TUTTO FUSO

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Giacomo Saragosa – L’art 55 prevede che tra i compiti della pg oltre a prendere notizia di reato ci sia anche quello di IMPEDIRE CHE I REATI VENGANO PORTATI AD ULTERIORI CONSEGUENZE. Nel 98% dei casi gli incendi boschivi sono dolosi o colposi quindi REATI . IMPEDIRE le ulteriori conseguenze di un reato di incendio boschivo significa necessariamente spegnerlo o tentare di spegnerlo. Chiunque ha qualifiche di polizia giudiziaria DEVE intervenire e se non lo fa si configura la omissione di atti di ufficio

Alfonso Pecoraro Scanio – Dall’agosto 2000, esiste una norma penale che condanna chi dà fuoco ai boschi, con un’aggravante per i roghi appiccati in aree protette. Dal 2000 in poi, il Corpo Forestale dello Stato era stato potenziato con l’istituzione di un nucleo specifico (NIAB) per le indagini antincendi. Negli anni, sono stati fermati e denunciati tanti incendiari e piromani, ma le condanne sono ancora poche.
Dopo la cosiddetta “Riforma Madia” che ha previsto l’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato con l’Arma dei Carabinieri, il dislocamento delle competenze di azione e coordinamento antincendi del CFS presso i Vigili del fuoco è avvenuto senza un’adeguata verifica degli impatti sull’efficacia della necessaria attività di contrasto degli incendi.binieri, il dislocamento delle competenze di azione e coordinamento antincendi del CFS presso i Vigili del fuoco è avvenuto senza un’adeguata verifica degli impatti sull’efficacia della necessaria attività di contrasto degli incendi.

Giacomo Corda – altro particolare importante:
con il transito in altri corpi di polizia e nella pubblica amministrazione, si registra l’assenza dal territorio di circa 1.500 unità, ed in più, anche se previsti da accordi e disposizioni, di fatto anche l’azione di prevenzione e repressione si è ridotta notevolmente per 2 motivi:
1) assenza di autonomia e indipendenza (dinamicità flessibile), in altre parole i comandi stazione non possono occuparsi “esclusivamente” di “incendi boschivi” come in passato;
2) mancanza del dato. Mi risulta che al momento solo le chiamate al 1515 ( circa il 20%) vengano annesse al fascicolo territoriale, per cui la stazione competente non ha contezza dell’evento immediato, ne verrà s conoscenza o per notizia o per verifica durante il controllo del territorio. Ne deriva che anche l’azione repressiva viene meno, in quanto, oltre alle forme indirette di indagine (es. telecamere) in questo tipo di reato è importante la tempestività d’intervento. Quanto detto sopra, compreso l’articolo in questione era prevedibile e preventivabile e con enorme dispiacere per quella natura che mi pregio di difendere, si è puntualmente verificato.

Giacinto Cundari – E certo, si sopprime un corpo, togliendo, di fatto, 7000 persone adeguatamente formate per lo spegnimento e si manda l’esercito. E meno male che si volevano evitare sovrapposizioni…
De Crignis Paolo – Ogni tot militari, un forestale per controllare che non si facessero male, questo è quello che succedeva una volta.
Fabio Tor – Militari? Bravi ragazzi.!!! ma bravi ragazzi non basta. Inadeguati e non attrezzati, la maggior parte delle volte sono stati messi a controllare gli accessi delle aree percorse dal fuoco per evitare che si facessero male…. sulla loro buona volontà nulla questio, ma andare a spegnere un incendio in un bosco non è questione di buona volontà. e se non vuoi rimanere li dentro devi sapere cosa fare.
E poi nella Regione autonoma di Sicilia dove i Forestali in divisa in Sicilia ad oggi sono 600 circa e si sono dovuti accorpare comandi stazione per mancanza assoluta di personale.
Ma come al solito il dato fuorviante che ha la prevalenza è quello di questi 24000 “forestali” che altro non sono che operai stagionali per max 101 giornate lavorative all’anno in carico al Dipartimento sviluppo rurale e territoriale, praticamente come l’ex asfd, che si occupano di manutenzione boschiva (quando ci sono i fondi e solo dal momento in cui essi vengono stanziati) .
Solo una aliquota di 5400 unità viene utilizzata per l’antincendio h 24.
Il calcolo è semplice. Basta dividere 5400 per nove province, per cinque turni, togliere i torrettisti che sono circa 240 per turno in tutta la regione, e si avrà uno scenario desolante : poche squadre antincendio disponibili per un territorio vasto e difficilmente raggiungibile nella stragrande maggioranza dei casi

