Il fondatore e chitarrista dei QUEEN – Brian May – aderisce alla Campagna #SalviamolaForestale

Brian May

Brian May, storico chitarrista dei Queen nonché attivista per i diritti degli animali, fondatore dell’associazione animalista Save Me, aderisce alla nostra Campagna #SalviamolaForestale. 

Dal suo profilo Twitter, infatti, ha lanciato un tweet dove invita a firmare la nostra petizione su www.change.org/forestale.

Grazie Brian. Spero che il tuo gesto spinga altri artisti ad aderire alla nostra Campagna.

Seggioli Raffaele

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3 thoughts on “Il fondatore e chitarrista dei QUEEN – Brian May – aderisce alla Campagna #SalviamolaForestale

  1. Giovanni Barcheri 24 agosto 2015 / 8:38

    Grazie di cuore Dr, Brian May.
    Come naturalista che ha visitato più volte l’Amazzonia esprimo apprezzamento per la tua sensibilità protezionista per l’Italia dove purtroppo proprio l’Umbria, la Regione di San Francesco d’Assisi, è stata la prima ad autorizzare la preapertura della caccia al 2 di settembre per massacrare le tortore selvatiche appena uscite dai nidi.

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    • Manlio 28 agosto 2015 / 17:22

      A quando l’apertura della caccia ai politici?

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  2. Gianluca Albertini 25 agosto 2015 / 21:01

    Ringrazio anch’io Bryan May per la sua adesione alla campagna “salviamo la forestale” e deploro invece quello che sta per accadere in Umbria, come ci è stato detto da Barchieri, con la riapertura anticipata della caccia dal 2 settembre prossimo. Vorrei inoltre esprimere un mio piccolo disappunto riguardo alla fotografia in cui il personaggio appare con un Tasso tra le braccia. Come antispecista vorrei solo ricordare che gli animali selvatici non possono diventare bandierine o occasioni da mostrare per soddisfare il nostro ego. Se questi animali come le volpi, i tassi, gli ungulati si avvicinano, sempre più, alle nostre abitazioni di vita, dovremmo porci la domanda: perché ciò avviene? E di conseguenza pensare ed agire in modo da fermare il danno ecologico o ricreare i nostri rapporti con questi altri esseri senzienti. E questo va di pari passo con la salvezza delle foreste necessaria per la ricostruzione dei rapporti preesistenti tra le specie. Quei rapporti che ci hanno regalato la bellezza della natura in tutti i suoi momenti, quello che purtroppo oggi stiamo perdendo. E non è un problema dell’UOMO ma della cultura antropocentrica laica e religiosa. Se non abbiamo ben presente queste cause continueremo a lamentarci e gli umani più forti e potenti continueranno a fare ciò che hanno sempre fatto, peggiorando irrimediabilmente la situazione, perché non siamo stati educati ad ammirare, pensare, prevenire ed evitare la rottura dei “legami” e vivere in pace (proprio quello negato dalla cultura antropocentrica. Un prezioso pregiudizio dei potenti umani ma anche un tragico pregiudizio, da combattere ed eliminare e che, se perpetrato a lungo, porterà la distruzione, nei modi che stiamo già conoscendo, di tutti i viventi sulla terra.
    Gianluca

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