EMME COME MAFIA

A tempo perso è divertente risolvere in enigmistica il famoso gioco “unisci i puntini” …  è comparsa una Emme.

M come Mafia

“La mafia ci salverà dal totalitarismo comunista”, sperava negli anni di piombo un lungimirante liceale, poi laureatosi alla Normale di Pisa ed ora docente universitario.

Allora era presidente della repubblica italiana il partigiano Pertini (già responsabile della strage di via Rasella che innescò la rappresaglia delle Fosse Ardeatine). Era già accumulabile al compagno Napolitano (poi responsabile dell’attuale regime dei nominati nipotini costituendi), poiché entrambi avevano pubblicamente plaudito ai carri armati URSS che reprimevano Budapest (1956) e poi Praga (1969).

M come Maremma

Per un paio d’anni,intorno al 2013, c’è uno strano allarme nel centro di Firenze (patria del Mostro della Massoneria perugina) e nella città di Prato (patria cinese dell’industria tessile dei rifiuti tossici): vengono rapiti e scompaiono cani di grossa taglia.
Si sospetta servano a tenere allenati cani da combattimento.
Nella primavera del 2014,  nelle pubbliche vie e piazze dei comuni grossetani di Manciano, Scansano e Semproniano (patria dei coniugi on.Franco Bassanini e on. Linda Lanzillotta, calabrese), sono apposti avvertimenti mafiosi tramite teste mozzate di lupi.
Contestualmente gli allevatori e specialmente i pastori sardi proprietari dei terreni in Maremma, dove un ettaro vale un milione d’euro, subiscono ecatombe di greggi.
Da sempre le pecore al pascolo sono custodite dai cani di razza maremmano-abruzzese. Grazie a ciò in Abruzzo, nonostante la presenza di orsi marsicani e lupi, non si sono mai registrate predazioni. Infatti i lupi (il cui peso oscilla tra i 25/35kg) non possono affrontare i forti e possenti cani da pastore che pesano il doppio. E pur tuttavia nel grossetano è strage di pecore.
Motivo plausibile potrebbe essere che i cani maremmani non sono ferocemente addestrati al combattimento come i molossi che è usanza russa far lottare tra loro o addirittura con gli orsi.
E’ noto che in quel di Toscana invece della favella sarda risuonerà presto la dolce lingua del DA.

Intensi sono i traffici tra l’est Europa e il sud d’Italia e le movimentazioni da sud a nord, passando per la cina nostrana.

E’ un gioco da bambini, ma non è ingenuo, unire i punti delle città toscane sulla cartina geografica: le banche come Monte Paschi di Siena e gli assessori come il calabrese Pasquale Macrì d’Arezzo, anche lui nominato come Matteo Renzi di Pontassieve e Maria Elena Boschi di Montevarchi (fuor di luogo Perugia con Massoneria e Mostro di Firenze)

  • Manovre e movimentazioni dei nuovi padroni della Toscana hanno un nesso con i lupi (che il sindaco di Manciano vuole sopprimere) e la Forestale (che gli onorevoli Bassanini e Lanzillotta vogliono da sempre soppressa)?
  • Coincide solo un nesso di casualità nelle emme di Maurizio Martina e di Marianna Madia?
  • O è un segno che ci deve far riflettere su un nesso logoco: se effettivamente negli anni di piombo ci avesse salvato la mafia, chi ci salverà dal totalitarismo in questi anni affetti da “saturnismo”?

 

prof. Antonella Giordanelli 
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