Cancellata ogni insegna come infamia

scritta ispettorato generale.jpg

Ciao Papà,
sono 5 anni da quando ci hai lasciato per “andare avanti” verso un mondo diverso, certamente migliore di questo nel quale siamo rimasti noi “mortali”.
Sono cambiate tante cose qui, come altre sono rimaste intonse nella sostanza e nella logica.
Partiamo dalle seconde:
– Siamo tutt’ora alle prese con l’ennesimo Governo di non eletti secondo la logica che l’espressione democratica del popolo è un pericolo per il paese! Già a te sembrava assurda la nomina di Monti… figurati come la prenderesti oggi!
– La politica è rimasta, come quando eri tra noi, quello sconcio di inciuci e di compromessi volti solo a garantire onorevole benestare a loro che decidono e nulla, al massimo le briciole ammuffite, al popolo.
E’ cambiato anche molto:
– Hanno soppresso il Corpo Forestale dello Stato, ciò in cui tu credevi e per il quale hai speso una vita nell’ottica di un sempre più efficiente servizio alla Nazione, passando quasi tutti nei Carabinieri, in un apposito ruolo tecnico che per i Forestali di prima è ad esaurimento.
– La Scuola che tu amavi tanto ed alla quale hai sempre privilegiato ogni attenzione e momento della tua vita non è più CFS e stanno cancellando ogni insegna del Corpo dappertutto quasi sia una infamia il fatto che sia esistito.
– La Direzione Generale, quel palazzone in cui si respirava la quinta essenza del CFS ai tempi dei Forestali di una volta, di quelli che, come te, avevano respirato il profumo dei nostri boschi all’alba ed impastato le suole degli scarponi con il fango, e non solo, che avevano sofferto e lottato per salvare anche solo una pianta da uno di quegli incendi che duravano giorni quando era la frasca e l’olio di gomito a farla da padrone, è cambiata, all’ingresso, sullo sfondo, c’è la Carica di Pastrengo imposta dalla nuova proprietà.
– Hanno provato a levare la scritta sul lato sinistro, quella dell’inaugurazione “.. Economia Montana…” ma la Sovrintendenza gliel’ha fatta rimettere dopo qualche ora.
– Il personale è mortificato, alcuni incaxxati, altri hanno preferito passare a ruoli civili, perdendo la qualifica e la certezza di fare il lavoro che amavano, anche quelli che non parlano o scrivono, sono sconcertati e delusi ma, da uomini servitori dello Stato, non mancheranno di comportarsi sempre al meglio anche nella nuova divisa.
– Chi era nelle condizioni di entrare in quiescenza ha preso il cappello e s’è liberato dal dover subire il cambiamento.
– Chi l’ha presa bene sono i vertici, passati nella nuova divisa con dovizia di torri, greche e stellette senza imbarazzo o timore di essere poco preparati a quel ruolo che per i militari è da sempre indice di un percorso formativo e lavorativo fatto di studi specifici, di sacrificio, dedizione, destinazioni di lavoro sofferte, rischi operativi e sottomissione al carisma o alla dominanza dei superiori.
– Il servizio Anti-incendio, quello per la cui creazione ti sei tanto battuto quando parlavi di elicotteri e ti prendevano per matto, non c’è più, la competenza è passata ai VVF, insieme ad una piccola aliquota di Forestali. Ma che qualcosa non vada per il verso giusto già si avverte perché, a fronte di un carico così significativo di impegno, non gli hanno dato personale e mezzi in misura adeguata ed una organizzazione idealmente distribuita sul territorio. Sarà dura per loro e per chi lavorerà sugli incendi almeno per qualche anno.
Non te la prendere come avresti fatto qui, sono cose che capitano quando non si crede nel proprio lavoro e si pensa solo a convenienze di comodo, quando il merito lascia il posto al tramestio di incroci di interessi privati o al miraggio di ricompense più alte, siano esse voti per i politici, posti importanti per qualcuno, giro di danaro per tutto ciò che i cambiamenti epocali generano inevitabilmente ed alla qual cosa noi Italiani siamo mestamente abituati.
Verrebbe da dire beato te che ti sei liberato del fardello di soffrire per gli accadimenti terreni, delle angherie e della violenza contro cui combatto da anni da parte di chi ha preteso di esercitare violenza su altri utilizzando il nostro nome ad arte in una assurda guerra che continua solo grazie alla bradipale lentezza della Giustizia italiana.
Grazie ai tuoi insegnamenti, alla tua filosofica interpretazione del “dopo il male viene sempre il bene” andiamo avanti guardando sempre negli occhi i nostri interlocutori, molti dei quali volgono lo sguardo altrove per vigliaccheria, per vergogna o molto più semplicemente per l’incapacità di essere uomini in senso lato.
Grazie di essere stato il Padre che sei stato, l’Uomo che sei stato, il Maestro di vita per me e per tanti altri che, anche a distanza di decenni, hanno sempre una parola di elogio per il tuo essere umanamente vicino a tutti col cuore prima che con il grado della divisa o l’importanza del ruolo.

Alberto Berti

Annunci

One thought on “Cancellata ogni insegna come infamia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...