InCANTO

colpo-al-cuore

Alla televisione l’ultimo concerto dei Pooh, dagli anni 67/68 in poi compagni di buona parte della nostra vita, scandendo i momenti di chi, come me, ha oltre 60 anni, e credeva nell’importanza dell’essere uomini e credere in un futuro migliore. Il parallelo con alcuni dei momenti che ho vissuto, da figlio, del Corpo Forestale dello Stato, i momenti dell’ingresso, a pieno titolo, tra le Forze di Polizia attive e presenti, al punto che quando alla Scuola di Cittaducale, comparvero le prime auto con lampeggiatore e sirena (CFS 911 – CFS 913) molti, anche del CFS, si meravigliarono, preoccupandosi, del diritto di chiedere strada per le esigenze istituzionali del momento.

Nacque il Primo Reparto AIB, la Sala Operativa, i primi apparati radio (CB), e l’Italia cercò di accaparrarsi l’intervento del Corpo attrezzato al meglio per le situazioni più difficili e critiche.

Tutto era nell’ottica di uno sviluppo, con i pochi mezzi a disposizione, personale carico di speranze e motivato dall’orgoglio di essere, prima di tutto FORESTALE.

La grande famiglia del CFS ha via via accesciuto la propria specializzazione, presente in tutte le circostanze in cui è stato necessario essere al fianco del cittadino, calamità diverse per natura, episodi talvolta minori e talvolta primari, hanno sempre visto la divisa grigio verde del CFS presente e disponibile, prima di tutto col cuore che con l’obbligo di esserci.

La musica prosegue e si aggancia ad altri periodi, la legge sugli incendi boschivi, la costituzione del Servizio Antincendio ed i primi elicotteri, rossi e bianchi.

Cambiarono i rapporti con le altre strutture, sempre cordiali ma con quella punta di invidia di un Corpo che, crescendo, aveva i requisiti per essere sempre più presente, più importante.

E venne anche il servizio di ordine pubblico, G8 di Genova 2001, cosa che meravigliò alcuni, incombenza certamente “scomoda” ma doverosa portata avanti con professionalità e dedizione. Avanti per altri eventi, più o meno importanti, ma sempre al fianco di tutti, Corpo Forestale presente sempre, e chi, come me, per lavoro era sempre nelle posizioni migliori per assaporare l’essenza del lavoro del CFS, al di là dell’appartenenza di sangue, spesso ha assistito a episodi lontani dalla cronaca, ma significativi, commoventi, critici, in cui sempre il Forestale ha dato il meglio di se, oltre le proprie mansioni, superando ostacoli, anche interni, allo svolgimento del proprio lavoro.

Olimpiadi 2006, Torino, cambia qualcosa, vi risparmio i dettagli ma, chi c’era, ricorderà le auto arrivate dalla periferia con le gomme lisce per mancanza di fondi. Chi c’era ricorderà le festose premiazioni a Villaggio Italia degli atleti, alcuni dei quali appartenevano al CFS. Grandi, meravigliosi, festeggiati da tutti i dirigenti italiani del CFS giunti per l’occasione, mentre da Roma intervengono i Capi, con l’aereo del CFS che fa la spola, compatibilmente con le esigenze dei trasportati. E mentre nelle periferie c’è chi scalda l’ufficio con i propri soldi per pagare gas e gasolio che non è stato pagato dal Regionale, mentre c’è chi lascia l’auto di servizio al colmo di una discesa per permetterne l’avviamento la mattina, si mangia e si beve alla salute dello sport, sino a ritardare di oltre due anni i pagamenti di chi, come la mia azienda, ha lavorato per fornire gli elementi chiave di supporto al lavoro delle pattuglie impegnate nella manifestazione.

Cambia la logica, si trasforma l’essenza interiore del Corpo, menomato progressivamente delle prerogative che ne avevano consentito lo sviluppo, nasce qualcosa che, almeno nelle intenzioni, avrebbe dovuto essere un stadio successivo al lancio a livelli superiori…(cavolo quanto ho scritto) quello di una cancellazione, dell’accorpamento, della consegna della gloriosa Bandiera alla memoria di un museo. Cambia la divisa, dividi il personale, sostituisci i civili con i militari, ridistribuisci le competenze, crea un comando intermedio, scrivi Carabinieri sulle auto verdi/bianche del CFS, lascia per strada una parte del personale. Affronta migliaia di ricorsi………

Il concerto prosegue, emoziona parte di noi che abbiamo vissuto la storia dei Pooh, ma il magone prende il sopravvento non per la nostalgia ma per la sostanziale cattiveria del trattamento riservato alla Forestale, utilizzata sino allo stremo finché ha fatto comodo, dimenticata, sciolta, divisa come si confà ad un perdente che perdente non è, casomai una vittima. Che saprà conservare dalle proprie ceneri la capacità di risollevare la testa, di riprendersi ciò che è nel suo diritto, quello di essere semplicemente IL CORPO FORESTALE DELLO STATO.

Alberto Berti

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