IL MOSTRO COI PIEDI D’ARGILLA

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Riforma Madia: risparmio quantificato in 100 milioni in tre anni per la soppressione del Corpo Forestale dello Stato.
A fronte della possibilità di accorpare due forze di polizia a competenza generale (polizia e carabinieri), che avrebbe comportato un risparmio decuplicato, si è deciso di sopprimere un’esigua forza di polizia a competenza specifica, il cui organico era pari a quello della Polizia municipale di Roma. Il risultato è ancora oggi oggetto di cronaca: la devastazione del territorio boschivo nazionale. Non esistono giustificazioni: chiunque provi (Ministro dell’ambiente e Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali compresi) a fornire come scusante le elevate temperature estive, può facilmente confrontare i dati dell’estate più torrida dal 1880 ad oggi: il 2003. Anno in cui bruciò solo un terzo del patrimonio boschivo andato in fumo quest’anno.
Qualcuno, invece, ha tentato di sollevare l’allarme piromani in crescita, neanche fosse un’epidemia.. Avendo accorpato tutti questi uomini nell’Arma (7.000 unità), precedentemente impiegati in operazioni antincendio, soccorso, prevenzione, tutela della biodiversità e del patrimonio naturale, impiegandoli massicciamente in compiti per lo più repressivi, i piromani non avrebbero dovuto avere scampo, o no? Eppure è evidente che i risultati di polizia giudiziaria, tanto decantati dai vertici dell’Arma, con tanto di tecnologie avanzatissime, a detta di Minniti, e di innovativi metodi dei CC, a detta del neo transitato Generale Costa (metodi che però il CFS utilizzava a titolo esclusivo già dal 2002), non sono paragonabili all’efficace azione tenuta sino al 2016 dagli uomini del Corpo Forestale, in termini di risultati, tutela, prevenzione e polizia giudiziaria.
Risparmi? Nessuno. Danni, incalcolabili! 134.165 ettari di bosco devastati in un’estate, perdita di vite umane, 50.000 animali uccisi, Piemonte aggredito da un’emergenza AIB mai vista, il tutto in attesa di un inverno che ci porterà ulteriori disastri derivanti dal dissesto idrogeologico, logica conseguenza alla perdita del patrimonio boschivo.
È stata solo ed esclusivamente una fallimentare operazione di facciata dalle gravi conseguenze. Giusto per riflettere, già nel 2001 l’ex ministro della funzione pubblica Bassanini, che fu, pare, denunciato dal CFS per abusivismo edilizio, tentò lo scioglimento del Corpo. Una decina d’anni più tardi (2013-2015) il governo commissiona alla Fondazione ASTRID, per soli 260.000 Euro, uno studio di fattibilità per la manovra di assorbimento del CFS e la razionalizzazione delle FF.P. (studio recante titolo “Analisi di impatto della regolamentazione (AIR)” – Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del CFS). Fin qui tutto bene, se non fosse che lo stesso studio è in realtà finalizzato alla completa e uniforme realizzazione del numero Unico 112 adeguandosi per questa via alla Direttiva 91/396/CEE e alla successiva condanna a seguito di procedura di infrazione. Ma allora.. il CFS che c’entra? Vediamo: il Presidente della Fondazione ASTRID, per pura coincidenza, è lo stesso ex ministro Franco Bassanini, la cui moglie, tale senatrice Linda Lanzillotta, è la prima firmataria del disegno di legge sulla soppressione del CFS, e sempre per puro caso, tra i consulenti della fondazione compaiono figli illustri (Mattarella e Napolitano) ex fidanzati della Marianna. Che ne dite, c’entra qualcosa?
E ora?
Ora, con il decreto del Ministero dell’Interno del 15 agosto, Minniti tratta la razionalizzazione in termini di dislocazione delle forze di Polizia sul territorio, confermando l’intenzione di privilegiare l’impiego della Polizia di Stato nei comuni capoluoghi, e l’Arma dei Carabinieri nei restanti territori, dando ulteriore attuazione al d.lgs. 177/2016.
In pratica, i vecchi tentativi di Cossiga, Napolitano e Pisanu: spostare i Carabinieri nelle campagne, rafforzando la polizia nelle città. In sostanza: soppressione di qualche commissariato di provincia (ove già presenti i Carabinieri), e soppressione di stazioni carabinieri urbane; il tutto presentato al cittadino come un’efficace riforma volta alla razionalizzazione: niente più doppioni sullo stesso territorio!
Minniti caro, per rendere bene l’idea: “cca nisciun è fess..”
La verità è che tagliare le stazioni carabinieri urbane consente di eliminare solo alcuni comandi retti dal grado di maresciallo, conservando intatti tutti i comandi provinciali e di Legione. Non si taglia nemmeno un posto da dirigente!
La legge Madia e la direttiva Minniti non annullano sprechi e doppioni, ma riducono un servizio al cittadino (che ad oggi può avvalersi dei servizi del vicino comando stazione). Si taglia l’attività informativa, la polizia di prossimità… i questori, i dirigenti della PS, continuano a gestire il territorio accanto a colonnelli e generali dei carabinieri, con le loro caserme, le loro macchine blu, i loro autisti e i loro stati maggiori.
Questo è un paese dove gli sprechi non si possono toccare: durante il blocco degli arruolamenti si crede forse che l’accademia per gli ufficiali dei carabinieri abbia smesso di produrre i futuri dirigenti?
Le dirigenze non si toccano.
