IL GRIDO DEGLI ULIVI

salento

aprile 2015 

Xylella, ovvero:UCCISI al secondo COLPO!
Secondo voi, che probabilità c’è che due parassiti da quarantena (un insetto e un batterio) a distanza di qualche anno entrino in Europa scegliendo la stessa NAZIONE, REGIONE, PROVINCIA ed addirittura EPICENTRO? Pur essendo due organismi completamente diversi?
Manco se avessimo uno scalo merci tipo Hong Kong, assisteremmo ad una simile casualità che non ha uguali in tutta Europa!!!
Quindi, a meno di essere lobotomizzati, qualche ovvia deduzione riusciamo ancora a farcela…
Dopo il Parassita degli Agrumi (anch’esso da quarantena), serviva un nemico invisibile, un batterio, a UCCIDERE il SALENTO.
Per il primo non sono state costruite trincee, fossati e mezzi aerei a eradicare a tutto spiano. Quello era SOLO IL PROMO, uno “scaldare i motori”, un avvertimento di ciò che ci sarebbe accaduto in seguito.
Ecco la Determina della Regione Puglia:
http://www.regione.puglia.it/…/prescrizioni_contro_organism…
Ed ecco anche la sottospecie di Linee Guida che fu emessa allora per questo parassita degli agrumi:
http://www.strateco.it/…/DEPLIANT%20ALEUROCANTHUS%20SPINIFE…
Non vi accorgete di niente?
Non vi sembra un déjà vu?
Perché sempre da Lecce?
Perché sempre lo stesso focolaio?
Perché si ferma sempre prima di Brindisi?
Mi trovate un esempio simile in un’altra stessa provincia d’Europa?
Perché a occuparsi della Biodiversità leccese è sempre lo stesso istituto-laboratorio barese BASILE CARAMIA, che si occupa di rintracciare la biodiversità leccese, ma anche di decidere le piante da far sparire dal Salento?
Cos’è, i Salentini piuttosto che inondare di pesticidi ed eradicare hanno preferito rinunciare agli agrumi ed allora serviva colpirli sul loro simbolo più forte e diffuso, quale gli ULIVI???
Ma quanto sarà vantaggiosa e per chi, questa Xylella?

 

3 ottobre 2015

LA FORESTALE IN PUGLIA CON IL VOSTRO COMMISSARIO SILLETTI…STANNO UCCIDENDO MIGLIAIA DI ULIVI SPECIE SECOLARI…CONTRO LA VOLONTA’ DEI PROPRIETARI E CONTRO LA PROTESTA CHE è PRESENTE DA MESI..SE QUESTA NON è DITTATURA…COME LA CHIAMERESTE??? PERCHE TUTTO IL CORPO FORESTALE NON SI INDIGNA???

Mimmo Giglio

 

IO SONO CONTRO XYLLETTI ANCHE PERCHE’ HO IN CORSO INDAGINI CON LA FORESTALE DI LECCE. CONOSCO GLI AMICI E NEMICI DELLA FORESTALE. SONO UNO PURO.

Due simboli concreti: la forestale salverà l’ ulivo sacro. SARA’ DURA MA NOI NON CI ARRENDIAMO

Siamo tutti grandi se siamo uniti

Antonio Baldari

 

28 marzo 2017

Centinaia di ulivi monumentali del Salento sradicati. La nostra storia, il nostro paesaggio, distrutti.
Per cosa? Per consentire il passaggio di un gasdotto pro
veniente dall’Azerbaigian, che trasporta il gas dei giacimenti del Mar Caspio.
La Regione Puglia aveva proposto un percorso alternativo, di minor impatto, che non è stato nemmeno valutato al momento della procedura di Via (Valutazione di Impatto Ambientale) del Ministero dell’Ambiente (quindi Governi Renzi e poi Gentiloni). 
Il gas. Cazzo. Che si potrebbe produrre dalle discariche e dalle aziende agricole. Si chiama biogas, e per far partire un mercato stimato dalle associazioni agricole di ventimila potenziali posti di lavoro, basterebbe firmare un decreto che si aspetta ormai da oltre un anno sulle normative tecniche degli impianti, per far partire la produzione.
Niente, figuriamoci. Le cose serie e innovative, che creano lavoro vero, non interessano a Renzi e compari.
Bisognava prorogare all’infinito le concessioni di trivellazioni alle multinazionali, per il nostro fondamentale fabbisogno di gas, e far fallire il Referendum che si opponeva a questo scempio dicendo ai cittadini di boicottare il voto e di non andare alle urne, in barba ai principi costituzionali.
E non è bastato. Ora è indispensabile anche prendere quello del Mar Caspio, di gas, distruggendo le nostre coste e sradicando centinaia di ulivi.
E ai consiglieri regionali, comunali, ai sindaci, ai normali cittadini che protestano pacificamente, cariche della polizia e manganellate.
Stato criminale.

Mauro Romanelli

 

28 marzo 2017

È stata una scena surreale. Una scena da regime.
Vedere i poliziotti che strattonavano, alzavano la voce e il manganello contro una fascia tricolore (che tra l
‘altro era al telefono con il Prefetto)… 😡
Non hanno avuto rispetto di nulla e di nessuno. Ci circondavano e ci spingevano neppure fossimo delle povere mucche da portare al macello.
Una sensazione totale di impotenza, perché in genere siamo abituati che di fronte ad un problema di ordine pubblico si possono chiamare le forze dell’ordine… ma in questo caso le forze dell’ordine erano il problema di ordine pubblico!!!

Adriana Piliego

 

A San Basilio Melendugno hanno scatenato tutte le forze dell’ordine contro inermi e pacifici cittadini. È la nostra guerra…la guerra tra il cittadino e lo Stato!… È l’ ora di rivendicare la nostra sovranità.

Ho visto sguardi in difficoltà, gli uni contro gli altri…un uomo padre di famiglia. Che riceveva sputi rabbia rancori rimproveri ma anche consigli appelli riflessioni pensieri perché comprendesse il dolore di chi di fronte a sé sta difendendo la terra… Gli uni costretti ad ubbidire e gli altri liberi di scegliere. Se solo potessero parlare quegli sguardi non ci sarebbe più questa avversità quest’odio che qualcuno più alto di noi ha scatenato!

Mimmo Giglio

 

29 marzo 2017

Oggi è stato diverso … non è stato come gli altri giorni ma molto molto più doloroso … perché oggi quegli alberi che per quanto straziati ed incappucciati erano sempre lì …oggi no, non c’erano più … il deserto in un’area tanto vuota quanto immensa …ci passavo accanto e non riuscivo a trattenere le lacrime …e piango in ogni parte del mio corpo piango …mi e ci stanno strappando anima e cuore …
#notap
#stopfarsaxylella

Gabriella Spano

SAN FOCA-MELENDUGNO: è dura, e vedere di notte quei ragazzi con il tablet che studiano per l’esame e pure stan lì, al freddo, con la luce led sulla testa, e fan presidio h24 lungo le strade del territorio, mentre costruiscono il loro futuro e difendono la dignità-integrità della loro terra, fa riflettere!

Oreste Caroppo

Da appartenente alle forze di polizia … forza cittadini salentini…

Salvatore De Dominicis 

 

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One thought on “IL GRIDO DEGLI ULIVI

  1. alfonso 13 aprile 2017 / 9:00

    Noi apartenenti al Corpo Forestale dello Stato è toccata la stessa sorte degli ulivi del salento, sradicati dalla nostra storia, dalle nostre tradizioni, dal nostro modo di vivere, dal nostro modo di pensare.

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