LEGGENDE METROPOLITANE E OSCURI MISTERI

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LEGGENDE METROPOLITANE E OSCURI MISTERI

24 marzo 2015, un Airbus si schianta contro le Alpi in Alta Provenza, tra i morti una classe liceale.-
Pietro Del Soldà, ottimo giornalista di radio3, la più colta della RAI, conducendo il programma “Tutta la città ne parla”, si preoccupa per lo scempio delle salme che avrebbero fatto ….. i LUPI !
Gli scrissi:
Certi sindaci e giornalisti se usassero una qualche capacità intellettuale (astrattiva o esperienziale) saprebbero che qualsiasi corpo fisico (oggetto o umano) impattando contro rocce si sfracella, disperdendosi in pezzi nel raggio di decine o centinaia di metri nella zona circostante (il frammento più grande rintracciato fu una lamina della fusioliera di meno di un metro) ; se usassero una qualche capacità istintiva (atavica o infantile) saprebbero che qualsiasi animale all’assordante caduta dal cielo di una enorme macchina mostruosa, che scaglia intorno rottami pericolosi e sparge odore d’uomo e di sostanze innaturali, FUGGE e poi si tiene alla larga. MA LE CAPACITA’ DI SINDACI E GIORNALISTI NON SONO STRUMENTI: 
SONO STRUMENTALI!

13 gennaio 2014 sul quotidiano il TIRRENO compare la cronaca di tale Fiora Bonelli:
< Scansano (Gr): lupo rincorre lo scuolabus, ragazzino lo fotografa. Andrei, 13 anni, era appena salito quando ha visto il predatore: «Ci veniva dietro, ma si è impaurito, è scappato nel campo e io ho fatto lo scatto» L’immagine è un documento eccezionale. Prima d’ora nessuno era riuscito a immortalare un predatore, e certo non così da vicino. > 
Naturalmente il lupo che secondo la giornalista voleva cibarsi dei bambini nello scuolabus come fossero ‘carne in scatola’, stava sì correndo spinto da appetiti ma sessuali per una cagnetta, cosa del tutto naturale, lecita e innocua in quanto era un cane microcippato di nome Aaron, come spiegò il suo proprietario Stefano.
Coerentemente, si sarebbe dovuto sparare a tutte le nonne in attesa dei nipotini alla fermata dello scuolabus, trattandosi, come da letteratura, di lupi travestiti da nonna. Invece, a seguito dell’episodio,il deputato PD il maremmano Luca Sani, in quanto presidente della Commissione Agricoltura della Camera chiese deroga alle tutele europee per poter uccidere i lupi, ( forse anche vestiti da nonna o da suocera? …non so…..)

Se la caduta di stile di Piero Del Soldà credo sia imputabile all’incapacitàdi una persona urbanizzata di distinguere la verosimiglianza per quanto riguarda ambiente naturale e fauna di cui ignora etologia e dimensioni ( un lupo pesa tra i 25 e i 35 kg), invece la stampa di provincia, come la politica, è collusa con gli interessi dei compaesani, piuttosto che consapevole dei diritti/doveri dei cittadini, nel senso di cittadinanza.

Aggiungo una riflessione d’antropologia culturale: notoriamente i grossetani tra i toscani non sono considerati raffinati intellettuali, e tuttavia
– è assai sospetto che tutte le più assurde fole sui lupi si diffondano in Maremma;
– è anzi allarmante che a conferma delle infiltrazioni ‘ndranghetiste in Toscana l’esposizione di lupi uccisi seguano i canoni dell’avvertimento mafioso;
-è’ angosciante che il triangolo degli efferatezze sui lupi sia Scanzano-Manciano-Semproniano dove risiedono i coniugi a cui si è intrecciata la fine del Corpo Forestale dello Stato, ovvero l’on Bassanini che nel ’97 tentò di scioglierlo regionalizzandolo e la sen Lanzillotta che presiedeva con magistrale precipitosità quella seduta scandalosamente caotica che avallò per un solo voto la soppressione della Forestale nel 2015.

A onor del vero gli assassini di lupi recentemente hanno agito nel livornese e hanno grossolanamente risolto i distinguo filologici letterari-scientifici tra ibrido/cane cecoslovacco e tra nudo/travestito, scuoiando il lupo fatto trovare a Suvereto; eppure si conferma ancora una volta come l’odio si estenda a chi combatte ecoreati e zoomafie, giacché il sindaco è un convinto sostenitore della Forestale.

Gli albori dell’evo biocentrico sono ancora tenui e siamo nel tempi bui di stupidità e violenza in cui non si risponde all’augurale “In bocca al lupo!” con il logico “E viva il lupo!”.
Il mito di Romolo e Remo, passando per la credulità popolare e le leggende metropolitane, si è fatto storia macabra e racconto criminale 
Speriamo che si possa vivere in futuro in un “mondo di lupi” dove le guide paritetiche sono una femmina e un maschio gerarchicamente autorevoli grazie alla loro saggezza oltre che per prestanza fisica. Dove nei duelli il soccombente che mostra il collo non viene azzannato e dove il medesimo segno di assoluta fiducia nell’altro viene dato dalla lupa al corteggiatore, che ha prescelto come padre dei propri figli. Dove il rapporto d’amore coniugale si basa sulla reciproca lealtà e dove tutto il branco è coeso e solidale in un gioco di squadra sia per procacciarsi sostentamento sia nella tutela dei cuccioli, portati in bocca.
Sì decisamente una società futuribile auspicabile per gli umani, quella dei lupi !

Antonella Giordanelli

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