STORIE DI NATALE

presepi ed antichi alberi.png

IL TOPOLINO E LA MONTAGNA

Alessandro Ghezzer – Il topolino e la montagna
Ormai l’isteria sembra essere il tratto dominante della nostra società. Ecco una vicenda esemplare: la presenza di un piccolo roditore in una scuola ha provocato un pandemonio, e il sindaco ha dovuto fronteggiare una situazione paradossale. Genitori in rivolta, ipotesi di chiusura delle scuola, intervento di ditte specializzate in derattizzazione. L’isteria non riguarda solo orsi e lupi dunque, ma perfino un topolino, in questo caso una innocua arvicola, la cui presenza in una zona di campagna dovrebbe essere ed è perfettamente normale. Il distacco dalla natura dell’uomo moderno è così drammatico da diventare perfino grottesco.

Luca Menesini, sindaco di Capannoli (Pisa) – Alla ricerca del topolino che non c’è
Eccoci alla terza puntata del topolino di campagna che si vorrebbe avesse trovato fissa dimora nella scuola primaria di Lammari, ma che invece abbiamo catturato circa quindici giorni fa, prima che potesse proliferare o creare situazioni preoccupanti.
Eh sì, circa una quindicina di giorni fa, grazie a delle trappole al cioccolato, quindi non nocive per le persone, abbiamo preso l’intruso, che poi si è rivelato essere un topolino di piccole dimensioni, tipico della campagna. Da allora stiamo monitorando tutte le mattine la scuola, con l’aiuto di una ditta specializzata in derattizzazioni, prima dell’ingresso dei bambini.
I risultati, ogni mattina durante l’ispezione, sono buoni, nel senso che anche dopo il fine settimana è stato confermato l’esito della non presenza di roditori nella struttura.
Con tutto questo però continuano a girare storie su storie, come se la scuola fosse infestata da enormi topi che sbucano da ogni angolo. E’ tutto frutto dell’eccessiva apprensione di alcuni che poi diventa un passaparola bastato su “Ho sentito dire che”, “Si narra che”, ecc. che senza fondamenta e senza riscontri dilaga.
La verità è che di topi nella scuola non ce ne sono. Il nostro caro topolino di campagna è stato beccato settimane fa e dai controlli emerge che nessuno lo ha seguito. Ho avuto conferma dagli esperti che la strada che stiamo seguendo è quella giusta.
La scuola quindi sarà regolarmente aperta fino a venerdì 22, controllata ogni giorno in modo da vedere di 
placare le ansie. In più come Comune faremo fare durante il periodo natalizio delle pulizie approfondite, di affiancamento a quelle che ogni giorno fa la scuola.
Sono certo che per un topolino di campagna trovato nella propria abitazione nessuno di noi avrebbe fatto così tanto baccano. Ve lo dico per rassicurarvi. Non mi costerebbe nulla prendere decisioni drastiche, non è una questione che mi riguarda personalmente, quindi potrei assecondare chi esaspera la situazione. E’ che non sarebbe corretto farlo, un sindaco non può andare dietro a chi tira la giacchetta. Un sindaco deve fare la cosa giusta. E io da questo principio non mi scosto. Sono pronto a fare tutto quello che va fatto, come ho fatto in altre situazioni e l’ho fatto sul serio, ma quando esperti, sopralluoghi, verifiche mi danno indicazioni di tal tipo. Non per accontentare qualcuno.

Mauro Romanelli – Scusate se sono astioso, divisivo, antipatico.
Fissato, ossessivo, rancoroso.
Scusate.
Però il Sindaco di Como, eletto in una lista appoggiata da Forza Italia, Lega nord e Fratelli d’Italia, quello del provvedimento vergognoso che vieta di dare il latte caldo ai barboni, sta applicando il decreto Minniti del Governo Pd, votato da tanti parlamentari di Liberi e Uguali di Grasso, tra cui parlamentari toscani che verranno qui a chiedere di nuovo il voto e a raccontarci che con loro rinasce la sinistra, mentre sono quelli che da venticinque anni la hanno portata in punto di morte, e che hanno consegnato il Pd a Renzi, Carrai e la Boschi.
Mi spiace, ma continuerò ad essere ossessivo e rancoroso.
La rabbia, certe volte, è proprio inevitabile, almeno per uno come me.
Ma vi dirò di più: comincio a sentirla persino come un dovere.

