce niente.
Perché è stato possibile militarizzare diecimila civili senza un colpo di tosse? Perché l’Italia è una democrazia zoppa? Perché l’Inciucio è una regola istituzionale? Perché l’Italia è così tragicamente diversa dal resto d’Europa? Forse può servire il ripasso di un po’ di storia recente. Poi ognuno può vederla come vuole.
Antonella Giordanelli – Fine anno 2017.
Si conclude questa giornata scandita minuto per minuto dallo straziante ricordo del 31 dicembre 2016.
E finisce il temuto anno durante il quale tutto s’è realizzato come neanche nelle peggiori aspettative senza che s’intraveda né possibilità di tornare ai livelli di presidio e tutela della Natura che il CFS ha sempre offerto né alcuna consuetudine quotidiana che superi l’estraniamento di vestire panni diversi dalla divisa del CFS.
Tutto ciò è garanzia per il futuro di vitalità e combattività: senza stemma distintivo, SIAMO TUTTI FORESTALI !
 
Ciccio Isgro’ – Premetto non sono un forestale, ma vi ho sempre ammirato. Il 31.12.2016 da Italiano mi sono sentito deluso,vedere un corpo dello stato con 194 anni di storia ( e non parlo di bruscoletti) sciolto!!. Auguro a tutti i forestali buon Anno 2018, con la speranza di rivedere il CFS!!
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