E veniamo al Partito Democratico. Il deus ex machina della lotta agli sprechi. Siamo sicuri? il Comune di Firenze, a guida PD, ha avocato a sè la caserma Gonzaga dei Lupi di Toscana: un’enorme struttura fiorentina (100mila metri quadri) del demanio militare, dismessa a seguito dell’abolizione della leva, che ben avrebbe potuto sostituire la nuova scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze. Invece no! Si è preferito costruire ex novo un orrido ed enorme ecomostro, costato al contribuente ben 450 milioni di euro. 450 milioni! Più 650 mila euro per abbellirlo con opere d’arte.
(http://it.blastingnews.com/…/firenze-e-la-scuola-per-maresc…)
Eppure la caserma Gonzaga era del demanio militare, il quale, a sua volta, necessitava di una nuova caserma per i Carabinieri. Tutti sapevano che la leva era stata abolita. Tutti sapevano che il demanio si sarebbe trovato in possesso di centinaia di caserme dismesse. Ma si è comunque voluto costruire, cementificare, sprecare. E la caserma Gonzaga? Ancora il comune non ha deciso il da farsi, nonostante l’urgenza mostrata nel sottrarla al demanio; il sindaco Nardella, nell’aprile scorso, ha proposto di insediarvi una moschea, altri gruppi imprenditoriali si sono mostrati interessati alla edificazione in loco di abitazioni per giovani coppie, mentre precedentemente era stato fatto un bando per selezionare progetti di valorizzazione e riqualificazione del sito. Chissà, prima o poi ne verranno a capo. Evidentemente, qualcuno ha ritenuto che il risparmiare centinaia di milioni di euro, evitando di cementificare, non costituisse un progetto abbastanza solido. E sorvoliamo sulle condanne per tangenti fioccate intorno all’appalto della nuova scuola marescialli.
Il mattone, in questo paese, non si tocca. E nemmeno le dirigenze. E qui torniamo al tema del coordinamento e facciamo un esempio facile, facile: tutti sappiamo che la direzione dell’ordine pubblico è competenza della Polizia di Stato, no? Ma allora i battaglioni mobili dei Carabinieri, i reggimenti CC della prima brigata mobile, che ci stanno a fare? concorrono all’ordine pubblico sotto la direzione della PS? Ma perché, allora, invece di accorpare il CFS, invece di sopprimere le stazioni urbane, non si è deciso di accorpare battaglioni CC ai reparti mobili della PS?
Accorpando questo evidente doppione (in ogni capoluogo di regione è stanziato un battaglione o un reggimento CC, contiguamente a un reparto mobile della PS), si sarebbero risparmiate somme ben più ingenti, a vantaggio di funzionalità e coordinamento, un’ipotesi che avrebbe consentito di tagliare e recuperare spese relative ad affitti e costi di manutenzione stratosferici per enormi caserme di alto valore, stanziate in capoluoghi di regione; si sarebbe risparmiato sui servizi amministrativi, sui servizi logistici e autodrappelli.
Vogliamo parlare poi dei contratti? Delle mense? Delle pulizie? Delle officine convenzionate? Delle Centrali? Tutte spese che sarebbero dimezzate. Parliamo di un risparmio che sarebbe andato ben oltre quello promesso (e non mantenuto) dall’accorpamento del CFS.
Ma accorpare i battaglioni e i reggimenti mobili, significa tagliare una brigata, e senza quella brigata, viene meno anche il comando di divisione superiore!! Significa tagliare posti da capitano, maggiore, tenente colonnello, colonnello, generale di brigata e generale di divisione, in sostanza significa comprimere la carriera dei dirigenti dell’Arma!
E allora via i servizi al cittadino, addio patrimonio boschivo, benvenuto dissesto idrogeologico e tanti saluti polizia di prossimità.
Non si venga poi a dire che i battaglioni mobili sono indispensabili per operazioni di rastrellamento o tipicamente militari: esiste già una ben più preparata brigata mobile, dotata di reggimenti paracadutisti Tuscania, Trentino alto Adige e Friuli Venezia Giulia; per non parlare dei “cacciatori”: tutti reparti specializzati ad alto livello, con caratteristiche di assoluta mobilità, in grado di assolvere perfettamente compiti di rastrellamento o militari.
Il soccorso? C’è chi auspica che i battaglioni CC intervengano anche in caso di calamità.. ma per favore.. che ce ne facciamo di uomini con uniformi e caschi da ordine pubblico sulla scena di un terremoto o di un alluvione, se non con compiti di vigilanza e OP? Si pensi piuttosto a potenziare il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco!
Si vuole anacronisticamente mantenere una forza di polizia composta da militari? Bene, ma lo si faccia senza sovrapposizioni di compiti! Eppure si mente propagandando la razionalizzazione.
Non è possibile avere un rapporto agenti/abitanti tra i più alti d’Europa e fornire una così scarna presenza di agenti in strada e nelle montagne, il tutto per mantenere un numero spaventoso di funzionari e dirigenti!
Vogliamo parlare delle specialità? Possibile che non si possano accorpare i centri di specializzazione? Non è forse possibile ed auspicabile costituire dei centri interforze per la formazione di Sommozzatori, tiratori scelti, cinofili, sciatori, alpinisti, ecc? Abbiamo idea quanto ci costino queste sovrapposizioni? Questi doppioni?
A questa nazione serve urgentemente una reale riforma delle forze di polizia, che cancelli i veri doppioni, elimini gli sprechi e ripristini quanto prima il Corpo Forestale dello Stato.
E anche delle scuse non sarebbero male.

Monia Guadagnoli

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