INCAPSULAMENTO E RICACCIO

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Valentina Rubino – Gli oritani hanno uno strano concetto di incapsulamento …..  “Xylella: tra mafia e fanta-scienza”
Daniela Casarin – Spero non gli abbiano fottuto le radici. Con quelle possono rispuntare anche tra 100 anni. Nessuno riuscirà ad ammazzare gli ulivi!
Tiziano Pierri – Ma quando spunteranno i germogli..Che succederà?? con le reti??romperanno le reti
Daniela Casarin – No, rispuntano di fianco, da sotto, non importa la rete…
Tiziano Pierri – Io direi che rispuntano pure dove c’è la rete…mica si ferma cosi un ricaccio !
Daniela Casarin – Se son bloccati sopra rispuntano dalle radici… anche dopo 2000 anni. E intanto, voi che siete lì, fate talee e a novembre piantate altri ulivi ovunque possiate…
Tiziano Pierri – Che cosa????io come gli altri gli ulivi li abbiamo già piantati,e cresciutelli!!! Sono secolari…..pensa te!
Daniela Casarin – Bene! continuate a piantare! Per ognuno tagliato ne devono crescere altri 20.
Valentina Rubino – Allora il problema reti nel caso in cui sono usate reti forate, quelle per la raccolta delle olive, non rappresentano un impedimento molto grande.. Anche perché il vento qui soffia forte.. Il problema si crea perché i tagli non vengono disinfettati e vengono coperti e ,in questo periodo dell’anno aiutano il proliferare di funghi
Tiziano Pierri – Non bisogna tagliare…..e questo il punto!
Daniela Casarin – Han già tagliato. E da quel che ho visto, certi son stati tagliati in modo non rimediabile. Bastava trapiantarli, non erano malati, davano solo fastidio alla costruzione del gasdotto… e questa è una porcheria che non ha scusanti.

Antonella Giordanelli – La Legge 14 gennaio 2013, n10 stabilisce l’obbligatorietà per ogni comune di censire i propri alberi monumentali. I censimenti regionali dovevano essere costantemente aggiornati per confluire nell’elenco degli alberi monumentali d’Italia, gestito dal Corpo forestale dello Stato.
Per consentire le misure di tutela e di valorizzazione di tali beni da parte della collettività e delle amministrazioni pubbliche, oltre agli appositi pannelli segnalatori vicino agli alberi monumentali, l’elenco veniva anche pubblicato, e costantemente aggiornato, sul sito internet del Corpo forestale dello Stato. Inoltre le modifiche della chioma e dell’apparato radicale potevano essere effettuate solo per casi motivati e improcrastinabili, dietro specifica autorizzazione comunale, previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo Forestale dello Stato.
La Legge n10/2013 non è in alcun modo stata modificata, ma dal 1 gennaio 2017 non c’è più il CFS, il relativo sito è stato cancellato dai CC, la funzionaria dott. Angela Farina  responsabile degli alberi monumentali è stata destinata al Ministero delle politiche agroalimentari e forestali, dove sono occorsi 9 mesi perché mamm-ifero Martina partorisse la Direzione generale della Foreste.
Nel frattempo in Puglia i comuni non hanno adempiuto il censimento per il quale la legge n10 con relativo decreto interministeriale ha erogato apposito finanziamento e sul caso xylella sono in corso indagini per diffusione dolosa o colposa di malattia delle piante. Tuttavia l’Osservatorio fitosanitario non ha atteso neanche il 30 maggio, data fissata dalla Legge regionale n4/2017 per presentare l’elenco degli alberi monumentali, ma già ad aprile ha notificato ai proprietari minaccia sanzionatoria fino a 2500 euro qualora non avessero eradicato volontariamente gli ulivi segnalati senza distinzione d’età e positività al batterio, benché gli ispettori fitosanitari dovrebbero essere professionalmente attrezzati per individuare le caratteristiche di un uliveto o singolo ulivo monumentale anche se non segnalato da apposito cartello e non elencato tra gli alberi censiti; ma appunto i prelievi avvengono in circostanze e con modalità non verificabili dagli stessi proprietari degli alberi, e le analisi di laboratorio sono criptate agli agricoltori e agli agronomi.
La sommaria frettolosità delle eradicazioni appare immotivata se non strumentale a ostacolare la valutazione del danno al patrimonio nazionale e anzi a impedire la conservazione in loco dei patriarchi arborei.
Tutti i cittadini italiani si debbono ritenere personalmente lesi per la distruzione di un bene pubblico e per il danneggiamento doloso o colposo di alberi d’Ulivo, beni diffusi del paesaggio e del patrimonio agricolo monumentale, di cui all’art 9 della Costituzione.

Alessandro Cerofolini – 2 ottobre 2017, finalmente è stata istituita presso il Mipaaf la Direzione Generale delle Foreste, avente competenze istituzionali in materia di politiche forestali nazionali ed europee, tutela degli alberi monumentali, cites, traffico illegale di legno, misure per la biodiversità, coordinamento di tutte le filiere del bosco ed educazione forestale.
È il primo passo ufficiale della rinascita forestale. Ne seguiranno presto altri, tutti indirizzati per ricostituire un ‘Amministrazione forestale dello Stato, ad ordinamento civile , dislocata sull’intero territorio nazionale e incardinata nel comparto sicurezza.
Proprio come successe 107 anni fa con la legge Luzzati che istituiva per l’appunto la Direzione generale delle foreste, a cui seguì di lì a poco la costituzione dell’Azienda di Stato per le foreste demaniali e della Scuola per guardie forestali di Cittaducale.
Se la Storia è dalla nostra parte, in Italia avremo presto un nuovo e moderno Servizio/Corpo/Agenzia forestale nazionale, prendendo il meglio del Corpo forestale dello Stato integrato con il meglio del francese Office Nationale de Foret, la più antica e prestigiosa amministrazione forestale d’Europa.
Il tempo delle elezioni politiche si avvicina e presto la Corte costituzionale si pronuncerà sulla illegittimità costituzionale della norma di legge che ha soppresso, dopo 193 anni di storia gloriosa, il Corpo forestale dello Stato.
Entrambi gli appuntamenti istituzionali ci fanno ben sperare per un’effettiva ricostituzione della nostra amata e insostituibile Forestale.
Restiamo uniti e andiamo avanti con fiducia e ottimismo.
Ex silvis ad gloriam.

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