NEMESI

NEMESI

18 aprile 2015 

Caro forestale,
io ti ho visto. Ti ho visto salvare un animale, svelare una frode, spiegare la natura a una classe di bambini, spegnere un fuoco con una pompa vecchia di almeno 30 anni. Una volta mi hai anche regalato una “scacciafuoco”: un attrezzo semplice, che si fa con i vecchi manicotti ignifughi e un bastone e funziona alla grande.
Qualche giorno fa ti ho anche visto in lacrime davanti a un ulivo centenario che vi hanno voluto far abbattere ad Oria.
So che erano lacrime vere, come le mie. E parlavano del dolore, della rabbia, dell’impotenza.
Ma so anche che nei piani folli di chi ci governa c’è pure quello di “chiudervi” e che contro lo smantellamento del Corpo Forestale dello Stato si è anche levata la voce di tutti quelli che sono contro le mafie.
Ed ora a te, proprio a te, hanno affidato il compito di essere il “braccio armato” di quelle mafie che combatti da tutta la vita. Sì, perchè l’”affaire Xylella” questo è: mafia, reato contro l’ambiente, attentato alla salute pubblica. Lo so io come lo sai tu.
Sappiamo che dove non ci saranno più ulivi ci saranno superstrade che non servono a niente tranne che a nascondere tonnellate di rifiuti. E poi speculazione edilizia e devastazione.
Sappiamo, tu ed io, che respireremo altri veleni e i primi ad ammalarsi saranno i bambini.
Allora ti chiedo solo una cosa: dì no.
Dillo alto e forte, perchè tu hai giurato per difendere l’ambiente e il bene comune.
Ogni volta che ti chiedono di fare abbattere un ulivo: dì no, perchè hai giurato di proteggerlo.
Ogni volta che ti chiedono di andare contro ragazze e ragazzi: dì no, perchè il tuo lavoro non è l’ordine pubblico.
Ogni volta che ti chiedono di fare spargere veleni: dì no, perchè tu sai cosa sono davvero.
Quello che ti chiedo si chiama obiezione di coscienza, si chiama disobbedienza civile.
E’ una pratica semplice, non violenta, dignitosa.
Non sarà facile, ma io e tanti altri allora saremo dalla tua parte. Ti difenderemo se ci difendi.
Saremo al tuo fianco se sarai nei guai, se ti daranno provvedimenti disciplinari e multe, se ti stroncheranno la carriera. Tenere fede a un giuramento, vivere con onore e con dignità ha sempre un prezzo, per tutti. C’è tanta storia ad insegnarcelo e tante vite ben spese.
Ma insieme saremo, come siamo, una comunità. Quella società civile che ha cervello, cuore, gambe e braccia per resistere.
Come gli ulivi.
Contorti, piegati, a volte spezzati da un vento più forte e dall’idiozia degli uomini.
Ma vivi.

Dhyan Gandha Emanuela Risari

 

28 marzo alle ore 22:20 

Molti bambini sognano di entrare nelle forze dell’ordine per aiutare le persone: sognate altro perché sappiate che non sempre aiuterete le persone, sempre più spesso arrivano per caricare i cittadini. Oggi a Melendugno caricavano e manganellavano chi chiedeva il rispetto della legalità. Sindaci, parlamentari, consiglieri regionali e cittadini inermi presi a manganellate da chi invece dovrebbe essere al servizio dei cittadini. Oggi erano al servizio di chi vuole distruggere la nostra vita. Ci sono stati dei feriti tra di noi, abbiamo chiamato il 118 ma gli operatori sono riusciti a passarci solo del ghiaccio con le braccia allungate nel cordone delle divise. Altra carica, altri feriti! Si richiama il 118, arriva l’ambulanza che si allontana subito. Nuovamente una carica, richiamiamo il 118 e ci rispondono che ci sono le ambulanze delle forze dell’ordine, pazientemente spieghiamo che sono stati loro a colpirli e chiediamo che vengano. L’ambulanza viene mandata da Lecce e viene mandata al di la’ del cordone, vicino al cancello del cantiere tra le forze dell’ordine e gli uomini di TAP affaccendati a parlare e gesticolare con gente in divisa, probabilmente i capi. E anche su questo ci sarebbe da dire. Con cariche, manganellate, calci e spintoni sono riusciti a far passare i camion che entravano, caricavano gli ulivi e uscivano scortati dalle divise. Un gruppo bloccato nei pressi del cantiere, tenuti li per ore fino a quando siamo riusciti a creare un varco tra i cordoni e sono riusciti a passare. Scene surreali ogni volta che passavano i camion si abbassavano le visiere, manganello scudo e schieramento a testuggine, appena andavano via si rilassavano. Dimenticavo l’elicottero di Tap che vigilava affinché gli ordini fossero eseguiti. Una giornata assurda, mi sono seduta per terra e mi guardavo intorno, vicino a me un ragazzo ferito alla testa, altri feriti in giro e cariche, continue ed inutili solo per far si che passassero i camion di TAP l’illegale. Guardavo lo schieramento e guardavo noi, lì inermi, eravamo accerchiati all’ingresso del presidio, anche i bagni erano al di là dello schieramento. Finanzieri, polizia, carabinieri lì schierati in tenuta antisommossa, pure l’antiterrorismo c’era. Nel frattempo abbiamo cercato di informarli un po’ su tutta la vicenda Tap, sulla dittatura azera, sul progetto del gasdotto, insomma qualcosa l’avranno imparata. E da bravi operai, non appena gli uomini al servizio di TAP hanno finito il lavoro di questa giornata, anche le forze dell’ordine hanno cominciato a ritirarsi. Qui la scena diventa comica: arriva la camionetta si girano mentre alcuni di loro, visiere abbassate, scudi alzati iniziano ad indietreggiare, controllavano caso mai li colpivamo alle spalle: NOI NON SIAMO VIGLIACCHI, NON COLPIAMO ALLE SPALLE PERCHE’ NOI SIAMO DALLA PARTE DELLA LEGALITA’ E VI GUARDIAMO NEGLI OCCHI ricordandovi che su questa terra ci vivete anche voi e non abbiamo paura perché accarezzate il manganello. Questo è il resoconto di una parte della giornata, all’incirca dalle 12.30. Manca la mattinata che è stata anche peggio perché un eroe di questa terra ha avuto un malore ed è stato portato in ospedale.
Oggi lo Stato contro lo Stato.
Quando si devasta il paesaggio oramai è consuetudine che si chiamino le forze dell’ordine.

Eliana Fanelli

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One thought on “NEMESI

  1. Dario De Nardin 1 aprile 2017 / 10:08

    COMMENTO? C’e poco da commentare. Io, se potessi, farei semplicemente COPIA-INCOLLA di questi due articoli sulla faccia di quei DEFICENTI che hanno inventato lo smantellamento del CORPO FORESTALE DELLO STATO.

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