Salvatore Parrino – Non so se ridere o piangere, ma sembra di assistere ad un film comico . Comico per le scene , tragico per i risultati. Una politica che prima commette la sciocchezza di sciogliere l’unico Corpo con un bagaglio di esperienza sul groppone veramente invidiabile. Poi annaspa sulle conseguenze di una riforma mistificata per ridurre le spese e che in realtà si sta assistendo all’effetto contrario. Per riparare ai guai combinati adesso mobilità l’esercito. Gente sicuramente volenterosa, ma impreparata e quasi certamente senza alcuna cognizione di incendi ed in probabile assenza di attrezzature ed equipaggiamenti . Farebbero più bella figura a dire , cari cittadini in buona fede abbiamo commesso un errore, cercheremo di ripartire dall’inizio rimettendo il tutto come era. Errare è umano perseverare diventa diabolico.
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Rossano Viscogliosi – Devo dire che se domani tornasse il cfs non è che si risolverebbe il problema degli incendi boschivi. Darebbe una mano, come ha sempre fatto. Il problema degli incendi è fuorviante. In realtà l’attività negli ultimi anni era molto diversificata. Il cfs non mancherà solo nella prevenzione e contributo allo spegnimento, ma mancherà in molti settori. Il tutto ovviamente rapportato ad una struttura numericamente limitata ma che era snella e poco ingessata con gente che, essendo capace, si faceva carico di risolvere anche problemi che non gli competevano.
Sonia Torresan – E avevano conoscenza diretta del territorio

Luciano Cassetta – Come e’ cambiato tutto, con la panda in servizio e nel baule il flabello, con la campagnola fiat con il bliz e 500 litri d’acqua.

Luciano Marini – Ma questa benedetta riforma non potevano inventarsela molti anni fa?…Mi sarei risparmiato una fatica enorme e vari problemi polmonari!…Battuta poco felice a parte ,è con grande tristezza che ora vedo angoli di bosco, salvati più volte dalle fiamme con grande sacrificio,andare in fumo! A che punto si dovrà arrivare perchè questa politica così insensibile all’ambiente realizzi che quello che ha eliminato andava invece potenziato?