FIORI E CAROGNE

Betty Jones – Accusata di mancanza di rispetto per offrire un pranzo vegano…..io allucinata

Simona Granieri – mi dispiace, ma non fartene un cruccio, purtroppo siamo lontani lontani dall’ essere accettati con i nostri pranzi vegani, ci vuole tanta pazienza, tantissima….invitali nuovamente e prepara piatti succulenti! ti darò una mano volentieri….li farai rimanere a bocca aperta per lo stupore e pancia piena senza sofferenza!

Antonella Giordanelli – sono vegana da prima che coniassero la parola (un Forestale comandante di stazione argutamente commentò che anche lui era DOS e non lo sapeva!) e da decenni nelle tavolate con onnivori se notano la mia scelta (ETICA!) dico sorridendo che “siamo quel che mangiamo” quindi loro sono carogne ed io sono… un fiore! Credo che sia più efficace l’esempio della mia ottima salute e del mio gusto per la vita che tentare d’indurre rimorsi per le atroci sofferenze degli animali allevati come merce!

Rossella Boeris – L’avanzare del camion li faceva scivolare e i loro lamenti rompevano il silenzio di questa gelida giornata.
Ora non ci sono già più.
Vi piace ignorare la loro vita cancellata e la loro morte.
Non prendere posizione contro questo sistema di violenza e chiedere giustizia è emblema di dissonanza cognitiva..ed egocentrismo crudele.
Sì, il natale mi rende dura, il dolore che provo di fronte a questi orrori mi rende più determinata che mai.
I percorsi personali da illuminare..certo..fate luce sulle coscienze.
Si può, si deve!

VOLO D’UN SEME

Luca De Bei -Tutti, ma proprio tutti i giornali compresi i tg, a dire che “Spelacchio”, l’abete rosso messo a Piazza Venezia “è morto”. Qualche “giornalista” si è lanciato addirittura in un “non ce l’ha fatta”, qualche altro imbecille ha scritto “forse per il freddo”. L’ignoranza abissale di chi vive esistenze lontane anni luce da qualsiasi concetto reale di verde e di natura mi offende profondamente. L’albero messo a piazza Venezia È MORTO NEL MOMENTO STESSO IN CUI È STATO TAGLIATO E SOTTRATTO AL SUO AMBIENTE. Un albero è come tutte le altre creature viventi: se lo uccidi, muore. Non è un palo della luce, non è uno zombie che continua in qualche modo a vivere anche dopo la morte. ERA GIÀ MORTO e dunque non cullatevi nella fantasiosa, imbarazzante, penosa idea che, se fosse stato trattato bene, sarebbe ancora vivo. Non era possibile salvarlo perché era già morto quando é arrivato. Il “problema con le radici” è semplicemente che le radici non le aveva (o le aveva in misura ridicola). Non cercate scuse per vivere il vostro macabro divertimento di addobbare un cadavere di albero e crederlo vivo e vegeto: oltre il danno la beffa. Questa ignoranza mi addolora perchè questa distanza dal reale, dalle più elementari leggi della natura è altresì alla base di tutti i crimini che commettiamo verso il verde, gli alberi. Spieghiamo ai bambini che tagliare un albero è ucciderlo. Spieghiamo ai bambini che non c’è niente di bello, di gioioso nel vedere il cadavere di un albero maestoso di 20 metri collocato per pochi giorni in mezzo al traffico, al cemento e addobbato con palle e lumini come ultimo sfregio alla sua bellezza e alla sua vita or mai perduta. Se vi segano a metà siete morti. Anche gli alberi. Cercate di capirlo e, forse, un briciolo di pensiero ambientalista, di rispetto per esseri GRAZIE A CUI NOI VIVIAMO (credevo fosse scontato saperlo ma a questo punto mi sa di no: SENZA GLI ALBERI L’UOMO NON POTREBBE SOPRAVVIVERE) si insinuerà malgrado tutto nella vostra coscienza anestetizzata.

