REDDE RATIONEM

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Il Corpo Forestale dello Stato, composto da poco meno di 8.000 uomini e donne, ha servito fedelmente la Patria, salvo qualche eccezione e talune defezioni, che sono inevitabili in una struttura composta da esseri umani. Soprattutto a livello periferico, il personale dei Comandi Stazione, si è dovuto da sempre adoperare, con pochi mezzi e con poche strutture (negli ultimi anni, per la verità vi sono stati miglioramenti significativi in questo senso), perché, dopotutto, ne avrebbe risposto personalmente e alla propria Amministrazione e alla Autorità Giudiziaria, se non si fosse adoperato a compiere al meglio il compito che gli era stato affidato.

Il personale C.F.S. delle Stazioni Forestali, operanti sul territorio, ha dovuto sempre occuparsi di mille problematiche. Questo tipo di Forestale, doveva essere, all’occorrenza, un po’ ingegnere, un po’ perito chimico, un po’ ornitologo, un po’ veterinario, un po’ esperto in dendrometria, un po’ esperto in botanica, un po’ selvicoltore, un po’ avvocato, un po’ esperto di erbe, un po’ di fiori, un po’ di funghi e tartufi, un po’ esperto di fauna ittica, un po’ esperto per coordinare lo spegnimento degli incendi boschivi, un po’ esperto in tecniche di salvataggio per la Protezione Civile, un po’ esperto in armi, soprattutto quelle per uso venatorio, un po’ esperto in tecniche di Ordine Pubblico, un po’ esperto di neve e valanghe, un po’ esperto in tecniche di investigazione per scoprire i piromani e comunque chi provoca gli incendi boschivi, e tanto altro ancora.

Il Forestale doveva sapere di tutto, per effettuare il controllo sul settore dei rifiuti, sul settore agro-alimentare, sul settore degli incendi boschivi, sul settore della caccia, sul settore della pesca, sul settore del bracconaggio, sul settore dell’inquinamento idrico e della tutela delle acque, sul settore delle cave, sul settore dei movimenti di terreno in senso lato, sul settore dei tagli boschivi, sul settore della raccolta dei prodotti del sottobosco, sul settore delle flora e della fauna, anche protetta da convenzioni internazionali, sul settore delle piante monumentali, sul settore delle zone di tutela, sottoposte a vincoli panoramici/paesaggistici, sul settore del transito fuori-strada, sul settore del trasporto di animali, sul settore di intervento per lo spegnimento di incendi, sul settore della Protezione Civile e su tanti altri settori.

Senza poi contare tutto il bene che facevano alla Natura in termini di ricerca e sperimentazione, tutti i nostri colleghi e anche gli operai specializzati, in servizio presso gli Uffici per la Biodiversità, presenti un po’ in tutto il territorio nazionale.

Negli ultimi anni, con l’entrata in vigore di numerosissime leggi, soprattutto regionali, si è davvero fatto fatica a restare aggiornati e si è dovuto a volte studiare la notte per la mattina, prima di effettuare un controllo ed inoltre partecipare a numerosi corsi di formazione. Però, con tutti i nostri limiti, siamo riusciti a salvaguardare, per come ci è stato possibile, il Patrimonio naturale di questa Nazione e anche la salute dei nostri amati cittadini.

Questo patrimonio di conoscenze, non so se verrà conservato, non lo so……ho i miei dubbi.

E comunque, evidentemente, ciò non è bastato e si è preferito sopprimere il C.F.S. piuttosto che cercare altre soluzioni per ottimizzare il servizio che tutto il comparto sicurezza poteva offrire al popolo italiano.

Ecco, ciò non è stato sufficiente o, come sostengono alcuni, avevamo svolto troppo bene il nostro servizio?

Mauro Cheli

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