3 Agosto 2015 – Giorno di lutto per gli alberi

3 Agosto 2015 20.27
Il Corpo Forestale dello Stato non esiste più.
Il governo italiano guidato da Matteo Renzi grazie alla legge: “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” firmata dal Ministro per la semplificazione e la Pubblica Amministrazione Maria Anna Madia e approvata oggi dal Senato di fatto abolisce il Corpo Forestale dello Stato. Una data questa che entrerà nella Storia italiana.

Non entro oggi nel merito politico di questa decisione (però lo farò a voce e in altri articoli anche nei prossimi giorni) ma in quello che riguarda la sua terminologia. Per spiegare il motivo che ha ispirato questo governo a procedere nell’abolizione del Corpo Forestale dello Stato utilizzo un esempio. Un giovane amministratore (giovane e quindi senza esperienza che forse ha studiato poco la Storia) dice: non sarebbe forse bene (per modernizzare e rendere più snelle le pratiche amministrative) ridurre il nome (per legge) di tutte quelle persone che hanno un nome più lungo di quattro lettere? Si risparmierebbe nelle amministrazioni, a scuola nei contratti etc… E quindi un adulto di quarant’anni che si chiamasse Alessandro secondo questa legge avrebbe un nome che diventerebbe Ales (queste sono proprio le motivazioni che hanno portato allo scioglimento del Corpo Forestale dello Stato, risparmiare e modernizzare). L’Alessandro in questione sarebbe contento? I suoi figli sarebbero contenti? I suoi parenti sarebbero contenti? Penso proprio di no.

Il nome oltre a dirci molte informazioni sulle piante (è quello che faccio ogni giorno come storico degli alberi) ma anche sugli oggetti che ci circondano, indica anche senso di appartenenza. Se chiamo (sempre lo stesso) Alessandro con il nome di Antimo lui non si volta perché? E perchè invece si volta se lo chiamo con il suo vero nome? Perché Alessandro è il suo nome e il nome indica senso di appartenenza (sembra una constatazione ovvia, ma spesso per i giovani che non si affidano alla Storia le constatazioni possono non essere ovvie). Così il nome forestale presente nella dizione di Corpo Forestale dello Stato ci indica che c’è qualcuno (in questo caso un Corpo dello Stato italiano) che protegge le foreste. Non solo ma se io faccio parte della Forestale so che il mio scopo è proteggere e garantire la sicurezza e il rispetto delle foreste, così come chi fa parte della protezione civile si occupa di proteggere i civili (abitanti della cives, la città, quindi) o chi fa parte dei Carabinieri di proteggere (con le Carabine una volta) ora con pistole e mitra la sicurezza degli italiani. Sempre a proposito dell’importanza del nome (e della divisa legata a quel nome) e di come il nome oltre a creare senso di appartenenza serva anche a creare la storia, riporto un altro esempio (forse più semplice da comprendere in questo periodo dominato dalla televisione).

A Roma ci sono due squadre, lo sappiamo tutti: la Roma e la Lazio (squadre gestite amministrativamente da società private) che però incidono sui costi della città e dello Stato,  vedi quando ci sono le partite: vigili, polizia per garantire la sicurezza,  traffico bloccato, mezzi della nettezza urbana azione per pulire etc… Non sarebbe meglio per modernizzare e snellire i conti dello stato togliere una delle due squadre e farne una sola per la città di Roma? Che senso ha avere due squadre quando ce ne potrebbe essere una? Ecco Renzi e la Madia è come se avessero deciso di togliere (per legge) la Roma (per il rispetto della cronologia, la Lazio è nata nel 1900 mentre la Roma nel 1927 quindi teniamo la squadra più antica) mettendo Totti (senza che lui abbia avuto la possibilità di scegliere)  a giocare nella Lazio. Un giovane amministratore potrebbe pensare beh così risparmiamo, in fondo giocano tutte e due nella stessa città e tutti e due danno calci a un pallone che cambia se di squadra ce n’è una sola? Cosa sarebbe successo a Roma di fronte a una decisione del genere? Che impatto avrebbe avuto una scelta fatta da una giovane amministratrice sulla storia e la cultura di questa città?

Ma veniamo agli alberi e alla cultura degli alberi in Italia. Lavorare per la cultura degli alberi significa creare affezione, amore, senso di appartenenza e rispetto per gli alberi. Quello che con grande capacità (riconosciuta a livello internazionale) ha fatto e continua a fare da anni il Corpo Forestale dello Stato in Italia. Oggi, dopo che è stata approvata questa legge (oggi per me è come se fosse un giorno di lutto per tutti gli alberi italiani) in Italia per ciò che riguarda la gestione dei suoi alberi e delle foreste ci sarà il caos. Un caos creato da un governo incompetente (basti pensare che si abolisce il Corpo Forestale dello Stato ma non i corpi forestali regionali delle regione autonome). E se prima quando qualcuno, magari un amministratore di condominio stava segando il Pino magnifico che viveva tranquillamente sotto la tua casa (semplicemente perché aveva deciso di togliere l’albero perché sporcava) davanti agli occhi di tua figlia (alla quale non potevi far altro che bendargli gli occhi, o disperatamente portarla via da quella scena dopo che qualche giorno prima gli avevi spiegato che quell’albero era importante perché ci abitavano gli uccellini) non sapevi a chi rivolgerti e disperato chiamavi la Forestale, e l’amico forestale interveniva con i suoi consigli e i suoi mezzi, ora (e per ora intendo quando la legge verrà applicata. Prima però faremo battaglia e cercheremo con tutti i mezzi democratici che questa legge venga revocata) quando un costruttore, un nemico degli alberi, chiunque armato di motosega decida di far fuori un albero non sapremo più a chi rivolgerci.

Antimo Palumbo

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2 thoughts on “3 Agosto 2015 – Giorno di lutto per gli alberi

  1. pelligra iole 5 agosto 2015 / 12:08

    sono assai amareggiata di questa legge…dobbiamo con tutti i mezzi democratici far revocare questa legge ingiusta.

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  2. Leonardo Lista 5 agosto 2015 / 13:47

    ci sono tante polizie locali che non si toccano…polizia provinciale…polizia regionle….polizia venatoria….abolire il C.F.S è da ignoranti e incompetenti…che fine faranno i vivai..ci sono aziende forestali curati dal personale forestale..per tutto questo da oggi in avanti ci mndiamo i carabinieri

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