E’ UNA CARNEVALATA?

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Giovedì 23 febbraio 2017, cd Giovedì Grasso,

un giorno che nella tradizione rimanda ad un evento goliardico, ad un tempo fatto di divertimento, di festa… E invece no, non credo di poter e di dover festeggiare. Oggi Vi scrivo queste poche righe non tanto per cristallizzare su di un foglio uno sfogo personale bensì per denunciare l’attuale clima abulico e straziante in cui si ritrovano a lavorare tanti colleghi del glorioso Corpo Forestale dello Stato, per me mai morto, perché la fine di una amministrazione così amata e rispettata non può demandarsi alla follia di un provvedimento normativo palesemente irrazionale ed incostituzionale ma solo all’eradicazione del ricordo nella memoria degli stessi forestali che ahimè gradualmente si sta realizzando in molti di noi.

Allegria? Siate allegri? Usiamo i gruppi FB e WhatsApp anche per rompere lo strazio, l’aria pesante che tira in questi momenti di nulla? Ma a pro di che, scusate? Per completare le nostre giornate nella colpevole consapevolezza che non sarà più lo stesso, con la certezza che un decreto ministeriale violenterà ancora una volta la grammatica italiana usando i termini di “specialità” e “continuità” per definire una entità di soggetti, o meglio, vittime, ignare non so fino a che punto, di un esperimento professionale e sociale praticamente fallimentare. Davvero Vi basta solo percepire uno stipendio al di là di quello che si è, di quello che si fa e farà, l’importante è pensare a portare a casa la retribuzione costi quel che costi? E’ uno squallore vedere gente che si lamenta e china il capo di fronte alle ingiustizie!

Ah già ma ora siamo militari, non abbiamo più gli stessi diritti, se prima potevamo manifestare, scioperare, stimolare scelte provvide ora invece siamo soldatini di piombo da piazzare su uno scacchiere, privi di ogni autonomia, di iniziativa, di spirito, di anima, di libertà! Ma davvero pensate questo? Eppure quando tutte queste prerogative ci erano ancora riconosciute non ho visto così tanti forestali esternare in modo chiaro il proprio dissenso alla distruzione della propria casa. Ci faranno studiare l’etica dell’Arma? Io mi domando, invece, che fine abbia fatto l’etica del FORESTALE.

Siete soddisfatti di questo transito? Siete rassegnati a che tutto degeneri? Siete oramai convinti che non ci sia più niente da fare? Personalmente non sono per nulla soddisfatto e sono convinto che se non ci sarà un riscontro in tal senso da parte dei colleghi forestali, si continuerà a sbagliare, si continuerà a snaturare le nostre personalità, i nostri ideali, la nostra professionalità. Inviterei i nostri colleghi COBAR e COIR a prendere serie ed urgenti iniziative finalizzate a manifestare il vero dissenso dei forestali all’attuale nebulosità organizzativa e superficialità gestionale che tradisce ogni progetto normativo fondato sulla continuità di funzioni e mantenimento delle sedi di servizio e di una struttura forestale autonoma. REGIONALI a breve chiusi, così come GRUPPI al collasso e STAZIONI prossime alla chiusura o all’accorpamento con quelle CC territoriali. Non credete sia necessario guidare tale riassetto proprio partendo dalle indicazioni e dai suggerimenti di chi esercita sul territorio le funzioni del forestale? Il cd. BENESSERE del PERSONALE è attualmente il MALESSERE di TANTI. Sarebbe auspicabile denunciarlo a chi di dovere! Così come sarebbe espressione di civiltà permettere al personale che non riesce a ritrovarsi in tale “quarta dimensione professionale parallela” non altrimenti definibile il transito verso i ruoli civili o presso altre Amministrazioni Pubbliche statali praticamente vuote ed affamate di impiegati. Opportuno anche riunire periodicamente il personale forestale per utili confronti propositivi e di denuncia e non limitarsi all’indicazione di uno mero spazio “ lamentele “ o di indirizzi e numeri telefonici che lasciano il tempo che trovano.

L’identità! Altro tema che tocca il cuore, la mente, le motivazioni dei forestali tutti! Indossare una mimetica da campagna grigia, differenziarsi per colori e caratteristiche che permettano di non perdere alcun legame con il CORPO FORESTALE DELLO STATO, con il nostro passato, con la nostra identità, possono sembrare cose banali ma rimane l’unico modo per marcare la differenza, non in termini di superiorità o inferiorità, ma in termini di SPECIFICITA’ ASSOLUTA che non deve essere mai superata. Vestire una mimetica nera, guidare una vettura nera o esibire scudi che non marchino alcuna differenza di funzioni, storia, competenza, sono l’anticamera della cancellazione del nostro lavoro, quello che qualcuno ha definito come il mestiere più bello che si possa esercitare, quello che migliaia di cittadini hanno apprezzato riconoscendolo come essenziale e insostituibile.

Massima stima e profondo rispetto per l’Arma dei Carabinieri per la Sua storia ed il sacrificio giornaliero di tutti i Suoi Lavoratori.

Amore incondizionato ed esclusivo per l’UNICA Amministrazione scelta, l’unica ad ORDINAMENTO CIVILE per la quale ho deciso di vestire la divisa, quella del CORPO FORESTALE DELLO STATO, per la Sua storia, i Suoi colori, la Sua organizzazione, i Suoi valori indiscussi.

Fonte: http://www.sapaf.it/introspezione-di-un-forestale

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