Nicoletta Rossi – un pensiero degno per Abete. E per tutti quegli alberi nel mondo che a gennaio staranno vicino ai secchioni 😠per me un dolore….

Laura Andina – Io detesto anche quando mi regalano un “mazzo di fiori” recisi e morti. Preferisco una pianta da accudire nel tempo, che mi continui a ricordare il bel gesto e la persona che l’ha compiuto..

Antonella Alessandro – Infatti non capisco perché non venga messo un albero finto… Tagliare un albero ogni anno mi sembra da idioti come mettere nel presepe un bambino vero, seminudo, e rimanerci male se muore di freddo.

Alessandra Memmi – Se dici una cosa così ai bambini sotto Natale gli altri adulti ti guardano come se fossi un mostro insensibile che ama distruggere la magia, lo Spirito del Natale. La dimensione in cui costoro operano sembra davvero aliena al pianeta Terra. Quando vado a prendere l’acqua alla fonte con una tanica mi guardano esterrefatti… Vai a prendere… l’acqua? Mi domandano, allibiti. Sembra non siano consapevoli del fatto che l’acqua esiste in natura anche fuori dalle bottiglie di plastica o dal tubo del lavandino… una tristezza

Agnese Monaco – Ci sono alberi finti talmente belli che neanche si riconosce la differenza e si possono usare infinite volte! Lo spirito natalizio dovrebbe essere in realtà contro lo spreco e per la solidarietà e l’uguaglianza… questo bisognerebbe insegnare ai bambini.

Daniela Anna Bruna – Possibile che non si possa celebrare la tradizione senza necessariamente ammazzare esseri viventi? L’argomentazione è la stessa che dovrebbe valere anche per gli animali da macello: sono cresciuti a questo scopo. Io personalmente mi sono sempre rifiutata di festeggiare il Natale con un albero tagliato e sradicato. Che pena. L’albero del Vaticano, poi, quali valori cristiani dovrebbe rappresentare?

Antimo Palumbo – Ho raccolto un seme (che potenzialmente potrebbe diventare un albero e vivere come albero mediamente dai 300 ai 400 anni) del Picea abies (L.) H.Karst. denominato Spelacchio che ora si trova immerso in una colata di cemento di otto metri cubi a Piazza Venezia. Spelacchio non è morto a Roma, ma era già un albero morto (fatelo sapere ai giornalisti – giornalisti?- del Corriere della Sera). Il motivo per il quale è diventato spelacchio è stato perché per tenerlo in piedi e quindi ancora una volta “metterlo in sicurezza” (il Verde nelle città è solo mettere in sicurezza) è stato inserito in una orrenda colata di cemento armato. Una colata alla quale si sono aggiunti degli acidi, micidiali per chiunque (vivo o morto), che sono serviti per solidificare questa gettata. Senza questi acidi la gettata di cemento armato si sarebbe solidificata dopo tre quattro giorni. Troppi per far sì che il tronco si incastrasse in questo blocco di cemento armato.
Molti umani pensano a festeggiare il Natale con un albero morto senza pensare (ma neanche un attimo) che in realtà grazie ai quei semi potrebbe nascere un nuovo essere vivente apportatore di ossigeno ombra bellezza e cultura. Domani lo metterò in vaso con della terra buona e anche se le percentuali di attecchimento saranno basse c’è sempre una possibilità che questo seme diventi poi albero. Sarà il mio modo di festeggiare il Natale con un seme di Natale. Auguri

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...