GENERAZIONI

Giovane Forestale.jpgGiovane Forestale

 

Che mondo è quello in cui il nero prevale sul verde e un acronimo sulla musicalità ancestrale?

Flavio Di Lascio – La storica sede della Scuola del Corpo Forestale dello Stato, nel cuore di Sabaudia, ha compiuto i suoi 55 anni di attività. Era infatti il 5 luglio 1962 quando con un decreto del ministro dell’agricoltura, copia del quale si trova incorniciato all’ingresso dello stabile, fu istituita la Scuola Allievi Sottufficiali e Guardie forestali – distaccamento di Sabaudia. E’ giusto ricordare ed omaggiare la storia di questa gloriosa struttura, che trovò ospitalità nella sede dell’ex Marina Militare già Opera nazionale Balilla poi ampliata dall’architetto Oriolo Frezzotti, la quale ha anche contribuito, in parte, alla crescita del tessuto sociale ed economico della nostra città. Sabaudia è sempre stata per l’amministrazione forestale un centro di estrema rilevanza con le sue diverse articolazioni che ancora oggi, pur se con una veste diversa, operano per la tutela del territorio. La certezza è che tutti i colleghi continueranno sempre e comunque a lavorare con quello ‘spirito forestale’ fatto di abnegazione, professionalità, senso del dovere e solidarietà, che ancora oggi si respira nell’ampio cortile d’onore.
Roberto Lorenzoni – Questa per me al pari di quella di Cittaducale, se non anche di più, non è solo una Scuola è parte della mia vita
Alberto Berti – La prima volta che ci sono entrato c’era ancora la Marina Militare ed i marinai si addestravano sul brigantino. Tanti nomi di persone meravigliose che in essa hanno dato sempre il meglio di se. Chissà se le persone che si prodigarono per averla per il CFS, tra cui mio Padre, avrebbero mai immaginato che i progetti di un Corpo sempre più efficiente e specializzato sarebbero stati cancellati da un governo che, di tutto quello che ha promesso, non ne ha azzeccata neanche una.
Claudio Dassié – Non è più la nostra scuola svenduta all’arma per quattro denari. Vergogna istituzionale

Angela Fracassi – Sono stanca di brancolare nel buio. Sono stufa di tutta questa incertezza. Chi fa, chi disfa, chi dispone, chi impone … questo caos inizia a stancarmi sul serio. Vado avanti solo perché ancora in me è presente una passione enorme per questo lavoro che ho scelto solo per amore. Un amore che mi è stato trasmesso fin da bambina da mio padre che ha indossato per anni la mia stessa uniforme fiero e orgoglioso della sua bella aquila dorata! Ora sinceramente … vorrei vedere un barlume di luce in fondo al tunnel

<Il mio sogno è nato 37 anni fa.
Abruzzo 1978 una bambina viveva in un piccolo borgo incastonato nell’attuale Parco Nazionale. 800 anime per lo più anziani, in classe eravamo in 7, 5 maschi e 2 femmine. Le maestre d’inverno spesso non riuscivano a raggiungere il paese bloccato dalla neve per settimane intere. E noi bambini animavamo il paese con i nostri slittini di legno per passare le giornate. Al calar del sole si rientrava in casa bagnati e vicino alla stufa a legna le mamme ci facevano leggere un po’ per non farci rimanere indietro con gli studi! L’estate invece si viveva la montagna, la prateria i pascoli dei pastori tornati per la transumanza con i loro figli…nuovi e vecchi amici ritrovati!
È lì che è nato il mio sogno, vicino ad una divisa grigia sempre presente 24 ore su 24! Per ogni esigenza c’era la casa del “Forestale”…allora non esisteva una Stazione vera e propria, solo due stanze adibite ad ufficio nella casa comunale. Essere al servizio della comunità in un territorio selvaggio, aspro, costituito per lo più da anziani, ricchi di memorie, di un sapere leggendario, che ti accoglievano come un figlio ritrovato a cui appoggiarsi nella loro vecchiaia vissuta in una natura spesso irruenta nei suoi fenomeni! Questo è stato il mio esempio, voluto e sognato con tutto l’amore di una figlia orgogliosa. Entrare in una famiglia al servizio del creato è stato un grande traguardo! Fatto di sacrifici tra lavoro e studio per qualificarmi, nel poter solo accedere a dei quiz, che mi avrebbero fatto raggiungere quel sogno. E una volta arrivata, promettere di essergli sempre fedele e donare tutta me stessa per esserne all’altezza. Mai un giorno in ufficio. Sempre sul territorio, fango, roccia, mare e monti, sole e pioggia… Insomma un Forestale che nel tempo si è saputo evolvere nei tempi. Un ambiente da tutelare dai nuovi reati, perché si sa il crimine esplora sempre nuove frontiere e noi sempre lì con il nostro fiato sul loro collo!
Poi un giorno ti guardi intorno e non trovi più la tua famiglia, ti dicono che ne avrai un’altra, più grande, più importante, più potente ma…non è la tua!>

 

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2 thoughts on “GENERAZIONI

  1. Alfonso 23 luglio 2017 / 17:29

    La diversità è fatta di mille colori e porta felicità, allegria quando prevale solo uno ce tristezza, pianto, angoscia ,dolore.

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  2. Leonardo Lista 24 luglio 2017 / 9:51

    dal 1^ settembre 1966 ho frequentato il 28° corso allievi guardie forestali e successivamente a cittaducale…Che fine faranno queste strutture ???

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