LA FAUNA DELLO STATO

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LA FAUNA DELLO STATO

AMARE RIFLESSIONI SUGLI ANIMALI ABRUZZESI: INTERESSANO SOLO AI CACCIATORI?

Così sembra a giudicare dalla presentazione a Pescara dell’accordo, del costo di 135.000 euro, tra Regione Abruzzo e ISPRA, il massimo organo tecnico dello Stato sui problemi faunistici, per la redazione del nuovo PIANO FAUNISTICO REGIONALE. L’ultimo è stato fatto nel 1992.
Erano anni che chiedevamo il Piano, nella regione dei parchi.
Questo strumento sarebbe fondamentale per: Piano Cave (se non sai dove nidificano aquile reali, grifoni, falchi pellegrini, lanari oppure se non sai dove vi sono colonie di chirotteri come fai a valutare il progetto di una cava?), Piano del Demanio marittimo (se non sai dove nidificano i fratini oppure dove svernano i Piovanelli tridattili come fai a decidere correttamente dove mettere uno stabilimento balneare?), ovviamente per la gestione della caccia e per la valutazione dei progetti che vanno in VIA (eolico ecc.).
Ebbene, in sala c’erano i seguenti rappresentanti di:
a)una ventina di cacciatori tra associazioni e ATC.
b)una sola riserva (Gole del Sagittario) su oltre 30 enti parchi nazionali/aree protette della Regione dove lavorano oltre 250 persone;
c)solo io come Stazione Ornitologica Abruzzese/Forum H2O (!) su decine di associazioni ambientaliste, animaliste e affini;
d)due organizzazioni agricole;
e)4 tra funzionari regionali e tecnici;
f)un rappresentante dei carabinieri-forestali:
Nessuno dalle università abruzzesi.
A parte l’assessore, nessun consigliere regionale o rappresentanti di partiti o movimenti politici, anche di quelli che in teoria si presentano come molto attenti all’ambiente e agli animali.
Dopo l’intervento del responsabile ISPRA, molto incentrato sugli aspetti venatori, sono intervenuto per evidenziare che la legge prevede che il Piano sia fatto per la corretta gestione della fauna in tutte le sue problematiche. Ho fatto l’esempio del Fratino per il Piano del Demanio e del Nibbio reale nel chietino per l’eolico. Ho aggiunto che in Abruzzo ci sono molte specie di interesse biogeografico minacciate dai cambiamenti climatici (Fringuello alpino, Arvicola delle nevi ecc.) nonchè decine di specie di chirotteri.
Insomma, il Piano non deve essere caccia-centrico.
Per onestà intellettuale ho anche stigmatizzato l’assenza di chi dovrebbe in teoria occuparsi di questi argomenti.
Però, se devo dirla tutta, a giudicare da chi c’era in sala e ha quindi in qualche modo espresso interesse per l’argomento, non potrei non capire l’Assessore regionale quando deciderà di mantenere questa impostazione filo-venatoria ignorando gli aspetti più generali.
Noi come SOA/Forum H2O faremo la nostra parte, come sempre, anche su questo piano dando un contributo fattivo ma se la società è questa non ci lamentiamo dei problemi della pianificazione dei progetti in Abruzzo e del futuro degli animali.

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