SOPPRESSIONE DEL CFS – LETTERA APERTA AL GOVERNO

Buongiorno,
vorrei porre alla vostra attenzione alcune considerazioni personali sul Disegno di Legge delega sulla riforma della P.A. e, in particolare, l’art.7 nella parte in cui vorrebbe riformare le funzioni statali di tutel
a ambientale. 


Dopo l’inutile decreto Pisanu del 2006 sul riordino dei comparti di specialità delle forze di polizia (che altro non faceva se non “fotografare” esattamente lo status quo), mettere mano alla organizzazione delle forze di polizia era sicuramente una iniziativa attesa e opportuna. Gli sprechi (ma anche le croniche carenze), i conflitti di competenza e la razionalizzazione delle risorse in campo sono sicuramente gli ambiti più bisognosi di intervento. Ma ecco la sorpresa: nel disegno di legge in discussione non si affrontano complessivamente e razionalmente tali questioni bensì ci si limita a riordinare il Corpo forestale dello Stato “ipotizzandone” il suo accorpamento in altra forza.

La prima considerazione che viene da fare riguarda i modi: per incidere così radicalmente su un corpo di polizia dello Stato sarebbe stato doveroso presentare un disegno di riforma più ampio che comprendesse e citasse tutte le cinque forze di polizia in un ottica di razionalizzazione complessiva. Sarebbe stato opportuno un disegno di legge “ad hoc” anche, e non solo, in considerazione che il comparto sicurezza è settore disciplinato da legislazione speciale e i loro appartenenti hanno profili giuridici e contrattuali ben distinti dai restanti dipendenti pubblici. Ma niente, tutto si risolve con un comma (neanche un articolo!) inserito in un ddl che parla un po’ di tutto, dalle autorità portuali ai procedimenti amministrativi.


Questo modo di operare non rappresenta soltanto una occasione persa, rappresenta un modo incoerente di legiferare con riflessi anche gravi sulla reale razionalizzazione che si vorrebbe perseguire.
Ma non basta. Il citato comma dell’art. 7 non da assolutamente indicazioni chiare e precise su come il Governo dovrà dare attuazione alla delega. Si usano termini generici come “riorganizzazione” e locuzioni come “anche” ed “eventualmente”. Non si citano, ad esempio, quali dovranno essere le strutture pubbliche da riorganizzare insieme al Corpo Forestale: Ispettorato Centrale sul controllo della Qualità dei prodotti agro-alimentari e Repressione delle Frodi? I reparti speciali dei Carabinieri in materia agro-alimentare e ambientale? Non è dato sapere o, più probabilmente, non è previsto nessuna intervento al di fuori del CFS. E comunque, l’accorpamento della Forestale non solo è “eventuale” ma non sia sa neanche in quale forza di polizia avverrà. Non si sa addirittura se sarà a ordinamento civile (come più logico) o militare (come si “vocifera”). Non è dato sapere come avverrà questo eventuale accorpamento, se attraverso l’istituzione di un apposito dipartimento, direzione centrale, specialità. Non si sa che fine faranno tutte quelle funzioni tecniche svolte dal Corpo Forestale in materia di monitoraggio ambientale (stato fitosanitario delle foreste, inventario nazionale dei serbatoi di carbonio, tutela degli alberi monumentali), protezione civile (direzione tecnica delle operazioni di spegnimento degli incendi boschivi e non solo), gestione di aree protette (130 Riserve Naturali dello Stato gestite in maniera virtuosa). Non è dato sapere quale sarà il destino dei 2.000 operai con contratto agricolo sparsi nelle 15 regioni a statuto ordinario e che sostanzialmente si occupano della manutenzione delle Riserve Naturali e dei Centri per la Biodiversità. Sarebbe bene ricordare, infatti, che il Corpo Forestale, diversamente dagli altri 4 corpi di polizia, non svolge unicamente compiti di polizia (cosa, questa, che lo rende una forza di polizia sui generis, con una complessità di funzioni inversamente proporzione alle sue ridotte dimensioni) , bensì una molteplicità di attività tutte tese alla tutela ambientale a tutto tondo. Insomma una delega in bianco.


Non si capisce la pervicace ostinazione nel voler sopprimere proprio il corpo di polizia più complesso e piccolo quando ci sarebbero altre forze di polizia che, oltre ad avere evidenti affinità organizzative e funzionali con la polizia di Stato, hanno pure tutto l’interesse a confluirvi.
Non si capisce che senso abbia sopprimere la Forestale a livello statale lasciando inalterati quattro corpi forestali regionali, due corpi forestali provinciali, l’ispettorato repressione frodi, due corpi nazionali di Guardiaparco. Non si capisce perché non si è mai voluto minimamente accettare la proposta, avanza da più parti (opposizioni, associazioni, semplici cittadini, dirigenza del Corpo Forestale) di realizzare una VERA semplificazione e razionalizzazione delle risorse accorpando all’interno del CFS, che è il principale soggetto che si occupa di polizia e tutela ambientale, di tutti gli altri organismi minori che si occupano di attività molto affini (oltre a quelle già citate, i nuclei operativi dei carabinieri e le polizie provinciali).


A proposito. La soppressione delle polizia provinciali come si colloca nel disegno di “aumentare i controlli ambientali” e con il “mantenimento degli attuali livelli di presidio ambientale” citato dal famigerato articolo 7? Già questa frase era comunque un giochino al ribasso: in un paese con comandi stazione del Corpo Forestale dello Stato senza personale o con solo uno o due addetti e un organico che nelle regioni del nord sfiora il 50% mantenere gli “attuali livelli di presidio” può voler dire cristallizzare una situazione di assoluta inadeguatezza alle reali necessità del territorio. Eliminare le polizie provinciali vuol dire svuotare ancora la tutela ambientale e soprattutto le belle parole con cui ci si riempe spesso la bocca.


Gli ultimi emendamenti approvati parlano di quote da confluire nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, di limitato contingente di personale che potrà passare ad altre amministrazioni dello Stato, del personale CFS appartenente ai ruoli tecnici che si trasformerebbe automaticamente i ispettori fitosanitari (anche se non si sono mai occupati di tale attività esistendo in ogni regione appositi servizi fitosanitari). Le ultime “indiscrezioni” da fonti sindacali o simila (cocer) ventilano l’assorbimento del personale forestale nelle due sole specializzazioni dei Carabinieri, i NAS e il NOE, con buona pace di tutte le altre specialità attualmente attive all’interno della Forestale e il Governo ha ancora il coraggio di negare lo “spezzatino” e la perdita di professionalità?


Se la Forestale verrà accorpata all’Arma dei Carabinieri (vera e propria forza armata impiegata anche in teatri di guerra), i risvolti possibili saranno ancora più nefasti di quelli inizialmente ipotizzati.
Questo disegno di legge creerà un danno al paese, non va assolutamente nella direzione di quello che ci chiede l’Unione Europea, è assolutamente impopolare, irrazionale, illogico e, secondo autorevoli fonti, anticostituzionale. Può bastare?


Gordon Cavalloni

Annunci

One thought on “SOPPRESSIONE DEL CFS – LETTERA APERTA AL GOVERNO

  1. PAROLARI Danilo 19 luglio 2015 / 3:04

    I Sigg.i del Governo vigente sono precipitati cosí in basso che hanno smarrito la dignità non solo di rappresentanti dei questo Paese, ma ancor più importante quella di Esseri Umani. Danilo

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...