NESSUNO CREDE AI FANTASMI

Tale Maurizio Martina è il 34° ministro del fu dicastero dell’agricoltura, quello abolito da un referendum popolare tanto che gli si dovette cambiar nome con un altisonante MIPAAF. In tale dicastero opera il Corpo Forestale dello Stato.

Perché lì? Nessuno lo sa, ma probabilmente perché era proprio il vivo, reale, operativo, competente Corpo Forestale dello Stato che dava sostanza tangibile intorno a cui mantenere un riciclato dicastero cartonato.

Perché non assegnare al neonato Ministero dell’Ambiente gli 8000 agenti  civili e non militari del Corpo Forestale? Probabilmente perché l’indispensabile dicastero preposto all’ecologia avesse operativi in turnazione i 350 carabinieri dei noe che , essendo laici e non santi miracoli non ne potevano fare a tutela del sistema ecologico.

Eppoi, dopo l’eccesso di delega per l’acronimo Ministerodellepoliticheagricolealimentarieforestali, l’accademia della crusca avrebbe derogato un ministero dell’ambiente-foresta/mare/montagna/valle/pianura, della flora-fauna e del territorio agrosilvopastorale montano-rurale a tutela di biodiversità e biodiritto ?

Era in gioco l’italiano…

E’ noto che il CFS si fregia di una storia bicentenaria, invece il ministro Martina, da cui dipende a tutt’oggi non ha avuto neanche un passaggio in cronaca, benché quotidianamente nel settore di sua competenza s’aggiungano nomi negli annunci mortuari, Martina non compare mai neanche in effige:

  • ULIVI del SALENTO – la faccia è del commissario Xylletti,
  • EXPO’ – il marchio è degli sponsor CocaCola e Mc Donald,
  • TTIP – il cartello è delle multinazionali,
  • CFS – la maschera è di Belfagor.
Ecco perché mai nessuno lo ha né elogiato, né contestato, né accusato, né mai nominato. Anzi per essere precisi una volta Martina fu nominato da quel Renzi che appoggia il TTIP e sopprime la Forestale. Quindi per precisione nessuno lo ha mai eletto, né elogiato, nè contestato, né salutato perché lui, per scelta, è un nonvedente e passa non visto anche negli spazi delimitati d’Expò. O forse nessun addetto al cerimoniale gli ha mostrato il colore delle divise forestali affinché potesse riconoscere gli uomini e donne in servizio come agenti del suo dicastero all’Expò.

Tuttavia, per amor di verità bisogna ammettere che fino ad oggi Maurizio Martina, ha dato prova di sapere che esiste la Forestale perché due anni orsono, in occasione del 192° dalla fondazione del CFS, l’ha molto elogiata, concludendo che “chi è forte non teme i cambiamenti”.

Però non sappiamo se sa che ci sono state nel frattempo altre ricorrenze come i 110 anni dall’istituzione della Scuola forestale di Cittaducale, né se qualcuno gli ha spiegato che ora la tutela dell’agroalimentare, dell’ambiente, dei diritti animali, della biodiversità è passata al Mistero della Difesa (già ministero della guerra).

Comunque il 29 gennaio avendo il Consiglio dei Ministri approvato in via preliminare un

decreto attuativo, deve aver saputo che qualcuno lo aveva scritto e così , per non essere da meno, Martina ha scritto una letterina, che però un mailbombing gli ha sdegnosamente respinto al mittente: lui non rispose e non batté colpo e nessuno udì né parola, né lamento, né rumore di catene.

Però, improvvisamente, all’approvazione del decreto legislativo che abolisce la Forestale, il ministro Martina s’è levato per battere ogni primato olimpionico: in un minuto e ventotto secondi ha sparato in una successione mozzafiato:
1) i CC garantiscono un presidio territoriale straordinario (i comandi stazione nei piccoli comuni, anche montani, sono della Forestale, non dei cc)
2) i CC consentono di radicare l’esperienza nei territorio rurale (i cc non hanno alcuna esperienza nel territorio rurale, ma solo nei centri abitati)
3) garantisce il ruolo forestale e la specificità del patrimonio di professionalità forestale (il ruolo è ad esaurimento)
4) ringrazia per la riorganizzazione che abbiamo fatto> (hanno fatto tutto i carabinieri, lui, Martina, non c’era proprio a lavorare a Roma)

5) ringrazia per (non è stato sentito assolutamente nessuno né dei dirigenti né dei funzionari, né dei sindacati né tanto meno dei tecnici, degli agenti e degli operai del Corpo Forestale).

Martina è riuscito a mettere a segno ogni 20 secondi una panzana:
NESSUNO HA MAI CREDUTO AI FANTASMI
ma riecheggia un’infantile filastrocca in questa storia di ingenue letterine, mele avvelenate, intriganti Boschi, melliflui vampiri:
Min Martina agricoltore / dormi tu? dormi tu?

Suonan le campane/ suonan le campane /a morto, a morto.

prof.Antonella Giordanelli

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One thought on “NESSUNO CREDE AI FANTASMI

  1. Anna Pellanda 29 luglio 2016 / 16:49

    L’accorpamento del CFS ai CC non serve al bilancio dello Stato per fare economie ma solo a disperdere competenze benemerite. L’efficienza della macchina statale si deve reggere sulla divisione di compiti e il CFS ha esperienze che il CC non ha. E’ insensato fondere questi Corpi.

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