Moina – In un dibattito si chiedevano soluzioni e non lamentele sulla questione emergenza incendi boschivi. All’inizio ho sorriso, fiera dell’appartenenza all’unica forza di polizia che avrebbe saputo contrastare il fenomeno e che un governo inadeguato ha spazzato via con una riforma.. poi, ho pensato “perché no? Perché non dare lo spunto per una soluzione emergenziale? Magari temporanea, nella speranza di un correttivo normativo.. perché il patrimonio naturalistico è più importante dei conflitti personali. Così, intanto, analizziamo il problema: la riforma Madia (patetica) ha distribuito male funzioni e personale. Funzioni da una parte, personale dall’altra. La direzione delle operazioni di spegnimento (DOS), garantita a livello convenzionale dal CFS veniva svolta capillarmente da personale che conosceva il territorio di giurisdizione come le proprie tasche. Interveniva nell’immediatezza (condizione fondamentale per la riuscita dell’intervento) e coordinava da una posizione dominante tutte le forze che intervenivano sull’incendio (flotta aerea, squadre a terra, protezione civile). Gli incendi non assumevano dimensioni epocali e la loro durata era contenuta. Alla fine dell’intervento, il sito era monitorato per scongiurare eventuali riprese. I VVF svolgevano brillantemente la loro opera concorsuale con le squadre dedicate alla boschiva, senza impoverire quelle dedicate al soccorso tecnico urgente. Il loro ROS (responsabile delle operazioni di soccorso, coincidente con la figura del caposquadra vf) gestiva in soccorso solo la parte relativa all’interfaccia. La situazione oggi è drammatica. I DOS sono diventati VVF e sono insufficienti. Si dividono i compiti con i ROS, che arrivano sull’incendio insieme alla squadra per lo spegnimento e dalla quale non possono staccarsi per avere un quadro generale della situazione. Dovrebbero, da una posizione sfavorevole, coordinare le squadre a terra (quali? La protezione civile viene allertata di rado, un po’ perché le procedure di richiesta sono farraginose, un po’ perché davvero il Ros – caposquadra – non ha la possibilità di staccarsi dalle operazioni di spegnimento quel tanto che basta per avere una visione di insieme) ed eventualmente attivare il DOS provinciale (figure disponibili in numeri irrisori, e spesso impegnati altrove) se ritiene sia necessario un intervento aereo. Il DOS arriva con tempi troppo lunghi per un contenimento efficace, non conosce il territorio, lavora in effemeridi e finito l’intervento se ne va. La ripresa dell’incendio diventa cronaca di una morte annunciata. Altro inciso va fatto sulla figura del ROS ( quel caposquadra che dovrebbe coordinare lo spegnimento a terra) la quale, assolutamente competente sullo scenario di interfaccia (incendio che lambisce le abitazioni), poco sa delle dinamiche del fuoco in relazione al combustibile vegetazione. Gli incendi, improvvisamente aumentano di numero, assumono proporzioni ciclopiche, durano giorni invece di ore. Intanto i carabinieri forestali vengono dotati di dispositivi di protezione individuale per intervenire su fuochi di piccole dimensioni. Siamo alla follia. Siamo allo sfruttamento mediatico delle buone intenzioni. Che ce ne facciamo di due ex cfs con un flabello sulle fiamme? 2 persone in più da tutelare per i VVF già piuttosto impegnati. E di responsabilità penali si parla. E allora, l’unica cosa da fare sarebbe restituire agli ex forestali quello che sanno fare bene. Non spegnere, ma dirigere le operazioni di spegnimento. Guardando lo scenario da una posizione panoramica sulla quale arrivare in tempo reale per conoscenza del territorio, perché i presidi sono rimasti, i comandi stazione sono attivi. E tutto tornerebbe alla normalità. Ex cfs coordina, vvf boschiva spegne, ros dirige in interfaccia, protezione civile sempre presente. Ma no, signori.. perché così facendo le Istituzioni sottotitolerebbero il fallimento politico che ha portato al disastro ambientale (e che non si esaurirà con la fine della stagione AIB -non spiegherò qui gli effetti degli incendi sulla stabilità idrogeologica). Le Istituzioni coinvolte dovrebbero dire: “scusa cara Madia, ma che me ne faccio di 7000 forestali se poi non posso intervenire nella direzione dell’antincendio, visto che (straccio di volpona) l’hai dato ai vvf (che non arrivano con i numeri)?” .. le Istituzioni e la politica (non tutta grazie al cielo) bloccano soluzioni ovvie per non dover ammettere le proprie colpe e la propria ignoranza. Ma una parte di politica, quella sana, sta combattendo contro questo scempio. L’uomo che sussurrava ai cavalli riusciva a curare quello che i benpensanti avrebbero ucciso..

Sergio Costa – Non ero a Vallombrosa… qui S. Giovanni Gualberto è stato duro sul fronte del fuoco forgiandoci nella fede e nell’amore per la natura.

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One thought on “TUTTO FUSO

  1. Alfonso 21 luglio 2017 / 9:25

    100 milioni di euro è il risparmio in tre anno con la chiusura del cfs, ma forse non basteranno 100 anni per ricostruire quello che il fuoco ha distrutto. Facendo la giusta proporzione quei 100 milioni saranno solo briciole di fronte ai danni perpetrati alla natura.

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