MAFIE, SINDACI E ALTRE TOSCANATE

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Chi ha inventato la bella balla del mondo rurale, quello “naturale”? Tipo “le città sono fogne, la campagna è la pace”? Chiunque fosse stato, merita il titolo di maestro dell’inganno.

Ma che pace, ma che vita! Il mondo rurale è in guerra perenne contro la vita. Altroché simbiosi, è la GUERRA CONTRO LA NATURA! Il mondo rurale schiavizza, sgozza, schiaccia, spara, intrappola, taglia, avvelena, uccide animali, disbosca, diserba per sfruttare meglio, il mondo rurale si diverte sulla pelle degli altri, il mondo rurale si beffa delle leggi della natura e segue una sola legge, che si può riassumere in “faccio quello che mi conviene, ad ogni costo e senza pietà!”

Il mondo rurale va raccontato per quello che è. Come scrisse una anima pura, imprigionata in uno dei paesini belli fuori e crudeli dentro:

“… Qui il pensiero è: se un animale da noia, si leva. La ghiandaia mangia le fragole? Si mette la trappola e si leva. La gazza va a beccare i fichi e le albicocche? Trappola e si leva. La volpe si avvicina troppo al pollaio? Trappola, e si leva. Il tasso fa le buche? Trappola, e si leva. Il bracconaggio in Toscana è vivissimo e la popolazione è d’accordo. In stagione di caccia si spara a ogni ora, soprattutto al crepuscolo ed alba quando le beccacce rientrano nel bosco (ed è vietato sparare in quei momenti). Il bosco è pieno di trappole per uccellini che finiscono in spiedini per le cene invernali. Sa quante persone conosco col freezer pieno di uccellini protetti? Di allodole pettirossi e altre bestioline? In paese la maggior parte della gente sta coi pastori, dice che al lupo bisogna sparare perché da noia, anche lui. La mentalità è quella. Io non vedo troppa differenza tra far fuori il lupo e la trappola infernale tesa a volpi, ghiandaie, gazze, tassi, istrici (quello lo prendono coi lacci, per mangiarlo e non perché da noia, ma sarebbe protetto…e in estinzione quindi lo affianco agli animali “che danno noia”) etc. Qui ammazzano tutto….”

Direte che le città non sono meglio? Forse, tranne che per due aspetti: il primo, le città, immerse nella stupidità e nell’indifferenza, non alzano muri contro diversamente pensanti. E poi, nelle strade cittadine gli assassini seriali sono una eccezione, e non una regola come nei paesini.

Poi c’è un altro aspetto, più celato, più segreto. Si dice che i mafiosi russi, con le borse piene di milioni, girano la campagna e comprano i terreni a go-go (un ettaro, un milione di euro in contanti). Però, i pastori sardi, attuali proprietari, non ci stanno. Allora, vengono aizzati i cani da combattimento che sbranano le pecore e la colpa ricade sul lupo. A chi non capisce, viene appesa una testa mozzata di lupo sulla porta della casa o del municipio. Fantascienza? Sarebbe facile verificare, controllando i passaggi di proprietà sospetti. La Forestale lo poteva fare facilmente. L’hanno dismessa per impedirlo?

Oggi, 20 maggio 2017 un pugno di animalisti è passato per Grosseto, protestando contro il bracconaggio privato e statale, contro gli amministratori toscani che chiedono deroghe per poter distribuire le licenze per uccidere. I pretendenti di “mi chiamo Bond, James Bond” sono tanti, decisi, coalizzati, pronti ad un sterminio aggiuntivo, contro una specie protetta, quella del lupo italiano. La Toscana rurale vuole sparare. E la Toscana statale la vuole assecondare.

Poi, ci sono le eccezioni eccezionali. Come il sindaco di Suvereto che, unitosi al corteo animalista, ci ha messo la faccia, con la fascia tricolore, per tutto il percorso. Ha parlato, dicendo cose giustissime che dimostrano alta integrità umana e l’onestà di un amministratore insolito. Il “primo cittadino” di Suvereto ha rappresentato, con tutti gli onori, una Toscana intelligente ed etica. O come alcuni cittadini di Grosseto che stanno dalla parte di chi difende le vite. O come tanti animalisti toscani, presenti al corteo.

Quindi, SI PUO’ FARE!

Sotto le nuvole belle e indifferenti, marciamo verso la meta irraggiungibile. Le battaglie vanno combattute anche se forse non possono essere vinte.

Ci sono ancora degli esseri che conoscono il significato della parola ONORE.

Bruno Stivicevic
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