ESERCITAZIONI MILITARI A FUOCO

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ai Ministri della coesione territoriale, dell’ambiente, dell’agricoltura

PREMESSO CHE
1)-Fino al 2016 in estate il CFS aveva aperte fino a 14 basi elicotteri dislocate in Emilia Romagna (Rimini), Umbria (Foligno), Marche (Falconara), Lazio 5, Abruzzo (Pescara), Basilicata 2 oltre alle 4 in Sicilia benché Regione a statuto speciale con un proprio Corpo forestale.
-Con il frazionamento del CFS è stato smembrato anche il relativo COA (Centro Operativo Aereo) con personale di piloti e specialisti, basi e mezzi aerei di appartenenza; quindi attualmente volano per l’anticendio boschivo: 3 Erickison, (due di questi con una ditta privata e 1 con personale ex cfs passato ai VVF) e gli elicotteri Ab412 passati ai VVF (1 su Ciampino, 1 su Cecina e 1 su Pescara) con turni per 2 piloti e 2 specialisti che coprono 12 ore (ma che possono arrivare anche a 14-15 ore), a gravissimo discapito della sicurezza di volo e dell’efficacia degli interventi ed anzi con il rischio che i soccorritori debbano a loro volta essere soccorsi.

2)-Fino al 2016 tutte le funzioni AIB-antincendio boschivo (prevenzione, spegnimento, indagine) erano unitariamente svolte dal CFS che disponeva di una capillare rete di agenti forestali sul territorio che grazie alla profonda conoscenza della specifica zona sia riferita alle specie arboree che alla morfologia del terreno, in sinergia con i VVF e la Protezione civile e gli eventuali mezzi aerei poteva assumere prontamente il compito di DOS-direzione operazioni spegnimento, riuscendo ad intervenire con rapidità sull’incendio prima che si estendesse bruciando per lunghi periodi.
-Con il frazionamento del CFS sono stati assegnati ai VVF insieme alle funzioni di antincendio boschivo, un numero irrisorio di agenti Forestali, già ridotto a 360 unità a causa dei pensionamenti, per cui nel giro di pochi anni il 90% del personale con cui i VVF dovrebbero svolgere servizio d’anti incendio boschivo sarà in congedo per sopraggiunti limiti d’età .
3)-Fino al 2016 tutte le Regioni a statuto ordinario, ad esclusione del Veneto (unica istituzione locale ad essersi organizzata per il servizio), e la Regione Sicilia avevano stipulato convenzioni con il CFS per l’AIB;
Con la cancellazione del CFS, le Regioni, essendo l’antincendio boschivo loro competenza, avrebbero tutte dovuto necessariamente essersi dotate di mezzi e aver formato il personale in base al proprio Piano.
CONSIDERATO CHE
– già nel mese di gennaio 2017 gli incendi alpini in Liguria e nel bresciano avevano assunto proporzioni gigantesche proprio perché era venuta a mancare la pronta azione di spegnimento che caratterizzava il CFS ed era evidente la necessità di organizzare piani e protocolli per affrontare una stagione estiva difficile preannunciata dall’ inverno siccitoso;
-a fine luglio 2017 ben otto Regioni non si sono ancora dotate di un Piano antincendio boschivo attivo:
-l’emergenza incendi nei mesi di giugno e luglio ha richiesto addirittura l’eccezionale intervento dei Chinook d’esercito, elicotteri utilizzati per il trasporto di truppe, mezzi blindati etc.

SI CHIEDE
1)-La revoca della competenza sull’ antincendio boschivo a quelle Regioni che hanno omesso di dotarsi di un Piano.
2)-Una sollecita mappatura da parte dei Comuni delle aree percorse dal fuoco ad applicazione della Legge che vi interdice le attività venatorie e pastorali, nonché il cambio d’uso.
3)-Il divieto di calendarizzare giornate di preapertura della stagione di caccia in considerazione dei gravissimi squilibri ecologici derivati dagli incendi.
4)-L’interdizione dell’attività venatoria non solo nelle zone limitrofe alle aree percorse dal fuoco ma nell’intero ATC(ambito territoriale di caccia) per consentire alla fauna sfuggita agli incendi di sopravvivere in nuovi habitat e ricostituire il patrimonio indisponibile dello Stato.
5)-Un piano precauzionale di monitoraggio ed evacuazione per i prevedibili smottamenti, frane e alluvioni che probabilmente si verificheranno con le piogge autunnali e le nevicate invernali a causa della distruzione del manto arboreo e il conseguente dissesto idrogeologico.
6)-L’immediata istituzione come d’obbligo di legge della Direzione generale forestale nazionale presso il Minpaaf (ministero per le politiche agroalimentari e forestali) per aggiornare il censimento degli alberi e degli uliveti monumentali e attuare politiche nazionali collegate agli incendi boschivi.

Comitato ForestaForesta

prof. Antonella Giordanelli

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