LA TESTA DEL CFS SU UN PIATTO D’ARGENTO

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Ormai siamo assuefatti a tutto e probabilmente non abbiamo più neppure la speranza di poter modificare le cose o salvarle.
Come Sindaco, amministratore pubblico, non voglio perdere la speranza e continuo, come ne sono capace, a lottare.

Il 31 dicembre è stata ammainata la bandiera del Corpo Forestale dello Stato che aveva iniziato a sventolare nel 1822.

E’ sorprendente constatare la lungimiranza che c’era nell’istituire questo corpo in un Paese come l’Italia che ha da salvaguardare uno dei più importanti e suggestivi paesaggi del mondo; sorprendente, al contrario, vedere la cecità dell’attuale Parlamento che ha votato la sua soppressione spinto dal vortice disfattista e pasticcione dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Spacciare per grande riforma una vendetta, un pegno da pagare a qualche “padrone” risentito dai controlli della Forestale, è una prerogativa di questo “politico”.

La vera riforma, infatti, se per davvero si volesse riformare, era quella di riunire in un solo corpo tutte le forze di polizia (da cinque a uno), ridurre il numero di generali e graduati, incentivare e ricercare l’efficienza, togliere dagli uffici migliaia di agenti il cui ruolo e compito non è quello di combattere le scartoffie ma la criminalità.

Ora alla montagna è inferto un altro fendente come fendenti vengono inferti ai consumatori che saranno meno tutelati e agli animali in genere che saranno lasciati alla mercè di persone senza scrupoli.

Questo è l’effetto pratico della riforma Renzi. In termini di risparmio nulla, come sempre, se non, addirittura, aggravi di spese.
Gli agenti forestali restano con la loro organizzazione e l’integrazione nell’arma dei Carabinieri è una finzione pasticciata.
Quello che invece non sarà finto sarà l’impossibilità, per la Forestale, di svolgere il proprio compito.

A ben vedere, procurando un enorme danno, ben visibile soprattutto in montagna, alla Forestale era già stato limitato il ruolo con l’avvento delle Regioni. Un tempo, infatti, gli agenti forestali avevano il compito di indicare, albero per albero, quello che i boscaioli potevano tagliare. Dal 1972, invece, la forestale sanziona le malefatte dei «boscaioli» ma come è facilmente comprensibile, per la collettività, il danno è fatto visto che le sanzioni arrivano dopo il reato. S’è abbandonata, insomma, la politica della prevenzione.

Adesso si abbandona la politica di tutela del paesaggio, della salute degli animali e della sicurezza dei consumatori.

Il “buon” Renzi, ai sostenitori e finanziatori entusiasti della Leopolda, ha portato, su un piatto d’argento, la testa di un corpo di polizia che li infastidiva per la meticolosità dei controlli sulla provenienza e salubrità delle materie prime dei cibi.

Mi dispiace che la vittoria del NO, al referendum costituzionale, del 4 dicembre, non abbia la forza di eliminare le dannose «riforme» volute da Renzi e tra queste quelle dell’eliminazione della Forestale e l’orrenda legge Delrio delle Province.

 Luigi Lucchi, agronomo e sindaco di Berceto (PARMA)

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One thought on “LA TESTA DEL CFS SU UN PIATTO D’ARGENTO

  1. caterina gentili 11 gennaio 2017 / 7:41

    E’ una vergogna

    Mi piace

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